di Valentino Tavolazzi
Mi domando se il signor Galletti si sia documentato prima di proporre le proprie considerazioni sull’inquinamento dell’inceneritore di Hera e sui criteri alla base della sua corretta valutazione. Egli ripropone la litania, più volte sciorinata dagli amministratori Pd ed Hera, che le emissioni effettive del nuovo impianto andrebbero comparate con quelle della vecchia linea L1, più quelle di Conchetta e dell’inceneritore tossici e nocivi del petrolchimico, chiusi da anni, prima dell’avvio della triplicazione.
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di Valentino Tavolazzi
Il nuovo ospedale di Cona non funzionerà prima del 2012. Se poi, come sarebbe corretto e responsabile verso la popolazione, si vorrà attendere il completamento delle opere viarie e ferroviarie prima di aprirlo, al fine di garantire i collegamenti pubblici e privati città-ospedale, allora altri due anni non basteranno. C’è poi il grave contenzioso legale tra azienda e impresa. Si tratta di nuovi lavori non previsti a contratto, tempi dilatati di esecuzione delle opere, penali, nuovi prezzi, perizie suppletive e di variante, rinegoziato del contratto per l’erogazione dei servizi no core. Una selva di problemi ai quali si aggiungono la non disponibilità di risorse finanziare necessarie al completamento dell’opera e l’assenza di una definita posizione dell’Università in tema di spazi disponibili, servizi didattici e risorse. Quando tutto questo sarà positivamente risolto, scatterà la “trappola” della chiusura del Sant’Anna e del suo pronto soccorso. Una sberla a man rovescia data alla città.
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di Angelo Storari
Il castello di carta su cui la maggioranza politica, PD e alleati attuali e passati, hanno celato il malgoverno, sta crollando sotto la spinta dei cittadini organizzati in comitati e delle forze come PPF che finalmente hanno portato una voce fuori dal coro nell’agone politico.
Ancora prima di costituire il nostro movimento (PPF/M5*), nelle battaglie contro la triplicazione dell’inceneritore, denunciavamo le incoerenze dei soggetti politici responsabili di queste scelte scellerate, che ancor oggi ci governano sebbene puniti più o meno severamente dall’elettorato. Dicevano che le nuove linee di Cassana, ancorché triplicate, visti i progressi tecnici, non avrebbero inquinato di più.
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di Federico Valerio
Due notizie importanti sul fronte della riduzione della produzione di rifiuti e “due calci negli stinchi” agli amici degli inceneritori. Il Ministero della salute con il Decreto 19 maggio 2010 n 113 ha autorizzato, a partire dal 5 agosto 2010, l’uso di PET riciclato per la produzione di nuovi imballaggi contenenti alimenti. Il PET ( Poli Etilen Tereftalato) è il polimero usato per le bottiglie di acqua, bevande gasate, latte.
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di Patrizia Gentilini
Vorrei portare a conoscenza dei suoi lettori quanto emerso da un studio epidemiologico di recente pubblicato ( Occup Environ Med 2010; 67, 493-499), condotto in Francia e riguardante linsorgenza di malformazioni al tratto urinario in bambini nati da madri esposte prima del concepimento o nelle primissime fasi della gravidanza ad emissioni di impianti di incenerimento di rifiuti.
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di Paolo Giardini
Non si comprende come mai l’articolo 643 del Codice Penale, che stabilisce che la “circonvenzione d’incapace” sia un delitto, non venga aggiornato secondo necessità. Sta scritto: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con ecc. ecc.”. Si noterà che, stranamente, viene considerata solo l’inesperienza dei minori. Ma le legioni di adulti ben scolarizzati (quando l’art. 643 fu formulato, l’analfabetismo era diffuso) accorrenti alle sirene delle varie Vanna Marchi o di miracolosi promotori finanziari, dimostrano che l’alfabetizzazione e l’età adulta non bastano a scavalcare l’indefinita soglia d’incapacità posta nel dominio delle incompetenze.
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di Tommaso Mantovani
A proposito dell’aumento di inquinanti con la triplicazione dell’inceneritore di via Diana, permettemi di dire “l’avevamo detto”. Già 2 anni fa, come ambientalisti avevamo paventato questo pericolo, in piazza e in audizioni con sindaco e assessori. Senza scomodare Lavoisier (“nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”), ci sembrava lapalissiano che se da 42.000 t. di rifiuti bruciati si passa a 130.000 (questa è l’Autorizzazione Integrata Ambientale che la Provincia ha concesso ad Hera), aumentano inevitabilmente le emissioni nell’aria e le immissioni nell’ambiente. In più, i filtri che vengono utilizzati da Hera non sono in grado di trattenere le nanoparticelle dai 2,5 micron di diametro in giù; e la ammoniaca utilizzata per abbatterle fa quello che può. Anzi, aumentano le emissioni di tale sostanza.
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di Tommaso Mantovani
Sono rimasto allibito dallo sbandieramento sui giornali delle analisi ambientali che vengono effettuate in questi giorni nel quadrante-est della città. Credo sia ovvio che le analisi approfondite andassero fatte prima e non dopo la costruzione dell’asilo nido di via del Salice e delle aree residenziali di via Gerani, via Caretti e dintorni… Che fossero luoghi adibiti a discariche di rifiuti era risaputo almeno dal ’95, quando si è pianificata l’edilizia della zona (notizia dell’ex-assessore Atti, centro sociale “Il Melo”, 25 mag 2009). Ma quello che mi colpisce maggiormente è che l’inquinamento dell’area da CVM e da altre sostanze è accertata almeno dal 2004, per opera dell’Univeristà di Ferrara (prof. Gargini). I dati ci sono già, inequivocabili.
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PpF da il via alla campagna associativa per il 2010.
Iscriviti per partecipare o anche solo per sostenere le nostre lotte.
La quota di iscrizione è di, minimo, 30 euro. Potrai iscriverti presso i nostri uffici in comune (gruppo consigliare) o inviando a info@progettoperferrara.org il seguente modulo compilato, Scheda_adesione_2010.
Per info: info@progettoperferrara.org – tel. 329 9780480
di Valentino Tavolazzi
Nella bozza di linee guida del Piano Operativo Comunale (POC) salta agli occhi la previsione di 2000 nuovi alloggi da costruire nel quinquennio 2010-2015, oltre a quelli realizzati con intervento diretto. Tra questi spiccano i 170 alloggi “da realizzarsi nell’ambito degli interventi per il riutilizzo dell’attuale Ospedale Sant’Anna”, alla faccia del percorso di urbanistica partecipata, sventolato da sindaco, Pd e maggioranza nel consiglio straordinario di lunedì, per decidere l’uso di quell’area. Ppf/M5S ha immediatamente chiesto in commissione urbanistica come nasca la previsione di 2000 nuovi appartamenti e se sia disponibile il fabbisogno di alloggi attuale e proiettato nei prossimi anni, tenuto conto di quelli in costruzione o invenduti e di quelli di iniziativa diretta, regolata dal Rue.
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di Valentino Tavolazzi
Chiudere il Sant’Anna è una scelta irresponsabile. Il Pd, tramite il consigliere medico Portaluppi, persevera nello stucchevole gioco delle tre carte. E’ inoppugnabile che la scelta di chiudere il pronto soccorso in città, determini un grave disagio e maggiori rischi per i cittadini del centro, dei quartieri nord, nord-ovest e sud, almeno fino a via Veneziani e via Caselli. Si tratta di almeno 80 mila persone, prevalentemente anziani, per le quali, in condizioni di emergenza e non, l’accesso a Cona sarà meno rapido di quanto non sia oggi. Portaluppi, clamorosamente smentito nelle sue acrobatiche elucubrazioni, cerca di spostare il tiro dalla città alla provincia, per dimostrare che la posizione del nuovo ospedale nel “fondo della morte” sia ottimale per l’emergenza.
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dal blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/
Il confine tra pubblico e privato è sempre più sottile. Entrambi sono a pagamento, il pubblico si paga una volta sola con le tasse, il privato due volte. Il pubblico non funziona, il privato funziona, ma non sempre. Il pubblico è di tutti, e quindi di nessuno, il privato è di un’azienda, di solito una concessionaria di beni pubblici. Privatizzare è una parola positiva, statalizzare è comunista, no global, contro il progresso. L’IRI era pubblica, anche la Telecom era pubblica e da quando è privata e sommersa da debiti (35 miliardi di euro) e dai licenziamenti (50.000 , il 50% dei dipendenti, in dieci anni). Il demanio era pubblico e diventerà privato.
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dal blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/
Odio la Sinistra dei cantori del nulla ideologico, dei moralisti, degli intellettuali, dei filosofi impegnata sempre a impartire lezioni.
Odio la Sinistra delle trattative sotto il tavolo, degli inciuci, dei silenzi, delle votazioni in aula per l’indulto e dell’assenza dall’aula per lo Scudo Fiscale.
Odio la Sinistra che ha trasformato l’opposizione in una caricatura, la Sinistra autoreferenziale che non tollera nessuno alla sua sinistra e dialoga con mafiosi e piduisti. Odio le ottusità e le furbizie della Sinistra, il distacco dagli operai, dai precari, l’altezzosità dei suoi giornalisti maestri del pensiero unico.
Odio la Sinistra che ha dimenticato gli operai, i precari, i disoccupati, la Sinistra dei sindacati scomparsi, quella degli inceneritori, dell’acqua privata, del nucleare sicuro e dei parlamentari che maturano la pensione dopo due anni e mezzo.
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