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05 Set, 2012

Abilità Assessorile

Inserito da: PpF In: Servizi pubblici

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di Paolo Giardini

La Nuova Ferrara riferisce in un articolo odierno (4/09/2012) che l’assessore Aldo Modonesi, al termine di una mattinata di verifiche, ha divulgato: «Abbiamo chiesto ad Hera un report sulla situazione delle caditoie anche per intervenire in maniera tempestiva dove ce ne fosse bisogno». Notando quello strano condizionale: “dove ce ne fosse bisogno”, viene spontaneo chiedersi cos’abbia riscontrato l’ineffabile Modonesi nelle sue autorevoli verifiche: l’esistenza di una lunga serie di caditoie funzionanti come inghiottitoi carsici? O strade che assumendo con la pioggia aspetti lacustri, rievochino, in accordo con gli assessorati alla kultura e all’urbanistica, l’antico fascino della primigenia città sorta su isolette del grande fiume (alla faccia dei passanti a piedi o in bici, irrorati dalle auto in transito come se fossero aerei Canadair)?

Lascia perplessi pure la sua richiesta ad Hera “di un report della situazione”: crede forse che le caditoie siano oggetti specialistici, individuabili solo da esperti con strumentazione ad hoc (i famosi rari occhi-non-foderati-di-prosciutto) per discriminarle a colpo sicuro dai normali chiusini dei pozzetti? O il Comune è così inidoneo a redigere una lista di caditoie otturate da dover pregare il controllato di controllarsi da solo? Se così fosse, il Comune potrebbe estendere il concetto collaborativo da Hera ai cittadini anche sul versante delle infrazioni per divieto di sosta. A meno che non creda che Hera sia più onesta dei cittadini… Ma attenti ad ammetterlo: i ferraresi potrebbero una volta tanto offendersi parecchio.

Sempre nello stesso articolo, riguardo agli allagamenti segnalati ai sottopassi di viale Po e via Ricciarelli, l’ineffabile ha inanellato un’altra perla di rara saggezza: «Si tratta di problemi dovuti a black out dell’energia elettrica che ha fermato le pompe».

Indipendentemente dal fatto che l’asserzione sembra la spiegazione di un coccolone capitato a Giovanni data da Aldo a Giacomo: “Si tratta di normali difficoltà dovute a stasi ossigenativa prodotta dal cuore che ha fermato la circolazione sanguinosa”, in tutta evidenza all’assessorato ai lavori pubblici il concetto di black out elettrico è ancora nel limbo delle conoscenze futuribili come la materia oscura per gli astrofisici. Non si spiega altrimenti come i black out intervenuti in viale Po e via Ricciarelli (vie poste agli antipodi della città) non abbiano drammaticamente lasciato al buio l’intera città.

Che delle pompe si fermino quando manca l’energia elettrica è pacifico, ma non occorre spegnere la luce a tutto il territorio (black out) per fermarle: basta che scattino le protezioni elettriche dei motori o delle loro linee, poste sui quadri elettrici che li alimentano. In mancanza di manutenzione o difetti d’isolamento le pompe ferme non danno mai problemi, è quando devono intervenire per la pioggia che i guai da mancata manutenzione elettromeccanica emergono. Basta anche che penetri acqua piovana sugli equipaggiamenti elettrici per buttare tutto fuori servizio.

Caro ineffabile assessore, sappia che i black out sono molto democratici e tolgono corrente a tutti, anche al Palazzo. Per quanto sia preso da elevati pensieri assessorili, nell’eventualità che ne avvenisse uno, se ne accorgerebbe immediatamente anche lei insieme alle pompe aspiranti dei sottopassi, senza necessità di dover apprendere la notizia dai giornali.

In altri termini, com’è lo stato di manutenzione di quei gruppi pompe?! O anche qui deve chiedere al controllato Hera di controllare l’ineccepibile operato di Hera?

 

 

 

  • andrea

    Mi sembra tutto ovvio e chiaro. Invece di fare retorica di basso profilo, cioè parlare di una ridiscussione a livello nazionale su “alcuni temi”, alcune regole, che peraltro già ci sono, del M5S, perchè tu, Favia e anche Pizzarotti non dite che volete fare carriera politica e che i 2 mandati e poi a casa non vi vanno bene? Che male c’è nel dire la verità invece di sputare nel piatto nel quale avete mangiato? Non vi vergognate nel mascherare ipocritamente le vostre ambizioni?

    Scrivetelo nel vostro blog cosa volete e smettete di scambiarvi ping criptati in subdolo codice, pronti per essere serviti, a discapito di tutti gli attivisti onesti, sui finti tiggì, mentana in primis.

    La forza del movimento 5 Stelle non è nella onestà e capacità di pochi ma nella forza di tutti glia altri. E credo che tu, Tavolazzi, come Favia e anche Pizzarotti non lo avete capito!

  • andrea

    In realtà lo avete capito MOLTO BENE, però fate finta di non volerlo capire, specie quando vi trovate davanti alle telecamere. Narcisismo, ambizione individuale oppure entrambi? Quanto è debole e triste la natura umana!

  • Giardini Paolo

    veh’ “debole e triste natura umana”, è troppa fatica inserire i tuoi commenti nel contesto adeguato, o astenerti dalla fregola di piazzarli schizofrenicamente nel primo posto che capita?
    E vai anche ad accusare gli altri di narcisismo, sommerso come sei dal tuo che non ti consente di vedere che stai commentando una lettera di Paolo Giardini, non di Valentino Tavolazzi.
    Ma va ben a far prediche a tua nonna, mezza calzetta!

  • andrea

    …sei un politico politicante.

    Il movimento 5 stelle vi spazzerà via. La tua risposta mi fa capire che avevo ragione. 1 a 0 per me e partita finita.

    Ci vediamo in Parlamento, non quello dei MAFIOSI oppure delle Lobby dei MAFIOSI, neppure quello DEGLI AMBIZIOSI, cioè il vostro.

    Sarà un piacere.

    p.s.
    Tu non ci sarai (in parlamento) e non sarai rappresentato (sempre in parlamento), però da vespa a parlare di mancata rappresentanza e di mancata democrazia per te un posto ci sarà sempre. Fissa la puntata entro il 2013. Perchè dopo sarà troppo tardi, vedrai.

  • marisa

    Andrea qual’e il tuo problema soffri di schizzofrenia acuta? Smettila di sparare cavolate, non ti accorgi che sei fuori tema?

  • andrea

    siete FI NI TI

    FALSI quasi più dei partiti che hanno sfasciato il paese.

    Lasciami farneticare.

    Smettetela di infangare i 5 stelle, vigliacchi. Se siete bravi e volete fare politica, bene, sono contento, smettetela però non sporcate i 5 stelle, dimostrando così di essere sporchi come siete. Togliete anche il simbolo imbrattato, che le 5 Stelle sono belle, non meritano di essere imbrattate da 5 0 6 cialtroni che vogliono fare politica con i soldi della brava gente. Fatevi un partito e non rompete più i coglioni.

    Il fatto che mi dai del pazzo farneticante mi fa capire di essere sano di mente e che voi siete finti come i partiti. Non vi caga nessuno e i commenti medi sono 0, qualcosa. Sono poi così farneticante? 

    Qui la chiudo.

  • Lino

    Andrea fatti una camomilla, questo non è lo sfogatoio per persone frustrate, vai a commentare nel santo blog, quello è il tuo posto la se ne dicono di tutto e di più.

  • andrea

    Per i politicanti vecchi stampo come tavolazzi che vogliono affondare il M5S. Domani spero tu vada a piazza sporca, per mostrare a tutti la tua disonestà intellettuale che poi è disonestà d’animo. Non ho nessuna stima di te e di chi ti segue.

  • andrea

     Da Achintya Neyeli
    Emilio Balasso, qualche mela marcia all’interno di una cesta fondamentalmente sana e alternativa, alla vera merda che ci circonda e di cui alcuni pare, non si siano ancora stancati, è prevedibile ed era preventivabile, sin dall’inizio. Le beghette di quartiere, i giochini di potere, il fatto che ogni tanto, qualcuno si creda più importante di altri e quindi, rivendichi un ruolo di maggior spessore, è insito in ogni realtà umana. M5s compreso. O credete ingenuamente, voi che venite qui a puntare il dito su qualche merdina interna al M5s, mentre la merda abissale vi/ci fagocita da decenni, che il M5s sia impenetrabile e completamente schermato, da eventuali prime donne isteriche in cerca di visibilità e potere? O siete dei poveri deficienti, che credono davvero che perchè, un movimento si è dato un principio generale di uguaglianza, e ovviamente tende a muoversi idealmente in questo senso, allora è impossibile che al suo interno, si verifichino situazioni discordarti dal principio ispiratore…oppure, siete i soliti tristi figuri, che in malafede o anche solo per dare un senso alla propria vuota vita, vengono qui come sulla pagina di Beppe Grillo, a sparare le solite quattro troiate coglion-complottistiche, lette su qualche sito o giornale, fantomaticamente considerati “veritieri ed illluminati” ed assoliutamente degni di credibilità e fiducia…perchè se avete un cervello funzionante, una capacità e una visione critica delle cose e degli avvenimenti e soprattutto, siete spinti da onesta intellettuale…dovete solo convenire su di un fatto: Favia, come Tavolazzi prima e alcuni del nucleo M5s emiliano ( in futuro vedremo se i Favia, proliferano e no )…sono dei piccoli e patetici arrivisti. Gente dotata di scarsa personalità e furbizia, ma provvista di una forte dose di opportunismo e di ambizione personale.Tavolazzi è un vecchio politicante, che fiutato l’affare M5s con tutto il suo potenziale, lo voleva fottere a Grillo e a tutti gli iscritti ( quelli veri e onesti, che sono la maggioranza ), togliendo il logo a Beppe e trasformando il M5s in una sorta di nuovo Pd, strutturato alla maniera dei partiti e soprattutto, abolendo le regole, come quella dei due mandati e quella della non candidabilità di chi ha già militato in partiti politici, che sono decisamente limitanti e frustranti, per chi, come Favia ad esempio, vuole una poltroncina in parlamento e sa di non poterla avere. Poi, quelli che arrivano qui con tutta questa sicurezza, sui presunti fascismo e dittatorialità del M5s e dei suoi due fondatori, pongono l’accento su fatti come quello di Defranceschi. E allora ricordiamolo il famigerato caso Defranceschi-M5s. Defranceschi promosse, una risoluzione a favore dei lavoratori del quotidiano l’Unità. E Grillo, giustamente si incazzò come una iena. Perchè? Semplice, chi come me nel 2008 era al V2 Day, quello che riempì Piazza San Carlo a Torino, sa molto bene che quell’evento straordinario fu organizzato, per chiedere l’abolizione del finaziamento pubblico all’editoria, dell’ordine dei giornalisti e della legge Gasparri. Defranceschi, quando ha aderito al M5s e quando, grazie al M5s è stato eletto, dove stava quel giorno di aprile? Non sapeva che il M5s, è contrario ad ogni forma di finaziamento pubblica alla politica e all’editoria? Nel momento in cui tu aderisci ad un movimento, ne sposi i principi ispiratori e ne segui coerentemente le regole e le proposte, altrimenti devi farti solo una semplice domanda… ” perchè sono in questo movimento, se le sue regole e le sue idee e proposte, non mi stanno bene? “…eh già, perchè? Ce lo chiediamo anche noi. Defranceschi, con quel suo atto, dimostrò di andare contro alla causa che aveva abbracciato, mancando completamente di coerenza e minando la credibilità di quella stessa causa. Perchè è chiaro che, chiunque rappresenti formalmente e pubblicamente il M5s, ha una responsabilità maggiore, rispetto agli elettori o semplici simpatizzanti del M5s. La responsabilità di rappresentare con dignità, onestà, coerenza e credibilità, questo movimento. Altrimenti, la porta è sempre aperta. Nessuno tiene prigioniero chicchessia. Se ad un certo punto del percorso, all’interno di una causa o di un movimento, cambiano gli interessi o le aspettative personali, si deve avere la lealtà e il coraggio di dirlo apertamente, e di lasciare quella realtà, che evidentemente è divenuta troppo stretta. Invece, alcuni, come Favia, preferiscono forzare la mano, tentare di rovesciare il tavolo. E lo fanno, nel peggiore dei modi. Dietro le spalle. Con assoluta viltà. Perchè se Giovanni Favia, avesse avuto le prove inoppugnabili, di ciò che ha affermato in quel ridicolo fuorionda “rubato”, avrebbe sfidato Grillo e Casaleggio apertamente, portando le prove incontrovertibili delle sue dichiarazioni. Invece? Nulla. Perciò, caro Emilio Balasso, lo dico a te come a tutti coloro che, vengono qui, a scrivere idiozie colossali…avete le prove concrete che Grillo sia una sorta di despota, e che l’oscuro e tetro Casaleggio, sia un potente e pericoloso manovratore dietro le quinte? Che il M5s sia una specie di congrega satanico-massonica, composta da invasati che vogliono stabilire una malefica dittatura del web, sul pianeta Terra? Che dietro al M5s ci sia un disegno preciso, atto a cancellare la democrazia ( ma quale democrazia??!! ) e ad instaurare un nuovo ordine mondiale? Se avete le prove, portatele. Se invece, avete solo voglia di rompere il cazzo o siete magari, foraggiati per farlo…andate a fare in culo e levatevi dai coglioni. Questa è vera democrazia….vera libertà d’espressione…leggere una puttanata o sentirla proferire dalla bocca di qualcuno e potergli dire…” ma vaffanculo!!! “…;))). “

  • andrea

    Se domani andrai da quel pennivendolo a libro paga, studiati le regole, tavolazzo. E poi spiegale a piazza sporca le regole, non le tue, cioè quelle che vorresti tu, ma le regole che già ci sono. Tavolazzo.

    Le regole si rispettano! E questo non e’ mancanza di democrazia! Se a qualcuno nn stanno bene, non si e’ obbligati a rimanere nel movimento x denigrarlo!!! LEGGETELO! E ricordate che tutti gli attivisti firmano x accettazione! MoVimento 5 Stelle (www.movimento5stelle.it) è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo.Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche e con cittadini impegnati.Il MoVimento 5 Stelle nasce appunto da una libera associazione di cittadini decisi a impegnarsi sul territorio, stanchi di delegare il proprio futuro alle decisioni prese nei “palazzi”.Il MoVimento 5 Stelle vuole eliminare “la politica di professione”.La politica che intendiamo noi è un “servizio civile a tempo determinato e costo minimo, come dipendenti pubblici che ratificano le decisioni prese dai cittadini tramite votazioni sul web”I principi fondanti del MoVimento 5 Stelle sono elencati nel Non-Statuto.http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdfGli obbiettivi del MoVimento 5 Stelle a livello nazionale sono elencati nel Programma.http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdfGli obbiettivi del MoVimento 5 Stelle a livello locale sono elencati nella Carta di Firenze.http://www.beppegrillo.it/listeciviche/documenti/carta_di_firenze.pdfUno dei valori del MoVimento 5 Stelle è la democrazia diretta e partecipativa: per questo motivo tutti i programmi, nazionali e locali, sono stati creati in “stile-wikipedia” cioè aperti alle proposte, modifiche e critiche costruttive dei cittadini espresse tramite internet.http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/Il MoVimento 5 Stelle non riceve alcun finanziamento pubblico e non fa alleanze con i partiti, ma solo con comitati di cittadini su specifici temi valutati liberamente di volta in volta.(esmpio: comitati ACQUA PUBBLICA, NO TAV, NO GRONDA,ecc.)http://www.guastalla5stelle.org/2010/08/rimborsi-elettorali-dalla-gazzetta-ufficiale-la-conferma-solo-il-movimento-5-stelle-li-ha-rifiutati/Il partito “tradizionale” funziona così:E’ una struttura piramidale.Al vertice c’è un leader, poi c’è un direttivo nazionale, poi i direttivi regionali, quelli provinciali, quelli cittadini.Le decisioni sono prese dall’alto e poi si riversano a cascata verso il basso.Il Movimento Cinque Stelle invece è TOTALMENTE DIVERSO.Ha una non-struttura.Una rete. Dinamica e non statica.I nodi sono le Persone e i link le relazioni interpersonali.(nei partiti invece le relazioni sono stabilite da un modello gerarchico)Una non-struttura, leggera, sempre in movimento.Ognuno vale uno.Non ci sono capi, nè capetti, nè tessere.Qualunque cittadino può decidere di diventare attivo.Decide di impegnarsi sul territorio per battaglie concrete (acqua pubblica,energie rinnovabili,internet e wi-fi gratis e libero,no inceneritori,raccolta differenziata,ecc.) si aggrega con altri cittadini che hanno gli stessi obbiettivi. (come strumento aggregativo può aprire un meetup) http://beppegrillo.meetup.com/Poi se in vista delle elezioni i cittadini vogliono fare una lista 5 stelle ben venga,ma nessuno li obbliga.Presenteranno tutti i documenti necessari http://www.beppegrillo.it/movimento/crea-la-tua-lista.htmle se avranno rispettato tutti i requisiti allora saranno certificati e riceveranno l’uso del logo 5 stelle.Il logo è il CERTIFICATO UFFICIALE che attesta i requisiti dei candidati, nulla di più , nulla di meno.http://www.beppegrillo.it/movimento/crea-la-tua-lista.htmlGrillo è il garante del logo del m5s per tutelarlo nell’interesse dei 200’000 (per ora) cittadini iscritti al m5s.Chi fa parte del m5s accetta questo principio.Pagina 3, articolo 3 del Non-Statuto.http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdfChi si candida accetta le regole (firmando un documento) tra le quali:http://www.beppegrillo.it/movimento/crea-la-tua-lista.html“Il blog www.beppegrillo.it può revocare la certificazione di un singolo candidato o dell’intera lista e quindi rimuoverne le informazioni dal sito nel caso in cui non sussistessero più le suddette condizioni”Quindi i vari Tavolazzi,Cento e/o altri a cui è stata tolta la certificazione e inibito l’uso del logo 5 stelle NON SCASSASSERO PIU’ LA MINCHIA ,dato che hanno firmato e accettato un impegno all’atto della loro candidatura, ma questo NON lo dice mai nessuno, perchè il rispetto degli impegni è carta da cesso per chi è in malafede.E poi gli eletti saranno controllati dalla rete, dai cittadini dal basso: ogni 6 mesi i consiglieri 5 stelle eletti devono rendicontare il loro operato ai cittadini e se non sono stati all’altezza vanno a casa e via un’altro.QUESTO E’ IL M5S E COME FUNZIONA.TUTTO IL RESTO SONO STRONZATE DEI PENNIVENDOLI, DEI PARTITI,DI ARRIVISTI IN MALAFEDE E DEGLI IGNORANTI PRESUNTUOSI CHE NON CONOSCONO COME FUNZIONA IL M5S,MA PENSANO DI DARE LEZIONI AGLI ALTRI. 

  • Willy Lorbo

    ecco adesso fai un bel respiro…

  • Willy Lorbo

    Io ho notato una cosa, in tutta la sequela di insulti e contumelie che, da Grillo in giù, sono piovute addosso a Favia da parte dei suoi (ex ?) compagni di movimento: dalle loro argomentazioni e dai loro giudizi è completamente sparita la gente. Nessuna menzione, neppure minima, neppure di sfuggita, del fatto che Favia è stato liberamente eletto da una moltitudine di cittadini; che ha avuto 160.000 preferenze; che sta in un’istituzione pubblica a rappresentare non solo la collettività di chi lo ha eletto, ma l’intero corpo elettorale dell’Emilia Romagna. E che intanto è a loro che deve rendere conto del suo operato e delle sue scelte. Nulla di nulla: solo un attacco personale, una character assassination,una liquidazione inappellabile e preventiva, una specie di decapitazione politica decisa nelle segrete stanze di una chattata su skype o in un giro di telefonate a due o a tre.Capito il paradosso ? Si sta in un movimento che si vuole catapultare nel futuro eleggendo a totem ideologico la tecnologia web, che dovrebbe interpretare la complessità del moderno, ed offrire una chiave alternativa di comprensione e di guida della realtà, e Grillo liquida Favia dicendo che “non ha più la sua fiducia”, come un re assiro-babilonese. Si elogia il rapporto diretto e non più mediato nella comunicazione, nella vigilanza, nel dialogo tra cittadino e autorità, e Grillo si sottrae a qualunque confronto diretto col traditore, non facendosi trovare al telefono. Quando parlo di stalinismo, non intendo ovviamente confrontare uomini, eventi, lutti e tragedie che sono naturalmente imparagonabili sotto qualunque aspetto. Intendo dire che la gestione personalistica di un nucleo politico, il pugno di ferro dittatoriale e accentratore che elimina in radice ogni dissenso come male necessario in attesa di un futuro democratico e luminoso che non arriva mai, è un refrain vecchio come la storia, che ha sempre lo stesso inizio, e in genere anche lo stesso epilogo. Brecht, quando difendeva gli orrori della rivoluzione sovietica nella sua degenerazione staliniana, se la cavava con un verso sdolcinato e infame: “noi che aprimmo le porte alla gentilezza, non potemmo essere gentili”. Mentre si doveva capire subito che il metodo “non gentile” (vabbè…) è già un merito, ed è già la premessa indispensabile per precludere al futuro qualunque possibilità di gentilezza (nel microcosmo italiano, e a proposito di familismi autocentrati che eliminano ogni dissenso interno, si comincia con le trecentomila baionette bergamasche con cui assaltare il palazzo del potere, e si finisce col comperarsi la laurea in Albania…).-Michele Castellari

  • Willy Lorbo

    Scrive Marco Travaglio, a proposito di Giovanni Favia e del suo attacco a Casaleggio e quindi a Grillo: “Se non ti piace il tuo club, esci. O combatti da dentro per cambiare le cose: ma a viso aperto, non bisbigliando”. Giusto. Ma qualcuno aveva provato a chiedere di cambiare le cose “a viso aperto”,Valentino Tavolazzi, uno dei militanti della prima ora del M5S, popolarissimo, come del resto Favia. “A viso aperto” aveva addirittura chiesto assai meno, neppure il dissenso (una linea alternativa) ma il diritto al dissenso, un po’ come, si parva licet, Ingrao per decenni dentro il Pci. Risultato: Tavolazzi immediatamente espulso. Eppure era anche suo, il club. Oppure M5S è il club di Beppe Grillo, sua proprietà privata, e perciò “se non ti piace il SUO club, esci”?
    Tavolazzi, se non ricordo male, si era limitato a organizzare un incontro con altri esponenti del movimento, per scambiarsi delle idee. Proprio questa modestissima pretesa (che dovrebbe andare da sé: solo nel Pci del centralismo “democratico” era vituperata come frazionismo) è stata fulminata dall’anatema di Grillo. Con il consenso telematico di tanti militanti (che siano in maggioranza non è detto, però, e si spera il contrario): chi è eletto in un Comune o in una Regione, si occupi delle questioni che riguardano quell’ambito, sulle questioni nazionali e internazionali taccia, su quelle parla solo Beppe Grillo. Sembra di sentire il deplorevole proverbio veneto sul comportamento che deve tenere la donna e moglie: “Che la piasa, che la tasa e che la staga in casa”.
    Se in un movimento politico i militanti hanno paura di parlare “a viso aperto”, questo è già il sintomo macroscopico e non rimuovibile di un gravissimo problema, la cui responsabilità ricade interamente sui vertici, che evidentemente hanno creato un clima vissuto come intimidatorio, e che costringe perciò i militanti a dissimulare il dissenso, o posporne la manifestazione a tempi più propizi, per non subire subito l’ostracismo.
    L’idea che i contatti tra militanti di situazioni e città diverse non possano avvenire direttamente, ma sempre e solo attraverso lo strumento in mano ai vertici, che insomma un militante o un eletto di Torino non possa discutere, “a viso aperto” ma anche de visu, con quello di Bologna e di Palermo e di Roma e di Trieste, ecc., che solo Grillo/Casaleggio possa esserne il tramite, è, tecnicamente parlando, un tratto che tutti gli analisti hanno sempre riscontrato come inerente ai totalitarismi. Dove ciascuno è isolato, e può entrare in contatto con gli altri solo passando per l’Egocrate, personale o collettivo (Politburo) che sia.
    Naturalmente è possibile che Favia (e Tavolazzi, e gli altri eventuali dissidenti, e tutto il cocuzzaro) siano degli arrivisti, dei furboni, degli opportunisti, la maggior parte degli articoli usciti qui nei giorni scorsi (e non solo quello di Marco) alimenta nel lettore questo dubbio. In tal caso però dovrebbe venire alle labbra una domanda per Grillo/Casaleggio: se erano tanto mefitici e deprecabili, perché li avete per tanti anni tollerati, e anzi magnificati, e perché sono stati tanto votati?
    L’articolo di Marco si chiudeva con una considerazione che mi sembra condivisibile al 101%: “In mancanza di ladri, mafiosi, mignotte e vecchie muffe, Grillo&C. dovranno superare un pubblico esame proprio sul tallone d’Achille della democrazia interna. Se riusciranno a inventare un sistema di selezione dei candidati davvero trasparente, avranno vinto. Se no, gli sconfitti non saranno loro, ma tutti gli italiani che magari non li votano, ma neppure si rassegnano a questa fogna chiamata politica”.
    Perché questo è il punto: c’è un mare di italiani, quasi tutti autenticamente democratici e niente affatto sensibili alle sirene del populismo e del qualunquismo, che alle prossime elezioni vorrebbero avere modo di dire un sonoro “no!” a questa orgia di vera antipolitica che è la partitocrazia vecchia e nuova, i “tecnici” che proseguono il berlusconismo con altri mezzi (gli stessi, meno l’overdose di volgarità e indecenza), il coro unanime che quotidianamente bacia la pantofola del Colle Più Alto. E insieme a questo “no!” magari poter dire un “sì” a misure organiche che realizzino un po’ più di “giustizia e libertà” (ma basterebbe anche un po’ meno di ingiustizia, censura e impunità) e con ciò facciano crollare lo spread di civiltà che ci allontana dall’Europa, premessa ineludibile per risolvere anche i problemi finanziari, economici, produttivi del Paese.
    Oggi solo il M5S sembra andare incontro, bene o male, a questa diffusa e democraticissima esigenza. Affrontare, da parte dei vertici del M5S, con la logica dell’anatema, fosse anche soft, o con le omissioni, le reticenze e il patriottismo di bottega, la questione della democrazia e della trasparenza nelle scelte politiche e di candidatura, significherebbe fare alla Casta il più gradito e forse inaspettato dei regali.
    Sia chiaro, il problema della democrazia non si pone in un partito o in un movimento come per le istituzioni rappresentative. Molti militanti liquidano Favia&Co. col lapidario “senza Grillo neppure esistereste”. È verissimo. Senza Grillo (e il suo sodalizio con Casaleggio), di Favia, Tavolazzi, Pizzarotti, non avremmo mai sentito parlare. Non è vero che “uno vale uno”. I movimenti e le forze politiche, oggi, nascono dall’alto. Chi ha la possibilità e capacità di essere il catalizzatore di una forza politica vale infinitamente più degli altri (esisterebbe l’Idv senza Di Pietro? E senza Nanni Moretti, i girotondi avrebbero portato in piazza un milione di persone?). Proprio per questo, perciò, sui leader incombe l’intera responsabilità di far virare e radicare a modalità democratiche, anziché padronali, il movimento che hanno creato. I leader sicuri di sé lo fanno, solo gli insicuri temono il mare aperto del confronto e del dissenso.

  • Willy Lorbo

    caro Andrea, “like a rolling stone” 
    http://www.youtube.com/watch?v=hk3mAX5xdxo  

  • Lino

    Willy Lorbo-Andrea 1-0

  • andrea

    Caro Amico, W il M5S, quello originale, non quello taroccato da questi 4 cialtroni. Facciamo 6, ci metto anche fava senza la i.

  • Lino

    Il M5* originale fondato dalla Casaleggi&C quelli di Gaia?….
    http://www.youtube.com/watch?v=sV8MwBXmewU

  • Lino

    Sono sempre gli stessi? Beppe Grillo, la Casaleggio e le Società Segrete 
    http://www.meetup.com/grillipensanti/messages/boards/thread/3713934 

Abbiamo fatto molta strada

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Salviamo il S. Anna

Operazione “fiato sul collo” – i nostri video

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Quorum Zero – Più Democrazia

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_QUORUM-ZERO.jpg

Democracy Day – 27 Novembre 2011 – Ferrara

http://www.paolomichelotto.it/blog/tag/democracy-day/

15 Ottobre

http://15october.net/it/

Linee programmatiche consiglio comunale

Consiglio comunale 09.07.09: Elezione del Presidente e Vicepresidente.

Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

Consigliere comunale

Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Fausto Cellini: i ( passi a raso o varchi a raso) senza taglio di marciapiede non è dovuto il contributo o Tassa Comunale. Sig. Si faccia seguire da una associazion
  • Comitato via Prinella: gentile Diabolik, avrei bisogno URGENTEMENTE di mettermi in contatto con Lei, è possibile? scriva a comitatoviaprinella@gmail.com grazie!
  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

In sintesi

'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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Cento: espulsi per aver chiesto spiegazioni

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Giorno specifico per il ricevimento al pubblico: mercoledì (mattino 9-13, pomeriggio 16-19)

Commenti

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