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21 Mar, 2011

Bilancio Comunale 2011: Risoluzione rette ceti abbienti

Inserito da: PpF In: Risoluzione

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Ferrara 18/3/2011

 

Al Presidente del

Consiglio Comunale

di Ferrara

 

OGGETTO: Risoluzione rette ceti abbienti, bilancio 2011

 

Il Consiglio Comunale di Ferrara

 

Premesso che

 

  • ·  nel bilancio 2011 è indicata la spesa di 4,4 milioni per il trasferimento all’Istituzione scolastica e di 13,2 milioni per il personale dipendente dal Comune, impiegato nei servizi educativi;

 

  • ·  i servizi per il diritto allo studio rappresentano i principali strumenti per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona (fra cui quelli legati all’istruzione) e per dare attuazione all’eguaglianza sostanziale fra  i cittadini, abbienti e meno abbienti, che è alla base dell’art. 3 della Costituzione italiana;

 

  • ·  in una società giusta, come dovrebbe essere intesa da chi ha a cuore la sostanziale eguaglianza dei cittadini, abbienti e meno abbienti, vanno aiutare i poveri chiedendo ai ricchi e non viceversa, vanno tagliati gli sprechi per investire in economia e lavoro, vanno fatte riforme e cambiamenti strutturali, finalizzando le risorse del Comune, umane e finanziarie, alle nuove priorità della città e dei cittadini generate dalla pesante crisi economica, occupazionale e dei conti pubblici;

 

  • ·  i costi dei servizi scolastici gestiti dall’Istituzione scolastica (nidi, materne, trasporto scolastico, mensa, ecc..) sono coperti in percentuale variabile dalle entrate da rette pagate dalle famiglie, mentre la parte restante è a carico della collettività, quindi anche di famiglie poco abbienti, pensionati, single e giovani coppie a basso reddito, attraverso trasferimenti comunali, regionali, statali, di personale dipendente comunale, di manutenzioni a carico del Comune, ecc.. Riguardo ai nidi, ad esempio, le rette coprono il 14,89% dei costi, mentre la media regionale è attestata al 21,32%;

 

  • ·  le famiglie con valore ISEE in fascia massima, pagano rette che coprono percentuali del costo totale, variabili in funzione del servizio. Nel caso di nidi e materne essa non arriva al 70%. Nell’anno scolastico 2010-2011 la retta massima nei nidi (applicata a chi dichiara un reddito ISEE di oltre 100 mila euro, cui corrisponde un reddito familiare di almeno 200 mila euro/anno) è pari a 657 €/mese e copre il 69% del costo; nelle materne la retta massima (applicata a famiglie con gli stessi livelli di reddito succitati), è di 550 €/mese e copre il 69% del costo sostenuto dall’Istituzione;

 

  • ·  nell’anno scolastico in corso, le liste di attesa per nidi e materne contenevano un numero di richieste inevase pari rispettivamente a 560 (per i nidi a dicembre 2009) e 259 (per le materne comunali a settembre 2009);

 

  • ·  occorre evitare che, in una situazione di offerta incapace di soddisfare la domanda, il Comune rinunci a chiedere, a chi può pagarlo, il costo del servizio a domanda individuale, e dunque si privi di risorse preziose che potrebbero essere utilizzate per potenziare l’offerta e dare una risposta alle famiglie oggi escluse dall’accesso al servizio; al tempo stesso occorre evitare che posti occupati da famiglie ad alto reddito, che non pagano come abbiamo visto il 100% del costo, siano indisponibili per famiglie bisognose, a causa della saturazione delle strutture comunali;

 

  • ·  in un momento di grande difficoltà dei conti pubblici, l’Amministrazione dovrebbe mettere in atto tutte le azioni tese al riequilibrio strutturale del bilancio, agendo anche sulla capacità contributiva dei ceti più abbienti;

 

Impegna il Sindaco e la Giunta a

 

  • ·  ridefinire il piano delle rette 2011-2012, relative ai servizi a domanda individuale di trasporto scolastico, centri ricreativi estivi, nidi, materne, servizi scolastici integrativi, attribuendo ai valori ISEE superiori a 50 mila euro, rette pari al 100% del costo sostenuto dall’Istituzione per erogare suddetti servizi; a valori ISEE compresi tra 40 e 50 mila euro, rette pari al 75% del costo totale. Per valori ISEE inferiori a 40 mila euro il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta a ricalibrare le rette, mantenendo, per i valori ISEE inferiori a 20 mila euro, gli importi attualmente in vigore, senza alcun aumento.

 

 

 

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale

Progetto per Ferrara

 

 

 

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