Cambia la prospettiva Home Raccomandata

21 Mar, 2011

Bilancio Comunale 2011: Risoluzione Cosap passi carrai a raso

Inserito da: PpF In: Risoluzione

facebook technorati okno segnalo
Share

Ferrara 21/03/2011

 

Al Presidente del

Consiglio Comunale

di Ferrara

 

OGGETTO: Risoluzione Cosap passi carrai a raso

 

Il Consiglio Comunale di Ferrara

 

Premesso che

 

  • · nel bilancio comunale 2011 è indicata una entrata da Cosap pari a 2,2 milioni.

 

  • ·  tale somma include la tassa richiesta ai proprietari di passi carrai a raso, per i quali non è stata richiesta la concessione del divieto di sosta;

 

  • ·  in data 31.1.11, durante il dibattito in Consiglio Comunale, in merito alla soppressione del Cosap per i passi carrai a raso, il sindaco e la maggioranza hanno dichiarato la propria disponibilità al confronto, in apposita commissione consiliare, in merito all’argomento oggetto di grande attenzione da parte dei cittadini e assai controverso sul piano giuridico;

 

  • tale approfondimento non è ancora avvenuto;

 

  • l’applicazione del canone non è obbligatoria per il Comune, al contrario è facoltativa. Pertanto gli approfondimenti giuridici possono al più servire a stabilire se essa sia legittima o meno. Infatti la scelta di applicare il Cosap ai passi carrai a raso, i cui proprietari non abbiano richiesto l’autorizzazione al divieto di sosta, altro non è che una scelta politica, che alcune Amministrazioni hanno fatto rinunciandovi, altre no;

 

Impegna il Sindaco e la Giunta

 

  • a confrontarsi quanto prima in apposita commissione consiliare, sull’opportunità della tassazione agli accessi a raso non classificabili passi carrabili ai sensi dell’articolo 44 del decreto legislativo n. 507/1993, per i quali non sia stata richiesta, da parte dei proprietari, la concessione di divieto di sosta; ad apportare le necessarie modifiche al Regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico, da sottoporre al consiglio comunale dopo la citata istruttoria in apposita commissione.

 

   Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Ppf

  • patrizia

    Il grande impegno dimostrato nella questione relativa ai passi carrai a raso è sicuramente lodevole.
    Spero si arrivi ad una risoluzione che farebbe, si, rivalutare l’opinione dell’attuale amministrazione in grande ribasso, ma che metterebbe in luce l’onestà e l’impegno che il suo movimento dimostra. Continuate così!

  • paolo

    La Provincia di Ferrara nel proprio Regolamento C.O.S.A.P. stabilisce che “sono esenti dal Canone di occupazione …le occupazioni con accessi carrai ad uso abitativo, agricolo, ecc…” (art. 29, comma 1, lett. r).
    Il Comune di Ferrara fa invece pagare il Canone sia a chi non ha interesse ad avere il divieto di sosta davanti all’accesso a raso del proprio cancello, imponendo il divieto mediante l’obbligo di esporre il relativo segnale, sia agli agricoltori che, per accedere nei propri campi per lavorare, devono passare da una strada comunale. Davvero una cosa indecente. Tenete duro e vincete questa battaglia per stabilire un principio di giustizia!

  • Valentino Tavolazzi

    Ci stiamo provando. Grazie

  • maurizia

    Premesso che se fosse una tassa equa, sarebbe estesa a tutti i pari condizioni, cosa che non è, (perché?) visto che ci sono intere strade su cui insistono passi a raso o senza manufatti, esentate. A Francolino invece, dove abito, ICA si è scatenata nell’applicare questo disonesto Regolamento comunale. Io, arrabbiatissima, dopo essermi documentata con un discreto sforzo, visto che non sono un avvocato, lo scorso autunno ho presentato ricorso al GdP:
    – contro il Comune, in quanto questa tassa NON la devo pagare. Un regolamento locale non può fornire interpretazioni diverse da quelle manifestate dal Legislatore. Ho un marciapiede davanti a casa esente da manufatti, tagli ecc.. e non è mia volontà richiedere il passo carrabile
    – contro ICA perché mi ha notificato una multa per ritardato pagamento (?) Semmai avrebbe dovuto essere omesso pagamento, dopo però avermi notificato il passo carraio!
    A metà dicembre scorso, il GdP ha riconosciuto la non corretta procedura di ICA, cancellandomi la multa ma non si è pronunciata sul resto (praticamente se ne è lavata le mani, e lo poteva fare visto che il pronunciarsi in tale ambito non rientra tra le sue competenze), io, consegnandole una sentenza del Gdp di Ostia che al contrario, in una simile questione, decideva di pronunciarsi e di applicare la sua decisione a tutti i casi analoghi, speravo invece si esprimesse…… Al ricorso avevo allegato anche la Risoluzione 225 del 26/11/07 del Ministero delle Finanze che mi sembrava essere inequivocabilmente dalla mia parte…..
    Ora:
    sto aspettando di apprendere dalla stampa locale sulla sentenza di un altro GdP che dovrebbe esprimersi a giorni su un ricorso pari al mio;
    nel frattempo non ho pagato l’odioso prelievo dalle mie tasche relativamente al 2009, 2010 e 2011 (richiesto appena qualche giorno fa), e non ho intenzione di farlo;
    sto seguendo la vostra battaglia che vi fa onore e ci renderebbe giustizia, e colgo l’occasione per presentarle la mia massima stima, Ing. Tavolazzi nel suo impegno a favore di questa cittadinanza vessata, e sempre più amareggiata e stanca di sentirsi polli da spennare
    L’eventuale ultimo passo:
    il Tribunale. E lo farò anche se mi costerà. Loro lo sanno e la furbata è proprio giocare su questo, in termini economici ai poveri cittadini conviene pagare la tassa…. Ma per me è più importante non essere beffata.

  • paolo

    Cara sig.ra Maurizia, da noi sono costretti a pagare tutti quelli che hanno un varco di almeno m. 1,80. Se lei non vede esposto il segnale di passo carraio non è detto che non sia arrivato l’avviso di accertamento. Non esistono strade esentate, esistono però pareri dell’ANCI che ritengono illegittimo assoggettare al canone i passi carrai a raso e chi capisce di norme sa che la disposizione dell’art. 5 del regolamento comunale non sta in piedi, come sa che competente a pronunciarsi in materia cosap è il Tribunale e non il G.d.P. (Cass.2945/2008), anche se negli avvisi di accertamento sono indicati entrambi inducendo in errore il ricorrente. Le assicuro che anche in Comune c’è chi capisce di norme (…non tutti però). Ma la volontà politica è un’altra.

  • Valentino Tavolazzi

    La ringrazio Maurizia.
    Da parte nostra continueremo la battaglia con tutte le iniziative politiche che si renderanno necessarie. Sto attendendo l’esito della risoluzione da noi presentata in consiglio e votata all’unanimità: convocare subito una commissione ad hoc per modificare il regolamento. Se tra 15 gg non accadrà nulla, riprenderemo la battaglia.

  • patrizia

    Gentile Sig. Paolo, é sicuramente corrispondente al vero quanto Lei afferma ma, Le assicuro, la tassa oggetto di causa non è stata richiesta a tutti.
    Per esempio, nella via dove abito io, ad alcuni residenti non è stata inviata alcuna richiesta di pagamento da parte di ICA soltanto perchè, a mio avviso, il numero civico non è apposto al cancello con il passo carraio ma al cancelletto pedonale posto a fianco dell’abitazione. Evidentemente il censimento che ha dato il via all’invio degli “accertamenti” non è stato particolarmente oculato da parte di ICA…. Anche questo punto potrebbe essere utile per infarcire un ricorso al GdP! Sono molte le cose alle quali gli uffici ICA non rispondono trincerandosi dietro alla violazione della privacy. Io sono comunque d’accordo con la Sig.ra Maurizia e neppure io ho pagato.

  • DIABOLIK

    Quello che dice, Sig.ra Patrizia, è vero. In alcuni casi gli avvisi di accertamento non sono stati notificati per la difficoltà ad individuare il proprietario e l’assenza di numero civico rientra in questa casistica.
    Il giudice competente in materia Cosap non è il G.d.P. ma il Tribunale (vedi sentenza Cassazione n.2945/2008), sebbene negli avvisi di accertamento si faccia erroneamente riferimento anche al G.d.P., e comunque l’impugnazione può riguardare la legittimità e la fondatezza solo del proprio avviso di accertamento. Il fatto che qualcuno non l’abbia ricevuto è irrilevante ai fini dell’impugnazione.
    La questione è un’altra: molti considerano illegittimo l’art. 5 del Regolamento Cosap. La stessa ANCI con parere del 06/05/2003, rispondendo al quesito di un Comune, ha affermato che “i passi carrai a raso non sono autonomamente assoggettabili nè alla tassa di occupazione nè al canone nemmeno nel caso una specifica disposizione regolamentare comunale lo preveda. E’ opinione prevalente che nessuna norma regolamentare comunale può istituire o specificare una prestazione imposta se non sulla base di una norma di legge che la autorizzi (art. 52, comma 1, D.Lgs. 446/97)”. Per questo molte Amministrazioni, considerati i dubbi di legittimità, pur avendo optato per il Cosap al posto della Tosap, assoggettano al canone solo i passi carrai con manufatto e quelli a raso per i quali è stato richiesto il divieto di sosta. D’altro canto lo stesso art. 46, comma 3, del Regolamento di Attuazione ed Esecuzione al Codice della Strada richiama soltanto queste due tipologie di passo carraio. Invece quella del passo carraio a raso con obbligo di divieto di sosta senza richiesta dell’interessato, è stata inventata dal Comune di Ferrara e da qualche altra Amministrazione alla disperata ricerca di soldi.
    Evidentemente il Comune di Ferrara ritiene opportuno rischiare: intanto fa cassa, poi se un giorno un giudice riconoscerà illegittimo l’art. 5, chissà… magari restituirà i soldi indebitamente richiesti

  • patrizia

    A questo punto, sarebbe interessante fare qualche ricerca per verificare se il ricorso da presentare avanti al Tribunale competente, possa contere anche la richiesta di condanna delle spese legali a carico de comune, in caso di vittoria.
    Se non erro, anche le amministrazioni comunali dovrebbero essere soggette al pagamento dei danni patiti da ricorrenti vittoriosi…

  • DIABOLIK

    Certo, anche gli enti pubblici in caso di soccombenza vengono condannati al pagamento delle spese processuali.
    Ora le racconto cosa è accaduto nel Comune di Massa (Prov. di Massa Carrara) dove, evidentemente, ci sono amministratori meno testoni dei nostri: il 23/3/1999 è stato approvato il regolamento Cosap che estendeva il pagamento del canone anche ai passi carrai a raso. Quindi sono stati notificati ai titolari dei passi carrai gli avvisi di accertamento. Senonchè alcuni cittadini hanno prima presentato ricorso ai sensi dell’art. 700 c.p.c. (provvedimento d’urgenza volto a salvaguardare il diritto del ricorrente) al Tribunale di Massa che accoglieva il ricorso, dichiarava l’illegittimità degli atti impugnati e ne disponeva la disapplicazione. Poi gli stessi cittadini, con atto di citazione, hanno chiamato in causa il Comune per l’instaurazione delle cause di merito.
    Il Comune allora, resosi conto dell’incertezza del quadro normativo in merito alla assoggettabilità a canone dei passi carrai a raso e ritenendo opportuno evitare l’insorgere di ulteriori controversie con possibili aggravi di spese legali, per non correre rischi il 28/2/2000 (quindi dopo appena 11 mesi!) ha modificato il Regolamento Cosap introducendo un comma secondo cui “…per la fattispecie dei passi carrabili a raso l’applicazione del canone avviene dietro richiesta avanzata da parte dell’interessato…”.
    Con delibera n. 31 del 15/06/2000 il Consiglio comunale di Massa ha deciso di annullare in via di autotutela tutti gli avvisi di accertameto già emessi aventi ad oggetto i passi carrai a raso e di restituire le somme già corrisposte maggiorate degli interessi legali a chi aveva già effetuato il pagamento.
    Morale: se anche a Ferrara il Tribunale dovesse riconoscere l’illegittimità degli atti relativi ai passi carrai a raso il Comune, in quanto parte soccombente, dovrebbe sborsare molto più di quanto ha introitato perchè sarebbe condannato anche al pagamento delle spese legali. E’ auspicabile quindi che venga accolta la proposta dell’Ing. Tavolazzi di modificare il Regolamento Cosap sia per un fatto di giustizia sia per evitare un possibile (quasi certo) danno economico alle già disastrate casse comunali

  • Maurizia

    Siccome è impossibile che nel nostro Comune non si sappia di legge, sono costretta a pensare qualcosa di ben più grave: hanno premeditato e messo a punto uno strumento con il solo scopo di fare cassa. E’ immorale!
    Ma di noi cittadini, cosa pensano? Che siamo tutti degli imbecilli da raggirare e che basta far cadere con arroganza le cose dall’alto per farcele bere?
    Ma ci rendiamo conto che vogliono farci pagare per entrare in casa nostra?
    Il non assoggettamento degli accessi a raso trova fondamento nell’inesistenza dell’occupazione di suolo pubblico rappresentata come disposto dall’art. 44, comma 4 del d.lgs 507/93 da una apposito manufatto, intervalli o comunque modifiche del piano stradale costruiti sul suolo pubblico per facilitare l’accesso alla proprietà privata. Il diritto di accedere alla propria casa è prioritario ed assoluto e, quindi non subordinato al rilascio di concessioni-autorizzazioni. Poi, il comma 8 del medesimo decreto rimanda alla volontà dei proprietari di passi carrabili privi di opere visibili quali quelle sopra descritte, di richiedere espressamente di vietare la sosta nell’area antistante i medesimi accessi.
    L’ inghippo sembra quindi essere nascosto nel concetto di “occupazione”……
    Per tale concetto possiamo allora riferirci all’art. 39 sempre del suddetto decreto, secondo il quale le occupazioni imponibili sono quelle che comportano una “effettiva sottrazione all’uso pubblico del territorio”, per dedurre che: se non hai effettuato nessuna modifica del marciapiede davanti all’accesso, e quindi l’uso che ne fai è tal quale quello che ne fa un qualunque membro della collettività, perché mai devi pagare il canone di occupazione del suolo pubblico?
    Non c’è proprio niente che un Regolamento comunale possa inventarsi….
    Auspico anch’io che certi nostri amministratori accolgano la proposta dell’Ing. Tavolazzi, dimostrerebbero buon senso e magari, se siamo buoni, potremmo anche far finta di credere che si sono sbagliati……
    Diversamente, sappiano che ci difenderemo in Tribunale.

  • patrizia

    Cara Maurizia,
    il problema è che siamo ancora troppo pochi! Sono invece troppi i cittadini che preferiscono mettere la testa sotto la sabbia piuttosto che provare ad ottenere ragione. Non dico che si debba fare la guerra al Comune, per amore del Cielo, quello che è giusto si deve pagare, ma quello che non è giusto, no! Si diceva un tempo: “a cesare quel che è di cesare e al popolo quel che è del popolo!”. Io ho provato a far sottoscrivere un mandato congiunto ai residenti della mia via per presentare un ricorso congiunto, che sarebbe costato a tutti di meno, e la risposta è stata l’apposizione di una raffica di tabelle di divieto di sosta, interrotta solo dal mio cancello che, ovviamente, non ha la tabella perchè non l’ho richiesta!
    Sono certa che il Sig. Tavolazzi avrà fatto presente al Sindaco ed alla sua giunta quali siano i rischi che un’azione legale di massa potrebbero far correre alle casse del Comune…
    Attendiamo in religiosa attesa le decisioni del Comune.

  • rik

    nel mio comune invece i sindaca su cos’è un passo carraio a raso…..io pensavo fosse chiaro e nel mio caso ho uno sbocco su strada statale passata a l comune …la strada ha una banchina asfaltata di circa un metro su cui ovviamente transito nell’entrare ed uscire….non ci sono marciapiedi o manufatti ma la polizia locale parifica la banchina stradale ad un marciapiede e quindi il mio accesso non è secondo loro a raso e dovrei pagare la cosap…

  • enrico

    Mi inserisco in questa discussione per segnalare che il censimento compiuto da ICA è parziale. Qualche mese fa per ragioni professionali ho dovuto relazionarmi con il loro ufficio ed una volta un dipendente si è lasciato sfuggire che intere porzioni di territorio comunale non sono state interessate dal censimento, e non sanno se e quando verrà portato a termine. Così per ora qualcuno paga ed altri non si sa se pagheranno mai. Alla faccia dell’equità.

  • patrizia

    E’ sempre utile sentire le esperienze di tutti.
    Un mio amico, per esempio, ha ricevuto in questi giorni i bollettini con la richiesta del pagamento del canone per l’anno 2010 e 2011 (senza mora per quanto riguarda il 2010 ma tant’è, la nostra amica Maurizia ha ottenuto ragione dal GdP sul punto e quindi il Comune si sarà adeguato), dell’importo di € 18,00 per ogni anno, quindi solo il canone per il transito. Niente richiesta di presentazione DIA con allegata foto del passo carraio e quant’altro, per il rilascio della tabella, per cui era richiesto, oltre al canone, l’importo totale di € 48,00. E già questo costituisce un’anomalia. Inoltre, solo lui ha ricevuto il così detto accertamento su cinque condomini, quanti sono nel suo palazzo.
    Bhè…. sempre più particolari queste richieste, per niente eque, tutte diverse (o riviste e corrette) e inviate, sembrerebbe, a campione: un po’ qua e un po’ là,
    Qualcuno ha qualche novità dal Comune? Non era prevista una commissione apposita?

  • SUPERPIPPO

    Veramente assurdo Sig.ra Patrizia! Siamo alle comiche. Senza esposizione della tabella di passo carraio raffigurante il divieto di sosta (come imporrebbe l’illegittimo art. 5 del regolamento cosap) viene totalmente stravolto il concetto di occupazione di suolo pubblico perchè così facendo quello che fanno pagare non è più un canone ma un PEDAGGIO per il transito!
    Circa la commissione le posso dire che non occorrono molti studi per prendere una decisione: o modificano l’art. 5, come chiede l’Ing. Tavolazzi, esentando dal canone i passi carrai a raso se non vi sia richiesta dell’interessato ad avere il divieto di sosta davanti al cancello (come molte amministrazioni hanno fatto) o tutto rimane così com’è, e per avere giustizia il cittadino deve mettere mano al portafogli, pagare un avvocato e adire il Tribunale (anche a Ferrara alcuni G.d.P. hanno già dichiarato la propria incompetenza per materia, essendo l’oggetto del canone un bene immobile).
    Non credo che il Comune rinunci tanto facilmente all’introito derivante dai passi carrai. L’ex assessore al bilancio (…per fortuna ex) era stato messo al corrente dei problemi che l’art. 5 avrebbe generato, ma la sua sola premura è stata che non trapelasse nulla.

  • Valerio
  • Renzo

    Scusate una domanda sul passo carraio a raso …
    Abito in via frutteti, dalla parte destra della via, praticamente dove non si puo’ parcheggiare in strata (divieto di sosta e fermata).
    Davanti il cancello del mio cortiletto ho il marciapiede in asfalto con l’invito per la discesa dell’auto in strada.
    E’ da considerare a raso ??

Abbiamo fatto molta strada

PpF su Facebook

Salviamo il S. Anna

Operazione “fiato sul collo” – i nostri video

Guarda i nostri video. Fiato sul collo

Quorum Zero – Più Democrazia

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_QUORUM-ZERO.jpg

Democracy Day – 27 Novembre 2011 – Ferrara

http://www.paolomichelotto.it/blog/tag/democracy-day/

15 Ottobre

http://15october.net/it/

Linee programmatiche consiglio comunale

Consiglio comunale 09.07.09: Elezione del Presidente e Vicepresidente.

Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

Consigliere comunale

Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

In sintesi

'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

Twitter

Cento: espulsi per aver chiesto spiegazioni

Categorie

Progetto per Ferrara, gruppo consiliare

Vieni a trovarci sul sito del comune di Ferrara.

Giorno specifico per il ricevimento al pubblico: mercoledì (mattino 9-13, pomeriggio 16-19)

Commenti

Il primo commento di un utente è moderato per evitare offese personali e/o altre parole che possano essere perseguite penalmente, a tutela del blog e degli utenti stessi. In seguito all'approvazione del primo commento di un utente, i successivi non saranno moderati, ma potranno essere rimossi, nei casi di cui sopra.

Contribuisci





Progetto per Ferrara

Via dei Calzolai 184, 44100 Francolino (FE) C.F. : 93074960381

info@progettoperferrara.org

Attività mese per mese