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05 Lug, 2009

Bratti ha colpito ancora

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute|Politica

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di Paolo Giardini

Lettera non pubblicata da Carlino e La Nuova

bratti_hpHanno deciso di radiare per legge la gloriosa lampadina, l’ampolla dal minuscolo filamento che, ad ogni accensione, passa istantaneamente dalla temperatura ambiente a 3.000 °C senza esplodere.

Quel miracoloso filamento converte in luce il 100% della potenza assorbita ma, ahimè, quasi tutta invisibile ai nostri occhi. Solo il 2-3% della luce emessa rientra nello spettro visibile, ed è il motivo ufficiale per abolire la lampadina in nome del risparmio energetico, vista la sostituibilità con la fluorescente compatta che a parità di luce visibile richiede un quinto di potenza, e nominalmente è più longeva di 8-10 volte.

Tutto OK, allora? No! E’ OK, molto OK, solo per le industrie che fanno lampade. Per loro non c’è gusto a produrre oggetti economici inventati nell’800, quando le lampade compatte costano fino a 10 volte di più, perché contengono tanta elettronica (una trentina di componenti) che alimenta le estremità del tubicino fluorescente ripiegato.

E quando quel tubicino è esaurito si butta via tutto, compresa l’elettronica che durerebbe almeno 50.000 ore di funzionamento. Si butta l’acqua sporca col bimbo dentro, in quei 110 grammi di roba inquinantissima, per i dieci grammi del tubo esaurito, che basterebbe rendere estraibile con quattro peduncoli ad innesto, per sostituirlo come per tutte le normali lampade fluorescenti.

Ma della sostituibilità obbligatoria del tubicino ripiegato ai nostri legislatori non interessa nulla, come non interessa loro appurare se la longevità sia vera o presunta. A loro interessa che aumenti il PIL e che le industrie producano di più e aumentino i rifiuti così utili agli inceneritori.

A chi dobbiamo la decisione di eliminare le vecchie lampadine dagli scaffali senza pretendere in cambio un minimo di ragionevolezza dai costruttori? Ma al nostro Bratti, perbacco! Cofirmatario della legge che recepisce una direttiva europea (i grandi costruttori di lampade non sono italiani). L’esperienza maturata a Ferrara gli è stata davvero utile.

Il suo coraggio nel proporre la sostituzione nel petrolchimico della vecchia centrale CTE2 da 60 MW con una da 800 MW, quando vicino alla CTE2 c’era già una turbogas da 160 MW nuova di zecca, dimostra una fedeltà a tutta prova alle industrie filo-inquinanti. E’ inossidabile. E in parlamento non si è smentito. Bravo Bratti! Possiamo esserne fieri.

Paolo Giardini

Progetto per Ferrara

  • paolo giardini

    La lettera poteva essere più corposa con gli argomenti sotto esposti. Tuttavia l’aspetto antiecologico del buttar via schede elettroniche funzionanti è motivo sufficiente per lanciare accuse.
    Gli altri due aspetti taciuti sono notissimi.
    Il primo riguarda la durata di vita delle compatte (6-10 volte superiori alle 1000 ore canoniche delle lampadine). E’ vero solo per funzionamenti lunghi con poche accensioni. Vale anche per le lampadine, ma in misura minore. Se facessimo lampeggiare continuamente i due tipi di lampade come la segnalazione di un apricancello, la compatta si brucerebbe prima dell’altra. Quindi è inadeguata per tutti quegli impieghi dalle accensioni brevi.
    Il secondo aspetto riguarda l’efficienza luminosa delle lampadine ad incandescenza, che a motivo della legge di Ohm ha a che fare più con la quantità di corrente che con la potenza. In altri termini una lampadina da 100 W per tensione 230 V emette 1340 lumen, invece una lampadina sempre da 100 W ma per tensione 120 V emette 1.750 lumen, il 30% in più.
    Fino agli anni ’60 la tensione di rete nelle case era 125 V. Quando ci fu il cambio di tensione, tutti si accorsero che le lampadine di pari potenza facevano meno luce (e duravano meno, avendo un filamento più sottile e fragile).
    I conteggi che dimostrano la convenienza delle compatte non tengono conto di queste variabili, sopratutto dell’inadeguatezza delle compatte in certi impieghi.

    La legge firmata da Bratti è prematura. Quando saranno disponibili a prezzo conveniente le lampade a LED ad alta efficienza (si spera in un paio d’anni), che non hanno problemi alle ripetute accensioni, allora l’abbandonare le lampadine sarà davvero meritorio. Oggi è solo un regalo ai produttori di tubi fluorescenti (molto inquinanti).

  • antonio

    Devo dare ragione al signor giardini…basterebbe studiare un (corretto) LCA delle due tipologie di lampadine per accorgersi del fatto che il vantaggio tra l’una e l’altra tecnologia non sia così significativo…si pensi ad esempio che nella “vecchia” lampadina, l’unica parte pericolosa da smaltire era il filamento…in quelle cosidette a “risparmio energetico” è necessario recuperare i gas (estremamente pericolosi), smaltire correttamente l’elettronica e anche il vetro non può essere direttamente ricilato perchè trattato…si potrebbe anche parlare volendo ell’energia utilizzata per la produzione e smaltimento della lampadina….bhò…io avrei lasciato ancora del tempo prima di mandare in pensione la vecchia lampadina e avrei atteso un maggior sviluppo della tecnologia a led…ancora di fatto introvabile per gli usi domestici

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Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
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Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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Valentino Tavolazzi

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