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02 Lug, 2010

Bravo Vaccari

Inserito da: PpF In: Sanità

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Esprimo apprezzamento per la ricostruzione dell’iter amministrativo della vicenda di Cona, elaborata dal consigliere del Pd Luca Vaccari. Fatti, poche opinioni, nessuna polemica. Uno scritto che informa con serietà i cittadini interessati a conoscere che cosa sia successo dal 1988 ad oggi.

 Valentino Tavolazzi,  Consigliere comunale Ppf/M5S

Cambia la Prospettiva

Intervento del Consigliere PD Vaccari su CronacaComune

Quale iter per la nuova sede del Sant’Anna

di Luca Vaccari*

La durata dei lavori per il nuovo ospedale di Cona ha superato la media italiana per interventi analoghi, che è di circa 10 anni.
Per comprenderne i motivi è utile ripercorre l’iter che ha portato alla situazione attuale, perché risulta evidente che i ritardi derivano in misura determinante da ostacoli ai finanziamenti, da mutamenti di strategie normative sanitarie ed edilizie, senza trascurare il fallimento dell’azienda capofila nell’esecuzione dei lavori.
Il progetto iniziale dell’ospedale di Cona prevedeva il mantenimento dello storico complesso del Sant’Anna e la realizzazione di una nuova struttura, che accogliesse 460 posti letto. I posti letto salirono a circa 550, per l’inserimento di funzioni connesse all’assistenza oncologica, geriatrica, riabilitativa, oltre che ai malati di AIDS.
La consegna lavori di questa prima fase avvenne nel maggio 1996; i lavori terminarono nel settembre 2003 con un costo complessivo di circa € 70 milioni, di cui € 58,5 milioni a carico dello Stato, € 3,5 milioni sulla Regione e € 8 milioni erano fondi aziendali.
Nel gennaio 2000 venne sottoscritto un protocollo d’intesa fra Regione Emilia-Romagna, Comune, Università, Azienda USL e Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara, dove si stabiliva di portare tutte le attività su un unico ospedale, abbandonando l’ipotesi di mantenere operativa la sede storica del S. Anna. Di fatto questa fu la ratifica dell’avvio della seconda fase, il cosiddetto Cona 2.
Per garantire la copertura finanziaria necessaria al nuovo ospedale di seconda fase, si chiese al Ministero della Salute di inserire l’Ospedale di Cona nel programma che prevedeva la destinazione di fondi INAIL per la realizzazione/acquisto di immobili per il Servizio Sanitario Nazionale.
Nel 2001 il Ministero della Salute approvò l’inserimento e nello stesso anno venne sottoscritto il protocollo d’intesa tra INAIL e gli altri attori (Regione Emilia-Romagna, Comune, Università, Azienda USL e Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara).
Tra il 2002 e il 2004, a causa della oggettiva, sopravvenuta impossibilità dell’INAIL a far fronte agli impegni, l’Azienda Ospedaliera-Universitaria tentò la strada dell’acquisizione in leasing dell’immobile; soluzione poi abbandonata per criticità emerse.
Nel 2004 venne quindi sottoscritta una nuova intesa tra INAIL, Regione Emilia-Romagna, Comune, Università, Azienda USL e Azienda Ospedaliera-Universitaria, con cui l’INAIL si impegnava all’acquisto di una porzione (una quota corrispondente a € 60 milioni) del nuovo ospedale, da dare in locazione all’Azienda Ospedaliera-Universitaria.
Successivamente, la combinazione di valutazioni di carattere finanziario, normativo, tecnologico e gestionale (cioè: possibilità di accedere al finanziamento INAIL, nuove norme sull’accreditamento delle strutture sanitarie, evoluzione delle tecnologie biomedicali e aggiornamento dei principi organizzativi alla base delle pratiche cliniche) resero necessaria una sostanziale modifica della strategia che aveva ispirato il progetto iniziale, con conseguente accentramento in un unico polo di tutte le funzioni assistenziali dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara.
Il nuovo progetto preliminare (predisposto dal Servizio tecnico dell’Azienda USL di Modena) venne approvato dall’Azienda nel maggio 2004.
Sulla base di questo progetto preliminare venne indetta una licitazione privata per l’affidamento in concessione di: progettazione definitiva, progettazione esecutiva, esecuzione dei lavori di completamento e di ampliamento dell’ospedale, gestione dei servizi di supporto alle attività assistenziali e dei servizi commerciali compatibili.
Nel marzo 2006 ci fu l’aggiudicazione della concessione, i cui lavori sono attualmente in corso.
La legge finanziaria del 1988 aveva stanziato una considerevole cifra per l’edilizia ospedaliera nazionale; per accedere a quei fondi l’allora USL 31 presentò due progetti alternativi: ristrutturazione del Sant’Anna (Lit. 70 miliardi); costruzione di un secondo ospedale “di supporto” al Sant’Anna stesso (Lit. 100 miliardi). Furono i tecnici del Ministero (e nessun altro) a decidere per l’ospedale di supporto (il c.d. Cona 1), giudicando inattuabile la ristrutturazione del vecchio Sant’Anna, per la mancanza di spazi su cui espandersi e per l’impossibilità di adeguarsi ai nuovi standard strutturali, prima ancora che funzionali, indispensabili a garantire massima sicurezza e qualità delle prestazioni e un confort alberghiero adeguato ai tempi.
L’accentramento in un unico polo di tutte le funzioni assistenziali dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara (Cona 2) costituisce un ulteriore passo in avanti, perché è inserito in una ristrutturazione migliorativa dell’intera rete ospedaliera regionale, che è frutto di una decisione presa su obiettivi ragionati e condivisi da Regione, Comune, Provincia, Università degli Studi, Azienda USL e Azienda Ospedaliera Sant’Anna.
Tutto ciò è documentato da una lunga serie di atti ufficiali di tutte le istituzioni deputate: Piani Sanitari Nazionali e Regionali, protocolli d’intesa, delibere e conferenze dei servizi.

* Consigliere comunale PD

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