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19 Lug, 2011

Bunker e Siberiana

Inserito da: PpF In: Urbanistica

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di Paolo Giardini

Le città che conservano come Ferrara le antiche cinte murarie sono rare, quindi ogni tutela alle nostre mura monumentali è più che auspicabile. Tradizionalmente le amministrazioni ferraresi non brillano per solerzia in queste premure, infatti, salvo episodici exploit conservativi, le mura, quando non sono state demolite o lasciate fruire come cave di mattoni, sono sistematicamente lasciate a se stesse. Perciò risulta inconsueto l’attuale rigore di Comune e Soprintendenza proteso a far sparire da viale IV Novembre il chiosco “La Siberiana” reo di trovarsi entro la fascia di rispetto di 300 metri dalle mura. Sarebbe entusiasmante tanto zelo a difesa dei monumenti, se non perdurassero fastidiose incoerenze.

Si dimentica innanzi tutto che il tratto di mura di Viale IV Novembre è autentico come una dentiera, trattandosi di una risistemazione del percorso in cui si trovava la fortezza pontificia. Ed è pure una ricostruzione micragnosa per altezza e spessore di muro, lasciando all’immaginazione tutto il compito di trovarvi tracce dell’antica imponenza. E’ un simulacro, eppure causa di ingiunzioni e carte bollate a difesa di poco più di un’astrazione del concetto di mura fortificate. Trascurando che il servizio di presidio e mantenimento del decoro quotidiano dell’area verde servita dai gestori della Siberiana non è affatto un’astrazione, proprio quando accresce il bisogno di aree pubbliche permanentemente presidiate. Nonostante ciò, si potrebbe ancora parteggiare per l’inflessibilità della legge, se il rigore fosse autenticamente proteso alla salvaguardia del decoro pubblico. Lo è? Neanche un po’, se osserviamo come sono contemporaneamente tutelati altri tratti di mura “autentiche”. La foto allegata, scattata nel marzo 2005, riproduce la costruzione a forma di bunker, quasi ultimata, accostata al Baluardo di S. Lorenzo adiacente a Porta Paola. Uno scempio che contrasterebbe con le antiche mura a distanza di chilometri, non solo 300 metri. Ma se anche lo scempio fosse considerato una meraviglia architettonica, la legge che impone il rispetto preteso dalla Siberiana non creerebbe crisi di coscienza nei suoi esecutori, dato che si accorgono solo di dignitosi chioschi utili e non di clamorose violazioni urbanistiche. Infatti hanno lasciato che il muro ottocentesco di confine dell’area dedicata alla centrale comunale del gas diventasse un muro perimetrale di un condominio-bunker, distante meno di 10 metri dalle mura del ‘500, alla faccia di tutte le fasce di rispetto previste dalle leggi!

Poiché la coerenza è una moneta che non ha più corso legale, è altamente probabile che il costoso bunker risulti con le carte regola a differenza della povera Siberiana. Ma, sia chiaro, in regola solo per “questi amministratori” e per “questi funzionari pubblici”, spasmodicamente protesi a difendere una legalità necessaria solo a mantenere lo status quo della loro inutilità!

E’ tempo di una Nuova Resistenza.

Paolo Giardini

  • Fabio B.

    completamente d’accordo con Giardini. Il suddetto bunker è un obbrobrio pazzesco, degno della peggior speculazione edilizia italiana. Un eco-mostro!!!

  • Valerio

    Grande Paolo!

  • Concordo in pieno su quanto scritto sul bunker-condominio e sullo scempio di eco-mostri a ridosso delle Mura. Anch’io cerco di denunciare quanto la Soprintendenza e il Comune “non vedono” inviando foto ed articoli a diverse testate. Ma come residente, mi permetta un approfondimento. Sento partiti che si sono alzati a difesa del chiosco inneggiando alla lotta alla criminalità e ai loschi affari, che invaderebbero quella zona, se il chiosco venisse abbattuto. Il chiosco attua un’attività stagionale (sei mesi), negli altri sei, la struttura stessa favorisce sul calar della sera opportunità di “lavoro” non meglio definibili. Il chiosco è ancora tale, lo si può chiamare ancora così? E’ stata “costruita“ una siepe alta più di due metri di una profondità (o larghezza) di quasi tre, occupando più spazio di verde di quanto lo era inizialmente. Gli stessi titolari hanno ammesso una costruzione, piccola, ma pur sempre “abusiva”. Sono stati installati due pannelli di grosse dimensioni per permettere una migliore visione agli incontri della nazionale di calcio su di un maxi-schermo. In poche parole è un lontano parente di quello che nel 1965 si trovava in angolo con Corso Piave – IV Novembre e da lì spostato nell’attuale posizione, perché le auto parcheggiate, impedivano una scarsa visibilità rendendo difficile e pericolosa la circolazione. Abbatterlo ora? No. Credo che, come sempre, sono mancati i controlli delle autorità preposte (Comune in primis …). I proprietari dovrebbero avere il bun senso di “riportarlo” come era trenta anni fa e se anche così “oscura o è troppo vicino alle Mura” chiedere spiegazioni, a chi ha autorizzato il trasferimento. Quindi ok all’incoerenza del Comune e della Soprintendenza sulle diverse valutazione, ma attenzione al rispetto delle regole ….

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Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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