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	<title>Progetto per Ferrara &#187; Mobilità</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Il “MUSA” fa cassa</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[di mari giovanni]]></category>
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		<description><![CDATA[di Mari Giovanni Ho letto oggi sulla stampa l’ articolo che riporta la soddisfazione della nostra amministrazione sui risultati del sistema Musa. Sia il Sindaco che Modenesi hanno espresso la loro soddisfazione per aver già recuperato le spese ed avere anche un buon gruzzolo da utilizzare. Ma tutto questo a quale prezzo ? Hanno ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Mari Giovanni</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/835075-musa2.jpg" rel="lightbox[15383]" title="835075-musa2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15384" title="835075-musa2" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/835075-musa2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ho letto oggi sulla stampa l’ articolo che riporta la soddisfazione della nostra amministrazione sui risultati del sistema Musa. Sia il Sindaco che Modenesi hanno espresso la loro soddisfazione per aver già recuperato le spese ed avere anche un buon gruzzolo da utilizzare. Ma tutto questo a quale prezzo ? Hanno ancora una volta dimostrato che la PUNIZIONE paga, e che la prevenzione è per loro una cosa da evitare, altrimenti chi si punisce  per farlo  pagare ? Il sistema Musa di prevenzione ne fa poca, perché i varchi sono ben nascosti e la segnaletica  di preavviso è ben imboscata e abbastanza invisibile. Il varco costituito da un palo, a ridosso delle abitazioni, di colore “marron” che ben si mimetizza con i mattoni delle case,  la segnaletica di ZTL  di dimensioni “filateliche” poste ad una distanza di una cinquantina di metri dal varco non è molto dissimile da un qualsiasi cartello stradale che regola la sosta.</p>
<p><span id="more-15383"></span></p>
<p>In queste condizioni i qualsiasi persona, non pratica o no, di Ferrara si può trovare ad esempio in via Rampari e svoltare in Via Camaleonte, e , anche se si accorge del varco , ormai è stato fotografato e multato. Stessa cosa capita in Via Paglia, in Via Romei, Via Ghisiglieri , Vicolo del Chiozzino e  Via Gusmaria.</p>
<p>In queste condizioni  la cassa sicuramente si rimpingua, ed i turisti od escursionisti, scottati una volta, la seconda se ne guardano bene dal ritornare.</p>
<p>Mi auguro che con il milione in più che hanno incassato possano destinarne una piccola parte per fare una segnaletica PIU’ visibile, e dipingere i varchi con bei colori ( righe bianche/rosse) fluorescenti e cartelli ripetuti  ( come per i passaggi a livello) di grandi dimensioni  con chiara indicazione di dove inizia la ZTL.</p>
<p>Ora ,il Comune,con il contributo dei trasgressori, dispone di fondi che dovrebbero essere impegnati  per la sicurezza stradale e curare finalmente le buche eTUTTI i passaggi pedonali dotandoli di adeguata illuminazione e segnaletica  (vedi Via Bologna), Via Darsena/S.Giacomo, e tanti altri. Sempre sul fattore sicurezza ho notato che in Via IV Novenbre ci sono tre  impianti semaforici , due dei quali il passaggio dei pedoni era  automatico,ovvero, era parte del ciclo e l’altro , su chiamata. Ora invece ,uno dei due (IV Nov/Cassoli ) è stato modificato e passato a chiamata. Il problema non sarebbe di per se grave, se i pulsanti di chiamata, fossero facilmente raggiungibili sia per i pedoni che per i ciclisti, cosa che invece non è!!</p>
<p>La soluzione in SICUREZZA e a costo ZERO per l’amministrazione sarebbe quella di ripristinare in tutti l’inserimento automatico del verde pedonale nel ciclo semaforico. Dobbiamo per forza aspettare “il morto” prima di prendere provvedimenti ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Mari Giovanni </strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La  Ferrara al top</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Nuova rotatoria di S. Giorgio: “Stimiamo una riduzione dei tempi d’attesa del 30-35%” dice al giornalista di fiducia l’assessore Modonesi, compiaciuto delle “simulazioni” effettuate dal Comune di Ferrara. Durante una precedente conferenza stampa sulla magica rotatoria, citava la medesima percentuale, ma riguardante una “diminuzione del traffico di circa il 30-35%”. Avranno scoperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/stanlio-e-ollio.jpg" rel="lightbox[15342]" title="stanlio-e-ollio"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15343" title="stanlio-e-ollio" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/stanlio-e-ollio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nuova rotatoria di S. Giorgio: “<strong>Stimiamo una riduzione dei tempi d’attesa del 30-35%</strong>” dice al giornalista di fiducia l’assessore <strong>Modonesi</strong>, compiaciuto delle “simulazioni” effettuate dal Comune di Ferrara. Durante una precedente conferenza stampa sulla magica rotatoria, citava la medesima percentuale, ma riguardante una “<strong>diminuzione del traffico di circa il 30-35%</strong>”. Avranno scoperto un <strong>Principio d’Uguaglianza</strong> fra riduzione del tempo d’attesa all’incrocio e riduzione del traffico coinvolto nell’attesa, per cui se invece di attendere un minuto ad un incrocio in ora di punta capiterà di attendere per soli 40 secondi, in quei 20 secondi guadagnati i mezzi in transito diminuiranno invece di aumentare, e caleranno almeno del 33%! Potenza della scienza!</p>
<p><span id="more-15342"></span></p>
<p>Ci sono aziende d’Ingegneria dei Trasporti che, pur sdegnando i software di simulazione vinti nelle sagre paesane, se conoscessero il PdU semplificherebbero i calcoli per matrici di traffico e grafi stradali, lasciando perdere gli estenuanti rilievi sulle strade cittadine. Si veda ad es. su internet come opera Polinomia di Milano: per definire il flusso di una rotatoria le occorre conoscere il flusso di TUTTA la rete stradale di cui fa parte. Modonesi riderà fino alle lacrime di queste goffaggini.</p>
<p>E’ noto che gli amerindi precolombiani avevano estese reti stradali, però non usavano ruote.</p>
<p>E’ un po’ meno noto che ritrovamenti archeologici hanno riesumato giochi e modellini con ruote, invalidando l’ipotesi della “mancata invenzione”, ma senza intaccare il mistero della strana rinuncia alla ruota.</p>
<p>Infine, è ancor meno noto che l’inarrestabile recupero tecnologico americano avviato dopo l’arrivo di Colombo comprende pure il lancio di micro satelliti artificiali per scopi privati e ludici.</p>
<p>Potremmo individuare nel rifiuto delle ruote un’analogia attitudinale fra i precolombiani e i ferraresi contemporanei: <strong>l’idiosincrasia per le invenzioni utili e necessarie</strong>.</p>
<p>Tuttavia, fatte le debite proporzioni, gli atzechi che strascicavano bagagli senza ruote erano più giustificati dei ferraresi attuali, indifferenti alle importanti opere pubbliche prive di avalli tecnico-scientifici. Alla Stanlio e Ollio, per capirci. Si veda l’ospedale di Cona, edificato nell’arco di una generazione su terreno inadatto alle costruzioni e penalizzato da altri handicap fra cui una viabilità da far west, che la casta dominante ha deciso di ampliare come unico ospedale di città (ma fuori città), dando avvio in località <strong>La Morta</strong> ad un’era di corbellerie epocali ritenute di ottima qualità dalla nomenklatura. Infatti il sindaco dichiara, indignato, che sarebbe<strong> “un vulnus all’educazione civica” costituire il Comune parte civile </strong>nel processo in allestimento<strong> </strong>per quel gioiello!</p>
<p>In sostanza, per gareggiare alla pari in arguzia coi precolombiani, bisognerebbe dimostrare che erano costretti dalle loro caste a trainare carretti con ruote quadrate. I micro satelliti artificiali ideati dai postcolombiani ne forniscono una prova indiretta. Questi sono oggettini cubici realizzati secondo standard “CUBESAT” (volume 1 dm³, peso max1 kg, potenza elettrica max 1 W). Proprio giorni fa l’Agenzia Spaziale Europea ne ha posti in orbita una decina. Dallo spazio debbono ovviamente comunicare con le rispettive stazioni a terra, ma un solo watt di potenza non regge cospicui traffici di dati. Che fanno allora i giovani artefici dei satelliti? Usando cultura e cervello, predispongono il traffico mediante la matematica delle Reti di Petri, un linguaggio di modellazione che introduce gli equivalenti di semafori e tratti di transizione per regolare traffici non deterministici.</p>
<p>Viene spontaneo considerare che se per la criticità di un progettino scientifico si è obbligati ad utilizzare procedure di calcolo al top inventate da poco, a maggior ragione la realizzazione di opere condizionanti la vita di una città debba essere obbligatoriamente valutata secondo scienza e coscienza attuale, non di fine ‘800. E’ stato fatto, se n’è sentita l’esigenza?</p>
<p>Dal recente incontro nei locali dell’ex Scuola Bombonati con la popolazione invitata ad ascoltare cosa hanno deciso di fare in suo nome negli ultimi dieci anni, testimoni e giornali riferiscono che durante la serata i notabili comunali hanno comunicato un solo dato: 41, il diametro esterno in metri della rotatoria. Che non si dica che siamo dei pressappochisti da paleobar!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La magica Ferrara</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Fin da quando gli egizi compresero che il dio Aton, fonte di energia vitale, ha l’indiscutibile forma di disco solare, la raffigurazione circolare s’è svelata all’umanità in tutto il suo potere divino. Non per nulla i babilonesi avevano nel cerchio magico il nucleo dei rituali protesi a creare con l&#8217;energia della mente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/rotatoria-artistica.jpg" rel="lightbox[15181]" title="rotatoria-artistica"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15183" title="rotatoria-artistica" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/rotatoria-artistica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fin da quando gli egizi compresero che il dio Aton, fonte di energia vitale, ha l’indiscutibile forma di disco solare, la raffigurazione circolare s’è svelata all’umanità in tutto il suo potere divino. Non per nulla i babilonesi avevano nel cerchio magico il nucleo dei rituali protesi a creare con l&#8217;energia della mente uno spazio immaginario separante il mondo soprannaturale da quello materiale, facilitando la concentrazione, la sacralità, l’unione con le entità divine. <strong>La simbologia del cerchio resta inalterata nel tempo</strong>, passando per i maghi cerimoniali del Medioevo e del Rinascimento fino ai giorni nostri. La ritroviamo <strong>ancora ben viva in un’enclave di dignitari ferraresi dedita a</strong> <strong>sostituire incroci con rotatorie</strong>, rivelando così il legame filogenetico con quell’antichissima Casta Sacerdotale (oggi chiamata Casta e basta). E’ per questo che ancor oggi una rotonda crea, tramite l’energia psichica di menti assessorili, uno spazio immaginario capace di dividere il mondo onirico della Casta da quello del grande traffico automobilistico dei discepoli della Casta.</p>
<p><span id="more-15181"></span></p>
<p>Il recente annuncio di una grandiosa rotatoria di raccordo al ponte di S. Giorgio, in relazione metapsichica con una fiabesca idrovia e un ospedale in attesa del casting per il serial “La Brughiera dei Misteri”, ha fatto salmodiare anche all’assessore Modonesi le chiaroveggenze di rito, fra cui quella della rotatoria paranormale che <strong>“comporterà una</strong> <strong>diminuzione del traffico di circa il 30-35%”</strong>. Una percentuale onesta. Per i devoti ignari della consistenza del traffico immaginario, l’indicare anche il 90% sarebbe stato la stessa cosa. Purtroppo riguardo ai poteri paranormali del cerchio ci sono troppi agnostici fra chi percorrerà quel grande cerchio magico (che in spregio al Cristianesimo si accosterà all’antica cattedrale di S. Giorgio occupandone il giardino). Per non parlare della confusione di quelli non accettano il paranormale perché “inspiegabile”. Non si rendono conto, i futili, che ciò che non è spiegabile è incomprensibile, quindi al di fuori della loro portata&#8230; Sfortunatamente le confusioni pseudo colte fanno presa, da qui il proliferare di orde avverse alla Cultura Paranormale. Basti considerare le Società di Servizi dedicate al settore dell’Ingegneria dei Trasporti e Matematica Applicata, che producono simulazioni al calcolatore senza tener conto delle energie psichiche paranormali! Per tale motivo sono costrette a rilevare pedantemente il traffico di tutte le strade prima di classificarle. Una noia interminabile. In rete sono presenti simulazioni che a prima vista appaiono toste per le sofisticherie impiegate, quali le <strong>“matrici di traffico”</strong> o i <strong>“GRAFI stradali”</strong> e relative <strong>“procedure di calcolo”</strong> (*). Ma ad attenti esami non sfugge che nelle definizioni tecniche i sacrileghi professionisti pongono le <strong>“rotatorie</strong>”, al pari delle <strong>“intersezioni semaforizzanti”e “intersezioni regolate o no da segnaletica di precedenza”</strong>, nella categoria “<strong>Perditempo</strong>”! Blasfemie!!</p>
<p>Fortunatamente il devoto elettorato locale ama la Casta, che ricambia l’affetto affidandolo alle materne premure della dea Hera per poter dedicarsi liberamente a predisporre <strong>Rotatorie magiche</strong>, suggestive <strong>Stanze Urbane</strong>, chiusure di <strong>Cadenti Ospedali</strong> in centro sgraditi agli dei, <strong>Biciclette Pubbliche</strong> da favola (per chi le vende), vaticinando accessi all’archetipo delle <strong>Meraviglie Ospedaliere</strong> innalzatesi dalle acque morte, e l’arrivo di <strong>Autoambulanze Miracolose</strong> che al loro interno <strong>fermano il Tempo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(*) Per farsi un’idea vedere un esempio in http://www.comune.sesto-fiorentino.fi.it/pianotraffico/ParteIIInterventiDelPiano/Rapporto_calibrazione3.0.pdf<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Mobilità, un piano anti-stress per le scuole</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 11:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[News da M5* Emilia Romagna Oggi abbiamo presentato un&#8217;interrogazione per chiedere alla Giunta se ritenga possibile elaborare un piano di mobilità scolastica, naturalmente da concordare con FER, le aziende di trasporto pubblico locale, i comitati degli utenti, i dirigenti scolastici delle scuole interessante, le Province ed i Comuni. Si tratterebbe di cercare di mitigare, grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">News da M5* Emilia Romagna</span></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/Traffico.jpg" rel="lightbox[14343]" title="Traffico"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14344" title="Traffico" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/Traffico-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Oggi abbiamo presentato un&#8217;interrogazione per chiedere alla Giunta se ritenga possibile elaborare un piano di mobilità scolastica, naturalmente da concordare con FER, le aziende di trasporto pubblico locale, i comitati degli utenti, i dirigenti scolastici delle scuole interessante, le Province ed i Comuni. Si tratterebbe di cercare di mitigare, grazie ad un confronto aperto e alla disponibilità di tutti gli attori in causa, i deleteri effetti della riforma Gelimini per quanto concerne l&#8217;aggregazione dei poli scolastici e i nuovi orari di lezione che hanno creato super-agglomerati (per esempio il Polo Scolastico di Reggio Emilia conta circa 8000 studenti) che creano molti problemi di traffico e viabilità nelle zone in cui sorgono, arrecando difficoltà anche ai genitori. Si potrebbero prevedere orari di entrata e uscita scaglionati, ma crediamo che con il confronti diretto con gli in teressati, e senza bisogno di intermediari, usciranno ottime soluzioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Link</span><span style="color: #0000ff;">  <strong><a href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/10/mobilita-un-piano-anti-stress-per-le-scuole.html" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">articolo originale</span></a></strong></span><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Segando il ramo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 05:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Chi può negare che ogni iniziativa protesa a salvaguardare vite umane sia opera meritoria, di sommo valore morale e sociale? Nessuno. Neppure i teppisti black bloc privi di casco o maschera si paleserebbero avversi alla saggezza e ai vantaggi pratici assicurati dai progetti etici. Si può certamente dare per scontato il plauso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/bloketree1.jpg" rel="lightbox[14258]" title="bloketree"><img class="alignleft size-full wp-image-14260" title="bloketree" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/bloketree1.jpg" alt="" width="207" height="186" /></a>Chi può negare che ogni iniziativa protesa a salvaguardare vite umane sia opera meritoria, di sommo valore morale e sociale? Nessuno. Neppure i teppisti black bloc privi di casco o maschera si paleserebbero avversi alla saggezza e ai vantaggi pratici assicurati dai progetti etici. Si può certamente dare per scontato il plauso generalizzato ad ogni azione di buon governo. Quando c’è. Non quando manca o è presunta come nella questione dei Tutor installati dalla Provincia. Le ironiche constatazioni di Diego Marani sui loro effetti hanno dato la stura all’autodifesa dell’amministrazione provinciale con dichiarazioni così riassumibili: i Tutor conferiscono sicurezza stradale in punti ad elevata pericolosità provata da incidenti mortali avvenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-14258"></span></p>
<p> Chi dileggia asseconda bassi egoismi per non pagar multe legittime, e contesta indegnamente un’opera di elevato valore facendo torto a noi buoni amministratori. Fine della predica. Una mezza spiegazione sul come i Tutor raggiungano concretamente lo scopo non la danno, a meno che non l’abbiano scritta fra le righe con l’inchiostro simpatico. Eppure un’autodifesa seria dovrebbe partire proprio da lì, non essendo mai una prova in sé l’autodichiarazione.</p>
<p>Vediamo come ancora una volta sia replicata la storia del re nudo. Il sistema Tutor è un controllo automatico realizzato per sollevare la polizia stradale da compiti di rutine lungo le autostrade (quelle arterie affini alla strade di campagna come le cattedrali agli scantinati, aventi corsie a senso unico per traffico veloce, prive d’incroci, a lunga percorrenza, trafficatissime), dove solo il mantenimento della velocità media del fiume di veicoli sostiene un equilibrio instabile. La certezza della sanzione per chi supera la velocità massima possibile in Italia assolve al compito deterrente. Ma la sanzione per alcuni sforamenti è un effetto marginale del Tutor, trattandosi di un sistema di misura informatizzato che ottiene in tempo reale dati di flusso dai quali si può ricavare di tutto, dalle aliquote di utenti suddivise per velocità medie sostenute, alle statistiche sugli orari di punta e di calma. La società Autostrade non ha bisogno di ricavare dai Tutor ciò che sa dai caselli, le bastano gli sforamenti rilevati su lunghi tratti e relative multe. Non deve invece essere così per chi gestisce una strada di campagna accessoriata di Tutor che, anzi, avrebbe bisogno di stabilire per certezze acquisite quali siano i limiti massimi di velocità senza ricorrere al metodo ambaraban ci-ci co-co sui numeri 50-60-70. Lo fa?</p>
<p>L’amministrazione ci dica che lo fa e cominceremo a crederle. Ma per ottenere piena fiducia deve dire anche se utilizza la versatilità dei Tutor per variare le soglie di pericolo seguendo le necessità: con la strada ghiacciata attraversare un incrocio ai 69 all’ora è propensione agli omicidi. Non lo è ai 90 in una limpida giornata estiva in ora morta. Ci dica se nell’incrocio pericoloso il Tutor rileva anche il traffico traverso, ci dica come inviando una grossa multa a casa di un ubriaco che andava a 120 all’ora può impedire che lo stesso ubriaco uccida qualcuno alla prima curva, se vuole allontanare i sospetti sui pretesti per far cassa. Tutti sanno che diversamente da una multa un guard rail impedisce di finire nel fosso, quindi chi preferisce comprare dispositivi di multe automatiche invece di guard rails, rotatorie e semafori, pur ritenendo d’avere buone intenzioni “investendo in sicurezza” (che si ripaga subito a suon di multe distribuite su chi passa perché statisticamente c’è sempre chi sbaglia fra 70 e 71) non pretenda fiducia da chi distingue fra ipotesi e risoluzioni di problemi. Tanto più che il sistema di potere dominante che spaccia ipotesi si passa il testimone al suo interno da “soli” 60 anni e il tempo per risolvere i problemi l’ha avuto.</p>
<p>Il capogruppo PD Guglielmini, nel piagnisteo pubblicato il 16/09 afferma: “.. la triste realtà è che in questo paese oggi è più facile vincere le elezioni vendendo fumo che offrendo buona amministrazione.”. Si sbaglia: a Ferrara non da oggi, da 60 anni. Eppure Marani ha ammonito con divertente metafora che così facendo, e dicendo, segano il ramo su cui siedono.</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Marketing Municipale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 11:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini L’amministrazione comunale sembra dedicarsi al marketing. Lo dimostra il gaio assembramento di mezza giunta e sindaco all’inaugurazione della passerella pedonale su un canalino di scolo. L’opera serve ad evitare alle masse di guadare lo scolo per recarsi dal parco urbano in via Bacchelli (arteria veloce percorsa da auto e mezzi pesanti). Consente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/09/foto_8set11_sindaco_inaug_ponte_a.jpg" rel="lightbox[13883]" title="foto_8set11_sindaco_inaug_ponte_a"><img class="alignleft size-full wp-image-13884" title="foto_8set11_sindaco_inaug_ponte_a" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/09/foto_8set11_sindaco_inaug_ponte_a.jpg" alt="" width="202" height="137" /></a></p>
<p>L’amministrazione comunale sembra dedicarsi al marketing. Lo dimostra il gaio assembramento di mezza giunta e sindaco all’inaugurazione della passerella pedonale su un canalino di scolo. L’opera serve ad evitare alle masse di guadare lo scolo per recarsi dal parco urbano in via Bacchelli (arteria veloce percorsa da auto e mezzi pesanti). Consente d’aspettare numerosi, accalcati sul ciglio della strada senza marciapiede, di attraversarla al via semaforico. A rischio strage l’avvio sbagliato di un’ammucchiata.</p>
<p><span id="more-13883"></span></p>
<p>All’inaugurazione mancava la presidente della Provincia. Ma accogliendo in prima fila una bella bimba di 3-4 anni s’è rispettata la regola PD del “volto nuovo” (un refrain, Mussolini, Hitler, Stalin, Mao e forse anche Gengis Khan, non inauguravano niente senza sollevare e sbaciucchiare pargoli). Bisogna riconoscerlo: la solennità ci vuole. Una passerella da più di un quarto di milione di euro è roba ragguardevole, dato il prezzo. Al giorno d’oggi si vendono stracci e paccottiglie costosissimi, di grande valore grazie a sapienti strategie di marketing che conferiscono loro prezzi almeno 50 volte superiori a quelli veri, semplicemente abbinandoli ad un marchio, una griffa. Il marchio “Comune di Ferrara” c’è da tempo, gli manca solo la reputazione che leghi al marchio il concetto di “must” senza prezzo e il resto vien da sé, come per i Rolex e le coppie di pane ferrarese. Dopodiché, nei bilanci si potrà moltiplicare per 50 il patrimonio comunale. Quindi ben vengano i tripudi inaugurativi!</p>
<p>Questa operazione d’immagine è forse stimolata dall’economista accademico Marattin, da mesi assessore al bilancio, che avrà intuito di dover orientare le inclinazioni dei colleghi. Le centinaia di biciclette ossidabili da donna, per esempio, comprate finora all’ingrosso dal Comune a 1.000 euro l’una, se griffate adeguatamente e pagate almeno 9.900 euro si trasformano all&#8217;istante da fregature in preziosi oggetti di desiderio. A bilancio farebbero la loro parte. La Darsena di S. Paolo, altro esempio, può essere convertita in campo da golf per miliardari raccordandola ai favolosi “cunei verdi”, facendo sostituire da imprese di fiducia i10 cmd’acqua rimasti con qualche camion di stabilizzato. Se il prezzo finito del “green” risulterà all’inaugurazione come a ricavarlo in centro a Tokio, l’area verrà molto valorizzata e sicuramente Fini comprerà appartamenti in zona per il cognato, innescando un vertiginoso boom edilizio.</p>
<p>Qualcuno potrebbe obiettare che con 250.000 euro si faceva un cavalcavia pedonale largo come il precedente raccordante il parco al sottomura bypassando incroci fantozziani. Avrebbe ragione, ma solo tatticamente. La strategia dell’amministrazione preferisce un incrocio stradale fra via Bacchelli e il parco urbano con largo accesso da8 metri, in modo da invogliare a passare da lì con gli automezzi. Ma col nuovo ponte, si ri-obietterà, ciò è impossibile per legge, essendo classificato di III categoria (cioè per soli pedoni)! Appunto! Invece di sostituire la passerella coi versatili ed economici ponti modulari Bailey (sui quali transitavano colonne di carri Sherman) comprati dall’Anas che ne ha i magazzini pieni, si cambierà il tutto con un ponte griffato di I categoria da 15 milioni di euro cercando i finanziamenti europei (finché ci sarà tempo, prima che l’Italia venga espulsa dall’Europa), sperando che a nessuno venga in mente di confrontarne il costo col vicino ponte vero che conduce alla piscina.</p>
<p>Il cantiere di Cona volge al termine: la città rimarrà a lungo senza ospedale pienamente funzionante. Bisognerà distrarre la gente. Anche con lieti debutti di cavolate dai costi inverosimili.</p>
<p><strong>Paolo Giardini</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>I servizi della municipalità ceduti Ormai siamo in provincia di Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 14:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Giovanni Mari Atc e Ferrara provincia di Bologna? In questi anni molte sono state le sigle che hanno identificato nel comune di Ferrara il servizio della municipalità verso i suoi cittadini. Ad una ad una le abbiamo perse, e con esse in pratica la possibilità di poter dare il nostro assenso o dissenso al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Giovanni Mari</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="107%">
<tbody>
<tr>
<td width="100%"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/atc_bologna_1593_mbo530citaro.jpg" rel="lightbox[11788]" title="atc_bologna_1593_mbo530citaro"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11789" title="atc_bologna_1593_mbo530citaro" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/atc_bologna_1593_mbo530citaro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Atc e Ferrara provincia di Bologna?<br />
In questi anni molte sono state le sigle che hanno identificato nel comune di Ferrara il servizio della municipalità verso i suoi cittadini. Ad una ad una le abbiamo perse, e con esse in pratica la possibilità di poter dare il nostro assenso o dissenso al loro operato. Per ultima, la nostra azienda dei trasporti pubblici, come un camaleonte ha cambiato prima nome da Atam, Actf, Ami ed ora abbiamo una Atc che come acronimo credo significhi Azienda trasporto Comunale, (comunale? Di quale Comune?), e fa invece riferimento all&#8217;Atc di Bologna. La nostra azienda comunale è stata venduta ai bolognesi. Sul sito internet dell&#8217;ATCBo c&#8217;è il link &#8220;zona di Ferrara&#8221;. Ci hanno detto che la nostra azienda era in perdita e non poteva da sola risollevarsi, per questa ragione è stata ceduta ai bolognesi.</p>
<p><span id="more-11788"></span><br />
Da quello che ho sentito dire, in un anno sono quasi rientrati del debito che avevano acquisito.<br />
Ora per la città girano molti autobus rosso-mattone tipici di Bologna e soprattutto con la scritta Atc Bologna.<br />
Nulla da dire sui mezzi.<br />
Qualche perplessità rimane invece per quanto riguarda l&#8217;utilità del servizio offerto.<br />
1. Prima osservazione potrebbe riguardare i percorsi delle undici linee, delle quali almeno 8 passano tutte per l&#8217;asse Cavour-Giovecca e fanno fermate alla stazione.<br />
2. Tre di queste passano per il centro, Via Trento Trieste-C.Mayer.<br />
3. Ci sono poi le linee 3C e 4C che sembrano linee da gioco dell&#8217;oca per quanto lunghe sono e che si accavallano nei percorsi in Porta Reno, Via Bologna.<br />
4. Se si studiassero percorsi veloci lungo direttrici prestabilite, con poche sovrapposizioni, si potrebbero coprire con i bus liberati altre zone cittadine.<br />
5. Non dimentichiamo però che tutte queste linee terminano il loro servizio alle 20,30 circa, dopo di che entra in servizio la linea 21 che praticamente passa solo in Cavour-Giovecca e Trento Trieste-Kennedy, e termina alle 23,45.<br />
La mobilità in città è quindi in pratica consentita solo tra il canto del gallo fino all&#8217;ora in cui vanno a dormire le galline.<br />
Per un servizio di questo tipo ora ci viene detto che verrà aumentato anche il costo del biglietto e degli abbonamenti e che verrà pure ridotto il monte ore del servizio.<br />
Quando poi aprirà Cona e sparirà (speriamo di no) il nostro ospedale S.Anna, chi ci porterà a trovare i nostri ammalati?<br />
A onor del vero, la regione finanzierà per due anni una linea FS-S.Anna-Cona, dopo di che dovrebbe arrivare la metro di superficie, il cui percorso è comunque squilibrato verso la zona sud della città.<br />
Con queste premesse dovranno modificare anche gli orari di visita perché alle 20 i bus non ci saranno più.<br />
Mi chiedo, tutto questo a chi giova? A noi cittadini?<br />
I nostri amministratori cosa vogliono da noi?<br />
Ormai non abbiamo più nulla da gestire, hanno svenduto tutto.<br />
Se dovessero togliere le Province non ci sarebbe alcun problema, Ferrara in fondo sarebbe già pronta per diventare frazione del comune di Bologna.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>I confronti del Sindaco</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 11:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Un mese fa il sindaco ha infranto un tabù dicendo che gli stipendi del personale portano via metà del bilancio comunale. Un’ammissione coraggiosa, ben sapendo che 1.500 dipendenti dovrebbero “produrre” come il petrolchimico ma nessuno se n’è mai accorto, come nessuno ha cognizione sull’utilità in Comune dell’organico di un reggimento. Ora, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/showImage.jpg" rel="lightbox[11662]" title="showImage"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11663" title="showImage" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/showImage-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un mese fa il sindaco ha infranto un tabù dicendo che gli stipendi del personale portano via metà del bilancio comunale. Un’ammissione coraggiosa, ben sapendo che 1.500 dipendenti dovrebbero “produrre” come il petrolchimico ma nessuno se n’è mai accorto, come nessuno ha cognizione sull’utilità in Comune dell’organico di un reggimento. Ora, in un’arringa a difesa dell’aumento di prezzo dei parcheggi, il sindaco svela un raffronto fatto con le tariffe di città vicine e inserito sul sito del Comune. Non ho trovato quel file ma non ha importanza, in qualsiasi modo sia redatto, il coraggio di confrontarsi con altri segna una svolta epocale: la Ferrara delle amministrazioni dedite al compararsi con lo specchio prova a voltar pagina.Volta pagina, ma si ferma lì. Una tabella comparativa come novità apripista è grandiosa, però il confrontare i prezzi è futile senza tener conto di fattori qualitativi nel rapporto costo/prestazioni.</p>
<p><span id="more-11662"></span></p>
<p> Non ha il suo peso la molestia di tanti questuanti ignorati dal gestore Ferrara Tua? In altre città il fenomeno ha dimensioni molto più ridotte o nulle, se anche costano un po’ di più offrono di più. E il rapporto stalli/numero-auto-gravitanti è identico a quello di altre città? E’ irrilevante il dover fare chilometri per imboccare il senso unico della via del parcheggio? E che dire dell’inesistente servizio navetta per i parcheggi, ma anche la modestia del trasporto pubblico, contraltare al traffico auto?</p>
<p>Ci sono centri storici con isole pedonali alle quali si accede direttamente da costosi parcheggi sotterranei. I loro prezzi non sono contestati. Perché sono posteggi comodissimi, accessoriati pure di buoni servizi igienici che esonerano da ricerche in città. Dati i vantaggi, costano meno dei nostri parcheggi su strada. A Ferrara, salvo i sottopassi allagati durante i diluvi, non ci sono parcheggi pubblici sotterranei. Neppure sotto il S. Anna come sarebbe ovvio. Sotto al Rizzoli di Bologna l’hanno fatto. Eppure potremmo averne senza che il Comune spenda un soldo: basta consentirlo a chi è disposto a investire in quell’attività. Ferrara Tua non ha i mezzi, allora come si giustifica il monopolio dato a una dittarella che per le sole spese d’ampliamento del parcheggio S. Guglielmo (165 posti in tutto) piange miseria? Solo per dare poltrone ad alcuni e sfogo alla rapacità multando chi sfora di 10 minuti? Il sindaco farebbe bene ad aggiustare i metodi di confronto, e proseguire per la strada virtuosa. Chissà? Potrebbe anche scoprire che tutti gli altri sindaci hanno preteso e ottenuto dalla Regione la ristrutturazione dei loro vecchi ospedali in città indipendentemente dai nuovi ospedali fuori porta, senza badare a cose che non li riguardano quali i finanziamenti della Regione.</p>
<p>En passant, nell’arringa del sindaco c’è una precisazione meritevole di lode: il parcheggio gratuito dell’ex MOF citato a sostegno dei suoi argomenti. Va aggiunto che per l’adiacente punto attrezzato è fruito anche dai camper che lo affollano nei week end significativi. Visto il suo valore in sé, il sindaco ha certamente intenzione di preservarlo da speculazioni edilizie, presunte riqualificazioni, destinazioni d’uso diverse, vero? Altrimenti la giusta citazione perde significato, riducendosi ad una battuta da comiziante.</p>
<p><strong><em>Paolo Giardini</em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Lo stadio in città… l’ospedale a Cona</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 16:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di giovanni mari]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giovanni Mari E’ iniziato da poco (ma già da troppo) il campionato di calcio. La Spal ritorna a giocare nel suo stadio P.Mazza e per i residenti, inizia di nuovo il calvario annuale della chiusura delle strade attorno allo stadio.  Chiusura che interessa in modo particolare C.so Piave, angolo Via Fortezza sino all’incrocio con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Giovanni Mari</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/09/A2CTZ32CAAPP8FOCAI4VF7UCAWE7F1GCAAD5I2KCARKFEOHCANIAQJ4CA30DTFJCA64HBOTCA0J6V5CCAQ17OMACAFPWPSXCAVPARFGCA70CNBSCAFPGD9FCA3NULZRCA9W7A9ECAXN2H28CA4FJB1U.jpg" rel="lightbox[10366]" title="A2CTZ32CAAPP8FOCAI4VF7UCAWE7F1GCAAD5I2KCARKFEOHCANIAQJ4CA30DTFJCA64HBOTCA0J6V5CCAQ17OMACAFPWPSXCAVPARFGCA70CNBSCAFPGD9FCA3NULZRCA9W7A9ECAXN2H28CA4FJB1U"><img class="alignleft size-full wp-image-10367" title="A2CTZ32CAAPP8FOCAI4VF7UCAWE7F1GCAAD5I2KCARKFEOHCANIAQJ4CA30DTFJCA64HBOTCA0J6V5CCAQ17OMACAFPWPSXCAVPARFGCA70CNBSCAFPGD9FCA3NULZRCA9W7A9ECAXN2H28CA4FJB1U" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/09/A2CTZ32CAAPP8FOCAI4VF7UCAWE7F1GCAAD5I2KCARKFEOHCANIAQJ4CA30DTFJCA64HBOTCA0J6V5CCAQ17OMACAFPWPSXCAVPARFGCA70CNBSCAFPGD9FCA3NULZRCA9W7A9ECAXN2H28CA4FJB1U.jpg" alt="" width="177" height="130" /></a>E’ iniziato da poco (ma già da troppo) il campionato di calcio. La Spal ritorna a giocare nel suo stadio P.Mazza e per i residenti, inizia di nuovo il calvario annuale della chiusura delle strade attorno allo stadio.  Chiusura che interessa in modo particolare C.so Piave, angolo Via Fortezza sino all’incrocio con Paolo V°-Via Ortigara e dall’altra parte Viale Cassoli. Chiusura che è costituita da una serie di transenne che interdicono il passaggio dai muretti di recinzione dei condomini sino al muro di cinta dello stadio, per tutta la lunghezza e larghezza dello stadio.</p>
<p><span id="more-10366"></span></p>
<p>L’operazione inizia verso le 11,45 e termina alla fine della partita e dopo che tutto il pubblico e le tifoserie se ne sono andate. Chi in questo periodo vuole passare viene costretto a percorrere tutta via Paolo V° e andare a finire in via Fortezza o Castel Tedaldo o dall’altra parte fare Via Poledrelli e Vittori Veneto. Fino a che sono giovani baldanzosi a fare questo tour forzato, non è neppure un gran male, ma se c’è un anziano la cosa cambia, non è molto comodo. Non viene neppure presa in considerazione l’alternativa di recintare l’area lasciando liberi i marciapiedi, cosa che costerebbe troppa fatica agli addetti alla sorveglianza (che fra l’altro sono pagati) dover mettere un numero superiore di transenne. Così per quelle 4 o 5 ore la gente deve stare in casa o fare quello che “qualcuno” ha deciso debba essere. Quello che sconcerta è che a tutt’oggi non vi siano idee per portare fuori città lo stadio, come tante altre città hanno già da molto tempo fatto, per cui lo stadio rimane lì dov’è, e continua ad essere un disagio per i residenti (pensate al traffico, alla mancanza di parcheggi, sostituiti dalle vie limitrofe che si riempiono, ai costi necessari per spostare i cassonetti dell’immondizia quando c’è il pericolo di tifoserie un po’ sui generis, alle spese che devono sostenere i condomini per ripulire i muri dalle scritte che spesso vengono lasciate da queste “brave persone”, ecc). Tutto questo “ disagio” è qui in città. In compenso sono 20 anni che i nostri amministratori ci stanno regalando un ulteriore grande disagio: l’ospedale di Cona, quello sì che sta bene fuori dalla città, la gente sarà riconoscente per questa ulteriore disavventura ferrarese. Però i nostri amministratori sono contenti.</p>
<p><strong><em>Giovanni Mari</em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>In attesa di un’altro incidente mortale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[di roberto zambelli]]></category>
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		<description><![CDATA[di Roberto Zambelli Desidero denunciare una grave mancanza di congruenza nella segnaletica semaforica che riguarda in particolare i ciclisti che percorrono la ciclabile di Via Bologna in direzione centro all’angolo con Viale Volano. In merito allego la Foto 1 in cui è evidente come la ciclista che sta procedendo abbia davanti a sé il semaforo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Roberto Zambelli</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Semaforo_Bologna_Volano_21.jpg" rel="lightbox[10137]" title="Semaforo_Bologna_Volano_2[1]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10139" title="Semaforo_Bologna_Volano_2[1]" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Semaforo_Bologna_Volano_21-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Desidero denunciare una grave mancanza di congruenza nella segnaletica semaforica che riguarda in particolare i ciclisti che percorrono la ciclabile di Via Bologna in direzione centro all’angolo con Viale Volano. In merito allego la Foto 1 in cui è evidente come la ciclista che sta procedendo abbia davanti a sé il semaforo che sembra indicare il suo diritto a procedere attraversando quindi Via Volano in sicurezza. Invece così non è in quanto il semaforo che direttamente la riguarda è quello che si trova sull’altro lato della strada e che evidenzia una bella bicicletta rossa.</p>
<p><span id="more-10137"></span></p>
<p>Cosa dovrebbe fare, in merito un progettista attento alla sicurezza stradale?</p>
<p>Dovrebbe, come mostrato nella foto 2:</p>
<p>1)      mettere il semaforo visibile in primo piano nella foto 1 e che interessa solo gli automobilisti, e non i ciclisti, esattamente sull’angolo della carreggiata in prossimità della linea di stop delle auto;</p>
<p>2)      porre al posto dell’attuale semaforo una replica del semaforo riservato a pedoni e a ciclisti che ora invece si trova solo in lontananza all’altro lato della strada;</p>
<p>3)      forse iniziare a pensare che pei ciclisti, a tutti gli effetti conduttori di un veicolo, serva anche un qualche tipo do segnaletica orizzontale tipo gli stop e i dare la precedenza.</p>
<p>Desidero far notare che in quel punto, tempo fa anche se in condizioni diverse, è già morto un ragazzino in bicicletta, ma nonostante questo l’esperienza non sembra, oltre che insegnare nulla, neppure attivare quel minimo di attenzione, di analisi e di verifica che sarebbe necessaria per poter garantire un minimo di sicurezza stradale ai cittadini anche nelle ciclabili nella Città che vanta di essere “La Città delle Biciclette”.</p>
<p>Purtroppo situazioni di rischio come queste a Ferrara ne esistono a iosa, ma sembrano bella mente ignorate da chi invece è pagato per provvedere a partire da una seria ideazione e progettazione dei percorsi e della segnaletica.</p>
<p>Cordialmente.</p>
<p><strong><em>Roberto Zambelli</em></strong></p>
<p><strong><em>Progetto per Ferrara – Movimento 5 Stelle</em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
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