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	<title>Progetto per Ferrara &#187; Mozione</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>I tutor, replica di Diego Marani alla Provincia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicata dalla Nuova Ferrara Martedi 11/10/2011 Gentile Marcella Zappaterra, sono lieto che il mio articolo le abbia dato l&#8217;opportunità di spiegare ai cittadini il funzionamento dei tutor e le ragioni che stanno all&#8217;origine della loro installazione. Forse così accetteranno di buon grado multe vessatorie e altre persecuzioni. O forse sapranno meglio per chi votare alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicata dalla Nuova Ferrara Martedi 11/10/2011 </em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/FE_sicve3.jpg" rel="lightbox[14163]" title="FE_sicve3"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14164" title="FE_sicve3" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/FE_sicve3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gentile Marcella Zappaterra, sono lieto che il mio articolo le abbia dato l&#8217;opportunità di spiegare ai cittadini il funzionamento dei tutor e le ragioni che stanno all&#8217;origine della loro installazione. Forse così accetteranno di buon grado multe vessatorie e altre persecuzioni. O forse sapranno meglio per chi votare alle prossime elezioni. Non potrò essere il 12 ottobre alla commemorazione del suo dipendente deceduto in un incidente stradale. Ma non sarei comunque venuto ad un evento che mi sembra prendere in ostaggio il dolore di una famiglia per fare la propaganda del suo sistema di sicurezza stradale. Mi lasci anche dire che trovo francamente sinistro l&#8217;amalgama che lei fa fra incidente stradale e morte sul lavoro. E&#8217; anche con queste malevole commistioni che voi politici finite per segare lentamente il ramo su cui state seduti.</p>
<p> <span id="more-14163"></span></p>
<p> Nel mio articolo (<em><strong><a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201110/08/0316_binpage1.pdf&amp;authCookie=6343236" target="_blank"> Un tutor per lepri e trattori pag. 1</a></strong></em> ,   <em><strong><a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201110/08/0316_binpage33.pdf&amp;authCookie=256561589" target="_blank">continua  pag. 33</a></strong></em> )  non ho mai messo in discussione l&#8217;esigenza di sicurezza delle nostre strade e da automobilista (mai multato!) di lunghissime percorrenze so bene che la velocità non fa guadagnare tempo. Ci sono però modi più civili e meno punitivi per contenerla. In un mio precedente articolo cui lei non ha voluto rispondere (forse perché in quello non parlavo di elezioni?), elencavo gli strumenti usati in paesi migliori del nostro, come le rotatorie, i rialzi e i restringimenti della carreggiata, le piste ciclabili protette, le aiuole, la separazione delle carreggiate con file di alberi. Tutte opere che migliorano il territorio assieme alla sicurezza. Non mi venga a dire che non ci sono soldi per questo. E&#8217; un argomento troppo facile, che giustifica troppe cose. Se davvero non avete soldi, dichiarate bancarotta e chiudete la Provincia. Forse non ce ne accorgeremo neanche. La verità è che è più facile installare tutor che avere una lungimirante politica di gestione del territorio, dei trasporti e della rete stradale, integrata con quella di altre provincie e regioni e con lo Stato. La verità è che la sua come altre amministrazioni agiscono in ogni settore per parare i colpi, senza una vera programmazione. La verità è che interi comuni contano sulle entrate delle multe per far quadrare i loro bilanci. Il risultato, come ho già più volte scritto, è che il cittadino perde ogni rispetto e fiducia nei confronti del politico. E a tutto questo va aggiunta l&#8217;insofferenza che ciascuno di noi ormai prova per la polizia urbana, che sopporta l&#8217;onere più pesante di dover estorcere soldi al cittadino. Non abbiamo più nessuna fiducia in un vigile e se ne vediamo uno avvicinarsi, ci aspettiamo solo grane. Lei che vive nella politica, si rende conto del danno immenso che reca questa disaffezione a tutta la nostra società? Nella sua lettera lei sembra poi annoverarmi nel numero dei furbetti che non rispettano le regole della società. Molto di più, e molto più responsabilmente, io contesto le regole che reputo ingiuste. Lo diceva già Macchiavelli che primo dovere civico del cittadino è contestare l&#8217;ingiustizia della sua città. E qui colgo l&#8217;occasione per spiegarle il mio concetto di libertà, che da quanto lei dice, sembra sfuggirle. Io sono per la libertà che si ferma dove comincia quella dell&#8217;altro, dove ognuno è responsabile delle proprie azioni e paga per i propri errori, dove vige la regola ma è il buon senso a guidarla.</p>
<p><em><strong> Diego Marani</strong></em></p>
<p><strong><em>Leggi la risposta all&#8217;articolo di Diego Marani</em></strong></p>
<p><strong><em> <a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201110/10/0316_binpage1.pdf&amp;authCookie=2058326683" target="_blank">STRADE SICURE SCHERZARE E&#8217; FUORI LUOGO pag 1</a></em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201110/10/0316_binpage16.pdf&amp;authCookie=-610948733" target="_blank">CONTINUA pag 16</a></em></strong></p>
<p><em><strong> Replica della Zappaterra a Marani </strong></em></p>
<p><strong>La Nuova Ferrara</strong> del 12/10/2011</p>
<p><em><strong><a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201110/12/0316_binpage25.pdf&amp;authCookie=-1400891553" target="_blank">TUTOR NON E&#8217; UN&#8217;ANOMALIA TUTTA ITALIANA</a></strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Ognuno vale uno</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 12:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative e organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[di angelo storari]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo concetto di democrazia reale dal basso, dove ciascuno partecipa alle decisioni e alle scelte. Dove ciascun cittadino ha il suo peso e contribuisce alla costruzione delle scelte, dei programmi e delle decisioni. Dove ciò che viene deciso non è preconfezionato, ma è frutto di un lavoro collettivo, di una rete, sia virtuale (internet) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/movimento5stelle.jpg" rel="lightbox[12943]" title="movimento5stelle"><img class="alignleft size-medium wp-image-12944" title="movimento5stelle" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/movimento5stelle-300x183.jpg" alt="" width="180" height="110" /></a>Un nuovo concetto di democrazia reale dal basso, dove ciascuno partecipa alle decisioni e alle scelte. Dove ciascun cittadino ha il suo peso e contribuisce alla costruzione delle scelte, dei programmi e delle decisioni. Dove ciò che viene deciso non è preconfezionato, ma è frutto di un lavoro collettivo, di una rete, sia virtuale (internet) che reale, fatta di contatti diretti, discussioni, incontri.</p>
<p><span id="more-12943"></span><br />
Questo è il Movimento 5 Stelle, un network, una rete di cui Progetto per Ferrara fa parte.<br />
In ossequio agli impegni sottoscritti, per sottoporsi alla verifica semestrale della loro base elettorale, venerdì alle ore 20.45, tornano a Ferrara i consiglieri regionali Giovanni Favia e Andrea Defranceschi.<br />
La verifica , per confermarli o per &#8220;licenziarli&#8221; con un voto di giudizio sul loro operato, si terrà presso la sala Tasso dell&#8217;Hotel Astra, in Viale Cavour 55.<br />
Tutti i cittadini, elettori o semplici simpatizzanti del Movimento, purché non iscritti ad altri partiti, potranno partecipare.<br />
Oltre ad esibire il rendiconto economico con estratti conto e bonifici, per la gestione trasparente della parte economica, verrà intavolata una discussione sull&#8217;operato politico e le iniziative intraprese in questi 6 mesi, tra cui il nodo sanità dell&#8217;Ospedale Sant&#8217;Anna ed il referendum autogestito.</p>
<p><em><strong>Angelo Storari</strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Cercando un briciolo di competenza</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 17:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini La bicicletta dalle nostre parti non è una rarità. Per consuetudine ha un ruolo suppletivo alle scarpe nella deambulazione, motivo per cui a Ferrara ce n’è almeno una per abitante, in una varietà di modelli a partire dagli esemplari rugginosi come quelli incatenati ai pali vicini alla stazione, arrivando ai gingilli da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/bici-1.jpg" rel="lightbox[12877]" title="bici-1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12879" title="bici-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/bici-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La bicicletta dalle nostre parti non è una rarità. Per consuetudine ha un ruolo suppletivo alle scarpe nella deambulazione, motivo per cui a Ferrara ce n’è almeno una per abitante, in una varietà di modelli a partire dagli esemplari rugginosi come quelli incatenati ai pali vicini alla stazione, arrivando ai gingilli da amatore oggetti di devozione, in titanio o fibra di carbonio. E</span><span style="font-size: small;">’ una ricchezza capillarmente diffusa l’abbondanza di biciclette, non solo patrimoniale ma anche culturale, grazie alla quale ad ogni autoctono basta un’occhiata per valutare una bici. Quando hanno installato le rastrelliere di quelle spartane bici da donna, comprate dal Comune (per Ferrara Tua, che le noleggia a due euro al giorno nel servizio “c’entro in bici”), chi le ha viste le ha subito stimate sui 300, massimo 400 euro, portabiciclette e serrature comprese. Invece il Comune le ha acquistate all’ingrosso a quasi 1.000 euro, indizio di uno standard municipale che lega i cani con le salciccie.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-12877"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/bici-2.jpg" rel="lightbox[12877]" title="bici-2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12880" title="bici-2" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/bici-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A una mia protesta pubblicata dai giornali l’amministrazione non rispose. Immaginavo non vi avesse dato peso per la qualità dei materiali resistenti a vandalismo e agenti atmosferici che costa cara. Ma immaginavo male. Tempo dopo, per altra faccenda l’assessore Modonesi mi scriveva che a lui non interessa rispondere alle mie critiche e gli è indifferente che trovi incongruenti o sbagliate le sue affermazioni pubbliche. Illuminato dalla premessa mi era più facile capire il seguito: lui si indispettisce di brutto leggendo sui giornali mie (pseudo) ironie che lo riguardino, perché non gradisce gli si manchi di rispetto. Il sottinteso Principio di Disuguaglianza rendeva inutile chiedergli perché si debba rispetto ad assessori di quel genere.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Data la permalosità assessorile, per un problema emergente su quelle biciclette ora sono costretto a rivolgermi al sindaco per chiedere chi sistema i danni per quella fregatura: lui o Modonesi?</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Se è incredibile che un ferrarese ignori che bici stazionanti all’aperto devono essere inossidabili, è pure inconcepibile che si spendano soldi pubblici per comprare ferraglia al prezzo dell’acciaio inox! Perché le bici d’oro (vedere foto) stanno ARRUGGINENDO.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">I casi sono due: o il materiale non è conforme ai requisiti del capitolato (e allora chi ha firmato l’ordine d’acquisto pretenderà la sostituzione dal fornitura), o il materiale è stato richiesto senza requisiti anticorrosione (e allora chi ha deciso deve cambiare mestiere).</span></p>
<p><span style="font-size: small;">In ogni caso, Modonesi non è idoneo ai lavori pubblici. Se è incapace di affrontare banalità come la valutazione di una bicicletta, quale magia difenderà il Comune nell’ambito di attività complesse?</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Caro mezzi pubblici. Noi chiediamo soldi per i cittadini, la Regione ci risponde che i soldi li ha solo per la Casta.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 07:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Come rispondere per non rispondere nulla&#8230;L&#8217;assessore Alfredo Peri e lo stesso presidente Vasco Errani si sono trincerati dietro la scusa che ormai siamo a metà anno e i soldi dal Governo non sono arrivati. Che occorre avere una &#8216;cassa&#8217; prima di poter fare investimenti. Tutte scuse: quando servono i soldi la Regione li trova, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/bus.jpg" rel="lightbox[12588]" title="bus"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12589" title="bus" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/bus-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Come rispondere per non rispondere nulla&#8230;L&#8217;assessore Alfredo Peri e lo stesso presidente Vasco Errani si sono trincerati dietro la scusa che ormai siamo a metà anno e i soldi dal Governo non sono arrivati. Che occorre avere una &#8216;cassa&#8217; prima di poter fare investimenti. Tutte scuse: quando servono i soldi la Regione li trova, come per coprire i buchi di bilancio delle ASL malgestite. Le scelte di come distribuire i fondi sono scelte soprattutto politiche! E i cittadini emiliano-romagnoli non possono continuare a pagare biglietti raddoppiati per un servizio di trasporto pubblico dimezzato, in attesa che la Regione ottenga i finanziamenti da Roma. Invece, questa mattina l&#8217;assessore regionale ai Trasporti si è lavato la coscienza così, rispondendo alla nostra interrogazione a risposta immediata in aula.</p>
<p><span id="more-12588"></span></p>
<p>&#8220;Motivando il tutto con l&#8217;imminenza dei tagli ai trasferimenti di fondi da Roma &#8211; chiariva l&#8217;interrogazione &#8211; a dicembre dell&#8217;anno scorso la Regione Emilia-Romagna ha proceduto ad aumenti tariffari generalizzati sui mezzi di trasporto pubblico&#8221;. Per citare solo il caso di Bologna, il biglietto in vettura sui bus è passato da 1€ a 1,50€, la corsa semplice da 1€ a 1,20€, il citypass da 8,50€ a 11€, un biglietto di FER per il servizio extraurbano 2 zone da 1,60€ a 2€. &#8220;Parallelamente agli aumenti, poi &#8211; sottolinea Favia &#8211; i gestori dei servizi hanno operato anche riduzioni di tratte, linee e corse&#8221;. Peccato che, successivamente agli annunciati tagli, &#8220;l&#8217;accordo raggiunto il 16 dicembre 2010 fra Governo e Regioni sul finanziamento del trasporto pubblico locale (TPL) prevedesse, per il 2011, il trasferimento alle Regioni di 425 milioni di euro di risorse aggiuntive&#8221;. Risorse finanziarie che, &#8220;dal 2012, per questo servizio verranno trovate grazie alla compartecipazione delle Regioni al gettito fiscale derivante dall&#8217;accisa sul carburante. Ma nonostante questo, i cittadini continuano a pagare biglietti aumentati per poter lasciare la propria auto a casa.&#8221; Com&#8217;è possibile che per avere diritto ai mezzi pubblici i cittadini debbano essere penalizzati?</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/27/biglietti-dei-bus-laumento-resta-scelta-affrettata-i-soldi-da-roma-sono-arrivati/107440/"><span style="color: #921712;">LEGGI l&#8217;ARTICOLO PUBBLICATO SU IL FATTO QUOTIDIANO</span></a></p>
<p>Il testo integrale della nostra interrogazione:<br />
<a href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/interrogazione_a_risposta_immediata_TPL_aumenti_ingiustificati.doc"><span style="color: #921712;">interrogazione_a_risposta_immediata_TPL_aumenti_ingiustificati.doc</span></a><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La mossa del cavallo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 16:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Paolo Giardini Chi percorre viale Cavour, provenendo da est a bordo di un veicolo diretto verso corso Isonzo, può evitare un semaforo svoltando per via Aldighieri e poi per via Byron. Però le due vie sono all’interno della ZTL e la manovra è proibita ai non residenti. Uno di questi, stanco dei passaggi effettuati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/416247-sistema_17.jpg" rel="lightbox[12029]" title="416247-sistema_17"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12031" title="416247-sistema_17" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/416247-sistema_17-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Chi percorre viale Cavour, provenendo da est a bordo di un veicolo diretto verso corso Isonzo, può evitare un semaforo svoltando per via Aldighieri e poi per via Byron. Però le due vie sono all’interno della ZTL e la manovra è proibita ai non residenti. Uno di questi, stanco dei passaggi effettuati abusivamente e di episodi di traffico contromano entro la ZTL, in un dibattito sul Musa ha chiesto spiegazioni. </span><span style="font-size: small;">L’assessore alla mobilità Modonesi risponde al quesito (Carlino, sabato 19/03) così: “La zona è presidiata dal varco Musa di via Garibaldi. Tutte le strade sono a senso unico e quello è l’unico accesso possibile.”. Aggiunge anche: “Chi entra da altre vie, lo fa contromano già oggi….”.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-12029"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Con la sua risposta l’assessore ci fa finalmente intuire il motivo dei tanti milioni spesi dal Comune nell’acquisto del sistema Musa. Poiché gli accessi a senso unico a quella zona sono indiscutibilmente due: uno in via Garibaldi, l’altro in via Aldighieri, e se un assessore di lungo corso nato a Ferrara, abitante a Ferrara e avente sede di lavoro non a New York, dice che quella zona è presidiata dal varco Musa di via Garibaldi, bisogna credergli, vuol dire che il sistema Musa non solo funziona con sistemi di visione elettronica della luce propagata in linea retta lungo via Garibaldi, ma anche con un’aggiuntiva straordinaria modalità di percezione, analoga alla mossa a L del cavallo sulla scacchiera. Riesce così a guardare (forse telepaticamente) a sinistra dell’incrocio Garibaldi-Aldighieri fino all’intersezione Aldighieri-Byron, con giravolta all’angolo del fornaio.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ecco perché l’impianto Musa, comprato quando Modonesi era assessore alle attività economiche, ci sembrava che costasse carissimo: non sapevamo che acquistavano merce futuribile!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Viste le risposte illuminanti, bisognerebbe presentare più spesso domande all’assessore. Potrebbero essere svelate en passant, ad esempio, mirabolanti proprietà tecnologiche celate in quelle 40 biciclettone da donna ad uso pubblico comperate dal Comune a quasi mille euro l’una. Sarebbe una bella pubblicità per la produzione nazionale di biciclette penalizzata dall’importazione di scadenti cineserie.</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></strong></em></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Mozione Sant’Anna</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Mozione Sant'Anna]]></category>

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		<description><![CDATA[ Comune di Ferrara Ferrara 25 giugno 2010  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara    OGGETTO: Mozione Sant’Anna   Il Consiglio Comunale di Ferrara  Premesso che   Sono passati vent’anni da quando Papa Giovanni Paolo II posò la prima pietra nella valle “ Della Morte” o “Val Morta”, e da allora i ferraresi attendono l’apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <strong><em>Comune di Ferrara</em></strong></p>
<p><strong>Ferrara 25 giugno 2010</strong></p>
<p> <strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2> OGGETTO: Mozione Sant’Anna</h2>
<p> </p>
<p><span id="more-9207"></span></p>
<h4>Il Consiglio Comunale di Ferrara</h4>
<h4> Premesso che</h4>
<h1><strong> </strong></h1>
<ul>
<li>Sono passati vent’anni da quando Papa Giovanni Paolo II posò la prima pietra nella valle “ Della Morte” o “Val Morta”, e da allora i ferraresi attendono l’apertura del nuovo ospedale.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Scelte sbagliate, incapacità tecniche, errori di gestione, procedure d’appalto illegittime (leasing), promesse mancate da parte di Inail e Regione Emilia Romagna, hanno fatto di Cona <strong>il più grande scandalo della sanità nazionale.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>L’ospedale Umberto I di Mestre, ritenuto tra i più belli d&#8217;Europa, più premiato dall’Unione europea, l&#8217;unico con la stazione metropolitana di superficie nella hall, facilmente raggiungibile in bus, in treno, in auto e in bicicletta, è stato costruito in quattro anni. </strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Nel 2002 l’assessore regionale alla sanità Bissoni, l’ex sindaco Gaetano Sateriale ed il suo vice Tiziano Tagliani, in assenza di risorse finanziarie adeguate, decidevano l’affossamento del Sant’Anna ed il raddoppio di Cona.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>L’autorità per la vigilanza dei lavori pubblici, con delibera del 4.12.2002, sanciva l’estemporaneità e l’illegittimità della procedura di leasing, scelta dall’azienda ospedaliera e sostenuta dal Comune, per l’affidamento dei lavori.<em> </em></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li>Il nuovo ospedale di Cona doveva accogliere il primo malato entro il 2003, impegno assunto nel 2000 dall’ex sindaco Gaetano Sateriale in Consiglio comunale!</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Nel 2003 il sindaco Gaetano Sateriale affermava che “è obiettivo del Comune”, condiviso dalla Regione e dall’Azienda ospedaliera, fare tutto il possibile per completare l’ospedale entro il 2004<strong> </strong>e che la scelta del global service andava “nella direzione” di rendere possibili questi tempi<strong>.<em></em></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>A pochi giorni dalle elezioni del 2004, con l’ennesimo colpo di teatro, l’ex sindaco Gaetano Sateriale annunciava l’apertura di Cona 1 entro il 2005 ed il completamento di Cona 2 entro il 2007.<strong> </strong>Ma<strong> </strong>il cantiere si trovava ancora al punto in cui l’avevano lasciato Giovanni Donigaglia e la Coopcostruttori, dopo il leasing stroncato dall’Authority dei lavori pubblici e dopo ben due anni impiegati per indire una regolare gara d’appalto.<strong></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Il cantiere è stato successivamente affidato al raggruppamento di imprese capitanato dal Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna, facente parte della Lega delle Cooperative, autore dell’unica offerta esaminata dalla commissione di gara.<strong> </strong>Fanno parte del raggruppamento di imprese, oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica, aziende ferraresi.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>Successivamente all’affidamento si sono verificati incrementi di spesa derivanti dall’adeguamento sismico delle strutture e da altre varianti, di cui non sono ancora note le conseguenze economiche.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>L’importo finale dell’investimento complessivo non è noto, i lavori per la viabilità e la metropolitana di superficie sono in alto mare, così come non è certa la data di funzionamento a regime del nuovo ospedale.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Il direttore dell’azienda ospedaliera Baldi, in un recente incontro in circoscrizione Est, ha aggiornato per l’ennesima volta (<strong>luglio 2011</strong>), l’entrata a regime del nuovo ospedale e la contestuale chiusura del Sant’Anna. Permangono tuttora fondate perplessità su quella data, anche a causa del contenzioso relativo a varianti economiche tra l’azienda ospedaliera e Progeste, a ritardi contrattuali, a subappaltati effettuati prima dell’autorizzazione, a maggiori opere subappaltate rispetto a quelle contrattualmente previste. Esistono inoltre oggettive difficoltà connesse ai collaudi statici, a quelli degli impianti ed amministrativi, per i quali occorrono allacciamenti, qualche settimana fa mancanti (per esempio il gas), e gli impianti elettrici, tuttora in fase di montaggio. Occorre infine l’autorizzazione sanitaria regionale e l’ultimazione di trasloco ed approvvigionamenti dei nuovi impianti, macchinari ed arredi. Anche le strutture universitarie sono in alto mare, non essendo tuttora disponibili i finanziamenti necessari per completare gli spazi (14 mila metri quadri) destinati alla ricerca ed alla didattica.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Permangono inoltre forti incertezze in merito ai collegamenti stradali e ferroviari per raggiungere il nuovo ospedale. In primo luogo riguardo alla bretella via Ravenna-via Pomposa, ancora da finanziare, che nella migliore delle ipotesi sarà disponibile non prima del 2014; il collegamento via Comacchio-Ospedale di Cona, ancora da assegnare (Provincia); la tangenziale est da completare (39 milioni) ed i lavori del primo stralcio, pochi giorni fa non assegnati; la suburbana di superficie (Ferrara-Codigoro) operativa non prima del 2012, con un trenino diesel ogni ora, non circolante di notte. <strong>Altro che la spacciata metropolitana di superficie, che per essere tale, deve garantire una frequenza massima di 3-7 minuti!</strong> In alternativa al trenino diesel ci sarà la navetta dell’Ami, finanziata sperimentalmente (?) per due anni (forse), che avrà una frequenza ogni mezz’ora; anche la tangenziale ovest è in alto mare; infine lo studio dei flussi di traffico, del numero dei mezzi in circolazione, della saturazione delle strade, sono ancora di massima e basati su di un numero di studenti ampiamente sottodimensionato (500 invece di 1200). I parcheggi sono insufficienti (2500 per dipendenti, visitatori e studenti) ed <strong>attualmente previsti a pagamento</strong>. I tempi di percorrenza delle ambulanze non sono stati stimati.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>L’espansione edilizia a Cona (ulteriori 400 mila metri quadrati della <strong>cosiddetta “addizione erculea”</strong>, oltre i 140 mila dell’ospedale, con centri commerciali e l’attesa di 3550 veicoli/ora) <strong>produrrà situazioni ingovernabili in assenza di infrastrutture adeguate</strong>. E‘ evidente che il mega progetto urbanistico di Cona, <strong>un’operazione di vera e propria edificazione esagerata, con consumo sfrenato di territorio agricolo</strong>, necessita di nuovi ed urgenti collegamenti tra le vie Pomposa-Comacchio a nord e le vie Comacchio-Ravenna a sud.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Riguardo al trasferimento di Medicina, come ricordato, latitano i fondi per realizzare l’edificio di 14 mila metri quadrati, necessario per svolgere le funzioni didattiche e di ricerca. <strong>La preoccupazione è alta per le sorti della facoltà di medicina, che da anni subisce un ridimensionamento ordito per assicurarle il declino.</strong> Essa é stata privata di molte scuole di specializzazione e di troppi posti letto nei reparti dell’ospedale, perché possa ancora attrarre professori di chiara fama. Il trasferimento dell’ospedale a Cona, senza una sede universitaria adeguata in loco, costituisce un elemento di ulteriore preoccupazione per il destino della facoltà.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Quello di Cona è forse il più grande intervento pubblico mai realizzato a Ferrara, dal dopoguerra ad oggi. Certamente è il più complesso. Una complessità cui non fa da contrappeso una vera e propria regia del progetto, di cui si sente da sempre l’assenza, per coordinare gli aspetti tecnici, progettuali, realizzativi (in materia di appalti, mobilità, finanza, costi) e le diverse “squadre” in campo. Una complessità alla quale non corrisponde un adeguato accesso informativo, da parte non solo dei cittadini, ma soprattutto degli amministratori, quali sono i consiglieri comunali. <strong>Nessuno, ancora oggi, dopo vent’anni, è in grado di dire cosa dobbiamo aspettarci nel 2010, 2011, 2012 ed anni a venire, in termini di strutture finite, funzionanti e a regime.</strong> Gli ostacoli sono numerosi e taluni di essi fuori controllo.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>I programmi attuali prevedono <strong>la chiusura dell’ospedale Sant’Anna e del suo pronto soccorso</strong> in centro storico e dunque anche dei servizi di emergenza per i cittadini e di gran parte dei servizi sanitari ospedalieri, oggi disponibili presso l’attuale ospedale. Va segnalato al riguardo che a seguito della realizzazione del nuovo ospedale del Delta le autorità competenti avevano mantenuto in attività l’ospedale di Comacchio ed il suo pronto soccorso, tuttora funzionanti, ritenendo che tale organizzazione rispondesse all’obbiettivo di erogare il miglior servizio sanitario alla comunità comacchiese. <strong>Oggi invece, chiudendo il Sant’Anna, si pensa di far pagare ai ferraresi residenti in città le conseguenze di una diabolica sequenza di errori.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Esiste inoltre il rischio di <strong>una enorme speculazione immobiliare nell’area dell’attuale Sant’Anna</strong>, nel cuore della città, dove Pd e maggioranza intendono realizzare <strong>uffici, villette, negozi, hotel ed una clinica privata.</strong> Su questo specifico argomento l’amministrazione sta mantenendo da anni un profilo comunicativo basso, con il coperchio ben chiuso sulla pentola. Nei giorni scorsi Ppf ha reso noto lo stato dell’arte sul progetto immobiliare Sant’Anna e non essendo giunte smentite al riguardo, <strong>tutti siamo autorizzati a ritenere che la speculazione temuta sia già decisa</strong>. L’operazione è stimata in 157 milioni di euro (con un utile pari a 34,6 milioni). Si tratta di 64 milioni in appartamenti, 27 in negozi, 16 in uffici-terziario, 30 nella clinica privata, 15 nell’albergo e 5 nei parcheggi. Il sindaco, i rappresentanti della giunta e della maggioranza, in varie occasioni (Consiglio, Commissioni, Circoscrizioni) <strong>avevano sempre negato</strong> che l’uso dell’area del Sant’Anna fosse deciso e tanto meno che l’amministrazione intendesse autorizzare la costruzione di nuove case e villette, negozi, alberghi, cliniche private e centri benessere, come invece risulta dagli atti. Gli appartamenti sorgerebbero a ridosso di via Mortara, Corso Giovecca, in nuovi edifici che si affacciano su “corti verdi di ampia dimensione”. Sono previsti un nido interaziendale, richiesto dall’Università, negozi in via Mortara ed un hotel, mentre le cliniche chirurgiche (12350 mq) si trasformerebbero in una clinica privata.</li>
</ul>
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<ul>
<li>Su tutta l’area insiste un vincolo del Ministero della Pubblica Istruzione che nel 1952 stabiliva il “divieto di nuova costruzione e modifica di quelle esistenti”. Il Comune si è attivato per rimuovere l’ostacolo. Anche il Padiglione Oftalmico del 1950 presenta vincoli di destinazione d’uso. Se ne prevede la demolizione insieme ai magazzini, alla farmacia ed altri fabbricati. L’obbiettivo monetario del Comune è chiaramente dichiarato nel rapporto finale del tavolo tecnico: <strong>recuperare 31 milioni di euro per Cona. </strong>Nulla a che vedere con lo scopo di tutelare l’armonia degli spazi fra cubature e verde, 60 anni dopo l’emanazione del vincolo urbanistico statale. Il buon senso vorrebbe che ciò che era allora area verde cittadina rimanga tale, quindi le costruzioni interne al S. Anna che nei decenni hanno sottratto il verde per soddisfare primarie necessità di salute, venuti meno gli elevati scopi sociali per cui vennero edificate, dovrebbero essere abbattute per ripristinare lo stato iniziale: area verde.<strong></strong></li>
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<ul>
<li>Le idee sul destino dei 15 ettari dell’area Sant’Anna sono dunque tutt’altro che indefinite (alla faccia della trasparenza e della partecipazione dei cittadini). La maggioranza ha fissato tutti i paletti. Oltre ai servizi socio-sanitari nel vecchio anello e le superfici destinate all’università, sono da realizzare 24 mila mq di abitazioni, 4 mila mq di negozi, uffici e centro benessere, 27 mila mq di hotel e clinica privata. E’ quanto proposto dal gruppo di lavoro (Comune, Aziende sanitarie, Università) fin dal 2007. A metà 2008 il cosiddetto tavolo tecnico (Regione, Soprintendenze, Comune, Aziende) ha definito meglio l’operazione immobiliare. Su 101 mila metri quadri di patrimonio edilizio esistente, si intende recuperarne 72 mila, demolirne 29 mila, costruirne ex novo 30 mila. I 30 mila mq di nuove costruzioni saranno abitazioni, negozi e uffici. <strong>L’articolo 11 dell’accordo di programma tra Comune, Provincia e Regione, firmato dal sindaco Sateriale a fine 2008, pochi mesi prima delle elezioni, assegna all’area Sant’Anna, oggetto di riconversione, la destinazione residenziale, commerciale e terziaria, rinviando al nuovo piano particolareggiato (per redigere il quale è stato stanziato un importo di 200 mila euro) la modifica dell’attuale utilizzo sanitario.</strong></li>
</ul>
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<ul>
<li>Il sindaco Tagliani ha dichiarato alla stampa che finalmente il dibattito su Cona affronta il merito della questione. Un segnale di disponibilità apprezzabile, se teso ad avviare una riflessione vera su come cambieranno i servizi sanitari con il progetto del nuovo ospedale. Progetto, peraltro, che nei decenni ha subito vari stravolgimenti, <strong>senza consultazioni della popolazione</strong>. Da quando la maggioranza ha deciso di chiudere il Sant’Anna, vari esponenti della stessa, a turno, tentano di spacciare tale scelta come un fatto tecnico. Ferrara, secondo loro, dovrebbe avere un solo ospedale, quello appunto nel fondo “Della Morte”, perché solo così sarebbe possibile garantire il massimo dell’assistenza sanitaria. E in base a tale postulato si vuole chiudere l’ospedale in città, per destinarlo, ambulatori a parte, ad una <strong>gigantesca speculazione immobiliare che regalerà alla città una bella clinica privata, al posto dell’ospedale pubblico, con annesse attività commerciali, villette e hotel. Tale scenario è devastante.</strong> La decisione se lasciare il centro storico privo di fondamentali servizi ospedalieri (pronto soccorso, terapie mediche e chirurgiche dispensabili anche in day hospital, comprese chemioterapia e radioterapia) <strong>è esclusivamente politica. Chi amministra la città dovrà assumersene tutta le responsabilità di fronte ai cittadini ed ogni argomentazione tecnica al riguardo, non potrà attenuare il disagio ad essi procurato.</strong></li>
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<p><strong>Ritenuto che</strong></p>
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<li>L’incredibile vicenda di Cona sia costellata da gravi errori di localizzazione, progettazione e valutazione delle procedure di appalto, da elevato turnover dei dirigenti incaricati (Bregna, Bergonzoni, Piepoli, Montaguti), da inaffidabili stime del fabbisogno finanziario dell’investimento, da <strong>evidente incapacità della classe politica al governo in Comune, in Provincia ed in Regione di gestire complessivamente l’operazione. </strong></li>
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<ul>
<li>La scelta del sito nel quale costruire il nuovo ospedale abbia imposto alla collettività pesanti oneri economici per evitare che i fabbricati “galleggiassero”, con evidente riferimento alle opere di fondazione ed alle strutture idrauliche per il contenimento e l’evacuazione delle acque meteoriche.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Il progetto sia caratterizzato da uno sviluppo in pianta, <strong>obsoleto ed inefficiente</strong>,<strong> </strong>imposto dall’insufficiente portanza dei terreni<strong>, </strong>con conseguente destinazione di ampie superfici ai collegamenti tra i diversi corpi di fabbrica ed ai servizi. E’ noto che ripetuti rimaneggiamenti hanno comportato la demolizione di parti già realizzate; modifiche della localizzazione delle cliniche, dell’accesso del pubblico, della distribuzione di diverse funzioni, della viabilità, con gli svincoli sulla superstrada e la bretella via Comacchio-via Palmirano trasformati da accessi di servizio ad ingressi principali, ecc…ecc… I blocchi delle sale operatorie, non previsti nel progetto originario, sono stati aggiunti successivamente e costruiti con strutture leggere (carpenteria metallica e pareti prefabbricate) per l’impossibilità di gravare su fondazioni già  dimensionate e realizzate senza tenere conto di un piano aggiunto. <strong>Indiscutibile testimonianza che l’Ospedale di Cona era nato come struttura ausiliaria, e come tale la sua collocazione poteva non essere strategicamente importante. </strong>La cucina è posizionata nel primo piano interrato ed i magazzini nel secondo piano interrato, entrambi a forte rischio di allagamento. E’ palese l’inadeguatezza energetica del progetto complessivo, in controtendenza alla cultura e alla legislazione vigente in materia: un inverosimile dilatazione dei trasporti dalla città a Cona, il mantenimento in servizio di pompe idrovore più potenti di quelle esistenti per la bonifica, i ritardi di messa in servizio, per i quali ogni motore elettrico installato sarà obsoleto nella sua classe energetica, in ottemperanza alle Direttive Europee recepite dall’Italia.</li>
</ul>
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<ul>
<li>La gestione complessiva dell’operazione Cona, anche a seguito delle indagini in corso da parte della magistratura, <strong>costituisca un pessimo esempio di gestione degli investimenti sanitari pubblici ed imponga al consiglio una seria riflessione politica.</strong> L’ex sindaco Gaetano Sateriale e l’assessore regionale alla sanità Bissoni, nella conferenza sanitaria del 2002,<em> </em>avevano dichiarato <em>“Adesso Cona lo garantiamo noi”</em>, a nome della maggioranza che governa Comune e Regione. <strong>Ed è molto chiaro ai cittadini che chi doveva, non è stato in grado di garantire il completamento del progetto in tempi certi, ma non è altrettanto chiaro chi abbia beneficiato di tale disastro, chi abbia pagato per gli errori o chi pagherà il conto di vent’anni di costi e disagi sopportati dai cittadini, per un’assistenza sanitaria inadeguata nel vecchio ospedale Sant’anna, abbandonato e lasciato cadere letteralmente a pezzi.</strong></li>
</ul>
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<ul>
<li>La scelta di chiudere il Sant’Anna, il suo pronto soccorso e di cessare l’erogazione di importanti servizi sanitari ospedalieri nel centro storico, avrebbe dovuto essere preceduta da una ampia informazione e consultazione della cittadinanza, che in primo luogo il sindaco Tiziano Tagliani, già componente della commissione regionale sanità, il presidente della regione Vasco Errani, il suo braccio destro Alfredo Bertelli, il consigliere regionale del Pd Roberto Montanari, avrebbero dovuto attivare.  </li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Per tali motivi Regione, Azienda ospedaliera, Università, Comune e Provincia, partiti di maggioranza, Pd in prima fila, dovrebbero pronunciarsi sulle responsabilità politiche e tecniche di questa opaca vicenda ferrarese ed adottare gli adeguati provvedimenti, dopo aver chiesto scusa ai cittadini.</strong> <strong>Pd e maggioranza di governo ora rimedino agli errori compiuti, reperendo le risorse che servono per garantire l’assistenza sanitaria in città. </strong></li>
</ul>
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<p><strong>Valutato che</strong></p>
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<li>Il diritto alla salute sia inalienabile.</li>
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<li>· <strong> </strong>La migliore assistenza sanitaria<strong> </strong>possibile si realizzi in primo luogo con le buone politiche per l’ambiente e per la salute. Le competenti autorità sanitarie debbono realizzare adeguate campagne epidemiologiche tese ad accertare l’incidenza delle principali patologie, le relazioni causa-effetto tra queste e gli inquinanti presenti nelle matrici ambientali, le principali fonti di inquinamento.</li>
</ul>
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<ul>
<li>Vadano potenziati i servizi sanitari territoriali. L’assistenza sanitaria deve essere organizzata nel territorio, vicino a chi ne ha bisogno (meno ospedalizzazione), accessibile ed economica, per fare prevenzione, sanità di base e di primo livello.</li>
</ul>
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<ul>
<li>La salute venga prima dell’economia e ciò debba comportare meno aziendalizzazione, meno deriva “bocconiana” e lo stop a direttori generali monocratici nominati dalla politica. Sia un errore puntare tutto sull’ospedalizzazione e ancor peggio sull’aziendalizzazione. <strong>Le aziende sanitarie oggi operano spesso al di fuori di ogni controllo democratico, gli Enti locali sono emarginati e le nomine dirigenziali sono troppo legate a riconoscimenti partitici. L&#8217;impostazione attuale va modificata, per reintrodurre nel sistema sanitario quei valori di servizio sociale, oggi sottomessi alla logica d&#8217;impresa.</strong></li>
</ul>
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<ul>
<li>I Pronto Soccorso sono elementi di una Rete di un Sistema d’Emergenza comprendente: Ospedali sede di Pronto Soccorso, Ospedali sede di D.E.A. (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di I livello, Ospedali sede di D.E.A. II livello, Centrali Operative 118 e altro. Il SIMEU (Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza) ha emesso un documento sullo stato dell’arte attuale delle succitate strutture diversificate, denominate HUB e SPOKE, funzionali fra loro in una rete di trasporti altamente efficiente e professionale. Un pronto soccorso al Sant’Anna non è incompatibile con uno a Cona. Possono avere funzioni diverse, come accade in altre città emiliane.</li>
</ul>
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<ul>
<li>Ferrara è caratterizzata da un forte invecchiamento della popolazione. <strong>Un cittadino su quattro ha più di 65 anni. </strong>La stragrande maggioranza dei ferraresi vive nel centro storico o in prossimità di esso. <strong>E’ pertanto grave la scelta di portare tutta l’assistenza ospedaliera a Cona</strong>, sottraendo alla città il suo ospedale storico e non corrispondendo in tal modo ai bisogni degli anziani residenti nel centro storico o nelle vicinanze di esso. Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Firenze, hanno ospedali efficienti in centro storico, pur essendo stati realizzati, in molti casi, nuovi ospedali fuori città. Non c’è capoluogo emiliano che sia privo di pronto soccorso nel centro cittadino, anche quando l’impossibilità di ampliare l’ospedale esistente, ha indotto a costruirne di nuovi fuori città (come a Modena). Forse 132 mila residenti a Ferrara, invece dei 183 mila a Modena, non sono abbastanza per giustificare il mantenimento dell’ospedale e del suo pronto soccorso in città?</li>
</ul>
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<ul>
<li>A Modena l’anno scorso è stato inaugurato, in pieno centro storico, il nuovo pronto soccorso del Policlinico, 5400 metri quadrati, 16,5 milioni di investimento, esso comprende pronto soccorso generale, uno pediatrico ed una terapia intensiva. E’ all’avanguardia a livello internazionale, offre risposte che vanno dall’ambulatorio di continuità assistenziale (codici bianchi), gestito dai medici del territorio, sino ai più sofisticati interventi di rianimazione eseguiti nella shock unit. E’ inserito nel policlinico con 765 posti letto. A sette chilometri dal centro c’è poi il secondo ospedale, il S. Agostino-Estense, situato in località Baggiovara, inaugurato nel 2005, con 455 posti letto ed una emergenza di 2° livello integrata con quella del policlinico. Questo era il progetto originario Cona-Sant’Anna.</li>
</ul>
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<ul>
<li>Esiste il dubbio fondato che la prevista limitazione dei servizi sanitari ospedalieri pubblici, attualmente disponibili in città (questo intendono fare Pd e maggioranza), <strong>sia l’effetto e non la causa della presunta spinta speculativa</strong>, che vorrebbe garantirsi l’area del Sant’Anna. In altri termini non vorremmo che il destino dell’attuale ospedale fosse segnato dai progetti di imprenditori delle costruzioni e della sanità, che premono da anni per la “valorizzazione” dell’area, <strong>pensando più ai bilanci delle proprie aziende che agli interessi della collettività</strong>. <strong>Tale scelta, se compiuta dall’amministrazione comunale, priverebbe i cittadini residenti nel centro storico dell’attuale pronto soccorso, dell’assistenza notturna, di vari day hospital, delle chemioterapie e radioterapie, oggi dispensate al Sant’Anna anche senza ricovero, unitamente ad una parte dei posti dialisi e di altri servizi primari. In città non ci sarebbero più Tac, Pet, Risonanza magnetica ed altre strumentazioni diagnostiche sofisticate.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>La chiusura del pronto soccorso in città preclude <strong>ai cittadini di avvalersi di assistenza immediata per infortuni e patologie improvvise, anche non gravi,</strong> che saranno curabili solo a Cona, sia di giorno che di notte. Gli anziani saranno costretti a spostarsi ogni giorno a Cona per chemioterapia o radioterapia, oggi prestate in day hospital al Sant’Anna. Dovrà recarsi a Cona anche chi avrà bisogno di assistenza per una storta, per una piccola ferita, per un principio di colica renale, per una scottatura, per un mal di pancia, per una sbornia, e chi più ne ha più ne metta. <strong>I portoni del Sant’Anna, la notte, saranno sprangati</strong>. Tutto questo, nell’incertezza sulla disponibilità di mezzi di trasporto, 24 ore su 24, tra il centro cittadino e Cona. <strong>Scelte queste, che riteniamo irresponsabili, burocratiche, fatte da una maggioranza che dovrebbe essere attenta ai bisogni dei cittadini più svantaggiati e che invece costringe i residenti in città, che sono la maggioranza dei ferraresi, a recarsi a Cona anche per necessità assistenziali banali.</strong> Senza contare i disagi per i familiari dei pazienti ricoverati nel futuro nuovo ospedale.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>L’Ospedale di Cona, nelle previsioni di progetto, sarà il luogo dove si svolge la Medicina di Emergenza e Urgenza e dove il cittadino si rivolgerà e riceverà nel minor tempo possibile rapide e appropriate specifiche prestazioni. In questo nuovo e unico Pronto Soccorso i cittadini dovranno arrivare in tempi brevi e certi, e non sempre potranno farlo con mezzi propri, con le navette o tanto meno con la futuribile metropolitana di superficie.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Non siamo a conoscenza (nessuno in nessuna sede istituzionale l’ha presentata) della futura <strong>organizzazione dell’Emergenza Territoriale Provinciale</strong>, che per il Comune di Ferrara e le sue frazioni dovrà certamente tener conto della nuova sede del Pronto Soccorso e della viabilità per arrivarci. Da un’indagine sugli spostamenti casa-lavoro realizzata dal Mobility Manager dell’Ospedale risulta che, attualmente, gli spostamenti generati dall’Ospedale Cittadino sono per il 27.6% soddisfatti dalla mobilità ciclabile e pedonale, per il 2.7% dal Trasporto Pubblico Locale e per il 69.5% dalla mobilità veicolare privata. Se la viabilità per Cona rimanesse quella di oggi e tutti gli spostamenti verso il nuovo Ospedale venissero soddisfatti esclusivamente dalla mobilità privata, <strong>vi sarebbe un inevitabile aumento del traffico, con relativo impatto ambientale in termini di qualità dell’aria ed inquinamento acustico.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>L’ingente dispendio di risorse, per alimentare il pozzo senza fondo di Cona, porta oggi la maggioranza a sostenere che un pronto soccorso in città, completo delle unità necessarie per renderlo tale, non è finanziariamente sostenibile. La città invece ha bisogno di un servizio di emergenza vero, attrezzato di tutte le unità operative, per garantire ogni intervento finalizzato a stabilizzare il paziente. <strong>Inoltre non è ammissibile privare il centro storico dell’assistenza sanitaria notturna di minore urgenza. </strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>La chiusura del pronto soccorso attuale <strong>determinerà inevitabilmente anche il peggioramento del servizio di emergenza per i quartieri del centro storico e quelli più decentrati rispetto a Cona</strong> (Pontelagoscuro, Barco, Francolino, Cassana, Porotto, via Virgiliana, Ravalle, Casaglia, Porporana, con decine di migliaia di residenti). Aumenterà pertanto, per quelle aree, il rischio di decessi causati da tempi eccessivi nelle attività di soccorso, stabilizzazione ed intervento medico/chirurgico d’emergenza. Non può essere presa una tale decisione in assenza di un nuovo piano per l’emergenza, che dimostri sulla carta, comparando gli scenari ante e post, l’effettivo miglioramento del servizio d’emergenza prestato ai cittadini e la conseguente riduzione del rischio di decessi per inadeguata prestazione delle strutture di soccorso ed intervento medico-chirurgico.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Chiunque comprende il rischio associato al trasporto in ambulanza, per esempio da Pontelagoscuro, Porotto, Cassana, Corso Isonzo, di un paziente colpito da patologia acuta e urgente, magari dell’apparato cardiocircolatorio, quando dieci, quindici minuti <strong>possono fare la differenza tra la vita e la morte. Chi sostiene che il trasporto a Cona sia più sicuro ed efficace che al Sant’Anna, medico o no che sia, consigliere comunale o no, se dotato di comune buon senso, si limita esclusivamente a difendere scelte sbagliate compiute dal proprio partito. Né in consiglio, né in commissione è mai stato illustrato, discusso e valutato uno studio, di cui peraltro è ignota pure l’esistenza, sulla distribuzione della popolazione nel territorio, sulle diverse tipologie di emergenze storicamente riscontrate, sul numero di mezzi disponibili per turno, per quanti turni, con quali attrezzature, equipaggi e localizzazione atti a garantire la risposta adeguata alla richiesta di soccorso,  sui percorsi ottimali in matrici origine/destinazione,  sull’intensità di traffico. Non sono noti strategia, modelli e simulazioni sull’efficacia del sistema di emergenza che si intende adottare</strong>. Né sono disponibili comparazioni tra gli standard imposti dal sistema sanitario ed i risultati attesi dalla riorganizzazione. Non sono noti i tempi di percorrenza delle ambulanze da tutti i quartieri del Comune di Ferrara al nuovo ospedale di Cona, nello scenario a viabilità attuale ed in quello a viabilità futura, né quali siano le nuove modalità organizzative del servizio, le procedure, il numero di ambulanze, di auto mediche e la specializzazione degli equipaggi.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Non sono inoltre disponibili per il consiglio dati che, nella situazione attuale dimostrino il rispetto, da parte delle ambulanze, dei tempi stabiliti per raggiungere il luogo di soccorso.</strong> Né sono disponibili informazioni su situazioni di soccorso, eventualmente gestite con difficoltà, che abbiano comportato provvedimenti organizzativi e/o disciplinari, da parte della direzione del servizio. Non sono noti report di verifica (feed back), che consentano ai cittadini (gli utenti) di valutare l’efficacia e l’efficienza del servizio fondamentale per i cittadini, servizio che è affidato anche a terzi (Cidas, Croce Rossa, ecc.).</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Oggi sappiamo che l’ambulanza con base presso la caserma dei vigili del fuoco, è equipaggiata con due autisti (personale tecnico non paramedico) e non con autista più infermiere, come accade invece nell’auto Cidas stazionante presso l’ospedale. Le attrezzature presenti nell’ambulanza con due autisti non sono le medesime presenti in quella Cidas (mancanza di supporto sanitario come il set intubazione, quello per l’aerosol e molti farmaci). L’ambulanza con due autisti viene inviata in soccorso anche di “codici rossi base”, e compete ad essi (autisti) valutare la necessità del medico e richiederne l’intervento. L’auto medica, se disponibile, parte solo in quel momento. Nell’attesa, sul posto non è presente alcun infermiere. Fuori Ferrara (in provincia), invece, le ambulanze sono equipaggiate con coppia di autista più infermiere.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong> L’efficacia e la qualità della risposta alla domanda di soccorso non dipendono esclusivamente dal tempo intercorso tra la chiamata al “118” e l&#8217;attivazione dell&#8217;intervento da parte del personale sanitario (o non sanitario) giunto sul posto, ma anche dal tempo complessivo che intercorre tra la chiamata e l’ingresso del paziente in pronto soccorso.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Reputiamo gravissima la superficialità finora ostentata dai medici della maggioranza, nel trascurare che il pronto soccorso è la struttura fisica che accoglie e prende in carico tempestivamente chi ne ha bisogno. Qualsiasi fase intermedia come la chiamata e l’arrivo dell’ambulanza è solo una parte dell’insieme. Che ci siano medici che pontifichino sulla validità di una parte va benissimo, è invece deplorevole, non deontologicamente corretto e non professionale, che essi estendano i risultati parziali delle loro diagnosi ad altri ambiti non di loro competenza.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>La realizzazione delle previste due &#8220;Case della Salute&#8221;, con l&#8217;introduzione delle Medicine di Gruppo nell’attuale Sant’Anna, <strong>non potrà sostituire il Pronto Soccorso nel centro storico</strong>. I cittadini e i Medici di Medicina Generale sanno che questa non può essere la soluzione. Infatti il Medico di Famiglia che opera all&#8217;interno di una Medicina di Gruppo, non fornisce prestazioni sanitarie di Pronto Soccorso.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Impegna il Sindaco e la Giunta a</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Agire nei confronti della Regione, dell’azienda ospedaliera e nella conferenza sanitaria territoriale, affinché il nuovo ospedale di Cona e le infrastrutture ad esso collegate, siano ultimati nel più breve tempo possibile, ai più alti livelli di eccellenza, con riferimento alle prestazioni sanitarie e di servizio, ma anche per quanto attiene alle modalità di accesso (infrastrutture di trasporto, mezzi pubblici disponibili, frequenze, costi, parcheggi gratuiti). Fornire al consiglio comunale, entro il prossimo luglio, il calendario dell’inizio dei ricoveri ed della piena disponibilità di tutte le infrastrutture in costruzione e di progetto.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Mantenere attiva, presso l’attuale ospedale Sant’Anna, una struttura ospedaliera, con annessi reparti medici, chirurgici, diagnostici e di servizio, per il ricovero e la cura specialistica di pazienti anziani (fino a 100-150 posti letto) e per la ricerca medico-scientifica, anche in campo oncologico (in collaborazione con la Facoltà di medicina) di nuovi trattamenti terapeutici, di cure palliative e di cure del dolore. Tale struttura non abbisogna di investimenti in quanto può essere ospitata nei fabbricati esistenti delle cliniche universitarie. </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Mantenere attive presso l’attuale ospedale Sant’Anna, ad elevati livelli di qualità,<em> </em>le seguenti prestazioni sanitarie: pronto soccorso/emergenza (con annesse unità rianimazione, emodinamica, sale operatorie, diagnostica per immagini, laboratori e quant’altro necessario); tutte le prestazioni attualmente erogate in giornata senza ricovero (chemioterapia, radioterapia, day hospital in varie aree mediche e chirurgiche, diagnostica completa, chirurgia ambulatoriale, dialisi, altre).</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Non autorizzare, nell’attuale area Sant’Anna, la costruzione e/o l’esercizio di alcuna clinica privata o struttura assimilabile.  </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Agire in tutte le sedi e le forme possibili (compresa la mobilitazione popolare), quindi anche in seno alla conferenza sanitaria e nei confronti della Regione, per ottenere la revisione dei piani sanitari nella direzione strategica sopra indicata e per finalizzare coerentemente a questa le poste del bilancio regionale.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Richiedere alla Regione gli investimenti necessari all’adeguamento del Sant’Anna per la riorganizzazione sopra esposta, ottenibili in quota destinando, a funzioni universitarie, parte delle attuali strutture di Cona, sovra dimensionate nell’ottica sopra descritta.</strong></li>
</ul>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Mozione emergenza neve</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 21:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Mozione neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Ferrara, 21 gennaio 2010 Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara OGGETTO: MOZIONE  emergenza neve Il Consiglio Comunale di Ferrara  rilevato che Nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 dicembre 2009 nella città si era verificata un’abbondante nevicata, adeguatamente segnalata e prevista dai servizi di allertamento meteorologico della Protezione Civile constatato che  La situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ferrara, 21 gennaio 2010</p>
<p><strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<h3>OGGETTO: MOZIONE  emergenza neve</h3>
<p><span id="more-7361"></span></p>
<h4>Il Consiglio Comunale di Ferrara</h4>
<h4> rilevato che</h4>
<ul>
<li>Nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 dicembre 2009 nella città si era verificata un’abbondante nevicata, adeguatamente segnalata e prevista dai servizi di allertamento meteorologico della Protezione Civile</li>
</ul>
<p><strong>constatato</strong> <strong>che</strong></p>
<p> La situazione della viabilità è rimasta drammaticamente compromessa per molti giorni, provocando disagi, incidenti a ripetizione e intasamento del pronto soccorso ortopedico cittadino</p>
<p> <strong>considerato che</strong></p>
<ul>
<li>Sia a mezzo stampa che direttamente, numerosi cittadini hanno espresso lamentele per come l’Amministrazione ha fronteggiato la situazione</li>
</ul>
<p> <strong>ritenuto che </strong></p>
<ul>
<li>tali lamentele debbano ricevere una adeguata risposta dall’Amministrazione</li>
<li>il consiglio comunale debba ricevere assicurazioni circa i provvedimenti che sindaco e giunta intendono adottare, allo scopo di fronteggiare future analoghe situazioni meteorologiche</li>
</ul>
<p><strong>impegna il Sindaco e la Giunta</strong></p>
<ul>
<li>a predisporre con la massima urgenza <strong>un adeguato Piano neve ed un contratto di prestazioni tra Comune ed Hera</strong>, od altro operatore, che disciplini le modalità di intervento, con particolare riferimento alle seguenti prescrizioni:  </li>
</ul>
<ol>
<li>Elenco e descrizione della flotta minima dei mezzi operativi da impiegare, delle strade da trattare, degli orari di servizio per ciascun mezzo, dei percorsi, in funzione delle diverse precipitazioni ipotizzabili (quantità, frequenza).</li>
<li>Modalità di coordinamento dei mezzi in servizio, al fine di ottimizzare il loro impiego in rapporto alle priorità derivanti da condizioni atmosferiche e di circolazione variabili (chi coordina i mezzi, in base a quali rilevazioni sul territorio, fatte da chi).</li>
<li>Modalità di comunicazione tra il coordinamento ed i mezzi in servizio e modalità di localizzazione in tempo reale delle posizioni istantanee dei medesimi.</li>
<li>Analisi dei costi per la formulazione degli eventuali prezzi “fissi”, derivanti dalla disponibilità in standby dei mezzi suddetti ed eventuali prezzi unitari, corredati da analisi costo, per la contabilizzazione della parte variabile del corrispettivo (prezzo orario, costo km, ecc) .</li>
<li>Modalità di effettuazione del controllo delle prestazioni affidate (chi controlla, quando, compilando quali report in contraddittorio con chi gestisce il servizio).</li>
<li>Clausole di garanzia di adempimento della prestazione, garanzie richieste, clausola di recesso.</li>
<li>Penali per ritardato e/o carente intervento, sanzioni per inadeguato inadempimento.</li>
</ol>
<p> A fornire quanto prima e a pubblicare nel sito del Comune, le seguente documentazione:</p>
<ol>
<li>Nota di affidamento del servizio ad Hera, del 2009, da parte del Comune.</li>
<li>Elenco dei mezzi in servizio nelle giornate 17-24 dicembre, delle strade percorse, degli orari di passaggio, per ciascun mezzo, per ciascuna strada.</li>
<li>Elenco dei dipendenti comunali in servizio nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 dicembre, impegnato a coordinare, gestire, controllare il servizio affidato ad Hera.</li>
<li>Analisi dei costi alla base della formulazione dei corrispettivi “fissi”, contenuti nel documento distribuito in Commissione servizi pubblici, intitolato “Condizioni tecnico economiche” (peraltro senza data e firmato solo da Hera), che espone un totale (per la parte fissa) di circa 200 mila euro, iva inclusa.</li>
<li>prezzi unitari (prezzo orario, costo km, ecc), corredati da analisi costo, computi, contabilità dettagliata delle prestazioni, con riferimento ai corrispettivi variabili che Hera si accinge a fatturare, per il periodo di servizio effettuato durante la cosiddetta “emergenza” neve.</li>
<li>Reports di constatazione del servizio effettuato da Hera, redatto in contraddittorio tra la medesima ed il Comune, che validi la contabilizzazione delle suddette prestazioni fisse e variabili.</li>
</ol>
<p> Ppf  Capogruppo Valentino Tavolazzi___________________________________________________</p>
<p>Prc-Pdci Capogruppo Irene Bregola_____________________________________________________</p>
<p>Lega Capogruppo Giovanni Cavicchi____________________________________________________</p>
<p>Iaf Capogruppo Alex De Anna_________________________________________________________</p>
<p>L’urgenza della trattazione verrà sottoposta al consiglio comunale lunedì 25.1.10.</p>
<p>In caso di mancata approvazione della procedura d’urgenza da parte del consiglio, Ppf si avvarrà della facoltà, prevista dal Regolamento e già comunicata alla conferenza dei capigruppo di mercoledì 20 gennaio, di iscrivere la mozione all’ordine del giorno del 25.1.10.<!-- PHP 5.x --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Mozione economia ed occupazione presentata in Consiglio straordinario del 9-11-2009</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/mozione-economica-ed-occupazione-presentata-in-consiglio-straordinario-del-9-11-2009-1109.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia, sviluppo, lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Comune di Ferrara                                                                                                                                                                Ferrara, 9 novembre 2009                                                                                                                                                                      Al Presidente del                                                                                                                                                                       Consiglio Comunale                                                                                                                                                                       di Ferrara   OGGETTO: MOZIONE  ECONOMIA ED OCCUPAZIONE   Il Consiglio Comunale di Ferrara   rilevato che   Ferrara sta subendo i pesanti effetti della drammatica crisi economica nazionale ed internazionale, nel nostro caso aggravati dalla storica debolezza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em>Comune di Ferrara</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em> </em></strong></p>
<p>                                                                                                                                                             Ferrara, 9 novembre 2009</p>
<p> <strong>                                                                                                                                                                    Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>                                                                                                                                                                      Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>                                                                                                                                                                      di Ferrara</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>OGGETTO: MOZIONE  ECONOMIA ED OCCUPAZIONE</strong><strong></strong></p>
<p><span id="more-6346"></span></p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>Il Consiglio Comunale di Ferrara</strong><strong></strong></p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>rilevato che</strong></p>
<p> </p>
<ul>
<li>Ferrara sta subendo i pesanti effetti della drammatica crisi economica nazionale ed internazionale, nel nostro caso aggravati dalla storica debolezza della struttura industriale ed imprenditoriale della nostra città;</li>
<li>suddetta crisi determina dinamiche negative nei processi aziendali (crollo degli ordinativi, della produzione, del fatturato e dell’occupazione) e crescente incertezza  da parte di chi vorrebbe avviare un’attività ma, di fronte alle incognite, preferisce attendere;</li>
<li> la somma dei due effetti citati  ha determinato la chiusura di molte aziende nel nostro territorio, una epidemia di licenziamenti ed il trascinamento verso il basso di tutti i principali indicatori congiunturali di settore, con bilanci aziendali in rosso e l’utilizzo abnorme della cassa integrazione ordinaria e straordinaria;</li>
<li>la crisi economica non ha risparmiato nessuno, ha travolto industrie, artigiani, imprese individuali ed in termini assoluti, il bilancio più negativo si registra nel commercio al dettaglio e nelle attività manifatturiere, purtroppo in modo assai più devastante a Ferrara che nel resto della regione e nel Nord-est;</li>
<li>il deterioramento della congiuntura, oltre alla medie-grandi imprese, ha riguardato, in misura più marcata, la piccola impresa (1-9 dipendenti) ed in particolare l’artigianato, soprattutto nel comparto delle costruzioni;</li>
<li>la situazione è particolarmente difficile per la chimica-materie plastiche, per la lavorazione dei minerali non metalliferi e per il settore meccanico, nel cui ambito i mezzi di trasporto segnano un calo di produzione e di ordinativi ancora più accentuato di quello del fatturato;</li>
<li>sul fronte delle esportazioni si registra una caduta ben più accentuata della media regionale, con il dato peggiore tra tutte le province dell’Emilia-Romagna ed un ulteriore indebolimento rispetto a pochi mesi fa;</li>
<li>aziende come Berco di Copparo con 2350 dipendenti, VM di Cento con 1180, Romagna Ruote con 200 dipendenti, BBS di Ruina con 339, Felisatti con 70, TRW Automotive ed Lte di Ostellato, rispettivamente con 360 e 195 dipendenti, Vortex Hydra di Fossalta con 100 dipendenti, Cecarfer di Poggio Renatico, Secat di Pontelagoscuro, Decotrain di Migliaro, Tfc Galileo di Vaccolino, sono in fortissima difficoltà ed hanno attivato procedure di mobilità e/o di cassa integrazione, e stanno inoltre attuando misure straordinarie di ristrutturazione aziendale;</li>
<li>anche il Petrolchimico è colpito da una da una profonda crisi che investe tutte le aziende del sito: Nylco, P-Group, LyondellBasell, Polimeri Europa, Yara. In particolare la crisi della Vinyls di Porto Marghera, che gestisce gli impianti di cvm e pvc,  prodotti finali del “ciclo del cloro”, di cui fanno parte anche gli impianti Sindyal/Eni di cloro/dicloroetano, a loro volta alimentati dall’etilene prodotto dal cracking di Polimeri Europa (Eni), rischia di generare un “effetto domino” con la conseguente chiusura, a cascata, di altre lavorazioni e/o di interi impianti a Ferrara, Mantova e Marghera; dalla Vinyls infatti dipende il futuro dell’intero petrolchimico di Marghera, degli stabilimenti di Sardegna, Ferrara, Mantova e Ravenna (alimentati dall’etilene), oltre che il futuro di decine di migliaia di posti di lavoro;</li>
<li>Polimeri Europa risente della scelta di Eni di disimpegnarsi progressivamente dalla chimica industriale, mentre LyondellBasell, per produrre il polipropilene, deve approvvigionarsi di propilene proprio dall’impianto Polimeri Europa di Marghera;</li>
<li>il nuovo stabilimento Estelux, spacciato dalla maggioranza al governo come il risultato più importante dell’Accordo di Programma sul Polo chimico, di fatto non aprirà mai, con la conseguenza devastante che centinaia di nuovi posti di lavoro promessi sono di fatto andati in fumo;</li>
<li>il centro storico, il terzo settore dal quale ci si dovrebbe attendere una grande opportunità di sviluppo economico e dell’occupazione, soffre da decenni della totale assenza di un progetto organico di rilancio del turismo, che valorizzi l’immenso patrimonio storico e culturale che caratterizza la città e l’ha resa famosa tra gli operatori e semplici turisti. L’impoverimento, la desertificazione commerciale, il progressivo svuotamento residenziale, una mobilità urbana irrazionale ed inefficiente, un trasporto pubblico arcaico, la mancanza di spazi per iniziative congressuali, una fiera più simbolico che sostanziale, costituiscono alcune delle patologie che bloccano lo sviluppo delle attività imprenditoriali in campo turistico, congressuale e culturale. Le politiche di sostegno del turismo da parte dell’amministrazione comunale, dopo i meritevoli investimenti nell’hardware (il patrimonio fisico) negli anni ’80 e primi anni ’90, spesso hanno rappresentato uno spreco di denaro, in poche iniziative costose ed elitarie, che per nulla hanno contribuito al rilancio del centro storico;  </li>
</ul>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>considerato che</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<ul>
<li>è fallita la politica industriale della maggioranza al governo della città, attuata dalla giunta Sateriale prima e proseguita da Tagliani oggi. Una politica che ha regalato ad Enipower, in cambio del nulla, la mega centrale Turbogas e favorito il disimpegno dell’ENI dalla chimica a Ferrara, proprio grazie alla disponibilità per l’azienda di lauti profitti acquisiti nel mercato dell’energia, alternativi e sostitutivi di quelli ben più rischiosi ed incerti derivanti dal business della chimica;</li>
<li>nessuno, tra chi ha governato la città negli ultimi decenni, si è mai occupato o preoccupato della capacità delle imprese del petrolchimico di riqualificarsi, di ristrutturare la propria filiera, di realizzare nuovi investimenti nella chimica fine, nella green economy, nella chimica vegetale, nelle biotecnologie e nelle nanotecnologie, nei nuovi prodotti per l’auto e l’edilizia, nella chimica ad alto valore aggiunto, nel cosiddetto vantaggio intellettuale italiano, ancora esistente. Ed il disastro da anni annunciato è purtroppo arrivato, tra menzogne sulla Turbogas ed illusioni dispensate a piene mani ai lavoratori ed ai cittadini ferraresi;</li>
<li>la grave situazione del petrolchimico è pertanto anche diretta conseguenza di quelle non scelte o scelte sbagliate, che lasceranno alle future generazioni ferraresi un maggior inquinamento ed il problema irrisolto delle bonifiche, al posto di nuove opportunità di lavoro e di creazione di nuove imprese;</li>
<li>Ferrara da decenni soffre, più in generale, di una inadeguata politica industriale, dell’assenza di un efficace azione di marketing territoriale e di un sistema di incentivi alle imprese insediate e da attrarre da fuori provincia, oltre che della  marcata ed evidente subalternità delle classi dirigenti, succedutesi negli ultimi decenni, ad alcuni portatori di interessi economici particolari, che, se in passato potevano apparentemente convergere con il bene comune e gli interessi della collettività, garantendo occupazione (comunque pagata in termini di inquinamento ambientale e danni alla salute), oggi essi non sono più in grado di offrire ai ferraresi gli attuali posti di lavoro, tanto meno nuovi, e neppure la prospettiva di uno sviluppo sostenibile nella green economy e di un risanamento ambientale del nostro territorio;</li>
<li>il centro storico necessita di un progetto organico di rilancio turistico, congressuale e culturale;</li>
<li>la dissennata politica dei servizi pubblici ha regalato ad Hera pezzi importanti del patrimonio collettivo ferrarese, non garantendo al tempo stesso il controllo, la qualità e la competitività delle tariffe dei medesimi servizi;  al contrario quelle scelte hanno consentito all’azienda di attuare politiche di incenerimento dei rifiuti, dannose per l’ambiente e la salute, e non portatrici di nuovi posti di lavoro, ed inoltre di rafforzare la propria posizione dominante nei servizi del gas, dell’acqua e della pubblica illuminazione;</li>
<li>tale situazione anomala, nella quale chi dovrebbe essere indirizzato e controllato, in realtà decide le scelte nei servizi pubblici e le attua, ha affossato per decenni politiche virtuose di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata porta a porta, di riciclo e riuso dei materiali, di risparmio energetico, di creazione di nuove attività ed aziende operanti nei settori suddetti e del conseguente incremento dell’occupazione per migliaia di nuovi posti che sarebbero stati creati dallo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nella green economy;</li>
<li>la posizione dominante di Hera le ha consentito di assumere posizioni arroganti nei confronti delle istituzioni, detentrici di quote di capitale azionario della società e concessionarie dei servizi pubblici ad essa affidati; al punto tale che non solo semplici cittadini ferraresi, ma anche le stesse istituzioni sono state trascinate innanzi a tribunali civili (e nel caso dei cittadini anche penali), allo scopo di realizzare, da parte di Hera, obbiettivi economici ed imprenditoriali palesemente in contrasto con l’interesse dei cittadini (ricorsi al TAR per l’AIA dell’inceneritore di Cassana, denuncia e citazione per danni per l’Inceneritore di Conchetta, non rispetto dei volumi di rifiuti speciali bruciati a Cassana);</li>
<li>tale situazione di difficoltà nella gestione dei rapporti con il concessionario dei servizi pubblici locali, da parte della maggioranza di governo, ha determinato pesanti ripercussioni sulla popolazione, in termini di qualità dei servizi, ma soprattutto di costo dei medesimi per assenza di controllo e competizione, oltre all’inevitabile ricaduta negativa sui conti del bilancio comunale, per minori entrate e maggiori spese derivanti da nefasti contratti di servizio, oltre che per l’immobilismo caratterizzante la gestione dell’immenso debito pubblico, a causa del congelamento di decine di milioni di euro della collettività, in esigue quote assolutamente inutili, del capitale azionario di Hera;</li>
<li>la crisi economica nazionale, unitamente ai gravi limiti dell’amministrazione della nostra città, ha scaricato sulle famiglie effetti devastanti che hanno stravolto la qualità della vita di decine di migliaia di ferraresi: una nuova povertà diffusa tra interi strati della popolazione; l’impossibilità di gestire i bilanci familiari sempre più gravati da bollette, affitto dell’abitazione o rata del mutuo, costo dell’assistenza familiare, rette scolastiche e/o delle case protette, tasse universitarie, crescenti costi di trasporti, vitto e beni di consumo;</li>
<li>le nuove generazioni si trovano spesso nell’impossibilità di trovare una occupazione dopo gli studi e/o di mettere su famiglia o di farsi una casa; migliaia di ferraresi giovani e non, non trovando una risposta nell’offerta di lavoro privato o non potendo contare su di una sistemazione anche temporanea nel settore pubblico, nell’università o nell’indotto, sistemazione spesso assicurata invece a chi professa fedeltà al sistema politico-clientelare dominante, sono costretti ad emigrare o a pendolare per tutta la vita in altre città della regione, del paese o all’estero;</li>
<li>numerose coppie di anziani o anziani soli, titolari di pensioni assai inferiori ai mille euro, non potendo sostenere i costi dell’assistenza nelle case protette o domiciliare, sono costretti ad una vita di indigenza e di solitudine;</li>
<li>numerosi lavoratori in mobilità, in cassa integrazione, licenziati o precari non sono più in grado di assicurare un adeguato sostegno economico alle proprie famiglie, di condurre un’esistenza sia pure ai limiti della sostenibilità, di garantire il pagamento di mutui eventualmente contratti negli anni precedenti, di consentire ai propri figli l’accesso al diritto allo studio;</li>
</ul>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>ritenuto che</strong></p>
<p> <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>il Comune, nell’ambito dell’equilibrio finanziario del proprio bilancio, abbia, nella situazione data e descritta, il dovere prioritario di destinare parte delle risorse disponibili in primo luogo all’aiuto delle famiglie ed alle fasce della popolazione più svantaggiate, oltre che di incentivare l’economia e l’occupazione;</li>
<li>nella circostanza specifica, rappresentata dalla seduta straordinaria di oggi del consiglio comunale, finalizzata alla valutazione della crisi economica ed occupazionale che affligge la città ed alla definizione di misure urgenti in aiuto alle famiglie e a sostegno dell’economia e dell’occupazione, non è possibile proporre e discutere manovre strutturali di medio lungo periodo, ma appunto solo misure urgenti;</li>
</ul>
<p> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>il consiglio comunale si impegna, ed impegna il sindaco e la giunta, </strong></p>
<p><strong>ad approvare nel bilancio di previsione 2010 i seguenti provvedimenti prioritari e a finanziarli con le fonti sotto indicate.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>AIUTI URGENTI ALLE FAMIGLIE.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Vengono destinati <span style="text-decoration: underline;">un milione di euro</span> per finanziare i seguenti interventi urgenti.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Introduzione di un <span style="text-decoration: underline;">sistema di tariffe alla “francese”</span> (-30% per le famiglie economicamente svantaggiate, con almeno 3 componenti figli e/o ultra settantenni , -40% per le famiglie con almeno 4 componenti come sopra, -50% per le famiglie con almeno 5 componenti come sopra, -75% per famiglie con almeno 6 componenti come sopra) per nidi e scuole d’infanzia, per mense e trasporto scolastico, per scuole e campi estivi, per servizi di trasporto pubblico locale, per tariffe rifiuti urbani, acqua, gas e teleriscaldamento.</strong></li>
<li><strong>Adozione di un sistema correttivo di <span style="text-decoration: underline;">compensazione dell’addizionale Irpef</span> comunale, per attenuare l’impatto delle imposte sulle famiglie economicamente più svantaggiate, anche tenendo conto del numero dei componenti della famiglia, eliminando in tal modo l’attuale iniquità che caratterizza tale imposta.</strong></li>
<li><strong> Introduzione di un <span style="text-decoration: underline;">sistema incentivante</span>, attraverso contributi alle famiglie economicamente più svantaggiate, per l’acquisto di eco-pannolini lavabili e per l’utilizzo dei medesimi nei nidi comunali. </strong></li>
<li><strong>Realizzazione della <span style="text-decoration: underline;">raccolta differenziata porta a porta</span> in tutti i quartieri idonei (70% della popolazione) senza alcun riconoscimento di maggiori oneri al concessionario, ed applicazione della tariffa puntuale sui rifiuti, attuando contestualmente un sistema di incentivi premianti per chi più ricicla.</strong></li>
<li><strong>Incentivazione dell’utilizzo diffuso <span style="text-decoration: underline;">dell’acqua potabile da rubinetto</span>, garantendo alle famiglie più svantaggiate l’installazione di adeguati filtri condizionatori, passivi ed a basso costo, per assicurare la qualità organolettica dell’acqua. </strong></li>
<li><strong>Istituzione di una apposita <span style="text-decoration: underline;">“Consulta comunale della famiglia”</span> alla quale partecipino dieci rappresentanti delle associazioni impegnate nel settore e dieci rappresentanti di altrettante famiglie economicamente svantaggiate e/o numerose, con funzioni consultive e propositive, in relazione a tutti i provvedimenti dell’amministrazione comunale che riguardino la famiglia.</strong></li>
<li><strong>Promozione dei <span style="text-decoration: underline;">mercatini a filiera corta in città</span> (dal produttore al consumatore), a prezzi controllati dal Comune, per prodotti dell’agricoltura (frutta, verdura e prodotti derivati). Promozione in città di <span style="text-decoration: underline;">almeno 20 stazioni di distribuzione di prodotti sfusi</span> (latte fresco, detersivi, vino, succhi, olio, pasta, farina, zucchero, ecc..). <span style="text-decoration: underline;">Promozione dei GAS</span> (gruppi di acquisto solidale).</strong></li>
<li><strong>Gli interventi sopra indicati <span style="text-decoration: underline;">vengono finanziati</span> con la riduzione pari a un milione di euro della spese relative a: premio di risultato per i dirigenti; consulenze assegnate a terzi; iniziativa denominata “Incendio del Castello”. </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INCENTIVI URGENTI ALLE IMPRESE ED ALL’OCCUPAZIONE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Vengono destinati <span style="text-decoration: underline;">due milioni e mezzo di euro</span> per finanziare i seguenti interventi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Rinuncia da parte del Comune, fino ad un massimo di 500 mila euro, degli oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e del contributo di costruzione, per <span style="text-decoration: underline;">nuovi insediamenti industriali </span>nel territorio comunale, o per <span style="text-decoration: underline;">ampliamenti</span> di stabilimenti esistenti, che creino nuova occupazione (almeno un nuovo occupato ogni 200 mila euro di investimento privato). </strong></li>
<li><strong>Incentivazione, fino ad un massimo di 500 mila euro di spesa per il Comune, degli <span style="text-decoration: underline;">investimenti industriali in macchinari ed impianti</span> in aziende esistenti, destinati all’aumento del catalogo e/o del volume e/o della qualità dei prodotti, erogati a fondo perduto in forma diretta o attraverso la riduzione di ICI, TIA, Addizionale Energia, in relazione all’entità dell’investimento privato ed alla nuova occupazione creata (almeno un nuovo occupato ogni 100 mila euro di investimento). </strong></li>
<li><strong>Incentivazione, fino ad un massimo di 500 mila euro di spesa per il Comune, erogati a fondo perduto in forma diretta o attraverso la riduzione di ICI, TIA, Addizionale Energia ed in rapporto all’entità dell’investimento, per la <span style="text-decoration: underline;">creazione di nuove imprese della green economy</span> (riciclo e riuso dei rifiuti, riparazione e rivendita degli ingombranti, produzione di compost, prodotti di arredo urbano da materiali recuperati, bonifiche di falde e terreni, recupero e riutilizzo dei metalli, risparmio energetico, energie alternative, micro generazione, sistemi sostenibili di mobilità urbana, ecc..).</strong></li>
<li><strong>Incentivazione per la <span style="text-decoration: underline;">nuova occupazione</span>, fino ad massimo di 500 mila euro di spesa per il Comune, erogati alle aziende, a fondo perduto nella misura di 4000 euro per ogni nuova assunzione, non sostitutiva, a tempo indeterminato.</strong></li>
<li><strong>Incentivazione, fino ad un massimo di 500 mila euro di spesa per il Comune, erogati a fondo perduto direttamente o attraverso la riduzione di ICI, TIA, Addizionale Energia, tassa di occupazione suolo pubblico, tassa pubblicità, di <span style="text-decoration: underline;">nuove attività commerciali e/o di accoglienza turistioca,</span> che comportino la riqualificazione di contenitori nel centro storico e creino nuova occupazione.</strong></li>
<li><strong>Attivazione di un <span style="text-decoration: underline;">servizio di marketing territoriale</span> che, in collaborazione con la Camera di Commercio, la Sipro, le Associazioni Industriali e degli Artigiani, promuova il nostro territorio nel mondo; predisponga offerte incentivanti tese ad attrarre imprese da fuori provincia e dall’estero; collabori con la pianificazione territoriale per individuare siti idonei nuovi o già industrializzati, da destinare a nuove imprese; che selezioni i settori industriali da incentivare, compatibili con le criticità ambientali del territorio ferrarese e le caratteristiche industriali, agricole, di servizi e di patrimonio professionale esistenti; promuova la reindustrializzazione del Petrolchimico attraverso nuovi insediamenti della green economy, ed altre attività industriali attratte dalla disponibilità di reti gas, acqua, vapore, energia, sistemi di trasporto su acqua, ferro, strada (serre, lavanderie industriali, lavorazioni a caldo, trattamenti termici, fusioni metalli in forni elettrici, ecc…..).</strong></li>
<li><strong>Gli interventi sopra indicati <span style="text-decoration: underline;">vengono finanziati</span> da due milioni e mezzo di euro provenienti dall’aumento del canone di concessione dei servizi idrici (400 mila euro); dalla riduzione della spese relative a: non sostituzione del personale in uscita per dimissioni e pensionamenti (blocco del turnover, 300 mila euro); trasferimenti al Teatro Comunale (400 mila euro); interessi pagati sul debito a seguito della sua riduzione grazie alla vendita di 20 milioni di euro di azioni Hera (500 mila euro); contratto calore (400 mila euro); contratto illuminazione pubblica (500  mila euro).</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Valentino Tavolazzi</em></strong></p>
<p><strong><em>Presidente Gruppo consiliare </em></strong></p>
<p><strong><em>Progetto per Ferrara </em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/mozione-economica-ed-occupazione-presentata-in-consiglio-straordinario-del-9-11-2009-1109.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Mozione &#8220;Trasparenza amministrativa&#8221; presentata da PpF</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/mozione-trasparenza-amministrativa-presentata-da-ppf-0917.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 07:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Mozione]]></category>
		<category><![CDATA[Rete e informazione]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/3-20090621000000-6-800296.gif" rel="lightbox[5384]" title="3-20090621000000-6-80029"><img class="aligncenter size-full wp-image-5393" title="3-20090621000000-6-80029" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/3-20090621000000-6-800296.gif" alt="3-20090621000000-6-80029" width="50" height="50" /></a> <strong>Ferrara, 15.9. 2009</strong></p>
<p><strong> Al Presidente </strong></p>
<p><strong> del Consiglio Comunale di Ferrara</strong></p>
<p><strong>Oggetto: mozione “TRASPARENZA AMMINISTRATIVA”</strong></p>
<p><span id="more-5384"></span></p>
<p align="center"><strong>VISTO</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>che le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adeguarsi alle varie normative in materia di trasparenza del loro operato;</strong></p>
<ul>
<li><strong>che questo sforzo nell’adeguarsi alle normative vigenti è accompagnato da un equivalente impegno etico, nella consapevolezza che trasparenza, accessibilità agli atti della p.a. prodotti dall’azione amministrativa sono cardini essenziali su cui vertono  l’indispensabile funzione di verifica e controllo necessari all’esercizio democratico da parte dei cittadini o delle forze politiche,  espressione della volontà popolare in quanto legittimamente elette ed incaricate di rappresentarne gli interessi;</strong></li>
<li><strong>che il Sindaco ed il vice Sindaco hanno più volte rimarcato la volontà di improntare il loro mandato nell’ottica, per l’appunto, della trasparenza d’esercizio dell’azione amministrativa;</strong></li>
<li><strong>che tale volontà è formalmente espressa nella relazione programmatica del sindaco illustrata il 9.7.09 al consiglio comunale;</strong></li>
<li><strong>che già numerose amministrazioni locali (vedi Provincia di Ferrara, Comune di Modena) hanno adottato la decisione di aggiornare costantemente il sito internet pubblicando tutti gli atti, delibere consiliari e di giunta, determinazioni dirigenziali e retribuzioni di dirigenti e di tutti i CdA di società, istituzioni partecipati dall’ente;</strong></li>
<li><strong>che il Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 che recita “<em>Articolo 10 Diritto di accesso e di informazione:</em> “Tutti gli atti dell&#8217;amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l&#8217;esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese “;</strong></li>
<li><strong>che la Legge 7 agosto 1990, n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, modificata ed integrata dalla Legge 11 febbraio 2005 n. 15 (G.U. n. 42 del 21/2/05) e dal D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito con modificazioni dalla Legge del 14 Maggio 2005, n. 80, articoli: 1) recita: “L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di <em>trasparenza </em>secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai princìpi dell’ordinamento comunitario”; 3) Bis “Per conseguire maggiore <em>efficienza</em> nella loro attività, <em>le amministrazioni pubbliche incentivano l’uso della telematica,</em> nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati”;</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong><strong>CONSIDERATO </strong><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>che il sistema informativo del Comune consente di rendere accessibili ai servizi ed ai consiglieri comunali, in apposite cartelle condivise, i documenti (proposte, delibere, determine, progetti, cartografia, relazioni tecniche, indagini ambientali, contratti, bandi, ecc..) relativi ai procedimenti amministrativi fin dall’attivazione dei medesimi, attraverso la condivisione in rete interna del comune dei files;</strong></li>
<li><strong>che l’adozione dei provvedimenti di seguito proposti risponde a criteri di economicità ed efficacia, in quanto, una volta a regime, la pubblicità degli atti in internet solleverebbe i funzionari comunali dall’obbligo di fotocopiare e distribuire quantità elevate di documenti richiesti con accesso agli atti, obbligo derivante dall’adempimento delle normative sulla trasparenza,</strong></li>
<li><strong>che il tempo attualmente dedicato dal personale dipendente alla duplicazione e distribuzione interna ed esterna al Comune di documenti, oggetto di accesso agli atti,  viene sottratto ad altre attività e servizi più utili per la cittadinanza;</strong></li>
<li><strong>che con delibera del Consiglio Comunale del 26/05/2008 n. 20/37888 era stato modificato il comma 3 dell’art. 71 del Regolamento del Consiglio, con l’aggiunta di un comma 3 Bis con cui si consentiva la ripresa audio video delle sedute ai soli giornalisti (sedute che sono per legge pubbliche e aperte ai cittadini, salvo espressa previsione contraria della legge);</strong></li>
<li><strong>che detta modifica appare in contrasto con quanto dettato dall’art. 30 comma 7 Decreto Legislativo 267/2000 (T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) e dallo stesso art. 60 del Regolamento;</strong></li>
<li><strong>che il 31.8.09 durante la seduta del consiglio comunale, tutti i gruppi hanno dato il proprio assenso all’autorizzazione delle riprese a mezzo video camera, da parte del pubblico, come risulta da relativo verbale ufficiale; </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>TUTTO QUESTO PREMESSO </strong></p>
<p align="center"><strong>IL CONSIGLIO COMUNALE DI FERRARA</strong></p>
<p align="center"><strong>IMPEGNA </strong></p>
<p align="center"><strong>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO AD OPERARE AFFINCHE’</strong><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>venga sottoposta quanto prima al consiglio comunale la delibera di modifica del predetto comma 3 Bis art. 71 ed eventuali altri articoli del Regolamento, allo scopo di rendere possibile ai cittadini a qualsiasi titolo interessati, effettuare riprese audio video delle sedute consiliari pubbliche e delle sedute delle commissioni consigliari pubbliche;</strong></li>
<li><strong>venga adeguato quanto prima, dalla commissione competente, il regolamento delle circoscrizioni per renderlo più coerente ai principi della partecipazione e della trasparenza amministrativa, con l’apporto di tutti i gruppi consiliari;</strong></li>
<li><strong>venga attuato quanto prima un programma di iniziative formative dei consiglieri comunali e di circoscrizione, con riferimento ai temi portanti della funzione loro attribuita dalla legge (ruolo, bilancio, territorio, ambiente, ecc…)</strong></li>
<li><strong>vengano modificati quanto prima i regolamenti di concessione in uso delle sale di proprietà del comune, rendendone gratuito l’utilizzo per le attività organizzate dai gruppi consiliari, nell’ambito del mandato loro attribuito dalla legge;</strong></li>
<li><strong>venga consentita mensilmente l’interrogazione di sindaco e giunta, con il metodo “Question Time”; </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>IMPEGNA IL SINDACO A PROVVEDERE AFFINCHE’</strong><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>sia resa disponibile quanto prima la  pubblicazione nel sito internet del Comune di Ferrara, di tutti gli atti della Giunta e del Consiglio, delle determinazioni dirigenziali e di ogni altro documento pubblico facente parte dei procedimenti amministrativi (progetti, valutazioni di impatto ambientale, cartografie, ecc..), fermi restando gli adempimenti di legge in materia di pubblicazione degli atti;</strong></li>
<li><strong>sia resa quanto prima sistematica la pubblicazione  nel sito internet del Comune dell’attivazione e della traccia di tutti i procedimenti amministrativi, allo scopo di rendere pubblica ed accessibile la loro consultazione in internet lungo l’iter (istruttoria, valutazione, approvazione, attuazione, controllo dei risultati);</strong></li>
<li><strong>siano create quanto prima dai dipartimenti, settori, servizi, uffici del Comune, apposite cartelle condivise, accessibili attraverso la rete interna ai consiglieri comunali ed ai dipendenti del Comune, con diversi gradi di autorizzazione all’accesso, contenenti tutti i documenti pubblici e non, facenti parte dei procedimenti .</strong></li>
<li><strong>siano pubblicate quanto prima nel sito del Comune le retribuzioni dei dirigenti e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale nelle società, istituzioni ed altre realtà partecipate dal Comune stesso;</strong></li>
<li><strong>sia reso libero per i consiglieri comunali l’accesso alla rete internet (con la sola esclusione dei siti pedo-pornografici) nell’intento di consentire loro l’adeguato aggiornamento informativo e la più ampia documentazione nell’ambito delle funzioni loro attribuite dalla legge;</strong></li>
<li><strong>sia ampliata la banda di accesso ad internet allo scopo di rendere più veloce la trasmissione dei dati.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Consigliere Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Progetto per Ferrara</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/Mozione-Trasparenza-15.09.2009.pdf">Mozione Trasparenza &#8211; 15.09.2009.pdf</a></em></span><strong><br />
</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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