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	<title>Progetto per Ferrara &#187; Risoluzione</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>POC, Tagliani imbavaglia l’opposizione</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 14:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Emendamento]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi risoluzione PpF POC Emendamenti PpF POC Tagliani imbavaglia le opposizioni e Colaiacovo si accoda. L’ultima conferenza dei capigruppo di mercoledì 14 aveva stabilito che nel consiglio odierno la giunta avrebbe illustrato il Piano Operativo Comunale, che sarebbe iniziata la discussione, da proseguire venerdì prossimo, prima di procedere alle dichiarazioni di voto. Inaspettatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/risoluzione-POC.pdf">risoluzione  PpF POC<br />
</a></em></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Emendamenti-POC.pdf">Emendamenti  PpF POC</a></em></span><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Tiziano-Tagliani.jpeg" title="Tiziano Tagliani" rel="lightbox[10032]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10033" title="Tiziano Tagliani" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Tiziano-Tagliani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Tagliani imbavaglia le opposizioni e Colaiacovo si accoda</strong>. L’ultima conferenza dei capigruppo di mercoledì 14 aveva stabilito che nel consiglio odierno la giunta avrebbe illustrato il Piano Operativo Comunale, che sarebbe iniziata la discussione, da proseguire venerdì prossimo, prima di procedere alle dichiarazioni di voto. Inaspettatamente il presidente Colaiacovo ha aperto la seduta odierna, dopo aver distribuito il maxi emendamento della giunta, mai esaminato in commissione, escludendo la possibilità per i gruppi consiliari di intervenire anche venerdì. Alle proteste di alcuni consiglieri di opposizione è seguita la sospensione della seduta e la conferenza dei capigruppo. Anche in quella sede il sindaco Tagliani ha ribadito che se oggi non ci fossero stati interventi dei gruppi <strong>si sarebbe votato, negando di fatto la prosecuzione del dibattito a venerdì. Colaiacovo non ha fiatato. A quel punto l’opposizione ha deciso di uscire dall’aula, per non essere coinvolta nella sceneggiata di un voto fasullo, su di un pacchetto preconfezionato dalla giunta e completato solo oggi.</strong></p>
<p><span id="more-10032"></span></p>
<p><strong>Un grave atto di forza quello del sindaco, del Pd, dell’Idv e dei partiti alleati, che ogni giorno accusano Berlusconi ed il governo di centro destra di bloccare la democrazia a colpi di fiducia, ma che in questa occasione dimostrano di aver ben appreso la lezione, superando il naturale avversario politico (ora maestro), nella negazione dei diritti dell’opposizione e nel vulnus inferto alla democrazia. Oggi le regole democratiche sono state scardinate </strong>su un tema di vitale importanza per la città. Tagliani, il Pd, l’Idv e gli alleati pensano che, raggiunto l’accordo con gli imprenditori, il processo democratico sia compiuto ed esaurito. Essi dimenticano che il consiglio comunale è sovrano in materia di pianificazione territoriale e che impedire il confronto di merito sul POC, <strong>equivale a tagliare le gambe alla democrazia, impedendo agli eletti di contribuire alle politiche di sviluppo della città.</strong></p>
<p><strong>Progetto per Ferrara aveva pronti una risoluzione ed alcuni emendamenti</strong>, che non ha potuto presentare, poiché solo oggi ha letto l’emendamento della giunta. Abbiamo pertanto dovuto sacrificare il nostro apporto di merito, uscendo dall’aula, per condividere con gli altri gruppi di opposizione un gesto simbolico di protesta, <strong>in difesa del ruolo democratico dell’istituzione consiglio comunale.</strong></p>
<p>Nel merito Tagliani, con l’ultima modifica apportata oggi, <strong>ha concesso ulteriori diritti edificatori agli imprenditori, sacrificando l’interesse collettivo. </strong>Si tratta di due successive concessioni alle imprese, rispetto alla proposta base, di cui <strong>l’ultima sconosciuta ai consiglieri prima d’oggi</strong>. E’ un cedimento dell’amministrazione comunale su tutti fronti, che non ci meraviglia, avendolo già constatato nelle sciagurate vicende delle reti gas svendute ad Hera, del piano particolareggiato regalato a Basell, dell’acquisizione dell’area inquinata ex Camilli, della chiusura del laboratorio di Ponte, della mancata esclusione del Piano casa ai siti inquinati, delle villette e della clinica privata nell’area del Sant’Anna.</p>
<p>Questo POC, <strong>con i suoi due mila nuovi alloggi</strong>, <strong>autorizza l’ennesima colata di cemento</strong>, senza chiedere alcunché, né dare alcun indirizzo cogente, nella direzione della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. <strong>Tale dimensionamento appare esagerato</strong> anche in relazione ai <strong>1151</strong> alloggi già convenzionati e non attuati ed agli <strong>800/900</strong> nuovi alloggi derivanti da interventi diretti, regolati dal RUE. <strong>E’ una scelta incoerente,</strong> sia rispetto alle analisi del fabbisogno contenute nel quadro conoscitivo, peraltro parziale ed insufficiente, sia in relazione al numero di alloggi nuovi invenduti, dato non stimato nel quadro conoscitivo, ma valutabile in almeno <strong>3 mila unità</strong>. Esiste inoltre in città un patrimonio edilizio residenziale non utilizzato, che lo stesso Comune stima in <strong>9 mila unità</strong>.</p>
<p>Insomma, anche se il POC bloccasse nuove costruzioni, <strong>arriverebbero comunque sul mercato due mila nuovi alloggi già convenzionati e per iniziativa diretta, in presenza di una disponibilità attuale inutilizzata pari a circa 12 mila abitazioni</strong>. Il POC approvato oggi aggiunge ulteriori 2 mila nuovi alloggi ed il sindaco si è assunto, insieme al Pd, all’Idv e agli altri alleati, <strong>l’esclusiva paternità di tali scelte</strong>. <strong>Come è giusto, in assenza di un confronto negato, l’opposizione non ha potuto che sottrarsi, anche fisicamente, al pur minimo coinvolgimento in aula. Bavaglio all’opposizione, piatto servito ai costruttori.</strong></p>
<p><strong>Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Ppf/M5S</strong></p>
<p style="text-align: center;">______________________________________</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/risoluzione-POC.pdf">risoluzione PpF POC<br />
</a></em></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Emendamenti-POC.pdf">Emendamenti PpF POC</a></em></span><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risoluzione rette: Trasporto scolastico, Centri ricreativi estivi, Nidi, Materne</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 18:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[maternecentri ricreativi]]></category>
		<category><![CDATA[nidi]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione rette trasporto scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Gruppo consigliare Progetto per ferrara   Ferrara 31/5/2010  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara OGGETTO: Risoluzione rette   Il Consiglio Comunale di Ferrara  Premesso che   I servizi per il diritto allo studio rappresentano i principali strumenti per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona (fra cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Gruppo consigliare Progetto per ferrara </h3>
<p><strong> </strong><strong>Ferrara 31/5/2010</strong></p>
<p> <strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<h2><strong>OGGETTO: Risoluzione rette</strong></h2>
<p> <span id="more-8952"></span></p>
<h3>Il Consiglio Comunale di Ferrara</h3>
<h3> Premesso che</h3>
<h3> </h3>
<ul>
<li>I servizi per il diritto allo studio rappresentano i principali strumenti per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona (fra cui quelli legati all’istruzione) e per dare attuazione <strong>all’eguaglianza sostanziale fra  i cittadini, abbienti e meno abbienti</strong>, che è alla base dell’art. 3 della Costituzione italiana.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>In una società giusta, come dovrebbe essere intesa da chi ha a cuore la sostanziale eguaglianza dei cittadini, abbienti e meno abbienti, si deve aiutare i poveri chiedendo ai ricchi e non viceversa, si deve tagliare gli sprechi ed investire in economia e lavoro, si devono fare riforme e cambiamenti strutturali, <strong>finalizzando le risorse del Comune, umane e finanziarie, alle nuove priorità della città e dei cittadini</strong> dovute alla crisi economica, occupazionale e dei conti pubblici.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Il <strong>trasporto scolastico</strong> serve 668 minori; le rette proposte dalla giunta per l’anno scolastico 2010-2011 consentiranno una <strong>copertura dei costi del servizio pari al 18,5%, </strong>poiché<strong> </strong>il Comune spenderà 761 mila euro per erogare il servizio e ne incasserà 141 mila dagli utenti<strong>;</strong> la retta massima di 375,14 euro, assegnata alla fascia ISEE n° 16 (oltre 42.720,01 euro, cui corrisponde un reddito familiare di almeno 90 mila euro) arriva a coprire il <strong>35% del costo</strong>; dunque una famiglia con valore ISEE annuo in fascia massima <strong>(e sono 200 su 668)</strong>, pagherà, nell’anno scolastico 2010-2011, una retta di 375,14 euro/anno per un servizio che costerà al Comune 1056 euro, <strong>con un onere pari a 681 euro scaricato sulla collettività</strong>, quindi anche su famiglie meno abbienti, pensionati, single e giovani coppie a basso reddito.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Nei <strong>Centri ricreativi estivi</strong> le entrate da rette copriranno nel 2010 il <strong>22% dei costi</strong>, poiché il comune spenderà nel 2010 mezzo milione di euro e ne incasserà 111 mila dagli utenti; la retta massima di 524 euro mensili <strong>già copre il 100% dei costi</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Anche nel servizio di <strong>Refezione</strong> per le scuole primarie, secondarie e materne statali, la retta massima (corrispondente al valore ISEE di oltre 42.720,01 euro) <strong>già copre il 100% del costo</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Per <strong>Nidi</strong> e <strong>Materne Comunali</strong> non disponiamo di documentazione aggiornata, benché più volte richiesta anche in commissione, tuttavia, stando alle dichiarazioni del sindaco pubblicate il 29/5/2010 da Estense.com quotidiano online, possiamo ritenere che <strong><em>“la copertura dei costi è effettivamente limitata”</em></strong>; peraltro in base ai dati 2008 elaborati dal servizio incaricato, risulta che il costo ammontava a circa 7 milioni di euro l’anno, mentre le entrate da rette si attestavano a poco più di 1 milione (<strong>copertura 15%);</strong>  per quanto riguarda invece le Materne Comunali, sempre nel 2008, il costo ammontava a 5,43 milioni, a fronte di 1,22 milioni di entrate da rette (<strong>copertura 22,41%)</strong>; nell’anno scolastico 2010-2011 la retta massima nei Nidi (attribuita a chi denuncia un reddito ISEE di oltre 100 mila euro, cui corrisponde un reddito familiare di almeno 200 mila euro/anno) è pari a 657 €/mese e <strong>copre il 69% del costo</strong>; nelle Materne la retta massima (assegnata a famiglie con gli stessi livelli di reddito citati per i Nidi), è di 550 €/mese e <strong>copre il 69% del costo</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Nell’anno scolastico in corso, le liste di attesa per Nidi e Materne contenevano un numero di <strong>richieste inevase</strong> pari rispettivamente a <strong>560 </strong>(nei Nidi a dicembre 2009) e <strong>259 </strong>(nelle Materne comunali a settembre 2009).  .</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>Occorre evitare che, in una situazione di offerta incapace di soddisfare la domanda, il Comune <strong>rinunci a chiedere, a chi può pagarlo, il costo del servizio a domanda individuale</strong>, e dunque si privi di risorse preziose che potrebbero essere utilizzate per potenziare l’offerta e dare una risposta alle famiglie oggi escluse dall’accesso al servizio; al tempo stesso occorre evitare che posti occupati da famiglie ad alto reddito, che oltretutto non pagano il 100% del costo, siano indisponibili per famiglie bisognose, proprio a causa della saturazione delle strutture comunali.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>In un momento di grande difficoltà dei conti pubblici, l’amministrazione, forte di una maggioranza schiacciante in consiglio comunale, dovrebbe mettere in atto tutte le azioni tese al riequilibrio strutturale del bilancio, agendo da un lato sulla capacità contributiva dei ceti più abbienti, dall’altro tagliando sprechi, iniziative, attività, consulenze ed incarichi non prioritari, alla luce dei bisogni primari delle famiglie (alimenti, casa, lavoro, salute, istruzione), in particolare di quelle meno abbienti.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Impegna il Sindaco e la Giunta a</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> ridefinire il piano delle rette 2010-2011, relative ai servizi a domanda individuale di Trasporto scolastico, Centri ricreativi estivi, Nidi, Materne, attribuendo <span style="text-decoration: underline;">ai valori ISEE superiori a 50 mila euro, rette pari al 100% del costo</span> sostenuto dal Comune per erogare i servizi; a <span style="text-decoration: underline;">valori ISEE compresi tra 40 e 50 mila euro, rette pari al 75% del costo</span> comunale. Per valori ISEE inferiori a 40 mila euro il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta a ricalibrare le rette, mantenendo, per i <span style="text-decoration: underline;">valori ISEE inferiori a 20 mila euro</span>, gli importi attualmente in vigore, senza alcun aumento. </strong></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Risoluzione Bilancio 2010: Osservatorio epidemiologico a Ferrara</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 14:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluione osservatorio epidemiologico]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ferrara, 1 febbraio 2010 Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara OGGETTO: Risoluzione Osservatorio epidemiologico a Ferrara   Il Consiglio Comunale di Ferrara                                                                                                    rilevato che ·         il servizio epidemiologico dall’Azienda sanitaria locale ha predisposto un progetto per l’istituzione a Ferrara di un Osservatorio epidemiologico; ·          scopo del progetto è informare con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Ferrara, 1 febbraio 2010</p>
<p><strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<h3>OGGETTO: Risoluzione Osservatorio epidemiologico a Ferrara</h3>
<p> <span id="more-8176"></span></p>
<h3>Il Consiglio Comunale di Ferrara</h3>
<h1> </h1>
<p><strong>                                                                                                 rilevato che</strong></p>
<p>·         il servizio epidemiologico dall’Azienda sanitaria locale ha predisposto un progetto per l’istituzione a Ferrara di un <strong>Osservatorio epidemiologico</strong>;</p>
<p>·          scopo del progetto è informare con tempestività i cittadini e gli amministratori sull’andamento giornaliero della situazione di salute in rapporto alla qualità dell&#8217;aria;</p>
<p>  ·         ulteriore obiettivo  è individuare con tempestività <strong>la comparsa di anomale frequenze di danni alla salute di tipo acuto</strong>, utilizzando indicatori di salute associati alla qualità dell’aria e garantire una pronta ricerca <strong>delle eventuali correlazioni</strong> con i dati ambientali riferiti alla medesima finestra temporale;</p>
<p> ·          il progetto ha durata quinquennale e richiede per la sua realizzazione una disponibilità di risorse <strong>pari a 130 mila euro complessivi in cinque anni</strong>:</p>
<p> <strong>considerato che</strong></p>
<p>·         le finalità del progetto sono coerenti con una politica di tutela della salute, in un contesto ambientale caratterizzato da un pesante e persistente inquinamento atmosferico, e contribuiscono ad individuare gli interventi più idonei per ridurre le emissioni, le concentrazioni, l’esposizione e l’impatto sanitario, oltre che orientare la raccolta e l’analisi di campioni ambientali per produrre indicatori di qualità dell’aria;</p>
<p> ·         il sistema di sorveglianza si propone di controllare la qualità dell’aria mediante la misura di alcuni effetti acuti sulle persone, raccogliere ed analizzere dati di esposizione ambientale e di salute, per produrre stime di rischio, soglie di allarme e valutazioni di efficacia degli interventi messi in campo per risanare l’aria;</p>
<p>  ·        l’analisi dei dati epidemiologici, integrata con conoscenze biologiche e tossicologiche, consentirebbe inoltre di produrre <strong>stime di associazione tra lo stato di salute e l’esposizione</strong>;</p>
<p> ·       citando Brian Miller, Institute of Occupational Medicine, Edimburgo “Non si può dire alla gente che non respiri nei giorni con forte inquinamento” e il miglioramento della qualità dell’aria <strong>è di gran lunga meno costoso</strong> <strong>dei costi per la salute provocati dall’inquinamento</strong>;</p>
<p> <strong>impegna il Sindaco </strong><strong></strong></p>
<p> ·         a reperire nel bilancio preventivo 2010, anche in forza, ma non solo, dei risparmi prodotti dalla revisione del contratto di servizio di pubblica illuminazione Hera, <strong>26.000 euro necessari per finanziare il progetto nell’anno in corso.</strong><strong></strong></p>
<p>Ppf  Capogruppo Valentino Tavolazzi___________________________________________</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Risoluzione Bilancio 2010 : “Ferrara di Note”</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 14:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione "Ferrara di notte"]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ferrara, 1 febbraio 2010  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara OGGETTO: Risoluzione “Ferrara di Note” Il Consiglio Comunale di Ferrara                                                           rilevato che ·         il centro storico di Ferrara, città d’arte e cultura, soprattutto nei mesi invernali e con la sola eccezione del mercoledì sera, soffre di una scarsa frequentazione serale da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Ferrara, 1 febbraio 2010</p>
<p> <strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<h2><strong>OGGETTO: Risoluzione “Ferrara di Note”</strong></h2>
<p><span id="more-8172"></span></p>
<h4>Il Consiglio Comunale di Ferrara</h4>
<h3>                                                          rilevato che</h3>
<p>·         il centro storico di Ferrara, città d’arte e cultura, soprattutto nei mesi invernali e con la sola eccezione del mercoledì sera, soffre di una scarsa frequentazione serale da parte dei cittadini e dei turisti, in parte a causa di una inadeguata offerta di intrattenimento e di attrazione delle presenze;</p>
<p>·         la costituenda associazione <strong>“Ferrara di Note”,</strong> ha predisposto un progetto di rivitalizzazione del centro storico e di attrattiva turistica, <strong>basato sull’offerta al pubblico di</strong> <strong>intrattenimento musicale dal vivo</strong>, che coinvolga i locali pubblici interessati (alberghi, bar, ristoranti, enoteche, pub);</p>
<p> ·      il progetto suddetto coinvolge <strong>esclusivamente musicisti professionisti</strong>, residenti in territorio ferrarese, di comprovata esperienza nei diversi generi di musica classica, da camera e musica moderna (blues, pop, rock, funk, jazz, folk, easy, world, etnica..);</p>
<p>  ·     il periodo interessato all’iniziativa coprirebbe i mesi da Ottobre a Maggio, per tre sere alla settimana, per un totale di 96 serate per l’intero periodo;</p>
<p>  ·   tutti i concerti proposti saranmno dimensionati in funzione degli spazi disponibili e delle esigenze acustiche specifiche, e tassativamente dal vivo, con l’esclusione di basi registrate, computer, sequenze;</p>
<p>  ·   l’iniziativa proposta dalla costituenda associazione “Ferrara di Note”, facendo leva sulla presenza nella nostra città di numerosi musicisti di valore, alcuni dei quali noti in Italia e nel mondo, <strong>mira a costituire un contesto ambientale favorevole allo sviluppo della musica dal vivo ed all’accesso delle nuove generazioni a questa espressione artistica;</strong></p>
<p>  ·   è stimato in <strong>50 mila euro</strong> il fabbisogno finanziario per realizzare suddetto progetto;</p>
<p>  <strong> </strong><strong>impegna il Sindaco </strong></p>
<p>a reperire nel bilancio 2010, grazie anche alle economie derivanti dalla riformulazione del contratto di servizio illuminazione pubblica Hera, 50 mila euro da destinare al progetto “Ferrara di Note”. </p>
<p>Ppf  Capogruppo Valentino Tavolazzi___________________________________________</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione Cona/Sant’Anna</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-conasant%e2%80%99anna-0302.html</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione Cona Sant'Anna]]></category>

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		<description><![CDATA[ Comune di Ferrara  Gruppo consigliare Progetto per ferrara   Ferrara 2 marzo 2010  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara OGGETTO: Risoluzione Cona/Sant’Anna   Il Consiglio Comunale di Ferrara  Premesso che   · Sono passati vent’anni da quando Papa Giovanni Paolo II posò la prima pietra nella valle “ Della Morte” e da allora i ferraresi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <strong><em>Comune di Ferrara</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Gruppo consigliare Progetto per ferrara </em></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Ferrara 2 marzo 2010</strong></p>
<p> <strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<h2>OGGETTO: Risoluzione Cona/Sant’Anna</h2>
<h4> <span id="more-7914"></span></h4>
<p><strong>Il Consiglio Comunale di Ferrara</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Premesso che</strong></p>
<h1><strong> </strong></h1>
<ul>
<li>· <strong>Sono passati vent’anni</strong> da quando Papa Giovanni Paolo II posò la prima pietra nella valle “ Della Morte” e da allora i ferraresi attendono l’apertura del nuovo ospedale.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Scelte sbagliate, incapacità tecniche, errori di gestione, procedure d’appalto illegittime (leasing), promesse mancate da Inail e Regione Emilia Romagna, <strong>hanno fatto di Cona il più grande scandalo della sanità nazionale</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· L’ospedale Umberto I di Mestre, ritenuto tra i più belli d&#8217;Europa, più premiato dall’Unione europea, l&#8217;unico con la stazione metropolitana di superficie nella hall, raggiungibile in bus, in treno, in auto e in bicicletta, <strong>è stato costruito in quattro anni</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Nel 2002</strong> l’assessore regionale alla sanità Bissoni, l’ex sindaco Gaetano Sateriale ed il suo vice Tiziano Tagliani, in assenza di risorse finanziarie adeguate, <strong>decidevano l’affossamento del Sant’Anna ed il raddoppio di Cona.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· L’autorità per la vigilanza dei lavori pubblici, con delibera del <strong>4.12.2002</strong>, sanciva <strong>l’estemporaneità e l’illegittimità della procedura di leasing</strong>, scelta dall’azienda ospedaliera e sostenuta dal Comune, per l’affidamento dei lavori.<em> </em></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li>· Il nuovo ospedale di Cona <strong>doveva accogliere il primo malato</strong> <strong>entro il 2003</strong>, impegno assunto dall’ex sindaco Gaetano Sateriale in Consiglio comunale nel 2000!</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Nel 2003</strong> il sindaco Gaetano Sateriale affermava che “è obiettivo del Comune”, condiviso dalla Regione e dall’Azienda ospedaliera, fare tutto il possibile <strong>per completare l’ospedale entro il 2004 </strong>e che la scelta del global service “va nella direzione” di rendere possibili questi tempi<strong>.<em></em></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· A pochi giorni dalle elezioni del 2004, con l’ennesimo colpo di teatro, l’ex sindaco Gaetano Sateriale <strong>annunciava l’apertura di</strong> <strong>Cona 1 entro il 2005</strong> ed il completamento di <strong>Cona 2 entro il 2007. </strong>Ma<strong> </strong>il cantiere si trovava ancora al punto in cui l’avevano lasciato Giovanni Donigaglia e la Coopcostruttori, dopo il leasing stroncato dall’Authority dei lavori pubblici e dopo ben due anni impiegati per indire una regolare gara d’appalto.<strong></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Il cantiere è stato successivamente affidato al raggruppamento di imprese capitanato dal Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna, facente parte della Lega delle Cooperative, <strong>autore dell’unica offerta esaminata dalla commissione di gara. </strong>Fanno parte del raggruppamento di imprese, oggetto di indagine, diverse aziende ferraresi.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· Successivamente all’affidamento si sono verificati <strong>incrementi di spesa</strong> derivanti dall’adeguamento sismico delle strutture e da altre varianti, di cui non è ancora noto l’esito economico.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· L’importo finale dell’investimento complessivo non è noto, viabilità e metropolitana di superficie sono in alto mare, <strong>così come non è certa la data di ingresso del primo malato</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>·<strong> Esiste il rischio di una enorme speculazione immobiliare nell’area dell’attuale Sant’anna, nel cuore della città (uffici, villette, negozi, case di cura private)</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Considerato che</strong></p>
<ul>
<li>· L’incredibile vicenda di Cona <strong>è costellata da gravi errori</strong> di progettazione, valutazioni errate delle procedure di appalto, elevato turnover dei dirigenti incaricati (Bregna, Bergonzoni, Piepoli, Montaguti), inaffidabili stime del fabbisogno finanziario dell’investimento, evidente incapacità della classe politica di gestire complessivamente l’operazione.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· La scelta del sito nel quale costruire <strong>ha imposto alla collettività pesanti oneri</strong> per evitare che i fabbricati “galleggiassero”, con riferimento alle opere di fondazione ed alle strutture idrauliche per il contenimento e l’evacuazione delle acque meteoriche.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Il progetto è caratterizzato dall’obsoleto ed inefficiente sviluppo in pianta,<strong> </strong>imposto dall’insufficiente portanza dei terreni<strong>, </strong>con conseguente destinazione di ampie superfici ai collegamenti tra i diversi corpi di fabbrica ed ai servizi. Ripetuti rimaneggiamenti hanno comportato la demolizione di parti già realizzate; modifiche della localizzazione delle cliniche, dell’accesso del pubblico, della distribuzione di diverse funzioni, della viabilità, con gli svincoli sulla superstrada e la bretella via Comacchio-via Palmirano trasformati da accessi di servizio ad ingressi principali, ecc…ecc…</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Riguardo alle indagini, la giustizia farà il suo corso e va ribadito che nessuno è colpevole fino a condanna definitiva. Tuttavia le indagini sull’appalto di Cona, pessimo esempio di cattiva gestione degli investimenti sanitari, impone una seria riflessione politica. L’ex sindaco Gaetano Sateriale e l’assessore regionale alla sanità Bissoni, nella conferenza sanitaria del 2002,<em> </em>avevano dichiarato <em>“Adesso Cona lo garantiamo noi”</em>, a nome della maggioranza che governa Comune e Regione. Ed è molto chiaro ai cittadini che chi doveva, non è stato in grado di <strong>garantire il completamento del progetto in tempi certi</strong>, ma non è altrettanto chiaro chi ne abbia beneficiato, chi abbia pagato per gli errori o chi pagherà il conto <strong>di vent’anni di disagi sopportati dai cittadini</strong>, per <strong>un’assistenza sanitaria inadeguata nel vecchio ospedale Sant’anna lasciato cadere a pezzi.  </strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Per i suddetti motivi Regione, Azienda ospedaliera, Università, Comune e Provincia, partiti di maggioranza, Pd in prima fila, dovrebbero pronunciarsi sulle responsabilità politiche e tecniche alla base di tale disastro, adottare adeguati provvedimenti e <strong>chiedere scusa ai ferraresi</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Il sindaco Tiziano Tagliani, già presidente della commissione regionale sanità, il presidente della regione Vasco Errani, il suo braccio destro Alfredo Bertelli, il consigliere regionale ricandidato dal Pd Roberto Montanari avrebbero dovuto loro proporre la convocazione di un consiglio straordinario per informare i cittadini su quanto accaduto.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ritenuto che</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong>Il diritto alla salute sia inalienabile</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· La prevenzione e l’educazione sanitaria <strong>vengano prima della cura</strong>. La ricerche in merito ci dicono che un euro speso in prevenzione consente di risparmiare 10 euro in cure. L’assistenza sanitaria deve favorire in primo luogo la prevenzione.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>La migliore assistenza sanitaria possibile</strong> si realizza in primo luogo con le buone politiche per l’ambiente e per la salute.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Le competenti autorità sanitarie debbano realizzare <strong>adeguate campagne epidemiologiche</strong> tese ad accertare l’incidenza delle principali patologie, le relazioni causa-effetto tra queste e gli inquinanti presenti nelle matrici ambientali, le principali fonti di inquinamento. </li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Vadano potenziati i servizi sanitari territoriali</strong>. L’assistenza sanitaria deve essere organizzata nel territorio, vicino a chi ne ha bisogno (meno ospedalizzazione), accessibile ed economica, <strong>per fare prevenzione, sanità di base e di primo livello.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>La salute venga prima dell’economia</strong> e ciò debba comportare meno aziendalizzazione, meno deriva “bocconiana” e lo stop a direttori generali monocratici nominati dalla politica. E’ un errore puntare tutto sull’ospedalizzazione e ancor peggio sull’aziendalizzazione. Le aziende sanitarie oggi operano spesso <strong>al di fuori di ogni</strong><strong> controllo democratico</strong>, gli Enti locali sono emarginati e le nomine dirigenziali sono troppo legate a riconoscimenti partitici. L&#8217;impostazione attuale va modificata, per reintrodurre nel sistema sanitario <strong>quei valori di servizio sociale, oggi sottomessi alla logica d&#8217;impresa.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· Si debba perseguire la <strong>giusta integrazione tra pubblico e privato</strong> nell’erogazione dei servizi sanitari, a condizione che la “governance” del sistema (politiche, concessioni, accreditamenti, tariffe, liste di attesa, agevolazioni, controllo della qualità) sia <strong>esclusivamente</strong> <strong>pubblica</strong>.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· Ferrara sia caratterizzata da un forte <strong>invecchiamento </strong>della popolazione. <strong>Un cittadino su quattro ha più di 65 anni.</strong> La stragrande maggioranza dei ferraresi vive nel centro storico o in prossimità di esso. <strong>Sarebbe pertanto grave la scelta</strong> di portare tutta l’assistenza ospedaliera a Cona,<strong> </strong>sottraendo alla città il proprio ospedale storico e non corrispondendo ai bisogni degli anziani residenti nel centro storico o nelle vicinanze di esso. Bologna, Modena, Reggio, Parma, Firenze, hanno ospedali storici efficienti in centro, pur avendo realizzato nuovi ospedali fuori città<strong>. </strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Oggi il malato, specie se anziano o cronico, sia troppe volte lasciato solo nel reperire risposte, spesso offerte da RSA e/o case di riposo private, a fronte di pesanti rette poste a carico della famiglia, <strong>nonostante il d.lgs. 130/00, disapplicato dal Comune, lo vieti esplicitamente</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Impegna il Sindaco e la Giunta a</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· Ultimare <strong>nel più breve tempo possibile</strong> il nuovo ospedale di Cona<strong>, </strong>ai più alti livelli di eccellenza, sia riguardo alle prestazioni sanitarie e di servizio, che per quanto attiene alle modalità di accesso (infrastrutture di trasporto adeguate, frequenze dei mezzi pubblici idonee, parcheggi gratuiti).<strong></strong></li>
</ul>
<p>Fornire al riguardo al consiglio comunale il calendario delle consegne, con particolare riferimento all’inizio dei ricoveri ed alla piena disponibilità delle infrastrutture.<strong></strong></p>
<ul>
<li>·<strong> Mantenere l’attuale ospedale Sant’Anna<em> </em>operativo ad elevati livelli di qualità </strong>per l’erogazione delle seguenti prestazioni sanitarie<strong>: emergenza (completa delle unità necessarie), day hospital, visite ambulatoriali, diagnostica, chirurgia ambulatoriale, terapie intensive e non (chemioterapia, radioterapia, dialisi, altre). </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> Mantenere attive presso l’attuale ospedale Sant’Anna ogni altra prestazioni sanitaria che non richieda ricovero.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong>Utilizzare le volumetrie residue per funzioni esclusivamente di pubblico servizio.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>Agire in tutte le sedi e le forme possibili (compresa la mobilitazione popolare) in seno alla conferenza sanitaria e nei confronti della Regione, per ottenere la <strong>revisione dei piani sanitari</strong> nel direzione sopra indicata e per finalizzare coerentemente le poste di bilancio regionale.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Chiedere alla Regione di <strong>garantire gli investimenti necessari all’adeguamento del Sant’Anna per gli scopi sopra esposti</strong> e di destinare parte delle strutture di Cona, eventualmente sovra dimensionate, ad altre funzioni (per esempio universitarie).</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Valentino Tavolazzi</p>
<p>Consigliere comunale Ppf</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risoluzione Hera presentata nel Consiglio straordinario del 22-02-2010</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione Hera]]></category>

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		<description><![CDATA[Ferrara 22 febbraio 2010  Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara  OGGETTO: Risoluzione Hera  Il Consiglio Comunale di Ferrara  Premesso che  · L’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono alla fine del 2009 ha convocato con urgenza ed incontrato il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano per avere informazioni sui rapporti tra la multiutility e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ferrara 22 febbraio 2010</strong></p>
<p> <strong>Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<p> <strong>OGGETTO: Risoluzione Hera </strong></p>
<p><span id="more-7811"></span><strong></strong></p>
<p> <strong>Il Consiglio Comunale di Ferrara</strong></p>
<h1><strong> </strong><strong>Premesso che</strong></h1>
<p> · L’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono alla fine del 2009 ha convocato con urgenza ed incontrato il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano per avere informazioni sui rapporti tra la multiutility e la <strong>Scr</strong>, società fiduciaria campana ritenuta legata alla famiglia di Nicola Cosentino, il sottosegretario di cui la magistratura napoletana ha chiesto l’arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto considerato vicino ai camorristi del clan dei Casalesi.</p>
<p> · La vicenda ruota attorno alla centrale elettrica di Sparanise (Caserta), considerata una sorta di gallina dalle uova d’oro della famiglia Cosentino, e a Hera Comm Mediterranea, una società che <strong>appartiene per il 49,99% a Scr e per il 51,01 a Hera Comm</strong>, controllata al 100% da Hera. Nel consiglio di Hera Comm Med, in quota Scr, sedeva <strong>Giovanni Cosentino, fratello di Nicola,</strong> secondo la ricostruzione fatta dall’Espresso e da Il Fatto Quotidiano. <strong>Hera Comm Med ricava ogni anno circa 50 milioni di euro dalla vendita del 10% dell’energia prodotta dalla discussa centrale del Casertano.</strong></p>
<ul>
<li>· Un gruppo di associazioni bolognesi legate alla sinistra ha attaccato nei mesi scorsi Hera, dichiarando che: <em>«<strong>Di pubblico non ha più nulla, se non i soci di maggioranza</strong>».</em> Secondo Ivan Cicconi, esperto di contratti pubblici incaricato dal Movimento 5 stelle Emilia Romagna, la partecipazione in Hera Comm Med viola <strong><em>«le norme antimafia e le procedure di evidenza pubblica». </em></strong>Hera in un successivo comunicato ha negato che la sua partecipazione violi le norme antimafia e le procedure di evidenza pubblica e dichiarato che «continuerà a seguire con attenzione l&#8217; evoluzione dei fatti, come sempre, secondo una linea di trasparenza e correttezza».<strong><em> </em></strong></li>
</ul>
<p> <strong>Considerato che</strong></p>
<p><strong> </strong> relazione del 2009 <strong>dell’Associazione nazionale autorità ed enti di ambito (ANEA)</strong>, intitolata “I servizi idrici a 15 anni dalla riforma” si legge: “La riforma ha affidato un ruolo centrale agli ATO nella riorganizzazione dei servizi idrici. In particolare, viene loro affidato il compito di programmare gli investimenti, determinare la tariffa e controllare la realizzazione degli interventi e il raggiungimento dei livelli di servizio che il gestore deve assicurare all’utente, nonché la corretta applicazione della tariffa. In queste attività si sostanzia il compito di regolazione locale affidato agli ATO, chiamati quindi a disciplinare quasi interamente l’attività del gestore. Ciò da un lato è funzionale ad adattare la regolazione alle esigenze locali, ma dall’altro lato <strong>rischia di indebolire la regolazione, se non è attuata con sufficiente indipendenza</strong>. <strong>Un simile schema di regolazione presenta numerosi punti deboli</strong>, fra cui il principale è sicuramente <strong>quello del conflitto di interessi</strong> che sorge nel caso di affidamento diretto a società interamente pubblica o mista. <strong>Gli ATO sono infatti espressione diretta dei Comuni</strong>, <strong>che provvedono a nominarne gli amministratori e ne approvano e condizionano le decisioni</strong>. <strong>Gli stessi Comuni poi sono anche soci del gestore</strong>, nelle cui vesti tendono ovviamente a rappresentarne gli interessi. In queste circostanze, l’attività di regolazione degli ATO non può essere svolta con la sufficiente indipendenza. Tale assenza di indipendenza è particolarmente critica e rischia di compromettere l’intera attività di regolazione. <strong>Il “cortocircuito istituzionale” che si viene a creare amplifica le probabilità di “cattura” del regolatore, sia da parte dei politici che da parte del gestore, <span style="text-decoration: underline;">a danno degli utenti.”</span></strong></p>
<p><strong> </strong>· Gli assetti aziendali tipici delle principali multiutilties, creano una <strong>situazione conflittuale</strong> per l’ente pubblico, che da un lato è chiamato a <strong>garantire gli interessi dei cittadini</strong> e della collettività (tariffe basse, qualità dei servizi alta) e dall’altro, come <strong>socio e proprietario di azioni</strong> della spa che gestisce i servizi, trae vantaggio dalle decisioni aziendali (aumento tariffe, tagli ai costi dei servizi) che possono danneggiare i cittadini, ma procurano un aumento dei dividendi e del valore delle azioni in Borsa; nella sostanza gli utili delle multiutilities servono prioritariamente per remunerare il capitale degli investitori pubblici e privati, a scapito del miglioramento dei servizi e della riduzione delle tariffe.</p>
<p> · A Ferrara quella che Ppf giudica una “dissennata” politica di gestione del patrimonio comunale e dei servizi pubblici, <strong>ha “regalato”</strong> ad Hera pezzi importanti dei beni comuni dei ferraresi, <strong>non garantendo</strong> al tempo stesso il controllo, la qualità e la competitività delle tariffe dei servizi erogati; al contrario quelle scelte hanno consentito all’azienda di attuare <strong>politiche aziendali contrarie all’interesse dei cittadini (basti citare lo sviluppo dell’incenerimento dei rifiuti</strong>, pratica dannosa per l’ambiente e la salute), non portatrici di nuovi posti di lavoro, ed inoltre di rafforzare la <strong>propria posizione dominante nei servizi del gas, dell’acqua e della pubblica illuminazione.</strong></p>
<p> · Tale situazione anomala, <strong>nella quale chi dovrebbe essere indirizzato e controllato, in realtà decide le scelte nei servizi pubblici e le attua</strong>, ha affossato per decenni politiche virtuose di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata porta a porta, di riciclo e riuso dei materiali, di risparmio energetico, di creazione di nuove attività ed aziende operanti nei settori suddetti e del conseguente incremento dell’occupazione per migliaia di nuovi posti che sarebbero stati creati dallo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nella <strong>green economy</strong>.</p>
<p> · La posizione dominante di Hera, le ha consentito di assumere <strong>posizioni arroganti</strong> nei confronti delle istituzioni, detentrici di quote di capitale azionario della società e concessionarie dei servizi pubblici ad essa affidati; al punto tale che l’azienda ha trascinato nei tribunali non solo semplici cittadini ferraresi, ma anche le stesse istituzioni, allo scopo di realizzare obbiettivi economici ed imprenditoriali palesemente in contrasto con l’interesse dei cittadini: nel <strong>2004</strong> ha querelato e citato in giudizio per danni, uscendone soccombente, il sottoscritto, per gli interventi sulla stampa contro le emissioni <strong>dell’inceneritore di via Conchetta</strong>, poi chiuso nel 2005; nel <strong>2007</strong> ha trascinato innanzi al TAR Comune e Provincia per modificare l’AIA dell’inceneritore triplicato di via Diana, ventilando una causa per il risarcimento di danni ingenti, <strong>anche contro singoli cittadini</strong>; di recente Hera ha presentato <strong>un nuovo ricorso innanzi al TAR</strong> per aumentare i volumi dei rifiuti destinati all’incenerimento nell’impianto di via Diana; nell’agosto del <strong>2009</strong> ha smantellato il <strong>laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro</strong>, in aperto contrasto con le determinazioni precedentemente, e più volte, assunte da Comune e Provincia; nel periodo tra il 2008 ed il 2012 ha preteso ed ottenuto un <strong>aumento delle tariffe del servizio idrico</strong> mediamente del <strong>5% annuo</strong>, con un costo per i cittadini tra i più elevati nel paese ed una qualità dell’acqua ritenuta, da associazioni terze, tra le peggiori; per il 2010 Hera chiede un <strong>aumento della Tia del 1,5%. </strong></p>
<p> · Il citato disinteresse di Hera per gli interessi della collettività ferrarese, si sostanzia anche nella <strong>scissione e nello smembramento delle cosiddette SOT</strong> (assemblea straordinaria di Hera del 21.10.09), le società territoriali che avrebbero dovuto garantire il legame con il territorio e che costituivano, al momento della fusione per incorporazione di Agea da parte di Hera (2005), <strong>la garanzia che sarebbe stato possibile esercitare a Ferrara un indirizzo ed un controllo sull’erogazione dei servizi pubblici da parte di Hera.</strong> La chiusura delle SOT, pertanto, accentua quella centralizzazione della gestione che è stata la principale causa del disservizio avvertito da tanti concittadini negli ultimi quattro anni.</p>
<p> · Tale situazione di difficoltà nella gestione dei rapporti con il concessionario dei servizi pubblici locali, da parte della maggioranza che governa della città, ha determinato <strong>pesanti ripercussioni sulla popolazione</strong>, in termini di qualità dei servizi, ma soprattutto di costo dei medesimi per assenza di controllo e di concorrenza, oltre all’inevitabile ricaduta negativa sui conti del bilancio comunale, per minori entrate e maggiori spese derivanti dai <strong>contratti di servizio sbilanciati a favore dell’azienda</strong>, oltre che per <strong>l’immobilismo</strong> caratterizzante la gestione dell’immenso debito pubblico, a causa del congelamento di <strong>cinquanta milioni di euro</strong> della collettività, in esigue quote assolutamente inutili, del capitale azionario di Hera.</p>
<p> · Il rapporto tra Hera ed i cittadini utenti è <strong>difficile e insoddisfacente</strong>, come si evince dalle numerose lamentele pubblicate sulla stampa locale che segnalano allungamento della risposta per i servizi individuali a prezzi elevati, atti unilaterali (domiciliazione automatica bollette, fatturazione presuntiva, comunicazione di conguagli altissimi ecc.), tariffe di acqua e rifiuti tra le più alte della Regione, tariffe del teleriscaldamento in scandaloso aumento e fuori da ogni controllo.</p>
<p> <strong>Preso atto che</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Laboratorio di Pontelagoscuro</strong></p>
<p><strong> </strong>· Il documento votato all’unanimità il 31.8 dal consiglio comunale recita: “…questo consiglio riteneva e ritiene essenziale la permanenza di un presidio non solo tecnologico, ma anche di personale qualificato, come è l’attuale, non limitato alle sole operazione di prelievo e di controllo strumentale, ma finalizzato anche alla tempestiva valutazione del processo, così da garantire al massimo grado la tempestività degli interventi nei casi in cui si rilevino anomalie, in funzione dell’obbiettivo condiviso della migliore qualità dell’acqua destinata ai cittadini”; l’impegno del sindaco era di “<strong>chiedere formalmente ad Hera la sospensione del processo di trasferimento, anche in forza della nuova normativa regionale, e di adoperarsi per correggere il percorso già avviato di ristrutturazione”.</strong></p>
<p><strong> </strong>· <strong>Hera Spa ha proceduto ugualmente alla chiusura del laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro</strong>, nell’ambito di un progetto di aggregazione di tutte le attività di controllo a Bologna (Acque potabili, Acque reflue, Microbiologia), Ravenna (Rifiuti speciali, Pericolosi, Liquidi, Terreni e Compost),  Forlì (Rifiuti solidi, Fanghi, Diossine, Emissioni in atmosfera).</p>
<p> · Tale decisione è stata assunta unilateralmente da parte dell’azienda e strategicamente messa in atto nel cuore dell&#8217;estate e successivamente, dopo l&#8217;insediamento della nuova amministrazione; la decisione di Hera, in quanto holding società per azioni quotata in borsa, deve tener conto d’interessi economici e di mercato, con specifico riferimento alla economicità d’esercizio ed alla massimizzazione del profitto, <strong>ma non necessariamente degli interessi dei cittadini</strong>.</p>
<p> · Non è più garantito il diritto dei ferraresi di avere <strong>controlli certi e tempestivi</strong> sulla qualità dell&#8217;acqua potabile e sulla capacità di interventi rapidi in caso di emergenza; inoltre il sindaco ha consentito che venisse indebolita la possibilità futura, da parte della comunità locale, di <strong>riprendere la gestione diretta del ciclo idrico integrato </strong>(scelta compiuta di recente dal Comune di Parigi).</p>
<p> <strong>Servizio neve</strong></p>
<p><strong> </strong>· Nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 dicembre 2009 nella città si è verificata un’abbondante nevicata, adeguatamente segnalata e prevista dai servizi di allertamento meteorologico della Protezione Civile; la viabilità nel centro e nelle frazioni <strong>è rimasta pesantemente compromessa</strong> per alcuni giorni, provocando disagi, incidenti a ripetizione ed intasamento del pronto soccorso cittadino, <strong>con infortuni anche molto gravi</strong>.</p>
<p> · Sia a mezzo stampa che direttamente, numerosi cittadini hanno espresso lamentele per <strong>come l’Amministrazione ha fronteggiato la situazione</strong>; esse meritano adeguata risposta dall’Amministrazione, che deve altresì fornire al consiglio comunale rassicurazioni circa i provvedimenti che sindaco e giunta intendono adottare, allo scopo di fronteggiare future analoghe situazioni meteorologiche.</p>
<p> <strong> </strong><strong>Servizio illuminazione pubblica</strong></p>
<p><strong> </strong>· Nel bilancio preventivo 2010 sono stati stanziati circa <strong>5,7 milioni di euro</strong> quale corrispettivo ad Hera per  la fornitura del servizio di pubblica illuminazione, segnaletica luminosa ed impianti semaforici; nel 2009 la spesa impegnata per il suddetto servizio era stata di <strong>5,7 milioni di euro</strong>, di cui circa 5,4 milioni destinati all’illuminazione pubblica, erogata con 25.224 punti luce e con una spesa di circa 213 euro/anno a punto luce; scorporando la quota di investimenti realizzati da Hera (8 milioni di euro), si può stimare il costo di gestione del servizio a punto luce attorno a <strong>140 euro/anno.</strong></p>
<p> · In base ad una verifica compiuta presso le città di Bologna, Forlì, Ravenna, tale costo è mediamente <strong>oltre il 20% più alto dei costi là sostenuti</strong>; inoltre l’analisi del costo del servizio gestito direttamente dal Comune porta ad un importo complessivo assai inferiore del corrispettivo pagato ad Hera; il sindaco ha in più occasioni espresso pubblicamente <strong>perplessità circa il contenuto economico del contratto di servizio in esame</strong>, pur avendolo egli stesso definito nel 2003 in qualità di vice sindaco; il sindaco ha altresì manifestato più volte <strong>la volontà di rinegoziare il suddetto contratto allo scopo di ridurne il costo ritenuto troppo elevato</strong>; esistono vistose lacune nel contratto di servizio, con riferimento alle modalità previste per garantire e controllare la qualità delle prestazioni, per rivalutare annualmente il corrispettivo dovuto (non è prevista l’esclusione dell’importo riservato agli investimenti), ed infine per destinare gli eventuali risparmi energetici, quindi economici, derivanti dall&#8217;adozione di dispositivi o sistemi (ad esempio: riduttori di flusso) <strong>che attualmente vengono intascati integralmente da Hera.</strong></p>
<p> <strong>Servizio teleriscaldamento </strong></p>
<p> · Per riscaldare l’acqua del teleriscaldamento, due centrali termiche bruciano gas naturale per circa 4850 ore/anno (dato medio Hera 2007-2018); la centrale termica A è composta da quattro caldaie, di cui due da 14 MWt e due da 7 MWt; la centrale termica B, di recente realizzazione, è composta da tre caldaie da 14 MWt; <strong>per un totale di 84MWt</strong> (84 mila KW, equivalenti ad <strong>oltre 3 mila caldaie da appartamento</strong>); le emissioni di NOx e di CO sono stimate da Hera rispettivamente in 52,33 e 5,32  Kg/h; pertanto le emissioni totali in peso, dei due inquinanti, <strong>sono 254 ton/anno per gli NOx e 26 ton/anno per il CO</strong>; le tre caldaie aggiunte nel 2007 apportano mediamente un incremento delle emissioni, rispetto alla situazione precedente, pari a circa 137 ton/anno di NOx e a 13 ton/anno di CO, praticamente raddoppiandole.</p>
<p> · L’ampliamento della centrale e la triplicazione dell’inceneritore <strong>hanno determinato il peggioramento delle emissioni in atmosfera rispetto alla situazione preesistente</strong>; Hera non fornisce dati relativi alle <strong>emissioni di polveri fini ed ultrafini, primarie e secondarie</strong>, prodotte dalla combustione del gas al servizio del teleriscaldamento; Hera non ha mai fornito <strong>studi di valutazione della salubrità del “sistema” teleriscaldamento e della sua economicità</strong>, comparandolo con scenari a riscaldamento distribuito, con caldaie singole a gas, di ultima generazione, a bassa temperatura dell’acqua, rispetto ai quali il nuovo teleriscaldamento viene proposto in alternativa; Hera non ha mai prodotto studi per la valutazione dell’apporto inquinante della quota di energia proveniente dall’incenerimento dei rifiuti (che contribuisce a riscaldare l’acqua) e dell’inevitabile dispersione termica dell’impianto (perdite di calore da conduzione, da convezione e da perdite d’acqua calda); <strong>tali inefficienze peggiorano significativamente il rapporto tra energia prodotta, da cui deriva l’inquinamento, ed energia fruita nelle abitazioni, penalizzando il rendimento energetico del sistema.</strong></p>
<p> · Non esiste una procedura di controllo della tariffe del TLR che consenta al Comune, in rappresentanza dei cittadini, di <strong>verificare i costi di gestione del servizio sostenuti da Hera</strong>, i margini di profitto derivanti dall’applicazione del sistema tariffario vigente e gli <strong>eventuali spazi di riduzione della tariffa.</strong></p>
<p><strong> </strong>· <strong>Nessuna risposta è mai stata data dal Comune e da Hera</strong> ai quesiti posti da numerosi cittadini, anche a mezzo stampa locale, in merito agli <strong>aumenti scandalosi</strong> delle tariffe del teleriscaldamento. A titolo di esempio riporto il caso di un condominio che ha inviato ai giornali ed al sindaco gli importi delle bollette ricevute da Hera. La spesa sostenuta per il teleriscaldamento nel 2008 è stata di  <strong>€ 25.105,77 a fronte di un consumo di 238.685 Kwh</strong> (termici),  da cui deriva un prezzo a Kwh di <strong>0,105 €.</strong> Nel 2007 il consumo era stato di Kwh 281.614  (42.929 in più del 2008) con una spesa di € 15.911,16 ed un prezzo per Kwh pari a <strong>€ 0,0565</strong>.</p>
<p><strong> </strong><strong>Servizio idrico integrato</strong><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· A Ferrara esistono situazioni critiche legate a numerosi scarichi di pubblica fognatura <strong>non depurati </strong>(San Bartolomeo, Porotto, Spinazzino, Torre Fossa, Marrara, ecc…) e a <strong>tratti obsoleti della rete idrica</strong> (Pontelagoscuro, Barco, Villanova, Albarea, Torre Fossa, Gaibana).</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· L’Amianto è bandito dal 1992 e anche se le analisi di Hera indicano l’assenza di fibre di amianto nell’acqua, esiste pur tuttavia il fattore tempo che fa aumentare <strong>il rischio che le tubazioni in cemento amianto rilascino tali fibre, a seguito dell’aggressività dell’acqua nei confronti della matrice cementizia</strong>. Pontelagoscuro e Porotto sono serviti da tubazioni in fibrocemento del 1955 per un totale di 6 km, mentre altri quartieri della città sono raggiunti da tubazioni in acciaio o ghisa sferoidale.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Per la determinazione della tariffa 2010 applicata da Hera, secondo il metodo di calcolo regionale, sono stati considerati <strong>costi operativi per 21,6 </strong>milioni di euro, <strong>ammortamenti per 6,3</strong> milioni (4% di investimenti piano d’ambito, beni di proprietà e assets di società), <strong>remunerazione del capitale investito per 3,2 </strong>milioni (7,073%), <strong>canone di concessione per 3,9</strong> milioni, per un <strong>totale costi pari a 35</strong> milioni di euro.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Il volume di acqua fatturato previsto per il 2010 è di <strong>20,65 milioni di metri cubi</strong>, dal quale discende una tariffa (TRM) 2010 pari a <strong>1,696 euro/mc</strong>, <strong>con un incremento rispetto al 2009 del 4,69%. A fronte di tale aumento nelle casse di Hera entrano 1,5 milioni di euro in più rispetto al 2009.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>Nel 2006 sono stati immessi in rete 31,8 milioni di metri cubi di acqua, ne sono stati fatturati 20,7 milioni (perdite 35%). Oggi Hera dichiara di avere perdite di rete attorno al <strong>30</strong>%, <strong>circa 8,5 milioni di metri cubi di acqua potabilizzata. </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· L’assenza di <strong>competizione</strong> tra i soggetti operanti nel mercato dei servizi pubblici ha penalizzato i cittadini che pagano, per questo, tariffe alte. A <strong>Ferrara Tia e tariffa dell’acqua sono tra le più elevate nel paese</strong> e producono per Hera i margini operativi (dunque i profitti) più elevati tra i vari servizi gestiti. La cosiddetta “area ciclo idrico integrato” rende <strong>ad Hera quasi 60 milioni di margine operativo lordo nel solo primo semestre 2009, pari al 27,1% dei rispettivi ricavi</strong> (a fronte di 26,9% nei rifiuti, 12% nel gas, 2,8% nell’energia elettrica; fonte bilancio Hera 30.6.09).</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Quanto comunicato anche a mezzo stampa, cioè <strong>che l’acqua non sarebbe un business per Hera</strong>, non corrisponde al vero. <strong>L’acqua è il secondo business più remunerativo per l’azienda</strong>, per redditività lorda percentuale. E se la tariffa dell’acqua produce utili elevati ed alti dividendi per il Comune, ne consegue che i cittadini <strong>sono indirettamente ed inconsapevolmente tassati</strong>, anche attraverso il pagamento di un servizio primario. E quanto essi pagano in più, per garantire utili ad Hera e dividendi al Comune, rappresenta un importo <strong>assai maggiore dei dividendi corrispondenti introitati dal Comune. </strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Nella nostra provincia, acquedotti ed impianti di potabilizzazione sono di proprietà dei Comuni, tramite le società pubbliche Acosea Impianti e Cadf (che oltretutto ha un laboratorio con 7 addetti per il controllo della qualità dell’acqua). <strong>Nulla vieta la fusione tra gli assets delle due aziende pubbliche, il trasferimento della gestione dell’acqua al Cadf o ad altra società pubblica e l’integrazione degli attuali laboratori.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Servizio rifiuti</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>La Corte costituzionale con sentenza del 27 gennaio 2010 ha dichiarato <strong>costituzionalmente illegittimo</strong> l’art. 28 comma 2 della legge regionale 10/08, che assegnava alla Regione le funzioni di regolazione economica e finanziaria del servizio di gestione dei rifiuti urbani.<strong></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· La direttiva europea 2008/98/CE indica la <strong>seguente gerarchia</strong> in materia di gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero, smaltimento. <strong></strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· L’art. 1108 della finanziaria 2007 impone una percentuale di raccolta differenziata pari al <strong>60% entro il 2011,</strong> mentre il Dlgs 152/06 fissa la medesima percentuale al <strong>65% per il 2012</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· La Corte costituzionale con sentenza 238/09 ha precisato che la Tia “costituisce una mera variante della Tarsu, conservando la qualifica di tributo propria di quest’ultima”. Viene così eliminato il nesso diretto tra il servizio e l’entità del prelievo, che non avrebbe dunque le caratteristiche del corrispettivo privatistico e sarebbe pertanto <strong>estraneo all’ambito di applicazione dell’Iva</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· L’art 15 del DL 135/09 convertito in legge 116/09 modifica le norme in materia di affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica e impone la <strong>progressiva riduzione delle partecipazioni pubbliche nelle società quotate in borsa, fino al 40% entro il 2013 e al 30% entro il 2015, pena la cessazione, in quelle date, dei contratti di servizio in essere</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Nel 2008 Hera ha raccolto nel Comune di Ferrara <strong>97 mila tonnellate di rifiuti urbani</strong>, pari a 721 kg/abitante e nel 2010 è prevista una raccolta di <strong>94 mila tonnellate</strong>, di cui il 50% differenziata.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Nelle definizione della tariffa la <strong>competenza dell’Ato si ferma al cancello dell’inceneritore</strong>, dal momento che l’autorità oggi <strong>non può verificare i reali costi di incenerimento sostenuti da Hera</strong>. I costi considerati nel calcolo della tariffa 2010 sono <strong>24,1 milioni di euro</strong>, di cui <strong>2,1</strong> per spazzamento e lavaggio, <strong>2,9</strong> per raccolta e trasporto, <strong>1,4</strong> per raccolta differenziata (al netto del contributo Conai), <strong>2,6</strong> per trattamento e riciclo, <strong>5,1</strong> per lo smaltimento, <strong>8,6</strong> per spese generali e varie, <strong>1,5</strong> per ammortamenti e remunerazione. L’incremento riconosciuto, rispetto al 2009, è pari al <strong>1,4%</strong>, con conseguente maggior introito per Hera di <strong>325 mila euro</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· L’aumento della raccolta differenziata determina l’apertura di <strong>spazi di incenerimento di rifiuti speciali</strong> presso l’impianto di Cassana, non sottoposti a regolazione di tariffa. Con la raccolta differenziata al 65% arriveranno all’inceneritore <strong>non più di 90 mila tonnellate anno</strong> da  bruciare, a fronte di una potenzialità pari a 130 mila ton/anno. Pertanto la pratica virtuosa di aumento della raccolta porta a porta, <strong>non accompagnata da una limitazione della combustione dei rifiuti speciali da parte di Hera</strong>, rischia di dar luogo ad un progressivo aumento di quest’ultima attività imprenditoriale, assai remunerativa, <strong>a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini</strong> e senza alcun ristorno dei profitti realizzati da Hera.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Nessuna riduzione di tariffa è oggi prevista</strong> a seguito dei profitti realizzati da Hera con la vendita dell’energia prodotta dalla turbina alimentata dal vapore generato dalla combustione dei rifiuti. Tali profitti, intascati da Hera, beneficiano anche degli incentivi di stato (cip6/certificati verdi) e comportano un <strong>impatto ambientale e sanitario pagato esclusivamente dai cittadini</strong>, come risulta dalla tabella seguente.</li>
</ul>
<p> </p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="621">
<tbody>
<tr>
<td colspan="5" width="621" valign="bottom"><strong>Comparazione flussi di massa Inceneritore di Cassana</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="238" valign="bottom"> </td>
<td width="65" valign="bottom"> </td>
<td width="95" valign="bottom"> </td>
<td width="113" valign="bottom"> </td>
<td width="110" valign="bottom"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>Inquinanti</strong></td>
<td width="65"><strong>Unità<br />
di misura</strong></td>
<td width="95"><strong>Situazione preesistente<br />
Linea L 1 <sup>1)</sup></strong></td>
<td width="113"><strong>AIA 30.10.07<br />
Linee L 2 + L 3<sup> 2)</sup></strong></td>
<td width="110"><strong>AIA 11.3.08<br />
Linee L 2 + L3<sup> 3)</sup></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>NOx (ossidi di azoto)</strong></td>
<td width="65">t/anno</td>
<td width="95">28,5</td>
<td width="113">29,7</td>
<td width="110">70</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>PTS (polveri totali)</strong></td>
<td width="65">t/anno</td>
<td width="95">0,34</td>
<td width="113">0,28</td>
<td width="110">1</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>Cd + Tl (Cadmio + Tallio)</strong></td>
<td width="65">Kg/anno</td>
<td width="95">0,83</td>
<td width="113">1,01</td>
<td width="110">22,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>Hg (mercurio)</strong></td>
<td width="65">Kg/anno</td>
<td width="95">0,37</td>
<td width="113">0,51</td>
<td width="110">22,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>Metalli</strong></td>
<td width="65">Kg/anno</td>
<td width="95">6</td>
<td width="113">(∑10 Metalli) 16</td>
<td width="110">336</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici)</strong></td>
<td width="65">g/anno</td>
<td width="95">65,1</td>
<td width="113">243</td>
<td width="110">5600</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>PCDD/PCDF (Diossine, Furani)</strong></td>
<td width="65">mg/anno</td>
<td width="95">10,4 (FTE)</td>
<td width="113">16</td>
<td width="110">56</td>
</tr>
<tr>
<td width="238"><strong>COT (Carbonio organico totale)</strong></td>
<td width="65">t/anno</td>
<td width="95">(non dichiarato)</td>
<td width="113">0,28</td>
<td width="110">2,8</td>
</tr>
<tr>
<td width="238" valign="bottom"> </td>
<td width="65" valign="bottom"> </td>
<td width="95" valign="bottom"> </td>
<td width="113" valign="bottom"> </td>
<td width="110" valign="bottom"> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5" width="621" valign="bottom">1) Dati Hera S.p.a. Documentazione integrativa/Elaborato 1/Valutazione delle immissioni del <strong>22.1.08 </strong>pag. 5.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" width="398" valign="bottom">2) Dati <strong>AIA 30.10.07</strong> pag. 62, Flussi di massa autorizzati</td>
<td width="113" valign="bottom"> </td>
<td width="110" valign="bottom"> </td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5" width="621" valign="bottom">3) Dati <strong>AIA 11.3.08</strong> pag. 6 e 7, Flussi di massa autorizzati o calcolati in base alle concentrazioni autorizzate</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p><strong>Da due anni la città attende una risposta</strong> in merito alle nuove emissioni autorizzate, che, come si può riscontrare, sono assai più elevate di quelle concesse dalla precedente AIA e di quelle attribuite alla linea preesistente L1 (NOx più che raddoppiati, metalli da 6 a 336 Kg/anno, IPA da 65 a 5600 g/anno, ecc….).</p>
<ul>
<li>· Nei primi otto mesi del 2009 <strong>l’86% dei rifiuti prodotti in provincia di Ferrara</strong> è stato smaltito dall’inceneritore Hera di Cassana. Per non superare il <strong>limite di 130  mila tonnellate</strong>, fissato dall’AIA, nei mesi di novembre e dicembre 2009 Hera ha dovuto sospendere l’incenerimento dei rifiuti provenienti dalla provincia e dei rifiuti speciali. Il 14% è stato smaltito nelle discariche di Comacchio, Argenta, Iolanda, Sant’Agostino. Per il sito di Sant’Agostino è stata individuata una ulteriore potenzialità di abbancamento rifiuti, pari a 190 mila tonnellate, per un flusso annuale massimo di 32 mila (delibera Ato 6  6/2/06).</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Impegna il Sindaco e la Giunta a</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Servizio idrico integrato</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>Operare affinché lo smantellamento del laboratorio di Pontelagoscuro <strong>non si traduca in un peggioramento della qualità dell’acqua potabile</strong> distribuita ai ferraresi ed in una <strong>minore capacità di intervento nei casi di emergenza</strong> da inquinamento del Po, dei pozzi di prelievo o delle condotte.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>Assicurare gli investimenti necessari per l’adeguamento della rete acquedottistica, fognaria e dei relativi impianti, allo scopo di <strong>ridurre al minimo le perdite di acqua potabile</strong>, di <strong>sostituire rapidamente tutte le condutture in cemento amianto</strong>, di garantire in tutti i quartieri del Comune e delle frazioni <strong>la giusta pressione di erogazione</strong> dell’acqua potabile.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Apportare allo statuto del Comune le modifiche atte a definire la produzione e la distribuzione dell’acqua potabile <strong>un servizio pubblico privo di rilevanza economica</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Promuovere insieme agli altri Comuni della Provincia la riorganizzazione industriale e l’integrazione dei soggetti operanti nella gestione del servizio idrico integrato, <strong>allo scopo di creare <span style="text-decoration: underline;">un unico gestore provinciale del servizio acqua pubblica</span>.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Agire in sede ATO affinchè <strong>siano rinegoziati con i gestori i costi</strong> considerati per la determinazione della tariffa del sistema idrico integrato, allo scopo di ridurla sensibilmente a partire dal 2010, senza penalizzare gli investimenti.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Servizio neve</strong></p>
<ul>
<li>· Predisporre quanto prima un <strong>Piano neve ed un contratto di servizio tra Comune ed Hera</strong>, che disciplini le modalità di intervento, la flotta minima dei mezzi da impiegare, le strade da trattare, gli orari di servizio, i percorsi, il coordinamento dei mezzi i prezzi corredati da analisi costo, le modalità di controllo delle prestazioni, le garanzie di adempimento, le clausole di recesso, le penali per ritardato e/o carente intervento, le sanzioni per inadeguato inadempimento.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Servizio illuminazione pubblica</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> Riformulare il contratto di servizio</strong> con prescrizioni tese a garantire la qualità del servizio, la sensibile riduzione del costo, la possibilità di controllo da parte del Comune, soprattutto sui nuovi impianti di pubblica illuminazione da prendere in carico, finalizzato a verificare in via preventiva il rispetto della LR 19/03 sul risparmio energetico.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Inserire la clausola contrattuale che il risparmio energetico (ed economico) derivante dall&#8217;adozione di dispositivi o sistemi (ad esempio: riduttori di flusso) negli impianti della pubblica illuminazione o dalla riduzioni dei consumi per effetto di spegnimenti programmati, <strong>venga trasferito integralmente al Comune.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Modificare i meccanismi di rivalutazione del corrispettivo, garantendo <strong>l’esclusione</strong> dell’effetto derivante dagli investimenti effettuati.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Prevedere l’obbligo contrattuale di realizzare i nuovi impianti utilizzando le <strong>migliori tecnologie del mercato</strong> per la riduzione dei consumi.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Esplorare scenari alternativi di gestione diretta del servizio</strong>, dotando il Comune della necessaria organizzazione e definendo <strong>a mezzo asta pubblica</strong> l’operatore e le condizioni di approvvigionamento dell’energia, necessaria al funzionamento degli impianti.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Servizio teleriscaldamento</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>Riformulare a partire dal 2010 i <strong>meccanismi di calcolo della tariffa del teleriscaldamento</strong> e del suo aggiornamento, coinvolgendo i rappresentanti dei grandi complessi residenziali serviti. Assicurare da parte del Comune le funzioni di “regolatore” del servizio a tutela degli interessi dei cittadini, tramite la predisposizione di apposito regolamento di servizio e piano tariffario, in analogia con quanto avviene per il sistema idrico integrato da parte dell’Ato.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Assicurare la detrazione, dalle tariffe applicate ai cittadini, della <strong>componente di energia fornita dall’incenerimento dei rifiuti, già pagata dalla Tia.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Istituire un <strong>price cap</strong> che limiti gli aumenti della tariffa ricalcolata come sopra negli anni successivi, in base all’andamento dell’inflazione.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Subordinare qualsiasi progetto di espansione della rete del teleriscaldamento a Ferrara, alla valutazione di uno <strong>studio comparativo</strong> con altri sistemi di riscaldamento urbano, sotto il profilo economico, dell’affidabilità del servizio, dell’efficienza energetica, dell’effettivo utilizzo di fonti geotermiche, della protezione dell’ambiente e della salute, dell’impatto sulle altre reti di servizi pubblici e sul sistema stradale, della dipendenza dalle politiche di gestione dei rifiuti, dell’entità degli investimenti pubblici richiesti, dell’equità del sistema tariffario, della possibilità di scelta dell’operatore da parte dell’utente e quindi della libertà di recesso e di libera concorrenza nel mercato.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Servizio rifiuti</strong></p>
<ul>
<li>· Avviare quanto prima un programma generale di <strong>raccolta differenziata porta a porta</strong>, di riciclo e riuso dei materiali, puntando ad azzerare lo smaltimento tramite incenerimento della quota indifferenziata residua (<strong>obbiettivo 2011 65%).</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Vietare l’importazione</strong> da parte di Hera di rifiuti speciali da fuori provincia, anche se transitanti dagli impianti di Ostellato o Comacchio.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· <strong>Rinegoziare i costi di raccolta e di smaltimento</strong> forniti da Hera, presi a riferimento per il calcolo della Tia, allo scopo di ridurne sensibilmente l’entità. Attribuire all’Ato il controllo dei costi di smaltimento dichiarati da Hera. Concordare con il gestore del servizio l’addebito della tariffa <strong>senza l’applicazione dell’Iva</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Assicurare la detrazione dalla tariffa applicata ai cittadini, dei profitti realizzati da Hera <strong>con la vendita dell’energia prodotta dal calore di combustione dei rifiuti</strong>, già pagato con la Tia.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Applicare quanto prima la <strong>tariffa puntuale</strong>, proporzionale al conferimento in peso, da parte dei cittadini, di <strong>rifiuti indifferenziati</strong> e tendente a premiare i comportamenti di differenziazione spinta a domicilio.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Attuare in collaborazione con Asl e Arpa una <strong>campagna di monitoraggio ambientale</strong> del territorio interessato dalle emissioni dell’inceneritore di Cassana, per valutare l’entità dell’inquinamento dell’aria, del terreno e della falda ed il conseguente <strong>rischio sanitario</strong>.</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>· Realizzare quanto prima la <strong>bonifica del sito e del territorio inquinato</strong> dalle emissioni dell’inceneritore di via Conchetta.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Azioni Hera</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>Vendere nel più breve tempo possibile e nei modi consentiti dallo statuto e dai patti parasociali le <strong>azioni Hera possedute dal Comune e dalla Holding</strong>, allo scopo di abbattere il debito comunale ed estinguere il derivato Dexia.<strong></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>·<strong> </strong>Impiegare i risparmi di spesa corrente, derivanti dalla riduzione del debito e dall’estinzione del derivato, <strong>in aiuti alle famiglie, alle imprese ed all’occupazione</strong>.<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· Promuovere l’audizione dei vertici di Hera in Commissione Servizi Pubblici, allo scopo di aggiornare le informazioni riguardanti la posizione della società nella vicenda di Sparanise ed i rapporti imprenditoriali con la famiglia Cosentino.   <strong></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione contratto di servizio Hera &#8211; Pubblica Illuminazione</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-contratto-di-servizio-hera-pubblica-illuminazione-0201.html</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione pubblica illumunazione Hera]]></category>

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		<description><![CDATA[Ferrara, 1 febbraio 2010  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara  OGGETTO: Risoluzione contratto di servizio Hera &#8211; Pubblica Illuminazione   Il Consiglio Comunale di Ferrara   rilevato che nel bilancio preventivo 2010 sono stati stanziati circa 5,7 milioni di euro quale corrispettivo ad Hera per  la fornitura del servizio di pubblica illuminazione, segnaletica luminosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ferrara, 1 febbraio 2010</p>
<p> <strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<h3> OGGETTO: Risoluzione contratto di servizio Hera &#8211; Pubblica Illuminazione</h3>
<h3> <span id="more-7919"></span></h3>
<p><strong>Il Consiglio Comunale di Ferrara</strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong><strong></strong></p>
<p><strong>rilevato che</strong></p>
<ul>
<li>nel bilancio preventivo 2010 sono stati stanziati circa 5,7 milioni di euro quale corrispettivo ad Hera per  la fornitura del servizio di pubblica illuminazione, segnaletica luminosa ed impianti semaforici;</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>constatato</strong> <strong>che</strong></p>
<ul>
<li>nel 2009 la spesa impegnata per il suddetto servizio è stata di 5,7 milioni di euro, di cui circa 5,4 milioni destinati alla sola illuminazione pubblica, erogata con 25.224 punti luce e con una spesa di circa 213 euro/anno a punto luce;</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>considerato che</strong></p>
<ul>
<li>scorporando la quota di investimenti realizzati da Hera (8 milioni di euro), si può stimare il costo di gestione del servizio a punto luce attorno a 140 euro/anno</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>ritenuto che </strong></p>
<ul>
<li>in base ad una verifica compiuta dal nostro gruppo consiliare presso le città di Bologna, Forlì, Ravenna, tale costo sia <strong>mediamente oltre il 20% più alto dei costi là sostenuti</strong>;</li>
<li>l’analisi del costo del servizio, applicata allo scenario nel quale esso venga internalizzato ed affidato a tre squadre attrezzate di idonei automezzi, operative tutto l’anno a tempo pieno, porta ad un importo complessivo <strong>assai inferiore ai 4 milioni di euro</strong>, lampade ed energia comprese;</li>
<li>entrambe le valutazioni economiche (quella comparativa con altre città e quella derivata dall’analisi dei costi di gestione del servizio internalizzato) portano ad ipotizzare ragionevolmente un possibile risparmio di almeno <strong>1,5 milioni di euro/anno;</strong></li>
</ul>
<p><strong>preso atto che</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>il sindaco<strong> </strong>ha in più occasioni espresso pubblicamente<strong> </strong>perplessità circa il contenuto economico del contratto di servizio in esame, <strong>pur avendolo egli stesso definito nel 2003 in qualità di vice sindaco</strong>;</li>
<li>il sindaco ha altresì manifestato più volte la <strong>volontà di rinegoziare</strong> il suddetto contratto allo scopo di ridurne il costo ritenuto troppo elevato;</li>
<li>esistono vistose lacune nel contratto di servizio, con riferimento alle modalità previste per garantire e controllare la qualità delle prestazioni, per rivalutare annualmente il corrispettivo dovuto (non è prevista l’esclusione dell’importo riservato agli investimenti), ed infine per destinare gli eventuali risparmi energetici, quindi economici, derivanti dall&#8217;adozione di dispositivi o sistemi (ad esempio: riduttori di flusso) che attualmente vengono intascati integralmente da Hera;</li>
</ul>
<p><strong>impegna il Sindaco </strong></p>
<ul>
<li>ad attivare quanto prima un negoziato con Hera allo <strong>scopo di riformulare</strong> il contratto di servizio per la pubblica illuminazione;</li>
<li>a far sì che il nuovo contratto <strong>contenga le prescrizioni</strong> tese a <strong>garantire la qualità</strong> del servizio, la possibilità di <strong>controllo del medesimo</strong> da parte del Comune, l&#8217;azione di controllo preventivo sui nuovi impianti di pubblica illuminazione da prendere in carico, finalizzata a verificare <strong>che i medesimi siano rispondenti</strong> alla LR 19/03 sul risparmio energetico,</li>
<li>ad adoperarsi affinché il risparmio energetico (ed economico) derivante dall&#8217;adozione di dispositivi o sistemi (ad esempio: riduttori di flusso) negli impianti della pubblica illuminazione, <strong>venga trasferito integralmente al Comune;</strong></li>
<li>a modificare la clausola di rivalutazione del corrispettivo, <strong>garantendo l’esclusione</strong> degli investimenti effettuati;</li>
<li><strong>a far sì che il nuovo corrispettivo non superi i 4 milioni di euro anno</strong>;</li>
<li><strong>in alternativa ad internalizzare il servizio</strong>, dotando il Comune di tre squadre dedicate a tempo pieno alla gestione del servizio di pubblica illuminazione e a definire a mezzo asta pubblica, con uno degli operatori del mercato, il contratto di approvvigionamento dell’energia necessaria al funzionamento degli impianti.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Ppf  Capogruppo Valentino Tavolazzi</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione reti gas</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-reti-gas-1025.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-reti-gas-1025.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani, 26 Ottobre 2009, Progetto per Ferrara e Rifondazione Comunisti Italiani proporranno la seguente risoluzione con lo scopo di impedire la scandalosa svendita ad HERA delle nostre reti gas. Progetto per Ferrara Cambia la prospettiva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Domani,<strong> 26 Ottobre 2009</strong>, <strong>Progetto per Ferrara</strong> e <strong>Rifondazione Comunisti Italiani</strong> proporranno la seguente risoluzione con lo scopo di impedire la <strong>scandalosa svendita ad HERA delle nostre reti gas</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/10/Risoluzione-reti-gas-26.10.2009.pdf"><img class="size-medium wp-image-6105 aligncenter" style="border: 1px solid black;" title="Risoluzione reti gas - 26.10.2009" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/10/Risoluzione-reti-gas-26.10.2009-212x300.jpg" alt="Risoluzione reti gas - 26.10.2009" width="212" height="300" /></a><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Progetto per Ferrara</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Cambia la prospettiva</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione derivato</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/r-i-s-o-l-u-z-i-o-ne-derivato-0927.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/r-i-s-o-l-u-z-i-o-ne-derivato-0927.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 09:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ferrara, 28 settembre 2009 Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara Oggetto: risoluzione derivato Il Consiglio Comunale di Ferrara preso atto che con determina n. 31/106425 del 23/12/2005 il Comune di Ferrara ha perfezionato con Dexia Crediop una operazione Interest Rate Swap, in sostituzione della precedente stipulata il 8/8/2003; essa prevede che dal 31/12/07 al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ferrara, 28 settembre 2009</p>
<p><strong>Al Presidente del </strong></p>
<p><strong>Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>di Ferrara</strong></p>
<p align="center">
<h2><strong>Oggetto: risoluzione derivato</strong></h2>
<p><span id="more-5604"></span></p>
<p align="center">
<h2><strong>I</strong><strong>l Consiglio Comunale di Ferrara</strong></h2>
<p align="center"><strong>preso atto che</strong></p>
<p align="center">
<ul>
<li>con determina n. 31/106425 del 23/12/2005 il Comune di Ferrara ha perfezionato con Dexia Crediop una operazione Interest Rate Swap, in sostituzione della precedente stipulata il 8/8/2003;</li>
</ul>
<ul>
<li>essa prevede che dal 31/12/07 al 31/12/09 il comune paghi il tasso fisso del 2,75% annuo, se l’Euribor 6 mesi è inferiore o uguale al 2,85%, <strong>mentre dal 31/12/09 al 31/12/19 che il comune paghi il tasso fisso del 4,19% se l’Euribor 6 mesi è inferiore o uguale al 4,24% (euribor al 23.9.09 1,026%);</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>tale contratto stabilisce inoltre che Dexia Crediop dal 31/12/05 al 31/12/19<strong> paghi al Comune il tasso Euribor 6 mesi</strong> rilevato due giorni lavorativi antecedenti la data di inizio periodo;</li>
</ul>
<ul>
<li>il debito sottostante allo swap (allegato A tabella 1 del contratto) è costituito da <strong>finanziamenti a tasso variabile</strong>, quantificato in 39,9 milioni di euro nel secondo semestre 2009 e progressivamente in diminuzione fino a 17 milioni di euro nel secondo semestre del 2019; <strong>tali finanziamenti beneficiano della riduzione dei tassi indipendentemente dallo swap in oggetto;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>nell’allegato di bilancio preventivo <strong>2008</strong> si dichiarava che al 31/12/07 il beneficio dell’operazione, in termini di saldo dei flussi di cassa consuntivi, era <strong>positivo per 1,6 milioni </strong>(di cui 1,5 incassati nel 2002-03); si dichiarava inoltre che il valore di mercato dello swap al 31/12/2007 (costo di chiusura dell’operazione) <strong>era pari a –412 mila euro</strong>; si stimavano infine <strong>i flussi fino al 31/12/10 positivi, pari a 123 mila euro nel triennio 2008-2010</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>nell’allegato al bilancio preventivo <strong>2009</strong>, ai sensi dell’art. 62 DL 112/08, si dichiarava che al 31/12/08 il beneficio dell’operazione, in termini di saldo dei flussi di cassa consuntivi era <strong>positivo per 1,6 milioni </strong>(nel 2008 43,5 mila euro); si dichiarava che <strong><em>“l’operazione risente negativamente della forte riduzione dei tassi verificatasi nell’ultimo trimestre 2008” </em></strong>e che <strong><em>“ai valori negativi associati all’operazione in derivati alle attuali condizioni di mercato<span style="text-decoration: underline;">, corrisponde in realtà un miglioramento della situazione finanziaria legata al debito</span>, con minori oneri attesi nei prossimi anni”</em></strong>; nella stessa relazione <strong><span style="text-decoration: underline;">non veniva fornita</span> alcuna indicazione del valore di mercato dello swap (costo di chiusura dell’operazione); si stimava il flusso di</strong> <strong>cassa in –12,9 mila euro nel 2009, -438,6 mila euro nel 2010, -248,2 mila euro nel 2011</strong>; si dichiarava che “<strong><em><span style="text-decoration: underline;">in considerazione di forti vincoli posti dalla vigente normativa</span>, ed in particolare dell’art.62 DL 112/08, non si prevede di modificare l’operazione nel corso del 2009”</em></strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>l’aggiornamento delle proiezioni sul derivato in data 14/7/09, fornito dal servizio competente, esponeva un <strong>valore di mercato del medesimo pari a –2,6 milioni di euro, di gran lunga peggiore delle stime di bilancio 2008-09</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>a seguito della perdita di –221 mila euro</strong>, <strong>non prevista nel bilancio preventivo 2009, </strong>il beneficio dell’operazione, in termini di saldo dei flussi di cassa consuntivi, <strong>ammonta</strong> <strong>al 31/12/09 a 1,4 milioni di euro invece di 1,6 milioni dichiarati in bilancio preventivo 2009</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>in data 23/9/09 l’assessore ed il servizio competente hanno informato la 1° commissione consigliare  che <strong>al 17/9/09 il</strong> <strong>valore di mercato del derivato ammonta a –2,88 milioni di euro, dato ulteriormente peggiorativo rispetto alle previsioni di bilancio, e che il flusso atteso per il 2010 è stimato in –1 milione di euro, invece di –439,6 mila dichiarati per il 2010 nel bilancio preventivo 2009.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>in base alle informazioni ed alle proiezioni fornite dall’assessore e dal servizio competente, che prevedono un andamento dei tassi in aumento, con un trend dunque favorevole al Comune, a partire dal primo semestre 2010 il <strong>risultato complessivo</strong> del derivato (dal 2202 al 2019) <strong>entrerà in area perdita nel 2011 e si attesterà nel 2019 a –634 mila euro;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>il contratto oggetto della presente risoluzione <span style="text-decoration: underline;">non contiene</span> alcuna clausola risolutiva;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>l’assessore competente ha dichiarato in commissione il 16.9.09 che <span style="text-decoration: underline;">nessun negoziato</span> con la controparte è mai stato avviato, in merito alla possibile ristrutturazione o estinzione dello swap;</strong></li>
</ul>
<p align="center"><strong>rilevato che</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<ul>
<li>l’articolo 62 della legge 133/2008 ha posto il divieto dal 6/08 di stipulare derivati, <strong>ma resta ferma la possibilità di estinguere anticipatamente i contratti in essere, possibilità che dunque non è mai venuta meno;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>il citato articolo ribadisce che l’eventuale premio incassato al perfezionamento del derivato, <strong>deve essere considerato come indebitamento</strong> (art. 3 comma 17 legge 350/03) e pertanto destinato a finanziare solo gli investimenti (deve essere dunque contabilizzato al titolo IV delle entrate);</li>
</ul>
<ul>
<li>anche l’osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali, in base al principio contabile n. 3, al punto 47, afferma: <em>“l’eventuale entrata derivante dalla contrazione di swap finalizzati alla ristrutturazione dei tassi di interesse del residuo debito….<strong>va considerata una entrata straordinaria da allocare al titolo IV</strong>”;</em></li>
</ul>
<ul>
<li>pure la Corte dei Conti della sezione Lombardia (deliberazione 62/08 e 63/08) <strong>ha prudentemente allocato i netting positivi da swap al titolo IV delle entrate</strong>, in modo da <strong><span style="text-decoration: underline;">escludere l’eventuale finanziamento delle spese correnti</span></strong>”. Secondo la Corte registrare contabilmente i netting positivi al titolo III delle entrate <strong><span style="text-decoration: underline;">non corrisponderebbe ai principi di regolarità contabile e di sana gestione finanziaria; </span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li>riguardo agli interessi attivi dei derivati, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna raccomanda che <em>“ove l’ente ritenga di iscrivere gli interessi al titolo III, deve essere contabilizzato al titolo I della spesa, intervento 8, <strong><span style="text-decoration: underline;">un impegno a titolo di accantonamento a fondo rischi, per dare coperture ad eventuali futuri differenziali negativi, e comunque fino all’estinzione dell’operazione”</span></strong></em><strong><span style="text-decoration: underline;">; </span></strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>in merito all’estinzione anticipata del derivato, l’ufficio studi della Camera dei Deputati suggerisce: <strong><em>“qualora l’andamento dei tassi sia diverso da quello atteso, è possibile valutare la convenienza dell’uscita dallo swap, che può realizzarsi attraverso un’operazione di effetto contrario (reversing) o mediante un accordo con la controparte per porre termine al contratto”;</em></strong></li>
</ul>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<ul>
<li>la legge finanziaria per il 2009 <strong>ha previsto la possibilità di ristrutturare il contratto derivato</strong> allo scopo di ridurre l’esposizione al rischio di tasso di interesse e dunque le perdite potenziali sulle posizioni in essere;</li>
</ul>
<p align="center"><strong>ritenuto che</strong></p>
<ul>
<li><strong>competa al consiglio comunale</strong> la decisione di impegnare l’ente nel medio lungo termine, compresa la destinazione delle risorse finanziarie, <strong>e dunque anche la definizione degli indirizzi operativi</strong> per la giunta ed il dirigente competente, in presenza di modifiche sostanziali (tassi, durata, obblighi) del contratto derivato;</li>
</ul>
<ul>
<li>nei prossimi anni il bilancio del Comune di Ferrara <strong><span style="text-decoration: underline;">potrebbe essere gravato</span></strong> di pesanti perdite, generate dal derivato in oggeto;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">esiste il rischio elevato</span></strong> che tale strumento finanziario determini un danno ai cittadini del Comune di Ferrara, i quali potranno essere chiamati a ripianare perdite future con l’ aumento dei prelievi fiscali e/o una diminuzione dei servizi offerti dall’Ente pubblico;</li>
</ul>
<ul>
<li>risulta fondamentale garantire ai cittadini ed all’opinione pubblica la più completa trasparenza sulle operazioni finanziarie compiute dagli enti locali, evitando iniziative rischiose e speculative;</li>
</ul>
<p align="center"><strong>impegna il sindaco</strong></p>
<p align="center">
<ul>
<li><strong>ad aprire immediatamente un negoziato con Dexia Crediop, eventualmente in ambito Cesfel ed unitamente ad altri capoluoghi di provincia della regione, <span style="text-decoration: underline;">finalizzato alla chiusura anticipata del derivato</span> alle migliori condizioni possibili (costo della chiusura e termini di pagamento) o, in subordine, <span style="text-decoration: underline;">alla sua ristrutturazione</span> tesa al ridimensionamento del rischi oggi prevedibile di perdite fututre ed alla loro distribuzione in un arco temporale più lungo;</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>a reperire le necessarie risorse finanziarie, per la chiusura anticipata o la ristrutturazione del derivato, <span style="text-decoration: underline;">dalla cessione delle quote azionarie di Hera s.p.a.</span></strong>;<strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>a privilegiare in futuro le operazione di <span style="text-decoration: underline;">finanza trasparente ed etica</span>, garantendo la massima diffusione dell’informazione nei confronti dei cittadini ferraresi.</strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione DUP (Documento Unico Programmazione) presentata da PpF</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-dup-documento-unico-programmazione-presentata-da-ppf-0917.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-dup-documento-unico-programmazione-presentata-da-ppf-0917.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Comune di Ferrara Gruppo Consiliare Progetto per Ferrara Ferrara, 16/09/2009 Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara OGGETTO: RISOLUZIONE  D.U.P. Il Consiglio Comunale di Ferrara preso atto che con l‘approvazione, a cui si accinge il Consiglio Comunale, del DUP (Documento Unico Programmazione), vengono sottoposti ad approvazione dieci obiettivi strategici nei territori regionali, tra i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/3-20090621000000-6-800299.gif" title="3-20090621000000-6-80029" rel="lightbox[5399]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5401" title="3-20090621000000-6-80029" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/3-20090621000000-6-800299.gif" alt="3-20090621000000-6-80029" width="50" height="50" /></a></em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>Comune di Ferrara</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>Gruppo Consiliare Progetto per Ferrara</em></strong></p>
<p align="center">Ferrara, 16/09/2009</p>
<p><strong> Al Presidente del </strong></p>
<p><strong> Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong> di Ferrara</strong></p>
<p align="center">
<p><strong>OGGETTO: RISOLUZIONE  D.U.P. </strong></p>
<p><span id="more-5399"></span></p>
<p align="center">
<p align="center">Il Consiglio Comunale di Ferrara</p>
<p align="center"><strong>preso atto</strong></p>
<p align="center">
<p>che con l‘approvazione, a cui si accinge il Consiglio Comunale, del DUP (Documento Unico Programmazione), vengono sottoposti ad approvazione dieci obiettivi strategici nei territori regionali, tra i quali la provincia ed il comune di Ferrara, nel periodo 2007- 2013; investimenti  che comprendono, all’interno dell’Obiettivo 5 “<em>Mobilità sostenibile” </em>anche la<em> </em>realizzazione<em> </em>dell’<em> <strong>Idrovia ferrarese</strong>, </em>per un investimento pari a Euro 145 milioni di euro nel territorio provinciale e nello specifico 80 milioni di euro per il tratto di competenza del territorio comunale;</p>
<p align="center"><strong>constatato che</strong></p>
<p align="center">
<ul>
<li>il progetto <strong>contiene imprecisioni ed errori</strong> fin nei suoi presupposti. Infatti la decisione 1692/96/CE del Parlamento Europeo sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti alla sezione 4, art.11 (fonte internet EUR-lex) definisce le caratteristiche dei natanti di classe quinta A, come battelli di lunghezza pari a <strong>110 metri</strong> (non 105 come indicato nel progetto), pescaggio a pieno carico di <strong>2,80 metri</strong> (e non 2,50), e fonda il suo sviluppo su tali dimensioni;</li>
</ul>
<ul>
<li>il progetto dovrebbe favorire il trasporto fluviale, più ecologico rispetto a quello su gomma, tuttavia, per muovere su terra ferma le merci circolanti sulle navi container dell’Adriatico, sarebbe sufficiente <strong>utilizzare il porto di Ravenna ed adeguare la ferrovia</strong> che da là conduce a Ferrara, ovvero con investimenti notevolmente inferiori, far giungere la ferrovia fino a Porto Garibaldi-Comacchio, <strong>favorendo in tal modo anche il turismo del basso ferrarese</strong>;</li>
</ul>
<ul>
<li>quanto a Ferrara, il progetto prevede l’innalzamento di quattro e più ponti, fra i quali quelli su via Bologna e San Giorgio, scelta che fa presagire <strong>disagi per almeno dieci anni</strong> per tutta la cittadinanza;</li>
</ul>
<ul>
<li>la mancata depurazione delle acque dei fiumi costituisce una grave problema nazionale e pertanto la priorità andrebbe data alla <strong>predisposizione delle opere idrauliche necessarie alla depurazione</strong>, prima che a quelle, conflittuali, della navigabilità.</li>
</ul>
<ul>
<li>si tratta di un progetto faraonico che prevede di scavare i letti e risagomare gli argini dei due affluenti, per permettere la navigazione alle grosse imbarcazioni di quinta classe europea. A tale scopo, come ricordato, si dovrà intervenire su molti ponti in città ed in provincia, ma soprattutto <strong>saranno espropriate case e proprietà per allargare gli argini</strong>. Oltre al grosso dispendio economico, il progetto implicherebbe <strong>un danno enorme inflitto ai fiumi e agli ecosistemi</strong> che si basano su questi per sopravvivere. Una delle situazioni che sicuramente si verrà a creare con gli interventi sui fiumi è la <strong>risalita del cuneo salino</strong>, cioè dell’acqua salata di mare, che creerebbe seri danni alle specie vegetali ed animali che vivono nelle aree vicine ai fiumi;</li>
</ul>
<p align="center"><strong>rilevato che </strong></p>
<p align="center">
<ul>
<li>il fiume Po ed i suoi affluenti non sono in condizione di permettere la navigabilità per tutto il corso dell’anno, specialmente in estate quando il Po è perennemente in crisi idrica. Ciò comporta la realizzazione di nuovi bacini di trattenimento, scelta che renderebbe <strong>ancora più invasivo l’intervento sui fiumi.</strong></li>
</ul>
<ul>
<li>prendendo a riferimento i dati pubblicati dall’Arni, tra il 1988 e il 2006 il Po ha avuto una profondità di almeno 2,5 metri (quella minima indispensabile per far navigare non solo le navi di Classe V ma anche quelle di IV Classe) <strong>per una media di soli 121 giorni all’anno</strong>. Negli ultimi 20 anni abbiamo avuto <strong>un solo anno</strong> con oltre 200 giorni di fondale superiore ai 2,5 metri . Tutte le previsioni sull’evoluzione del clima indicano il Nord Italia e la Pianura Padana in particolare, come una delle aree maggiormente <strong>esposte al rischio siccità</strong>. Inoltre la prevista diminuzione delle precipitazioni annue, magari concentrate in brevi periodi di tempo, non farà che aumentare il problema della carenza idrica, costringendo ad adottare politiche di risparmio già necessarie in agricoltura e che certamente <strong>comprometteranno</strong> ulteriormente la navigabilità del fiume. Se la navigabilità dell’Idrovia fosse dunque limitata praticamente a un terzo dell’anno, ne verrebbe di fatto compromessa la sua funzionalità di trasporto;</li>
</ul>
<ul>
<li>diversi studi scientifici sostengono che per evitare la risalita dal Delta dell’acqua salata di mare, occorre che il Po conservi una portata di almeno 300mc/sec. Per mantenere funzionali i circa 70 km dell’Idrovia, sarebbe necessario prelevare dal Po una portata di 50/80mc/sec, flusso che potrebbe risultare critico agli effetti dell’equilibrio ambientale.</li>
</ul>
<p align="center">
<p align="center"><strong>ritenuto che</strong></p>
<p align="center">
<ul>
<li>non vi siano garanzie di poter attrarre, in tali condizioni, investimenti privati per utilizzare il trasporto fluviale;</li>
</ul>
<p><strong>valutato che</strong><strong> </strong></p>
<p align="center">
<ul>
<li><strong>superata la complessa fase di realizzazione, con il rialzamento dei ponti, la realizzazione di nuove infrastrutture viarie, la modifica delle sponde e delle curve del canale, per trasportare 1,8 milioni di tonnellate di merci occorrerebbero 3600 transiti, ossia 10 al giorno, che diventerebbero 30 se i giorni di navigabilità fossero circa 120 come la media degli ultimi 20 anni; pertanto i dati forniti dal progetto sul volume di merce in transito appaiono inattendibili, così come le previsioni del limitato disagio sembrano del tutto opinabili;</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong>impegna il Consiglio Comunale</strong></p>
<p align="center">
<p><strong>a stralciare dalla delibera di recepimento del DUP in approvazione, le parti inerenti il Progetto denominato Idrovia ferrarese.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>GRUPPO CONSILIARE PROGETTO PER FERRARA</strong></p>
<p><strong>Cons. Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/Risoluzione-DUP-16.09.2009.pdf">Risoluzione DUP &#8211; 16.09.2009.pdf</a></em></span><strong><br />
</strong></p>
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