<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Progetto per Ferrara &#187; Risoluzione</title>
	<atom:link href="http://www.progettoperferrara.org/category/risoluzione/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.progettoperferrara.org</link>
	<description>Cambia la prospettiva</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 12:47:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Bilancio comunale 2012 &#8211; Risoluzione costi della politica</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-comunale-2012-risoluzione-costi-della-politica-2-1221.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-comunale-2012-risoluzione-costi-della-politica-2-1221.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[risoluzione costi della politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14994</guid>
		<description><![CDATA[Gruppo consigliare Progetto per Ferrara Ferrara 20/12//2011 Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara    OGGETTO: Risoluzione costi della politica     Il Consiglio Comunale di Ferrara Premesso che · la manovra di bilancio 2012, somma di quella cosiddetta “Salva Italia” del governo Monti e di quella più strettamente comunale, graverà sui cittadini ferraresi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><em><strong><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-19.gif" rel="lightbox[14994]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14995" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-19-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Gruppo consigliare Progetto per Ferrara </strong></em></span></p>
<p><strong><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ferrara 20/12//2011</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del Consiglio Comunale</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>di Ferrara</strong></span></p>
<h2> </h2>
<h5> <span style="color: #000000;"><strong>OGGETTO: Risoluzione costi della politica</strong></span></h5>
<h3> </h3>
<h3><span style="color: #000000;"><span id="more-14994"></span></span></h3>
<h2> </h2>
<h1 align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman;">Il Consiglio Comunale di Ferrara</span></strong></h1>
<h1 align="center"><strong>Premesso che</strong></h1>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">la manovra di bilancio 2012, somma di quella cosiddetta “Salva Italia” del governo Monti e di quella più strettamente comunale, <strong>graverà sui cittadini ferraresi per 33,9 milioni</strong> di euro, di maggior prelievo rispetto all’anno precedente; </span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">essa si abbatte su <strong>pensionati, famiglie, imprese, tassando casa, attività produttive, benzina e consumi</strong>. Mentre nessun colpo è stato assestato, contestualmente, da chi governa, ai costi della politica, agli evasori, ai grandi patrimoni, agli armamenti militari e alla finanza internazionale, massima responsabile della crisi planetaria;</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">la nuova IMU è un vero e proprio salasso per <strong>tutti i proprietari di immobili</strong> (prime e seconde case, negozi, stabilimenti, laboratori, terreni), pari a poco meno di un quarto dell’intero debito comunale, concentrato in un solo anno. <strong>Saranno tassate le prime case, mentre per le seconde raddoppierà l’imposta</strong>;</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">per chiedere <strong>con dignità</strong> sacrifici ai cittadini, la classe politica <strong>deve dare per prima l’esempio</strong>: 1) amministrando bene le comunità che l’hanno eletta; 2) tagliando retribuzioni, indennità ed ogni altro compenso al personale politico eletto o nominato; 3) tagliando i costi di funzionamento e/o di finanziamento pubblico alle attività politiche istituzionali e/o di partito;</span></li>
</ul>
<p align="center"><span style="font-size: small;"><strong>Rinuncia</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>con decorrenza 1.1.2012, a gettoni, rimborsi, indennità a qualsiasi titolo riconosciuti <span style="text-decoration: underline;">ai consiglieri comunali;</span></strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-size: small;"><strong>Impegna il sindaco e la Giunta</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>a decurtare del 50%, con decorrenza 1.1.2012, retribuzioni, indennità, rimborsi a qualsiasi titolo riconosciuti a sindaco, <span style="text-decoration: underline;">assessori e nominati</span>, di competenza del sindaco, nelle società, istituzioni, fondazioni, aziende di proprietà del Comune;</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>ad azzerare, con decorrenza 1.1.2012, i compensi dei <span style="text-decoration: underline;">presidenti di circoscrizione,</span> come è già avvenuto con norma statale per i consiglieri, con la sola eccezione dei presidenti che al momento della nomina fossero senza lavoro e/o pensione e che tuttora ne siano privi;</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>ad azzerare, nel triennio 2012-2014, il finanziamento del fondo di retribuzione di risultato per i <span style="text-decoration: underline;">dirigenti comunali</span> e delle società, istituzioni, fondazioni di proprietà del Comune;</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>ad azzerare, nel triennio 2012-2014, il finanziamento del <span style="text-decoration: underline;">fondo destinato ai gruppi consiliari</span>;</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>a concentrare con decorrenza 1.1.2012, in <span style="text-decoration: underline;">unica segreteria dei gruppi consiliari</span> composta da non più di due persone, tutti i compiti oggi assegnati alle/ai segretarie/i di gruppo, reimpiegando in altri settori comunali il personale che si libera. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>a destinare i risparmi complessivamente ottenuti (stimabili in mezzo milione di euro) <span style="text-decoration: underline;">alla riduzione equivalente dell’aumento dell’addizionale Irpef,</span> per le fasce di reddito più basse, iniziando dall’ultima (la più bassa).</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>a pubblicare nel sito del Comune i gettoni, i rimborsi, le indennità a qualsiasi titolo riconosciuti a Sindaco, Assessori, Consiglieri, Presidenti di circoscrizione, Nominati di competenza del sindaco nelle società, istituzioni, fondazioni, aziende di proprietà del Comune, Consulenti esterni;</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>a pubblicare l’elenco delle ditte che agiscono in nome e per conto del Comune, con relativi corrispettivi pagati per la fornitura di beni o servizi, aggiornati con frequenza mensile.</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">Valentino Tavolazzi</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Consigliere comunale Progetto per Ferrara</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-comunale-2012-risoluzione-costi-della-politica-2-1221.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio comunale 2012 &#8211; Risoluzione Cosap passi carrai</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-cosap-passi-carrai-1221.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-cosap-passi-carrai-1221.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[erisoluzione passi carrai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14987</guid>
		<description><![CDATA[ Gruppo consigliare Progetto per Ferrara &#160; Ferrara 20/12//2011  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara &#160; OGGETTO: Risoluzione Cosap passi carrai a raso   Il Consiglio Comunale di Ferrara   Premesso che   ·  il Cosap include la tassa richiesta ai proprietari di passi carrai a raso, per i quali non è stata richiesta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-18.gif" rel="lightbox[14987]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14988" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-18-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><em><strong>Gruppo consigliare Progetto per Ferrara </strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Ferrara 20/12//2011</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Consiglio Comunale di Ferrara</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: small;">OGGETTO: Risoluzione Cosap passi carrai a raso</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> <span id="more-14987"></span></span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Il Consiglio Comunale di Ferrara</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Premesso che</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>il Cosap <strong>include</strong> la tassa richiesta ai proprietari di <strong>passi carrai a raso,</strong> per i quali non è stata richiesta la concessione del divieto di sosta;</span></li>
</ul>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>in <strong>data 23.3.11</strong>, il Consiglio Comunale <strong><span style="text-decoration: underline;">ha approvato all’unanimità</span></strong> una risoluzione Ppf, in merito alla soppressione del Cosap per i passi carrai a raso, argomento oggetto di grande attenzione da parte dei cittadini e assai controverso sul piano giuridico;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> una recente sentenza <strong>ha accolto le ragioni del cittadino ricorrente contro il Comune</strong>; </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> l’applicazione del canone <strong>non è obbligatoria</strong> per il Comune, al contrario è facoltativa. Pertanto la scelta di applicare il Cosap ai passi carrai a raso, i cui proprietari non abbiano richiesto l’autorizzazione al divieto di sosta, <strong>è politica.</strong> Alcune Amministrazioni vi hanno rinunciato;<strong></strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Impegna il Sindaco e la Giunta</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>ad apportare le necessarie modifiche al Regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico, da sottoporre al consiglio comunale dopo istruttoria in apposita commissione, allo scopo di sopprimere la tassazione agli accessi a raso non classificabili passi carrabili ai sensi dell’articolo 44 del decreto legislativo n. 507/1993, per i quali non sia stata richiesta, da parte dei proprietari, la concessione di divieto di sosta. </strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">   Valentino Tavolazzi</span></strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale</strong><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-cosap-passi-carrai-1221.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio comunale 2012 &#8211; Risoluzione teleriscaldamento Hera</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-teleriscaldamento-hera-1221.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-teleriscaldamento-hera-1221.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione teleriscaldamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14981</guid>
		<description><![CDATA[ Gruppo consigliare Progetto per Ferrara &#160; Ferrara 19/12//2011  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara    OGGETTO: Risoluzione teleriscaldamento Hera Il Consiglio Comunale di Ferrara   Premesso che   ·  l’affidamento del servizio di TLR è regolato dal contratto di servizio del 2002 tra Comune e Agea, integralmente passato ad Hera con le modifiche societarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-17.gif" rel="lightbox[14981]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14982" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-17-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><em><strong>Gruppo consigliare Progetto per Ferrara </strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Ferrara 19/12//2011</span></strong></p>
<p> <span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Consiglio Comunale </strong></span><strong><span style="font-size: small;">di Ferrara</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h2><span style="font-size: small;"> OGGETTO: Risoluzione teleriscaldamento Hera</span></h2>
<h2><span style="font-size: small;"><span id="more-14981"></span></span></h2>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Il Consig</span></strong><strong><span style="font-size: small;">lio Comunale di Ferrara</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Premesso che</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> l’affidamento del servizio di TLR è regolato dal contratto di servizio del 2002 tra Comune e Agea, integralmente passato ad Hera con le modifiche societarie nel 2005. Esso richiama i principi di qualità e sicurezza del servizio e l’obbiettivo di un costante miglioramento dello stesso, attraverso <strong>“meccanismi di monitoraggio che coinvolgano anche i clienti/utilizzatori”.</strong><br />
Il Regolamento per la distribuzione del calore (approvato dal Consiglio Comunale nel 2000), per quanto riguarda la tariffazione, riprende una delibera del Consiglio Comunale del 1990.<br />
In seguito a considerevoli aumenti di tariffa, nel 2007 la Giunta istituì un tavolo di confronto tecnico tra Comune ed Hera, al fine di verificare il calcolo della tariffa e discuterne i criteri. In quella sede emersero alcune criticità. In particolare il parametro “K”, che incide sostanzialmente sulla tariffa e non è soggetto a valutazioni condivise con il Comune. In altri termini si ravvisò la necessità di giungere ad una maggiore condivisione e trasparenza della tariffa. Nessun fatto seguì alle parole;  </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> per riscaldare l’acqua del Tlr due centrali termiche bruciano gas naturale per circa 4850 ore/anno (dato medio Hera 2007-2018); la centrale termica <strong>A </strong>è composta da quattro caldaie, di cui due da 14 MWt e due da 7 MWt; la centrale termica <strong>B</strong>, più recente, è composta da tre caldaie da 14 MWt; <strong>per un totale di 84MWt</strong> (84 mila KW, equivalenti ad <strong>oltre 3 mila caldaie da appartamento</strong>;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Hera non ha mai fornito <strong>studi sulla salubrità del “sistema” teleriscaldamento e sulla sua economicità</strong>, né comparazioni con sistemi a riscaldamento distribuito, con caldaie singole a gas a condensazione, rispetto ai quali il teleriscaldamento viene proposto in alternativa; Hera altresì non ha mai prodotto studi sulla dispersione termica dell’impianto (perdite di calore da conduzione, da convezione e da perdite d’acqua calda), che<strong> peggiora significativamente il rapporto tra energia prodotta, da cui deriva l’inquinamento (caldaie + inceneritore), ed energia fruita nelle abitazioni, penalizzando il rendimento energetico del sistema;</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> non esiste a Ferrara<strong> un regolamento Comune-Hera sul servizio teleriscaldamento, sul calcolo e l’applicazione delle tariffe</strong>, <strong>né una procedura di controllo, </strong>che consenta all’ente, nell’interesse dei cittadini, di <strong>verificare i costi di gestione del servizio sostenuti da Hera</strong>, i margini di profitto derivanti dall’applicazione del sistema tariffario vigente e gli <strong>eventuali spazi di riduzione della tariffa;</strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <strong><span style="font-size: small;"> la tariffa del servizio Tlr non è soggetta a controlli da parte di alcuna Authority, né da parte dell’Ato;</span></strong></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>Hera riconosce <strong>un bonus Tlr per le famiglie economicamente svantaggiate</strong> in molti Comuni serviti (es. Cesena, Bologna), bonus quanto meno poco conosciuto a Ferrara;</span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>nessuna risposta </strong>è mai giunta dal Comune e da Hera ai quesiti posti da numerosi cittadini, anche a mezzo stampa locale, in merito agli <strong>aumenti </strong>delle tariffe del Tlr. A titolo di esempio si riporta il caso di un condominio che ha inviato ai giornali ed <strong>al sindaco</strong> gli importi delle bollette ricevute da Hera. La spesa sostenuta per il teleriscaldamento nel 2008 era stata di  <strong>€ 25.105,77 a fronte di un consumo di 238.685 Kwh</strong> (termici),  da cui deriva un prezzo a Kwh di <strong>0,105 €.</strong> Nel 2007 il consumo era stato di Kwh 281.614  (42.929 in più del 2008) con una spesa di € 15.911,16 ed un prezzo per Kwh pari a <strong>€ 0,0565</strong>.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Hera dichiara che “la tariffa è tale da rendere <strong>equiparabile il costo</strong> del servizio teleriscaldamento alla spesa che sarebbe sostenuta dall’utente utilizzando il gas metano, tenendo conto, nelle valutazioni economiche, anche dei costi aggiuntivi per la manutenzione annuale, le verifiche periodiche, e l’onere di ammortamento per sostituzione caldaia, che sono evitati dagli utenti allacciati alla rete Teleriscaldamento”; <strong>l’azienda reclamizza vantaggi economici del Tlr, rispetto al gas, quantificati nel 9% circa;</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> tra <strong>Hera ed il Comune di Cesena esiste un Accordo sottoscritto il 31 maggio 2007</strong> che regola la tariffa del servizio Tlr praticata ai clienti; l’art. 12.1 la commisura al prezzo del combustibile di riferimento (gas metano), considerando in tariffa anche la valorizzazione dei servizi aggiuntivi forniti col Tlr (pronto intervento, minori oneri per controlli e manutenzioni, minori oneri per acquisto e gestione caldaie, ecc.); il citato art. 12.1 dell’accordo stabilisce che <strong>“il prezzo applicato all’utenza per l’erogazione del servizio di TLR è competitivo rispetto al sistema tradizionale (fornitura diretta di gas metano)”;</strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> dubbi sulla congruità delle tariffe del teleriscaldamento erano sorti <strong>nel consiglio comunale di Cesena</strong>, in occasione della discussione del piano di sviluppo dell’azienda. Il quadro comparativo proposto dalla società per dimostrare la convenienza del Tlr rispetto al gas metano, dichiarato pari al 9% circa, <strong>è stato contestato per i parametri utilizzati nel confronto</strong>: consumi stimati <strong>troppo alti</strong> per appartamento; rendimento caldaia stimato al <strong>75%,</strong> quando in commercio ne esistono con rendimenti <strong>90% e oltre</strong>; <strong>costi di manutenzione doppi</strong> rispetto ai reali. Hera avrebbe pure “dimenticato” il costo di allacciamento, <strong>molto elevato</strong>, e sottostimato i costi del <strong>boiler aggiuntivo</strong> per l’acqua sanitaria. Parametri più realistici avrebbero portato, per un condominio di 20 appartamenti di circa 80 mq ciascuno, <strong>ad un costo del Tlr assai più alto </strong>di quello del metano; da controlli fatti dal Comune di Cesena nel quartiere dell’ex Zuccherificio è emerso che il costo medio del riscaldamento a gas pari a 8,5 euro al mq, con il Tlr era salito a quasi 13 euro;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> tra il <strong>Comune di Imola ed HERA</strong> è stata stipulata una Convenzione nel dicembre 2006. Il Rab locale, dopo una verifica sulle tariffe praticate per il Tlr, ha proposto che HERA ed Amministrazione Comunale attivino, come previsto dalla Carta dei Servizi, un tavolo di confronto permanente, coinvolgendo le associazioni dei consumatori, per una verifica del rispetto dei parametri di qualità previsti dalla Carta dei Servizi, dell’allineamento della tariffa al gas e dell’evoluzione degli elementi che influenzano la comparazione dei costi (costo caldaie, durata, rendimento, obblighi normativi ….). </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">i residenti di <strong>Casalecchio</strong> (Bologna), clienti di Hera, hanno in corso con la società un confronto sulla bolletta che anno dopo anno, a parità di consumi, è stata soggetta ad una crescita esponenziale. Un apposito gruppo di lavoro ha raccolto e analizzato le bollette degli ultimi anni relative alle diverse tipologie di impianto/contratto presenti nel territorio, confrontandole con altri impianti di teleriscaldamento, impianti centralizzati e impianti autonomi. Il risparmio economico del teleriscaldamento è risultato praticamente nullo. Anzi, tenendo conto di tutte le voci di costo il teleriscaldamento, a parità di consumi e applicando la stessa aliquota IVA, è risultato costare circa il 10% in più di un impianto autonomo ed essere più costoso anche di altri impianti di teleriscaldamento Hera;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> il <strong>Comune di Reggio Emilia</strong> ha istituito una commissione ad hoc per verificare costi e tariffe praticate dal gestore del teleriscaldamento, mentre l’Acer sta verificando le ricadute favorevoli per la clientela, derivanti dagli interventi di adeguamento degli edifici finalizzati al risparmio energetico; </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">Il <strong>Movimento Difesa del Cittadino di Piacenza</strong>, dopo l’inutile appello a Enia, ha inviato un esposto all’Antitrust, ravvisando nelle condizioni di fornitura del servizio di teleriscaldamento, profili tali da fuorviare le scelte economiche degli utenti. “I contratti sono stati sottoscritti poiché il gestore prometteva di ragguagliare il prezzo finale al costo complessivo sostenuto per produrre calore da gas metano. Ora invece, tanti vorrebbero staccarsi dal nuovo impianto, ritenendo più conveniente installare una caldaia a condensazione, ma non è facile”. Da oltre un anno il movimento lamenta incrementi tariffari di oltre il 20 % nel passaggio da metano a teleriscaldamento.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>l’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma</strong> sostiene da tempo che il teleriscaldamento non convince sotto il profilo tariffario, oltre che sanitario. A Parma la gestione monopolistica del teleriscaldamento da parte di Enia, legherebbe con un filo doppio, secondo l’associazione, i clienti all’azienda. Le tariffe Tlr sarebbero riferite a rendimenti superati dai nuovi impianti a gas a condensazione, che consentirebbero costi inferiori alle tariffe praticate da Enia.<br />
Il contratto con Enia, praticamente toglierebbe la possibilità di cambiare sistema, poiché la caldaia viene smontata. Infine, dal 2012, il teleriscaldamento verrà alimentato dall’inceneritore che brucia un combustibile sporco per antonomasia come il rifiuto;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> il <strong>Comitato Teleriscaldamento di Rimini</strong> è attivo da anni nei confronti del Comune in merito alle tariffe del teleriscaldamento praticate dal gestore SGR</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> la tariffa monomia del Tlr uso residenziale praticata da Hera a Ferrara è di <strong>0,108485 euro/kWh</strong>, mentre il nolo del contatore è di <strong>26,64 euro/cliente/anno fino alla potenza di 23 kW</strong> e di <strong>34,68 euro/cliente/anno per una potenza superiore; </strong>a tutti i clienti è concesso uno sconto fiscale di 0,025823 euro/kWh;<strong> </strong>la formula adottata da Hera per il calcolo della tariffa monomia è</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Pm = K1 * K2 * <span style="text-decoration: underline;">Tm gas</span> * 860 * C</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">         Pci * n</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">dove <strong>K1, K2</strong> <strong>sono coefficienti moltiplicativi “di perequazione”</strong>, inseriti nella formula per tener conto dell’incidenza dei costi evitati dall’utente teleriscaldamento rispetto all’utente gas (manutenzione e conduzione caldaie, ammortamento impianto, controllo fumi ….) e rendere quindi equivalenti i costi finali dei due diversi servizi (i valori attuali di questi due parametri sono rispettivamente <strong>1,10</strong> e <strong>1,05</strong>); <strong>Tm gas</strong> <strong>è il prezzo medio del gas metano</strong> (consumo annuo di riferimento assunto pari a 1.500 stmc) nel bacino tariffario di riferimento; <strong>Pci</strong> <strong>è il potere calorifico inferiore del gas </strong>(8.250 kcal/smc); <strong>n</strong> <strong>rendimento medio stagionale di una caldaia a gas</strong> per riscaldamento e produzione di acqua sanitaria (assunto <strong>pari a 80%</strong>); <strong>860 </strong>è il<strong> </strong>fattore di conversione da Kcal a KWh; <strong>C coefficiente adeguamento IVA</strong>, che tiene conto dei diversi regimi Iva che ci sono tra Tlr e gas metano (si assume pari a <strong>1,091</strong> per i consumi ad uso domestico che hanno IVA agevolata al 10%, e pari a <strong>1</strong> per consumi ad uso non domestico e domestico che hanno aliquota IVA “piena” al 20%).</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> la tariffa applicata dalla <strong>AGST (Alto Garda Servizi)</strong> per il teleriscaldamento ad uso domestico, dopo lo sconto fiscale, varia da un minimo di <strong>0,04557931 euro/kWh</strong> ad un massimo di <strong>0,06767010 euro/kWh</strong> (in funzione dei consumi), <strong>valori assai più ridotti di quelli praticati da Hera a Ferrara</strong>; il prezzo praticato da AGST è determinato in base alle linee guida dell&#8217;Associazione Italiana Riscaldamento Urbano (A.I.R.U.) con la formula già citata, ma in questo caso K1 è uguale a 1. </span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>La tariffa monomia Tlr per uso residenziale applicata da<strong> AGAM (Lombardia) è pari a 0,088654 euro/kWh, prezzo inferiore a quello praticato da Hera a Ferrara;</strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>L’AIM di Vicenza</strong> pratica tariffe residenziali per il Tlr che vanno da un minimo di <strong>0,081700  euro/kWh ad un massimo di 0,089672, </strong>valori ancora una volta <strong>inferiori</strong> a quelli praticati da Hera;</span></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h1 align="center"><strong>Ritenuto che</strong></h1>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> in assenza di controlli sulle tariffe e sulla qualità del servizio da parte di Authority o di Ato, nei confronti del gestore del servizio teleriscaldamento, che vanta una <strong>posizione di mercato monopolistica e contrattualmente sbilanciata a suo vantaggio</strong>, l’amministrazione comunale non possa limitarsi ad incassare da Hera il canone di concessione del servizio, ma debba esercitare una funzione di controllo sulle modalità di erogazione del medesimo, a tutela degli interessi dei cittadini clienti;  </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Preso atto che</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> nonostante <strong>l’approvazione all’unanimità</strong> della risoluzione teleriscaldamento, avvenuta in consiglio comunale in data 23.3.11, <strong><span style="text-decoration: underline;">nessuna iniziativa, a nostra conoscenza, è stata avviata dalla giunta al riguardo, così come gli impegni contenuti nella delibera consiliare risultano totalmente disattesi; </span></strong></span></li>
</ul>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Impegna il Sindaco e la Giunta a </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>predisporre entro il 31.1.2012 <strong><span style="text-decoration: underline;">il regolamento del servizio teleriscaldamento ed il piano tariffario</span></strong>, in analogia con quanto avviene per il sistema idrico integrato da parte dell’Ato, rivedendo i <strong>meccanismi di calcolo della tariffa </strong>e del <strong>suo adeguamento</strong> al variare dei parametri utilizzati, coinvolgendo i rappresentanti dei grandi complessi residenziali serviti e le associazioni dei consumatori; assicurare da parte del Comune <strong>le funzioni di “regolatore”</strong> del servizio a tutela degli interessi dei cittadini;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> garantire che il calcolo della tariffa preveda la detrazione della <strong>componente di energia fornita dall’incenerimento dei rifiuti, già pagata con la Tia.</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> istituire un <strong>price cap,</strong> <strong>che limiti gli aumenti della tariffa</strong> ricalcolata come sopra, negli anni successivi, in base all’andamento dell’inflazione; fissare una <strong>temperatura di esercizio standard</strong> dell’acqua calda fornita alle utenze; assicurare il <strong>controllo periodico</strong> di detta temperatura, poiché valori al disotto dello standard contrattuale, determinano un aumento dei consumi volumetrici (e delle bollette) a parità di temperatura interna all’appartamento prevista per legge, <strong>temperatura che potrebbe anche non essere mai raggiunta;</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>subordinare qualsiasi progetto di espansione</strong> della rete del teleriscaldamento a Ferrara, allo <strong>studio comparativo</strong> con altri sistemi di riscaldamento urbano, sotto il profilo economico e finanziario, dell’affidabilità del servizio, dell’efficienza energetica, dell’effettivo utilizzo di fonti geotermiche, della protezione dell’ambiente e della salute, dell’impatto sulle altre reti di servizi pubblici e sul sistema stradale, della dipendenza dalle politiche di gestione dei rifiuti, dell’entità degli investimenti pubblici richiesti, dell’equità del sistema tariffario, <strong>della possibilità di scelta dell’operatore da parte dell’utente e quindi della libertà di recesso e di libera concorrenza nel mercato;</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> di mettere tale studio a disposizione dei consiglieri comunali e dei cittadini, prima di adottare qualsiasi decisione in merito a nuove espansioni, <strong>dando la possibilità alla cittadinanza ed ai soggetti portatori di interessi, di presentare osservazioni entro i termini stabiliti per le valutazioni di impatto ambientale. </strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">      Valentino Tavolazzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Consigliere comunale Progetto per Ferrara </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-teleriscaldamento-hera-1221.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio comunale 2012- Risoluzione derivato Dexia</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-derivato-dexia-1221.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-derivato-dexia-1221.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione bilamcio 2012]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14975</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Gruppo consigliare Progetto per Ferrara  Ferrara 20/12//2011 Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara   OGGETTO: Risoluzione derivato Dexia   Il Consiglio Comunale di Ferrara   Premesso che · in data 2.5.11 Progetto per Ferrara aveva presentato in consiglio comunale l’ennesima risoluzione che impegnava il sindaco e la giunta a chiudere immediatamente il derivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-16.gif" rel="lightbox[14975]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14978" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/Senza-titolo-16-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>Gruppo consigliare Progetto per Ferrara <strong></strong></em></p>
<p> Ferrara 20/12//2011</p>
<p>Al Presidente del Consiglio Comunale</p>
<p>di Ferrara</p>
<h2> </h2>
<p>OGGETTO: Risoluzione derivato Dexia</p>
<p><span id="more-14975"></span></p>
<p align="center"> </p>
<h1 align="center"><strong>Il Consiglio Comunale di Ferrara</strong></h1>
<h1 align="center"> </h1>
<h1 align="center"><strong>Premesso che</strong></h1>
<ul>
<li>· <strong>in data</strong> <strong>2.5.11</strong> <strong>Progetto per Ferrara</strong> aveva presentato in consiglio comunale l’ennesima risoluzione che impegnava il sindaco e la giunta a chiudere immediatamente il derivato Dexia e che contro di essa, avevano votato Pd ed alleati, mentre i gruppi di opposizione avevano votato a favore;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· analoga proposta di chiusura anticipata del derivato era stata formalmente avanzata in consiglio comunale con una <strong>risoluzione in data</strong> <strong>28.9.09</strong>, a favore della quale avevano votato tutti i gruppi di opposizione;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· alla citata risoluzione, erano seguiti in data <strong>4.2.10</strong> <strong>un emendamento Ppf </strong>al bilancio preventivo 2010, bocciato dalla sola maggioranza e in data <strong>23.3.11 un emendamento Ppf </strong>al bilancio preventivo 2011, di nuovo bocciato dalla maggioranza e dal gruppo Prc/Pdci;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· il contratto derivato Dexia comporta per il 2011 un <strong>flusso negativo</strong> calcolato dalla giunta in <strong>529 mila </strong>euro nel primo semestre e <strong>414 mila euro </strong>nel secondo, per un totale anno di <strong>943 mila </strong>euro;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· il medesimo contratto aveva prodotto nel 2010 un <strong>flusso negativo</strong> di <strong>1,2 milioni</strong> di euro;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· l’emorragia prevista dalla giunta per il 2012 si attesta a <strong>767 mila</strong> euro;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· il risultato negativo dell’operazione, a partire dalla sua accensione, ammonta a <strong>-807 mila </strong>euro a tutto il 2011 e, in assenza di risoluzione anticipata, a <strong>-1,6 milioni</strong> di euro a tutto il 2012;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· la diminuzione in atto del tasso di riferimento del derivato (euribor sei mesi) <strong>penalizza il Comune</strong> ed avvantaggia la banca;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>· In data <strong>28.10.08</strong> Ppf aveva dichiarato pubblicamente: <strong><em>“Anche se nessuno può prevedere come si muoverà l’euribor nel lungo periodo, è facile capire che la nuova soglia-rischio del 4,24%, invece del 2,85% in vigore fino al 31.12.09, è assai più pericolosa per l’Ente. Questo infatti dovrà pagare alla banca, fino al 2019, il tasso fisso del 4,14% sul debito sottostante, se l’euribor sarà inferiore o uguale al floor 4,24%. Le dichiarazioni positive di Polastri dei giorni scorsi, riguardo al presunto utile dell’operazione, si basano su una previsione fino al 2019 di tassi superiori alla soglia del 4,24%. Una aspettativa tanto ottimistica quanto poco prudente. Il milione mezzo di euro incassati tra il 2002 ed il 2003, spacciati per “utile” da Polastri, sono tutt’altro che certi e definitivi.”;</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· in data <strong>7.4.09 </strong>Ppf aveva dichiarato pubblicamente <strong><em>“Coraggio Polastri, chiudi quel contratto nell’interesse dei cittadini”;</em></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· in data <strong>16.9.09</strong> l’assessore al bilancio Roberto Polastri aveva dichiarato in commissione che <strong><em>“nessun negoziato con la controparte è mai stato avviato, in merito alla possibile ristrutturazione o estinzione dello swap” e che “Non ci sono i presupposti per aprire un negoziato con Dexia Crediop riguardo allo swap”; </em></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· in data <strong>17.9.09</strong> Ppf aveva dichiarato pubblicamente <strong><em>“quel contratto ragionevolmente perderà nel 2010 qualcosa come un milione di euro.”</em></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· in data <strong>30.11.09</strong> Ppf aveva dichiarato pubblicamente che<em> <strong>“occorre chiudere la falla del derivato Dexia Crediop (un milione di perdita prevista nel 2010)”</strong></em> anche perché i flussi negativi pagati regolarmente alla banca a partire dal 2009, stavano sottraendo risorse alla chiusura del derivato;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· il <strong>15.2.10</strong> Ppf aveva pubblicamente dichiarato: <strong><em>“Nel 2010 lo strumento finanziario a rischio costerà alla collettività ferrarese 1,1 milioni di euro”.</em></strong> <strong>I fatti si sono incaricati di darci ragione</strong>;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· ciò nonostante, durante la discussione di bilancio preventivo nel <strong>marzo 2011,</strong> la giunta, per bocca del nuovo assessore al bilancio Luigi Marattin, persisteva “con rinnovato approccio” nel sostenere che i tassi erano in movimento, e che <strong><em>pertanto nessuno poteva fare previsioni</em></strong>. L’assessore inoltre se la prendeva con i <strong><em>“piccoli gruppi, in cerca di visibilità, che non dovrebbero impartire lezioni, tantomeno spacciare per competenza tecnica il desiderio di attirare l’attenzione”. </em></strong>E con tenacia, tanto diabolica, quanto politicamente ed economicamente dannosa per i cittadini, definiva <strong><em>“falsità”</em></strong> le dichiarazioni di Progetto per Ferrara, che in quel momento aveva la colpa di stimare la perdita complessiva del derivato al 30.6.2011<strong><em>, in circa 400 mila euro</em>. E ancora una volta i fatti si sono incaricati di darci ragione</strong><strong>;</strong><strong></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· nello stesso periodo, esattamente in data <strong>24.3.11</strong>, Progetto per Ferrara aveva pubblicamente dichiarato: <strong><em>“Il Comune nel 2010 ha speso 1,2 milioni di euro, più di quanto previsto da Ppf. Nel primo semestre 2011 pagherà un altro mezzo milione e prevediamo almeno 3-400 mila euro nel secondo semestre. A fine anno, da quando è stato acceso il derivato Dexia, definito dal Pdl una “porcata”, sarà in perdita totale di 7-800 mila euro”</em></strong>. E ancora una volta i fatti si sono incaricati di darci ragione;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· ciò nonostante, ancora <strong>nel luglio 2011</strong>, la giunta per bocca dell’assessore al bilancio Luigi Marattin, in omaggio ad una nuova politica improntata alla verità ed alla trasparenza<strong><em> </em></strong>dichiarava pubblicamente: <strong><em>“l’unica verità inconfutabile è che al 31/12/2010 il derivato ha fornito ai cittadini ferraresi vantaggi complessivi per quasi 135.000 euro”</em></strong>; <strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>impegna il sindaco e la giunta</strong></p>
<p align="center"> </p>
<ul>
<li>· <strong>a risolvere immediatamente il derivato, alle migliori condizioni possibili, utilizzando risorse provenienti dalla alienazione di patrimonio (immobili, partecipazioni) per l’importo necessario.</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· <strong>a destinare le risorse indicate a bilancio 2012, per il pagamento dei flussi negativi previsti (pari a circa 767 mila euro), alla riduzione equivalente dell’aumento dell’addizionale Irpef, per le fasce di reddito più basse, iniziando dall’ultima (la più bassa).</strong></li>
</ul>
<p> Valentino Tavolazzi</p>
<p>Consigliere comunale Progetto per Ferrara</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-risoluzione-derivato-dexia-1221.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione patto di sindacato Hera</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-patto-di-sindacato-hera-1128.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-patto-di-sindacato-hera-1128.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 13:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14779</guid>
		<description><![CDATA[Ferrara 28/11//2011  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara     &#160; &#160; OGGETTO: Risoluzione patto di sindacato Hera   Premesso che       ·  la relazione del 2009 dell’Associazione nazionale autorità ed enti di ambito (ANEA), intitolata “I servizi idrici a 15 anni dalla riforma” segnalava il “conflitto di interessi che sorge nel caso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Senza-titolo-23.jpg" rel="lightbox[14779]" title="Senza-titolo-2"><img class="alignleft size-full wp-image-14780" title="Senza-titolo-2" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Senza-titolo-23.jpg" alt="" width="166" height="142" /></a>Ferrara 28/11//2011</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Consiglio Comunale </strong></span><strong><span style="font-size: small;">di Ferrara</span></strong></p>
<h4> </h4>
<h4> </h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span style="font-size: small;">OGGETTO: Risoluzione patto di sindacato Hera</span></strong></h2>
<h4><strong><span style="font-size: small;"><span id="more-14779"></span></span></strong></h4>
<h4> </h4>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Premesso che</span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> la relazione del 2009 <strong>dell’Associazione nazionale autorità ed enti di ambito (ANEA)</strong>, intitolata “I servizi idrici a 15 anni dalla riforma” segnalava il <strong>“</strong><strong><em>conflitto di interessi</em></strong><strong> che sorge nel caso di affidamento diretto a società interamente pubblica o mista. </strong><strong><em>Gli ATO sono infatti espressione diretta dei Comuni</em></strong><strong>, </strong><strong><em>che provvedono a nominarne gli amministratori e ne approvano e condizionano le decisioni</em></strong><strong>. </strong><strong><em>Gli stessi Comuni poi sono anche soci del gestore</em></strong><strong>, nelle cui vesti tendono ovviamente a rappresentarne gli interessi. </strong><strong>In queste circostanze, l’attività di regolazione degli ATO non può essere svolta con la sufficiente indipendenza. </strong><strong>Tale assenza di indipendenza è particolarmente critica e rischia di compromettere l’intera attività di regolazione. </strong><strong><em>Il “cortocircuito istituzionale” che si viene a creare amplifica le probabilità di “cattura” del regolatore, sia da parte dei politici che da parte del gestore,</em></strong><strong> </strong><strong><em>a danno degli utenti.”</em></strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Gli assetti aziendali tipici delle principali multiutilties, <strong>creano una </strong><strong>situazione conflittuale</strong><strong> </strong><strong>per l’ente pubblico</strong>, che da un lato è chiamato a <strong>garantire gli interessi dei cittadini</strong> e della collettività (tariffe basse, qualità dei servizi alta) e dall’altro, come <strong>socio e proprietario di azioni </strong>della spa che gestisce i servizi, <strong>trae vantaggio dalle decisioni aziendali (aumento tariffe, tagli ai costi dei servizi) che possono danneggiare i cittadini</strong>, ma procurano un aumento dei dividendi e del valore delle azioni in Borsa; nella sostanza gli utili delle multiutilities servono prioritariamente per remunerare il capitale degli investitori pubblici e privati, a scapito del miglioramento dei servizi e della riduzione delle tariffe.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> <strong>A Ferrara sono stati </strong><strong>svenduti</strong> <strong>ad Hera pezzi importanti dei beni comuni dei ferraresi,</strong><strong> </strong><strong>non garantendo</strong><strong> </strong><strong>al tempo stesso il controllo, la qualità e la competitività delle tariffe dei servizi erogati; </strong>al contrario quelle scelte hanno consentito all’azienda di attuare <strong>politiche aziendali contrarie all’interesse dei cittadini</strong><strong> (basti citare lo sviluppo dell’incenerimento dei rifiuti</strong>, pratica dannosa per l’ambiente e la salute), non portatrici di nuovi posti di lavoro, ed inoltre di rafforzare la <strong>propria posizione dominante nei servizi del gas, dell’acqua e della pubblica illuminazione.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Tale situazione anomala, <strong>nella quale </strong><strong>chi dovrebbe essere indirizzato e controllato, in realtà decide le scelte nei servizi pubblici e le attua</strong>, ha affossato per decenni politiche virtuose di riduzione dei rifiuti, di raccolta differenziata porta a porta, di riciclo e riuso dei materiali, di risparmio energetico, di creazione di nuove attività ed aziende operanti nei settori suddetti e del conseguente incremento dell’occupazione per migliaia di nuovi posti che sarebbero stati creati dallo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nella <strong>green economy</strong>.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> La posizione dominante di Hera, <strong>le ha consentito di assumere</strong><strong> </strong><strong>iniziative arroganti</strong><strong> </strong><strong>nei confronti delle istituzioni,</strong> detentrici di quote di capitale azionario della società e concessionarie dei servizi pubblici ad essa affidati; al punto tale che <strong>l’azienda ha trascinato nei tribunali</strong> non solo semplici cittadini ferraresi, ma anche le stesse istituzioni, allo scopo di realizzare obbiettivi economici ed imprenditoriali palesemente in contrasto con l’interesse dei cittadini: <strong>nel</strong><strong> </strong><strong>2004</strong> <strong>ha querelato e citato in giudizio per danni, uscendone soccombente, il sottoscritto, </strong>per gli interventi sulla stampa contro le emissioni <strong>dell’inceneritore di via Conchetta</strong>, poi chiuso nel 2005; <strong>nel</strong><strong> </strong><strong>2007</strong> <strong>ha trascinato innanzi al TAR Comune e Provincia</strong> per modificare l’AIA dell’inceneritore triplicato di via Diana, ventilando una causa per il risarcimento di danni ingenti, <strong>anche contro singoli cittadini</strong>; <strong>Hera ha poi presentato</strong><strong> </strong><strong>un nuovo ricorso innanzi al TAR</strong><strong> </strong><strong>per aumentare i volumi dei rifiuti destinati all’incenerimento nell’impianto di via Diana</strong>; <strong>nell’agosto del</strong><strong> </strong><strong>2009</strong><strong> </strong><strong>ha smantellato il </strong><strong>laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro</strong>, in aperto contrasto con le determinazioni precedentemente, e più volte, assunte da Comune e Provincia; <strong>nel periodo tra il 2008 ed il 2012 ha preteso ed ottenuto </strong><strong>aumenti delle tariffe del servizio idrico</strong><strong> </strong><strong>mediamente del</strong><strong> </strong><strong>5% annuo</strong>, con un costo per i cittadini tra i più elevati nel paese ed una qualità dell’acqua ritenuta, da associazioni terze, tra le peggiori; <strong>anche la Tia ha subito negli anni numerosi aumenti</strong> e, in base a studi terzi, si colloca tra le più alte nel paese.<strong></strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> La riorganizzazione della Holding negli ultimi anni <strong>ha accentuato la centralizzazione della gestione</strong>, principale causa del disservizio avvertito da tanti concittadini<strong> e fortemente ridotto la </strong><strong>possibilità di esercitare da parte delle comunità territoriali un ruolo di indirizzo e controllo</strong><strong> sull’erogazione dei servizi pubblici da parte di Hera.</strong> </span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Tale situazione di difficoltà nella gestione dei rapporti con il concessionario dei servizi pubblici locali, da parte della maggioranza che governa della città, ha <strong>determinato</strong><strong> </strong><strong>pesanti ripercussioni sulla popolazione</strong>,<strong> in termini di qualità dei servizi, ma soprattutto di costo dei medesimi</strong> per assenza di controllo e di concorrenza, oltre all’inevitabile ricaduta negativa sui conti del bilancio comunale, per minori entrate da canoni e maggiori spese da <strong>contratti di servizio, sbilanciati a favore dell’azienda</strong>, oltre che per <strong>l’immobilismo</strong>  caratterizzante la gestione dell’immenso debito pubblico, <strong>a causa del congelamento di</strong><strong> </strong><strong>decine di milioni di euro</strong><strong> </strong><strong>della collettività, in esigue quote assolutamente inutili, del capitale azionario di Hera.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Il rapporto tra Hera ed i cittadini utenti è</strong><strong> </strong><strong>difficile e insoddisfacente</strong>, come si evince dalle numerose lamentele pubblicate sulla stampa locale che segnalano allungamento della risposta per i servizi individuali a prezzi elevati, atti unilaterali (domiciliazione automatica bollette, fatturazione presuntiva, comunicazione di conguagli altissimi ecc.), tariffe di acqua e rifiuti tra le più alte della Regione, tariffe del teleriscaldamento in scandaloso aumento e fuori da ogni controllo.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Tia e tariffa dell’acqua</strong><strong> </strong><strong>producono per Hera i margini operativi (dunque i profitti) più elevati tra i vari servizi gestiti.</strong> L’area ciclo idrico integrato rende <strong>ad Hera un margine operativo lordo pari al </strong><strong>25,4 %</strong><strong> dei rispettivi ricavi</strong> (a fronte di <strong>27,1%</strong> nei rifiuti, <strong>14,1 %</strong> nel gas, <strong>4,9 %</strong> nell’energia elettrica). Il margine medio aziendale è <strong>16,1%.</strong> (<strong>bilancio al 30.9.11</strong>).</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"><strong>Preso atto che</strong></span></p>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>nell’agosto del 2009</strong> <strong>Hera ha proceduto alla chiusura del laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro</strong>, nell’ambito di un progetto di aggregazione di tutte le attività di controllo a Bologna (Acque potabili, Acque reflue, Microbiologia), Ravenna (Rifiuti speciali, Pericolosi, Liquidi, Terreni e Compost),  Forlì (Rifiuti solidi, Fanghi, Diossine, Emissioni in atmosfera). <strong>Tale decisione è stata assunta unilateralmente da parte dell’azienda</strong> e strategicamente messa in atto nel cuore dell’estate e successivamente, dopo l’insediamento della nuova amministrazione; la decisione di Hera, in quanto holding società per azioni quotata in borsa, deve tener conto d’interessi economici e di mercato, con specifico riferimento alla economicità d’esercizio ed alla massimizzazione del profitto, <strong>ma non necessariamente degli interessi dei cittadini</strong>.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong><strong>Nel dicembre 2009,</strong> dopo un’abbondante nevicata, adeguatamente segnalata e prevista dai servizi di allertamento meteorologico della Protezione Civile, la viabilità nel centro e nelle frazioni <strong>è </strong><strong>rimasta pesantemente compromessa</strong> <strong>per alcuni giorni, provocando disagi, incidenti a ripetizione ed intasamento del pronto soccorso cittadino, <strong>con infortuni anche molto gravi</strong></strong>.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"><strong> Il corrispettivo ad Hera per  la fornitura del servizio di pubblica illuminazione, segnaletica luminosa ed impianti semaforici è elevato</strong> (4,4 milioni nel 2012, più 0,6 milioni di investimenti) ed i vantaggi economici da risparmi energetici, conseguenti alla sostituzione delle lampade, non vengono integralmente restituiti al Comune con il ricalcolo del prezzo a punto luce. In base ad una verifica compiuta presso altre città, il costo del servizio a Ferrara è mediamente più alto fino al <strong>20% .</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> <strong>L’ampliamento della centrale di teleriscaldamento e la triplicazione</strong> <strong>dell’inceneritore <strong>hanno determinato il peggioramento delle emissioni in atmosfera rispetto alla situazione preesistente</strong></strong>. Hera non fornisce dati relativi alle <strong>emissioni di polveri fini ed ultrafini, primarie e secondarie</strong>, prodotte dalla combustione del gas al servizio del teleriscaldamento. Hera non ha mai fornito <strong>studi di valutazione della salubrità del “sistema” teleriscaldamento e della sua economicità</strong>, <strong>comparandolo con scenari a riscaldamento distribuito, con caldaie singole a gas, di ultima generazione, a bassa temperatura dell’acqua, rispetto ai quali il nuovo teleriscaldamento viene proposto in alternativa</strong>. Hera non ha mai prodotto studi per la <strong>valutazione dell’apporto inquinante della quota di energia proveniente dall’incenerimento dei rifiuti</strong> (che contribuisce a riscaldare l’acqua) e dell’inevitabile dispersione termica dell’impianto (perdite di calore da conduzione, da convezione e da perdite d’acqua calda). <strong>Tali inefficienze peggiorano significativamente il rapporto tra energia prodotta, da cui deriva l’inquinamento, ed energia fruita nelle abitazioni, penalizzando il rendimento energetico del sistema.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Non esiste a Ferrara <strong>un regolamento Comune-Hera sul servizio teleriscaldamento</strong></strong><strong>, sul calcolo e l’applicazione delle tariffe</strong>, <strong>né una procedura di controllo,</strong> che consenta all’ente, nell’interesse dei cittadini, di <strong>verificare i costi di gestione del servizio sostenuti da Hera</strong>, i margini di profitto derivanti dall’applicazione del sistema tariffario vigente e gli <strong>eventuali spazi di riduzione della tariffa. </strong><strong>Nessuna risposta è mai stata data dal Comune e da Hera</strong> <strong>ai quesiti posti da numerosi cittadini, anche a mezzo stampa locale, in merito agli</strong> <strong>aumenti scandalosi</strong> <strong>delle tariffe del teleriscaldamento.</strong> La<strong> tariffa del servizio Tlr non è soggetta a controlli da parte di alcuna Authority, né da parte dell’Ato.</strong> Hera riconosce <strong>un bonus Tlr per le famiglie economicamente svantaggiate</strong> in molti Comuni serviti (es. Cesena, Bologna), <strong>bonus quanto meno poco conosciuto a Ferrara.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> L’affidamento del servizio di TLR è regolato dal <strong>contratto di servizio tra Comune e Agea, integralmente passato ad Hera con le modifiche societarie nel 2005</strong>. Esso richiama i principi di qualità e sicurezza del servizio e l’obbiettivo di un costante miglioramento dello stesso, attraverso <strong><em>“meccanismi di monitoraggio che coinvolgano anche i clienti/utilizzatori”.</em></strong><br />
Il Regolamento per la distribuzione del calore (approvato dal Consiglio Comunale nel 2000), per quanto riguarda la tariffazione, riprende una delibera del Consiglio Comunale del 1990.<br />
In seguito a considerevoli aumenti di tariffa, nel 2007 la Giunta <strong>istituì un tavolo di confronto tecnico tra Comune ed Hera</strong>, al fine di verificare il calcolo della tariffa e discuterne i criteri. In quella sede emersero alcune criticità. In particolare il parametro “K”, che incide sostanzialmente sulla tariffa e non è soggetto a valutazioni condivise con il Comune. <strong>In altri termini si ravvisò la necessità di giungere ad una maggiore condivisione e trasparenza della tariffa. Nessun fatto seguì alle parole.</strong> </span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> Hera dichiara che <strong><em>“la tariffa è tale da rendere <strong>equiparabile il costo</strong> del servizio teleriscaldamento alla spesa che sarebbe sostenuta dall’utente utilizzando il gas metano, tenendo conto, nelle valutazioni economiche, anche dei costi aggiuntivi per la manutenzione annuale, le verifiche periodiche, e l’onere di ammortamento per sostituzione caldaia, che sono evitati dagli utenti allacciati alla rete Teleriscaldamento”</em></strong>. L<strong>’azienda reclamizza vantaggi economici del Tlr, rispetto al gas, quantificati nel 9% circa.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> <strong>Tra <strong>Hera ed il Comune di Cesena esiste un Accordo sottoscritto il 31 maggio 2007</strong> che regola la tariffa del servizio Tlr praticata ai clienti</strong>; l’art. 12.1 la commisura al prezzo del combustibile di riferimento (gas metano), considerando in tariffa anche la valorizzazione dei servizi aggiuntivi forniti col Tlr (pronto intervento, minori oneri per controlli e manutenzioni, minori oneri per acquisto e gestione caldaie, ecc.); il citato art. 12.1 dell’accordo stabilisce che <strong>“il prezzo applicato all’utenza per l’erogazione del servizio di TLR è competitivo rispetto al sistema tradizionale (fornitura diretta di gas metano)”.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Tra il </strong><strong>Comune di Imola ed HERA</strong><strong> </strong><strong>è stata stipulata una Convenzione nel dicembre 2006</strong>. Il Rab locale, dopo una verifica sulle tariffe praticate per il Tlr, ha proposto che HERA ed Amministrazione Comunale attivino, come previsto dalla Carta dei Servizi, <strong>un tavolo di confronto permanente, coinvolgendo le associazioni dei consumatori,</strong> per una verifica del rispetto dei parametri di qualità previsti dalla Carta dei Servizi, dell’allineamento della tariffa al gas e dell’evoluzione degli elementi che influenzano la comparazione dei costi (costo caldaie, durata, rendimento, obblighi normativi ….).</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>I residenti di <strong>Casalecchio</strong></strong> (Bologna), clienti di Hera, hanno denunciato pubblicamente che la tariffa del teleriscaldamento, anno dopo anno, a parità di consumi, è stata soggetta ad una crescita esponenziale. Un apposito gruppo di lavoro ha raccolto e analizzato le bollette degli ultimi anni relative alle diverse tipologie di impianto/contratto presenti nel territorio, confrontandole con altri impianti di teleriscaldamento, impianti centralizzati e impianti autonomi. <strong>Il risparmio economico del teleriscaldamento è risultato praticamente nullo</strong>.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Il <strong>Comune di Reggio Emilia</strong> ha istituito una commissione ad hoc</strong> per verificare costi e tariffe praticate dal gestore del teleriscaldamento, mentre l’Acer sta verificando le ricadute favorevoli per la clientela, derivanti dagli interventi di adeguamento degli edifici finalizzati al risparmio energetico.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">·<strong>Il <strong>Movimento Difesa del Cittadino di Piacenza</strong></strong>, dopo l’inutile appello a Enia, ha inviato un esposto all’Antitrust, ravvisando nelle condizioni di fornitura del servizio di teleriscaldamento, profili tali da fuorviare le scelte economiche degli utenti. “I contratti sono stati sottoscritti poiché il gestore prometteva di ragguagliare il prezzo finale al costo complessivo sostenuto per produrre calore da gas metano. Ora invece, tanti vorrebbero staccarsi dal nuovo impianto, ritenendo più conveniente installare una caldaia a condensazione, ma non è facile”. Il movimento lamenta incrementi tariffari di oltre il 20 % nel passaggio da metano a teleriscaldamento.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>l’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma</strong> <strong>sostiene da tempo che il teleriscaldamento non convince sotto il profilo tariffario, oltre che sanitario.</strong> A Parma la gestione monopolistica del teleriscaldamento da parte di Enia, legherebbe con un filo doppio, secondo l’associazione, i clienti all’azienda. Le tariffe Tlr sarebbero riferite a rendimenti superati dai nuovi impianti a gas a condensazione, che consentirebbero costi inferiori alle tariffe praticate da Enia. Il contratto con Enia, praticamente toglierebbe la possibilità di cambiare sistema, poiché la caldaia viene smontata.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Il <strong>Comitato Teleriscaldamento di Rimini</strong> è attivo da anni nei confronti del Comune in merito alle tariffe del teleriscaldamento praticate dal gestore SGR.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> In assenza di controlli sulle tariffe e sulla qualità del servizio da parte di Authority o di Ato</strong>, nei confronti del gestore del servizio teleriscaldamento, che vanta una <strong>posizione di mercato monopolistica e contrattualmente sbilanciata a suo vantaggio</strong>, <strong>l’amministrazione comunale di Ferrara non dovrebbe limitarsi ad incassare da Hera il canone di concessione del servizio</strong>, al contrario <strong>esercitare una funzione di controllo sulle modalità di erogazione</strong> del medesimo, a tutela degli interessi dei cittadini clienti; </span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> <span style="text-decoration: underline;">Nel marzo 2011 il Consiglio comunale ha approvato alla unanimità una risoluzione Ppf sul servizio teleriscaldamento, alla quale l’assessore competente e la giunta non hanno fatto seguire provvedimenti di alcun genere.</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>A Ferrara esistono situazioni critiche legate a numerosi scarichi di pubblica fognatura <strong>non depurati</strong></strong> e a <strong>tratti obsoleti della rete idrica</strong>. L’Amianto è bandito dal 1992 e anche se le analisi di Hera indicano l’assenza di fibre di amianto nell’acqua, esiste pur tuttavia il fattore tempo che fa aumentare <strong>il rischio che le tubazioni in cemento amianto rilascino tali fibre, a seguito dell’aggressività dell’acqua nei confronti della matrice cementizia</strong>. <strong>Alcuni quartieri della città sono serviti da tubazioni in fibrocemento del 1955, mentre altri quartieri della città sono raggiunti da tubazioni in acciaio o ghisa sferoidale.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> <strong>Nella nostra provincia, acquedotti ed impianti di potabilizzazione sono di proprietà dei Comuni, tramite le società pubbliche Acosea Impianti e Cadf</strong> (che oltretutto ha un laboratorio con 7 addetti per il controllo della qualità dell’acqua). <strong>Nulla vieta la fusione tra gli assets delle due aziende pubbliche, il trasferimento della gestione dell’acqua al Cadf o ad altra società pubblica e l’integrazione degli attuali laboratori.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"><strong> Nel marzo 2010 Progetto per Ferrara segnalava la presenza nell’acqua del Po di concentrazioni enormi di PFOA</strong><strong>, fino a 1.500 ng/l, quando gli altri fiumi italiani ed europei non superano 1-20 ng/l. Il PFOA, acido perfluorottanoico,  è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare. Il PFOA non si vede, è trasparente, ma nocivo. Il CNR, Consiglio Nazionale della Ricerca, ha rintracciato il Pfoa fino alla foce del Po. E’ indegradabile nell’acqua (però bioaccumulabile nei tessuti viventi). E’ scaricato a Spinetta Marengo (Alessandria) dalla Solvay, società finita sotto processo per lo scandalo del cromo esavalente, cancerogeno. Dalla Bormida il Pfoa finisce nel Tanaro ed infine nel Po.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"><strong> In Italia mancano limiti di legge per il PFOA</strong><strong> (colpevolmente, come era per l’amianto). Negli USA è stato messo al bando dopo che la Du Pont ha pagato 101,5 milioni di dollari per risarcimenti alla popolazione. L’EPA (Environmental Protection Agency) l’aveva trovato nel sangue umano e nei cordoni ombelicali, dopo aver accertato nelle cavie tumori, soprattutto al fegato, interferenze al sistema endocrino, con l’asse ipotalamo-ipofisi, alterazioni degli ormoni tiroidei, cancro alla tiroide, danni allo sviluppo e alla riproduzione, riduzione del peso alla nascita, inversione sessuale nei pesci.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>L’Ato di Ferrara, <strong>con riferimento alle segnalazioni di Ppf, confermava la fondatezza delle preoccupazioni manifestate e diramava le seguenti informazioni.</strong> <em>“La problematica relativa al <strong>PFOA (acido perfluorottanoico</strong>) è da alcuni anni alla attenzione della Comunità scientifica internazionale e fa parte di quei composti chimici denominati Perfluorati che, a loro volta, appartengono a quelle sostanze denominate <strong>Interferenti Endocrini (ED)</strong>. Tali sostanze, che in alcuni Paesi sono state <strong>vietate o limitate</strong>, sono oggetto di una Direttiva del Parlamento Europeo che <strong>le inserisce tra quelle soggette a monitoraggio e da far rientrare nei limiti che verranno proposti per il 2012;</strong> <strong>attualmente non ci sono limiti di legge per le acque potabili</strong>. A livello nazionale l’unico studio condotto su queste sostanze è stato effettuato dall’Istituto di ricerca sulle acque (<strong>IRSA</strong>) del Consiglio Nazionale delle Ricerche sulle <strong>acque del fiume Po</strong>, nel corso del 2008. Nell’ambito del progetto europeo denominato «Perforce 2006» è stata condotta una campagna di misura di perfluoroderivati nelle acque e sedimenti di alcuni fiumi europei. Da tale studio è emerso che la concentrazione più elevata di tali composti tra i maggiori fiumi europei è stata riscontrata nel fiume Po, alla chiusura di bacino a <strong>Pontelagoscuro </strong>(FE) con un range tra <strong>60ng/l e un picco di 200ng/l</strong> (nanogrammi per litro) sulle acque gregge. Successivamente il Joint Research Centre, di Ispra (VA) ha verificato i <strong>livelli di pfc nel Po e dei sui principali affluenti; tutti gli affluenti hanno mostrato valori di pfoa compatibili con una contaminazione diffusa (1-20 ng/l) ad eccezione del fiume Tanaro (1270 ng/l). </strong>Nel 2008 la stessa IRSA ha condotto una campagna di verifica e di approfondimento specificamente dedicata alle zone che presentavano livelli di pcf maggiori. In particolare sono state analizzate le acque del fiume Bormida nelle quali sono stati rilevati picchi di concentrazione fino <strong>1.500 ng</strong>/l<strong>. La sostanza riscontrata in maggiori concentrazioni è il pfoa.”</strong></em><strong></strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>A tutto marzo 2010 nè Hera nè altri avevano mai controllato la presenza di Pfoa. Il dr. Buriani dell’Asl comunicava in quarta commissione i risultati dell’analisi di un campione prelevato il 2 aprile 2010, commissionata all’Istituto Mario Negri di Milano, che certifica in 14,5 nanogrammi/litro dell’inquinante nell’acqua potabile.</strong> Tale analisi certifica per la prima volta la presenza dell’inquinante nell’acqua potabile, la fondatezza delle preoccupazioni espresse da Ppf e suggerisce la necessità di eseguire controlli periodici.  <strong>Nella stessa commissione L’Ato dichiarava che avrebbe definito con Hera le modalità di controllo periodico della gestione dei filtri a carbone, dai quali dipende l’abbattimento del Pfoa, nonchè l’accertamento della curva di efficacia di detti filtri. Il dr. Buriani dell’Asl suggeriva di allargare il monitoraggio ad altre matrici oltre all’acqua, agli alimenti umani e ad altri contaminanti simili al Pfoa. </strong>L’assessora Sapigni dichiarava che gli enti locali si sarebbero attivati nei confronti degli enti piemontesi (regione ed Arpa Piemonte, Provincia ed Asl di Alessandria, Comune di Spinetta Marengo), affinchè l’azienda, ivi situata, fosse messa in condizione di cessare lo scarico libero di Pfoa nel fiume. Il presidente del consiglio Colaiacovo riconosceva a Ppf il merito dell’iniziativa politica intrapresa.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> Nel giugno 2010 il consiglio comunale approvava un ordine del giorno Idv, emendato da Progetto per Ferrara che <em>“chiede ai parlamentari regionali e nazionali di intervenire presso il Governo Nazionale affinché si riprendano i lavori del Progetto di rivitalizzazione del Po”</em>.</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> L’emendamento Ppf approvato chiedeva l’estensione dell’intervento anche  <em>“presso il Governo regionale affinché si attivi nei confronti delle regioni rivierasche, <strong>con l’obiettivo di ridurre drasticamente lo scarico di sostanze inquinanti nelle acque del fiume.”</strong></em></span></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Nel dicembre 2010, dopo mesi di pressing da parte di Progetto per Ferrara, l’assessora Zadro forniva in consiglio comunale i dati relativi alle analisi condotte da Hera.</strong> La contaminazione dell’acqua da parte dei citati inquinanti e’ confermata dai dati (da 9 a oltre 15 nanogrammi per litro) nei mesi che vanno da maggio a novembre 2010. I relativi certificati di analisi tuttavia non venivano forniti ai consiglieri. Si ricorda che in Italia non esistono limiti per la salvaguardia della salute. <strong>Progetto per Ferrara presentava un emendamento all’ordine del giorno del Pd sui sistemi idrici</strong>, ancora una volta bocciato dal partito di maggioranza, ma votato da Prc/Pdci, Lega, Io Amo Ferrara. <strong>Esso chiedeva il controllo mensile degli inquinanti, ritenuti pericolosi per la salute, ancorché non normati, e la divulgazione in rete dei dati rilevati, unitamente alle considerazioni di Asl, Arpa, Ato, in merito al rischio per la salute eventualmente rappresentato dagli inquinanti riscontrati.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">·<strong>L’art. 1108 della finanziaria 2007 impone una percentuale di raccolta differenziata pari al <strong>60% entro il 2011,</strong> mentre il Dlgs 152/06 fissa la medesima percentuale al <strong>65% per il 2012</strong>.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;">Nei primi otto mesi 2010 (ultimo rapporto OPR disponibile) Hera ha raggiunto il 45% di raccolta differenziata.</span></p>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>L’aumento della raccolta differenziata determina l’apertura di <strong>spazi di incenerimento di rifiuti speciali</strong></strong> <strong>presso l’impianto di Cassana, non sottoposti a regolazione di tariffa.</strong> Con la raccolta differenziata al 65% arriveranno all’inceneritore <strong>non più di 90 mila tonnellate anno</strong> da  bruciare, a fronte di una potenzialità pari a 130 mila ton/anno. Pertanto la pratica virtuosa di aumento della raccolta porta a porta, <strong>non accompagnata da una limitazione della combustione dei rifiuti speciali da parte di Hera</strong>, rischia di dar luogo ad un progressivo aumento di quest’ultima attività imprenditoriale, assai remunerativa, <strong>a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini</strong> e senza alcun ristorno dei profitti realizzati da Hera.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Nessuna riduzione di tariffa è oggi prevista</strong> <strong>a seguito dei profitti realizzati da Hera con la vendita dell’energia prodotta dalla turbina alimentata dal vapore generato dalla combustione dei rifiuti. </strong>Tali profitti, intascati da Hera, beneficiano anche degli incentivi di stato (cip6/certificati verdi) e comportano un <strong>impatto ambientale e sanitario pagato esclusivamente dai cittadini</strong>, come risulta dalla tabella seguente.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<table width="633" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="7" valign="bottom" width="633"><span style="font-size: small;"><strong>Comparazione flussi di massa Inceneritore di Cassana</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" width="235"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td valign="bottom" width="60"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td colspan="2" valign="bottom" width="106"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td colspan="2" valign="bottom" width="120"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td valign="bottom" width="113"><span style="font-size: small;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>Inquinanti</strong></span></td>
<td width="60"><strong><span style="font-size: small;">Unità</span></strong><br />
<span style="font-size: small;"><strong>di misura</strong></span></td>
<td colspan="2" width="106"><strong><span style="font-size: small;">Situazione preesistente</span></strong><br />
<span style="font-size: small;"><strong>Linea L 1</strong> <strong><sup>1)</sup></strong></span></td>
<td colspan="2" width="120"><strong><span style="font-size: small;">AIA 30.10.07</span></strong><br />
<span style="font-size: small;"><strong>Linee L 2 + L 3</strong><sup> </sup><strong><sup>2)</sup></strong></span></td>
<td width="113"><strong><span style="font-size: small;">AIA 11.3.08</span></strong><br />
<span style="font-size: small;"><strong>Linee L2 + L3</strong><sup> </sup><strong><sup>3)</sup></strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>NOx (ossidi di azoto)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">t/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">28,5</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">29,7</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">70</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>PTS (polveri totali)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">t/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">0,34</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">0,28</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">1</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>Cd + Tl (Cadmio + Tallio)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">Kg/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">0,83</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">1,01</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">22,4</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>Hg (mercurio)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">Kg/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">0,37</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">0,51</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">22,4</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>Metalli</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">Kg/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">6</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">(∑10 Metalli) 16</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">336</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">g/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">65,1</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">243</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">5600</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>PCDD/PCDF (Diossine, Furani)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">mg/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106">
<p align="center"><span style="font-size: small;">10,4 (FTE)</span></p>
</td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">16</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">56</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="235"><span style="font-size: small;"><strong>COT (Carbonio organico totale)</strong></span></td>
<td width="60"><span style="font-size: small;">t/anno</span></td>
<td colspan="2" width="106"><span style="font-size: small;">(non dichiarato)</span></td>
<td colspan="2" width="120"><span style="font-size: small;">0,28</span></td>
<td width="113"><span style="font-size: small;">2,8</span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom" width="235"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td valign="bottom" width="60"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td colspan="2" valign="bottom" width="106"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td colspan="2" valign="bottom" width="120"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td valign="bottom" width="113"><span style="font-size: small;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7" valign="bottom" width="633"><span style="font-size: small;">1) Dati Hera S.p.a. Documentazione integrativa/Elaborato1/Valutazione delle immissioni del <strong>22.1.08</strong> pag. 5.</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" valign="bottom" width="378"><span style="font-size: small;">2) Dati <strong>AIA 30.10.07</strong> pag. 62, Flussi di massa autorizzati</span></td>
<td colspan="2" valign="bottom" width="78"><span style="font-size: small;"> </span></td>
<td colspan="2" valign="bottom" width="177"><span style="font-size: small;"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7" valign="bottom" width="633"><span style="font-size: small;">3) Dati <strong>AIA 11.3.08</strong> pag. 6 e 7, Flussi di massa autorizzati o calcolati in base alle concentrazioni autorizzate</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="233"> </td>
<td width="64"> </td>
<td width="83"> </td>
<td width="22"> </td>
<td width="56"> </td>
<td width="63"> </td>
<td width="112"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong><strong>Da 3 anni la città attende una risposta</strong> <strong>in merito alle nuove emissioni autorizzate</strong>, che, come si può riscontrare, sono assai più elevate di quelle concesse dalla precedente AIA e di quelle attribuite alla linea preesistente L1 (<strong>NOx più che raddoppiati, metalli da 6 a 336 Kg/anno, IPA da 65 a 5600 g/anno, ecc….).</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">Impegna il Sindaco e la Giunta a</span></strong></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Riformulare il contratto di servizio della pubblica illuminazione</strong> con prescrizioni tese a garantire la qualità del servizio, la sensibile riduzione del costo, la possibilità di controllo da parte del Comune, soprattutto sui nuovi impianti di pubblica illuminazione da prendere in carico, finalizzato a verificare in via preventiva il rispetto della LR 19/03 sul risparmio energetico.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> Inserire la clausola contrattuale che il risparmio energetico (ed economico)</strong> derivante dall’adozione di dispositivi o sistemi (ad esempio: riduttori di flusso) negli impianti della pubblica illuminazione o dalla riduzioni dei consumi, per effetto di spegnimenti programmati, <strong>venga trasferito integralmente al Comune. </strong>Prevedere l’obbligo contrattuale di realizzare i nuovi impianti utilizzando le <strong>migliori tecnologie del mercato</strong> per la riduzione dei consumi.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><strong><span style="font-size: small;">·</span> </strong><span style="font-size: small;"> <strong>Esplorare scenari alternativi di gestione diretta del servizio</strong>, dotando il Comune della necessaria organizzazione e definendo <strong>a mezzo asta pubblica</strong> l’operatore e le condizioni di approvvigionamento dell’energia, necessaria al funzionamento degli impianti.<strong></strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Riformulare a partire dal 2012 i</strong> <strong>meccanismi di calcolo della tariffa del teleriscaldamento</strong> e del suo aggiornamento, coinvolgendo i rappresentanti dei grandi complessi residenziali serviti e le associazioni dei consumatori. Assicurare da parte del Comune le funzioni di “regolatore” del servizio a tutela degli interessi dei cittadini, <strong>tramite la predisposizione di apposito regolamento di servizio e piano tariffario</strong>, in analogia con quanto avviene per il sistema idrico integrato da parte dell’Ato.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Assicurare la detrazione, dalle tariffe applicate ai cittadini, <strong>della <strong>componente di energia fornita dall’incenerimento dei rifiuti, già pagata dalla Tia.</strong></strong> Istituire un <strong>price cap</strong> che limiti gli aumenti della tariffa ricalcolata come sopra negli anni successivi, in base all’andamento dell’inflazione. <strong>Fissare una </strong><strong>temperatura di esercizio standard</strong><strong> </strong><strong>dell’acqua calda fornita alle utenze</strong>. Assicurare il <strong>controllo periodico</strong> di detta temperatura, poiché valori al disotto dello standard contrattuale, <strong>determinano un aumento dei consumi volumetrici (e delle bollette)</strong> a parità di temperatura interna all’appartamento prevista per legge, <strong>temperatura che potrebbe anche non essere mai raggiunta.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Subordinare qualsiasi progetto di espansione della rete del teleriscaldamento a Ferrara, alla valutazione di uno </strong><strong>studio comparativo </strong><strong>con altri sistemi di riscaldamento urbano</strong>, sotto il profilo economico, dell’affidabilità del servizio, dell’efficienza energetica, dell’effettivo utilizzo di fonti geotermiche, della protezione dell’ambiente e della salute, dell’impatto sulle altre reti di servizi pubblici e sul sistema stradale, della dipendenza dalle politiche di gestione dei rifiuti, dell’entità degli investimenti pubblici richiesti, dell’equità del sistema tariffario, della possibilità di scelta dell’operatore da parte dell’utente e quindi della libertà di recesso e di libera concorrenza nel mercato.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">·Intervenire presso l’Ato e le autorità competenti affinché Hera assicuri <strong>gli investimenti necessari per l’adeguamento della rete acquedottistica, fognaria e dei relativi impianti,</strong> allo scopo di <strong>ridurre al minimo le perdite di acqua potabile</strong>, di <strong>sostituire rapidamente le condutture in cemento amianto</strong>, di garantire in tutti i quartieri del Comune e delle frazioni <strong>la giusta pressione di erogazione</strong> dell’acqua potabile.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">·Promuovere, insieme agli altri Comuni della Provincia la riorganizzazione industriale e l’integrazione dei soggetti operanti nella gestione del servizio idrico integrato, <strong>allo scopo di creare</strong> <strong>un unico gestore provinciale, interamente pubblico, del servizio acqua pubblica</strong><strong>.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Intervenire in sede ATO affinché siano rinegoziati con Hera i costi considerati nella determinazione della tariffa del sistema idrico integrato, <strong>allo scopo di ridurla sensibilmente a partire dal 2012, senza penalizzare gli investimenti, tenuto conto anche dell’esito del referendum abrogativo della remunerazione del capitale investito.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong><strong>Incentivare l’utilizzo diffuso</strong> <strong>dell’acqua potabile da rubinetto</strong><strong>, garantendo alle famiglie più svantaggiate l’installazione di adeguati filtri condizionatori, passivi ed a basso costo, per assicurare la qualità organolettica dell’acqua.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> Attivarsi formalmente presso gli enti deputati al controllo dell’acqua e al governo del servizio idrico integrato, nonché presso lo stesso gestore, affinché <strong>vengano effettuate analisi con frequenza mensile di Pfoa e Pfos nell’acqua potabile, unitamente ad altri inquinanti presenti nelle acque del Po e classificati dalla letteratura scientifica e/o dalle organizzazioni internazionali competenti, pericolosi per la salute delle persone e degli animali, ancorché non normati nel nostro paese</strong>. Ed affinché i risultati di tali analisi <strong>vengano valutati</strong>, insieme ai rischi per la salute conseguenti, da parte degli organi preposti (Asl, Arpa, Ato, altri), anche in relazione ai limiti adottati da altri paesi per i medesimi inquinanti, e <strong>siano pubblicati nel sito del Comune le concentrazioni riscontrate e le valutazioni degli organi preposti.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;">***</span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Agire affinchè quanto prima sia avviato un programma generale di <strong>raccolta differenziata porta a porta</strong></strong>, di riciclo e riuso dei materiali, con l’obbiettivo di azzerare lo smaltimento tramite incenerimento della quota indifferenziata residua e <strong>di rispettare gli obbiettivi di legge</strong>. Intervenire su Ato, organi competenti ed Hera, affinché siano assicurati dal gestore investimenti <strong>negli impianti necessari per attuare la politica di recupero, riciclo e riuso dei materiali.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Chiedere il divieto di importazione</strong> <strong>da parte di Hera di rifiuti speciali da fuori provincia, anche se transitanti dagli impianti di Ostellato o Comacchio.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Intervenire in Ato affinché siano rinegoziati i costi di raccolta e di smaltimento</strong> forniti da Hera, presi a riferimento per il calcolo della Tia, allo scopo di ridurne sensibilmente l’entità. Intervenire su Ato affinché eserciti <strong>un controllo efficace dei costi di smaltimento dichiarati da Hera</strong>.</span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Assicurare la detrazione dalla tariffa applicata ai cittadini, dei profitti realizzati da Hera <strong>con la vendita dell’energia prodotta dal calore di combustione dei rifiuti</strong></strong>,<strong> già pagato con la Tia.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Intervenire presso l’Ato e le autorità competenti affinché venga applicata quanto prima la <strong>tariffa puntuale</strong></strong>,<strong> proporzionale al conferimento in peso, da parte dei cittadini, di <strong>rifiuti indifferenziati</strong> e tendente a premiare i comportamenti di differenziazione spinta a domicilio. Chiedere l’immediata introduzione di </strong></span><strong>nuove tecnologie per la tariffazione.</strong> <strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Chiedere agli organi competenti di attuare una <strong>campagna di monitoraggio ambientale</strong> del territorio interessato dalle emissioni dell’inceneritore di Cassana, per valutare l’entità dell’inquinamento dell’aria, del terreno e della falda ed il conseguente <strong>rischio sanitario</strong></strong>.<strong></strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;">·<strong>Avviare quanto prima la <strong>bonifica del sito e del territorio inquinato</strong> dalle emissioni dell’inceneritore di via Conchetta, situato al centro del Parco Urbano.</strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;">***</span></strong></p>
<h4> </h4>
<p align="center"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> <strong>Dare regolare e formale informazione ai consiglieri comunali dell’esito dell’impegno richiesto a sindaco e giunta dal consiglio comunale. </strong></span></li>
</ul>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;">Valentino Tavolazzi</span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><strong><span style="font-size: small;">Consigliere comunale Ppf</span></strong></p>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h4> </h4>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-patto-di-sindacato-hera-1128.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione controlli Pfoa/Pfos</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-controlli-pfoapfos-1121.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-controlli-pfoapfos-1121.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 18:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[risoluzione Pfoa/Pfos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14676</guid>
		<description><![CDATA[ Gruppo consigliare Progetto per Ferrara  &#160; Ferrara 21/11//2011  Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara &#160; &#160; OGGETTO: Risoluzione controlli Pfoa/Pfos     Premesso che   nel marzo 2010 Progetto per Ferrara segnalava la presenza nell’acqua del Po di concentrazioni enormi di PFOA, fino a 1.500 ng/l, quando gli altri fiumi italiani ed europei non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Senza-titolo-22.jpg" rel="lightbox[14676]" title="Senza-titolo-2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14677" title="Senza-titolo-2" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Senza-titolo-22-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> </span></strong><strong><em>Gruppo consigliare Progetto per Ferrara </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Ferrara 21/11//2011</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong></span><span style="font-size: small;"><strong>Consiglio Comunale </strong></span><span style="font-size: small;"><strong>di Ferrara</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>OGGETTO: <span style="color: #ff0000;">Risoluzione controlli Pfoa/Pfos</span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;"><span id="more-14676"></span></span></strong></h3>
<h2 align="center"><strong> </strong></h2>
<h2 align="center"> </h2>
<h2 align="center"><strong>Premesso che</strong></h2>
<h2><span style="color: #f4793a;"> </span></h2>
<ul>
<li>nel marzo 2010 Progetto per Ferrara segnalava <strong>la presenza nell’acqua del Po di concentrazioni enormi di PFOA</strong>, fino a 1.500 ng/l, quando gli altri fiumi italiani ed europei non superano 1-20 ng/l. Il PFOA, acido perfluorottanoico,  <strong>è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno</strong>, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare. Il PFOA non si vede, è trasparente, ma nocivo. Il CNR, Consiglio Nazionale della Ricerca, ha rintracciato il Pfoa fino alla foce del Po. E’ indegradabile nell’acqua (però bioaccumulabile nei tessuti viventi). E’ scaricato a Spinetta Marengo (Alessandria) dalla Solvay, società finita sotto processo per lo scandalo del cromo esavalente, cancerogeno. Dalla Bormida il Pfoa finisce nel Tanaro ed infine nel Po.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>In <strong>Italia mancano limiti di legge per il PFOA</strong> (colpevolmente, come era per l’amianto). Negli USA è stato messo al bando dopo che la Du Pont ha pagato 101,5 milioni di dollari per risarcimenti alla popolazione. L’EPA (Environmental Protection Agency) l’aveva trovato nel sangue umano e nei cordoni ombelicali, dopo aver accertato nelle cavie tumori, soprattutto al fegato, interferenze al sistema endocrino, con l’asse ipotalamo-ipofisi,  alterazioni degli ormoni tiroidei, cancro alla tiroide, danni allo sviluppo e alla riproduzione, riduzione del peso alla nascita, inversione sessuale nei pesci.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Nel 2007 il dipartimento di protezione ambientale (DEP) del New Jersey</strong> ha pubblicato i risultati di uno studio sulla presenza del PFOA nei sistemi idrici per l’acqua potabile in tutto lo stato e la decisione di<strong> coinvolgere le aziende che gestiscono il ciclo dell’acqua</strong>. Il DEP ha testato i sistemi di acqua potabile ed accertato la presenza di PFOA nel 78% di quelli esaminati. <a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;langpair=en%7Cit&amp;u=http://www.state.nj.us/dep/watersupply/final_pfoa_report.pdf&amp;rurl=translate.google.it&amp;usg=ALkJrhg7Heih9KKdJ47fuKMJ4tvnUq-rQw" target="_blank">La relazione</a> comprende anche i risultati presentati da fonti esterne, come i gruppi ambientalisti e le aziende di gestione dell’acqua. <strong>Un vero esempio di controllo democratico</strong>. <strong>Il dipartimento americano ha individuato un valore guida per il PFOA nell’acqua potabile.</strong> Sulla base di studi sugli animali e stime basate sull’ipotesi di esposizione di 70 anni, ha stabilito un livello di 0,04 parti per miliardo, equivalente a <strong>40 nanogrammi/litro</strong>. Gli studi scientifici sul PFOA e sui suoi effetti sulla salute umana sono in rapida evoluzione, per questo si ritiene che anche <strong>a Ferrara venga  ricercata in modo sistematico e permanente la presenza dell’inquinante e si valutino i dati scientifici da tutte le fonti disponibili.</strong> La preoccupazione di Ppf deriva dal fatto che la presenza del PFOA nell’acqua del Po <strong>non è casuale</strong>, <strong>né marginale per concentrazione </strong>(centinaia di volte superiore a quella riscontrata nell’acqua potabile) ed è di <strong>origine ben individuata</strong> (Spinetta Marengo, stabilimento Solvay). L’acqua potabile a Ferrara per l’80% è acqua del Po trattata. Prima della battaglia di Ppf, Hera, Asl, Arpa ed Ato <strong>non avevano mai controllato la presenza dell’inquinante nell’acqua del rubinetto</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>L’Ato di Ferrara, <strong>con riferimento alle segnalazioni di Ppf, confermava la fondatezza delle preoccupazioni manifestate e diramava le seguenti informazioni.</strong> <em>“La problematica relativa al <strong>PFOA (acido perfluorottanoico</strong>) è da alcuni anni alla attenzione della Comunità scientifica internazionale e fa parte di quei composti chimici denominati Perfluorati che, a loro volta, appartengono a quelle sostanze denominate <strong>Interferenti Endocrini (ED)</strong>. Tali sostanze, che in alcuni Paesi sono state <strong>vietate o limitate</strong>, sono oggetto di una Direttiva del Parlamento Europeo che <strong>le inserisce tra quelle soggette a monitoraggio e da far rientrare nei limiti che verranno proposti per il 2012;</strong> <strong>attualmente non ci sono limiti di legge per le acque potabili</strong>. A livello nazionale l’unico studio condotto su queste sostanze è stato effettuato dall’Istituto di ricerca sulle acque (<strong>IRSA</strong>) del Consiglio Nazionale delle Ricerche sulle <strong>acque del fiume Po</strong>, nel corso del 2008. Nell’ambito del progetto europeo denominato «Perforce 2006» è stata condotta una campagna di misura di perfluoroderivati nelle acque e sedimenti di alcuni fiumi europei. Da tale studio è emerso che la concentrazione più elevata di tali composti tra i maggiori fiumi europei è stata riscontrata nel fiume Po, alla chiusura di bacino a <strong>Pontelagoscuro</strong>(FE) con un range tra <strong>60ng/l e un picco di 200ng/l</strong> (nanogrammi per litro) sulle acque gregge. Successivamente il Joint Research Centre, di Ispra (VA) ha verificato i <strong>livelli di pfc nel Po e dei sui principali affluenti; tutti gli affluenti hanno mostrato valori di pfoacompatibili con una contaminazione diffusa (1-20 ng/l) ad eccezione del fiume Tanaro (1270 ng/l). </strong>Nel 2008 la stessa IRSA ha condotto una campagna di verifica e di approfondimento specificamente dedicata alle zone che presentavano livelli di pcf maggiori. In particolare sono state analizzate le acque del fiume Bormida nelle quali sono stati rilevati picchi di concentrazione fino <strong>1.500 ng</strong>/l<strong>. La sostanza riscontrata in maggiori concentrazioni è il pfoa.”</strong></em><strong></strong></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li>· <strong><em> </em></strong>La normativa italiana in materia di acque potabili (D. Lgs. 31/01), che recepisce una Direttiva Comunitaria, <strong>non contempla tali sostanze per le quali non sono fissati limiti di concentrazione</strong>, ma l’Health Protection Agency (HPA) inglese indica in 10 µg/L (microgrammi per litro) la concentrazione massima accettabile “raccomandata” nelle acque potabili.<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<ul>
<li>· <strong><em> </em></strong>A tutto marzo 2010 nè Hera nè altri avevano mai controllato la presenza di Pfoa. <strong>Il dr. Buriani dell’Asl comunicava in quarta commissione</strong> i risultati dell’analisi di un campione prelevato il <strong>2 aprile 2010</strong>, commissionata all’Istituto Mario Negri di Milano, che certifica in <strong>14,5 nanogrammi/litro</strong> dell’inquinante nell’acqua potabile. <strong>Tale analisi certifica per la prima volta la presenza dell’inquinante nell’acqua potabile</strong>, la fondatezza delle preoccupazioni espresse da Ppf e suggerisce la necessità di eseguire controlli periodici. <strong><em> </em></strong>Nella stessa commissione L’Ato dichiarava che avrebbe definito con Hera le modalità di <strong>controllo periodico</strong> <strong>della gestione dei filtri a carbone</strong>, dai quali dipende l’abbattimento del Pfoa, nonchè l’accertamento della curva di efficacia di detti filtri. Il dr. Buriani dell’Asl <strong>suggeriva di allargare il monitoraggio ad altre matrici oltre all’acqua, agli alimenti umani e ad altri contaminanti simili al Pfoa.</strong> L’assessora Sapigni dichiarava che gli enti locali si sarebbero attivati nei confronti degli enti piemontesi (regione ed Arpa Piemonte, Provincia ed Asl di Alessandria, Comune di Spinetta Marengo), affinchè l’azienda, ivi situata, fosse messa in condizione di cessare lo scarico libero di Pfoa nel fiume. Il presidente del consiglio Colaiacovo riconosceva a Ppf il merito dell’iniziativa politica intrapresa.<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<ul>
<li>· <strong> Nei mesi successivi siamo rimasti in attesa degli esiti delle iniziative annunciate e dei risultati di ulteriori analisi  sul Pfoa, sia per l’acqua grezza del Po, che per quella trattata, come dichiarato in commissione consigliare dal direttore dall’ATO6 Ivan Graldi. </strong>Una sola analisi sull’acqua, infatti, era ed è tutt’altro che sufficiente per abbassare la guardia e necessitava di conferme con la massima sollecitudine. <strong>Oltretutto il valore riscontrato (14,5 nanogrammi/litro) risente del fatto che una parte (20-30%) dell’acqua grezza è attinta dai pozzi, con un effetto diluente per la concentrazione dell’inquinante, non essendo i pozzi contaminati da Pfoa (probabilmente).<em></em></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>· <strong><em> </em></strong><strong>Nel maggio 2010 il deputato leghista del gruppo europeo EFD Oreste Rossi, interrogava la Commissione Ambiente sui perfluorati</strong> che <em>“attentano alla saluta umana e animale”.</em> L’interrogazione recita: <em>“L’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del CNR, a seguito di uno studio, ha evidenziato una concentrazione abnormemente elevata di composti chimici «perfluorati» nelle acque del fiume Po.</em> <em>In particolar modo sono state prese a campione le concentrazioni di due composti perfluorati principali: il PFOA (acido perfluoroottanico) e il PFOS (acido perfluoroarchilsolfanato).</em> <strong>La situazione risulterebbe particolarmente grave a Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, dove sono stati riscontrati tassi di PFOA da 10 a 200 volte superiori a quelli dei principali fiumi europei con picchi di 200 ng/L ed un range attuale che oscilla tra i 60 e i 174ng/L.</strong><strong><em> </em></strong><em>In alcune aree del bacino idrografico del Po, e più specificatamente nei fiumi Tanaro e Bormida, sono stati riscontrati livelli ancora più allarmanti, (1200ng/L), probabilmente da mettere in correlazione con la presenza in provincia di Alessandria di un sito industriale che utilizza tali composti: la Solvay Solexis di Spinetta Marengo. Tali polimeri interferiscono con il sistema endocrino umano e determinano seri danni ambientali…<strong>Chiedo alla Commissione europea se intenda fornire attraverso norme o direttive ed anche proposte di risoluzioni le basi per avviare un programma di monitoraggio e di sorveglianza a livello comunitario del rispetto dei limiti imposti e intervenendo con una politica incisiva là dove questi ultimi non sono rispettati;</strong> per avviare programmi, a livello comunitario, per la conoscenza e la verifica dello stato qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e sotterranee”.</em><strong><em> </em></strong>Nella risposta del <strong>commissario  europeo all’ambiente Ianez Potoknic, datata 23.4.10</strong>, si legge: <strong><em>“La Commissione è a conoscenza </em></strong><em>degli elevati livelli di PFOA e PFOS rilevati nel Po e nei sui affluenti come il Tanaro. In generale i composti chimici perfluorati e polifluorati come PFOA e PFOS sono stati prodotti da società chimiche produttrici di fluoro da oltre 50 anni e sono stati utilizzati in molti settori. La commercializzazione e l’utilizzo di PFOS è stata limitata nell’UE.</em> <strong>Il PFOS è stato identificato anche come inquinante organico persistente (POP) ai sensi della convenzione di Stoccolma e del protocollo POP della convenzione UNECE CLRTAP.</strong> <em>La Commissione sta attualmente riesaminando l’elenco di sostanze prioritarie per <strong>effettuare proposte entro il 2011 in conformità con l’articolo 8 della direttiva relativa agli standard di qualità ambientale e con l’articolo 16, paragrafo 4, della direttiva quadro sulle acque. </strong>Tra l’altro, la Commissione sta riesaminando le informazioni disponibili su tutte le sostanze comprese nell’allegato III della direttiva relativa agli standard di qualità ambientale<strong>,</strong></em><strong> inclusi i PFOS</strong>, per valutare se occorre proporre la loro identificazione come sostanze prioritarie ai sensi della <strong>direttiva quadro sulle acque</strong>.<strong><em> Quest’ultima prevede</em></strong><em> <strong>l’obbligo degli Stati membri di identificare le sostanze inquinanti di bacino</strong></em><strong><em> idrografico</em></strong><em>, fissare standard di qualità e predisporre misure per raggiungere gli obiettivi ambientali.</em> <em>Ciò dovrebbe costituire parte <strong>dei piani di gestione dei bacini idrografici</strong> della direttiva quadro sulle</em> <em>acque che <strong>gli Stati membri</strong></em> <strong>devono adottare al più tardi entro il 22 dicembre 2009, come previsto all’articolo 13.</strong><strong><em> </em></strong><em>Secondo le informazioni disponibili, <strong>finora nessun piano di questo genere è stato</strong></em><strong> <em>adottato in Italia</em></strong><em>.</em> <strong>La Commissione potrebbe pertanto decidere di intraprendere le necessarie azioni legali relative al mancato rispetto degli obblighi da parte dell’Italia</strong><em>.</em> <em>Quando la Commissione avrà</em> <em>ricevuto i piani di gestione dei bacini idrografici, ne valuterà la conformità alle disposizioni della</em> <em>direttiva.”</em><strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li>Nel giugno 2010<strong><em> </em></strong>il consiglio comunale approvava un ordine del giorno Idv, emendato da Progetto per Ferrara che “Chiede ai parlamentari regionali e nazionali di intervenire presso il Governo Nazionale affinché si riprendano i lavori del Progetto di rivitalizzazione del Po”). L’emendamento Ppf approvato chiedeva l’estensione dell’intervento anche  “<strong>presso il Governo regionale affinché si attivi nei confronti delle regioni rivierasche, con l’obiettivo di ridurre drasticamente lo scarico di sostanze inquinanti nelle acque del fiume.”</strong><strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<ul>
<li>· <strong> </strong>Nell’ottobre 2010 Progetto per Ferrara segnalava i ritardi nell’effettuazione delle analisi su Pfoa e Pfos, dopo la prima eseguita su nostra richiesta del marzo 2010, con una iniziativa politica ed istituzionale, fortemente contrastata dal Pd.<strong><em> </em></strong>Il Pfoa era stato accertato con una concentrazione di 14,5 nanogrammi/litro, quando lo stato del New Jersey, USA, raccomanda una soglia limite di 40 nanogrammi/litro.<strong><em> </em></strong>A seguito della nostra iniziativa <strong>Asl ed Ato avevano confermato, in commissione consigliare, che occorrono controlli sistematici e periodici su molti “nuovi” inquinanti.</strong> Pfoa, Pfos ed altre decine di molecole industriali scaricate nel fiume, minacciano ogni giorno e gravemente la nostra salute. <strong>Ppf chiedeva di conoscere i risultati delle analisi fatte dopo l’aprile 2010</strong>.<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Finalmente<em> </em>nel<em> </em>dicembre 2010</strong>, dopo mesi di pressing da parte di Progetto per Ferrara, <strong>l’assessora Zadro forniva in consiglio comunale i dati relativi alle analisi condotte da Hera. La contaminazione dell’acqua da parte dei citati inquinanti e’ confermata dai dati (da 9 a oltre 15 nanogrammi per litro) nei mesi che vanno da maggio a novembre 2010. I relativi certificati di analisi tuttavia non venivano forniti ai consiglieri. </strong>Si ricorda che in Italia non esistono limiti per la salvaguardia della salute. Progetto per Ferrara presentava un emendamento all’ordine del giorno del Pd sui sistemi idrici, ancora una volta bocciato dal partito di maggioranza, ma votato da Prc/Pdci, Lega, Io Amo Ferrara. Esso chiedeva <strong>il controllo mensile degli inquinanti, ritenuti pericolosi per la salute, ancorchè non normati, e la divulgazione in rete dei dati rilevati, unitamente alle considerazioni di Asl, Arpa, Ato, in merito al rischio per la salute eventualmente rappresentato dagli inquinanti riscontrati.<em></em></strong></li>
</ul>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p align="center"><strong>Il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p><strong>ad attivarsi formalmente presso gli enti deputati al controllo dell’acqua e al governo del servizio idrico integrato, nonché presso lo stesso gestore, affinché:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> vengano effettuate analisi con frequenza mensile di Pfoa e Pfos nell’acqua potabile, unitamente ad altri inquinanti presenti nelle acque del Po e classificati dalla letteratura scientifica e/o dalle organizzazioni internazionali competenti, pericolosi per la salute delle persone e degli animali, ancorché non normati nel nostro paese; </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> i risultati di tali analisi vengano valutati, insieme ai rischi per la salute conseguenti, da parte degli organi preposti (Asl, Arpa, Ato, altri), anche in relazione ai limiti adottati da altri paesi per i medesimi inquinanti; </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> siano pubblicati nel sito del Comune le concentrazioni riscontrate e le valutazioni degli organi preposti.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> venga data formale informazione ai consiglieri comunali dell’esito dell’impegno richiesto dal consiglio comunale a sindaco e giunta. </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Ppf</strong></p>
<p><strong>  </strong></p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-controlli-pfoapfos-1121.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Risoluzione sul trasloco a Cona</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-sul-trasloco-a-cona-1114.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-sul-trasloco-a-cona-1114.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=14582</guid>
		<description><![CDATA[RISOLUZIONE SUL TRASLOCO A CONA DELL’OSPEDALE SANT’ANNA Premesso che: &#160; &#160; &#160; &#160; *(prima data 27.10) Il Resto del Carlino del 6.10.11 riportava la notizia che l&#8217;ospedale di Cona “come è emerso ieri nel summit con i sindacati della sanità, aprirà i battenti dal 27 ottobre. La data è stata confermata in apertura di riunione”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Senza-titolo-21.jpg" rel="lightbox[14582]" title="Senza-titolo-2"><img class="alignleft size-full wp-image-14588" title="Senza-titolo-2" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Senza-titolo-21.jpg" alt="" width="194" height="165" /></a>RISOLUZIONE SUL TRASLOCO A CONA DELL’OSPEDALE SANT’ANNA</strong></p>
<p><strong>Premesso che</strong>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-14582"></span></p>
<p>*(prima data 27.10)</p>
<p>Il Resto del Carlino del <strong>6.10.11 </strong>riportava la notizia che l&#8217;ospedale di Cona <strong>“come è emerso ieri nel summit con i sindacati della sanità, aprirà i battenti dal 27 ottobre</strong>. La data è stata confermata in apertura di riunione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sullo stesso quotidiano in data <strong>8.10</strong> veniva riportato quanto dichiarato dal direttore generale Rinaldi “«<strong>Il 27 ottobre è confermato</strong>». Gabriele Rinaldi, il direttore generale dell&#8217;azienda S. Anna, <strong>vuole portare il primo paziente a Cona l&#8217;ultimo giovedì del mese</strong>.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul Carlino del <strong>9.10</strong> il direttore generale dell&#8217;Azienda Ospedaliera Rinaldi si diceva «<strong>ragionevolmente fiducioso che la data del 27 ottobre venga rispettata</strong>».” Il quotidiano riportava le seguenti dichiarazioni del direttore <strong>“«Se questo trasloco è improvvisato, si tratta di un&#8217;improvvisazione che dura da almeno tre anni»</strong>; <strong>«abbiamo aggiornato un programma dettagliato e condiviso da tempo»</strong> «Mercoledì scorso abbiamo reso noto i tempi e i modi dell&#8217;<strong>apertura del Dipartimento medico e di Medicina specialistica, i primi reparti attivi a Cona</strong>: <strong>300 posti letto su un totale di 750</strong>». L&#8217;obiettivo, riferisce il quotidiano, <strong>è sempre quello di vedere il primo paziente a Cona per il 27 ottobre.</strong><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Carlino del <strong>12.10</strong> riportava le seguenti dichiarazioni del sindaco Tagliani: <strong>«Se il problema sarà trovare qualcuno che alla fine metta la propria firma sull&#8217;agibilità di Cona, vuol dire che lo farò io!». </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Carlino del <strong>14.10</strong> riportava che <strong>otto ambulanze ed un pullmino, più una &#8216;automedica&#8217; erano pronti a fare da staffetta.</strong> <strong>“Si prepara la carovana del trasloco, in questo caso dei pazienti: saranno dai 65 agli 85 al giorno quelli spostati dal Sant&#8217;Anna a Cona</strong>, in base ovviamente alle condizioni dei singoli degenti. <strong>Ieri in Comune nella riunione della Commissione Sanità il direttore generale Gabriele Rinaldi ha svelato altri dettagli dell&#8217;operazione”.</strong></p>
<p> Il Carlino del <strong>15.10</strong> Cona riportava la seguente notizia “Arriva il primo bus carico di gente: <strong>«Adesso è davvero pronto a funzionare»</strong></p>
<p> *(seconda data 3.11)</p>
<p><strong>Il Carlino il 25.10 riportava la notizia del rinvio: “Cona, ora si corre per aprire il 3 novembre</strong><strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>28.10</strong> il quotidiano riportava “E’ annunciata per stamattina la firma della sospirata agibilità urbanistica, primo scoglio dell&#8217;iter autorizzativo per l&#8217;ospedale di Cona; anche ieri la commissione tecnica si è sottoposta ad un superlavoro, ed oggi Rinaldi dovrebbe ricevere il prezioso documento. Con il quale, metaforicamente, correrà all&#8217;Azienda Usl per protocollare la richiesta di autorizzazione sanitaria: <strong>riuscirà nell&#8217;impresa di spuntare l&#8217;ok in tempo utile per la partenza di giovedì 3 novembre?</strong></p>
<p> La Nuova Ferrara del <strong>28.10</strong> dava per scontata la nuova data di apertura <strong>“</strong><strong>Cona finalmente agibile. Trasloco il 3 novembre</strong><strong>.</strong> <em>Oggi sarà protocollata la prima certificazione richiesta, nei prossimi giorni arriverà anche l&#8217;autorizzazione sanitaria. L&#8217;ingresso del primo paziente è vicino”</em></p>
<p> *(nuova data da destinarsi)</p>
<p>Il Carlino del <strong>3.11</strong> riportava la notizia  <strong>“Slitta il «nulla osta»: </strong>apertura appesa a un filo. <strong> A Cona sventola bandiera bianca</strong>. <strong><em>Stop al corteo mattutino di ambulanze</em></strong><em>. Poi si vedrà</em>. L&#8217;autorizzazione sanitaria slitta, il direttore generale Gabriele Rinaldi non vuole arrendersi: giornata da cardiopalma, ieri al Sant&#8217;Anna. E per oggi a Cona se ne annuncia una altrettanto cruciale. <strong>Il trasferimento mattutino dei primi pazienti (ridotti ieri a una trentina), ipotizzato prima alle 8 e poi dalle 9.30, è stato bloccato. Forse sarà attuato nel pomeriggio, e forse sarà rinviato a domani o più avanti.</strong> Colpa di un problema tecnico che ha impedito il rilascio del nulla osta da parte della commissione dell&#8217;Azienda Usl guidata da Orazio Buriani.<br />
La Nuova Ferrara del <strong>4.11</strong> riportava <strong> “<em>Niente da fare, l&#8217;apertura del nuovo ospedale rinviata a data da destinarsi.</em> </strong>Alla fine il direttore generale del S. Anna ha dovuto gettare la spugna e <strong>comunicare il secondo rinvio del trasloco dell&#8217;ospedale in una settimana</strong>. L&#8217;ha fatto spiegando che a causa di carenze rilevate dalla commissione sanitaria sarà necessario aggiornare il programma dei trasferimenti di qualche giorno. Non si sa ancora se alla prossima settimana o a quelle successive. <strong>La commissione sanitaria ha rilevato carenze, tra l&#8217;altro, sul fronte delle pulizie, nell&#8217;impiantistica e nella segnaletica.”</strong></p>
<p> Il Carlino in data <strong>7.11</strong> riportava le dichiarazioni di Cisl e Uil “«Cona: 25 anni di errori, ritardi e sprechi» <em>«Non parliamo di malasorte, troppe questioni sono ancora irrisolte»</em> «In questa città e in questa regione la politica ha operato scelte importanti, <strong>ma nessuno ha pagato mai per gli errori, i ritardi e gli sprechi</strong>». Inizia così, <strong>chiamando in causa il sindaco Tiziano Tagliani oltre che il direttore generale dell&#8217;Azienda Ospedaliera Gabriele Rinaldi</strong>, la &#8216;lettera&#8217; aperta che Claudia Canella e Sabrina Cerini, segretarie della funzione pubblica di Cisl e Uil, indirizzano ai dipendenti del Sant&#8217;Anna. <strong>«Una volta di più, ci troviamo di fronte a un ritardo che fa perdere credibilità alla dirigenza e reitera dicerie e sfiducia».</strong></p>
<p> Telestense il <strong>7.11</strong> riportava <strong>la richiesta di Iaf, Pdl e Ppf</strong><strong> &#8220;Il sindaco Tagliani</strong> <strong>comunichi in consiglio comunale</strong> <strong>quanto sia di sua conoscenza ed eventualmente di sua competenza</strong>, in merito al duplice fallimento delle operazioni di trasloco dell&#8217;ospedale a Cona ed ai conseguenti disagi procurati ai cittadini&#8221;. E&#8217; la richiesta delle opposizioni &#8211; Io Amo Ferrara, Pdl e Progetto per Ferrara &#8211; avanzata oggi durante la conferenza dei capigruppo. La lega nord e altri gruppi di minoranza -inoltre- hanno richiesto un sopralluogo a Cona. </p>
<p> La Nuova Ferrara <strong>l’8.11</strong> riportava <strong>“</strong><strong>L&#8217;ospedale..resta chiuso, nonostante due annunci di avvio del trasloco (il 27 ottobre e il 3 novembre) poi rientrati per mancanza di permessi.</strong> Il direttore generale del S. Anna, Gabriele Rinaldi dichiarava «Appena la commissione sanitaria ci darà il via libera fisseremo il giorno del trasloco. Contiamo di presentare la domanda di sopralluogo tra oggi e domani. <strong>Quando avremo in mano l&#8217;ok potremo attivare il trasferimento nel giro di pochi giorni». Quanti? Quattro o cinque</strong>. Una dichiarazione che da sola appare sufficiente a rinviare alla prossima settimana (e forse oltre) il primo step del trasloco del S. Anna. «La commissione &#8211; spiega il manager &#8211; ci ha dato indicazioni precise per migliorare alcuni aspetti». Gli esempi: rendere più chiara e capillare la <strong>segnalazione di percorsi interni</strong> e vie di fuga, ottimizzare la <strong>pulizia degli ambienti</strong> («il personale sta lavorando come se l&#8217;ospedale fosse già aperto, stiamo pulendo anche i davanzali dal guano dei piccioni»), ripristinare i <strong>collegamenti elettrici</strong> (interruttori, lampadine) risultati non funzionanti. Per delimitare di volta in volta le aree di degenza &#8220;sbloccate&#8221; dalla commissione <strong>saranno posate catenelle rimuovibili</strong>, già comparse in diversi corridoi. «Non ci sono stati segnalati problemi sulle tecnologie &#8211; precisa il direttore &#8211; <strong>e non si è registrato nessun allagamento</strong>». Le due settimane di ritardo rispetto al cronoprogramma già definito comporteranno «una rimodulazione dei tempi».</p>
<p> Il quotidiano online Estense.com <strong>dell’8.11</strong> riportava la seguente notizia “Rinaldi smentisce varie voci <strong>ma non mostra il documento dell’Asl</strong>. <strong>Questione di catenelle, piantane, pedate, prese, lampadine e… guano. </strong>Il direttore generale del Sant’Anna Gabriele Rinaldi ha spiegato così le ragioni per cui giovedì scorso non sono arrivati in via Palmirano i primi, agognati pazienti. Mercoledì 2, la commissione incaricata ha infatti scritto che qualcosa non va nei 50mila metri quadrati esaminati sui 190mila totali. Cosa? e quando si traslocherà? Si sono domandati migliaia di ferraresi. Non essendo pubbliche le conclusioni della commissione, riassunte in <strong>“otto-nove punti”</strong> (<strong>nemmeno ieri mattina il documento finale è stato distribuito ai giornalisti nonostante richiesta</strong>), in città si sono diffuse varie voci, riprese dall’informazione locale: dai fili elettrici che mancano <strong>a problemi con i gas medicali</strong>, dai calcinacci nei lavandini ai vasistas che non si aprono.</p>
<p> *(emerge per la prima volta la contaminazione)</p>
<p>La Nuova Ferrara del <strong>11.11</strong> riportava  <strong>“Polo di Cona, anche l&#8217;acqua è a rischio Controlli su tubature e rubinetti. Si cerca il batterio della legionella. La data del trasloco sempre più incerta.</strong></p>
<p> Lo stesso quotidiano il <strong>12.11</strong> riportava <strong>“Legionella nell&#8217;acqua di Cona. Altri controlli alle condutture del nuovo ospedale. Legionella nell&#8217;acqua via alle analisi dell&#8217;Asl.</strong> I test sono in corso nel polo sanitario dopo la scoperta della presenza di batteri La direzione del S. Anna: <strong>ora attendiamo l&#8217;esito del lavoro dei tecnici.</strong></p>
<p> Il Resto del Carlino del <strong>13.11</strong>. “<strong>Prelievi tardivi. Incertezza sui risultati delle indagini,</strong> <strong>e sulle eventuali procedure da adottare per garantire la completa &#8216;sanificazione&#8217; dell&#8217;ospedale.</strong> Ed anche nuove ingenti spese. In questo quadro convulso e clamoroso, oltre all&#8217;allarme &#8216;legionella&#8217; a Cona <strong>arrivano anche gli ispettori della Regione</strong>. Da alcuni giorni, a seguito del flop del trasloco e <strong>dell&#8217;allerta di carattere igienico-sanitario</strong> che ha portato alle analisi ufficiali disposte dal Dipartimento di Igiene Pubblica, si susseguono (ammantate da un&#8217;aura top secret) <strong>le visite degli emissari di Vasco Errani e dell&#8217;assessore alla Sanità Carlo Lusenti”</strong></p>
<p>Il Resto del Carlino del <strong>14.11</strong> <strong>L</strong><strong>&#8216;opposizione incalza Tagliani</strong>: <strong>«Pretendiamo chiarezza» «Il Sindaco relazioni in Consiglio sul flop del trasloco di Cona». </strong>L&#8217;istanza presentata alla conferenza dei capigruppo da Progetto per Ferrara, Pdl e Io Amo Ferrara, <strong>si amplia a poche ore dalla seduta in programma oggi dalle 15.30:</strong> <strong>anche Rifondazione-Pdci e Futuro e Libertà sollecitano una comunicazione da parte di Tagliani</strong> «in merito a quanto sia di sua conoscenza e di sua competenza, relativamente al duplice fallimento delle operazioni di trasloco a Cona e dai conseguenti disagi procurati ai cittadini, ai pazienti ed ai lavoratori del Sant&#8217;Anna». </p>
<p> La Nuova Ferrara del <strong>14/11</strong>. <strong>Cona, trasloco lontano e la diagnostica soffre. Oggi ultimi prelievi anti-legionella, parla il sindaco.</strong> <strong>Ma il tempo sta finendo Ecografie sospese, Tac e Risonanze a metà: rischio sovraffollamento. In caso fosse necessaria la bonifica, è praticamente scontato un rinvio a fine febbraio-inizio marzo 2012 del trasloco, ma già così l&#8217;esigenza di attendere l&#8217;esito degli esami fa slittare tutto di una decina di giorni.</strong> Quanto basta per mettere fortemente a rischio ogni ipotesi di avvio entro l&#8217;anno. Nel pomeriggio, poi, è attesa la comunicazione su Cona del sindaco Tiziano Tagliani, che ieri è rimasto in silenzio anche do<strong>po il pesante intervento del segretario Pd, Paolo Calvano, che ha chiesto in sostanza alla Regione d&#8217;intervenire sui vertici dell&#8217;Azienda S.Anna.</strong> <strong>Sarà essenziale chiarire quando la Direzione ha appreso del problema-batterio.</strong> Intanto rischia di farsi critica la situazione di alcuni settori dell&#8217;ospedale già predisposti per un trasferimento che non parte mai. E&#8217; il caso della diagnostica. Sono già a Cona, e quindi inservibili, un ecografo, due raggi X su sette, una Tac e una Risonanza su due. Solo le ecografie sono state sospese fino al 31 dicembre, <strong>con disagi per i pazienti</strong>, mentre le altre diagnostiche stanno entrando in sofferenza dalla parte degli operatori, per problemi di affollamento. Senza considerare che in tutti i reparti medici gli armadietti sono ancora gli scatoloni del trasloco, difficilmente accessibili. Un altro elemento di perplessità tra il personale è il fatto che, questa volta, la Direzione non ha chiesto la sospensione delle ferie fino a fine anno.</p>
<p> <strong>Considerato che</strong></p>
<p><strong> </strong>Nel corso della seduta del <strong>13.10</strong> della Commissione sanità il direttore <strong>Rinaldi ha rassicurato i consiglieri che tutto era predisposto per il trasloco</strong> e che non esistevano problemi tecnici o organizzativi insormontabili. Lo stesso direttore non ha altresì fatto alcun cenno a problemi all’origine di possibili contestazioni da parte dell’Asl, in merito all’apertura del nuovo ospedale.</p>
<p> Anche successivamente alle visite di controllo della commissione dell’Asl ed <strong>al ricevimento del verbale contenente le contestazioni</strong>, il direttore Rinaldi ha rilasciato dichiarazioni che  <strong>banalizzavano</strong> le motivazioni del mancato rilascio dell’autorizzazione sanitaria per l’inizio del trasferimento dei pazienti dal Sant’Anna al nuovo ospedale di Cona (“<strong>Questione di catenelle, piantane, pedate, prese, lampadine e… guano”).</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Molti dei quesiti posti il 14.6</strong> nel consiglio congiunto Comune/Provincia e trasmessi in forma scritta alla presidente della Conferenza socio-sanitaria Zappaterra, <strong>sono rimasti privi di risposta</strong><em>.</em> Essi sono:<em> “Dopo venti anni di gestione del cantiere del nuovo ospedale di Cona, è possibile sapere in quale data aprirà e quando sarà funzionante ed operativo al 100%? Quando saranno disponibili le infrastrutture di collegamento (ferrovia, nuovi collegamenti stradali)? Quando sarà completato il trasloco del Sant’Anna? Quali servizi pubblici saranno disponibili per i residenti della città, in quali giorni, fasce orarie e frequenza? Quali funzioni ospedaliere e prestazioni sanitarie oggi disponibili al Sant’Anna non saranno disponibili a Cona? L’ospedale Sant’Anna in città cesserà completamente la propria funzione ospedaliera? Quali funzioni ospedaliere resteranno attive? Quanti e quali degli 80 mila accessi al Pronto Soccorso continueranno ad essere gestiti in città? In alternativa, in quali altre strutture e con quali modalità (giorni ed orari)? Quanti e quali delle 50 mila prestazioni in day hospital attualmente gestiti presso l’ospedale Sant’Anna, continueranno ad essere erogate in città? In quali strutture e con quali modalità? La casa della salute quali prestazioni ospedaliere e non erogherà? In quali giorni e quali orari sarà attiva? Per quante prestazioni sarà dimensionata? Chemioterapie e radioterapie in day hospital saranno disponibili in città? Come si pensa di rimediare all’allungamento dei tempi di accesso alle cure idonee in ospedale, nei casi di emergenza (infarto, difficoltà respiratoria, ictus, politrauma ecc..) che riguardino  i residenti in città e nei quartieri di Barco, Ponte, Mizzana, Cassana, Porotto, Ravalle oltre che nei Comuni di Vigarano e Bondeno? In che modo si pensa di tenere conto della volontà espressa da quasi 14500 cittadini ferraresi che, attraverso il referendum autogestito, hanno chiesto la permanenza in città dell’ospedale ridimensionato e del pronto soccorso?”</em></p>
<p> Che <strong>numerosi altri quesiti in materia di programmazione sanitaria</strong> trasmessi alla presidente Zappaterra sono rimasti inevasi. Essi sono: “Esiste un progetto di riorganizzazione delle rete ospedaliera della provincia, che descriva in dettaglio con quali e quante risorse verrà finanziato? Quali ospedali chiuderanno? Come verranno riorganizzate le prestazioni ospedaliere negli ospedali superstiti, anche in relazione alla riorganizzazione dell’area vasta e regionale? Come si modificherà il sistema di strutture territoriali non ospedaliere (case della salute, ambulatori di cure primarie, medicine di gruppo, ecc….)? Come cambieranno le funzioni svolte da ogni singola struttura? Con quali modalità ed orari funzioneranno? Come sarà redistribuito il personale medico e non? Quale sarà il fabbisogno di nuovo personale o l’esubero di quello in attività e come cambierà l’organizzazione del lavoro? In quali date saranno operative le nuove strutture progettate e le modificazioni di quelle esistenti (crono programma)? Quanto costerà il funzionamento di ogni singola struttura nuova o esistente modificata? A quanto ammonterà la spesa sanitaria complessiva della provincia dopo la riorganizzazione? Per quali motivi il Piano di Attuazione Locale (Pal) predisposto nel 2007 per il triennio 07-09 non è stato aggiornato? Per quali motivi l’ospedale di Cona, dato per funzionante nel Pal entro il 2009 non è ancor stato ultimato? Perché il Pal in vigore non contiene alcun progetto di riorganizzazione della sanità ferrarese a seguito dell’apertura dell’ospedale di Cona? Entro quale data è prevista l’approvazione del Pal 2011-13? Entro quale data è prevista l’approvazione dell’atto di indirizzo della CSST 2011-13? Si pensa di proporre alla Regione la modifica dei criteri di attribuzione delle risorse sanitarie alle Province? A quanto ammontano le risorse complessive 2011 per la provincia? Quanto abbiamo speso nel 2010? A quanto ammontano i tagli richiesti dalla regione per il 2011 ed anni successivi? La conferenza socio sanitaria territoriale ha affrontato tali argomenti? Esistono delle deliberazioni della conferenza al riguardo? Se si, si chiede di metterle a disposizione dei consigli comunali.”</p>
<p> <strong>L’obbiettivo più importante del nuovo direttore generale del Sant’Anna era ed è l’apertura di Cona nel più breve tempo possibile e nella massima sicurezza.</strong></p>
<p> <strong>Da oltre vent’anni</strong> la pessima gestione di questo progetto penalizza la qualità dell’assistenza ospedaliera dei cittadini ferraresi.</p>
<p> I ripetuti annunci del medesimo direttore (apertura di Cona in ottobre 2011 e primo parto in ospedale a Ferrara del 2012 presso il reparto maternità di Cona), <strong>sono clamorosamente falliti</strong>.</p>
<p> La scelta di raddoppiare Cona e chiudere il Sant’anna ed il pronto soccorso in città, scelta <strong>fatta dal Comune di Ferrara all’inizio del 2000,  si è dimostrata devastante </strong>per la città ed ha prodotto una situazione che senza dubbio rappresenta <strong>il più grande scandalo sanitario del nostro paese</strong>.</p>
<p> <strong>Nel frattempo quasi 15 mila cittadini ferraresi hanno partecipato al referendum autogestito da Progetto per Ferrara ed hanno chiesto il mantenimento in città di un ospedale e di un pronto soccorso. </strong></p>
<p> <strong>Il sindaco e la presidente della conferenza socio sanitaria dovrebbero attivarsi presso il presidente della regione e l’assessore regionale della sanità, per rimediare con adeguati provvedimenti al danno arrecato alla popolazione, alla credibilità dell’azienda ospedaliera e delle istituzioni, a seguito di un decennio di annunci non mantenuti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Il consiglio comunale impegna il sindaco</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p><strong>ad attivarsi presso la regione e la conferenza socio sanitaria affinchè il trasloco al nuovo ospedale di Cona avvenga dopo che siano state accertate dagli enti competenti tutte le condizioni di massima sicurezza per i pazienti, il personale, gli studenti ed i visitatori;</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>ad attivarsi presso la regione e la conferenza socio sanitaria affinchè il suddetto trasloco avvenga dopo che i collegamenti viari e ferroviari, ed i servizi di trasporto pubblico, siano stati effettivamente predisposti in quantità e qualità adeguata per un regolare raggiungimento del nuovo ospedale;</strong></p>
<p> <strong>ad accertare “quando” il direttore generale sia stato informato, da parte dell’azienda sanitaria locale (commissione), della probabile contaminazione da batteri dell’acqua potabile, dei relativi impianti e di quelli dei gas medicali;</strong></p>
<p><strong> </strong>Qualora ciò fosse accaduto <strong>prima del 8.11</strong>, data in cui direttore Rinaldi ha rilasciato dichiarazioni sui motivi del rinvio del trasloco, non citando gravi problemi di contaminazione dell’acqua e degli impianti</p>
<p> <strong>il consiglio comunale impegna il sindaco</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>a richiedere al presidente Errani ed all’assessore Lusenti la revoca immediata dell’incarico al direttore generale dell’azienda ospedaliera e la sua immediata sostituzione.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Progetto per Ferrara </strong><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/risoluzione-sul-trasloco-a-cona-1114.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio Comunale 2011: Risoluzione rette ceti abbienti</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-comunale-2011-risoluzione-rette-ceti-abbienti-0321.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-comunale-2011-risoluzione-rette-ceti-abbienti-0321.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 14:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[risoluzione ceti abbienti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=11927</guid>
		<description><![CDATA[Ferrara 18/3/2011   Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara   OGGETTO: Risoluzione rette ceti abbienti, bilancio 2011   Il Consiglio Comunale di Ferrara   Premesso che   ·  nel bilancio 2011 è indicata la spesa di 4,4 milioni per il trasferimento all’Istituzione scolastica e di 13,2 milioni per il personale dipendente dal Comune, impiegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/Senza-titolo-120.jpg" rel="lightbox[11927]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-full wp-image-11928" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/Senza-titolo-120.jpg" alt="" width="170" height="140" /></a>Ferrara 18/3/2011</span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Consiglio Comunale</strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>di Ferrara</strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<h3><strong>OGGETTO: Risoluzione rette ceti abbienti, bilancio 2011</strong></h3>
<p><strong><span style="font-size: small;"> <span id="more-11927"></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Il Consiglio Comunale di Ferrara</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Premesso che</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"><strong> </strong>nel bilancio 2011 è indicata la spesa di <strong>4,4 milioni</strong> per il trasferimento all’Istituzione scolastica e di <strong>13,2 milioni</strong> per il personale dipendente dal Comune, impiegato nei servizi educativi;</span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> i servizi per il diritto allo studio rappresentano i principali strumenti per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona (fra cui quelli legati all’istruzione) e per dare attuazione <strong>all’eguaglianza sostanziale fra  i cittadini, abbienti e meno abbienti</strong>, che è alla base dell’art. 3 della Costituzione italiana;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> in una società giusta, come dovrebbe essere intesa da chi ha a cuore la <strong>sostanziale eguaglianza dei cittadini</strong>, <strong>abbienti e meno abbienti,</strong> <strong>vanno aiutare i poveri chiedendo ai ricchi</strong> e non viceversa, vanno tagliati gli sprechi per investire in economia e lavoro, vanno fatte riforme e cambiamenti strutturali, <strong>finalizzando le risorse del Comune, umane e finanziarie, alle nuove priorità della città e dei cittadini</strong> generate dalla pesante crisi economica, occupazionale e dei conti pubblici;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> i costi dei servizi scolastici gestiti dall’Istituzione scolastica (nidi, materne, trasporto scolastico, mensa, ecc..) sono coperti in percentuale variabile dalle entrate da rette pagate dalle famiglie, <strong>mentre la parte restante è a carico della collettività</strong>, quindi anche di famiglie poco abbienti, pensionati, single e giovani coppie a basso reddito, attraverso trasferimenti comunali, regionali, statali, di personale dipendente comunale, di manutenzioni a carico del Comune, ecc.. Riguardo ai nidi, ad esempio, <strong>le rette coprono il 14,89% dei costi</strong>, mentre la media regionale è attestata al 21,32%;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> le famiglie con valore ISEE in fascia massima, pagano rette che coprono percentuali del costo totale, variabili in funzione del servizio. Nel caso di nidi e materne <strong>essa non arriva al 70%</strong>. Nell’anno scolastico 2010-2011 la retta massima nei nidi (applicata a chi dichiara un reddito ISEE di oltre 100 mila euro, cui corrisponde un reddito familiare di almeno 200 mila euro/anno) è pari a 657 €/mese e <strong>copre il 69% del costo</strong>; nelle materne la retta massima (applicata a famiglie con gli stessi livelli di reddito succitati), è di 550 €/mese e <strong>copre il 69% del costo sostenuto dall’Istituzione</strong>;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> nell’anno scolastico in corso, le liste di attesa per nidi e materne contenevano un numero di <strong>richieste inevase</strong> pari rispettivamente a <strong>560 </strong>(per i nidi a dicembre 2009) e <strong>259 </strong>(per le materne comunali a settembre 2009);</span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> occorre evitare che, in una situazione di offerta incapace di soddisfare la domanda, il Comune <strong>rinunci a chiedere, a chi può pagarlo, il costo del servizio a domanda individuale</strong>, e dunque si privi di risorse preziose che potrebbero essere utilizzate per potenziare l’offerta e dare una risposta alle famiglie oggi escluse dall’accesso al servizio; al tempo stesso occorre evitare che posti occupati da famiglie ad alto reddito, che non pagano come abbiamo visto il 100% del costo, <strong>siano indisponibili per famiglie bisognose</strong>, a causa della saturazione delle strutture comunali; </span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <span style="font-size: small;"> in un momento di grande difficoltà dei conti pubblici, l’Amministrazione dovrebbe mettere in atto tutte le azioni tese al riequilibrio strutturale del bilancio, <strong>agendo anche sulla capacità contributiva dei ceti più abbienti; </strong></span></li>
</ul>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Impegna il Sindaco e la Giunta a</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">·</span> <strong><span style="font-size: small;"> ridefinire il piano delle rette 2011-2012, relative ai servizi a domanda individuale di trasporto scolastico, centri ricreativi estivi, nidi, materne, servizi scolastici integrativi, attribuendo ai valori ISEE superiori a 50 mila euro, rette pari al 100% del costo sostenuto dall’Istituzione per erogare suddetti servizi; a valori ISEE compresi tra 40 e 50 mila euro, rette pari al 75% del costo totale. Per valori ISEE inferiori a 40 mila euro il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta a ricalibrare le rette, mantenendo, per i valori ISEE inferiori a 20 mila euro, gli importi attualmente in vigore, senza alcun aumento. </span></strong></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Valentino Tavolazzi</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Consigliere comunale </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Progetto per Ferrara</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/bilancio-comunale-2011-risoluzione-rette-ceti-abbienti-0321.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio Comunale 2011: Risoluzione Cosap passi carrai a raso</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/bilanco-comunale-2011-risoluzione-cosap-passi-carrai-a-raso-0321.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/bilanco-comunale-2011-risoluzione-cosap-passi-carrai-a-raso-0321.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 14:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[risoluzione passai carrai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=11850</guid>
		<description><![CDATA[Ferrara 21/03/2011   Al Presidente del Consiglio Comunale di Ferrara   OGGETTO: Risoluzione Cosap passi carrai a raso   Il Consiglio Comunale di Ferrara   Premesso che  ﻿ · nel bilancio comunale 2011 è indicata una entrata da Cosap pari a 2,2 milioni.   ·  tale somma include la tassa richiesta ai proprietari di passi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/Senza-titolo-115.jpg" rel="lightbox[11850]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-full wp-image-11851" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/Senza-titolo-115.jpg" alt="" width="170" height="140" /></a>Ferrara 21/03/2011</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Consiglio Comunale</strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>di Ferrara</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<h3><strong>OGGETTO: Risoluzione Cosap passi carrai a raso</strong></h3>
<h3><span style="font-size: small;"><span id="more-11850"></span> </span></h3>
<p><strong><span style="font-size: small;">Il Consiglio Comunale di Ferrara</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;">Premesso che</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> ﻿</span></strong></p>
<ul>
<li>· nel bilancio comunale 2011 è indicata una entrata da Cosap pari<strong> a 2,2 milioni.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> </strong>tale somma <strong>include</strong> la tassa richiesta ai proprietari di <strong>passi carrai a raso,</strong> per i quali non è stata richiesta la concessione del divieto di sosta;</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>· <strong> </strong>in <strong>data 31.1.11</strong>, durante il dibattito in Consiglio Comunale, in merito alla soppressione del Cosap per i passi carrai a raso, il sindaco e la maggioranza <strong>hanno dichiarato la propria disponibilità</strong> al confronto, in apposita commissione consiliare, in merito all’argomento oggetto di grande attenzione da parte dei cittadini e assai controverso sul piano giuridico;</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>tale approfondimento non è ancora avvenuto;</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>l’applicazione del canone <strong>non è obbligatoria</strong> per il Comune, al contrario è facoltativa. Pertanto gli approfondimenti giuridici possono al più servire a stabilire se essa sia legittima o meno. Infatti la scelta di applicare il Cosap ai passi carrai a raso, i cui proprietari non abbiano richiesto l’autorizzazione al divieto di sosta, altro <strong>non è che una scelta politica,</strong> che alcune Amministrazioni hanno fatto rinunciandovi, altre no;<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Impegna il Sindaco e la Giunta </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>a confrontarsi quanto prima in apposita commissione consiliare, sull’opportunità della tassazione agli accessi a raso non classificabili passi carrabili ai sensi dell’articolo 44 del decreto legislativo n. 507/1993, per i quali non sia stata richiesta, da parte dei proprietari, la concessione di divieto di sosta; ad apportare le necessarie modifiche al Regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico, da sottoporre al consiglio comunale dopo la citata istruttoria in apposita commissione.</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>   Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Ppf </strong><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/bilanco-comunale-2011-risoluzione-cosap-passi-carrai-a-raso-0321.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilancio Comunale 2011: Risoluzione teleriscaldamento</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/11820-0321.html</link>
		<comments>http://www.progettoperferrara.org/11820-0321.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 14:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Risoluzione teleriscaldamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoperferrara.org/?p=11820</guid>
		<description><![CDATA[  Ferrara 18/03/2011    Al Presidente del   Il Consiglio Comunale di Ferrara   OGGETTO: Risoluzione teleriscaldamento Hera   Il Consiglio Comunale di Ferrara  Premesso che  ·  il Comune nel 2011 incasserà da Hera 3 milioni di euro in forza del contratto di servizio del teleriscaldamento;  ·  l’affidamento del servizio di TLR è regolato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/Senza-titolo-111.jpg" rel="lightbox[11820]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-full wp-image-11837" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/03/Senza-titolo-111.jpg" alt="" width="170" height="140" /></a>Ferrara 18/03/2011</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><span style="font-size: small;"><strong>Al Presidente del </strong><strong> </strong></span></p>
<h3><strong><span style="font-size: small;">Il Consiglio Comunale di Ferrara</span></strong></h3>
<h3><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></h3>
<h3>OGGETTO: Risoluzione teleriscaldamento Hera</h3>
<h3><span id="more-11820"></span></h3>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><strong>Il Consiglio Comunale di Ferrara</strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><strong><span style="font-size: small;">Premesso che</span></strong></p>
<p><strong> </strong>·  il Comune nel 2011 incasserà da Hera 3 milioni di euro in forza del contratto di servizio del teleriscaldamento;</p>
<p> ·  l’affidamento del servizio di TLR è regolato dal contratto di servizio del 2002 tra Comune e Agea, integralmente passato ad Hera con le modifiche societarie nel 2005. Esso richiama i principi di qualità e sicurezza del servizio e l’obbiettivo di un costante miglioramento dello stesso, attraverso <strong>“meccanismi di monitoraggio che coinvolgano anche i clienti/utilizzatori”.</strong><br />
Il Regolamento per la distribuzione del calore (approvato dal Consiglio Comunale nel 2000), per quanto riguarda la tariffazione, riprende una delibera del Consiglio Comunale del 1990.<br />
In seguito a considerevoli aumenti di tariffa, nel 2007 la Giunta istituì un tavolo di confronto tecnico tra Comune ed Hera, al fine di verificare il calcolo della tariffa e discuterne i criteri. In quella sede emersero alcune criticità. In particolare il parametro “K”, che incide sostanzialmente sulla tariffa e non è soggetto a valutazioni condivise con il Comune. In altri termini si ravvisò la necessità di giungere ad una maggiore condivisione e trasparenza della tariffa. Nessun fatto seguì alle parole;  </p>
<p> ·  per riscaldare l’acqua del Tlr due centrali termiche bruciano gas naturale per circa 4850 ore/anno (dato medio Hera 2007-2018); la centrale termica <strong>A </strong>è composta da quattro caldaie, di cui due da 14 MWt e due da 7 MWt; la centrale termica <strong>B</strong>, più recente, è composta da tre caldaie da 14 MWt; <strong>per un totale di 84MWt</strong> (84 mila KW, equivalenti ad <strong>oltre 3 mila caldaie da appartamento</strong>;</p>
<p> ·  Hera non ha mai fornito <strong>studi sulla salubrità del “sistema” teleriscaldamento e sulla sua economicità</strong>, né comparazioni con sistemi a riscaldamento distribuito, con caldaie singole a gas a condensazione, rispetto ai quali il teleriscaldamento viene proposto in alternativa; Hera altresì non ha mai prodotto studi sulla dispersione termica dell’impianto (perdite di calore da conduzione, da convezione e da perdite d’acqua calda), che<strong> peggiora significativamente il rapporto tra energia prodotta, da cui deriva l’inquinamento (caldaie + inceneritore), ed energia fruita nelle abitazioni, penalizzando il rendimento energetico del sistema;</strong></p>
<p> ·  non esiste a Ferrara<strong> un regolamento Comune-Hera sul servizio teleriscaldamento, sul calcolo e l’applicazione delle tariffe</strong>, <strong>né una procedura di controllo, </strong>che consenta all’ente, nell’interesse dei cittadini, di <strong>verificare i costi di gestione del servizio sostenuti da Hera</strong>, i margini di profitto derivanti dall’applicazione del sistema tariffario vigente e gli <strong>eventuali spazi di riduzione della tariffa;</strong></p>
<p><strong> </strong>· <strong> la tariffa del servizio Tlr non è soggetta a controlli da parte di alcuna Authority, né da parte dell’Ato;</strong></p>
<p><strong> </strong>· <strong> </strong>Hera riconosce <strong>un bonus Tlr per le famiglie economicamente svantaggiate</strong> in molti Comuni serviti (es. Cesena, Bologna), bonus quanto meno poco conosciuto a Ferrara;</p>
<p><strong> </strong>·  <strong>nessuna risposta </strong>è mai giunta dal Comune e da Hera ai quesiti posti da numerosi cittadini, anche a mezzo stampa locale, in merito agli <strong>aumenti </strong>delle tariffe del Tlr. A titolo di esempio si riporta il caso di un condominio che ha inviato ai giornali ed <strong>al sindaco</strong> gli importi delle bollette ricevute da Hera. La spesa sostenuta per il teleriscaldamento nel 2008 era stata di  <strong>€ 25.105,77 a fronte di un consumo di 238.685 Kwh</strong> (termici),  da cui deriva un prezzo a Kwh di <strong>0,105 €.</strong> Nel 2007 il consumo era stato di Kwh 281.614  (42.929 in più del 2008) con una spesa di € 15.911,16 ed un prezzo per Kwh pari a <strong>€ 0,0565</strong>.</p>
<p> ·  Hera dichiara che “la tariffa è tale da rendere <strong>equiparabile il costo</strong> del servizio teleriscaldamento alla spesa che sarebbe sostenuta dall’utente utilizzando il gas metano, tenendo conto, nelle valutazioni economiche, anche dei costi aggiuntivi per la manutenzione annuale, le verifiche periodiche, e l’onere di ammortamento per sostituzione caldaia, che sono evitati dagli utenti allacciati alla rete Teleriscaldamento”; <strong>l’azienda reclamizza vantaggi economici del Tlr, rispetto al gas, quantificati nel 9% circa;</strong></p>
<p> ·  tra <strong>Hera ed il Comune di Cesena esiste un Accordo sottoscritto il 31 maggio 2007</strong> che regola la tariffa del servizio Tlr praticata ai clienti; l’art. 12.1 la commisura al prezzo del combustibile di riferimento (gas metano), considerando in tariffa anche la valorizzazione dei servizi aggiuntivi forniti col Tlr (pronto intervento, minori oneri per controlli e manutenzioni, minori oneri per acquisto e gestione caldaie, ecc.); il citato art. 12.1 dell’accordo stabilisce che <strong>“il prezzo applicato all’utenza per l’erogazione del servizio di TLR è competitivo rispetto al sistema tradizionale (fornitura diretta di gas metano)”;</strong></p>
<p><strong> </strong>·  dubbi sulla congruità delle tariffe del teleriscaldamento erano sorti <strong>nel consiglio comunale di Cesena</strong>, in occasione della discussione del piano di sviluppo dell’azienda. Il quadro comparativo proposto dalla società per dimostrare la convenienza del Tlr rispetto al gas metano, dichiarato pari al 9% circa, <strong>è stato contestato per i parametri utilizzati nel confronto</strong>: consumi stimati <strong>troppo alti</strong> per appartamento; rendimento caldaia stimato al <strong>75%,</strong> quando in commercio ne esistono con rendimenti <strong>90% e oltre</strong>; <strong>costi di manutenzione doppi</strong> rispetto ai reali. Hera avrebbe pure “dimenticato” il costo di allacciamento, <strong>molto elevato</strong>, e sottostimato i costi del <strong>boiler aggiuntivo</strong> per l’acqua sanitaria. Parametri più realistici avrebbero portato, per un condominio di 20 appartamenti di circa 80 mq ciascuno, <strong>ad un costo del Tlr assai più alto </strong>di quello del metano; da controlli fatti dal Comune di Cesena nel quartiere dell’ex Zuccherificio è emerso che il costo medio del riscaldamento a gas pari a 8,5 euro al mq, con il Tlr era salito a quasi 13 euro;</p>
<p> ·  tra il <strong>Comune di Imola ed HERA</strong> è stata stipulata una Convenzione nel dicembre 2006. Il Rab locale, dopo una verifica sulle tariffe praticate per il Tlr, ha proposto che HERA ed Amministrazione Comunale attivino, come previsto dalla Carta dei Servizi, un tavolo di confronto permanente, coinvolgendo le associazioni dei consumatori, per una verifica del rispetto dei parametri di qualità previsti dalla Carta dei Servizi, dell’allineamento della tariffa al gas e dell’evoluzione degli elementi che influenzano la comparazione dei costi (costo caldaie, durata, rendimento, obblighi normativi ….).</p>
<p> · i residenti di <strong>Casalecchio</strong> (Bologna), clienti di Hera, hanno in corso con la società un confronto sulla bolletta che anno dopo anno, a parità di consumi, è stata soggetta ad una crescita esponenziale. Un apposito gruppo di lavoro ha raccolto e analizzato le bollette degli ultimi anni relative alle diverse tipologie di impianto/contratto presenti nel territorio, confrontandole con altri impianti di teleriscaldamento, impianti centralizzati e impianti autonomi. Il risparmio economico del teleriscaldamento è risultato praticamente nullo. Anzi, tenendo conto di tutte le voci di costo il teleriscaldamento, a parità di consumi e applicando la stessa aliquota IVA, è risultato costare circa il 10% in più di un impianto autonomo ed essere più costoso anche di altri impianti di teleriscaldamento Hera;</p>
<p> ·  il <strong>Comune di Reggio Emilia</strong> ha istituito una commissione ad hoc per verificare coti e tariffe praticate dal gestore del teleriscaldamento, mentre l’Acer sta verificando le ricadute favorevoli per la clientela, derivanti dagli interventi di adeguamento degli edifici finalizzati al risparmio energetico;</p>
<p> · Il <strong>Movimento Difesa del Cittadino di Piacenza</strong>, dopo l’inutile appello a Enia, ha inviato un esposto all’Antitrust, ravvisando nelle condizioni di fornitura del servizio di teleriscaldamento, profili tali da fuorviare le scelte economiche degli utenti. “I contratti sono stati sottoscritti poiché il gestore prometteva di ragguagliare il prezzo finale al costo complessivo sostenuto per produrre calore da gas metano. Ora invece, tanti vorrebbero staccarsi dal nuovo impianto, ritenendo più conveniente installare una caldaia a condensazione, ma non è facile”. Da oltre un anno il movimento lamenta incrementi tariffari di oltre il 20 % nel passaggio da metano a teleriscaldamento.</p>
<p> ·  <strong>l’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma</strong> sostiene da tempo che il teleriscaldamento non convince sotto il profilo tariffario, oltre che sanitario. A Parma la gestione monopolistica del teleriscaldamento da parte di Enia, legherebbe con un filo doppio, secondo l’associazione, i clienti all’azienda. Le tariffe Tlr sarebbero riferite a rendimenti superati dai nuovi impianti a gas a condensazione, che consentirebbero costi inferiori alle tariffe praticate da Enia.<br />
Il contratto con Enia, praticamente toglierebbe la possibilità di cambiare sistema, poiché la caldaia viene smontata. Infine, dal 2012, il teleriscaldamento verrà alimentato dall’inceneritore che brucia un combustibile sporco per antonomasia come il rifiuto;</p>
<ul>
<li>·  il <strong>Comitato Teleriscaldamento di Rimini</strong> è attivo da anni nei confronti del Comune in merito alle tariffe del teleriscaldamento praticate dal gestore SGR</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>·  la tariffa monomia del Tlr uso residenziale praticata da Hera a Ferrara è di <strong>0,108485 euro/kWh</strong>, mentre il nolo del contatore è di <strong>26,64 euro/cliente/anno fino alla potenza di 23 kW</strong> e di <strong>34,68 euro/cliente/anno per una potenza superiore; </strong>a tutti i clienti è concesso uno sconto fiscale di 0,025823 euro/kWh;<strong> </strong>la formula adottata da Hera per il calcolo della tariffa monomia è</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Pm = K1 * K2 * Tm gas * 860 * C</strong></p>
<p><strong>         Pci * n</strong></p>
<p>dove <strong>K1, K2</strong> <strong>sono coefficienti moltiplicativi “di perequazione”</strong>, inseriti nella formula per tener conto dell’incidenza dei costi evitati dall’utente teleriscaldamento rispetto all’utente gas (manutenzione e conduzione caldaie, ammortamento impianto, controllo fumi ….) e rendere quindi equivalenti i costi finali dei due diversi servizi (i valori attuali di questi due parametri sono rispettivamente <strong>1,10</strong> e <strong>1,05</strong>); <strong>Tm gas</strong> <strong>è il prezzo medio del gas metano</strong> (consumo annuo di riferimento assunto pari a 1.500 stmc) nel bacino tariffario di riferimento; <strong>Pci</strong> <strong>è il potere calorifico inferiore del gas </strong>(8.250 kcal/smc); <strong>n</strong> <strong>rendimento medio stagionale di una caldaia a gas</strong> per riscaldamento e produzione di acqua sanitaria (assunto <strong>pari a 80%</strong>); <strong>860 </strong>è il<strong> </strong>fattore di conversione da Kcal a KWh; <strong>C coefficiente adeguamento IVA</strong>, che tiene conto dei diversi regimi Iva che ci sono tra Tlr e gas metano (si assume pari a <strong>1,091</strong> per i consumi ad uso domestico che hanno IVA agevolata al 10%, e pari a <strong>1</strong> per consumi ad uso non domestico e domestico che hanno aliquota IVA “piena” al 20%).</p>
<ul>
<li>·  la tariffa applicata dalla <strong>AGST (Alto Garda Servizi)</strong> per il teleriscaldamento ad uso domestico, dopo lo sconto fiscale, varia da un minimo di <strong>0,04557931 euro/kWh</strong> ad un massimo di <strong>0,06767010 euro/kWh</strong> (in funzione dei consumi), <strong>valori assai più ridotti di quelli praticati da Hera a Ferrara</strong>; il prezzo praticato da AGST è determinato in base alle linee guida dell&#8217;Associazione Italiana Riscaldamento Urbano (A.I.R.U.) con la formula già citata, ma in questo caso K1 è uguale a 1.</li>
</ul>
<p><strong></strong> </p>
<ul>
<li>· <strong> </strong>La tariffa monomia Tlr per uso residenziale applicata da<strong> AGAM (Lombardia) è pari a 0,088654 euro/kWh, prezzo inferiore a quello praticato da Hera a Ferrara;</strong></li>
</ul>
<p><strong></strong> </p>
<ul>
<li>·  <strong>L’AIM di Vicenza</strong> pratica tariffe residenziali per il Tlr che vanno da un minimo di <strong>0,081700  euro/kWh ad un massimo di 0,089672, </strong>valori ancora una volta <strong>inferiori</strong> a quelli praticati da Hera;</li>
</ul>
<p><strong></strong> </p>
<h1><strong>Ritenuto che</strong></h1>
<p> </p>
<ul>
<li>·  in assenza di controlli sulle tariffe e sulla qualità del servizio da parte di Authority o di Ato, nei confronti del gestore del servizio teleriscaldamento, che vanta una <strong>posizione di mercato monopolistica e contrattualmente sbilanciata a suo vantaggio</strong>, l’amministrazione comunale non possa limitarsi ad incassare da Hera il canone di concessione del servizio, ma debba esercitare una funzione di controllo sulle modalità di erogazione del medesimo, a tutela degli interessi dei cittadini clienti;  </li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Impegna il Sindaco e la Giunta a </strong></p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong></strong> </p>
<ul>
<li>· <strong> </strong>verificare i <strong>meccanismi di calcolo della tariffa del teleriscaldamento</strong> e del suo adeguamento al variare dei parametri utilizzati, coinvolgendo i rappresentanti dei grandi complessi residenziali serviti e le associazioni dei consumatori; assicurare da parte del Comune le funzioni di “regolatore” del servizio a tutela degli interessi dei cittadini, tramite la predisposizione di <strong>apposito regolamento di servizio e piano tariffario</strong>, in analogia con quanto avviene per il sistema idrico integrato da parte dell’Ato;</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>·  assicurare la detrazione, dalle tariffe applicate ai cittadini, della <strong>componente di energia fornita dall’incenerimento dei rifiuti, già pagata dalla Tia.</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>·  istituire un <strong>price cap,</strong> che limiti gli aumenti della tariffa ricalcolata come sopra, negli anni successivi, in base all’andamento dell’inflazione; fissare una <strong>temperatura di esercizio standard</strong> dell’acqua calda fornita alle utenze; assicurare il <strong>controllo periodico</strong> di detta temperatura, poiché valori al disotto dello standard contrattuale, determinano un aumento dei consumi volumetrici (e delle bollette) a parità di temperatura interna all’appartamento prevista per legge, <strong>temperatura che potrebbe anche non essere mai raggiunta;</strong></li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>·  subordinare qualsiasi progetto di espansione della rete del teleriscaldamento a Ferrara, allo <strong>studio comparativo</strong> con altri sistemi di riscaldamento urbano, sotto il profilo economico, dell’affidabilità del servizio, dell’efficienza energetica, dell’effettivo utilizzo di fonti geotermiche, della protezione dell’ambiente e della salute, dell’impatto sulle altre reti di servizi pubblici e sul sistema stradale, della dipendenza dalle politiche di gestione dei rifiuti, dell’entità degli investimenti pubblici richiesti, dell’equità del sistema tariffario, della possibilità di scelta dell’operatore da parte dell’utente e quindi della libertà di recesso e di libera concorrenza nel mercato.</li>
</ul>
<p><strong> </strong><strong>      Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Progetto per Ferrara </strong><!-- PHP 5.x --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.progettoperferrara.org/11820-0321.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

