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	<title>Progetto per Ferrara &#187; Servizi pubblici</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Vogliamo vedere i conti della TIA</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi Vogliamo controllare i conti della TIA. Ato non mantiene le promesse. Il 16 giugno, in Commissione Servizi Pubblici, l’ing. Malatesta di Ato, tecnico preparato e corretto, aveva promesso di far pervenire ai gruppi consiliari la documentazione richiesta da Progetto per Ferrara/M5S, necessaria per verificare i conti forniti da Hera. Si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/verifica-documentazione-aziendale-tecnica.jpg" title="verifica-documentazione-aziendale-tecnica" rel="lightbox[10065]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10066" title="verifica-documentazione-aziendale-tecnica" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/verifica-documentazione-aziendale-tecnica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></em>Vogliamo controllare i conti della TIA. <strong>Ato non mantiene le promesse</strong>. Il 16 giugno, in Commissione Servizi Pubblici, l’ing. Malatesta di Ato, tecnico preparato e corretto, aveva promesso di far pervenire ai gruppi consiliari la documentazione richiesta da Progetto per Ferrara/M5S, necessaria per verificare i conti forniti da Hera. <strong>Si tratta di 24,1 milioni di euro, per il solo Comune di Ferrara nel 2010, dai quali discende la TIA per famiglie ed attività economiche.</strong></p>
<p>Questi includono <strong>4,6 milioni per spese “generali di gestione” e 2,4 milioni per costi “comuni diversi”</strong>, non meglio precisati ed in assenza di alcun dettaglio. Domanda. Come può l’Ato controllare quelle voci, se non disaggregandole e riconducendole ai conti economici delle singole società del Gruppo Hera, coinvolte nella gestione del servizio? Chi certifica, se non lo fa Ato, che i conti presentati da Hera siano riferibili esclusivamente al servizio rifiuti gestito a Ferrara? <strong>Come sono composti i costi comuni e le spese generali e con quali criteri sono ripartiti tra le attività di Hera?</strong> <strong>Ppf/M5S ha richiesto i dettagli un mese fa ed è ancora in attesa di riceverli!</strong></p>
<p><span id="more-10065"></span></p>
<p>Inoltre l’Ato è responsabile del controllo dei conti presentati da Hera, solo fino al cancello dell’inceneritore, dunque non della combustione dei rifiuti. <strong>Tuttavia questa costa ai cittadini 5,1 milioni di euro </strong>(parte dei citati 24,1). Quale contabilità industriale certifica quel numero? <strong>Chi ha il compito di controllarlo, visto che l’Ato non lo fa?</strong> <strong>Quanto costa effettivamente bruciare i rifiuti?</strong> Quanto paghiamo per manodopera, materiali, manutenzione, ammortamenti ecc?</p>
<p>Infine il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti produce vapore che, in buona parte, alimenta le turbine per la produzione di energia elettrica, venduta da Hera alla rete nazionale a prezzi incentivati dallo stato (fonti assimilate). <strong>Quanti Kwh sono stati prodotti e venduti nel 2009? Quant’è il ricavo da vendita di energia prodotta dalla combustione di rifiuti, già pagata con la Tia? Il calcolo della tariffa tiene conto del ristorno da vendita di energia, dovuto ai cittadini? </strong></p>
<p>Il rapporto Opr (osservatorio provinciale rifiuti) del secondo quadrimestre 2009 segnala un costo pro capite del servizio rifiuti di <strong>Hera pari a 178 euro, a fronte di 110 di Soelia, 112 di Cmv, 148 di Area</strong> nei 17 comuni. In base a quali dati Hera, e con essa Pd e sindaco Tagliani, vantano il 18° posto in Provincia per la Tia di Ferrara? Ciò che risulta oggi è quanto rilevato dalla UIL, nella ricerca pubblicata da Estense.com. A Ferrara il prelievo medio a famiglia nel 2009, per un nucleo campione di 4 persone, con una casa di 80 mq, un reddito imponibile di 36.000 euro ed un Isee di 17.812 euro, <strong>è stato di 288,65 euro, a fronte di un prelievo medio nazionale di 205,62 euro</strong>. <strong>La TIA</strong><strong> a Ferrara è la più cara della regione</strong>. Se consideriamo inoltre che Hera da molti anni, oltre alla TIA, <strong>incassa dal Comune un conguaglio di 1 milione di euro all’anno, pagato dai cittadini</strong>, temiamo che qualcosa non funzioni nei conti.</p>
<p><strong>Pretendiamo come gruppo consiliare, eletto dai ferraresi, di avere i dati richiesti</strong>. Dovrebbe pretenderlo anche il sindaco Tagliani, nell’interesse dei suoi concittadini, ma nei confronti di Hera sembra preferire il ruolo di pesce in barile! <strong>La richiesta dei dati è formalizzata nel verbale della commissione, come pure la risposta dell’ing. Malatesta, che è stata affermativa ed impegnativa. Perché l’Ato non fornisce i numeri richiesti?</strong></p>
<p><strong>Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Ppf/M5S</strong></p>
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		<title>Hera decide le agevolazioni fiscali su Gasolio e GPL</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi Un’altra perla si aggiunge alla ricca collana dei tormentati rapporti tra Hera ed il Comune. Oggi il consiglio comunale ha deliberato le mappe (fornite da Hera, benché abbia “beneficiato” dei tubi del gas solo pochi mesi fa), che individuano le aree del territorio comunale da considerarsi metanizzate e quelle non. Tale mappatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Hera_e_Universit_bassa.1260444529.jpg" title="Hera_e_Universit_bassa.1260444529" rel="lightbox[10047]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10050" title="Hera_e_Universit_bassa.1260444529" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/Hera_e_Universit_bassa.1260444529-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un’altra perla si aggiunge alla ricca collana dei tormentati rapporti tra Hera ed il Comune. Oggi il consiglio comunale ha deliberato le mappe (fornite da Hera, benché abbia “beneficiato” dei tubi del gas solo pochi mesi fa), che individuano le aree del territorio comunale da considerarsi metanizzate e quelle non. Tale mappatura ha lo scopo di individuare le famiglie che potranno beneficiare degli incentivi fiscali nell’acquisto di gpl e gasolio (concessi dallo stato alle aree non metanizzate). Ebbene il Comune ha definito area metanizzata quella cittadina, com’è ovvio, più la fascia di territorio, larga 40 metri, a cavallo delle linee del gas, già di proprietà del Comune, oggi di Hera.</p>
<p><span id="more-10047"></span></p>
<p>E’ evidente che scegliere una larghezza della fascia metanizzata pari a 40 metri, piuttosto che 20 o 60, ha una ricaduta sul numero di famiglie potenzialmente beneficiarie degli sgravi fiscali, più numerose per una fascia stretta, meno per una fascia larga. Si tratta quindi di una decisione pubblica “soggettiva”, che avrebbe dovuto essere supportata dalla conoscenza delle ricadute dei diversi scenari possibili. Peraltro la richiesta di Ppf in tal senso, avanzata in commissione, era sostenuta dal fatto che un semplice incrocio tra i numeri civici rientranti nelle diverse fasce eventualmente prese in esame e l’elenco degli attuali contratti Hera, depurato per motivi di privacy dal nome dei titolari ma non degli indirizzi, avrebbe consentito di quantificare i diversi risultati. L’assessora Zadro ha dichiarato in commissione che tale operazione non è possibile.</p>
<p>Il bello della vicenda non sta nella scelta ad occhi chiusi dei 40 metri (modalità di decisione quanto meno opinabile), bensì nel fatto che quel dato sia il discrimine stabilito da Hera tra un allacciamento quantificato a corpo (circa 1000 euro, fino a 40 metri) ed uno quantificato a misura (più costoso, oltre 40 metri dalla linea del gas). Insomma Hera ha deciso il limite della propria convenienza tra due prezzi di allacciamento da praticare ai suoi clienti ed il Comune ha adottato quel limite per definire il diritto o meno agli sgravi fiscali nell’acquisto di gasolio e gpl. Davvero incredibile!</p>
<p>Ma non è tutto. Il Comune, più o meno volontariamente, diventa soggetto promotore di tutti gli allacciamenti potenziali, dunque di nuovi clienti, che possano essere effettuati da Hera con prezzo a corpo, senza chiedere nemmeno la provvigione, da girare a beneficio dei cittadini coinvolti! Una famiglia che abbia il confine della propria abitazione a meno di 40 metri dalla linea del gas, magari da poco tempo portato da Hera, e che si era organizzata anni prima, investendo nel bombolone gpl e quant’altro necessario per potersi scaldare, lavarsi e farsi da mangiare, oggi, grazie alla brillante “promozione pro Hera”, non beneficerà delle agevolazioni fiscali e sarà indotta ad allacciarsi, se vorrà, alla rete, sostenendo in tal caso oltre ai 1000 euro a corpo pretesi da Hera, anche i costi, a volte assai elevati, per portare il gas dentro l’abitazione. Quante famiglie saranno poste in tali condizioni? L’assessora Zadro ha candidamente ammesso in consiglio che non lo sa, poichè Hera non intende fornire al Comune la lista dei contratti, nemmeno rimuovendo i nomi dei titolari.</p>
<p>Si tratta di un grave segno di debolezza dell’amministrazione nei confronti della società concessionaria di un servizio pubblico. Il consigliere Levato del Pdl ha proposto in aula un emendamento che almeno impegna la giunta a ridurre il costo dell’allacciamento, entro i 40 metri, intervenendo su Hera. Tale proposta è stata approvata anche con il voto di Ppf, che tuttavia non ha votato la delibera complessiva, in quanto ritenuta incompleta nell’istruttoria e cieca negli effetti procurati ai cittadini coinvolti.</p>
<p><strong>Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong> Consigliere comunale Ppf/M5S</strong></p>
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		<title>Venerdì incontro con Giunta e Akron-Hera</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 15:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[I lavoratori immigrati dei subappalti Hera, occupando il Consiglio comunale di Imola, hanno aperto una breccia: venerdì è previsto un incontro tra la delegazione USB con il Sindaco Manca, l’assessore Bondi e l’azienda Akron (gruppo Hera). La USB ha denunciato le condizioni estreme di sfruttamento di questi lavoratori che assunti da una finta cooperativa, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/logo_main_usb.png" title="logo_main_usb" rel="lightbox[9989]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9990" title="logo_main_usb" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/logo_main_usb-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>I lavoratori immigrati dei subappalti Hera, occupando il Consiglio comunale di Imola, hanno aperto una breccia: venerdì è previsto un incontro tra la delegazione USB con il Sindaco Manca, l’assessore Bondi e l’azienda Akron (gruppo Hera).</p>
<p>La USB ha denunciato le condizioni estreme di sfruttamento di questi lavoratori che assunti da una finta cooperativa, per conto dell’azienda Akron-Hera, trattano a mano la cernita dei rifiuti dei cittadini del Comune di Imola.</p>
<p><span id="more-9989"></span></p>
<p>Senza le tutele di un contratto collettivo, senza ferie, malattia, senza attrezzature adeguate per la tutela della salute, pagati 700 euro al mese per otto ore di lavoro (pagate quattro) dal lunedì al sabato, fino a notte fonda.</p>
<p>Lasciati a casa, licenziati verbalmente al primo “problema”, ricattati dalla minaccia di perdere il permesso di soggiorno (vengono dalla Nigeria, dal Senegal, dal Marocco e trapiantati a Imola e Faenza con le famiglie).</p>
<p>Questa situazione è già stata segnalata alla Procura e al Ministero del Lavoro, per Massimo Betti (USB), “Siamo stati costretti ad una azione diretta, dalla gravità dei fatti e perché riteniamo che la giunta debba assumersi le proprie responsabilità».</p>
<p>Subito dopo il bliz si è svolto immediatamente un primo incontro ed è fissato per domani, venerdì 16 luglio, un nuovo incontro tra USB, Sindaco, Assessore ai rapporti con Hera e la stessa azienda Akron.</p>
<p>La USB, denunciando in tutte le sedi competenti questa sorta di vergognosa “Rosarno” imolese, chiede urgenti provvedimenti per risanare la situazione, ridare dignità e diritti ai lavoratori, un’inchiesta per individuare responsabilità e coperture.</p>
<p>Bologna 15.07.2010</p>
<p><strong>USB/RdB Bologna</strong></p>
<p><strong>Valentina Delussu</strong></p>
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		<title>Teleriscaldamento Enia, esposto all’Antitrust‏</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 11:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Movimento Difesa del Cittadino di Piacenza, dopo l&#8217;inutile appello a Enia, ha inviato un esposto all&#8217;Antitrust, ravvisando nelle condizioni di fornitura del servizio di teleriscaldamento, profili di ingannevolezza, tali da fuorviare le scelte economiche degli utenti. La notizia trapela oggi e la dice lunga sull&#8217;impostazione che anche a Parma Enia impone per la partita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/1270045645070_0.jpg" title="1270045645070_0" rel="lightbox[9946]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9947" title="1270045645070_0" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/1270045645070_0-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Movimento Difesa del Cittadino di Piacenza, dopo l&#8217;inutile appello a Enia, ha inviato un esposto all&#8217;Antitrust, ravvisando nelle condizioni di fornitura del servizio di teleriscaldamento, profili di ingannevolezza, tali da fuorviare le scelte economiche degli utenti. La notizia trapela oggi e la dice lunga sull&#8217;impostazione che anche a Parma Enia impone per la partita teleriscaldamento, presentata come la panacea di tutti i mali ma che, come al solito a giochi fatti e contratti firmati, si rivela l&#8217;ennesima fregatura per gli utenti.</p>
<p><span id="more-9946"></span><br />
Michele Saldina non la fa tanto lunga e afferma: “I contratti sono stati sottoscritti poiché il gestore prometteva di ragguagliare il prezzo finale al costo complessivo sostenuto per produrre calore da gas metano. Ora invece, tanti vorrebbero staccarsi dal nuovo impianto, ritenendo più conveniente installare una caldaia a condensazione, solo che non è così facile”.<br />
Come anche l&#8217;Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma va sostenendo da un po&#8217; di tempo a questa, la questione teleriscaldamento non convince, specialmente sotto il profilo tariffario ma anche sotto quello sanitario. Stiamo assistendo a Parma ad una gestione di monopolio del teleriscaldamento dove ad Enia viene concesso senza spese di stendere la rete cittadina, e poi di legare i clienti con un filo doppio. Si scopre poi che le tariffe sono riferite a rendimenti ora superati dai nuovi impianti a condensazione, che consentirebbero risparmi che superano di netto le tariffe imposte da Enia.<br />
Non solo, siglando un contratto con Enia, praticamente ci si toglie la possibilità di andarsene. La caldaia viene smontata, ci si lega fisicamente all&#8217;impianto e si dice addio alla libertà.<br />
“Siamo soprattutto sorpresi &#8211; continua Saldina- nel constatare che Enìa rifiuta il confronto con i cittadini che, da oltre un anno, lamentano un aumento di oltre il 20 % del costo del chilowattora, nel passaggio da metano a teleriscaldamento”.<br />
La gestione della rete è ovviamente un interesse generale e a Piacenza si sono mossi anche in direzione del sindaco Reggi per avere delucidazioni in merito: quali tariffe vengono applicate? Parma cosa farà? Come stanno le bollette dei parmigiani che già sono collegati al sistema? Ci sono stati rincari dopo l&#8217;allaccio?<br />
Una serie di domande che Enia farebbe bene a chiarire, invece che lasciare la questione tariffe sempre in fondo ai suoi patinati pieghevoli che salutano il teleriscaldamento come la lampada di Aladino, che ci risolve tutti i problemi.<br />
Infine, dal 2012, il teleriscaldamento verrà alimentato dall&#8217;inceneritore e invece che funzionare solo d&#8217;inverno come ora, butterà fuori calore tutto l&#8217;anno, per non parlare delle emissioni di un carburante sporco per antonomasia come il rifiuto.<br />
<strong><em>Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma &#8211; GCR<br />
Via Zaniboni 1 &#8211; Parma<br />
Tel 331.116.8850<br />
www.gestionecorrettarifiuti.it<br />
</em></strong><a href="mailto:gestionecorrettarifiuti@gmail.com">gestionecorrettarifiuti@gmail.com</a><br />
<a href="mailto:info@gestionecorrettarifiuti.it">info@gestionecorrettarifiuti.it</a></p>
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		<title>La sindrome di Gorbaciov</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 17:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di angelo storari]]></category>
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		<description><![CDATA[di Angelo Storari Da wikipedia: &#8220;Glasnost &#8230; significa letteralmente &#8220;pubblicità&#8221; nel senso di &#8220;dominio pubblico&#8221;; tradotta più spesso con &#8220;trasparenza&#8221;&#8230;.. utilizzata da Mikhail Gorbačëv, a partire dal 1986, per identificare una nuova attitudine &#8230; a discuterne liberamente &#8220;in modo trasparente&#8221; e criticamente&#8221;. Risulta stupefacente il gianismo diffuso della nostra classe politica dominante. In passato attingeva a man bassa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Angelo Storari</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/glasnost.jpg" title="glasnost" rel="lightbox[9193]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9194" title="glasnost" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/glasnost-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da wikipedia:</p>
<p>&#8220;Glasnost &#8230; significa letteralmente &#8220;pubblicità&#8221; nel senso di &#8220;dominio pubblico&#8221;; tradotta più spesso con &#8220;trasparenza&#8221;&#8230;.. utilizzata da <a title="Mikhail Gorbačëv" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorba%C4%8D%C3%ABv" target="_blank">Mikhail Gorbačëv</a>, a partire dal <a title="1986" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1986" target="_blank">1986</a>, per identificare una nuova attitudine &#8230; a discuterne liberamente &#8220;in modo trasparente&#8221; e criticamente&#8221;. Risulta stupefacente il gianismo diffuso della nostra classe politica dominante. In passato attingeva a man bassa, se gli tornava utile,  a un diverso modello sociale antitetico al capitalismo.</p>
<p><span id="more-9193"></span></p>
<p>Oggi, cancellate con un colpo di spugna le radici di una pur nobile tradizione politica, invece di attuare una vera &#8220;perestroika&#8221;,  questa si abbarbica ostinatamente ad una linea politica  Maginot da basso impero.  Forse in cuor loro temono che il virus della trasparenza provochi la caduta del castello di carta che hanno costruito?</p>
<p>Leggendo in queste ore delle vicende giudiziarie e delle intercettazioni su  Area, vorrei rammentare che  Progetto per Ferarra/ Movimento 5 Stelle  parlava già prima e durante la campagna elettorale del 2009,  di alcune questioni che ora come allora balzano agli occhi . In tempi non sospetti parlando di gestione dei rifiuti nel nostro territorio chiedevamo pubblicamente conto della gestione della discarica, usata in maniera distorta per accogliere rifiuti speciali, così come chiedevamo cosa andasse a fare Area negli Emirati, in Senegal o in Costa D&#8217;Avorio.</p>
<p>Al di là dei rilievi penali, ciò che risulta sconcertante dalle intercettazioni e dai dialoghi è l&#8217;atteggiamento mentale, l&#8217;operare in totale dispregio dei cittadini, delle loro vite, delle loro tasse, gestendo fondi pubblici e aziende o enti come una cosa totalmente loro di cui potevano disporre impunemente. </p>
<p>Vediamo poi una reazione confusa e scomposta della presidente della Provincia, dei vertici del partito e di amministratori o ex amministratori. Sul vostro quotidiano non è il giornalista autore del pezzo a definire la provincia, intesa come territorio, vero o meno che sia, una &#8220;delle più corrotte d&#8217;Italia&#8221;, bensì uno degli indagati.  Certamente Zappaterra oltre che preoccuparsi della sua immagine, dovrebbe preoccuparsi delle sue responsabilità amministrative che ella stessa tra l&#8217;altro  cita. Della Provincia in quanto ente chiamato a redigere il piano provinciale dei rifiuti e avendo istituito l&#8217;OPR, della presidentessa della Provincia, in quanto tale carica comporta la presidenza di Ato. Inoltre i semplici cittadini come me vorrebbero che rispondesse in merito alle responsabilità politiche della vicenda.</p>
<p>Lamenta di venir intercettata e che si pubblichi una sua conversazione scherzosa con Volpi. Ma Volpi, intercettato ed indagato, da chi era stato messo ad amministrare Area? I Sindaci soci di Area, tutti uomini di partito, avevano o no il compito di vigilare sull&#8217;operato di Volpi ed altri personaggi? Ed infine Zappaterra ricopriva o no sino ad alcuni mesi or sono, la carica attualmente occupata da Calvano? </p>
<p>Ci stupisce l&#8217;atteggiamento  dei vertici del PD su questa vicenda, l&#8217;immobilismo  silente di Calvano e dei vari ammistratori ed uomini  del partito, prima, e ora il tardivo appello alla  trasparenza. E&#8217; tardi oggi per le grida manzoniane, dovevano  essere fatte in tempi non sospetti.</p>
<p>Certo, capiamo che la trasparenza, per un sistema basato sull&#8217;opacità, sia distruttiva. Su Area, se un sindaco dei Comuni soci, un dirigente, qualcuno , anche una sola persona, nelle stanze del potere, anziché considerare le aziende pubbliche (tendenza che ci sembra assai diffusa) una sorta di propaggine clientelare utile per dispensare favori e lavoro (senza concorso) da fabbrica del consenso, avesse preteso trasparenza, se una sola persona avesse alzato la mano facendo domande, come facciamo e avevamo fatto noi, sui  bilanci e atti di spesa, non saremmo qui. Come minimo politicamente tutti costoro dovrebbero rispondere di un&#8217;ottusa cecità. Se il principale partito d&#8217;opposizione (fino ad oggi, in termini numerici), il PDL,  avesse fatto della trasparenza il suo cavallo di battaglia, una guerra senza quartiere come sta facendo ora in tutta la regione il M5* e PPF nella nostra città, a Ferrara piuttosto che a Copparo o  Cento, non saremmo arrivati a tanto. La magistratura arriva sempre tardi, quando la politica si è persa e ha perso da tempo. La magistratura arriva metaforicamente tardi, segnando la sconfitta della politica.</p>
<p>I vertici politici delle neo amministrazioni , che in campagna elettorale avevano piu volte speso parole su un nuovo corso di trasparenza, proseguono con un atteggiamento ondivago. Predicano trasparenza ma razzolano quel che gli conviene. Quando sono in difficoltà,  anzichè replicare sul merito delle questioni passano  all&#8217;attacco personale,  dribblando abilmente le nostre domande nei pubblici  dibattitti e nelle sedi istituzionali, su gestione dei rifiuti, l&#8217;incenerimento e rapporti con Hera, Area, CMV,  sul futuro di Cona e del Sant&#8217;Anna, sull&#8217;acqua pubblica, su Hera e tariffe, sul bilancio dei comuni  e l&#8217;allocazione delle risorse e molte altre cose che fanno la differenza nella qualità della vita dei cittadini.</p>
<p>Crediamo sia giunto il momento di dare una svolta e ci auguriamo che molti cittadini se ne rendano  conto. </p>
<p>Per combattere un simulacro di democrazia, vuota di contenuti, ci sono due strategie percorribili. Una, l&#8217;usuale, è tentare di battere il giocatore al suo gioco, sostituendo una classe di mandarini con un&#8217;altra. L&#8217;altra è quella di mettere in atto una politica dal basso, di cambiamento reale, in cui le decisioni vengono realmente rimesse nelle mani della gente senza deleghe in bianco, una strategia anti-imperialista.  Il Movimento 5 stelle ER ha rinunciato a 800.000 euro di rimborsi elettorali, soldi che devono tornare ai cittadini. I consiglieri regionali si sono autoridotti le retribuzione da circa 9000 euro mensili a 2500. Ci auguriamo che i militanti, gli attivisti o i semplici elettori di altre forze politiche pretendano  lo stesso comportamento dai loro rappresentanti. E in base alle risposte ottenute ne traggano le debite conseguenze. Glasnost.</p>
<p>A noi scegliere.</p>
<p><strong><em> Angelo Storari</em></strong></p>
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		<title>Apologia dello scarabeo che ricicla i rifiuti</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 17:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Giorgio Nebbia Nel gran discorrere che si fa continuamente sui rifiuti emerge continuamente la raccomandazione di procedere alla “raccolta differenziata”. Con questo termine si intendono delle azioni dirette a separare, dai rifiuti misti, quelle componenti suscettibili di essere sottoposte a riciclo, cioè alla trasformazione di nuovo in merci utilizzabili, una operazione del resto indicata come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giorgio Nebbia</p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/ambiente_ima_shopers_immondizia.jpg" title="ambiente_ima_shopers_immondizia" rel="lightbox[9185]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9186" title="ambiente_ima_shopers_immondizia" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/ambiente_ima_shopers_immondizia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel gran discorrere che si fa continuamente sui rifiuti emerge continuamente la raccomandazione di procedere alla “raccolta differenziata”. Con questo termine si intendono delle azioni dirette a separare, dai rifiuti misti, quelle componenti suscettibili di essere sottoposte a riciclo, cioè alla trasformazione di nuovo in merci utilizzabili, una operazione del resto indicata come obbligatoria dalla legge europea e italiana sul trattamento dei rifiuti. Tale legge impone al primo punto l’obbligo di diminuire la massa dei rifiuti e al secondo punto l’obbligo di recuperare i materiali presenti nei rifiuti.</p>
<p><span id="more-9185"></span></p>
<p>I rifiuti &#8212; per il momento mi riferisco ai rifiuti solidi urbani, la cui massa ammonta, in Italia, a circa 40.000 milioni di chilogrammi all’anno, il che significa che ogni persona, in media, produce ogni anno una massa di rifiuti corrispondente a oltre sei volte il proprio peso &#8212; sono miscele molto variabili di merci usate: dagli imballaggi di plastica, vetro, alluminio, ferro, ai residui di alimenti, ai giornali e alla carta e cartoni usati, a indumenti usati, e innumerevoli altre cose, come è facile osservare guardando il flusso quotidiano di sacchetti che arrivano ai cassonetti (dove ci sono). Almeno la metà di questi oggetti potrebbe essere trattata per recuperare la materia che essi contengono, col che si avrebbero molti vantaggi: si dovrebbe estrarre e usare meno petrolio, metalli, prodotti agricoli e forestali, tutti beni naturali scarsi, si diminuirebbe l’inquinamento delle acque e del suolo e dell’aria, si darebbe lavoro a migliaia di persone. Il recupero dei materiali dai rifiuti presuppone la raccolta separata delle varie frazioni di materiali presenti nei rifiuti &#8212; carta tutta insieme, vetro tutto insieme, plastica tutta insieme, eccetera &#8212; e l’avvio dei materiali omogenei ad apposite industrie che trasformano le varie frazioni in nuovi materiali.</p>
<p>Il successo dei processi di riciclo dipende innanzitutto dalla conoscenza della natura e composizione dei materiali di partenza. Mentre esiste una (abbastanza accurata) merceologia della carta, della plastica, dei metalli, si sa molto poco della composizione delle innumerevoli sostanze presenti nelle merci usate. Per esempio: la carta dei giornali è costituita in gran parte da cellulosa, ma contiene anche molte altre sostanze, collanti, additivi e, soprattutto inchiostro al quale è affidata l’informazione che il giornale distribuisce. Se esistesse una macchina magica capace di separare la cellulosa dagli additivi e dagli inchiostri, sarebbe facile recuperare cellulosa adatta per nuovi fogli di carta; senza tale macchina, per il recupero della cellulosa riutilizzabile bisognerebbe avere informazioni chimiche precise sui diversissimi additivi e inchiostri presenti nei molti milioni di tonnellate di carta da giornali che vengono usati ogni anno in Italia. Attualmente dal riciclo di un chilo di carta da giornali si recupera molto meno di un chilo di cellulosa adatta per nuova carta, e si formano alcune centinaia di grammi di fanghi in cui sono concentrate le sostanze estranee alla cellulosa. Il riciclo diventa più difficile se fra la carta straccia finiscono imballaggi contenenti sostanze cerose o plastiche.</p>
<p> Prendiamo il vetro: le innumerevoli bottiglie di vetro in circolazione contengono gli ingredienti di base del vetro, dei silicati di calcio e di sodio, ma anche sostanze coloranti; da un chilo di rottami di vetro bianco si ottiene, per fusione e riciclo, quasi un chilo di vetro bianco, ma dai rottami di vetro misto colorati non solo non si recupera più vetro bianco, ma si ottengono vetri colorati di minore valore merceologico. Bisogna inoltre stare attenti che fra i rottami di vetro da riciclare non finiscano dei rottami di vetro delle lampade fluorescenti o dei video dei televisori che contengono sostanze tossiche. E ancora: se si avessero dei rifiuti di plastica costituiti da una sola materia &#8212; polietilene, pvc (cloruro di polivinile), PET (poletilen-tereftalato), eccetera &#8212; sarebbe possibile rifonderli e ottenere nuovi oggetti della stessa materia, ma quando siamo in presenza di miscele di varie materie plastiche è possibile al più ottenere oggetti di plastica di limitato valore, come piastrelle da pavimenti o paletti.</p>
<p>La salvezza dalla crisi dei rifiuti va quindi cercata nel rispetto della legge; nella progettazione di oggetti adatti per essere riciclati e nello sviluppo di tecniche e processi per separare e ritrattare con successo le varie frazioni di materie presenti nei rifiuti. A tal fine è centrale il ruolo della chimica e della merceologia, a cominciare dalla analisi degli oggetti in commercio e di quelli che finiscono nei rifiuti. Nel 1970 scrissi un articolo in cui sostenevo che un capitolo della mia materia, la Merceologia, avrebbe dovuto occuparsi di “rifiutologia”; tutti mi presero in giro, ma forse proprio ad una scienza, chimica, merceologia e tecnologia dei rifiuti bisogna rivolgersi se si vuole uscire dalle attuali trappole. I costi, i dolori, i conflitti che stiamo sperimentando da anni, il ridicolo che cade sull’Italia, possono essere alleviati soltanto con innovazione, ricerca e tecnica, e con l’informazione e conoscenza degli oggetti, a cominciare dalla scuola dove la rinata “Tecnologia”, obbligatoria nei tre anni della secondaria inferiore, ben si presta ad una educazione merceologica e … rifiutologica. </p>
<p>Magari guardando a quanto avviene in natura dove le operazioni di riciclo delle scorie permettono di conservare la vita dei campi e degli animali. Propongo anzi alle aziende dei rifiuti di adottare come simbolo il paziente scarabeo: non so se lo avete mai visto al lavoro: non è bello e sembra sempre alle prese con qualcosa da fare; non appena trova dei rifiuti organici se ne impossessa e comincia a farli rotolare fino a quando non hanno raggiunto la forma di palline da ping-pong, e intanto si nutre di una parte delle molecole che essi contengono e alla fine trasporta queste palline, ormai ridotte a cellulosa e lignina, nella sua tana per poter finire di mangiarle con calma. Lo scarabeo vive, insomma, alleviando il lavoro e i costi delle aziende di raccolta e trattamento dei rifiuti e, nel suo piccolo, lo fa bene, senza discariche, senza CDR e senza inceneritori.</p>
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		<title>Hera, il cartellino vira al rosso….</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 12:46:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di mari giovanni]]></category>
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		<description><![CDATA[di Mari Giovanni Noto con quale velocità Hera sia pronta a giustificare ed ad annullare le critiche che le vengono mosse dai cittadini. Nella replica che oggi 24 giu. 10 appare sulla stampa, leggiamo che il servizio di pulizia delle strade , nel quartiere giardino, è stata intensificata dopo “il fortunale” mettendo in campo operatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Mari Giovanni</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/rosso-bestemmie-serie-a.jpg" title="rosso-bestemmie-serie a" rel="lightbox[9168]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9169" title="rosso-bestemmie-serie a" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/rosso-bestemmie-serie-a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Noto con quale velocità Hera sia pronta a giustificare ed ad annullare le critiche che le vengono mosse dai cittadini. Nella replica che oggi 24 giu. 10 appare sulla stampa, leggiamo che il servizio di pulizia delle strade , nel quartiere giardino, è stata intensificata dopo “il fortunale” mettendo in campo operatori e mezzi pulitori con servizi anche notturni. A questo punto vorrei invitare qualcuno di Hera  a controllare il lavoro svolto dai suoi operatori. Viale IV Novembre, Via Ticchioni, vicinanze grattacelo, questi servizi non li hanno visti e ne sentiti (i mezzi con le spazzole, fanno molto rumore ed è difficile non accorgersene, specialmente di notte).Se posso dare ad Hera un consiglio, quando intende far pulizia nelle strade, potrebbe mettere i cartelli di divieto di sosta, per effettuare una vera pulizia.</p>
<p><span id="more-9168"></span></p>
<p>Sono però molto sorpreso nel vedere Hera che rintuzza SUBITO tutte le critiche che le vengono mosse. Non è però altrettanto solerte nel rispondere alle domande che vengono poste per capire perché paghiamo.</p>
<p>Mi spiego :</p>
<p>1)     ottobre/novembre 2009 – Ho chiesto ad Hera di spiegarmi perché il mio condominio ha sostenuto per il teleriscaldamento nel 2008 una spesa di  € 25.105,77 a fronte di un consumo di 238.685 Kwh (termici)  da cui risulta che il costo del Kwh è di 0,105 € ( = a lire 202,72) .</p>
<p>Facendo il confronto con l’anno precedente è risultato che nel 2007 il consumo è stato di Kwh 281.614  (42929 in più del 2008) con una spesa di € 15.911,16 con un prezzo per Kwh pari a € 0,0565 ( = lire 108,89) ( lettera pubblicata dalla stampa )</p>
<p>2)     Poi ho chiesto il perché noi dobbiamo pagare  la raccolta rifiuti con i quali Hera nel suo inceneritore produce energia elettrica che usa e che rivende incassando lei soldi di questa energia, ed in più riscalda anche l’acqua per il teleriscaldamento che noi poi paghiamo (vedi sopra). La domanda è quindi quante volte dobbiamo pagare le stesse cose ?</p>
<p>3)     Come mai Hera non si decide di dare trasparenza ai suoi bilanci con lo scorporo di tutte le voci che compongono i vari capitoli?</p>
<p>4)     Raccolta differenziata ? Quando inizia la raccolta porta a porta ? Risposta MAI, altrimenti cosa bruceranno nell’inceneritore ? Senza rifiuti non si produce calore, non si produce energia elettrica, non si GUADAGNA e non ci sono dividendi. Intanto NOI respiriamo l’aria “pulita” che produce.</p>
<p>5)     Nel 2009 ho conferito alla stazione ecologica di Via Ferraresi la Kg. 1060 (ho tutte le ricevute) di rifiuti differenziati, che sono stati tutti classificati come “multi materiali” , e stando al libretto che Hera ci ha fatto pervenire a casa, avrei dovuto avere un ristorno sulla TIA, a tutt’oggi non ho visto un solo €/cent di sconto.</p>
<p>Mi fermo qui, ma di domande ne ho tante nel cassetto. A volte basterebbe dire “ Ci dispiace, faremo meglio la prossima volta” invece di chiudersi e dire di non avere colpe.</p>
<p>Sono sempre io</p>
<p><strong><em>Mari Giovanni</em></strong></p>
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		<title>Rifiuti, costi alti e poco trasparenti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi Durante la commissione di controllo dei servizi pubblici Ppf ha chiesto ad Hera di disaggregare le voci del conto che l’azienda ha presentato ad Ato 6 per il servizio gestione rifiuti 2010, e di fornire quanto prima i dettagli ai commissari. Si tratta di 24,1 milioni di euro per il solo Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/IvaSuTiaAgenziaEntrate.jpg" title="IvaSuTiaAgenziaEntrate" rel="lightbox[9151]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9153" title="IvaSuTiaAgenziaEntrate" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/IvaSuTiaAgenziaEntrate-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Durante la commissione di controllo dei servizi pubblici Ppf ha chiesto ad Hera di disaggregare le voci del conto che l’azienda ha presentato ad Ato 6 per il servizio gestione rifiuti 2010, e di fornire quanto prima i dettagli ai commissari. Si tratta di 24,1 milioni di euro per il solo Comune di Ferrara, dai quali discende il calcolo della Tia per famiglie ed attività economiche. Allo stato dell’arte è impossibile per il consiglio comunale (e secondo noi anche per l’Ato), controllare i conti di Hera, poiché la documentazione fornita non contiene i dettagli necessari. Come in altri casi, il Comune, che dovrebbe disporre delle informazioni necessarie, eccelle per trasparenza zero verso i cittadini.</p>
<p><span id="more-9151"></span></p>
<p> Purtroppo l’Ato è responsabile del controllo dei conti presentati da Hera fino al cancello dell’inceneritore. E qui c’è la prima opacità:  la combustione dei rifiuti costa ai cittadini 5,1 milioni di euro (parte dei citati 24,1). Quali analisi di costo industriale certificano quel numero? Chi ha il compito di controllarlo, visto che l’Ato non lo fa? Quanto costa effettivamente bruciare i rifiuti? Quanto per manodopera, materiali, manutenzione, ammortamenti ecc? Purtroppo oggi non è dato saperlo, né Ato è in grado di fornire ragguagli in merito.</p>
<p> Il calore prodotto dalla combustione dei rifiuti produce vapore che, in buona parte, alimenta le turbine per la produzione di energia elettrica, venduta da Hera alla rete nazionale a prezzi incentivati dallo stato (fonti assimilate). Quanti Kwh sono stati prodotti e venduti nel 2009? Quant’è il ricavo da vendita di energia prodotta dalla combustione di rifiuti pagati con la Tia? Il calcolo della tariffa tiene conto del ristorno dovuto ai cittadini da vendita di energia? L’Ato non dispone di dati al riguardo, né Hera li ha messi a disposizione dei consiglieri.</p>
<p> Ppf ha posto altri quesiti sui 24,1 milioni richiesti da Hera. Questi includono 4,6 milioni per spese “generali di gestione” e 2,4 milioni per costi “comuni diversi”, non meglio precisati ed in assenza di alcun dettaglio. Domanda. Come può l’Ato controllare quelle voci, se non disaggregandole e riconducendole ai conti economici delle singole società del Gruppo Hera, coinvolte nella gestione del servizio? Chi certifica, se non lo fa Ato, che i conti presentati da Hera siano riferibili al servizio rifiuti gestito a Ferrara? Ppf ha richiesto i dettagli ed è in attesa di riceverli.</p>
<p> Il rapporto Opr (osservatorio provinciale rifiuti) del secondo quadrimestre 2009 segnala un costo pro capite del servizio rifiuti di Hera pari a 178 euro, a fronte di 110 di Soelia, 112 di Cmv, 148 di Area nei 17 comuni. Chiarito in commissione che i criteri di assimilazione sono omogenei per le diverse aziende, in base a quali dati Hera, e con essa Pd e sindaco Tagliani, vantano il 18° posto in Provincia per la Tia di Ferrara? Ppf ha chiesto i dati ed attende. Ciò che risulta oggi è quanto rilevato dalla UIL, nella ricerca pubblicata da Estense.com. A Ferrara il prelievo medio a famiglia nel 2009, per un nucleo campione di 4 persone, con una casa di 80 mq, un reddito imponibile di 36.000 euro ed un Isee di 17.812 euro, è stato di <strong>288,65 euro</strong>, a fronte di un prelievo medio nazionale di <strong>205,62</strong><strong> </strong>euro.<strong> </strong><strong>La TIA</strong><strong> a Ferrara è la più cara della regione. Se consideriamo inoltre che Hera da molti anni, oltre alla TIA, incassa dal Comune un conguaglio di 1 milione di euro all’anno, pagato dai cittadini, temiamo che qualcosa non vada.</strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Ultima considerazione. Quanti rifiuti speciali, ricevuti dall’impianto di  Ostellato anche da fuori provincia, dopo selezione giungono a Cassana come rifiuti prodotti a Ferrara, per essere  bruciati nell’inceneritore? In commissione Hera ha dichiarato 4 mila tonnellate anno! Perché allora nelle tabelle Opr compare zero? Ad Hera non è forse proibito dall’AIA bruciare rifiuti speciali provenienti da fuori Provincia?</strong></p>
<p><strong>Valentino Tavolazzi</strong></p>
<p><strong>Consigliere comunale Ppf/M5S  </strong><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cartellino giallo per Hera</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 06:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di giovanni mari]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Mari Per Hera seconda ammonizione La prima è stata per la neve e per la quale ha già preso la decisione di non effettuare gli interventi in caso di prossime nevicate. La seconda è la mancata pulizia delle strade dopo il Temporale della settimana scorsa. Alberi abbattuti, cartelli stradali messi K.O. dalla caduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Giovanni Mari</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/Cartellino_giallo.jpg" title="Cartellino_giallo" rel="lightbox[9126]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9127" title="Cartellino_giallo" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/Cartellino_giallo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per Hera seconda ammonizione</p>
<p>La prima è stata per la neve e per la quale ha già preso la decisione di non effettuare gli interventi in caso di prossime nevicate. La seconda è la mancata pulizia delle strade dopo il Temporale della settimana scorsa. Alberi abbattuti, cartelli stradali messi K.O. dalla caduta degli stessi o dai rami spezzati. Gli alberi sono stati rimossi, ma la quantità enorme di ramaglie secche che ha invaso le strade, quelle sono rimaste sul posto. Il centro strada è generalmente pulito per effetto del passaggio delle auto e dei mezzi pesanti, ma ai bordi strada questi sono rimasti ancora lì.</p>
<p><span id="more-9126"></span></p>
<p> Le piste ciclabili, ad esempio di Viale IV Novembre, sono ancora ingombre e le vie del Rione Giardino, dove sono presenti gli alberi non hanno ancora visto nessun servizio di pulizia.</p>
<p>Non so se questo compito di ripulire le strade sia da imputare ai residenti o se faccia parte degli oneri che competono a chi svolge il servizio di nettezza Urbana. Non vorrei sentirmi dire che Hera deve raccogliere solo i rifiuti dai cassonetti e che il resto lo deve fare qualcun altro.</p>
<p>In questo caso vorrei sapere dal Sindaco chi deve provvedere ?</p>
<p>Dobbiamo pensare che temporali di questo tipo da ora in avanti potrebbero accadere altre volte. Non possiamo aspettare gli altri per pulire le strade.</p>
<p>Per il prossimo fallo….. cartellino ROSSO e relativa espulsione !</p>
<p><strong><em>Giovanni Mari</em> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli universi paralleli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini I famosi “universi paralleli” della fantascienza sono contemplati anche in certi studi di fisica. Ne ipotizzano l’esistenza mediante complicati percorsi matematici (per farsi un’idea, vedere le teorie delle stringhe o delle brane, ma solo se si è dei cervelloni, altrimenti guardando le formule viene il mal di testa). Però c’è un’esperienza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/city-bike.jpg" title="city-bike" rel="lightbox[9032]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9033" title="city-bike" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/city-bike-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I famosi “universi paralleli” della fantascienza sono contemplati anche in certi studi di fisica. Ne ipotizzano l’esistenza mediante complicati percorsi matematici (per farsi un’idea, vedere le teorie delle stringhe o delle brane, ma solo se si è dei cervelloni, altrimenti guardando le formule viene il mal di testa). Però c’è un’esperienza di universi paralleli alla portata di tutti, proprio qui, nella città delle Emozioni Tipiche Garantite suggellate dal marchio ETG ideato dalla Provincia. A  Ferrara ci sono infatti due mondi: il primo, quello dei cittadini che si fanno i fatti loro tirando a campà alla bell’e meglio; il secondo è quello parallelo della politica, dove i politici si fanno i fatti loro campando in modo tutto diverso.</p>
<p><span id="more-9032"></span></p>
<p>Un cittadino che voglia comprare una normale bici da donna con ruote 26”, freni a filo e accessoriata di cestino, la ottiene con circa 300 euro da qualsiasi commerciante di biciclette. Se invece di una sola bici ne volesse comprare 44, tutte uguali e con l’aggiunta delle rastrelliere, a parte il dover rianimare il venditore svenuto per l’emozione e l’attesa per ricevere la fornitura dalla fabbrica, quel cittadino avrebbe il piacere di pagare le bici ad un prezzo vicino a quello d’ingrosso, dimezzato rispetto al prezzo di bottega.</p>
<p>I politici di Ferrara hanno appena comprato 44 biciclette come quella descritta (salvo la chiusura a chiave particolare), per un importo di 40.368 euro (917,45 euro l’una), a dimostrazione che il pregiato mondo della politica ferrarese è assuefatto più ai costi delle boutique parigine che a quelli dei discount.</p>
<p>I fisici chiamano “wormholes” i collegamenti fra i mondi paralleli. Per cercarli impiegano grandi risorse mentali e supercalcolatori. Fatiche inutili. Se ricercassero il wormhole fra i nostri due mondi paralleli,  ogni indigeno saprebbe indicarlo: la Posta! E’ nelle cassette postali che i cittadini del primo mondo trovano sempre, anche durante gli scioperi, le cartelle delle tasse e le bollette di Hera (queste ultime con i colori dello stemma Vaticano: un sottile richiamo alla teocrazia dell’azienda che compra da alcune persone in Comune impianti della collettività, pagandoli miracolosamente un cinquantesimo del costo).</p>
<p>Le spese a prezzi da boutique, infatti, mediante il wormhole postale sono trasferite perfettamente, con solo qualche sfasamento per le diverse leggi fisiche vigenti fra i due universi. Nel primo mondo, ad esempio, tutti i gas si espandono o si contraggono seguendo le condizioni di temperatura e pressione. Nel mondo delle boutique invece no, lì i gas occupano volumi secondo condizioni medie stagionali di temperatura e pressioni dichiarate costanti specialmente quando variano. Lo si è appreso dal Coefficiente C, introdotto nelle bollette gas per l’esperimento scientifico sull’inversione della freccia del tempo: alla temperatura media di due anni fa, alla pressione fissa inattendibile, al volume misurato con una tolleranza sconosciuta, paghi oggi per quello che hai già pagato due anni fa, regalandoti ETG incredibili! E’ per questi colpi di vita che gli abitanti del primo mondo si concedono ogni tanto un exploit, andando alla mutua in bicicletta per l’esame del sangue. Ne approfittino finché possono, perché forse in futuro non potranno più andarci in bicicletta, se sposteranno i prelievi a Cona nel nuovo-vecchio ospedale, posto a quota troppo bassa e troppo distante coi suoi 25 chilometri a/r. Le ETG sarebbero eccessive.</p>
<p> <strong><em>Paolo Giardini</em></strong></p>
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