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	<title>Progetto per Ferrara &#187; Turismo</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Turismo russo cercasi</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 06:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di lanfranco Viola]]></category>
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		<description><![CDATA[di Lanfranco Viola In attesa di avere più informazioni sul finanziamento pubblico che sembra abbia reso possibile il servizio di “navette” tra Ferrara e l’Aereoporto Marconi, le riporto il sunto di un articolo sul potenziale turismo russo Titolo a tutta pagina: ” In 103 da Mosca ospiti della città affermano :abbiamo voglia di luoghi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Lanfranco Viola</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/airplanes_300x200.jpg" rel="lightbox[14335]" title="airplanes_300x200"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14336" title="airplanes_300x200" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/airplanes_300x200-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In attesa di avere più informazioni sul finanziamento pubblico che sembra abbia reso possibile il servizio di “navette” tra Ferrara e l’Aereoporto Marconi, le riporto il sunto di un articolo sul potenziale turismo russo Titolo a tutta pagina: ” In 103 da Mosca ospiti della città affermano :abbiamo voglia di luoghi come i vostri. ”Il turismo russo pronto a scoprirci” [omissis] amministratori ed operatori turistici intendono puntare a questo mercato che ha grandi potenzialità ed anche gli stessi responsabili della delegazione non nascondono l’intenzione di estendere i loro rapporti al turismo,non limitandosi a scambi culturali o economici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-14335"></span></p>
<p>Il presidente Isaakian della associazione “il mondo culturale di Mosca” ha affermato che molti russi hanno voglia di scoprire e conoscere luoghi meno famosi delle grandi città, ma altrettanto belli e ricchi di monumenti e bellezze naturali. Siamo alla ricerca di una Italia “nascosta” che siamo sicuri ci riserverà grandi e positive sorprese.</p>
<p>Così come è avvenuto ad esempio nei giorni scorsi a Ravenna e come avverrà il prossimo fine settimana a Loreto.</p>
<p>Le basi per costruire un ponte ci sono, ma come fare per fidelizzare i flussi turistici russi conforti disponibilità economiche, che attualmente si dirigono verso altre località vicine</p>
<p>come Rimini o San Marino? [ 330.000 turisti sbarcati all'aeroporto Fellini questa estate]</p>
<p>“Sulle bellezze naturali non abbiamo niente da invidiare, né alla Romagna, né alla Toscana.” afferma il nostro Console Onorario presso la Federazione Russa.”Oltre al mare, ed al territorio, che interessano molto ai Russi,possiamo contare su patrimoni culturali importanti. Il resto deve essere costruito attraverso una serie di eventi di elevato livello e naturalmente con una adeguata promozione.”</p>
<p>“Proprio per questo – osserva l’assessore comunale- la Regione ha deciso che una delle Fiere Turistiche più importanti alle quali parteciperà nei prossimi mesi ,sarà a Mosca.”</p>
<p>[omissis]</p>
<p>Per il momento i potenziali Turisti russi dovranno accontentarsi di vedere sul computer le nostre bellezze. Nei prossimi mesi partirà dalla Regione una web tv in lingua russa, che mostrerà tutte le nostre eccellenze.</p>
<p>Tutto vero e riportato letteralmente (da pag 25 ), ma purtroppo non è accaduto a Ferrara bensì a Senigallia famosa Città d’Arte marchigiana!</p>
<p>Sunto di un articolo tratto da un quotidiano nazionale/locale apparso in data odierna, che per questa volta tralascio di commentare, sperando che lo facciano i lettori di <a href="http://estense.com/" target="_blank"><span style="color: #333333;">estense.com</span></a> ai quali viene (in compenso) raccontato di un aumento delle presenze turistiche nei primi 7 mesi di quest’anno in città, dimenticando colpevolmente il piccolo particolare che tale incremento è stato dovuto per la massima parte, alla presenza negli hotel cittadini dei militari Nato di stanza a Poggio Renatico per le necessità operative legate ai bombardamenti sulla Libia, finalmente terminate.</p>
<p><strong>Lanfranco Viola</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Chiuso il Giardino delle Duchesse</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 05:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di lanfranco Viola]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Lanfranco Viola Rivolgo un appello pressante affinché qualcuno denunci e/o indaghi sul fatto incredibile che il “Giardino delle Duchesse” è stato in modo improvvido e senza preavviso e/o motivazione alcuna, rimasto chiuso almeno fino ad oggi, da giovedì scorso 6 ottobre e provveda a farlo riaprire in modo continuativo. Anche perché nelle ore centrali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Lanfranco Viola</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/duchesse_foto15.jpg" rel="lightbox[14203]" title="duchesse_foto15"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14204" title="duchesse_foto15" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/10/duchesse_foto15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Rivolgo un appello pressante affinché qualcuno denunci e/o indaghi sul fatto incredibile che il “Giardino delle Duchesse” è stato in modo improvvido e senza preavviso e/o motivazione alcuna, rimasto chiuso almeno fino ad oggi, da giovedì scorso 6 ottobre e provveda a farlo riaprire in modo continuativo. Anche perché nelle ore centrali della giornata, proprio in questi giorni abbiamo potuto godere di temperature miti che invogliavano a fare due passi e a fermarsi in quello spazio verde; che fosse serrato è stato per me una scoperta shoccante; forse perché tra 1300 dipendenti comunali non se ne è trovato nessuno disposto ad aprirlo? Nemmeno un Vigile Urbano ha trovato 5 minuti per farlo, magari saltando una contravvenzione per disco orario scaduto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-14203"></span></p>
<p>Sicuramente i Turisti in città oggi erano pochini pochini, ma se chiudiamo anche i giardini storici in Centro Storico, cosa gli racconteremo in futuro: che siamo la città delle mostre degli impressionisti francesi, perché riteniamo che siano di gran moda?</p>
<p>Dimenticando colpevolmente che Ferrara è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità in quanto “Capitale del Rinascimento”, e che qualche pittore di fama all’epoca per un paio di secoli, ha bazzicato la Corte Estense e sicuramente anche quel Giardino e la città non si propone solo per 3 mesi, come una delle tante in Europa, ”finte capitali” di pittori francesi del secolo scorso!</p>
<p>E proprio di quell’epoca ( il Rinascimento) anche se molto depauperato da una incoltura ancora purtroppo molto diffusa, quel “Giardino ” dal nome suggestivo, è una parziale testimonianza, che deve poter essere percorso e vissuto tutti i giorni sia dai ferraresi che da visitatori e turisti.</p>
<p>E’ noto che tutto ciò che viene “chiuso” porta con sé l’oblio e che gli Amministratori non sono particolarmente sensibili alla valorizzazione della “Storia” cittadina; chi infatti parla più del fatto che la chiesa di San Paolo è colpevolmente chiusa da anni? Nonostante la ricchezza dei suoi apparati decorativi e delle opere d’arte in essa ancora contenute?</p>
<p>Si attendono risposte e non scuse banali.</p>
<p><strong>Arch. Lanfranco Viola</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Replica alla Marcella Zappaterra</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 15:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Cara signora Zappaterra, presidentessa della Provincia di Ferrara, per replicare alla sua pubblica accusa di essere dedito allo scherno (che anche altri esponenti PD mi hanno rivolto), debbo fare una premessa: cent’anni fa, al culmine di un prospero periodo poi chiamato Bella Epoque, un sistema di valori convenzionali che reggeva la società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/FHRP_DUP-22-set-09-leg.jpg" rel="lightbox[13790]" title="FHRP_DUP 22 set 09 leg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13791" title="FHRP_DUP 22 set 09 leg" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/FHRP_DUP-22-set-09-leg-150x137.jpg" alt="" width="150" height="137" /></a>Cara signora Zappaterra, presidentessa della Provincia di Ferrara, per replicare alla sua pubblica accusa di essere dedito allo scherno (che anche altri esponenti PD mi hanno rivolto), debbo fare una premessa: cent’anni fa, al culmine di un prospero periodo poi chiamato Bella Epoque, un sistema di valori convenzionali che reggeva la società veniva deriso dai giornali satirici di lingua tedesca. Fra i giornali più corrosivi c’era il viennese “Die Fackel”, diretto da Karl Kraus, aforista, critico artistico letterario, polemista, fustigatore di costumi e convenzioni sociali fini a se stesse peculiari dei tramonti di culture. I posteri riconoscono al temibile Kraus che fu un pungente critico della lingua, ferocemente avverso alla scrittura approssimativa, alla decostruzione del livello linguistico che riguardava la coscienza-conoscenza che ciò che le parole possono provocare, e come abusando di queste esse possono imprigionare gli uomini entro concetti e categorie (veicolate, allora, a fini bellici). I fatti dimostrarono che l’analisi di Kraus era corretta: quel vuoto di valori condusse difilato ad un’altra epocale guerra dei 30 anni (1914-45). </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-13790"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Kraus contrastò con la scrittura satirica il degrado del tempo. Demoliva con acuti aforismi il vuoto della cultura della banalità, ben sapendo che l’irrazionalità della risata non trovava ostacoli nelle coscienze meno ottenebrate. Non fu l’unico. Giornali e libri satirici non mancavano. Proprio in questi giorni ho letto le riedizione di “Tirolo senza maschera”, una spietata satira pubblicata nel 1909 (solenne centenario hoferiano) a cura di un intellettuale viennese che dimorava in Tirolo (ma da cui dovette andarsene in fretta dopo che fu individuato come autore). Ebbene, in quel divertente florilegio di irriverenti osservazioni viene evidenziato il pullulare dei germi “culturali” che poi porteranno alla follia dei campi di sterminio e alle pretese della “razza”. Fine della premessa. Detto ciò, è il caso di precisare che la storia ripropone oggi lo stesso meccanismo, pur con le debite varianti che rendono ogni periodo un unicum. Nello specifico, la decostruzione linguistica in atto è la palude che togliendo solidità alle parole protegge la casta al potere retta unicamente sulle parole. Aggiungo anche che io sono povera cosa in confronto ai normali intellettuali, figurarsi in confronto ai giganti come Kraus! Non posso pormi sullo stesso piano di persone colte, so stare al mio posto, quello di umile cittadino che ha però il diritto di indignarsi quando lo imbrogliano con le parole, preludio all’imbroglio dei fatti. Quindi, cara signora, non metto in dubbio che lei avrà anche detto qualche volta “aree boscate”, ma io non l’ho mai ripresa per questo, l’ho denigrata (e lo farò ancora finché non si scuserà per l’oltraggio) perché ha osato dire “luoghi occupati da alberi”. Se lei crede che sia la stessa cosa, padrona di farlo, ma in privata sede. Non pretenda che gente alfabetizzata che legge i giornali non si accorga dei patetici tentativi di cambiare le carte in tavola evocando posticce cognizioni di urbanistica. Stia sul pezzo senza tentare futili escamotage se vuole risultare credibile, altrimenti stia zitta che non è obbligata a rispondere al Giardini! Il quale, le ricordo, l’ha provocata ironizzando sulla strampalata ipotesi di bonus al posto di una tassa che ha divertito perfino gli amministratori del Comune, ma nonostante le incongruenze di logica deduttiva lei insiste col “mettere in campo idee sulle quali confrontarsi”. Confrontarsi su idee non-idee?! E ha la pretesa di conservare credito fra la gente normodotata di materia cerebrale? Cara mia, non le si possono riconoscere neppure le attenuanti generiche! Per concludere le porto un recente esempio, tratto dalla stampa, di linguaggio disastroso che voi politicanti avete prodotto: ”Un giovane nigeriano del 1989 è stato scarcerato per fine pena e poi assoggettato ad espulsione immediata dal territorio nazionale per pericolosità sociale. Era stato infatti già condannato per reati in materia di  detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti; dovrà ora lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.”</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Noti “assoggettato ad espulsione immediata”. Lei è sicura che “immediata” vuol dire entro una settimana ed “assoggettato ad espulsione” significa atto liberamente esercitato a propria discrezione da parte dell’espulso? Sia chiaro, non è il Magistrato che ha deciso questo attentato al buon senso, è la Legge fatta da politicanti come lei affetti da vacuità di linguaggio che consente ciò!</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: small;">Paolo Giardini </span></strong></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/Senza-titolo-16.jpg" rel="lightbox[13790]" title="Senza-titolo-1"><img class="alignleft size-large wp-image-13793" title="Senza-titolo-1" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/Senza-titolo-16-440x283.jpg" alt="" width="440" height="283" /></a></span><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Numeri e attitudini ante bibliche</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 08:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia, sviluppo, lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Un libro del Pentateuco è chiamato Numeri perché prescrive considerazioni numeriche relative a censimenti ed altro. Nonostante le limitazioni contabili derivanti dal non aver ancor inventato lo zero e la numerazione posizionale, il plurimillenario testo biblico non può esimersi dal precisare grandezze. Ne deduciamo che il Comune di Ferrara non è uscito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/3015991877_d193c5f4d9.jpg" rel="lightbox[13774]" title="3015991877_d193c5f4d9"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13775" title="3015991877_d193c5f4d9" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/3015991877_d193c5f4d9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un libro del Pentateuco è chiamato Numeri perché prescrive considerazioni numeriche relative a censimenti ed altro. Nonostante le limitazioni contabili derivanti dal non aver ancor inventato lo zero e la numerazione posizionale, il plurimillenario testo biblico non può esimersi dal precisare grandezze. Ne deduciamo che il Comune di Ferrara non è uscito dalla fase ante biblica, vista l’attitudine a procedere senza sapere su quali entità numeriche contare. E’ il caso, per esempio, della tassa di soggiorno per racimolare dai turisti i due milioni di euro necessari ad allestire un paio di mostre annuali (senza le quali “Ferrara Arte” è indispensabile come un negozio privo di merci). Su quanti turisti è applicabile la tassa di soggiorno? Non si sa. Fossero 50.000 (cifra massima presumibile visto il marketing attuale), la tassa minima sarebbe di 40 euro, un filtro selettivo per turisti milionari. La scanserebbero solo i turisti accolti da alberghi esentasse fuori Comune.</p>
<p><span id="more-13774"></span></p>
<p>Altro caso, salito recentemente agli onori della cronaca, è la distanza fra un chiosco e la cinta muraria, inferiore ai 300 metri di legge ma superiore di un buon 300% agli 8 metri che separano un condominio a forma di bunker da un baluardo della stessa cinta. Il Comune, sapendo contare a modo suo, ritiene quegli 8 metri un’equa distanza, equivalente ai 300 metri di legge.</p>
<p>Non parliamo poi dei numeri relativi ai chilometri aggiuntivi che annualmente i ferraresi dovranno percorrere per andare all’ospedale di Cona: di fatto saranno multimilionari (un eldorado per i distributori di carburante), ma per il Comune neppure esistono, visto che si sta meditando di aggiungere alle altre patacche sulla carta intestata anche il logo “filiera corta”.</p>
<p>Non è da trascurare pure il numero relativo agli inquinanti presenti nella nostra fonte idrica chiamata PO: quanti siano di preciso non si sa, ma è certo che superano il milione di sostanze. Il paragone con le poche decine di sostanze monitorate per legge è shockante, ma non per sindaco e giunta, e neppure per i medici della maggioranza consigliare che li sostengono, certi della purezza delle acque e, soprattutto, sicuri che a differenza dei farmaci la sinergica influenza fra diverse sostanze dannose fatte ingurgitare alla gente non provochi mai danni.</p>
<p>E’ comprensibile che siano così sicuri: il calcolo combinatorio che svelerebbe l’enormità numerica delle mescolanze da testare esige l’uso dei fattoriali. Strumenti sconosciuti alla matematica pre-sumerica. A questo punto non si può fare a meno di menzionare anche il Numero d’Avogadro, senza il quale il farsi opinioni verosimili sull’acqua potabile è arduo come cercare il Sacro Graal. Chissà se l’assessore all’ambiente lo usa abitualmente? Forse no, date le attitudini comunali ante bibliche quali le esoteriche fonti di finanziamento preferite, che oltre alle tasse di soggiorno, e pedaggi sui ponti che immagino vedremo presto, fatalmente subiscono l’attrazione per la finanza creativa dei derivati (scommesse su scommesse di qualcosa che sarà). I gestori migliori di simili prodotti rifilati sono sempre stati i formulatori di vaticini. Una volta li chiamavano indovini, astrologi, auruspici, ecc. Credo che in Comune oggi li chiamino assessori alle finanze.</p>
<p>Infine c’è il fatidico, crescente, Numero delle Poltrone. Trattato anche questo biblicamente: “… più numeroso della sabbia che c’è nel mare..”. In pratica, non si sa. Non è numerabile, avvolto nel mito.</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>RILANCIAMO IL VERO TURISMO</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 07:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di lanfranco Viola]]></category>
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		<description><![CDATA[di Lanfranco Viola Uno dei pochi temi su cui vale la pena di insistere, in questo periodo di paure nazionali, per le conseguenze che potrebbe riservare al futuro economico e occupazionale della città, è la prospettiva della nostra Industria dell&#8217;Accoglienza. L&#8217;unica che potrebbe crescere nel giro di poco tempo, in quanto i suoi potenziali clienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Lanfranco Viola</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/lemuseinquietanti.jpg" rel="lightbox[13753]" title="lemuseinquietanti"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13754" title="lemuseinquietanti" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/lemuseinquietanti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Uno dei pochi temi su cui vale la pena di insistere, in questo periodo di paure nazionali, per le conseguenze che potrebbe riservare al futuro economico e occupazionale della città, è la prospettiva della nostra Industria dell&#8217;Accoglienza. L&#8217;unica che potrebbe crescere nel giro di poco tempo, in quanto i suoi potenziali clienti sono in tutta Europa in notevole aumento, come dimostrano i dati recenti dei pernottamenti nelle altre città d&#8217; arte del Nord Italia compresa Varese (sic! ). Ferrara è sicuramente un&#8217;importante città d&#8217;arte, per la sua storia e i suoi monumenti,ma non possiamo dirci una città turistica,in quanto non è mai stata pensata, progettata, concepita e gestita come tale dalla sua classe dirigente politica, amministrativa e imprenditoriale (salvo qualche lodevole eccezione).</p>
<p><span id="more-13753"></span></p>
<p>Tralascio l&#8217;elenco dei monumenti, chiese e musei chiusi da tempo immemorabile nella totale indifferenza, per fare una affermazione lapallissiana: per potersi autodefinire città turistica è necessario ospitare turisti italiani e stranieri in quantità ragguardevole, non solo modeste percentuali poco significative per l&#8217;economia e l&#8217;occupazione.</p>
<p>I turisti ed i turismi in un capoluogo di provincia sono prevalentemente di cinque tipologie. A Ferrara, a spanne, sono il turismo businness (30- 35%, in diminuzione), il turismo fieristico-congressuale (8-10% stazionario), il turismo sanitario (4- 5% stazionario), il turismo scolastico (8-10% in leggera flessione) ed il turismo leisure, legato all&#8217;appeal e alla fama della città come destinazione culturale valida tutto l&#8217;anno, pari al 35-40% e in progressiva e preoccupante diminuzione. Precisiamo una volta per tutte che né i militari Nato né gli studenti universitari, possono più essere spacciati per turisti. Appare evidente che mentre sulle prime quattro tipologie ci sarebbe molto da fare, ma con scarse prospettive nel breve periodo, riguardo al vero turismo (pari a meno del 40% delle presenze totali), potrebbe raddoppiare nel giro di 16/18 mesi. Ancora oggi è costituito al 70-80% da italiani che non frequentano la nostra Capitale del Rinascimento nei mesi estivi, proprio quando la maggioranza di loro ha le ferie (senza parlare degli stranieri). Il tutto a fronte di una capacità di accoglienza delle strutture ricettive cittadine pari a tre volte il loro utilizzo attuale. Anche le mostre ai Diamanti sono da sempre state pensate, realizzate e comunicate solo per richiamarvi prevalentemente un&#8217;alta percentuale prevalente di escursionisti, spacciati per turisti con la complicità di troppi e per troppo tempo. Negli ultimi due anni, nei quali i nodi sono arrivati al pettine e le mistificazioni lessicali non sono più possibili, tutti i responsabili si sono fatti di nebbia. Da marzo del 2010 (ben 17 mesi ) non ci sono stati più incontri, convegni o dibattiti ufficiali e pubblici sullo stato dell&#8217;industria turistica della città. Perché? Siamo autorizzati a sperare che finalmente abbiano preso coscienza che colpevolmente hanno la coda di paglia? Non lo credo: anzi ritengo che qualcuno speri solo di evitare pubbliche brutte figure.</p>
<p><strong> Lanfranco Viola</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Tassa di soggiorno? Un fiorino</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/tassa-di-soggiorno-un-fiorino-0804.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 06:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di angelo storari]]></category>
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		<description><![CDATA[di Angelo Storari Chi siete? Quanti siete? Dove andate? Un fiorino! Benigni e Troisi sintetizzano in un memorabile passaggio la mirabile politica del Pd a Ferrara e del Pdl a Comacchio, per uccidere il turismo e vivere sempre più in una società ed in un’ economia chiusa di tipo feudale o post feudale, con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Angelo Storari</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpg" rel="lightbox[13724]" title="phpThumb_generated_thumbnailjpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13725" title="phpThumb_generated_thumbnailjpg" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/08/phpThumb_generated_thumbnailjpg-150x120.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a>Chi siete? Quanti siete? Dove andate? Un fiorino! Benigni e Troisi sintetizzano in un memorabile passaggio la mirabile politica del Pd a Ferrara e del Pdl a Comacchio, per uccidere il turismo e vivere sempre più in una società ed in un’ economia chiusa di tipo feudale o post feudale, con la perpetuazione di caste in cui manca la mobilità sociale, il lavoro per i giovani, in cui aumenta la disuguaglianza e la forbice tra chi ha e chi ha poco. Il Pd in particolare che sulla carta dovrebbe perseguire politiche diverse, quali una forza progressista degna di tale nome si dovrebbe attenere, pensa d’introdurre la tassa di soggiorno. A Comacchio stessa musica nonostante gli orchestrali siano apparentemente differenti.</p>
<p><span id="more-13724"></span></p>
<p>Viviamo in una provincia che ha speso 300.000 euro per i sacchettini vuoti dell’ETG!</p>
<p>Regalando 50 euro ad ogni turista (quasi un pernottamento standard) sarebbero arrivati forse nella nostra provincia (a condizione che facessero almeno 3 pernottamenti ad esempio) 6000 turisti in più. Riteniamo che sarebbero stati risultati ben più congrui alla spesa di quelli prodotti dalla campagna ETG.</p>
<p>Nessuno ha capito o fa finta di non aver compreso che il turismo oggi si muove con internet. Che un sito va ben fatto ma sopra ogni cosa, indicizzato, con qualche migliaia di euro, da una delle aziende sul mercato specializzate in questo lavoro.</p>
<p>Tornando alle mostre, con i tagli alle prebende elargite agli amici degli amici, appartenenti o attigui alla casta, risparmiando i denari dell’Etg, chiudendo il derivato o abbassando i debiti con la vendita di azioni Hera, tagliando qualche dirigente negli enti pubblici (a cui vanno aggiunte le prebende ad personam, gli incarichi, le posizioni organizzative e le alte specializzazioni) crediamo che si potrebbe trovare i denari, in questi momenti difficili in cui si chiedono sacrifici ai soliti, per fare mostre ed incrementare il turismo, senza tassa di soggiorno. Una tassa, semmai fosse utile, pensata per compensare “l’usura” delle grandi città di turismo a favore di chi vi abita, ma comunque assai discutibile.</p>
<p>Nella nostra provincia e città in cui il turismo langue, questo provvedimento sarebbe alla fine in larga parte, ne siamo convinti, una tassa per gli albergatori, che pur di non perdere i clienti, cercherebbero di rimodulare le tariffe per non gravare sul turista. Rosicando ulteriormente i margini già scarsi di profitto. Non dimentichiamo poi che spesso chi viene a Ferrara non è un turista, bensì si reca qui per motivi di lavoro.</p>
<p>Ma anche nelle ristrettezze, la casta innanzi tutto pensa a perpetuare se stessa, come qualsiasi organismo od organizzazione sociale, poi pensa alla popolazione restante, con ciò che resta.</p>
<p><strong>Angelo Storari, portavoce Progetto per Ferrara Movimento 5 Stelle</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Terrazza piena di cadaveri</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 16:30:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandro Gulinati &#8211; Consigliere gruppo misto circ. 1 Guardate in alto sopra il voltone che collega il moderno Palazzo della Ragione alla Torre civica ove si trova l’Orologio di Piazza Trento Trieste. Vedrete una grande e bella terrazza popolata di cadaveri! Attenzione non sono i corpi dei condannati che un tempo venivano sistematicamente appesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/07/3_77261.jpg" rel="lightbox[13604]" title="3_7726"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-13612" title="3_7726" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/07/3_77261-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><em>di Alessandro Gulinati &#8211; Consigliere gruppo misto circ. 1</em></p>
<p>Guardate in alto sopra il voltone che collega il moderno Palazzo della Ragione alla Torre civica ove si trova l’Orologio di Piazza Trento Trieste. Vedrete una grande e bella terrazza popolata di cadaveri! Attenzione non sono i corpi dei condannati che un tempo venivano sistematicamente appesi, in grandi gabbioni, agli edifici pubblici del centro cittadino. Sono soltanto piante secche, cioè morte. Sono, o meglio erano, le piante che ornavano lo spazio delle colazioni estive della struttura ricettiva: <em>Ferrara Suite Duomo</em>. Cercate su internet e provate a telefonare a questo, che era una dei luoghi migliori dove un turista potesse pernottare a Ferrara, soprattutto per via della privilegiata posizione con vista Piazza, Castello e Cattedrale.</p>
<p><span id="more-13604"></span></p>
<p>Non vi risponderà nessuno. Provate a prenotare sempre tramite internet o cercatene il sito web. Ancora niente, tutto scomparso. Finito? Ma quando? Come? Perché? Se non vi convincete fate come me e andate a suonare il campanello che trovate sotto i portici dell’ex UPIM, tra le vetrine di una immobiliare e quelle di una ennesima liquidazione totale! Troverete un cartello con scritto: Aperto. Ma a voi, come a me, non aprirà nessuno. Silenzio assoluto.</p>
<p>Ne deduco che la residenza <em>Suite Duomo</em> ha chiuso. Ma nessuno ne ha ancora parlato, come nessuno parla più del fatto che anche l’Hotel de la Ville, che qualificava i portici antistanti la stazione, è chiuso ormai da due anni e che la stessa sorte è toccata allo storico Hotel Nord Ovest. Posti di lavoro, opportunità di soggiorno, qualità della vita nel centro storico cittadino vanno così a quel paese o meglio letteralmente in fumo, nel silenzio più generale. Silenzio delle parti sociali, della politica e dei distratti operatori del settore, forse contenti perché qualche concorrente ha chiuso e una torta sempre più piccola venga così divisa tra i sopravvissuti. Ma per quanto tempo ancora? Sono certi gli albergatori di Ferrara che la guerra in Libia continuerà per sempre e grazie ad essa continueranno a riempire le camere con i militari NATO operativi nella vicina base di Poggio Renatico? Sappiano, non leggessero i giornali, che la base ferrarese sarà presto sostituita da una spagnola e allora sarà difficile racimolare qualche soldo dai <em>terminator</em> di mezzo mondo che, in queste settimane, vediamo rincasare la sera o la mattina dopo il loro turno di bombardamenti. Pertanto la mia domanda è: dobbiamo soprassedere sulla perdita di posti letto e qualità nell’accoglienza turistica o possiamo finalmente domandarci cosa sta succedendo? Dopo un anno e mezzo di ETG (Emozioni tipiche garantite) ovvero di sacchettini di plastica vuoti ma costati al contribuente oltre 300.000 Euro. Ecco il risultato.</p>
<p>La città è vuota, gli hotel chiudono, la disoccupazione aumenta e il poco lavoro che c’è non basta nemmeno a far arrivare alla metà del mese le tante guide turistiche e gli operatori che in questi anni hanno investito nel progetto di Ferrara città d’arte, cultura e turismo. Ora che il risultato di errori troppo grandi (anche questi ETG) ci ha condotti in una situazione tanto difficile. I musei languono perdendo anno dopo anno, mese dopo mese, visitatori e biglietti, le presenze turistiche sono calate anche nel 2011 dopo che erano già calate nel 2010, nel 2009 e nel 2008. E non c’è alcun dubbio ci siano ulteriori margini di peggioramento! Cioè escursionisti e turisti caleranno ancora, perché negli ultimi difficili mesi non è stata presa nessuna misura per invertire la brutta strada intrapresa. La silenziosa ma sottile e metodica opposizione dell’assessore alla cultura e al turismo nei confronti dello stato di cose presente e in fin dei conti verso quella parte di se stesso che rappresenta il partitone del <em>tutto va bene madama la marchesa</em>, non basta più.</p>
<p>Il Vicesindaco Maisto non per questo perderà la mia personale stima umana e professionale ma, operando in un ambito nel quale a contare sono più i numeri che le intenzioni, occorre la sua amministrazione risponda, rapidamente, ad un malessere crescente che ormai sta uscendo dai retrobottega dei commercianti del centro storico per straripare nelle strade. In questione non è infatti il business di alcuni ma la coesione sociale di una intera città che, qualcuno non se ne è ancora accorto, vive molto più di cultura e turismo che di chimica di base e meccanica. L’impatto della mancata mostra primaverile a Palazzo dei Diamanti è stato devastante, l’assenza di segnali per una prossima programmazione foriera di novità importanti, sia in tema di mostre che di valorizzazione del patrimonio storico e artistico esistente, più che allarmare, terrorizza e fino ad un certo punto immobilizza. Il settore del turismo è fatto di piccoli e piccolissimi operatori, agriturismo, B&amp;B, ristoranti, bar, librerie, servizi alla persona, ditte individuali e free lance. Tutti soggetti oggi del tutto privi di ammortizzatori sociali, accesso al credito e alternative reali al settore nel quale hanno già sputato infiniti sangue e sudore.</p>
<p>Sapranno le istituzioni locali: comune, provincia e regione comprendere la portata dei problemi che affliggono la società ferrarese e prendere adeguate, urgentissime, contromisure? Dove sono finiti gli ambiti partecipativi nei quali si era iniziata una discussione importante sulla cultura a Ferrara? Gli incontri con le associazioni di categoria e gli operatori del settore proseguiranno o è tutto, come pare, finito in cavalleria o nei <em>Balloons</em> di fine estate? Rivolto agli amministratori ferraresi, il mio non un vuole essere un avviso, bensì un accorato invito affinché si pongano il problema di quello che sta succedendo in città. Il livello di guardia è superato, occorre fare sistema, lavorare in squadra per uscire dalla melma nella quale siamo precipitati, sanzionare con la dovuta fermezza chi ha commesso madornali errori e insieme, operatori privati, associazionismo, istituzioni pubbliche, remare nella stessa direzione affinché i conti della città d’arte tornino come tornano, e bene, in altre città più o meno importanti della nostra penisola, dalla vicina Ravenna alle incomparabili Firenze e Venezia, dove, anche in anni di crisi generale dei consumi, il numero delle presenze turistiche non ha cessato di aumentare. Le proposte sulle quali lavorare non mancano, ma per ottenere delle risposte, la prima cosa da fare è porsi delle domande. A partire da quella di cui sopra: cosa sta succedendo?</p>
<p><strong>Alessandro Gulinati, capogruppo Misto Circoscrizione 1 Comune di Ferrara</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>I latitanti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 13:04:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini “Servirebbe un coordinamento cittadino per portare a Ferrara due importanti mostre che al momento sono ferme”. Sono parole del professor Michail Piotrovski, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Ermitage Italia, che lancia un appello alla città di Ferrara per sbloccare una situazione di stallo dovuta a mancanza di denaro. Dev’essere successo qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/06/Fondazione_Ermitage_Italia-293x300.jpg" rel="lightbox[12998]" title="Fondazione_Ermitage_Italia-293x300"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12999" title="Fondazione_Ermitage_Italia-293x300" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/06/Fondazione_Ermitage_Italia-293x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Servirebbe un coordinamento cittadino per portare a Ferrara due importanti mostre che al momento sono ferme”. Sono parole del professor Michail Piotrovski, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Ermitage Italia, che lancia un appello alla città di Ferrara per sbloccare una situazione di stallo dovuta a mancanza di denaro. Dev’essere successo qualcosa di strano in quel santuario culturale, noto in città per le aperture al pubblico in orari da pensionati e le conferenze internazionali con buffet, se viene lasciato in bolletta e inelegantemente si costringe l’ospite a dover protestare pubblicamente per la defaillance. Difficile pensare solo a sforamenti di spesa per eccesso di pasticcini.</p>
<p><span id="more-12998"></span></p>
<p>Il prof. Piotrovski, non fa parte del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Ermitage. Quel CdA ha per presidente Marcella Zappatera e consiglieri Alfredo Bertelli, Massimo Maisto, Manuela Paltrinieri e Tiziano Tagliani. I titolari di quei nomi, molti ricorderanno, sono insediati anche in altri coordinamenti chiamati “Comune”, Provincia” e “Regione” per i quali si erano offerti volontari ritenendosi i più idonei, come hanno spiegato in tanti comizi sulle piazze per evitare che altri meno capaci di loro ne occupassero i posti. Eppure ora latitano in quel sancta sanctorum, permettendo un imbarazzante scambio di ruoli. Se i contribuenti chiamati a pagare in aggiunta a quel che già pagano per tutte le spese, buffet compresi, fossero eruditi con qualche informazione in più sarebbe un atto dovuto, ora sono costretti ad accontentarsi di sole illazioni. Possono immaginare, per esempio, che le due “importanti” mostre non siano ritenute tali dai componenti del CdA che fermamente si rifiuterebbero di assecondare iniziative di poco valore (niente di più facile che la raffinatezza degli amministratori determini posizioni inconciliabili con quelle accademiche). Oppure, potrebbero immaginare che il CdA abbia perso la pazienza con il Comitato scientifico che non lascia in deposito a Ferrara opere tratte in prestito dagli sterminati magazzini dell’Hermitage, quando invece una città d’arte ha assolutamente bisogno di richiamare frotte di turisti per tutto il tempo dell’anno (come avviene a Firenze, Roma, Venezia), non dei fuochi di paglia di sporadiche occasioni create a prezzi milionari. Ci fosse una pinacoteca Ermitage Ferrarese, sia pur in versione omeopatica di S. Pietroburgo, il richiamo non equivarrebbe agli Uffizi (l milione e mezzo i visitatori attratti annualmente a Firenze dalla sola Galleria degli Uffizi), ma riuscirebbe almeno a fornire spunti ai pubblicitari della Provincia, costretti l’anno scorso ad ideare una reclame, detta ETG, fatta di belle scatoline contenenti esclusivamente aria.</p>
<p>Sì, sarebbe interessante sentir dire cose simili, segnali di vitalità. Invece, finora le risposte pubbliche da parte delle istituzioni al richiamo del prof. Piotrovski e alle curiosità dei contribuenti sono analoghe agli encefalogrammi piatti. O, perlomeno, somigliano troppo alle Emozioni Tipiche Garantite che si trovano aprendo le suddette confezioni pubblicitarie ETG comprate dalla Provincia per un quarto di milione di euri.</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Ci scippano anche i Buskers</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 06:50:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di lanfranco Viola]]></category>
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		<description><![CDATA[di Lanfranco Viola da estese.com “Da tutta Europa 75 compagnie per il Buskers festival” (ADN Kronos del 26/05/2011). Provengono da tutta Europa ed anche dall’Argentina, le 75 compagnie che animeranno questa edizione del “Buskers Festival” la rassegna di musica di strada che si terrà dal27/05 al 1/06 con più di 30 appuntamenti a cappello (cioè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>di Lanfranco Viola da estese.com</p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/buskers-410x273.jpg" rel="lightbox[12980]" title="buskers-410x273"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12981" title="buskers-410x273" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/buskers-410x273-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Da tutta Europa 75 compagnie per il Buskers festival” (ADN Kronos del 26/05/2011). Provengono da tutta Europa ed anche dall’Argentina, le 75 compagnie che animeranno questa edizione del “Buskers Festival” la rassegna di musica di strada che si terrà dal27/05 al 1/06 con più di 30 appuntamenti a cappello (cioè a offerta libera) che andranno in scena nel Centro Storico del capoluogo nell’arco di tre giorni, con l’aggiunta di 6 serate a pagamento [5 €uro] che verranno ospitate ai Giardini Margherita di Bologna.” Sorpresa!!! Anche questa manifestazioneci stanno portando via dopo la 1000 Miglia, infatti la manifestazione è stata presentata [oggi 26/05/2011] in piazza Re Enzo a Bologna dal collettivo “Bologna Buskers Pirata”.</p>
<p><span id="more-12980"></span></p>
<p>(Omen Nomen)</p>
<p>Commento: Chissà cosa ne pensa di tutto ciò, il nuovo Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, il ferrarese Ronchi e chissà perché nessun mezzo di informazione cittadino ha, fino a questo mio intervento, dato la notizia magari aggiungendovi anche con un suo breve commento?</p>
<p>Ci provo io: Perchè incominciano a rendersi conto che non c’è nessuno a difendere il prestigio della città di Ferrara, la quale, se è stata capace di tollerare “Cona”, può tollerare qualsiasi sgarbo!</p>
<p>E’ pur vero che la competizione globale premia i più” veloci”, ma forse tutti questi segnali dimostrano ANCHE che gli amministratori ferraresi (in genere) si sono fermati mentalmente e quindi non è vero che “tutto và ben Madama la Marchesa” come molti media cercano di farci credere.</p>
<p>Quando ci avranno scippato anche il Balloon Festival e l’Incendio del Castello, manifestazioni su cui molti hanno vissuto di rendita e qualcuno realizzerà a Piazza 8 Agosto “BOLOGNA sotto le stelle” rassegna di concerti di musica Pop/Rock/Tecno, ci rimarranno solo gli occhi per piangere, visto che nel frattempo abbiamo sperperato diverse risorse ed intelligenze per l’innata pigrizia di chi doveva decidere, magari anche l’eliminazione (nel settore) di qualche “carro rotto” e non l’ha fatto; inerzia che ha però portato inevitabilmente alla drammatica situazione attuale del Turismo in città e da oggi in poi, anche dell’escursionismo, con la desertificazione lenta, ma che sembra inarrestabile del Centro Storico, dove non riescono neppure a tenere aperto in questi mesi caldi, per l’intera giornata, il “Giardino delle Duchesse”!!! (Sic!)</p>
<p>Un importante adagio degli anni 70/80, già allora, recitava così: nella società attuale, se una cosa funziona, ricorda che è già obsoleta!! e devi da subito darti da fare per inventare altro, se vuoi rimanere in corsa e mantenere il vantaggio acquisito rispetto ai tuoi competitors attuali e futuri.</p>
<p>Lo stesso destino è toccato alle Grandi Mostre del Palazzo dei Diamanti (di successo all’inizio), ma oggi uguali concettualmente a quelle di 10 anni fà, e perciò stesso perennemente in passivo, le quali in passato, non hanno goduto, né di un sito internet proprio, né di una traduzione dei testi di presentazione in inglese (o in altra lingua europea a piacere).</p>
<p>Tanto a “voi” decisions maker, dei turisti cosa ve ne cale????</p>
<p>Secondo i visitatori di estense.com, o almeno secondo gli operatori economici, “servi della gleba” dell’ospitalità e del commercio in postazione fissa di questa città, quale futuro si prospetta loro???</p>
<p>Parliamone.</p>
<p><strong>Lanfranco Viola</strong></p>
</div>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Replica a Maisto e Mangolini</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 13:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi Assessore Maisto, la ringrazio per le domande che mi rivolge a mezzo stampa, benché sia certo del fatto che lei conosce le risposte, da noi sempre date, ancorché poco gradite. Ignoro volutamente i suoi accostamenti ai Bondi o ai Tremonti di turno, funzionali solo a banalizzare e delegittimare le nostre proposte, oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/01/12246317_una-cultura-per-tutti-malgrado-tagli-01.jpg" rel="lightbox[11200]" title="12246317_una-cultura-per-tutti-malgrado-tagli-0"><img class="alignleft size-full wp-image-11202" title="12246317_una-cultura-per-tutti-malgrado-tagli-0" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/01/12246317_una-cultura-per-tutti-malgrado-tagli-01.jpg" alt="" width="176" height="139" /></a>Assessore Maisto, la ringrazio per le domande che mi rivolge a mezzo stampa, benché sia certo del fatto che lei conosce le risposte, da noi sempre date, ancorché poco gradite. Ignoro volutamente i suoi accostamenti ai Bondi o ai Tremonti di turno, funzionali solo a banalizzare e delegittimare le nostre proposte, oltre che a svicolare. Lei sa bene che i “tagli”, da noi proposti al coacervo di attività del suo assessorato (rientrano tutte nella categoria “cultura”?), non si riferiscono a biblioteche e musei, che tuttavia vorrei vedere gestiti meglio e con più servizi, nell’ottica di promuovere il turismo e di ridurre i costi. Penso invece a quell’intrattenimento da tardo impero, concepito ad esclusivo uso e consumo dei “locali” (fruitori e soprattutto organizzatori più o meno privati) e non per attrarre turisti, che allo stato dell’arte non ci possiamo più permettere.</p>
<p><span id="more-11200"></span></p>
<p>Penso al Teatro, che non solo è debole traino per il turismo, ma costa alla collettività 2 milioni e genera un disavanzo tra il costo degli spettacoli e l’incasso dei biglietti venduti, tutto scaricato sui cittadini. Penso ai costosi spettacoli della lirica o della danza, che da soli selezionano un pubblico di nicchia, anche senza farne pagare il costo intero. A questo proposito, caro Mangolini, sia certo che non è alzando il biglietto di quegli spettacoli che si crea l’elite, semplicemente perché l’elite la fa la programmazione. Con l’aggravante che una parte consistente del biglietto la paga chi a teatro non va o non può andare, nonostante i prezzi attuali. Intendo dire che c’è già un pubblico elitario, oltretutto beneficiario di una parte del biglietto omaggiata.  </p>
<p>Penso ai passivi di Ferrara Arte, non sempre produttivi in ottica turistica o quanto meno di cui non si conoscono le effettive ricadute economiche, nonostante le ripetute sollecitazioni a fare studi al riguardo. Penso ai costosi spettacoli di Ferrara Musica, per i quali il prezzo del biglietto non copre i costi e la cui ricaduta economica per la città è dubbia.</p>
<p>Penso ai contributi alle associazioni, riguardo alle quali siamo sempre in attesa di documentazione completa sui fondi distribuiti a chi, per fare che cosa.</p>
<p>Prendo atto tuttavia con soddisfazione, che, con gli aumenti annunciati, state ascoltando le nostre proposte. Ascolto che dovrebbe essere più attento anche verso gli operatori del settore turismo, unitamente ad una migliore programmazione, organizzazione e gestione delle iniziative, fatti che darebbero maggiore impulso all’economia della città. Basta, insomma, con i sacchetti vuoti da riempire con le emozioni.</p>
<p>Rinvio il resto (tanto) al confronto in commissione.</p>
<p><strong><em>Valentino Tavolazzi</em></strong></p>
<p><strong><em>Consigliere comunale Progetto per Ferrara</em></strong></p>
<p><strong><em>Movimento 5 Stelle</em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
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