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07 Lug, 2010

Comuni ricicloni 2010

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute|Politica

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di Stefano Bettera (Ufficio Stampa Fondazione Legambiente Innovazione)

Ponte nelle Alpi (BL) in cima alla classifica delle localita’ piu’ virtuose Nord sempre al top. Sardegna leader tra le Regioni emergenti Salerno si conferma campione del Sud. Buone pratiche anche in Sicilia 12 milioni di italiani differenziano oltre il 50% della spazzatura. Riciclo record in 1488 Comuni. E’ ancora il Nord a fare la parte del leone per la gestione dei rifiuti in Italia: Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, si piazza infatti al primo posto della classifica di Legambiente che ogni anno assegna gli Oscar del riciclo ai comuni che gestiscono al meglio i propri rifiuti. A livello regionale è il Veneto a svettare in cima alla classifica con una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%.

Eppure le buone pratiche e le performance di successo si stanno diffondendo anche al Centro Sud. La Sardegna si conferma leader tra le regioni emergenti sulla raccolta differenziata per aver raggiunto a fine 2009 una percentuale regionale del 35% (nel 2002 era al 3%). In Campania sono 84 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Spiccano poi le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta nella storia di Comuni ricicloni, di uno della Puglia (Monteparano, provincia di Taranto).

“Nonostante l’imperdonabile silenzio di molti media nazionali, ci sono regioni come la Sicilia che vivono una grave emergenza rifiuti con montagne di immondizia in strada, spesso oggetto di pericolosi incendi” ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. Con la scusa della crisi palermitana, ancora una volta il governo vorrebbe imporre un commissariamento e realizzare altri mega inceneritori. Soluzione niente affatto utile perche’, nella migliore delle ipotesi, entrerebbero in funzione tra 5 anni. Il modello da seguire esiste gia’ anche sull’isola ed e’ costituito dai comuni ricicloni trapanesi e agrigentini che hanno performance di raccolta e riciclaggio paragonabili a quelli del Nord Italia. La rinascita del Centro Sud Italia deve partire dalle migliori esperienze ormai consolidate: le grandi citta’ , a partire dalla Capitale, devono seguire l’esempio di Salerno, che ha finalmente sfatato il mito dell’impossibilita’ di fare la raccolta domiciliare su tutta l’area urbana”.

‘La nuova frontiera dei comuni ricicloni non a’š rappresentata solo dalla raccolta differenziata ma anche dalla prevenzione ‘ ha detto Andrea Poggio, vice direttore Nazionale di Legambiente ‘. Sono gia’ 150 i comuni che hanno emesso un’ordinanza per vietare la distribuzione di sacchetti di plastica. A questi, si aggiungeranno prossimamente altre 250 localita’ che hanno manifestato l’intenzione di metterli al bando. Legambiente ha inoltre deciso di lanciare una campagna per dire Stop ai sacchetti di plastica, nel timore che il governo decida di prorogare ancora il permesso alla commercializzazione: in tutte le prossime iniziative, da Goletta verde a Puliamo il Mondo, lanciamo un impegno volontario all’abbandono del sacchetto di plastica che puzza di petrolio, di spreco, di balene spiaggiate e di ‘trash vortex’ nell’Oceano Pacifico’.

Comuni ricicloni 2010 racconta un’Italia in movimento nonostante le difficolta’ . Sono 12 milioni infatti gli italiani coinvolti nelle pratiche di raccolta differenziata nei ben 1488 che quest’anno rientrano nella classifica virtuosa di Comuni Ricicloni 2010.

Attivando servizi di raccolta differenziata, i comuni premiati hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,3 milioni di tonnellate di CO2, pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia. A questo risultato bisogna aggiungere anche il fatto che quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alla discarica.

Per diventare Comune Riciclone nel 2009, bisognava aver superato la soglia del 50% di raccolta differenziata. Ai comuni sotto i 10.000 abitanti delle regioni del Nord Italia la giuria ha invece imposto il superamento della soglia del 55%. Vincitore assoluto dell’edizione 2010 a’š il comune di Ponte nelle Alpi (BL), 8.499 abitanti, che, oltre ad aver conseguito il 77,8% di raccolta differenziata, ha l’indice di buona gestione piu’ alto in Italia: 87,28**. Spicca poi il risultato di Salerno, miglior capoluogo riciclone del Centro Sud, per aver raggiunto il 60,3% di raccolta differenziata.

Esperienze consortili: gli ATO che funzionano

La recente legge sugli Enti locali che vuol eliminare gli enti superflui ed inefficienti, colpisce purtroppo anche le realta’ piu’ utili. Oltre la meta’ dei Comuni Ricicloni, infatti , si sono strutturati per la gestione dei servizi in sistemi consortili, esperienza positiva che riguarda circa 6,3 milioni di abitanti residenti nel nord Italia, efficace grazie alla distribuzione uniforme su ampie aree di territorio. Tre gli esempi piu’ significativi premiati da Legambiente con il premio speciale ‘Cento di questi consorzi’: il Consorzio Intercomunale Priula, provincia di Treviso (243.721 abitanti e 78% di r.d.), Fiemme Servizi spa provincia di Trento (27.585 abitanti che raccolgono in modo differenziato il 77,6% del totale) e il Consorzio per l’igiene dell’Ambiente e del Territorio ‘ TV1, provincia di Treviso (308,169 abitanti e 74,3% di raccolta differenziata)

I comuni sopra e sotto i 10.000 abitanti: le eccellenze sono al Nord.

Il nord est si conferma dunque l’area del nostro territorio dove i rifiuti vengono gestiti al meglio. Basti pensare che nella graduatoria dei comuni al di sopra dei 10.000 abitanti, nelle prime 27 posizioni troviamo solo comuni veneti e trentini ad eccezione di due comuni astigiani al 19° e 21° posto. La classifica dei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti invece parla solo la lingua veneta: nei primi 30 posti, sono solo due gli intrusi, in 9a e 10a posizione (un trentino e un torinese). Di questi, 18 li troviamo in provincia di Treviso e, di essi, ben 12 appartengono al Consorzio Intercomunale Priula, che non casualmente dunque, si conferma come il migliore nella speciale classifica ‘Cento di questi consorzi’.

Al centro sud gli incrementi sono decisamente piu’ contenuti, ad eccezione della regione Campania che ancora una volta, pur tra mille contraddizioni e problemi, sembra essere il luogo dove qualcosa si muove.

Al Centro, nella classifica delle citta’ con oltre 10.000 abitanti, troviamo solo comuni toscani e marchigiani, mentre in quella dei piccoli comuni (sotto i 10.000 abitanti), si affacciano in maniera massiccia i comuni laziali, anche se a dettare legge sono ancora quelli delle Marche. Al Sud e nelle isole invece, nella graduatoria delle citta’ troviamo praticamente solo realta’ campane e sarde, mentre in quella dei piccoli comuni, pur dominata dalla Campania e dalla Sardegna con 67 e 27 comuni rispettivamente, troviamo l’Abruzzo che, nonostante i gravi problemi del territorio pua’² vantare la buona performance di 11 comuni. Segnali incoraggianti anche dalla Sicilia (7 comuni) e dalla Calabria (4).

Tra le grandi citta’ , nessuna performance degna di nota. Nessuna infatti ha superato la soglia stabilita per rientrare nella classifica virtuosa.

I capoluoghi di provincia.

Le citta’ piu’ popolose in classifica risultano essere Reggio Emilia con 166.678 abitanti, e Salerno con 139.587, dove le politiche e le azioni messe in campo lo scorso anno, grazie anche al supporto del Conai, hanno portato a risultati apprezzabili. Il Piemonte si attesta quale regione col maggior numero di capoluoghi ricicloni: Novara, Asti, Cuneo, Verbania e Biella. Al centro invece ancora il deserto: nessun capoluogo ha superato l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata.

La provincia nella quale risiedono il maggior numero di cittadini ricicloni a’š invece la provincia di Torino dove i comuni da premiare quest’anno sono ben 106. La provincia di Milano paga la ‘cessione’ di 50 comuni ricicloni alla neonata provincia di Monza e Brianza che sommati ai suoi 89 l’avrebbero resa la provincia piu’ riciclona d’Italia, capoluogo a parte.

Le dieci proposte di Legambiente per uscire dall’emergenza rifiuti
1. Aumentare il costo dello smaltimento in discarica
2. Diffondere le raccolte differenziate domiciliari in tutti i Comuni italiani
3. Completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti
4. Rivedere il sistema di premialita’ /penalita’ per premiare la riduzione e il riciclaggio
5. Promuovere la diffusione delle buone pratiche locali sulla prevenzione
6. Avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione
7. Promuovere la qualita’ delle raccolte differenziate per massimizzare il riciclaggio
8. Garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa
9. Non riaprire la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti
10. Introdurre i delitti ambientali nel codice penale e istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani

Si tratta di dieci proposte concrete per fronteggiare – senza semplificazioni o mistificazioni – le emergenze che ancora affliggono il nostro Paese. Ci auguriamo fortemente che in futuro si possa concretizzare quella che viene definita la strategia ‘rifiuti zero’, ma intanto dobbiamo affrontare la complessita’ della gestione dei rifiuti che stiamo producendo oggi e che produrremo domani. Per questo che a’š necessario da subito mettere in pratica la strategia comunitaria e gerarchica delle quattro R, dando il giusto peso e senza escludere nessuna delle opzioni previste. Solo cosa’¬ si potra’ uscire definitivamente dal tunnel dell’emergenza che ha caratterizzato il nostro Paese fino ad oggi, rendendo possibile quella svolta che farebbe entrare l’Italia in Europa, una volta per tutte e senza distinzione tra Nord, Centro e Sud.

Sacchetti di plastica. I sacchetti di plastica costituiscono un grave problema di inquinamento ambientale in tutto il mondo. Ogni anno, a causa dei sacchetti dispersi nell’ambiente muoiono migliaia di pesci, balene, delfini e altri animali. Per dire Stop ai sacchetti di plastica, Legambiente lancia una petizione per il rispetto per le specie viventi, per il paesaggio e per la bellezza, per l’ambiente dell’Italia e del Pianeta. La petizione si rivolge agli esercizi commerciali percha’© trovino nuove soluzioni e chiede al Ministro dell’Ambiente di impegnarsi a non prorogare ulteriormente il divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili, non rispondenti ai criteri fissati dalla norma comunitaria EN 13432, oltre il 31 dicembre 2010. Maggiori informazioni e petizione online sul sito: www.puliamoilmondo.it <http://www.puliamoilmondo.it/> . Mettici la firma!

Comuni Ricicloni 2010 a’š stato realizzato da Ecosportello Rifiuti, lo sportello informativo di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. In collaborazione con: Conai, Federambiente, Fise Assoambiente, Anci, Cial, Comieco, CoRePla, CoReVe, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Achab Group, Novamont, Consorzio Italiano Compostatori, Scuola Agraria del Parco di Monza e la rivista Rifiuti Oggi. Il dossier completo “Comuni Ricicloni 2010” a’š disponibile sul sito www.ecosportello.org <http://www.ecosportello.org/>

Nota: ** L’indice di buona gestione a’š un ‘voto’ alla gestione dei rifiuti urbani nei suoi molteplici aspetti: recupero di materia, riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, sicurezza dello smaltimento, efficacia del servizio. Per migliorare il proprio indice di buona gestione un Comune deve quindi porre attenzione non solo all’incremento della percentuale di raccolta differenziata, ma anche alla diminuzione della produzione pro capite totale di rifiuti, all’incremento della raccolta differenziata dei RUP (Rifiuti Urb <<ATT9891947.gif>> ani Pericolosi), alla promozione del compostaggio domestico.


Stefano Bettera

Ufficio Stampa Fondazione Legambiente Innovazione

  • PIERO IANNELLI

    PARLIAMO DI COSE “serie”?

    LEGAMBIENTE è P.R.O.P.R.I.E.T.A.R.I.A del 10% delle azioni di SORGENIA!

    SORGENIA costruisce CENTRALI ELETTRICHE TURBOGAS..a MODUGNO!
    Ma LEGAMBIENTE è la stessa che critica le centrali “TURBOGAS” a Pontinia!

    Forse perchè SORGENIA è anche di LEGAMBENTE!..

    “ECO-IPOCRISIA” ?

    QUESTA E’ UNA NOTIZIA SU CUI SCRIVERE UN ARTICOLO!

    Altro che “FANFARE AMBIENTALISTE”!

    MA parliamo di cose “SERIE”.. di “soldini”!

    Federparchi ed i parchi rappresentano per Legambiente e per i suoi dirigenti la più grande fonte di guadagno( anche personale) dei prossimi decenni. Centinaia di milioni di euro.

    La parola magica è Carbon Credit.

    I certificati di credito di emissione di CO2 un patrimonio enorme che i parchi possono vendere dopo averli acquisiti come conseguenza della piantumazione di alberi.

    Personaggi ed interpreti di questo grande affare:

    – La CIR di Carlo De Benedetti insieme a Tubini a fondato “Giga” una società che acquista e vende Carbon Credit Internazionali . ( già acquistati per 60 milioni di euro da varie nazioni)

    – Legambiente è propietaria del 10% delle azioni di Sorgenia (Presidente onorario di legambiente Ermete Realacci , Alcuni membri della segreteria nazionale .Duccio Bianchi, Edoardo Zanchini, Nunzio Cirino Groggia, Andrea Poggi

    – Legambiente e Sorgenia insieme a tutte le industrie del settore energetico alternativo( e non) sono riunite in una “non profit” che si chiama Kyoto Club. (presidente Massimo Orlandi – Vicepresidente Ermete Realacci, Direttore Kyoto club service Mario Gamberale)

    – Ermete Realacci e Duccio Bianchi posseggono il 25% della società s.r.l. Ambiente Italia Ricerche e servizi in Campo Energetico. (CCIAA Milano –REA 145656)

    – Legambiente , Legambiente Lombardia, Kyoto Club e Ambiente Italia sono comproprietari della società s,.r .l. Azzero CO2 (CCIAA Roma REA 1137033) specializzata in compravendita di Carbon Credit.( Amministratore delegato Mario Gamberale Vicepresidente Antonio Ferro, consiglieri Duccio bianchi; Andrea Poggio, Edoardo Zanchini,)

    – Kyoto club e Federparchi fondano la onlus Parchi per Kyoto con il supporto tecnico di Azzero Co2. (Presidente Matteo Fusilli, Vice Presidente Massimo Orlandi, Consigliere Mario Gamberale, direttore comunicazione Antonio ferro)

    L’attenta lettura di quanto esposto porta a tre considerazioni:

    1″.Il controllo di Federparchi garantisce la prosecuzione e la gestione negli anni di progetti di piantumazione in tutti i parchi e le aree protette Italiane.

    2″.Ermete Realacci, Ministro ombra del PD , Componente della Commissione Parlamentare Ambiente , Presidente Onorario di Legambiente, Presidente di Symbola, Vicepresidente di Kyoto Club, comproprietario di ambiente Italia e Azzero Co2 è titolare di un enorme e vergognoso conflitto di interessi.

    3″. Legambiente non può più definirsi una associazione ambientalista.!

    Qui potrete comprendere cosa si nasconda dietro questo “PSEUDO-AMBIENTALISMO”

    http://www.wikio.it/article/cambiamenti-climatici-effetto-serra-bufala-internazionali-199322511#news199322511

    “ VERGOGNATEVI” se vi è rimasto un minimo di coerenza!
    “ DISMETTETEVI” anzi.. “riciclatevi”!

    Se ancora un barlume di ambientalismo in “VOI” è rimasto!

    Cordialmente .

    PIERO IANNELLI

    – Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”–
    –“ Resp. Per le aree tutelate e vincolate”–
    pieroiannelli@gmail.com
    -– N”.Cell.: 3398513962 –

  • infatti tra noi e legambiente non corre buon sangue
    grazie per le informazioni

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  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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