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29 Apr, 2011

Conferenza stampa del 29-4-2011: Dopo il referendum 16-17/4/11, le nuove iniziative sul Sant’Anna

Inserito da: PpF In: Iniziative e organizzazione|Politica|Sanità

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 Il referendum sul Sant’Anna segna nella vicenda di Cona una linea di demarcazione tra il prima e il dopo 17.4.11. La consultazione autogestita dal M5S, piaccia o no, rappresenta un fatto politico nuovo che cambierà il corso degli eventi e delle decisioni sul Sant’Anna. 14347 cittadini hanno liberamente espresso la propria volontà che in città rimanga il pronto soccorso ed un ospedale ridimensionato. 

  • Progetto per Ferrara/M5S ora non rappresenta solo se stesso, la propria visione dell’organizzazione ospedaliera nella nostra provincia, bensì 14347 cittadini che ci hanno affidato il mandato di condurre la battaglia e di fare quanto possibile affinché il Sant’Anna ed il pronto soccorso in città non vengano chiusi.

Noi sentiamo questa responsabilità politica ed intendiamo far rispettare con ogni mezzo democratico la volontà dei cittadini.

 

Abbiamo chiesto al Sindaco Tagliani un incontro la prossima settimana per la comunicazione ufficiale dell’esito del referendum, ma soprattutto per verificare se egli intenda dare avvio ad un nuovo negoziato con la Regione riguardante l’assetto ospedaliero di Ferrara. Gli chiederemo inoltre se sia disponibile ad incontrare con noi il presidente Errani e l’assessore Lusenti per il riesame del progetto Cona/Sant’Anna. Tagliani in un colloquio informale ha dato la propria disponibilità all’incontro con Ppf/M5s e a verificare la possibilità di un meeting insieme in regione.

 

  Il fatto politico nuovo è che ora Tagliani può contare sulla volontà finalmente espressa di migliaia di cittadini, che non ne vogliono sapere di chiudere il sant’Anna ed il pronto soccorso per fare posto ad una clinica privata ed alle villette. Il Pd, grazie a noi, si trova ora nelle condizioni di poter cambiare strategia.  Dopo il referendum ha due possibilità. Il Pd può infatti continuare a negare l’errore di Cona e la sua sciagurata gestione, difendendo a spada tratta la chiusura del Sant’Anna. Ed in questo caso andrà incontro alla fatale conta dei feriti e dei morti nel 2014, quando i ferraresi, stremati dai disagi e dalle sofferenze del trasferimento a Cona, saranno chiamati alle urne. Oppure può fare leva sulla volontà espressa da 14347 cittadini (potenzialmente molti di più) ed insieme a noi, al sindaco, al presidente della Provincia, ai consiglieri regionali nostri e loro, ai propri parlamentari  condurre un negoziato politico e tecnico con Errani e Lusenti per mettere a punto un piano B. I nostri consiglieri regionali Favia e De Franceschi sono in pista da tempo.

 

In altri termini Progetto per ferrara ed il Movimento 5 Stelle, facendo gli interessi dei cittadini, hanno fornito al Pd su un piatto d’argento un nuovo scenario politico che gli consente di ridiscutere l’assetto ospedaliero nella nostra Provincia. Affinché ciò accada, oltre alla volontà politica, occorre che tutti gli attori ritrovino una unità di intenti nell’interesse collettivo: Montanari deve smetterla di lavorare per Argenta, così come Bertelli per Copparo, Zappaterra deve uscire dal silenzio ed entrare in campo, i deputati ed i senatori del Pd pure, ed infine i rappresentanti dei partiti di opposizione (Lega, Pdl e Fli) a Ferrara, in Regione e a Roma. Per questo rivolgiamo a loro un appello.

 

In questo nuovo contesto Tagliani non sarebbe più solo a rappresentare gli interessi dei cittadini, potrebbe fare il sindaco dei ferraresi e non solo il sindaco del Pd e non si troverebbe a remare contro il suo partito. Potrebbe battersi anche senza il Pd ed addebitare poi, al suo partito recalcitrante, la probabile sconfitta politica nel 2014. Ma in questo caso salverebbe “politicamente” se stesso senza ottenere un risultato concreto per i cittadini.

 

 Dopo il referendum sta crollando il muro del silenzio in città. Non ci riferiamo solo all’intervento del Direttore del Carlino Corrado Piffanelli che ha messo il dito sulla questione politica, ma anche ad importanti dichiarazioni degli addetti ai lavori come il dr. Massimo Masotti, vice presidente dell’Ordine dei medici, e del dr. Luciano Ricci responsabile del Pronto soccorso generale del Sant’Anna. Anche l’imprenditore ing. Arturo Colamussi ha aperto scenari interessanti per il futuro di Cona. Ho poi condiviso nei giorni scorsi con Tagliani l’idea che il San Giorgio possa essere trasferito a Cona con enormi economie sull’affitto e sui costi di gestione.  

 

 Cona, stato dell’arte. La magistratura ha fatto fare perizie su Cona con esiti sfavorevoli. I lavori sembrano mal fatti. Manca il fabbricato della Farmacia dell’Ospedale. Progeste ha portato in tribunale la richiesta di 130 milioni di extracosti per un ospedale che ha i difetti suddetti. Mancano le infrastrutture fondamentali per la fruizione di un unico ospedale cittadino posto fuori città: circonvallazione ad anello della città, vie preferenziali, metropolitana. Manca l’edificio della facoltà di Medicina. benché l’ospedale si chiami Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara. Circa 40 Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina sono state chiuse per carenza di posti letto del S. Anna, che Cona confermerà. Crisi gruppo Mascellani coinvolto nei lavori insieme a Progeste. Collaudi e traslochi da fare. Nessuno crede alle promesse del direttore Rinaldi che Cona aprirà nel 2001.

 Sant’Anna stato dell’arte e destino. Sta crollando da vent’anni per colpevole incuria e negazione dei finanziamenti necessari da parte della regione e del Pd. Con la chiusura del Sant’Anna gli 80 mila accessi al pronto soccorso ogni anno non troveranno risposta in città, né i 65 mila codici bianchi e verdi che oggi ricevono cure risolutive in giornata, senza ricovero. I 50 mila accessi ai day hospital dei reparti ospedalieri dovranno in gran parte traslocare a Cona e tra questi i pazienti bisognosi di chemioterapia e radioterapia. I tempi di intervento in emergenza si allungheranno per tutti i residenti del Centro, Barco, Ponte, Francolino, Ravalle, Porotto, Cassana, Vigarano, Bondeno. Minuti preziosi si perderanno per strada nei casi di infarto, ictus, politrauma, insufficienza respiratoria grave, emorragie gravi.

 Piano B. Il Sant’anna ridimensionato (200 posti letto) resta dov’è (Cliniche universitarie) insieme al Pronto soccorso. Alcuni reparti come Ortopedia, Cardiologia, Urologia, avranno doppia presenza a Ferrara e a Cona, come accade a Modena (180 mila abitanti due ospedali a 7 km l’uno dall’altro). Cona ridimensionato a 500-600 letti disporrà di spazi per il San giorgio e l’Università. Non serviranno altri edifici.

 Cosa c’è a Modena. In città Policlinico 765 posti letto, 11 dipartimenti integrati con dipartimento emergenza, pronto soccorso, sede universitaria, 160 mila mq.

A Baggiovara, 7 km dalla Ghirlandina, del 2005, sede universitaria, con dipartimento emergenza, pronto soccorso, 454 posti letto.

In provincia.

Carpi 282 posti letto, con rianimazione, unità coronarica, medicina di urgenza.

Castelfranco 79 posti letto. Punto di primo soccorso

Finale Emilia 42 posti letto. Punto di primo soccorso.

Mirandola 200 posti letto, pronto soccorso, terapia intensiva coronarica.

Pavullo 145 posti letto, pronto soccorso, stroke care.

Sassuolo 250 posti letto, ospedale pubblico-privato.

Vignola 129 posti letto, pronto soccorso.

 

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