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03 Giu, 2010

Consiglio straordinario sul Sant’Anna

Inserito da: PpF In: Consiglio comunale|Sanità

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di Valentino Tavolazzi

Durante le conferenza dei capigruppo, Ppf ha ritirato il proprio ordine del giorno su Cona e Sant’Anna, che sarebbe stato discusso e votato nel prossimo consiglio di lunedì. Tutti i gruppi di opposizione infatti hanno firmato la richiesta di consiglio ai sensi dell’art.39 del D.Lgs 267/2000. Il presidente è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai 20 giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri. Dunque entro giugno maggioranza ed opposizione si confronteranno sui servizi sanitari che resteranno al Sant’Anna dopo l’apertura di Cona (quando?) e sulla destinazione dell’area Sant’Anna, che Pd e maggioranza intendono “valorizzare” dal punto di vista immobiliare, per finanziare Cona.

 In verità su quest’ultimo argomento l’amministrazione tiene da anni un profilo comunicativo basso, con il coperchio ben chiuso sulla pentola. Nei giorni scorsi Ppf aveva reso noto lo stato dell’arte sul progetto immobiliare Sant’Anna, ma non sono giunte smentite, né conferme. L’operazione, mai portata all’attenzione del consiglio e della città, è stimata in 157 milioni di euro (con un utile pari a 34,6 milioni). Si tratta di 64 milioni in appartamenti, 27 in negozi, 16 in uffici-terziario, 30 nella clinica privata, 15 nell’albergo e 5 nei parcheggi. Il sindaco ed i rappresentanti della giunta in varie occasioni (Consiglio, Commissioni, Circoscrizioni) avevano negato che l’uso dell’area Sant’Anna fosse stato deciso e tanto meno che l’amministrazione intendesse autorizzare la costruzione di nuove case e villette, di negozi, alberghi, cliniche private e centri benessere, come invece risulta dagli atti.

 Ma non è solo il timore di speculazione edilizia, in un’area pregiata del centro storico, a preoccupare i gruppi di opposizione. Ciò che si teme è anche la limitazione dei servizi sanitari destinati alla città, a causa della presunta spinta speculativa. In altri termini non vorremmo che il Sant’Anna chiudesse come ospedale (scelta che fa concludere al Pd ed alla maggioranza che deve chiudere anche il pronto soccorso, l’assistenza notturna, il day hospital, la chemioterapia e la radioterapia, unitamente alla riduzione dei posti dialisi e di altri servizi primari), solo perché qualcuno vuole fare altre cose, più utili alle proprie tasche che ai cittadini.

 Preoccupa inoltre l’efficacia di tutto il sistema “emergenza” pensato con la concentrazione a Cona di ogni attività ad essa connessa (pronto soccorso, rianimazione, terapia intensiva, diagnostica d’urgenza, ecc..). Non sono note infatti le modalità organizzative del servizio e le procedure, il numero di ambulanze e la specializzazione dei rispettivi equipaggi, i tempi di percorrenza previsti in una matrice origine/destinazione (considerata oltretutto l’assenza di nuova viabilità). Come si pensa realisticamente di evitare il peggioramento del servizio ai quartieri più decentrati della città (Ponte, Barco, Francolino, Cassana, Porotto, via Virgiliana, Ravalle, Casaglia, Quartesana, ecc… con decine di migliaia di abitanti) e dunque il rischio di aumento di decessi a causa di tempi eccessivi nelle attività di soccorso, stabilizzazione ed intervento medico/chirurgico d’emergenza?

 L’operazione Cona/Sant’Anna non è materia esclusiva delle due aziende sanitarie. E non è solo un problema di fondi, tenuto conto del fatto che questa maggioranza, non l’opposizione, ha deciso l’abbandono del Sant’Anna a favore del mega ospedale di Cona, nella valle della morte. Chi definisce gli obiettivi di assistenza sanitaria nel territorio sono le assemblee degli eletti (quella dei sindaci e dei singoli consigli comunali). Quello di Ferrara, tra l’altro, è anche la sede propria per decidere qualsiasi progetto di valorizzazione immobiliare del Sant’Anna. Non l’ha mai fatto prima, lo farà ora grazie ai gruppi di opposizione.

 Valentino Tavolazzi, Consigliere comunale Ppf/M5S

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  • matteo

    A titolo informativo, quando si parla di ambulanze di via Traversagno è da un pò di tempo che ne vedo soltanto una. L’ora è solitamente verso 21.40. C’è stato un periodo in cui il can can su estense.com mi aveva fatto notare la presenza di 3 mezzi. Purtroppo ho visto in alcune giornate, circa all’ora sopracitata, l’ala vuota e le luci spente, significato che l’ambulanza ed i membri erano in missione.
    Per rassicurare le persone più attente, penso che realizzare un registro elettronico accessibile a tutti dove sono indicate per luogo il numero di ambulanze, il numero di persone e le loro competenze. Stessa cosa per l’automedica.

  • gengis khan

    si e po sa vot? un’ ambulanza in casa tutta per te?…ma dai lascia fare ai medici il loro lavoro che lo sanno fare..robe da matti

  • caro gengis
    dai per scontate delle cose che mi fanno presumere una tua giovane età.
    sappi comunque che c’è un’ambulanza su cui ci son solo due autitsti anzichè autista infermiere.
    se capiterà a te di avrne bisogno, quale preferirai vederti arrivare?

  • matteo

    Questa mattina alle 8.20 circa si è verificato un incidente a casaglia. Le dinamiche non le conosco con precisione e non le espongo. Mi preme però indicare questo: il primo mezzo ad arrivare è stata l’ambulanza, mentre in seconda istanza e con un ritardo di 5 minuti è arrivata l’automedica. Ora, leggendo da estense.com http://www.estense.com/sulla-collocazione-del-pronto-soccorso-059738.html#comment-21710 riporto questo: “L’operazione di soccorso viene attivata appena il personale arriva sul posto e non si attende più che il paziente entri in Pronto Soccorso per organizzare l’intervento ospedaliero. Questo permetterà al medico di compiere più interventi, anche in attesa che giungano le ambulanze”…

  • Armando Zanetti

    bravo gengis khan digliele a questi 4 vecchi babbioni…..

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