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17 Set, 2009

Controllo pubblico, quello strano oggetto del desiderio

Inserito da: PpF In: Servizi pubblici

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Lettera pubblicata da estense.com

di Francesco Portaluppi

4d6bf03b53d88087985552e2dd8c9d3bNumerosi opinioni sono state espresse, nelle ultime settimane, sulla questione del Laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro. Mentre non si può che prestare attenzione a tutte le manifestazioni di dissenso, anche quando chi interviene ammette candidamente di “non poter affermare la connessione diretta” tra le proprie critiche e la vicenda in questione, diventa però necessario rispondere a quelle affermazioni che rischiano di diventare pubblica disinformazione.

 

I Gruppi consiliari di maggioranza vengono accusati di non aver richiesto e ottenuto adeguate garanzie o alternative ad Hera.

 Eppure, lo stesso Consigliere Tavolazzi, principale oppositore della ristrutturazione del Laboratorio, ha riconosciuto durante una recente seduta di Commissioni congiunte che l’acqua di Ferrara è ottima (comparabile a quella delle acque minerali in commercio) e che non vi sono dubbi sul fatto che Hera riuscirà sempre ad assicurarne un efficace controllo di qualità. Dunque, attuando il principio che ogni buona amministrazione deve assicurare alti standard di efficacia ai servizi pubblici come quello idrico, la nostra maggioranza consigliare ha condiviso i positivi apprezzamenti del Sig. Tavolazzi e ha poi ritenuto di avere ormai sufficienti garanzie in proposito non solo da Hera, ma anche dall’Agenzia di controllo e dall’ASL che per legge (appunto) controllano. Una decisione presa dopo molti mesi di consultazioni, sperimentazioni, audizioni e sedute pubbliche: dunque cauta, meditata e in piena trasparenza.

Altrettanto doveroso per un’amministrazione è garantire anche la miglior efficienza dei servizi pubblici. Hera è nata dalla fusione di 11 aziende locali, ereditando quindi un’organizzazione notevolmente frammentata. Non sarebbe certo un atto di buon indirizzo impedirle di razionalizzare le proprie strutture (ed eliminare così anche inutili sprechi), soprattutto quando l’operazione comporta innovazione, ma anche salvaguardia dell’occupazione di tutti i lavoratori coinvolti come avverrà a Pontelagoscuro nonostante i pesanti dubbi espressi in proposito da un gruppo di Consiglieri circoscrizionali.

Ma non basta. L’affermazione che Hera sarebbe in condizione di “guadagnare soldi a palate sui beni primari in regime di monopolio” è priva di fondamento. Hera opera nell’ambito di prescrizioni e controlli normativi ineludibili che la costringono, nelle attività regolamentate come quella del servizio idrico, a perseguire l’equilibrio finanziario e non la crescita del risultato economico. Le sue tariffe (e persino le remunerazioni dei suoi investimenti) sono rigidamente regolamentate e controllate. Se non bastasse, Hera è a tutti gli effetti una public company non solo perché di proprietà pubblica al 59%, ma anche per le sue caratteristiche di azionariato diffuso (alla fine del 2008 erano 189 soci pubblici e circa 21500 privati). Per qualcuno l’aver affidato il servizio idrico ferrarese ad una public company con le caratteristiche suddette avrebbe avuto “intenti pseudodemagogici”. Ma è un dato di fatto, invece, che ha permesso non solo di mantenere il controllo pubblico ma anche di garantire investimenti adeguati ad assicurare innovazione e alti standard di efficacia ed efficienza. Al contrario, sicuramente demagogico e perdente sarebbe stato mantenere alla finanza pubblica, notoriamente disastrata da molto tempo e a tutti i livelli, la responsabilità di reperire i grossi capitali necessari.

Infine, una public company operante in un settore ad alto impatto ambientale e sociale può assicurare un significativo valore aggiunto ai propri prodotti (e quindi un intrinseco vantaggio competitivo) se adotta una prospettiva di sostenibilità. Seguendo questo naturale interesse Hera ha fatto appunto della sostenibilità uno dei propri cardini strategici ed è certificata secondo i più stringenti standard internazionali di tutela dell’ambiente, dei diritti umani e degli standard lavorativi. Va insomma in direzione di quella “green economy” tanto attesa come motore di innovazione sostenibile e auspicata da quanti, come noi del Partito Democratico, lungi dal comportarsi come “grigi membri di un consiglio di amministrazione” operano invece per assicurare una società migliore alle generazioni future.

Francesco Portaluppi, consigliere comunale Pd

Il fatto di riconoscere che l’acqua di Ferrara allo stato attuale è ottima ci pare un motivo ulteriore a sostegno di chi vorrebbe mantenere il laboratorio di analisi a Pontelagoscuro. Non dubitiamo inoltre degli standard di efficacia ed efficienza garantiti da Hera, ma ci sorgono dei dubbi a questo punto sul significato di “controllo pubblico”: l’operazione di smantellamento del laboratorio è iniziata ad agosto senza che, da quanto appreso in consiglio, chi mantiene appunto il controllo pubblico fosse in grado di informarne i cittadini.

mz

  • Cerrutti

    Premesso che concordo con quanto affermato da MZ, quello che mi meraviglia è la disonestà intelletuale di certi politici, ci vogliono far credere quello che in realtà non è. Se e vero che il pubblico controlla Hera perchè questa perseguita il suo obiettivo benchè il Consiglio Comunale ( quindi i cittadini ) si sia espresso negativamente? Il controllo è dei cittadini o dei soci privati ?

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  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
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  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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