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30 Apr, 2003

Corsivo sulla Turbogas – Aprile 2003

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute

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di Valentino Tavolazzi

1265715645_26df96de0aAncora non è chiaro, dopo quasi due anni dalla firma dell’accordo di programma tra il Comune e le aziende del petrolchimico, cosa si intenda fare riguardo alla bonifica del sito. Il decreto con il quale il Ministero dell’ambiente ha espresso il parere favorevole al progetto della nuova centrale turbogas, contiene prescrizioni assai vincolanti.

Per esempio subordina la sua realizzazione alla preventiva approvazione da parte del Comune di uno strumento urbanistico che fissi indici e parametri. Inoltre prescrive che l’avvio della costruzione del nuovo impianto avvenga solo dopo il completamento delle procedure di caratterizzazione dei suoli e degli eventuali interventi di bonifica dell’area interessata dall’impianto, ai sensi del DM 471/99. Infine prescrive che la centrale, da circa 800 MWe, possa essere avviata solo dopo la messa a regime del nuovo impianto per il trattamento degli off-gas residui.

Il Comune sostiene che l’investimento rappresenta una grande opportunità per Ferrara. Impedirà la dismissione dell’intero petrolchimico, attrarrà nuova industria, consentirà le opere di bonifica, darà lavoro e non arrecherà alcun danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini, anzi migliorerà alcuni parametri ambientali. Se così stanno le cose, perché non si promuove una campagna informativa al riguardo, con i dati del progetto ed un forum permanente in internet che consenta a chiunque di esprimere la propria opinione? Vi sono molte domande a cui è necessario rispondere. Si pensa davvero che autorizzando la centrale turbogas si otterrà la bonifica dei siti inquinati? Chi garantisce i cittadini che gli impegni assunti dai privati saranno rispettati una volta dato il via all’operazione? Dei 1100 miliardi di lire di investimenti privati previsti nell’accordo, ben 800 sono rappresentati dalla centrale, e non vi è alcuna traccia di impegni precisi riguardo a tempi, costi e modalità delle operazioni di bonifica del sito. L’Eni, peraltro, ha già deciso di vendere gli elastomeri e ciò non può che rappresentare un parziale disimpegno da Ferrara, mentre Enipower ha proposto nuove centrali in molti altri siti.

A Marghera le aziende operanti nel sito industriale hanno firmato nel 1998 un accordo di programma per la chimica, insieme a Comune, Regione e Governo, che è stato recepito dal Decreto ministeriale del 12 febbraio del 1999. L’area complessiva oggetto di interventi di risanamento è di 1370 ettari pari al 65% dell’area totale. Tutto il processo di bonifica è dettagliato nel Master Plan previsto dall’atto integrativo all’accordo di programma, e gestito da una società mista, costituita da Regione, Comune e Provincia di Venezia. A Ferrara cosa si sta facendo al riguardo?

A Parma l’Amps, azienda dei servizi pubblici del Comune, ha presentato insieme ad Enel e a Barilla il progetto per una centrale turbogas da 400 MW. Verdi, Sindacati, Greenpeace, Legambiente, Medici per l’Ambiente, WWF, PdCI sono contrari e si sono costituiti anche vari comitati cittadini. Un sito internet contiene tutte le informazioni al riguardo.

A Mantova Enipower chiede di realizzare una nuova centrale turbogas, alla quale tuttavia il Comune ha imposto un limite di emissione degli ossidi di azoto pari a 30 mg/mc, contro i 50 previsti a Ferrara. Inoltre ha prescritto la dismissione, senza sostituzione con analogo impianto, dell’inceneritore per i rifiuti pericolosi attualmente funzionante presso lo stabilimento Enichem. Il Prc di Mantova si oppone alla realizzazione dell’impianto, ha chiesto alla Regione di congelarne la costruzione ed invoca un referendum popolare.

A Ferrara l’operazione procede in sordina e con la massima rapidità. L’amministrazione comunale sta per autorizzare il più grande investimento industriale degli ultimi venti o trent’anni senza consultare i cittadini ed in assenza di qualunque dibattito. Stiamo parlando di un importo pari a tre volte quello di Cona, realizzato a 2 Km dal centro storico e a 600 metri dall’abitato del Barco. Merloni ed Enichem realizzeranno un mega impianto che darà lavoro a non più di 40 addetti. L’Astra Casinò ne occuperà 120 in sale gioco, ristorante e bar, in pieno centro storico.

Per gli investitori si tratta di un business irrinunciabile. Una localizzazione migliore del petrolchimico di Ferrara è difficile da trovare. L’area è già servita da Snam per la fornitura delle 110 tonnellate/ora di gas metano necessarie per alimentare la centrale (oltre 4 volte il consumo di una città come Ferrara). Dispone dei 1033 metri cubi/ora di acqua del Po necessari per il raffreddamento e la produzione di vapore (pari al consumo di 30.000 famiglie). Inoltre si trova a due passi dalla sottostazione elettrica a 380 kV collegata alla rete Ostiglia-Focomorto, alla quale sarà ceduta l’energia prodotta. E’ già attrezzata con una rete di distribuzione del vapore ed è ottimamente servita da strade, ferrovia e canale navigabile. Enichem grazie a questa operazione risolve il problema di due vecchie centrali che avrebbe dovuto adeguare e di 75000 mq di terreno inquinato. Se i vantaggi risultano chiari per le aziende, altrettanto non può dirsi per i cittadini. Innanzi tutto ci si domanda per quale ragione si costruisce una centrale da 800 MWe per sostituirne due da 100MWe complessivi, attualmente sufficienti, invece di adeguare quelle esistenti e ridurre le emissioni di anidride solforosa e di polveri PM10? Si dice che la nuova centrale fornirà ad Agea ulteriori 100-150 MW termici, che oggi non sono disponibili per triplicare il teleriscaldamento in città. Ma quando verranno realizzati quegli investimenti per centinaia di milioni di euro e con quale denaro? Sarà il Comune a finanziarli, indebitato com’è, o Agea?

Qualcuno dovrebbe poi spiegare perché nel calcolo delle emissioni degli ossidi di azoto della nuova centrale si tiene conto dei futuri insediamenti produttivi nell’area, oggi non noti, e della sostituzione delle attuali caldaie domestiche a gasolio con il nuovo teleriscaldamento, quando nessuno sa dire in quali tempi tutto ciò accadrà?

L’unica cosa certa è che la nuova centrale farà aumentare, per una parte del polo chimico, la concentrazione al suolo di alcuni agenti inquinanti e saranno più ampie le aree esposte. Tre milioni di tonnellate di anidride carbonica verranno immesse in atmosfera ogni anno, quando l”obiettivo della Regione Emilia Romagna, per gli adempimenti del Protocollo di Kyoto, è attualmente quantificato in una diminuzione di 7 milioni di tonnellate annue.

Il Barco, già oggi sofferente per l’elevata presenza di ossidi di azoto, per i livelli di rumore e per il grado di umidità dell’aria, non potrà che peggiorare la propria situazione con l’aumento degli episodi di nebbia e di ghiaccio sul manto stradale. In questo scenario le cosiddette misure di compensazione, consistenti in 200 nuovi alberi che l’azienda si è impegnata a piantare lungo via Padova, appaiono a dir poco inadeguate. Questi dubbi, ma non sono gli unici, vanno fugati con risposte pubbliche, precise, impegnative per il Comune e vincolanti per l’azienda, prima che venga dato il via all’operazione.

Valentino Tavolazzi

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Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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