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30 Mag, 2011

Dai Saharawi alla Libia

Inserito da: PpF In: Politica

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di Angelo Storari

Gli schemi mentali, preconcettuali (bianco/nero), sono a volte un aiuto per leggere la realtà, ma si rischia una via facile, sicura, per semplificare una realtà complessa. Con che spirito noi occidentali entriamo in Africa? Accecati da preconcetti, magari ideologici, che ci rendono una sorta di neocolonialisti?  Regione, Comune e Provincia di Ferrara, ma non solo (vedi Comune di Ravenna, Arci Oltreconfine, Nexus- Cgil ecc), lo stesso Sindaco di Copparo e l’Azienda dei rifiuti Area, sono espressione di un’area politica ben definita. Da anni sono impegnati in progetti di aiuti e di cooperazione internazionale decentrata in favore di popolazioni indigenti o esiliate, come il popolo Saharawi o la popolazione della Mauritania. Vedi l’acquisto, deliberato dalla Regione lo scorso anno, di cammelle da latte e capre per i Saharawi, o il progetto per lo smaltimento dei rifiuti a Kaedi in Mauritaniadi Area, capofila il comune di Copparo, con una recente missione dello stesso Sindaco Rossi.

Lodevoli iniziative. Certo. Ma c’è un ma.

Queste istituzioni ed aziende, rischiano di vedere solo una parte della realtà. Quella autogratificante che ci fa comodo. Troppo facile.

Da un lato, per relazionarsi con il popolo Saharawi, si è  inevitabilmente costretti  (migliaia vivono in campi profughi sul confine algerino, come Tindouf), ad interloquire con il Polisario, l’organizzazione che capeggia il movimento di liberazione dei territori del Sahara Occidentale occupati abusivamente, certo sì, dal Marocco, quando la Spagna lasciò queste ex colonie.

Dall’altro in paesi come la Mauritania si intrattengono rapporti con organizzazione ed istituzioni locali e regionali.

Come già denunciato da tempo, sia da parte del Polisario verso il suo stesso popolo, all’interno degli insediamenti in Algeria, che nella Repubblica Islamica di Mauritania (RIM), vi sono numerose testimonianze di violenze, soprusi e di come in entrambe le realtà sia largamente presente e praticato il degradante fenomeno della schiavitù.

Compravendita di esseri umani usati per lavori domestici, soprusi sessuali su bambini figli di schiavi, su donne, ed altre forme di aberrazione sono testimoniate da Amnesty ed altre organizzazioni umanitarie. Non  sempre si può essere certi dell’attendibilità delle fonti. Ma quando queste fonti sono ad esempio un interessante documentario intervista, realizzato da due australiani proprio tra i Saharawi (Stolen di Dan Fallshaw e Violeta Ayala, 2009) ospitato ad Internazionale, il Festival di Ferrara, cui la stessa Arci dà un prezioso contributo, nell’edizione del 2010 (http://www.internazionale.it/festival/documentari/stolen/), dovrebbero far riflettere. Sarebbe opportuno che le nostre istituzioni, associazioni, sindacati, prima di impegnarsi in progetti di cooperazione, che comportano ovviamente anche impegni economici, con atteggiamento che potremmo definire “distratto”, ancora una volta nella tradizione dell’occhio  del colonizzatore, in aiuti a popolazioni certo oppresse o indigenti, guardassero con attenzione da dove arriva l’oppressione, chiedendo impegni concreti alle organizzazioni ed alle istituzioni locali e regionali dei luoghi ove ci si reca, subordinando gli aiuti ed i progetti, ad una lotta ed a impegni a combattere e denunciare,  con fermezza, questi fenomeni degradanti.

Tutto questo dovrebbe far riflettere, anche la cosiddetta sinistra, sul perché, come e quando la nostra nazione è impegnata in territorio libico. Intervento e modalità quantomeno discutibili, ribadendo la posizione del Movimento 5 Stelle di ossequio al vituperato art. 11 della nostra carta costituzionale. Meglio soli che male accompagnati. Assordante poi il silenzio verso la primavera di libertà che sta animando tutta l’Africa subsahariana, Mauritania e Marocco inclusi, aneliti alla democrazia ed emancipazione che andrebbero questi si, divulgati e sostenuti.

http://www.ossin.org/mauritania/schiavitu-mauritania-biram-abeid-sfruttamento-sessuale.html

http://www.maroc.it/forum/index.php?topic=6348.new

http://www.ossin.org/mauritania/mauritania-schiavitu-bambini-schiavi-liberazione-schiavitu.html

http://www.corcas.com/it/PortaledelSaharaOccidentale/tabid/1007/ctl/Details/mid/2098/ItemID/8350/Default.aspx

http://www.ossin.org/mauritania/schiavitu-mauritania-parlano-schiavi.html

http://www.ossin.org/mauritania/rabii-idoumou-primavera-araba-contestazione-mauritania.html

http://www2.emmegipress.it/blog/2010/07/24/mauritania-schiavitu-il-20-della-popolazione-lavora-gratuitamente-o-quasi-senza-salario-per-i-padroni/

http://www.mondoarabo.it/algeria-arrestato-il-leader-del-fronte.html

http://www.maroc.it/forum/index.php?topic=4122.0

Angelo Storari, Movimento 5 Stelle/ Progetto per Ferrara (Ex cooperante)

  • AHAHAH

    Bella questa. Non sono cammelli, sono dromedari!!!!!! i cammelli sono solo in asia!!!!!!

Abbiamo fatto molta strada

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Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

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Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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