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	<title>Progetto per Ferrara</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Traffico per eludere l’inceneritore</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi Mi domando se il signor Galletti si sia documentato prima di proporre le proprie considerazioni sull’inquinamento dell’inceneritore di Hera e sui criteri alla base della sua corretta valutazione. Egli ripropone la litania, più volte sciorinata dagli amministratori Pd ed Hera, che le emissioni effettive del nuovo impianto andrebbero comparate con quelle della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/index.jpeg" title="index" rel="lightbox[10294]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10295" title="index" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/index-144x150.jpg" alt="" width="144" height="150" /></a>Mi domando se il signor Galletti si sia documentato prima di proporre le proprie considerazioni sull’inquinamento dell’inceneritore di Hera e sui criteri alla base della sua corretta valutazione. Egli ripropone la litania, più volte sciorinata dagli amministratori Pd ed Hera, che le emissioni effettive del nuovo impianto andrebbero comparate con quelle della vecchia linea L1, più quelle di Conchetta e dell’inceneritore tossici e nocivi del petrolchimico, chiusi da anni, prima dell’avvio della triplicazione.</p>
<p><span id="more-10294"></span></p>
<p>Vorrei segnalare al signor Galletti che tale impostazione è stata esclusa persino dall’autorizzazione integrata ambientale per il nuovo impianto, rilasciata dalla Provincia ad Hera nel 2007-08. AIA che per noi resta tuttavia illegittima e contro la quale abbiamo depositato ricorso, prima innanzi al TAR, poi al Consiglio di Stato. Attendiamo sentenza.</p>
<p>Il criterio guida, adottato allora dall’Ente, per validare la sostenibilità ambientale delle due nuove linee L2 ed L3, fu appunto che il nuovo impianto inquinasse meno del vecchio (L1). Le emissioni di Conchetta (chiuso nel 2005 a seguito di un esposto alla Procura depositato dal sottoscritto e da Medicina Democratica), e men che meno quelle del vecchio inceneritore tossici-nocivi del petrolchimico, già chiuso perché fuori norma, non vanno assolutamente considerate nelle tabelle comparative delle emissioni/immissioni ante e post operam. La Provincia adottò tale criterio dopo alcune audizioni del sottoscritto e del dott. Gasperini, avvenute prima del rilascio dell’AIA. Dunque riproporre oggi la zuppa riscaldata di Conchetta e varie , oltre che fuorviante, appare pretestuoso.</p>
<p>Il vero problema eluso è che tuttora, a quasi tre anni di distanza dall’autorizzazione, le istituzioni non abbiano ancora esibito le tabelle comparative prescritte dall’AIA (immissioni attuali/immissioni L1), per ogni inquinante e matrice (aria, suolo e falda), quando l’impegno assunto in sede elettiva (commissioni e consiglio comunale di Ferrara) era di farlo. La risposta più importante, che ci aspettiamo come cittadini, ma non ancora giunta dalla Provincia, è se l’inceneritore abbia o no peggiorato la qualità dell’aria. L’invarianza delle “immissioni” tra la situazione antecedente la triplicazione dell’inceneritore e quella successiva, era la finalità principale del provvedimento di autorizzazione ad Hera. In altri termini la Provincia aveva detto chiaro e forte che avrebbe autorizzato l’impianto triplicato, solo se non avesse peggiorato la qualità dell’aria.</p>
<p>I dati per controllare la corretta applicazione del prescritto obiettivo suesposto, non sono disponibili perché si sta aspettando, udite udite, che Hera, il controllato, fornisca le opportune simulazioni ai controllori Arpa, Provincia, Asl. Una situazione da repubblica delle banane!</p>
<p>Dunque, sig. Galletti, il traffico è di certo un problema per la città, ma con l’inceneritore c’entra come i cavoli a merenda. E soprattutto non va utilizzato come specchietto per eludere il controllo sull’inceneritore.</p>
<p><strong><em><strong>Valentino Tavolazzi<br />
</strong>Consigliere comunale Ppf/M5S</em></strong></p>
</div>
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		<title>Progetto Cona-Sant’Anna tutto da rifare</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 13:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi Il nuovo ospedale di Cona non funzionerà prima del 2012. Se poi, come sarebbe corretto e responsabile verso la popolazione, si vorrà attendere il completamento delle opere viarie e ferroviarie prima di aprirlo, al fine di garantire i collegamenti pubblici e privati città-ospedale, allora altri due anni non basteranno.  C’è poi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/images1.jpg" title="images" rel="lightbox[10286]"><img class="alignleft size-full wp-image-10288" title="images" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/images1.jpg" alt="" width="141" height="197" /></a>Il nuovo ospedale di Cona non funzionerà prima del 2012. Se poi, come sarebbe corretto e responsabile verso la popolazione, si vorrà attendere il completamento delle opere viarie e ferroviarie prima di aprirlo, al fine di garantire i collegamenti pubblici e privati città-ospedale, allora altri due anni non basteranno.  C’è poi il grave contenzioso legale tra azienda e impresa. Si tratta di nuovi lavori non previsti a contratto, tempi dilatati di esecuzione delle opere, penali, nuovi prezzi, perizie suppletive e di variante, rinegoziato del contratto per l’erogazione dei servizi no core. Una selva di problemi ai quali si aggiungono la non disponibilità di risorse finanziare necessarie al completamento dell’opera e l’assenza di una definita posizione dell’Università in tema di spazi disponibili, servizi didattici e risorse. Quando tutto questo sarà positivamente risolto, scatterà la “trappola” della chiusura del Sant’Anna e del suo pronto soccorso. Una sberla a man rovescia data alla città.</p>
<p><span id="more-10286"></span></p>
<p>In questi mesi si è discusso, anche se non abbastanza, dei disagi per la popolazione residente in centro e nei quartieri nord, nord ovest, ovest, e molte critiche all’etereo progetto Cona-Sant’Anna non hanno ancora una risposta da parte delle aziende sanitarie responsabili, della regione, della conferenza socio-sanitaria, della maggioranza che governa la città e la provincia, dei loro amministratori. Un silenzio assordante, rotto solo da propaganda, difese d’ufficio non richieste e perentori, quanto incompetenti, proclami. </p>
<p>I nodi irrisolti sono molteplici e riguardano l’aumento dei tempi e dei rischi nella gestione delle emergenze, per una parte consistente della popolazione cittadina; la scomparsa di un pronto soccorso in centro (disponibile invece in tutti gli altri capoluoghi della nostra regione), erogatore di  innumerevoli prestazioni ed utilizzato prevalentemente da pazienti anziani; la cessazione di terapie, anche oncologiche, oggi prestate in giornata in centro e in futuro fruibili solo a Cona; l’eliminazione di un punto soccorso notturno in centro, idoneo a fornire la gamma completa delle prestazioni richieste; la difficoltà di raggiungere Cona con i mezzi pubblici ed il conseguente disagio dei pazienti e dei loro famigliari. Inoltre il problema sanitario nazionale e ferrarese è rappresentato dagli  anziani, per i quali il Sant’Anna offre da anni barelle nei reparti medici-geriatrici.  Così,  e  molto peggio, accadrà a Cona, dove il numero dei posti letto è decisamente inferiore a quelli attualmente offerti dal Sant’Anna. L’anziano e il grande anziano ferrarese concorrono infine a quell’ 80%  di codici verdi e bianchi, a cui risponde giornalmente il Pronto soccorso cittadino.     </p>
<p>Progetto per Ferrara si batterà con specifiche iniziative politiche e tecniche, anche mobilitando la popolazione con un referendum, in assenza di evidenti cambiamenti di rotta, affinché questa serie sciagurata di effetti negativi non ricada sui ferraresi. Abbiamo già proposto formalmente in consiglio comunale (www.progettoperferrara.org), insieme alle altre forze di opposizione (escluso Prc/Pdci), la nostra soluzione al problema. In città deve rimanere l’ospedale Sant’Anna, ridimensionato (un centinaio di posti letto) e specializzato nella cura d’eccellenza e nella ricerca scientifica (Università) nell’area pazienti anziani. Sarà dotato di reparti di ortopedia, urologia e cardiologia, pilastri per il mantenimento in centro anche di un pronto soccorso efficace. Una variazione sul “tema Cona”, che non mina alla base, bensì rafforza, il ruolo di hub prospettato per il nuovo ospedale. Ci auguriamo che in questo confronto pubblico, nel quale brilla l’assenza di un progetto Cona-Sant’Anna, il Pd e la maggioranza adottino comportamenti responsabili nei confronti dei cittadini, invece di mettere la testa sotto la sabbia, in difesa della drammatica scelta di Cona, quale sede del nuovo ospedale ferrarese. </p>
<p><strong><em>Valentino Tavolazzi<br />
Consigliere comunale Ppf/M5S</em></strong></p>
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		<title>Inceneritore, un castello di carta</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 17:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[di angelo storari]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Angelo Storari Il castello di carta su cui la maggioranza politica, PD  e alleati attuali e passati, hanno celato  il malgoverno, sta crollando sotto la spinta dei cittadini organizzati in comitati e delle forze come PPF  che finalmente hanno portato una voce fuori dal coro nell’agone politico. Ancora prima di costituire il nostro movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Angelo Storari</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/images1.jpeg" title="images" rel="lightbox[10281]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10282" title="images" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/images1-142x150.jpg" alt="" width="142" height="150" /></a>Il castello di carta su cui la maggioranza politica, PD  e alleati attuali e passati, hanno celato  il malgoverno, sta crollando sotto la spinta dei cittadini organizzati in comitati e delle forze come PPF  che finalmente hanno portato una voce fuori dal coro nell’agone politico.</p>
<p>Ancora prima di costituire il nostro movimento (PPF/M5*), nelle battaglie contro la triplicazione dell’inceneritore, denunciavamo le incoerenze dei soggetti politici responsabili di queste scelte scellerate, che ancor oggi ci governano sebbene  puniti più o meno severamente dall’elettorato. Dicevano  che le nuove linee di Cassana,  ancorché triplicate, visti i progressi tecnici, non avrebbero inquinato di più.</p>
<p><span id="more-10281"></span></p>
<p>Noi dicevamo gia nel 2008 che la raccolta differenziata porta a porta spinta era l’unica soluzione da adottare <strong>prima </strong>di decidere la triplicazione, poichè l’obiettivo, fortunatamente obbligatorio per merito del legislatore nazionale, del 65% nel 2012 di differenziata, avrebbe prodotto “fame” di rifiuti da bruciare ad un mostro di tal portata, in quanto la nostra provincia non poteva più alimentare tali quantitativi. Ignorati totalmente.</p>
<p>Puntualmente arrivò il ricorso di Hera al TAR per superare i limiti autorizzati, ricorso, paradossale, contro gli stessi soci di Hera, Comune e provincia.</p>
<p>Ribattevamo allora punto su punto come ad esempio con questa tabella, eleborata dal consigliere Tavolazzi e pubblicata già ad ottobre dell’anno scorso. In questo caso, alla tabella, base del ricorso al TAR di  Medicina Democratica e WWF,  SI SCELSE LA TATTICA DEL SILENZIO.</p>
<p>Ora la verità comincia ad emergere e la tabella si rivela in gran parte purtroppo, una previsione quasi esatta eccezione fatta per alcuni inquinanti.</p>
<p>Il precedente assessore all’ambiente del Comune (dipendente di Hera!) nemmeno due anni fa, a fronte delle nostre e di altri comitati, richieste di introdurre la raccolta differenziata spinta porta a porta, sulla scia della rete Zero Waste, rispondeva che i ferraresi non erano culturalmente e morfologicamente adatti a ciò.</p>
<p>A distanza di un anno il successore Zadro, finalmente si rende conto che nonostante lo strapotere di Hera, la sola strada da seguire è questa. Il problema è che nei piani di Hera, quando anche i ferraresi differenzieranno e produrranno meno, non solo non pagheranno meno di Tia (come sarebbe logico col sistema porta a porta) ma l’inceneritore continuerà allo stesso regime perché ovviamente per la multiutility la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti  sono un business.<br />
Continuare queste battaglie per la trasparenza e non solo, per una libera informazione, per la salute dei cittadini è per noi d’obbligo, perché i castelli di carta crollano e queste persone vanno fermate.</p>
<p>Angelo Storari Potavoce PpF-M5*</p>
<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/User/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
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		<title>Due buone notizie…</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 16:35:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Federico Valerio Due notizie importanti sul fronte della riduzione della produzione di rifiuti e “due calci negli stinchi” agli amici degli inceneritori.  Il Ministero della salute con il Decreto 19 maggio 2010 n 113 ha autorizzato, a partire dal 5 agosto 2010, l’uso di PET riciclato per la produzione di nuovi imballaggi contenenti alimenti.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Federico Valerio</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/pet.jpg" title="pet" rel="lightbox[10276]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10277" title="pet" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/pet-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Due notizie importanti sul fronte della riduzione della produzione di rifiuti e “due calci negli stinchi” agli amici degli inceneritori.  Il Ministero della salute con il Decreto 19 maggio 2010 n 113 ha autorizzato, a partire dal 5 agosto 2010, l’uso di PET riciclato per la produzione di nuovi imballaggi contenenti alimenti.  Il PET ( Poli Etilen Tereftalato) è il polimero usato per le bottiglie di acqua, bevande gasate, latte.</p>
<p><span id="more-10276"></span></p>
<p>In Italia ogni anno oltre 300.000 tonnellate di questi imballaggi, subito dopo l’uso, diventa rifiuto, con la felicità dei gestori di inceneritori , visto l’alto potere calorifico di questo polimero.<br />
Grazie al Decreto, si apre un nuovo e più remunerativo mercato al PET post consumo; oltre a maglie in “Pile”, le bottiglie raccolte in modo differenziato possono ritornare a diventare bottiglie, un processo di rilevate interesse economico per le aziende del settore.<br />
La prima azienda italiana ad immettere in commercio bottiglie realizzate in parte con PET riciclato sarà la San Pellegrino.<br />
Questa decisione si affianca ad un precedente “sdoganamento”, avvenuto qualche anno fa, e che ha riguardato le cassette per frutta e verdura in polietilene, un altro prodotto “usa e getta” che viene sottratto alla “cremazione” obbligata.<br />
Anche in questo caso motivi igienici non documentati ne vietavano il riuso, ma studi dell’Istituto Superiore di Sanità hanno escluso ogni pericolo a patto che le cassette in polietilene siano separate alla fonte con una raccolta differenziata di qualità.<br />
E qui viene “a fagiolo” una bella idea di una grande azienda, la “San Benedetto” , che ha siglato un accordo con alcuni supermercati che si sono organizzati per raccogliere direttamente dalle mani dei loro clienti, al momento del loro ingresso, le bottiglie usate in PET.<br />
In cambio i cittadini riceveranno punti fedeltà per ogni botttiglia consegnata che potranno utilizzare per i loro acquisti.<br />
Non esistono limiti al fatto che iniziative di questo tipo si estendano a tutta la grande distribuzione nazionale ( ci piacerebbe sentire che fa la COOP) che certamente ha personale e spazi da dedicare a questa iniziativa.<br />
So per certo che i produttori nazionali di PET sono pronti a ritrattare nelle loro aziende tutto il PET post consumo che possa derivare da queste raccolte di qualità le quali avranno un costo bassissimo, visto che lavaggio, selezione, raccolta e trasporto saranno a carico dei cittadini.<br />
Ricordo infine che per una tonnellata di PET monomateriale raccolto con questo sistema il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) riconosce un contributo di 314 euro, più che sufficienti per pagare i costi per i punti fedeltà e il trasporto al riutilizzatore finale.<br />
E ogni tonnellata di PET riutilizzato sarà una tonnellata in meno di ottimo combustibile sottratto ai &#8220;crematori con recupero energetico&#8221;.</p>
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		<title>Inceneritore: le evidenze crescono!</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 08:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Patrizia Gentilini Vorrei portare a conoscenza dei suoi lettori quanto emerso da un studio epidemiologico di recente  pubblicato ( Occup Environ Med 2010; 67, 493-499), condotto in Francia e riguardante linsorgenza di malformazioni al tratto urinario in bambini nati da madri esposte prima del concepimento o nelle primissime fasi della gravidanza ad emissioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Gentilini</p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/images.jpeg" title="images" rel="lightbox[10268]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10269" title="images" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/images-150x150.jpg" alt="" width="147" height="143" /></a>Vorrei portare a conoscenza dei suoi lettori quanto emerso da un studio epidemiologico di recente  pubblicato ( Occup Environ Med 2010; 67, 493-499), condotto in Francia e riguardante linsorgenza di malformazioni al tratto urinario in bambini nati da madri esposte prima del concepimento o nelle primissime fasi della gravidanza ad emissioni di impianti di incenerimento di rifiuti.</p>
<p><span id="more-10268"></span></p>
<p>Lo studio ha identificato 304 casi di malformazioni di questo tipo diagnosticate nel periodo  2001- 2003 nel sud est della Francia ove sono attivi  21 inceneritori ed ha evidenziato, entro 10 km dalla fonte ed  in base allesposizione a diossine calcolata su un  modello di ricaduta, un rischio di insorgenza di malformazioni variabile da tre a quasi sei volte latteso.</p>
<p>I danni che gli inceneritori provocano sono ormai indiscutibilmente riconosciuti;  nello studio di Coriano, condotto in prossimità dei due inceneritori di Forlì ed ormai ben noto ai cittadini forlivesi, non sono state purtroppo indagate le malformazioni; tuttavia, nella popolazione femminile esposta nel livello sub-massimale, il più popolato,  si è avuto un incremento del rischio di abortività spontanea del 44%. Malformazioni ed abortività spontanea sono eventi strettamente correlati in quanto questultima  riflette lazione nociva sullembrione e sul feto delle sostanze tossiche cui la madre è esposta e  che, qualora non si arrivi allaborto,  può esitare in malformazioni.</p>
<p>Comunque, sempre dallo studio di Coriano si documenta,  nel livello di esposizione citato e nelle sole donne,    un aumento di ricoveri per: malattie renali (oltre il 200% ) infarto, infezioni respiratorie, scompenso cardiaco ed un aumento di  morte per tumori ( stomaco, colon retto, polmone, sarcomi, linfoma di Hodgkin, vescica, cervello, leucemie) e, complessivamente,  nell&#8217;intera area esaminata si sono contati ben 116 decessi oltre l&#8217;atteso fra le donne nei  13 anni presi in esame e nel raggio di soli  3.5 km .</p>
<p>Tutto ciò non deve stupire se si pensa che nelle emissioni di questi impianti, nonostante lutilizzo di tecnologie adeguate, sono comunque presenti inquinanti di ogni specie (dal particolato, ai metalli pesanti, alle diossine): i veleni rimangono tali anche alzando i camini o aumentando la velocità di espulsione dei fumi e di veleni  ne abbiamo già troppi!</p>
<p>Tuttavia, ancor più interessante dello studio stesso, è però leditoriale che compare nella rivista in cui questo è pubblicato ed in cui il Prof David Kriebel dellUniversità del Massachuset afferma ciò che ormai da anni in tanti andiamo dicendo e cioè che questi impianti, oltre che immettere  fumi in atmosfera, producono ceneri tossiche che da qualche parte vanno collocate, contribuiscono al riscaldamento globale e, soprattutto, ostacolano il diffondersi di pratiche molto più virtuose quali la riduzione, il recupero/ riciclo perché  una volta che questi  impianti costosissimi sono stati costruiti , i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli.</p>
<p>A noi cittadini forlivesi sarà offerta, con linizio della raccolta porta a porta,  una grande ed imperdibile occasione:   dove questo metodo è stato applicato con serietà ha dimostrato di portare da subito ad una diminuzione consistente dei rifiuti e allincremento della quota di riciclo: anche a Forlì sarà così, perché così è scritto negli accordi e dobbiamo solo vigilare perché quando mancherà il combustibile  non si cerchino scorciatoie per continuare a bruciare.</p>
<p><em><strong>Patrizia Gentilini</strong></em></p>
<p><em><strong>Presidente ISDE Forlì</strong></em></p>
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		<title>Circonvenzioni</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 14:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Non si comprende come mai l’articolo 643 del Codice Penale, che stabilisce che la “circonvenzione d’incapace” sia un delitto, non venga aggiornato secondo necessità. Sta scritto: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/palazzo-di-giustizia_334.jpg" title="palazzo-di-giustizia_334" rel="lightbox[10262]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10263" title="palazzo-di-giustizia_334" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/palazzo-di-giustizia_334-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non si comprende come mai l’articolo 643 del Codice Penale, che stabilisce che la “<strong>circonvenzione d’incapace”</strong> sia un delitto, non venga aggiornato secondo necessità. Sta scritto: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della <strong>inesperienza di una persona minore</strong>, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con ecc. ecc.”.  Si noterà che, stranamente, viene considerata solo <strong>l’inesperienza dei minori</strong>. Ma le legioni di adulti ben scolarizzati (quando l’art. 643 fu formulato, l’analfabetismo era diffuso) accorrenti alle sirene delle varie Vanna Marchi o di miracolosi promotori finanziari, dimostrano che l’alfabetizzazione e l’età adulta non bastano a scavalcare l’indefinita soglia d’incapacità posta nel  dominio delle incompetenze.</p>
<p><span id="more-10262"></span></p>
<p>Non c’è nessuno al mondo che, oltre a risultare normalmente maldestro in tante cose, sia immune dall’essere un perfetto imbranato in uno o più settori a lui sconosciuti.</p>
<p>Ho potuto constatare la realtà della <strong>“circonvenzione d’imbranati”</strong> in un caso di badanti persistenti oltre la cessazione dell’esigenza. Un problema insolubile, se non con <strong>procedibilità d’ufficio</strong> come avviene con la circonvenzione d’incapaci. Per associazione d’idee, l’episodio induce il sospetto che l’infernale meccanismo dell’imbranato che decide in base a considerazioni che nulla hanno a che fare con l’oggetto della decisione, sia la componente dominante nelle dinamiche elettorali. Non si può negare che<strong> “per procurare a sé o ad altri un profitto” </strong>una delle condizioni ottimali sia quella d’insediarsi a Palazzo! Chi, se non gli amministratori pubblici, possono dilapidare le costosissime dotazioni comunali lasciando per sempre i cittadini alla mercé di una S.p.A. che ha comprato i servizi municipali? Chi può consentire massicce edificazioni urbane, alterando permanentemente la città pur senza pressione demografica? Dando per certo che chi compie tali stupidaggini non si attivi per profitto personale, ma solo per incultura da imbranati, rimane pur vero che altri ne traggono grandi vantaggi e si ottengono effetti giuridici dannosi: i requisiti per rientrare nella circonvenzione d’imbranati ci sono tutti!</p>
<p>Una pur modesta indagine sulla psicologia dell’imbranato svela quanto sia recidivo nelle sue fesserie, per dare giustificazione alle sue scelte. Se ne ha una prova nel caso macroscopico di un’intera popolazione urbana costretta al fantozziano esodo verso l’ospedale di Cona da parte di una classe politica che eccelle solo nell’imbranatura, piuttosto di difendere la dignità dei malati da un simile oltraggio! Addirittura, invece di abbozzare una difesa di ciò che di buono è stato ereditato, il sindaco si fa mallevadore della bidonata andando in giro a reclamizzarla, prodromo di quel centinaio di milioni di chilometri in più che ogni anno la cittadinanza dovrà percorrere per fruire dell’ospedale. Ma, se nonostante l’evidenza delle oscenità proposte e realizzate, il sindaco esce incolume dai suoi giri propagandistici significa che <strong>la circonvenzione d’imbranati</strong> ha successo.</p>
<p>Immagino che basterebbe togliere quel “minore” nell’art. 643 del Codice Penale per dargli la giusta efficacia. E ciò consentirebbe pure alla magistratura, per semplice dovere d’ufficio, di costringere ad una svolta correttrice la politica della nostra città. Non sarebbe divertente osservarne l’applicazione?</p>
<p>Paolo Giardini</p>
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		<title>Inceneritore di via Diana e inquinamento</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 14:02:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[di tommaso mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tommaso  Mantovani A proposito dell’aumento di inquinanti con la triplicazione dell’inceneritore di via Diana, permettemi di dire “l’avevamo detto”. Già 2 anni fa, come ambientalisti avevamo paventato questo pericolo, in piazza e in audizioni con sindaco e assessori. Senza scomodare Lavoisier (“nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”), ci sembrava lapalissiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Tommaso  Mantovani</p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/INCENERITORE.jpg" title="INCENERITORE" rel="lightbox[10259]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10260" title="INCENERITORE" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/INCENERITORE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>A proposito dell’aumento di inquinanti con la triplicazione dell’inceneritore di via Diana, permettemi di dire “l’avevamo detto”. Già 2 anni fa, come ambientalisti avevamo paventato questo pericolo, in piazza e in audizioni con sindaco e assessori. Senza scomodare Lavoisier (“nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”), ci sembrava lapalissiano che se da 42.000 t. di rifiuti bruciati si passa a 130.000 (questa è l’Autorizzazione Integrata Ambientale che la Provincia ha concesso ad Hera), aumentano inevitabilmente le emissioni nell’aria e le immissioni nell’ambiente. In più, i filtri che vengono utilizzati da Hera non sono in grado di trattenere le nanoparticelle dai 2,5 micron di diametro in giù; e la ammoniaca utilizzata per abbatterle fa quello che può. Anzi, aumentano le emissioni di tale sostanza.</p>
<p><span id="more-10259"></span></p>
<p>Per i dettagli su questi aumenti, rimando alla tabella delle emissioni pubblicata sul sito <a href="http://www.progettoperferrara.org/">www.progettoperferrara.org</a>. Per questo, i direttivi nazionali del WWF e di Medicina Democratica hanno deciso di finanziare il ricorso al TAR contro la generosa concessione fatta ad Hera per l’inceneritore di via Diana. Il ricorso al momento è stato respinto, con motivazioni molto generiche e poco tecniche: “non ci sono alternative all’incenerimento dei rifiuti”. Non essendo di questo avviso, siamo passati al ricorso al Consiglio di Stato, sempre con gli avvocati Carmelo e Maruzzi del foro di Ferrara e Cerruti di Rovigo (che ha già vinto contro la centrale ENEL di Porto Tolle), grazie alle stesse associazioni e al Movimento 5stelle-Beppe Grillo dell’Emilia-Romagna. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, ricordo un dato, fornitomi dal dott. Marco Caldiroli di Med Dem,,in base ai dati di produzione esposti il 15 giugno scorso da Hera in consiglio comunale: un “termovalorizzatore” come quello di via Diana, che produce poco meno di 70.000 Mwh, potrebbe arrivare a ricevere tramite CIP6 e certificati verdi,.qualcosina come 14 milioni di euro l’anno. Per questo, ora che dai movimenti ambientalisti è nata una rappresentanza in seno al palazzo, la lotta procede più fattiva contro il <em>business</em> sulla salute dei cittadini.</p>
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		<title>Il confine tra pubblico e privato</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[dal blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/ Il confine tra pubblico e privato è sempre più sottile. Entrambi sono a pagamento, il pubblico si paga una volta sola con le tasse, il privato due volte. Il pubblico non funziona, il privato funziona, ma non sempre. Il pubblico è di tutti, e quindi di nessuno, il privato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal blog di Beppe Grillo <a href="http://www.beppegrillo.it/">http://www.beppegrillo.it/</a></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/Formigoni_sanita_privata.jpg" title="Formigoni_sanita_privata" rel="lightbox[10246]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10247" title="Formigoni_sanita_privata" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/Formigoni_sanita_privata-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il confine tra <strong>pubblico e privato</strong> è sempre più sottile. Entrambi sono a pagamento, il pubblico si paga una volta sola con le tasse, il privato due volte. Il pubblico non funziona, il privato funziona, ma non sempre. Il pubblico è di tutti, e <strong>quindi di nessuno</strong>, il privato è di un&#8217;azienda, di solito una concessionaria di beni pubblici. Privatizzare è una parola positiva, statalizzare è comunista, no global, contro il progresso. L&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=sEPBKdbhl5Y" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">IRI</span></a> era pubblica, anche la <strong>Telecom</strong> era pubblica e da quando è privata e sommersa da debiti (35 miliardi di euro) e dai licenziamenti (50.000 , il 50% dei dipendenti, in dieci anni). Il <a href="http://www.beppegrillo.it/2010/06/federalismo_fec/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">demanio</span></a> era pubblico e diventerà privato.</p>
<p><span id="more-10246"></span></p>
<p>L&#8217;acqua era pubblica e ora è privata. La punizione e la morte, carceri e <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2010/08/09/visualizza_new.html_1879770118.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">cimiteri</span></a>, diventeranno private. La salute sta per passare il confine tra pubblico e privato, in modo definitivo. <strong>Le tasse aumentano e i servizi pubblici diminuiscono</strong>. Gli asili pubblici sono pieni o fatiscenti, l&#8217;asilo privato è pulito, costoso e con le suore sempre sorridenti. Le spiagge pubbliche sono più rare di un gabinetto pubblico. La Repubblica Italiana, da &#8220;<em>re publica</em>&#8221; (cosa pubblica), dovrebbe cambiare il suo nome in Stato Privatizzato Italiano. Il privato è un&#8217;attività a fini di lucro, il pubblico un servizio sociale in cui i costi e i ricavi si pareggiano. Quando il pubblico diventa privato si genera reddito per i gestori. E&#8217; la creazione della <strong>ricchezza a investimento zero</strong> e a costo addizionale per i cittadini. Invece di far funzionare lo Stato si preferisce la barzelletta del privato che viene in <strong>soccorso del pubblico</strong> in difficoltà. Se così fosse, i dipendenti dello Stato, i politici, i funzionari inetti che, ad esempio, non riescono a far funzionare gli acquedotti, dovrebbero essere licenziati. Perché pagare loro con le tasse e anche le società private con la bolletta? Se un politico (chi in teoria dovrebbe rappresentare più di lui gli interessi pubblici?) afferma che un bene di proprietà dei cittadini va privatizzato per renderlo più efficiente è un incapace, un corrotto o fa gli interessi del partito insieme ai suoi. Sono tornato dopo anni questa estate in un paese della <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>. Lo ricordavo raccolto, antico, con orti che intervallavano le abitazioni. Vicino al centro c&#8217;era in costruzione un grande parcheggio interrato, altri parcheggi ovunque. Al di là di un ponte era segnalato un cammino a piedi tra i boschi, che ho percorso. Alla mia sinistra un torrente con il letto cementificato e a destra <strong>recinzioni continue</strong> con cartelli di proprietà privata. Più avanti, grandi campi da golf con: &#8220;<em>Vietato l&#8217;ingresso</em>&#8221; e ponti sul torrente sbarrati, riservati al passaggio dei golfisti. Un percorso intubato, la natura privatizzata. Al ritorno mi domandavo: &#8220;<em>Dopo i prati cosa privatizzeranno?</em>&#8220;</p>
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		<title>Odio la Sinistra</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[dal blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/ Odio la Sinistra dei cantori del nulla ideologico,  dei moralisti, degli intellettuali, dei filosofi impegnata sempre a impartire lezioni. Odio la Sinistra delle trattative sotto il tavolo, degli inciuci, dei silenzi, delle votazioni in aula per l&#8217;indulto e dell&#8217;assenza dall&#8217;aula per lo Scudo Fiscale. Odio la Sinistra che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal blog di Beppe Grillo <a href="http://www.beppegrillo.it/">http://www.beppegrillo.it/</a></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/5sinistra.jpg" title="5sinistra" rel="lightbox[10242]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10244" title="5sinistra" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/5sinistra-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Odio la Sinistra dei cantori del nulla ideologico,  dei moralisti, degli intellettuali, dei filosofi impegnata sempre a impartire lezioni.<br />
Odio la Sinistra delle trattative sotto il tavolo, degli inciuci, dei silenzi, delle votazioni in aula per l&#8217;indulto e dell&#8217;assenza dall&#8217;aula per lo Scudo Fiscale.<br />
Odio la Sinistra che ha trasformato l&#8217;opposizione in una caricatura, la Sinistra autoreferenziale che non tollera nessuno alla sua sinistra e dialoga con mafiosi e piduisti. Odio le ottusità e le furbizie della Sinistra, il distacco dagli operai, dai precari, l&#8217;altezzosità dei suoi giornalisti maestri del pensiero unico.<br />
Odio la Sinistra che ha dimenticato gli operai, i precari, i disoccupati, la Sinistra dei sindacati scomparsi, quella degli inceneritori, dell&#8217;acqua privata, del nucleare sicuro e dei parlamentari che maturano la pensione dopo due anni e mezzo.</p>
<p><span id="more-10242"></span><br />
Odio la Sinistra dei tesorieri di partito che incassa centinaia di milioni di rimborsi elettorali<br />
e che organizza feste di partito tutto l&#8217;anno.<br />
Odio la Sinistra che non è più comunista, né socialista e neppure socialdemocratica,<br />
la Sinistra che candida De Luca in Campania e Carra in Parlamento e che elogia Tronchetti e Marchionne.<br />
Odio la Sinistra che attacca in pubblico Berlusconi e che gli ha regalato televisioni,<br />
ricchezza, impunità e che non ha mai fatto una legge sul conflitto di interessi,<br />
la Sinistra che fa 10 domande su Noemi e la D&#8217;Addario per un&#8217;intera estate<br />
e che per 15 anni non ne fa una sui mandanti della morte di Borsellino.<br />
Odio la Sinistra che ha dimenticato Pasolini, Berlinguer, Pertini e che vuole riabilitare Craxi,<br />
la Sinistra che se non sei di sinistra sei di destra e se sei di sinistra devi fare una coalizione delle forze progressiste.<br />
Odio la Sinistra che si nutre di berlusconismo e di anti berlusconismo per sopravvivere,<br />
la Sinistra che non discute mai di programmi,<br />
ma di persone, avversari, equilibri, poltrone, percentuali di voto, candidati.<br />
Odio la Sinistra della TAV, della base americana di Dal Molin e delle sue cooperative del cemento,<br />
la Sinistra del &#8220;<em>Lavoro, lavoro, lavoro!</em>&#8221; di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3EDxoP02USE" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Fassino</span></a> e sua moglie mantenuti in Parlamento da generazioni di italiani.<br />
Odio la Sinistra dei consigli regionali in galera per tangenti, della Campania trasformata in discarica da Bassolino,<br />
dei &#8220;<em>termovalorizzatori</em>&#8221; di Chiamparino, della spocchia dei funzionari di partito.<br />
Odio la Sinistra dei richelieu da strapazzo che costruiscono alleanze e coalizioni nell&#8217;ombra.<br />
Odio la Sinistra che, per non perdere voti, soffoca i movimenti dei cittadini nel suo recinto razionale e riformista<br />
dove pascolano le vacche sacre con la barba bianca e, se non ci riesce, ne inventa di fasulli per occupare uno spazio politico.<br />
Odio la Sinistra, così come la Destra, per la loro capacità di togliere ossigeno alle idee,<br />
per la divisione dei cittadini in fazioni una contro l&#8217;altra armata con i politici a fare da arbitro,<br />
per la distruzione della sola idea di un futuro.</p>
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		<title>Analisi Quadrante est, chi paga?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 15:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[di tommaso mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tommaso Mantovani Sono rimasto allibito dallo sbandieramento sui giornali delle analisi ambientali che vengono effettuate in questi giorni nel quadrante-est della città. Credo sia ovvio che le analisi approfondite andassero fatte prima e non dopo la costruzione dell’asilo nido di via del Salice e delle aree residenziali di via Gerani, via Caretti e dintorni… [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Tommaso Mantovani</p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/20100107_061.jpg" title="20100107_061" rel="lightbox[10238]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10239" title="20100107_061" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/20100107_061-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono rimasto allibito dallo sbandieramento sui giornali delle analisi ambientali che vengono effettuate in questi giorni nel quadrante-est della città. Credo sia ovvio che le analisi approfondite andassero fatte prima e non dopo la costruzione dell’asilo nido di via del Salice e delle aree residenziali di via Gerani, via Caretti e dintorni… Che fossero luoghi adibiti a discariche di rifiuti era risaputo almeno dal ’95, quando si è pianificata l’edilizia della zona (notizia dell’ex-assessore Atti, centro sociale “Il Melo”, 25 mag 2009). Ma quello che mi colpisce maggiormente è che l’inquinamento dell’area da CVM e da altre sostanze è accertata almeno dal 2004, per opera dell’Univeristà di Ferrara (prof. Gargini). I dati ci sono già, inequivocabili.</p>
<p><span id="more-10238"></span></p>
<p>Ora, sindaco e assessori, millantano come lavori di prevenzione e di tutela della salute costosissime ricerche che sono in gran parte doppioni di quanto già conosciuto da Università ed ASL. Cito l’Asl perché non ha dato il <em>placet</em> alla abitabilità dell’asilo, quando si è accorta che ci sono sospette concentrazioni di tumori ai polmoni tra la popolazione del quartiere. Solo per le analisi del terreno che verranno effettuate da ARPA e Servizio Ambiente del Comune si supereranno i 200.000 euro. Chi paga? Senza contare quelle per la consulenza dell’Istituto Superiore della Sanità (altri 200.000?). Per non parlare delle analisi già fatte, dei gettoni e degli straordinari pagati agli amministratori per convincere i cittadini che si sta facendo tanto, circa 10 anni dopo che i buoi sono scappati… Con tali cifre, a mio modesto parere, si poteva iniziare subito la bonifica dei terreni. Come anche quell’analisi epidemiologica del rischio cancro nella zona, che la giunta ha stranamente rifiutato di finanziare (bastavano 25.000 euro: richiesta dott. De Togni, ASL). O quantomeno, il comune poteva fare una vera messa in sicurezza dell’area, anziché limitarsi a un ”diaframmino” da 80.000 euro, per provare a “inscatolare” la falda inquinata.</p>
<p>Per questa spesa estemporanea, come per le altre, sarà purtroppo necessario fare un esposto alla Corte dei Conti, per frenare lo spreco di denaro pubblico.</p>
<p><strong>Tommaso Mantovani, Ppf/Movimento 5 Stelle</strong></p>
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