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	<title>Progetto per Ferrara</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Emergenza famiglie</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi
L’appello del sindaco Tagliani è tardivo e non attenua la responsabilità per la mancata manovra di bilancio che la maggioranza avrebbe dovuto attuare un mese fa. Tuttavia nulla è perduto, una variazione di bilancio è possibile in ogni momento. La crisi a Ferrara è pesantissima. Una vera e propria emergenza famiglie. Oltre alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/get_resize_image.jpg" title="get_resize_image" rel="lightbox[8059]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8060" title="get_resize_image" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/get_resize_image-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’appello del sindaco Tagliani è tardivo e non attenua la responsabilità per la mancata manovra di bilancio che la maggioranza avrebbe dovuto attuare un mese fa. Tuttavia nulla è perduto, una variazione di bilancio è possibile in ogni momento. La crisi a Ferrara è pesantissima. Una vera e propria emergenza famiglie. Oltre alla disoccupazione ed alla cassa integrazione, molti ferraresi devono fare i conti con i servizi tagliati da Hera (gas) per via delle bollette non pagate. Giovani coppie non riescono più a pagare le rette degli asili o la rata del mutuo prima casa.</p>
<p><span id="more-8059"></span></p>
<p>Ben venga la mobilitazione dei lavoratori per sottolineare la gravità della situazione. Il governo deve fare qualcosa, allungare la cig, sostenere i disoccupati, i pensionati con la minima, le giovani coppie con basso reddito. Deve tagliare le tasse a chi ha perso il lavoro, a chi deve pagare l’assistenza al genitore anziano.</p>
<p>Ma non basta lanciare appelli. Il Comune per primo, con il suo bilancio, deve assumere iniziative concrete in aiuto alle famiglie. Mercoledì nella conferenza dei capigruppo in Comune ho proposto di affrontare in Consiglio con urgenza l’emergenza famiglie.</p>
<p>Per ben due volte il Pd ha bocciato gli aiuti alle famiglie, alle imprese ed all’occupazione proposti da Ppf. 800 mila euro per le famiglie, ottenuti da tagli alle consulenze, ai premi di risultato ai dirigenti ed al contratto di illuminazione pubblica Hera. 1,7 milioni alle nuove imprese nella green economy, alla nuova occupazione, alla riqualificazione delle attività del centro storico, agli investimenti produttivi, ottenuti dai risparmi sul costo del debito e dello sciagurato derivato Dexia, che solo nel 2010 perderà 1,2 milioni di euro.</p>
<p>Il sindaco, la maggioranza, Pd e Idv in testa hanno detto NO, perchè bisognava cambiare rotta, tagliare consulenze, vendere le azioni Hera. Il sindaco Tagliani inoltre potrebbe chiedere a Hera di mettere a disposizione il milione di euro che il Comune paga ogni anno per conguagliare la differenza tra Tarsu e Tia del 2004. Sarebbe sufficiente far slittare 500 mila euro nel 2011 e 500 mila nel 2012, per distribuire subito alle famiglie in difficoltà 1 milione di euro.</p>
<p>Ferrara sta precipitando. Se il Comune, dando l’esempio, non si fa promotore di una grande operazione anticrisi e di rilancio dell’economia, chiamando a raccolta sindacati, imprese, Istituzioni, banche, non ne verremo fuori. Occorre però cambiare le politiche sbagliate del passato.</p>
<p><strong><em>Valentino Tavolazzi Consigliere Comunale</em></strong></p>
<p><strong><em>Progetto per Ferrara  MoVimento 5 stelle</em></strong></p>
<p><strong><em>Cambia la Prospettiva</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>6 Marzo: Favia e PpF a Comacchio</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative e organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 17,30 del 06 Marzo 2010. La Lista 5 Stelle Emilia Romagna, con la collaborazione di Progetto per Ferrara, sbarca a Comacchio!
In piazza Folegatti si è svolto l&#8217;incontro con la cittadinanza: presente il candidato Presidente alla Regione Giovanni Favia, ed i candidati della lista provinciale Angelo Storari, Tommaso Mantovani e Massimo Zeri ed il candidato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8469.jpg" title="IMG_8469" rel="lightbox[8017]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8018" title="IMG_8469" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8469-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Ore 17,30 del 06 Marzo 2010. La Lista 5 Stelle Emilia Romagna, con la collaborazione di Progetto per Ferrara, sbarca a Comacchio!</strong></p>
<p>In piazza Folegatti si è svolto l&#8217;incontro con la cittadinanza: presente il candidato Presidente alla Regione Giovanni Favia, ed i candidati della lista provinciale Angelo Storari, Tommaso Mantovani e Massimo Zeri ed il candidato del listino regionale Valentino Tavolazzi.</p>
<p><strong>Progetto per Ferrara</strong></p>
<p><strong>Cambia la prospettiva</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><span id="more-8017"></span>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8469' title='IMG_8469'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8469-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8469" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8489' title='IMG_8489'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8489-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8489" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8398' title='IMG_8398'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8398-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8398" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8400' title='IMG_8400'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8400-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8400" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8406' title='IMG_8406'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8406-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8406" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8412' title='IMG_8412'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8412-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8412" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8420' title='IMG_8420'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8420-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8420" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8422' title='IMG_8422'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8422-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8422" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8423' title='IMG_8423'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8423-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8423" /></a>
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<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8431' title='IMG_8431'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8431-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8431" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8436' title='IMG_8436'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8436-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8436" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8440' title='IMG_8440'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8440-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8440" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8441' title='IMG_8441'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8441-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8441" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8444' title='IMG_8444'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8444-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8444" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8450' title='IMG_8450'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8450-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8450" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8453' title='IMG_8453'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8453-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8453" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8459' title='IMG_8459'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8459-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8459" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8461' title='IMG_8461'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8461-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8461" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8463' title='IMG_8463'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8463-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8463" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8471' title='IMG_8471'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8471-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8471" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8479' title='IMG_8479'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8479-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8479" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/img_8481' title='IMG_8481'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_8481-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="IMG_8481" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-018' title='comacchio 018'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-018-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 018" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-001' title='comacchio 001'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 001" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-002' title='comacchio 002'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-002-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 002" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-003' title='comacchio 003'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-003-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 003" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-004' title='comacchio 004'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-004-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 004" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-005' title='comacchio 005'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-005-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 005" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-007' title='comacchio 007'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 007" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-008' title='comacchio 008'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-008-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 008" /></a>
<a href='http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html/comacchio-009' title='comacchio 009'><img width="150" height="150" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/comacchio-009-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="comacchio 009" /></a>
</p>
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		<title>Cona l&#8217;apertura slitterà a fine 2011 se non ci saranno intoppi</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/cona-e-in-ritardo-il-santanna-a-rischio-speculazione-0309.html</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi
Le previsioni sull’apertura si sprecano. Il termine contrattuale di giugno per l’ultimazione dei lavori ed il conseguente annuncio del direttore Baldi che “entro il 2010” inizieranno i ricoveri, appartengono al mondo dei sogni. Non bisogna essere esperti di costruzioni per capire che il cantiere è in ritardo e che i collaudi degli impianti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_1705.jpg" title="IMG_1705" rel="lightbox[8010]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8011" title="IMG_1705" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/IMG_1705-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le previsioni sull’apertura si sprecano. Il termine contrattuale di giugno per l’ultimazione dei lavori ed il conseguente annuncio del direttore Baldi che “entro il 2010” inizieranno i ricoveri, appartengono al mondo dei sogni. Non bisogna essere esperti di costruzioni per capire che il cantiere è in ritardo e che i collaudi degli impianti, il completamento delle aree commerciali e di servizio, delle infrastrutture, oltre ai traslochi, <strong>faranno slittare l’apertura dell’ospedale a fine 2011, se non ci saranno intoppi. </strong>La scarsa portanza del terreno ha imposto<strong> un progetto obsoleto, sviluppato in pianta, con ampie superfici destinate ai collegamenti tra i vari corpi di fabbrica.</strong></p>
<p><span id="more-8010"></span></p>
<p> Ripetuti rimaneggiamenti hanno comportato la demolizione di parti già realizzate, modifiche della localizzazione delle cliniche, dell’accesso del pubblico, della viabilità, degli ingressi principali. Il costo complessivo dell’operazione rimane avvolto dalle nebbie della Valle della Morte. Baldi in consiglio ha parlato di 292 milioni, ma sono escluse riserve, opere non finanziate dall’azienda ospedaliera (opere idrauliche, viabilità esterna, metropolitana leggera), parte di arredi, attrezzature e i traslochi.</p>
<p>Sono passati vent’anni da quando Giovanni Paolo II posò la prima pietra e da allora i ferraresi attendono l’apertura del nuovo ospedale. Scelte sbagliate, incapacità tecniche, errori di gestione, procedure d’appalto illegittime (leasing), <strong>hanno fatto di Cona il più grande scandalo della sanità nazionale.</strong> L’Umberto I di Mestre, ritenuto tra i più bei nosocomi d&#8217;Europa, premiato dall’Unione europea, l&#8217;unico con la stazione metropolitana nella hall, raggiungibile in bus, in treno, in auto e in bicicletta, è stato costruito in quattro anni.</p>
<p>Cona doveva accogliere il primo malato entro il 2003, impegno assunto dall’ex sindaco Gaetano Sateriale in Consiglio comunale nel 2000. Nel 2003 questi dichiarava che “è obiettivo del Comune, condiviso dalla Regione e dall’Azienda ospedaliera, fare tutto il possibile per completare l’ospedale entro il 2004 e che la scelta del global service va nella direzione di rendere possibili questi tempi”. Nel 2004, a pochi giorni dalle elezioni, con l’ennesimo colpo di teatro Sateriale annunciava l’apertura di Cona 1 entro il 2005 ed il completamento di Cona 2 entro il 2007.</p>
<p><strong>E’ chiaro che chi doveva, non è stato in grado di garantire il completamento del progetto in tempi certi</strong>, ma non è altrettanto chiaro <strong>chi ne abbia beneficiato</strong>, chi abbia pagato o chi pagherà <strong>il conto di vent’anni di disagi sopportati dai cittadini,</strong> per un’assistenza sanitaria inadeguata nel vecchio ospedale Sant’anna, lasciato cadere a pezzi. Ed esiste pure il rischio di un’enorme speculazione immobiliare nell’area del Sant’anna, dove c’è chi vorrebbe realizzare uffici, villette, negozi ed una casa di cura privata, resa appetibile proprio dallo spostamento dei servizi a Cona.</p>
<p>Per i suddetti motivi Regione, Azienda ospedaliera, Università, Comune e Provincia, partiti di maggioranza, Pd in prima fila, <strong>dovrebbero pronunciarsi sulle responsabilità politiche e tecniche alla base di tale disastro e chiedere scusa ai ferraresi</strong>. Ma in consiglio il Pd si è sottratto a qualsiasi autocritica ed <strong>ha bocciato la risoluzione di Ppf per mantenere attivi al Sant’Anna i servizi di emergenza, day hospital, diagnostica, chirurgia ambulatoriale, terapie intensive e non, che non richiedano ricovero.</strong></p>
<p><strong><em>Valentino Tavolazzi, Consigliere comunale Ppf</em></strong></p>
<p><strong><em>Cambia la Prospettiva  MoVimento 5 stelle</em></strong></p>
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		<title>Vogliamo sapere quanto PFOA c&#8217;è nell&#8217;acqua potabile</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 20:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi
Secondo Medicina Democratica di Alessandria l’acqua del Po conterrebbe concentrazioni enormi di PFOA: fino a 1.500 ng/l, quando gli altri fiumi italiani ed europei non superano mai 1-20 ng/l. Il PFOA, acido perfluorottanoico,  è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare. Il PFOA non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/acqua_da_rubinetto.jpg" title="acqua_da_rubinetto" rel="lightbox[8005]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8006" title="acqua_da_rubinetto" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/acqua_da_rubinetto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Secondo Medicina Democratica di Alessandria l’acqua del Po conterrebbe concentrazioni enormi di PFOA: fino a 1.500 ng/l, quando gli altri fiumi italiani ed europei non superano mai 1-20 ng/l. Il PFOA, acido perfluorottanoico,  è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare. Il PFOA non si vede, è trasparente ma micidiale. Il CNR Consiglio Nazionale della Ricerca l’ha trovato perfino alla foce del Po, dopo che ha percorso 600 chilometri. E’ indegradabile nell’acqua (però bioaccumulabile nei tessuti viventi). E’ scaricato a Spinetta Marengo (Alessandria) dalla Solvay, società già sotto processo per lo scandalo del cromo esavalente, cancerogeno.</p>
<p><span id="more-8005"></span></p>
<p>Dalla Bormida finisce in Tanaro e infine nel Po.<strong></strong></p>
<p>In Italia mancano limiti di legge per il PFOA (colpevolmente, come era per l’amianto). E’ utilizzato per il Teflon delle padelle antiaderenti e per il GoreTex dei tessuti. Negli USA è stato messo al bando dopo che la Du Pont ha sborsato 101,5 milioni di dollari per risarcimenti alla popolazione.</p>
<p>L’EPA (Environmental Protection Agency) l’aveva trovato nel sangue umano e nei cordoni ombelicali, dopo aver accertato nelle cavie tumori, soprattutto al fegato, interferenze al sistema endocrino, con l’asse ipotalamo-ipofisi,  alterazioni degli ormoni tiroidei, cancro alla tiroide, danni allo sviluppo e alla riproduzione, riduzione del peso alla nascita, inversione sessuale nei pesci.</p>
<p>In Italia tali effetti sono confermati dal Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie e dall’Istituto superiore della Sanità.  Il Codacons ha chiesto di sequestrare 150 milioni di pentole di Teflon. Il Ministero dell’Ambiente, invece,  non ha saputo fare altro che commissionare un altro studio al CNR, peraltro senza finanziarlo. Nessuna legge è stata approvata.</p>
<p>A Pontelagoscuro e alla foce del Po il PFOA pare sia sempre attorno ai 200 ng/l.</p>
<p>I cittadini hanno diritto ad essere informati dettagliatamente al riguardo da Hera, Asl, Arpa, Comune, Provincia.</p>
<p> <strong><em>Valentino Tavolazzi, Consigliere comunale Ppf</em></strong></p>
<p><strong><em>Cambia la Prospettiva  MoVimento 5 stelle</em></strong></p>
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		<title>No PD non PDielle, vota lista cinque stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 20:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[di valentino tavolazzi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valentino Tavolazzi
Abbiamo da subito espresso la nostra ferma condanna al decreto salva PDL, né approviamo la firma del presidente Napolitano, pur distinguendo la gravità dei due fatti (evidentemente più grave il primo del secondo). Tuttavia non vogliamo omologarci. Come Movimento 5 stelle e Ppf ci proponiamo da sempre in alternativa al centro destra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Valentino Tavolazzi</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/movimento-5-stelle3.jpg" title="movimento-5-stelle3" rel="lightbox[7988]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7989" title="movimento-5-stelle3" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/movimento-5-stelle3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Abbiamo da subito espresso la nostra <strong>ferma condanna</strong> al decreto salva PDL, né approviamo la firma del presidente Napolitano, pur distinguendo la gravità dei due fatti (evidentemente più grave il primo del secondo). Tuttavia non vogliamo omologarci. Come Movimento 5 stelle e Ppf ci proponiamo da sempre <strong>in alternativa al centro destra e al centro sinistra</strong>, del quale non siamo alleati, nè subalterni, nè cinghia di trasmissione con la società civile, magari truccati da movimento autonomo dai partiti. Ppf ha sempre dimostrato la propria autonomia ed indipendenza dai partiti di maggioranza e di opposizione. Continuerà a farlo.</p>
<p><span id="more-7988"></span></p>
<p>Noi distinguiamo la dura condanna dell’attacco alla democrazia (decreto salva Pdl), che pure urliamo con forza, dalla sua strumentalizzazione in chiave elettorale, a pochi giorni dalla chiamata alle urne, <strong>per portare voti al centro sinistra</strong>, che a Ferrara governa da 60 anni, lo fa male e spesso con gli stessi metodi berlusconiani, che solo a parole combatte.</p>
<p>Noi ci candidiamo alla guida della Regione <strong>in alternativa a questa maggioranza</strong>, che di sinistra non ha più niente, che governa in totale spregio della partecipazione dei cittadini ed in aperto contrasto con i loro interessi, con la tutela dell’ambiente, con la difesa della salute e dei beni comuni. Pd ed alleati a Ferrara sono i protagonisti di Turbogas, Inceneritore, delle case sui rifiuti nel quadrante est, della porcata ex Camilli, del piano particolareggiato regalato senza condizioni a Basell, dell’asilo del Salice, del teatro Verdi, della svendita delle reti gas, della chiusura del laboratorio di Ponte, dell’aumento delle tariffe acqua, teleriscaldamento e Tia, dello strapotere di Hera.</p>
<p>E la regione, con Vasco Errani (che corre per il terzo mandato in spregio a qualsiasi etica politica) e con i ferraresi Roberto Montanari, Tiziano Tagliani, Alfredo Bertelli, <strong>è la protagonista di Cona</strong>, <strong>vale a dire del più grande scandalo della sanità italiana</strong>. Ed ora gli stessi vorrebbero dare semaforo verde ad una grande speculazione edilizia nell’area Sant’Anna.</p>
<p><strong>Spreco, inefficienza, mal governo, subalternità, sono i caratteri distintivi di questa amministrazione. Per noi non c’è differenza tra questa casta e quella che governa a Roma.</strong></p>
<p>Spiace constatare che ancora oggi, a pochi giorni dalle elezioni, non vediamo i movimenti ferraresi prendere posizione netta al riguardo, nè abbiamo sentito i grilli estensi, che pur si abbeverano alla stessa nostra fonte, appoggiare apertamente la lista regionale Movimento 5 stelle, l’unica alternativa alla casta, il solo voto utile. Capiamo che tale posizione non possa essere assunta dall’Idv, vista l’alleanza con il Pd e la dote di poltrone ricevute, <strong>ma da altri ce lo aspettiamo ancora.</strong></p>
<p>Ppf e Movimento 5 stelle <strong>in piazza ci sono ogni settimana dal settembre 2008</strong> <strong>e da molto prima, tanti di noi ci sono stati come ambientalisti militanti.</strong> Ci siamo guadagnati le firme al freddo,, al vento e sotto la pioggia. I ferraresi ci hanno visto. In piazza ci siamo anche oggi, a Bologna, senza partiti, ma insieme ai cittadini che vogliono davvero voltare pagina.</p>
<p>NO PD, NO PIDIELLE, VOTA LISTA CINQUE STELLE!</p>
<p><strong><em>Valentino Tavolazzi, Consigliere comunale </em></strong></p>
<p><strong><em>Progetto per Ferrara  Cambia la Prospettiva</em></strong></p>
<p><strong><em>MoVimento 5 stelle Emilia Romagna</em></strong></p>
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		<title>L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (International Society of Doctors for the Environment) &#8211; ISDE Italia per un governo sano del territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 20:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, sviluppo, lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[cosa dicevano allora]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ormai cittadini sensibili e scienziati responsabili sostengono già da decenni, il progressivo degrado del nostro habitat appare sempre più inarrestabile e preoccupante: sostanze tossiche e cancerogene sono sempre più massicciamente presenti in aria, acqua, suolo, cibo e nel nostro stesso corpo, compreso il latte materno; tutto ciò si ripercuote sulla nostra salute dal momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/ISDE2020Logo20rid1.bmp" title="ISDE2020Logo20rid" rel="lightbox[7984]"><img class="alignleft size-full wp-image-7986" title="ISDE2020Logo20rid" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/ISDE2020Logo20rid1.bmp" alt="" width="167" height="148" /></a>Come ormai cittadini sensibili e scienziati responsabili sostengono già da decenni, il progressivo degrado del nostro habitat appare sempre più inarrestabile e preoccupante: sostanze tossiche e cancerogene sono sempre più massicciamente presenti in aria, acqua, suolo, cibo e nel nostro stesso corpo, compreso il latte materno; tutto ciò si ripercuote sulla nostra salute dal momento che l’ambiente costituisce un determinante fondamentale della salute, intesa nella sua più ampia accezione di complessivo benessere psico-fisico.</p>
<p><span id="more-7984"></span></p>
<p> Di fatto, di pari passo col degrado del nostro habitat, si palesa anche un progressivo deterioramento dello stato di salute degli italiani documentato non solo dall’aumento di patologie  tumorali soprattutto fra giovani e bambini, ma, in modo inequivocabile, anche dall’aumento di consumo di farmaci di fascia A (ovvero salvavita) che dal 2000 al 2009 è cresciuto del 60%: le dosi giornaliere di farmaci di Classe A ogni 1000 persone sono infatti passate da 581 a 924, con costi sempre più insostenibili per il SSN (AIFA-Osmed, 2009). Pertanto ogni intervento legislativo, programmatico e d’indirizzo, anche delle nuove amministrazioni regionali, provinciali e comunali, dovrà tener conto dell’imprescindibile rapporto tra ambiente e salute e dovrà fare della tutela dell’ambiente e del suo miglioramento la scelta prioritaria per ristabilire salute e benessere ai cittadini e garantire tutto ciò anche alle generazioni future. Purtroppo, invece, l’ambiente è considerato sempre più spesso come un nuovo settore d’affari e sempre più numerosi e drammatici sono diventati i crimini e gli scempi ambientali: incentivazione dei processi di combustione per produzione di energia, comprese biomasse, quotidiani scandali per smaltimento illecito di rifiuti tossici e pericolosi, uso crescente di pesticidi in agricoltura e pratiche che prevedono l’utilizzo di OGM, allevamenti intensivi con conseguenti problemi di smaltimento dei reflui, inquinamento dell’intera eco-biosfera, con particolare riferimento alle catene alimentari e agli ecosistemi; deforestazione, desertificazione, cementificazione di territori sempre più vasti; grandi opere e infrastrutture, spacciate come cruciali (spesso con il sostegno di vere e proprie campagne mediatiche e pubblicitarie), ma devastanti per l’ambiente e dannose per la salute delle persone. Per questi motivi è necessario che ogni scelta in tali ambiti sia preceduta sempre dalla più rigorosa ed obiettiva informazione scientifica così da permettere e promuovere una vera ed attiva partecipazione dei cittadini secondo quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus e dall’ordinamento democratico. In considerazione di quanto sopra affermato, l’ISDE individua alcuni principi fondamentali e settori prioritari per una sana politica di salvaguardia dell’ambiente e di tutela della salute.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Principi fondamentali</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il Diritto alla Salute </strong></p>
<p>Il Diritto alla Salute è sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e dall’art. 32 della Costituzione italiana, che lo includono tra i diritti fondamentali ed inalienabili di ogni essere umano.</p>
<p>L’ISDE chiede a coloro che si candidano al governo dei territori di operare per rimuovere ogni ostacolo alla piena attuazione di questo diritto inviolabile, che dovrà essere garantito pienamente a tutti i cittadini italiani e a quanti si trovino a vivere, anche temporaneamente, in Italia; senza alcuna discriminazione, in quanto la tutela del benessere psicofisico di ogni individuo è premessa e garanzia indispensabile per il benessere e la salute dell’intera comunità. L’ISDE chiede che le nuove amministrazioni si facciano promotrici e si adoperino affinché il Diritto alla Salute sia garantito in ogni parte del mondo e in particolare nei Paesi più poveri, attraverso politiche di partenariato e cooperazione.</p>
<p><strong>Il Principio di Precauzione</strong></p>
<p>Il Principio di Precauzione, entrato a far parte del Trattato Costitutivo dell’Unione Europea (Maastricht, 1994) afferma “… <em>Qualora esista il rischio di danni gravi ed irreparabili, la mancanza di piena certezza scientifica non può costituire il pretesto per rinviare l’adozione di misure efficaci, anche non a costo zero, per la prevenzione del degrado ambientale”. </em>L’ISDE invita quindi ad assumere e ponderare ogni scelta e/o intervento, che coinvolga i territori e le popolazioni , alla luce del Principio di Precauzione, anteponendo così la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente ad ogni considerazione meramente di ordine politico ed economico.</p>
<p><strong>La Prevenzione Primaria</strong></p>
<p>Per Prevenzione Primaria si intende l&#8217;insieme delle scelte e dei provvedimenti adottati in ambito ambientale, sociale e politico con l&#8217;obiettivo di ridurre l’esposizione della popolazione e soprattutto della sua componente più fragile e suscettibile quale l’infanzia, a fattori di rischio per la salute e, in particolare, a sostanze tossiche, mutagene, e cancerogene, mettendo pertanto in atto misure di più stringente protezione della salute pubblica e di tutela nei luoghi di lavoro per prevenire l&#8217;insorgenza di malattie ed infortuni nell’intera collettività. L’ISDE chiede alle future amministrazioni di privilegiare sempre e in ogni caso le politiche di Prevenzione Primaria al fine di favorire il benessere psico-fisico delle popolazioni e prevenire l&#8217;insorgenza delle malattie nella collettività, anche tramite la tutela e il miglioramento dell’ambiente. Di pari importanza è garantire un’informazione corretta, indipendente e completa sui rischi sanitari derivanti dal degrado ambientale e d’inserire la Valutazione d’Impatto Sanitario (V.I.S.) in ogni Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A). L’ISDE chiede che le amministrazioni si impegnino per attuare, con controlli rigorosi ed efficaci, quanto stabilito dalla <em>Convenzione di Stoccolma </em>del 13 Maggio 2001 relativa all’eliminazione degli inquinanti organici persistenti nell’ambiente e indicati con la sigla POPs (Persistent Organic Pollutants) e chiede inoltre la puntale attuazione della normativa comunitaria e nazionale in materia di sostanze chimiche (pericolose e non) e di miscele pericolose. La normativa di riferimento è il regolamento REACH, il regolamento CLP, il d.lgs 52/1997 e il d. lgs 65/2003.</p>
<p><strong>Informazione</strong></p>
<p>L’accesso ad un’informazione indipendente e scevra da condizionamenti di qualsivoglia tipo rappresenta la condizione indispensabile affinché scelte, spesso cruciali, in tema di ambiente e salute siano condotte nel rispetto delle verità scientifiche e del bene della comunità. Purtroppo già in passato l’utilizzo artefatto di dati scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica con conseguenti gravi sofferenze che si sarebbero potute evitare. L’ISDE invita pertanto le future amministrazioni ad appurare la reale indipendenza e l’assenza di conflitti di interesse delle fonti da cui attinge le informazioni scientifiche su cui vengono basate le scelte che implicano un impatto sanitario ed ambientale.</p>
<p><strong>Energia</strong></p>
<p>Tutta la comunità scientifica internazionale concorda circa la necessità di un rapido cambiamento dell’attuale modello di sviluppo, in larga misura fondato sul consumo di combustibili fossili e di risorse non rinnovabili. E’ necessario quindi un rapido incremento delle politiche di risparmio energetico, di ricerca e diffusione delle energie rinnovabili (solare, solare termico, eolico, minieolico), l’avvio di programmi di emancipazione rapida dalle fonti di energia fossile, in particolare dal carbone e la rinuncia ai progetti di realizzazione di centrali nucleari, che rappresentano un’ipoteca inaccettabile sulla vita delle persone, delle generazioni future e dello stesso pianeta. E’ altresì indispensabile un programma di diffusione su tutto il territorio nazionale di piccole centrali di produzione energetica e la rinuncia alla costruzione di grandi poli energetici in quanto fortemente inquinanti per l’ambiente e dannosi per la salute. L’ISDE ritiene che la produzione di energia a partire dalla combustione delle biomasse non rappresenti una valida alternativa ai combustibili fossili e che sia parimenti insostenibile quando si esca dalla semplice logica del riutilizzo all’interno delle stesse aziende agricole di scarti e residui di provenienza aziendale o poco più. Giudica, sotto questo profilo, l’attuale regime di incentivazione dell’energia da biomasse fortemente distorcente in quanto spinge il mercato verso una corsa alla realizzazione di impianti di grossa taglia assolutamente insostenibili sotto il profilo ambientale e pericolosi per la salute delle popolazioni.</p>
<p><strong>Gestione dei rifiuti</strong></p>
<p>L’Unione Europea, nel richiamare gli Stati membri ad una corretta gestione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU), ammette il conferimento in discarica e l’incenerimento dei RSU solo in assenza di valide alternative e come ultima opzione, poiché ritiene queste due metodiche di “smaltimento” antieconomiche e fortemente dannose per la salute e per l’ambiente. L’ISDE, per i territori italiani, auspica e sostiene la politica delle cosiddette “R”: Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta differenziata “porta a porta”, Riciclaggio, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle istituzioni, così da evitare l’incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il loro conferimento in discarica dei rifiuti. E’ necessario che si arrivi ad un incremento delle filiere brevi del ciclo dei materiali post-utilizzo, in modo che possano essere attuati maggiori controlli e che l’intero ciclo possa essere gestito in relazione alle peculiarità sociali ed economiche di micro-aree territoriali. L’ISDE ritiene la realizzazione di “grandi ATO” incompatibile con tale esigenza e rispondente, viceversa ad una logica accentratrice che allontana le scelte dalle comunità locali ed appare funzionale più alla realizzazione di grandi impianti che alla reale soluzione dei problemi. Con la piena attuazione del tipo di gestione sopra indicato il quantitativo di materiali che necessitano di un trattamento finale può essere ridotto in maniera drastica e la parte residua può essere trattata, senza alcuna nociva combustione, con tecniche meccaniche di estrusione per attrito (tali sistemi sono peraltro già operativi anche in Italia, e non determinano danno alla salute e all’ambiente come accade invece nel caso di “chiusura del ciclo dei rifiuti” con inceneritori e conferimento in discarica).</p>
<p><strong>Acqua</strong></p>
<p>La qualità dell’acqua, come quella dell’aria, sono due determinanti fondamentali della salute. L’acqua è e deve rimanere un bene comune e ad ogni individuo va garantito in modo gratuito l’accesso all’acqua in misura sufficiente a garantire dignitose condizioni di vita. Le nuove amministrazioni dovranno impegnarsi per favorire, privilegiare e tornare in ogni modo alla gestione pubblica di questa risorsa vitale anche attraverso forme dirette di gestione comunale o di consorzio tra i comuni serviti dalle stesse fonti idriche. E’ necessario avviare concrete politiche di risparmio idrico, di salvaguardia e risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di acque potabili, di miglioramento degli acquedotti e delle reti di distribuzione. L’ISDE chiede in particolare che le normative europee già esistenti a garanzia della potabilità e salubrità delle acque erogate alle popolazioni siano attuate concretamente e che non si faccia più ricorso da parte delle amministrazioni regionali all’istituto della deroga che permette di destinare a consumo umano anche acque con elevati livelli di sostanze tossiche, quali arsenico, vanadio, fluoro, selenio, atrazina ed altri inquinanti organici persistenti.</p>
<p><strong>Aria</strong></p>
<p>La qualità dell’aria è di fondamentale importanza per la salute. A maggiori livelli d’inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti non solo di malattie respiratorie e cardiovascolari, ma anche di tumori, specie al polmone, ma non solo. Le amministrazioni territoriali dovranno sostenere e rafforzare tutti gli interventi in grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al particolato fine e ultrafine, agli idrocarburi policiclici aromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni e/o epimutageni e quindi cancerogeni e teratogeni. Dovranno essere estese e potenziate in tutto il territorio nazionale le reti di monitoraggio della qualità dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con presenza di rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali, grandi poli di produzione energetica, città con elevato traffico veicolare, aree aeroportuali. Devono essere realizzate politiche attive che riducano complessivamente la necessità di ricorrere ai processi di combustione, principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano. Si tratta in primo luogo di attuare politiche urbanistiche volte sia alla riduzione del fabbisogno energetico degli edifici grazie al miglioramento della loro coibentazione ed all’aumento dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento-raffrescamento, sia alla riduzione della necessità di ricorrere all’uso degli autoveicoli per la</p>
<p>mobilità urbana, come meglio specificato di seguito.</p>
<p><strong>Mobilità</strong></p>
<p>Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero sistema dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas. E’ necessario quindi disincentivare il trasporto commerciale su gomma ed incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per il trasporto di merci e persone; ridurre il traffico automobilistico ed in particolare quello privato nelle grandi e piccole città, che potrebbero così recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita più salubri. Ciò può essere realizzato attraverso scelte urbanistiche che avvicinino i servizi &#8211; a cominciare da quelli amministrativi &#8211; alle residenze, riqualifichino e ripopolino i centri storici e ricostruiscano il tessuto di piccole attività artigianali e commerciali delle città, soffocato e distrutto da politiche orientate a privilegiare i grandi centri commerciali, responsabili, a loro volta, di una quota certo non trascurabile di traffico veicolare. Occorre migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e dei diritti delle popolazioni interessate e sottoporre il traffico aereo a politiche di monitoraggio e riduzione. Poiché il traffico aereo è attualmente responsabile (secondo le stime più accreditate) del 4-10 % delle emissioni di anidride carbonica, è assolutamente indispensabile, anche per ridurre l’effetto serra, una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già esistenti anche in considerazione della presenza dei circa 100 aeroporti già dislocati su tutto il nostro territorio nazionale.</p>
<p><strong>Pratiche agricole</strong></p>
<p>Incentivare le coltivazioni biologiche; sostenere programmi per una rapida eliminazione di pesticidi e fitofarmaci dalle pratiche agricole; avviare e diffondere l’agricoltura integrata anche con progetti di ricerca e riconversione al biologico. In tal senso occorre che i Piani di Sviluppo Regionali (PSR) prevedano una revisione dei disciplinari di agricoltura integrata in modo che i contributi comunitari vengano erogati solo a fronte di una effettiva e controllabile riduzione dell’utilizzo di mezzi chimici di sintesi attuata mediante sostituzione – documentata &#8211; con misure alternative. Solo in questo modo sarà possibile una concreta riduzione dei pesticidi utilizzata in agricoltura, quando, al contrario, le attuali politiche di incentivazione dell’agricoltura integrata hanno dimostrato di fallire nel loro intento, dal momento che il consumo di pesticidi e concimi chimici di sintesi non solo non si è ridotto, ma è progressivamente aumentato negli anni. Occorre poi obbligare alla riconversione al biologico o interdire le coltivazioni agricole in aree situate in prossimità di sistemi idrici che forniscono acque potabili alle popolazioni. Per quanto riguarda l’introduzione e l’uso degli OGM ( Organismi Geneticamente Modificati), l’ISDE chiede alle amministrazioni dei territori di respingere ogni tentativo di introduzione degli OGM nelle pratiche agricole locali per le irreversibili conseguenze di contaminazione dell&#8217;Ambiente agricolo e delle catene alimentari e di farsi garanti del più rigoroso rispetto del Principio di Precauzione, richiedendo in attesa di evidenze scientifiche certe, che ne dimostrino la sicurezza e l’oggettiva necessità, una Moratoria sulla coltivazione in pieno campo degli OGM, motivata anche sulla base dell’impossibilità, per un territorio come quello italiano, di realizzare qualsiasi tipo di misura atta ad impedire la contaminazione, inevitabile ed irreversibile, delle colture agricole tradizionali. L’ISDE richiama inoltre le amministrazioni regionali all’obbligo, sancito dal Protocollo di Cartagena e recepito dalla normativa europea, di dar vita ad una consultazione pubblica democratica e trasparente prima che venga adottata qualsiasi decisione in tema di OGM.</p>
<p><strong>Rimboschimento, creazione dei Parchi – polmoni verdi nelle città</strong></p>
<p>Incentivare la piantagione intensiva di alberi ad accrescimento rapido e salvaguardare, recuperare, ripristinare aree verdi, specie nelle città più grandi, allo scopo di creare parchi, zone di riposo e di intrattenimento, veri “polmoni verdi” di cui soprattutto i nostri bambini hanno sempre più bisogno, dal momento che il contatto con il verde , specie nelle città, crea un clima positivo psicologico e ha effetto curativo.</p>
<p><strong>Ambiente di lavoro e rischi industriali.</strong></p>
<p>L&#8217;ISDE chiede alle istituzioni territoriali un impegno crescente per l’eliminazione dei fattori di nocività presenti nei luoghi di lavoro e per l’eliminazione delle cause di infortunio, in special modo nel settore edilizio. In applicazione alla direttiva REACH chiede la piena applicazione del principio di sostituzione delle sostanze nocive con sostanze innocue o meno nocive. Chiede inoltre una politica attiva di pianificazione del territorio che tenga conto della necessità di proteggere la popolazione dalle emissioni delle aziende a rischio, attraverso la realizzazione di piani di gestione del territorio che prevedano zone di rispetto idonee ad evitare la vicinanza delle abitazioni a centri di pericolo. Chiede infine l’elaborazione di Piani regionali amianto che prevedano la sua totale eliminazione dagli ambienti di vita e di lavoro. Per ISDE è indispensabile che le scelte delle amministrazioni territoriali siano condivise dalla popolazione, che deve perciò esserne preventivamente informata.</p>
<p><strong>Campi elettromagnetici </strong></p>
<p>L’ISDE, sulla base dei documenti ufficiali dell’<em>European Environment Agency (EEA</em>), che evidenziano rischi acclarati per la salute umana, chiede alle istituzioni dei territori che si emanino e dispongano norme e misure atte a ridurre &#8211; in prossimità di scuole, centri sportivi e aeree densamente abitate &#8211; l’esposizione (in specie degli organismi in via di sviluppo) a campi elettromagnetici. L’ISDE chiede che le prossime amministrazioni si prodighino perché sia realizzato un piano nazionali per l’installazione dei diversi sistemi e strutture di emissione dei campi elettromagnetici in modo da avere una mappa con valori certi e noti di esposizione; di promuovere campagne d’informazione e prevenzione circa i possibili danni alla salute connessi anche all’uso dei telefoni cellulari; di incentivare e sostenere studi e ricerche indipendenti, che permettano di approfondire e incrementare le conoscenze su questo particolare fattore di inquinamento ambientale in continua espansione, vista l’enorme e rapida diffusione di sempre nuove tecnologie di telecomunicazione.</p>
<p><strong><em>Conclusioni</em></strong></p>
<p><em>L’ISDE mette a disposizione le proprie conoscenze e competenze scientifiche per approfondire ogni aspettodi quanto esposto e per sostenere sia le iniziative istituzionali che quelle promosse dalla società civile, tese a realizzare un governo sano dei territori al fine d garantire il diritto alla Salute inteso nella sua più ampia accezione, come sancito dall’ art. 32 della nostra Costituzione. L’ISDE parimenti intende adoperarsi per preservare il nostro habitat e garantire alle future generazioni, pari disponibilità di risorse e possibilità di vita.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia</strong></p>
<p><em>Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment</em></p>
<p><em>Rapporto consultivo con l&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e</em></p>
<p><em>l&#8217;UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)</em></p>
<p><strong>Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676</strong></p>
<p><strong>E-mail: isde@ats.it &#8211; http://www.isde.it</strong></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/ISDE2020Logo20rid.bmp"></a></p>
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		<title>“Ma il Po non morirà”</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 13:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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di Lino Balza
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="322" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3dMWoXHFRvY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="322" src="http://www.youtube.com/v/3dMWoXHFRvY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>di Lino Balza</em></p>
<p>Cara Mina, (ti ascolto sempre) ti ho letto su La Stampa di domenica: “Ma il Po non morirà”. No, cara Mina, non è così. Ci si impressiona per l’onda minacciosa dal Lambro in quanto il petrolio è nero, si vede. Il PFOA invece non si vede, trasparente ma ben più micidiale. Il CNR Consiglio Nazionale della Ricerca l’ha trovato perfino alla foce del Po, dopo che ha percorso 600 chilometri. Perché è indegradabile nell’acqua (però bioaccumulabile nei tessuti viventi). E’ scaricato a Spinetta Marengo (Alessandria) dalla Solvay, società già sotto processo per lo scandalo del cromo esavalente, cancerogeno. Dalla Bormida finisce in Tanaro e infine nel Po.</p>
<p><span id="more-7971"></span></p>
<p>L’acqua contiene concentrazioni enormi di PFOA: fino a 1.500 ng/l, quando gli altri fiumi italiani ed europei non superano mai 1-20 ng/l. Il PFOA, acido perfluorottanoico,  è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare.</p>
<p>Sono copiose le risultanze del mondo scientifico internazionale   che abbiamo consegnato nei nostri esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria: EPA Environmental Protection Agency, Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie, Codacons, WWF, Greenpeace, IRSA Istituto di ricerca delle acque, Joint Research Centre di Ispra, ISS Istituto superiore della sanità, Fondazione Maugeri, Ministero dell’ambiente, Parlamento europeo ecc. Risultanze che puoi in parte trovare sul nostro blog <a href="http://alessandriamd.blogspot.com/" target="_blank">http://alessandriamd.blogspot.com/</a> . Medicina democratica ha chiesto di vietare la pesca in Bormida, Tanaro e Po, di vietarne l’uso potabile, di vietare le donazioni  sangue dei lavoratori Solvay, e ovviamente di eliminare lo scarico dei veleni in aria e acqua.</p>
<p>Mentre in Italia mancano limiti di legge  (colpevolmente, come era per l’amianto), il PFOA, utilizzato per il Teflon delle padelle antiaderenti e per il GoreTex dei tessuti,è stato finalmente messo al bando negli USA, dopo 101,5 milioni di dollari sborsati dalla Du Pont per risarcimenti alla popolazione,  quando l’EPA (Environmental Protection Agency) l’ha trovato nel sangue umano e nei cordoni ombelicali, dopo aver accertato nelle cavie tumori, soprattutto al fegato, interferenze al sistema endocrino, con l’asse ipotalamo-ipofisi,  alterazioni degli ormoni tiroidei, cancro alla tiroide, danni allo sviluppo e alla riproduzione, riduzione del peso alla nascita, inversione sessuale nei pesci ecc. In Italia, ha confermato il Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie. Così ha fatto l’Istituto superiore della Sanità.  Il Codacons ha chiesto di sequestrare 150 milioni di pentole di Teflon. Il Ministero dell’Ambiente, invece,  non ha saputo fare altro che commissionare un altro studio al CNR, peraltro senza finanziarlo. Nessuna legge è stata approvata. Perciò, cara Mina, a Pontelagoscuro (Ferrara), alla foce del Po, il PFOA è sempre a 200 ng/l,  infatti non si degrada nell’acqua, anzi si accumula nei tessuti viventi. Così il Po morirà!</p>
<p><strong><em>Lino Balza,  Medicina Democratica</em></strong></p>
<p><strong><em>Alessandria</em></strong></p>
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		<title>L&#8217;Italia condannata dall&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 18:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; grande la nostra soddisfazione. L&#8217;imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L&#8217;Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti &#8220;hanno  messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all&#8217;ambiente&#8221; . Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/martellotribunale.jpg" title="martellotribunale" rel="lightbox[7967]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7968" title="martellotribunale" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/martellotribunale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; grande la nostra soddisfazione. L&#8217;imbroglio perpetrato in questi anni sulla pelle dei cittadini campani comincia ad emergere. L&#8217;Italia ha violato le direttive europee in materia di smaltimento dei rifiuti e le autorità competenti &#8220;hanno  messo in pericolo la salute umana e recato pregiudizio all&#8217;ambiente&#8221; . Questo ha sentenziato la Corte di giustizia Europea in tal modo riconoscendo le ragioni di chi non ha mai smesso di urlare la propria indignazione rispetto alle scelte scellerate perpetrate in questi anni.</p>
<p><span id="more-7967"></span></p>
<p>Non abbiamo mai smesso di denunciare come, in nome di un&#8217;emergenza senza fine, si continuassero ad eludere normative nazionali ed europee a tutela della salute e a salvaguardia dell&#8217;ambiente.<br />
In Europa ci hanno ascoltato più volte negli ultimi mesi, hanno ascoltato la voce dei comitati, dei movimenti, dei cittadini, prestato attenzione alle nostre denuncie.</p>
<p>Non è stato così in Italia ed in Campania dove i Governi di destra e di sinistra succedutesi in questi anni hanno preferito assecondare i colossali affari di imprese senza scrupoli.<br />
La preoccupazione è che questi affari oggi non sono finiti.</p>
<p>La Campania, crocevia di traffici illeciti di rifiuti di ogni genere, con discariche di rifiuti tossici e pericolosi sul proprio territorio, continua ad essere priva di un piano adeguato e trasparente che le consenta di uscire dalla Emergenza, cosi come richiesto dalle istituzioni europee.</p>
<p>Quale politica di riduzione dei rifiuti e riuso dei materiali è stata messa in campo in questi anni? Dove è finita la raccolta differenziata? Dove sono gli impianti di compostaggio? Solo discariche ed inceneritori per consentire ai furbetti di turno di continuare a fare i loro affari, questa la realtà. Ed a pagare sono sempre e soltanto i cittadini con la loro salute e le loro tasche come previsto dall&#8217;ultimo decreto in materia!</p>
<p>L&#8217;inceneritore di Acerra rappresenta l&#8217;emblema e la ragione di questo affare. Completato grazie ai finanziamenti pubblici, ancora in fase di collaudo, spento e riacceso in continuazione, non garantisce nessuno, brucia rifiuti indifferenziati in deroga alla valutazione di impatto ambientale consentendo intanto alla Fibe, ancora proprietaria dell&#8217;impianto sebbene sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, di guadagnare due milioni e mezzo di euro al mese.</p>
<p>La sentenza della Corte di Giustizia è un primo importante risultato che ci da la forza ed il coraggio di continuare a fare come sempre la nostra parte.</p>
<p>L&#8217;auspicio è che l&#8217;Europa continui fare chiarezza, a monitorare quanto avviene in Campania, soprattutto alla luce dell&#8217;assenza di ogni dato che dimostri una solida programmazione conforme alle direttive Europee, una adeguata rete di infrastrutture e la rendicontazione reale e documentata di come vengono spesi i soldi dei cittadini. Noi continueremo a fare la nostra battaglia per Rifiuti Zero, per un moderno e possibile piano di smaltimento dei rifiuti senza discariche ed inceneritori.<br />
<strong><em>Avv. Tommaso Esposito</em></strong></p>
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		<title>Pubblicare i dati sull’onda nera del Po</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di tommaso mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tommaso Mantovani
L’arrivo dell’onda nera sul Po mi ha convinto ancora di più che la gestione dell’acqua deve rimanere pubblica. Ma pubblica totalmente, non pubblico-privata. Perché? Mi spiego secondo logica. Se l’acqua è gestita da una società privata o a capitale pubblico-privato è considerata una merce da cui trarre profitto (io invece sono convinto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Tommaso Mantovani</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/fiume-po.jpg" title="fiume-po" rel="lightbox[7962]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7963" title="fiume-po" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/fiume-po-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’arrivo dell’onda nera sul Po mi ha convinto ancora di più che la gestione dell’acqua deve rimanere pubblica. Ma pubblica totalmente, non pubblico-privata. Perché? Mi spiego secondo logica. Se l’acqua è gestita da una società privata o a capitale pubblico-privato è considerata una merce da cui trarre profitto (io invece sono convinto che l’acqua, come si sta cercando di inserire nello statuto comunale con forti resistenze <em>bipartisan</em>, sia un bene di “non rilevanza economica”. Credo che un servizio di prima necessità debba essere gestito non a scopo di lucro…).</p>
<p><span id="more-7962"></span></p>
<p>Inoltre, per le leggi di mercato, una società che gestisce servizi indispensabili come quello idrico deve essere una società solida. Quindi meglio se è quotata in borsa. Ne consegue che gli azionisti si affiancano ai gestori per guadagnare sull’acqua potabile, che ingrassa i loro dividendi. Onde per cui, davanti ad una minaccia di inquinamento, quale società avrebbe il coraggio di bloccare l’erogazione di acqua per abbassare gli utili e scontentare così gli azionisti?</p>
<p>Nel caso di Ferrara, se tutto è davvero a norma, perché non trovo pubblicati in maniera completa gli esiti delle analisi? Perché ci sono panne di sbarramento fino a Serravalle, come oggi ha ammesso Bertolaso al <em>question-time</em> in Parlamento, se dicono che gli inquinanti sono “entro i limiti” già all’altezza di Ponte? Ricordo poi che i limiti di legge seguono e non precedono le criticità, che vengono via via scoperte da tecnici e scienziati. Basti pensare ai primi anni ’80, quando nelle acque fu trovata atrazina in concentrazioni superiori alla norma: si alzarono i limiti di legge… </p>
<p><strong><em>Tommaso Mantovani, consigliere Circoscrizione 3, Progetto per Ferrara</em></strong></p>
<p><strong><em>Cambia la Prospettiva - MoVimento 5 stelle Beppe Grillo</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non perdete i prossimi appuntamenti con Favia e PpF</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/non-perdete-i-prossimi-appuntamenti-con-favia-e-ppf-0304.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 18:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative e organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA 
 
Calendario Eventi Provincia Ferrara


 

VENERDI’ 5 MARZO ORE 20,30 FERRARA

Cena aperta a simpatizzanti di autofinanziamento “Ristorante Pizzeria Archibugio, Via Darsena- Ferrara. Incontro con i candidati
 

SABATO 6 MARZO COMACCHIO

ORE 13,30 Pranzo aperto a simpatizzanti presso “Ristorante Atlantis” Via Ugo Bassi 27
ORE 17,30 COMACCHIO
Piazza Folegatti incontro con la cittadinanza, presente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/Bozza-100x70.jpg" title="Stampa" rel="lightbox[7954]"><img class="alignleft size-medium wp-image-7955" title="Stampa" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/03/Bozza-100x70-210x300.jpg" alt="" width="185" height="263" /></a>MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Calendario Eventi Provincia Ferrara</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>VENERDI’ 5 MARZO ORE 20,30 FERRARA</strong></li>
</ul>
<p>Cena aperta a simpatizzanti di autofinanziamento “Ristorante Pizzeria Archibugio, Via Darsena- Ferrara. Incontro con i candidati</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.progettoperferrara.org/6-marzo-favia-e-ppf-a-comacchio-0310.html"><strong>SABATO 6 MARZO COMACCHIO</strong></a></li>
</ul>
<p>ORE 13,30 Pranzo aperto a simpatizzanti presso “Ristorante Atlantis” Via Ugo Bassi 27</p>
<p>ORE 17,30 COMACCHIO</p>
<p>Piazza Folegatti incontro con la cittadinanza, presente il candidato Presidente Giovanni Favia ed i candidati della lista provinciale Angelo Storari, Tommaso Mantovani e Massimo Zeri ed il candidato del listino regionale Valentino Tavolazzi</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>GIOVEDI 11 MARZO PIEVE DI CENTO</strong></li>
</ul>
<p>ORE 21,00 Presso Osteria del Lupo Via Risorgimento 9/a</p>
<p>Giovanni Favia incontra i giovani centesi</p>
<p>Organizzata dal blog “Indezent” <a href="http://www.indezent.it/">www.indezent.it</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>SABATO 13 MARZO ORE 17,30 CENTO</strong></li>
</ul>
<p>Giovanni Favia ed i candidati della provincia incontrano la cittadinanza</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>SABATO 20 MARZO</strong></li>
</ul>
<p>Luogo non ancora definito</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>VENERDI’ 26 ORE 18,00 FERRARA</strong></li>
</ul>
<p>PIAZZA TRENTO TRIESTE</p>
<p>Incontro con Giovanni Favia e i candidati provinciali</p>
<p>Presenzia Beppe Grillo</p>
<p>Preceduto da evento musicale</p>
<p><strong>Info e prenotazioni:</strong><br />
<strong>E-mail: <a href="mailto:info@progettoperferrara.org">info@progettoperferrara.org</a></strong></p>
<p><strong>Cell.: 329 9780480</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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