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07 lug, 2010

Ferrara, città dei rifiuti

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute|Sanità

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di Valerio Tavolazzi

Stamattina ho trovato il tempo: leggo il documento redatto da Stefano Bulzoni, “Discariche occultate”. Il documento, oltre che a tutti i gruppi consiliari, è stato consegnato alla Procura della Repubblica (presso il Tribunale di Ferrara), all’I.S.D.E. (International Society of Doctors for the Environment), alla Presidente della Provincia di Ferrara (Marcella Zappaterra), al Sindaco di Ferrara (Tiziano Tagliani), all’A.R.P.A. e all’A.U.S.L. .

La relazione racconta più di 50 anni di storia di discariche abusive e non del territorio ferrarese, una raccolta di dati e documenti ufficiali impressionante per accuratezza e precisione. La situazione è sconcertante ed ai limiti dell’incredibile.

Ferrara, città di arte, di cultura, delle biciclette, della coppia D.O.P. e I.G.P. , ma soprattutto dei rifiuti.

Sconcertante anche il fatto che un singolo cittadino abbia dovuto impegnarsi per più di 20 anni per ricostruire una storia che riguarda anche me e la mia salute. Senza il suo lavoro non potrei scrivere questo articolo. Lo ringrazierò di persona.

Ma chi è Stefano Bulzoni?

Classe 1947, comincia presto a lavorare, prima come elettricista alla Montedison e, dal 1971, come vigile urbano presso il Comune di Ferrara in seguito a concorso pubblico. Studioso appassionato di ambiente, nel 1973 ottiene il diploma in fisica all’Istituto Tecnico Provinciale. Nel 1977 si laurea in Giurisprudenza, con successiva specializzazione in Scienze Amministrative nel 1980. Nel 2004 consegue l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

Bulzoni è un personaggio scomodo per l’amministrazione pubblica, probabilmente perché si ostina a ricercare ed a denunciare il mal governo della città, soprattutto in riferimento alla mancata tutela ambientale.

Nel ’74, a seguito di una segnalazione dello stesso Bulzoni del ’73 di scarico notturno di rifiuti industriali presso l’ex fornace SEF, il Comune con ordine di servizio n° 59 a firma del sindaco Radames Costa lo trasferisce (leggete “confina”) all’odierno ex-MOF (in un’area di mq 32.000 con la mansione di vigile annonario, esautorandolo da qualsiasi altra attività esterna).

Nell’80 il Comandante dei vigili dichiara che la sua “è una presenza spuria nei vigili”, la Giunta ne prende atto e lo degrada da vigile ad applicato.

Pare proprio che più titoli di studio si acquisiscano, meno si venga considerati idonei dall’amministrazione pubblica. E io che ho preso una laurea in ingegneria..!?!

Per avere ulteriori informazioni su Bulzoni e la sua vicenda vi consiglio di dare una occhiata al sito http://www.ferraraamara.it/ .

Torniamo alla relazione “Discariche occultate”.

Il documento censisce 23 siti (!), tra discariche abusive, autorizzate, conosciute e sconosciute. Fra questi sono ovviamente compresi i più tristemente famosi (come le discariche incluse nel Quadrante Est, o la discarica comunale di Cà Leona, in via Eridano), ma anche altre poco o quasi per nulla conosciute, tutte, in ogni caso, non conformi ai requisiti di legge e la maggior parte delle quali non inserite nell’elenco dell’anagrafe dei siti contaminati (“status bonificarum”, elenco obbligatorio per legge a carico del Comune).

Nel testo, Bulzoni descrive e allega anche documenti che riguardano uno studio dell’Arpa di Parma sulla mutagenesi in suoli di ex discariche e inceneritori, tutte le segnalazioni da lui fatte sulle discariche alle autorità competenti e mai ascoltate, una analisi e ricerca di informazioni sulla storia “oscura” dello smaltimento dei bidoni della nave dei veleni Karin B, le numerose denunce di assessori e associazioni (dal 1990 al 1994) contro l’amministrazione ed in particolare il Sindaco, sulla gestione dei rifiuti.

Se Bulzoni non si fosse preoccupato di allegare tutti i documenti originali, le foto e le mappe, la riterrei una storia inventata. Purtroppo non è così.

E questa triste ed incredibile storia narra di agricoltori costretti ad estirpare i propri frutteti danneggiati irrimediabilmente dalle diossine uscite dagli inceneritori, di peci clorurate raschiate dalle autoclavi e scaricate abusivamente in cave sul nostro territorio, di terreni inquinati restituiti ad attività agricola e coltivati a grano (dal quale si ricava la famosa coppia ferrarese riconosciuta D.O.P.-I.G.P.) senza le dovute analisi per la ricerca di metalli pesanti o altri inquinanti, di terreni inquinati da privati comprati dal Comune con conseguente passaggio degli oneri di bonifica a carico del contribuente, di amministratori che negano e mentono consapevolmente sull’esistenza di informazioni certe sulle discariche e che ancora oggi presiedono ad incarichi pubblici (se lo sa Bulzoni, come è possibile che loro non sappiano nulla?), di documenti nascosti, stracciati, occultati o semplicemente non considerati da parte di coloro che dovrebbero controllare, degni dei migliori film di spionaggio, di discariche abusive di fanghi di espurgo, rifiuti industriali e pericolosi a ridosso di impianti di potabilizzazione, di attività di indagine della Procura, di risultati di analisi sulla concentrazione di CVM decine, centinaia, migliaia di volte superiori ai limiti di legge, di sentenze e condanne ad amministratori pubblici.

Ce n’è per tutti. Sindaci, assessori, dirigenti, tecnici, magistrati, enti pubblici, aziende private del nostro territorio. Tutti sapevano. Pochi hanno parlato. Nessuno è stato ancora ascoltato.

La discarica comunale di Cà Leona.

La provincia riconosce una estensione della discarica di 800.000 mq nel settembre 2009 e dichiara la presenza di Ni (Nichel), Ar (Arsenico), Solfati e Nitriti.

Nello status bonificarum (elenco dei siti contaminati riconosciuti) del Comune sono considerati solamente 29.000 mq sul totale degli 800.000.

Nonostante il dr. Fersini richieda a USL, ARPA e Comune “se siano state mai eseguite analisi sulle colture (mais, soia, grano e girasole) coltivate nelle aree dell’ex discarica restituite all’agricoltura”, gli enti non rispondono e i raccolti arrivano anno dopo anno ed i loro prodotti sulle nostre tavole.

Nel 2004, nei vicini pozzi geotermici, a nord della discarica viene analizzata acqua inquinata da tetracloroetano. Da questo acquifero pescavano i quattro pozzi dell’acquedotto di Ferrara. Anche questa finiva sulle nostre tavole…

Nel ’93 il geologo Cesare Rossi, nella sua indagine riguardante l’ultimo lotto della discarica di Cà Leona, affermava che si doveva prevedere “ […] un adeguato intervento a ripristino della impermeabilità, ad esempio con l’impiego di miscele bentoniche mescolate alla argilla”. L’amministrazione Comunale , solo su questi 6 ettari (13 % del totale di 80 ettari) si atterrà a queste prescrizioni e impermeabilizzerà questa ultima trance di discarica ricorrendo ai polietilenici termosaldati.

Il Sindaco (Soffritti) emette ordinanze per continuare a seppellire rifiuti di ogni genere, di altri comuni e di un’altra regione contro le norme vigenti. Vengono seppellite 5.000 tonnellate di rifiuti, rimpinzando le casse comunali di £ 3.247.280.453, tra gli anni 1986 e 1992.

Il 12 Gennaio del 1994 il “Carlino” di Ferrara pubblica un articolo: “Bilanci sanati col rusco”.

Tra i rifiuti vi sono evidenze della presenza di rifiuti ospedalieri (seppelliti a 4 metri di profondità, contro tutte le prescrizioni vigenti, come da accertamento USL del ’90), interi automezzi, ceneri degli inceneritori, fanghi industriali di depurazione e biologici.

Tra ceneri, fanghi e rifiuti ospedalieri si ottiene il carico equivalente a 150 navi di quinta classe da 1.200 tonnellate .

Non servono a nulla i verbali lasciati dai carabinieri, in seguito a sopralluoghi alla discarica.

In quegli anni (fine anni ’80 ed inizio anni ’90), fra i banchi del Consiglio Comunale, in fase di approvazione dei bilanci dell’Amiu, azienda che gestiva allora le attività di smaltimento dei rifiuti per conto del Comune, sedevano i consiglieri ex-democristiani avv. Tiziano Tagliani e avv. Dario Franceschini. Voto favorevole. Probabilmente non si sono accorti di nulla.

Uno dei due è al momento il primo cittadino del Comune di Ferrara. Almeno ora possiamo attenderci da lui tutto il possibile per chiudere definitivamente questa triste vicenda. Se avesse bisogno di maggiori informazioni sa dove trovarci.

L’incredibile storia della nave dei veleni Karin B.

Nell’89 arrivano a Ferrara i bidoni tossici della nave Karin B. . Spariscono i registri di carico e scarico che documentano la destinazione finale.

Per stoccare i bidoni, la Giunta municipale, il 02 Dicembre 1988 addotta la deliberazione n. 72/38998, con la quale costruisce una piattaforma di “trattamento e smaltimento”.

Il deposito è di 5.500 mq con capacità di stoccaggio di 12.550 tonnellate/anno di “tossici e nocivi”, pari al carico di una nave di quinta classe.

Bulzoni ha fotografato nel gennaio 1993 i bidoni sul retro del deposito di Cassana (foto agli atti).

Bulzoni, per recuperare informazioni sulla destinazione finale dei bidoni velenosi, fa un accesso agli atti il 16.11.2009 a cui non ha ancora avuto risposta.

Per questa vicenda l’allora Direttore dell’AMIU venne condannato dal G.I.P. proprio per la “violazione delle disposizioni in materia di smaltimento dei rifiuti industriali”, ovvero per la violazione art. 19 D.P.R. 10.09.1982, n. 915 : mancata tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti industriali.

La Karen B. trasportava vernici, solventi, farmaci scaduti, morchie di verniciatura.

Anche in questo caso a nulla servono le denunce di Bulzoni, di assessori e comitati.

Valerio Tavolazzi

Consigliere alla circoscrizione 4

Progetto per Ferrara

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Potrete avere il DVD completo con documento e tutti gli allegati o informazioni contattando PpF Stefano Bulzoni sul sito FERRARAAMARA

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Il Documento

DISCARICHE OCCULTATE

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Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
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Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Giorgio Marzola: Che pagliacciata, ma del resto cosa aspettarsi di più... 5 anni di parole buttate al vento e tardive opere messe in cantiere, guardacaso, a 8 mesi da
  • Gianluca La Villa: Inserirei tra i punti principali l'obbligo della compilazione da parte della Pubblica amministrazione locale competente dei bollettini per tasse ecc,
  • fotovoltaico: Una vicenda interessante.

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'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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Progetto per Ferrara, gruppo consiliare

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