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29 Ott, 2011

Ferrara ha il record di decessi per tumore

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute

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di Valentino Tavolazzi

Il Dossier 214-11 della Regione, pubblicato nei giorni scorsi, registra a Ferrara il maggior numero di decessi per tumore. I dati si riferiscono al 2009 e al territorio provinciale. L’indicatore utilizzato è il “tasso standardizzato” (incidenza decessi su 100 mila abitanti, corretta in base all’età). Vediamo la situazione generale. A Ferrara i decessi per tutte le cause di morte sono stati 1117, incidenza che dopo quella di Piacenza (1129), è la seconda più alta in regione (media 1053). Si muore meno a Rimini (978), Forlì (1016), Cesena (1017), Modena (1019), Bologna (1034). Se restringiamo il focus al totale dei tumori, a fronte di 326 decessi in regione, Ferrara registra il record di 349 casi (in calo rispetto al 2008), seguono Parma e Piacenza (341), Cesena (339), Rimini (332). Incidenze più basse sono a Modena (310), Reggio Emilia (313), Ravenna (314).

 Per i maschi il dato medio regionale è calato negli anni, avvicinandosi a quello nazionale, ma è rimasto superiore per le femmine. In Emilia Romagna i tumori rappresentano la seconda causa di morte con 14.473 decessi (30,4%) nella popolazione totale e 6.458 (26%) in quella femminile. Sono invece la prima causa di morte nella popolazione maschile, con 8.015 decessi (35,4%). Tra i tumori maligni spicca quello a trachea, bronchi e polmoni. E’ la prima causa di morte in regione nella popolazione maschile, sia considerando tutte le patologie, che le sole tumorali. Di nuovo Ferrara segna il record con 73 decessi per 100 mila abitanti, seguita da Cesena (70), Modena (69), Piacenza e Forlì (68). I valori più bassi si registrano a Ravenna (57), Parma (61), Bologna (63). La media regionale di 65 decessi è superiore al dato nazionale. Dunque in Emilia questo tumore uccide più che in Italia, e a Ferrara più che in Emilia. Purtroppo abbiamo il record di decessi anche da tumori del colon, retto ed ano con 45 decessi contro 35 in regione (superiore al dato nazionale), seguiti da Imola (42), Bologna (38), Rimini e Piacenza (36). Incidenze inferiori si registrano a Reggio Emilia (25) e Forlì (30). Infine Ferrara è prima in regione per decessi da malattie del sistema circolatorio (420, contro una media regionale di 393) e cerebrovascolari (111 contro 96).

 

Accanto ad altri indicatori, quelli di mortalità sono un punto di riferimento universale per “leggere” le condizioni di vita di una popolazione. In regione esistono differenze e disuguaglianze, come abbiamo visto. E’ compito di chi fa programmazione, scelta delle priorità di salute, valutazione dei servizi sanitari (dirigenti sanitari ed amministratori), tenere conto della distribuzione sul territorio delle patologie ad esito maggiormente letale e fornire servizi di diagnosi, cura e riabilitazione, corrispondenti alle reali necessità della popolazione. Il mondo scientifico ha messo in relazione molte patologie causa di morte (in particolare i tumori), non solo con reddito, istruzione e stili di vita delle comunità, ma anche con la contaminazione di aria, suolo, acqua e cibo. I territori come il nostro, caratterizzati da forte pressione ambientale (discariche, inceneritori, centrali, polo industriale, agricoltura, traffico) e scarsa ventilazione, necessita di azioni mirate, costanti ed efficaci, per il controllo e la riduzione delle fonti inquinanti e per il risanamento delle matrici ambientali. Da decenni invece registriamo inerzie e ritardi su tutti i fronti.

 

Era il 2002 quando giunsero i primi segnali di pesante inquinamento da Cvm nel quadrante est della città, causato da discariche note al Comune, mai bonificate, al contrario circondate da nuove abitazioni e da un asilo. Si è speso un milione di euro in accertamenti, ma non in risanamento. Da anni aspettiamo le immissioni dell’inceneritore Hera, come imposto dall’autorizzazione (AIA) per garantire il non peggioramento della qualità ambientale preesistente, ma il silenzio è tombale. Nel frattempo l’impianto brucia rifiuti urbani e non, e si sta addirittura valutando se smaltirne di più. Alla dismissione forzata da esposti di discariche ed inceneritori (Conchetta), attivi per decenni anche nel parco urbano, non è seguita alcuna bonifica radicale. Si preferisce installarvi sopra pannelli fotovoltaici! Nulla è dato sapere sulla concentrazione di Pfoa e Pfos (inquinanti pericolosi non normati) nell’acqua potabile prelevata dal Po, la cui rilevazione e divulgazione era stata promessa ai cittadini con frequenza mensile. La revisione del Piano rifiuti è in alto mare. I controlli sulle industrie inquinanti, da parte di Arpa, sono insufficienti ed inadeguati, e l’autocertificazione impera! I provvedimenti sul traffico sono i minimi di legge. Lo stato di inquinamento delle acque superficiali (Po, Volano, Boicelli, scoli) è pesantissimo. Serie indagini epidemiologiche non si fanno da anni. Chi governa il territorio ha fatto e sta facendo troppo poco per migliorarne le condizioni ambientali e dunque contribuire a ridurre il primato di decessi per tumori ed altre patologie correlabili all’inquinamento, nella nostra provincia. E’ una responsabilità politica pesante, attenuabile solo da auspicabili nuove ed incisive azioni, e relativa destinazione di risorse, in sostituzione ai vuoti proclami fin qui lanciati. Ed in questo quadro di arretratezza rispetto alla regione, anche la chiusura del Sant’Anna ed il venir meno in città di decine di migliaia di prestazioni diagnostiche e terapeutiche oggi disponibili, vanno nella direzione sbagliata. Nessuno degli altri capoluoghi ha mai deciso nulla di simile!

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Progetto per Ferrara/Movimento Cinque Stelle

  • eleonora

    dopo aver letto questo articolo, ti posso solo dire che ancora una volta sono rimasta senza parole.
    E se conto tutte le volte che rimango senza parole,divento muta.
    Io abito in piemonte,ma penso che la vostra realtà sia anche la nostra.
    Cosa possiamo fare????

  • Rino

    E’ certo sempre penoso e molto spiacevole affrontare questi argomenti. Spero quindi di non suscitare alcuna reazione impropria perchè nel mio commento non c’è nulla di speculativo. Anzi.

    Ora, tornando all’apertura dell’articolo, mi pare di osservare che, apparentemente, vi sia una inversione di tendenza rispetto alla situazione nazionale: vale a dire, vi sia un incremento di incidenza femminile, rispetto ad un riallineamento tra quella maschile.

    Beh, allora è difficile ipotizzare che si tratti di inquinamento dell’aria od emissioni nocive del traffico veicolare (certamente tra le fonti più incisive e massicce), perchè questa incide per tutti.

    Difficile pensare che le donne nel Ferrarese siano più cagionevoli che quelle del resto d’Italia.
    Potrebbe allora trattarsi di qualche abitudine: es. alimentare, o maggiore incidenza del fumo di sigarette nel sesso femminile rispetto ad altre zone.

    E’ certamente difficile individuare la vera fonte e per questo bisognerebbe partire da quelle certamente più ampie ed incisive: appunto il FUMO DI SIGARETTE e le emissioni del Parco Veicolare che rappresentano indubitabilmente le fonti più ampie, di cui troppo spesso si tende a trascurare, perchè date per scontate ed abituali.
    Ma cosa vogliamo fare? Informare i cittadini e farli riflettere che l’apparente “piccola” emissione delle sigarette (magari 20 al giorno a testa per medi fumatori) sono poca cosa? Ma quanti sono i fumatori medi nella popolazione e dove finisce quella malsana miscela che sprigiona da quei miliardi di mozziconi/bracieri accesi?

    Nell’aria sopra di noi ma che dopo poco, ritorna al suolo in termini di polveri sottili, a “beneficio” dei nostri piccoli e dei nostri anziani, gratuitamente. Tanto, i fumatori dicono che per non impuzzolentire le loro case, vanno a fumare sul balcone o fuori !!!

    Demonizzare i moderni termovalorizzatori o gli efficientissimi grandi impianti di produzione elettrica è solo una speculazione ed un tentativo di deviare l’attenzione dalle cose più concrete, appunto in termini assoluti di inquinamento.
    Altrimenti, dovremmo prima di questi ultimi, chiudere ogni attività industriale produttiva: siderurgica, raffinazione, cementiera, cartaria, vetraria, prod. metalli ecc. ecc..

    Evitiamo allora di farci confondere e deviare l’attenzione come avviene quando certi giullari sproloquiano anche su quello che non conoscono.

  • gigo

    mo merda!

  • PpF

    “Spero quindi di non suscitare alcuna reazione impropria perchè nel mio commento non c’è nulla di speculativo. Anzi.” ….”Evitiamo allora di farci confondere e deviare l’attenzione come avviene quando certi giullari sproloquiano anche su quello che non conoscono.”
    Come può la stessa persona dire due cose così poco coerenti fra loro. Prima dice che il suo commento non ha nulla di speculativo, poi dà dei giullari e “ignoranti” (“sproloquiano su quello che non conoscono”) a chi fa delle denunce basate su dati.
    Lei vuole dire che a Ferrara si fuma e si va più in macchina che in altre città? porti i numeri e non faccia il giullare ignorante, caro Rino. E la smetta di chiamare “termovalorizzatori” gli inceneritori o non possiamo che pensare che sia appartenente al monopartito PD(L). Quelli che hanno inventato questa nuova definizione. Saluti.

  • PpF

    Unirci, fare forza e mandarli a casa.

  • PpF

    Dimenticavo caro sig. Rino. Si legga questa, fatta da giullari ignoranti per demonizzare i suo puliti termovalorizzatori. http://www.movimentovalledora.org/wp-content/uploads/2009/02/gentilini-asseverata.pdf

  • valentino tavolazzi

    Sig. Gino, il suo ragionamento incoerente e a senso unico ha il solo scopo di insultare (“giullari che sproloquiano”) chi fa informazione ed analizza i dati sapendolo fare. Giullare e ignorante è chi segnala il reale apporto nefasto del fumo da sigaretta, solo per sminuire il contributo delle altre cause di tumore. Lei ama le grandi centrali e gli inceneritori, forse ha contribuito alla decisione di costruirli e per questo ne minimizza l’impatto sanitario. Noi non assolviamo traffico e sigarette, ma non siamo disposti a vendere la salute per i dividendi ad Hera, Eni ed altre industrie a rilevante impatto ambientale. Forse questo concetto non le entra in testa subito, ma se fa uno sforzo chissà..

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Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

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Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Fausto Cellini: i ( passi a raso o varchi a raso) senza taglio di marciapiede non è dovuto il contributo o Tassa Comunale. Sig. Si faccia seguire da una associazion
  • Comitato via Prinella: gentile Diabolik, avrei bisogno URGENTEMENTE di mettermi in contatto con Lei, è possibile? scriva a comitatoviaprinella@gmail.com grazie!
  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

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Valentino Tavolazzi

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