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19 Lug, 2010

I muri culturali

Inserito da: PpF In: Cultura|Politica

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di Lanfranco Viola

Oggi l’avvento di internet nel settore del turismo può essere paragonato all’avvento della “Glasnost” (all’epoca di Gorbaciov): che a suo tempo contribuì a far crollare il muro di Berlino che resisteva da quasi mezzo secolo.

Forse i “muri culturali” dietro cui si nascondono i “funzionari” delle nostre amministrazioni sono più resistenti della cortina di ferro , ma non disperiamo.

Navigando in internet (attività quotidiana obbligatoria e fondamentale per chi si occupa di turismo) sono capitato sul sito (link) “http://www.bluarte.it/Content/1533/boldini_va_in_america.aspx” dove per la prima volta ho potuto leggere un resoconto preciso sull’andamento che ha avuto la mostra di “Boldini” al Palazzo dei Diamanti di Ferrara che è terminata il 10 gennaio 2010 (sei mesi fa).

Una lettura molto interessante per tutti gli operatori che si occupano di incoming, sia turistico che escursionistico, anche se  la differenza non è di poco conto.

Ripetiamo qui ancora una volta che l’O.M.T.  l’Organizzazione Mondiale del Turismo considera “turisti” di una località solo coloro che in quella località pernottano almeno una notte, mentre considera e definisce tutti gli altri “escursionisti”.

Esaminiamo quanto è avvenuto, alla luce di questo postulato che serve a far chiarezza, anche perché tra qualche anno,  tutti i paesi d’Europa dovranno attenersi ad esso, per avere e fornire dati statistici confrontabili a livello comunitario, sia sulla valenza turistica che escursionistica dei diversi eventi in ogni parte dell’Unione.

Riassumo, per comodità di ragionamento, alcuni dati che, nelle pagine sopraindicate del sito di Bluarte, sono disaggregati e che mi auguro tutti andranno a leggere con attenzione per capire cosa sta accadendo nelle grandi mostre a Ferrara negli ultimi anni.

Mostra di Boldini al Palazzo dei Diamanti.

“Previsione 70.000 visitatori. Risultato 95.805, n. 25.805 presenze in più in 113 giorni di apertura con una media giornaliera di 848 biglietti staccati.

Costo della Mostra:  1.639.119,54 Euro circa

Entrate nette della Mostra: 805.477,30 Euro circa

Contributi [da chi?] necessari al pareggio del bilancio circa 800.000 Euro

a) da domenica 20 a sabato 26 dicembre n. 2,138 ferraresi hanno visitato gratis la mostra

b) ospiti delle strutture ricettive di Ferrara e Provincia, che hanno visitato la mostra sono stati N.2.924 pari al 3,05 del totale del pubblico dei visitatori della mostra: totale ricavato dal numero dei biglietti scontati venduti dalle stesse strutture

c) il numero più basso dei visitatori si è avuto il 28 settembre, con 148 visitatori, il numero più alto domenica 10 gennaio con 3.071 visitatori (l’ultimo giorno).

Dalle interviste risulta che il 57,65% è venuto dall’Emilia Romagna, da Milano è venuto il 3,96% e da Roma il 2,50%.

Ragioniamo con numeri arrotondati per semplicità di 100.000 visitatori il 60% è venuto dall’Emilia Romagna + Padova 3,18% + Rovigo 2,52% cioè circa il 70% (a voler essere scarsi) è venuto da  località relativamente vicine che non portano a pernottare a Ferrara. Dei 30.000 visitatori residui (che arrivano da più lontano) circa 3.000 siamo certi hanno pernottato a Ferrara e/o Provincia per via dei biglietti scontati venduti dagli Hotel: anche se raddoppiassimo tale dato avremmo 6.000 visitatori che hanno pernottato in 3.000 camere doppie: perché il 95% non è venuto a Ferrara da solo, ma in coppia, come l’esperienza di ogni albergatore può confermare.

Risultato pratico in 100 giorni (arrotondamento per difetto) sono state vendute 3.000 camere cioè 30 camere di media al giorno in città e Provincia.

Essendoci più di 30 strutture ricettive, le stesse hanno incrementato (se va bene) di una camera al giorno la loro occupazione.  Per ogni albergo ciò significa che in 110 giorni ha venduto 110 camere  in più (in quasi quattro mesi) il che corrisponde ad aver ospitato nello stesso periodo 4 pulmann di 50 persone  (=25 camere doppie per pulmann) in più per albergo, nello stesso periodo cioè nulla in termini di fatturato del comparto ricettivo; però non va sottovalutato che nel giudizio dei visitatori  della mostra è stato positivo quindi la mostra è piaciuta praticamente a tutti gli intervistati per il 99,44%.

Ora mi chiedo e chiedo a chi di competenza

1°) del  1.600.000 Euro di costo, che percentuale del budget è stato speso per comunicare la mostra, e come è stato speso? Su quali media? In televisione che percentuale? Su internet che percentuale? Sui quotidiani e riviste che percentuale? All’Agenzia Stampa Campagnolo che percentuale?

Forse avendo chiari questi dati, gli stessi potrebbero essere rimodulati in modo da ottenere dei risultati migliori per il turismo della città, visto gli scarsi risultati ottenuti in quell’occasione.

2°) Se la Mostra di Boldini (che ha fatto 25.000 visitatori in più) ha portato i risultati turistici che ho cercato di illustrare, quali sono quelli che ha portato la mostra di Maeght che ne ha fatti 30.000 in meno del previsto? Si possono conoscere? In forma disaggregata, possibilmente?

3°)Esiste la possibilità (domanda retorica) di raddoppiare il numero medio di turisti in città, creando iniziative, sconti, offerte in modo da far pernottare non più il 6% dei visitatori ma il 12%?

4°) Chi se ne occupa in questo momento? Quali sono le previsioni di costo della prossima Mostra su Chardin? Quali sono le previsioni di ricavo diretto della mostra?

5°) Esiste la possibilità di aumentare in via previsionale almeno del 20/25% il numero medio dei visitatori? Esiste la possibilità che qualcuno si impegni affinchè ciò accada? Portando almeno il numero medio a 1.000/1.200 visitatori al giorno?

6°) Il sito sulla Mostra di Chardin potrà avere da subito la traduzione nelle 4 principali lingue europee: inglese, francese, spagnolo, tedesco, per poterla promuovere anche in Europa? O su un investimento di 1.600.000 di Euro, una spesa di circa 800 Euro investimento in traduzioni pari ad un 1/2.000 dell’investimento, sembra eccessiva?

Per non tediare nessuno, per oggi mi fermo qui, promettendo di riprendere il tema a breve se non arriveranno risposte soddisfacenti sia sui dati Consuntivi della Mostra di Maeght, che su quelli preventivi sulla Mostra di Chardin.

arch. Lafranco Viola

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