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09 Feb, 2013

Il nuovo TLR Hera è uno sfregio alla città

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute

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di Valentino Tavolazzi*

L’ampliamento del teleriscaldamento è l’ennesima ferita inferta alla città. Lo sa il sindaco Tagliani, lo sa il Pd, lo sanno il comitato dei cittadini, gli abitanti di Cassana e Porotto, la silente opposizione. Eppure è già in scena il balletto delle ipocrisie, delle finzioni, dei rinvii mascherati, dei pareri e nulla osta, a dispetto di una semplice verità, limpida per tutti. Hera, non i cittadini, ha deciso di realizzare il mega impianto a Ferrara, con il pretesto della geotermia, per assicurare ai soci privati decenni di lauti profitti, generati dall’incenerimento dei rifiuti nei forni di Cassana. Tagliani ha promosso l’operazione al GeoThermExpo 2011, con i toni entusiastici, più consoni all’amministratore delegato di Hera che a un sindaco preoccupato per la salute dei cittadini. Scenette già viste in passato con la centrale turbogas e la triplicazione dell’inceneritore di Cassana. Nemmeno il “cancrovalorizzatore” di via Conchetta volevano spegnere! C’è voluto un esposto alla Procura, l’archiviazione della querela di Hera nei miei confronti e la sua condanna nella causa civile promossa per danni.

La decisione se fare l’ampliamento del TLR riguarda tutti i ferraresi, non solo gli abitanti di Pontegradella. L’investimento speculativo si basa sull’apporto di calore dei forni di Cassana. La necessità dell’inceneritore è confermata da Hera. L’energia impiegata dal nuovo TLR sarà di 289 GWht, di cui 163 da geotermia, 99 da inceneritore (oggi ne produce meno di 80), 1 da solare termico, 26 da caldaie a metano. La chiusura dell’inceneritore non è dunque compatibile con il progetto di Hera (lo ha dichiarato l’ing. Ferraresi in commissione consigliare). Perciò l’operazione non è di interesse pubblico, al contrario è dannosa per la città.

 

Dal punto di vista ambientale è noto che a Ferrara il contributo dato dal riscaldamento domestico all’inquinamento complessivo dell’aria, con riferimento a ossidi di azoto e a polveri, è di gran lunga marginale (rispettivamente 5,6%, pari a 269 ton/anno, e 3,9%, pari a 13 ton/anno) rispetto al contributo dell’industria (petrolchimico, PMI, inceneritore, turbogas) e del traffico veicolare. Dunque sostituire una parte delle caldaie domestiche con il TLR non produrrebbe alti benefici all’ambiente, oltretutto ridotti dalle emissioni aggiuntive delle maxi caldaie a metano della centrale. L’inceneritore emette da solo 35 ton/anno di NOx ed è autorizzato per 70, un quarto di tutto il riscaldamento domestico. Dal punto di vista sanitario la Regione registra nel territorio ferrarese il maggior numero di decessi per tumore. Tra i tumori maligni spicca quello a trachea, bronchi e polmoni. Ferrara segna il record con 73 decessi per 100 mila abitanti, seguita da Cesena (70), Modena (69), Piacenza e Forlì (68). In Emilia questo tumore uccide più che in Italia e a Ferrara più che in Emilia.

 

Dunque la situazione a Ferrara è tale da suggerire all’amministrazione Pd e al suo sindaco di spegnere il più presto possibile l’inceneritore di Cassana, facendo leva su politiche di riciclo, riuso e riduzione dei rifiuti, già applicate con successo in molte città italiane e all’estero. Il sindaco invece incatena per decenni  Ferrara all’inceneritore, concedendo a Hera il raddoppio del TLR. Per decenni non potremo più spegnerlo, anche quando lo chiederà l’Europa, pena il congelamento di anziani e bambini residenti in abitazioni allacciate al TLR, condannati nel frattempo a subire tariffe onerose e condizioni contrattuali non controllate dal Comune, non sottoposte ad alcuna authority, palesemente sbilanciate a favore di Hera, benché Ppf al riguardo abbia presentato una risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Abbiamo assistito anche in passato a simili vergognosi comportamenti della maggioranza, basati su silenzi, omissioni, menzogne, mixati con antica abilità democristiana. Ad esempio nella chiusura dell’ospedale Sant’Anna, nella svendita delle reti del gas, nel riconoscimento a Hera di milioni di euro, nella carente indagine del quadrante est per la riapertura dell’asilo del Salice. Non permetteremo l’ennesimo sfregio alla città, da parte di un’azienda privata, quotata in borsa, che nel Comune trova un alleato interessato a dividendi, poltrone e contributi, piuttosto che il difensore dei cittadini e dei beni comuni.

 

*Consigliere comunale Ppf 

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