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24 Giu, 2009

Inizia la seconda fase per PpF

Inserito da: PpF In: Iniziative e organizzazione|Politica

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di Valentino Tavolazzi

732803_partenzaIl ballottaggio segna l’inizio di una nuova fase per la battaglia politica di Ppf.

E’ terminata la campagna elettorale. I giochi sono fatti e l’esito rimarrà immutato per cinque anni. L’elezione di Tiziano Tagliani, netta ed inequivocabile, segna anche l’inizio dell’attività istituzionale per Ppf.

Essa si porta via la polemica di questi giorni con i Grilli Estensi (sempre che non arrivino nuovi attacchi), da noi sostenuta per dimostrare l’inconsistenza e la falsità delle accuse rivolteci. Un doveroso atto di difesa, intenso e ricco di contributi nostri e di numerosi sconosciuti, che dimostrano, se si prescinde da qualche minus habens in mala fede e non meritevole di attenzione, quanti cittadini possano avvicinarsi a Ppf se riusciremo a comunicare con loro.

Sul tema della nostra capacità di informare si gioca molto del nostro futuro e della nostra crescita. Sito, Testata, mailing list, facebook, conferenze, assemblee di quartiere e nei luoghi di lavoro, volantinaggio, banchetti, interventi sui media, conferenze stampa, sono tutti strumenti idonei, da mantenere alimentati, da potenziare.

Ora comincia anche il nostro lavoro più importante, quello per cui quasi 3000 elettori ci hanno dato il loro voto: l’attività dentro le istituzioni. Un consigliere comunale e due di circoscrizione da adesso rappresentano i virus che diffonderanno trasparenza, partecipazione, informazione delle buone pratiche, tutela dell’interesse collettivo, difesa dei beni comuni. Un nuovo modo di lavorare per le istituzioni.

Saremo noi a tenere “il fiato sul collo” a sindaco, giunta, partiti di maggioranza e di minoranza. Saremo noi a fare reports per ogni seduta di consiglio comunale e circoscrizionale, dai quali chiunque possa capire cosa si è discusso e deciso, e li diffonderemo in rete e in mille altri canali. Noi chiederemo che vengano messi a disposizione dei cittadini le riprese audio/video dei consigli comunali, i verbali, le delibere di consiglio e di giunta, le determine dei dirigenti, i contratti di acquisto e di appalto, le consulenze, gli incarichi temporanei ad esterni (dirigenti e non), gli incarichi politici. Potenzieremo il sito ed archivieremo tutto per la consultazione dei cittadini. Interpreteremo i bilanci comunali e li spiegheremo ai cittadini.

Le posizioni importanti, che come eletti di Ppf assumeremo nelle sedi istituzionali, saranno preventivamente discusse e deliberate nelle sedi proprie dell’associazione (assemblea dei soci e/o consiglio direttivo). Coinvolgeremo anche il maggior numero possibile di cittadini. Daremo dimostrazione di democrazia interna a tutti i partiti, lavoreremo con preparazione e competenza, saremo leali verso il mandato ricevuto dai ferraresi che ci hanno votato. Ci batteremo per la realizzazione del nostro programma. Faremo un’opposizione costruttiva, libera da pregiudizi e da vincoli ideologici. Saremo continui e tenaci, avendo come unico faro il bene della città, quello dei ferraresi attuali e delle nuove generazioni. Faremo della nostra sede in Comune il punto di ascolto per i cittadini. La presenza di Ppf in Municipio sarà quotidiana.

Come conseguenza diretta di tali comportamenti, aumenterà il consenso dei ferraresi verso di noi e crescerà Progetto per Ferrara. Per la città questo sarà un bene.

Auguro a tutti uno splendido lavoro.

Valentino Tavolazzi

Progetto per Ferrara

estense.com

  • Carla

    Avremo, di fatto, considerato anche l’andamento del passato, un’unica persona a fare opposizione, un’unica persona a premere perchè le cose che verranno fatte vengano fatte per bene.
    Perchè un’idrovia può essere realizzata scaricando fangi inquinati in fertili terreni agricoli oppure facendoli trattare da aziende specializzate nel Petrolchimico.
    Arduo lavoro di sorveglianza.
    A proposito, Provinica e Regione, da anni, pubblicano on line le delibere e gli atti dirigenziali, con il duplice risultato di dare trasparenza ai citadini e di fornire strumenti di lavoro a chi a quelle delibere e atti si deve attenere.
    Spero che il Comune si adegui in fretta.
    Buon lavoro

  • Roberto Zambelli

    Carla

    l’idrovia è un’aberrazione in tutti i sensi: quello ambientale, paesaggistico logistico ed economico.
    I canali andrebbero disinquinati e bonificati in modo corretto su questo concordo pienamente. senza per questo giustificare l’idrovia.
    La politica di chi crea il danno per creare posti di lavoro da perpetuare proprio per correggere il danno stesso è una politica che, a parte il clientelismo che crea, non ci possiamo più permettere. E’ la politica che io chiamo del San PIL e che il globo e l’umanità interi non si possono più permettere anche come modello di sviluppo a meno che non si sia già deciso di lasciare ai nostri figli un mondo desertificato e privo di risorse.

    Roberto Zambelli

  • Athos Tromboni

    Cari pipieffini, sono contento anch’io dello spirito che ci ritroviamo tutti dentro, dopo l’impegno per le elezioni e dopo la battaglia per non farci “interpretare” – l’abbiamo condotta contro i potenti giornali locali e (paradosso!) contro i faziosi dirigenti dei Grilli Estensi – e voglio farvi partecipi, qui, di alcune riflessioni.
    Parto dalla risposta di Faustini su La Nuova di sabato 20 giugno 2009, risposta data alla replica indignata di Valentino contro quel servizio che annunciava una cosiddetta “retromarcia” di PpF rispetto al sostegno a Dragotto (sostegno che non c’è mai stato): la risposta di Faustini è data sommessamente, in senso buonista, con tono conciliante, stando coperto e facendo catenaccio. Per chi è pratico di giornali e redazioni, la lettura vera è che – non potendo Faustini smentire seccamente se stesso né il proprio cronista – non ha però di fatto attaccato per difendere se stesso o il cronista: Faustini sa bene che la penna che scrive l’ultima parola (la replica secca del direttore) è un’arma mediatica potentissima, ma non l’ha usata, gli si sarebbe ritorta contro: si è giustificato, chiedendo le attenuanti e invocando a discarico il merito di essere stato ringraziato persino da Dragotto e Balboni per “l’equilibrio seguito nella campagna elettorale”. Questo atteggiamento di Faustini è una vittoria di PpF, non perché il bugiardo abbia sbugiardato se stesso, ma perché il partigiano ha preso atto (dato che non è ipocefalo) che non si deve mai essere più realisti del re, nel dimostrare la propria appartenenza. È una vittoria di PpF perché siamo nati piccoli ma abbiamo preteso e ottenuto (ne sono convinto) il rispetto di chi tendeva invece a vederci come una cosa folkloristica destinata a non durare.
    Passiamo a Dragotto: ha accolto i famosi quattro punti non solo perché sperava nei voti degli elettori PpF (speranza fantasiosa, e pur tuttavia coltivata), ma perché lui e i suoi hanno capito (anche fra loro c’è chi non è ipocefalo) che se andava male (come è andata) quei famosi quattro punti erano elementi imprescindibili di un’opposizione non pro-forma, di una battaglia amministrativa che poteva portare in futuro ulteriori consensi e visibilità; e sono forti di una ricchezza di pensiero e sintesi di cui gli ideologi ferraresi del Pdl non erano stati (e forse mai saranno) capaci. Anche questo non sarebbe stato possibile senza PpF, quindi se non è una vittoria è un merito.
    Continuiamo con Tagliani: non si è pronunciato sui quattro punti perché proprio quelli saranno la sua arma più efficace contro l’opposizione interna al cambiamento, contro i soloni dello statu quo, contro quella parte della casta che anche lui vorrà far fuori politicamente, per dare almeno agli onesti e in buona fede che lo hanno votato, la parvenza del cambiamento: non poteva dire né sì, né no, sui quattro punti, si sarebbe bruciato la possibilità di una tattica a pieno campo che lo porterà a vincere contro quelli dei suoi che non staranno con lui: meditiamo cosa può significare la sua volontà di ritrattare con Hera e le cautele/dissociazioni espresse in campagna elettorale sulla politica della salute e dell’ambiente portata avanti sinora a Ferrara dai partiti della sua coalizione, trascinato – nel duetto – dalla Zappaterra che è voce sicuramente più sincera e meno contaminata, data l’età (anagrafica e politica) della nostra Presidenta provinciale. Anche questo non sarebbe stato possibile senza PpF, quindi se non è una vittoria, è un merito.
    Veniamo infine a Sateriale: ha sintetizzato in una poesia dialettale pubblicata oggi, 24 giugno 2009, su La Nuova Ferrara i capi d’imputazione attribuitigli, tutti veri, non può negarlo nessuno: ebbene la maggior parte di quei capi d’imputazione sono stati portati alla luce da PpF non solo in campagna elettorale, ma anche dai prodromi di PpF e simpatizzanti prima della costituzione, con le battaglie ambientaliste e civili, dove attuali esponenti di PpF sono stati fra i più impegnati. E questa è una vittoria.
    Cari pipieffini, abbiamo raccolto il 3,14% ma abbiamo influito (influiremo) per il 50% + 1. Senza essere l’ago di nessuna bilancia.

  • Carla

    Idrovie: cercando on line le caratteristiche delle navi Classe V europea, ho scoperto che esiste anche un progetto che vorrebbe traforare le Alpi con due tunnel larghi 13-14 metri per far passare appunto le navi di classe V europea. Una grande rete fluviale europea in Classe V. E i treni languono.
    Forse , in effetti, ci si dovrebbe fermare.

  • matteo

    Rif. 4 Carla

    Se così fosse saremmo al paradosso del paradosso, perchè a istinto penso alla necessità di preservare le fonti idriche. Sicuramente in una rete europea occorrerebbero canali (adeguatamente dimensionati) di raccordo. Non solo, sempre ad istinto, se si dovessero seguire le pendenze naturali per studiare la migliore via di perforazione…

    Concordo con l’argomento treni. Penso che potrebbero essere un’immensa risorsa per molti viaggiatori e per il trasporto merci. Due giorni fa, il deragliamento di un treno ha causato e tutt’oggi causa ritardi per gli altri convogli.
    Questo significa che non fanno solo pena molte carrozze, ma soprattutto l’infrastruttura dovrebbe essere rivista.

  • Athos Tromboni

    Rif post 4 e 5 Carla e Matteo
    Ma no! E’ semplicemente che l’ideologo/progettista del canalone sotto le Alpi (oltre che consapevole che i lavori gli frutteranno qualche mancetta dalle ditte appaltatrici) era invidioso dell’impresa titanica di Fitzcarraldo che ha trasportato la propria nave sulla cima di una montagna per trasbordarla da un fiume amazzonico ad un altro. Intanto che gli uomini tiravano a braccia la nave sulla montagna, Fitzcarraldo temprava il loro spirito con le romanze di Enrico Caruso suonate a prua col grammofono. Chissà se anche sotto le Alpi l’ideologo/progettista vorrà emulare Fitz, magari aggiornando un po’ e facendo risuonare i do di petto di Pavarotti… Vedetevi il film, è bellissimo, non a caso il regista si chiamava Werner Herzog. Bye

  • paolo giardini

    Pappagalli. Siamo dei pappagalli, ripetendo quello che dicono in Europa.
    Ma se nell’Europa Centrale esiste una tradizione antica mai abbandonata di trasporto fluviale, è perché oltre ai fiumi (fiumi grandi non fiumetti come i nostri) hanno via via adeguato le infrastrutture alle necessità.
    Il porto fluviale di Duisburg, in Germania, ha 22 darsene e 40 km di moli. E’ il più grande porto fluviale europeo, d’accordo. Ma significa che lo smistamento merci dai fiumi alle ferrovie e alle strade ha dimensioni ramificate ancora più grandi degli attracchi. E non è tutto. Quei trasporti fluviali mitteleuropei sono in crisi: non raggiungono i volumi di traffico necessari a ripagare le spese per le grandi opere fatte negli ultimi decenni in previsione di auspicati incrementi di traffico.
    Non ci vuol molto a prevedere che una montagna di soldi, di cui ne abbiamo così tanti, sarà semplicemente buttata via. Non al vento, ma in acqua. Variante locale dei modi di dilapidare risorse pubbliche.
    Poi per andare a lavorare alla P.M.I. di Cassana la gente ci va in auto perché non c’è l’autobus.

  • marco

    – gli abitanti di via bologna respirano tonnellate di polveri sottili

    – gli abitanti di via arianuova sorbiscono i nuovi ripetitori installati

    – gli abitanti di mizzana e del doro si annusano per bene i vapori della montedison

    e voi…? continuate a stressare la storia di via del melo. sarà perchè ha più impatto mediatico? ha così tanto impatto mediatico che ci avete fatto sopra la campagna elettorale intera.

    e cosa più disgustosa: gli abitanti di via del melo non sono tanto preoccupati dell’inquinamento… (intervista a un abitante su telestense due settimane fa) ma più che altro sono preoccupati perchè quel che vogliono è un rimborso economico per rifondere i disagi. vi sostengono per quello, perchè vogliono il rimborso.

    complimenti!

  • Valerio Tavolazzi

    Ottimo Marco, ci mancavano le tue dritte. Prova a spiegare, con parole tue, perché le nostre sarebbero pippe, e perchè il diaframmino sia una proposta interessante.
    Immagino che tu avrai seguito tutte le assemblee e incontri svolti al Melo quindi sarai molto preparato.
    Così correggiamo l’articolo.
    Attendiamo con ansia.

  • Cosa la infastidisce e perchè, di quel che fa PPF, Sig. Marco? La campagna elettorale l’abbiamo fatta sul S. Anna, sulla raccolta PAP e sul chiudere l’iceneritore, sulla trasparenza, sul rilancio economico e molto altro.

  • Carla

    Progetto B:

    Donau-Tirol-Adria-Passage

    Idrovia Danubio-Adria

    La ”Donau-Tirol-Adria-Passage“, un progetto della “Tirol-Adria Ltd.“, è un’idrovia transalpina lunga 700 km, che collega la città „Passau an der Donau“ con Venezia. Dal Danubio attraversa l’ Inn, Adige, Lago di Garda, Mincio e Po e raggiunge il mare Adriatico. Ca. 88 km lì percorre in tunnel.

    Presupposti
    La condizione principale per creare la connessione navigabile tra l’idrovia Danubio e l’Adria è la deviazione d’acqua dal bacino dell’Inn all’Adige, insieme alla regolamentazione dell’acqua alta e bassa, attraverso lo spartiacque e limite metereologico nell’ambito delle centrali idroelettriche Tirol-Adria. Relative domande sono state inoltrate nel 2005 agli organi competenti del Land Tirol, del Sudtirolo nonchè degli Stati Austria ed Italia.
    I quattro tratti del passaggio navale “Donau-Tirol-Adria-Passage”

    1. L’ INN-PASSAGE:
    L’Inn sorge presso il Passo Maloja nell’Engadina in Svizzera e scorre attraverso il Tirolo e forma tra Kufstein ed Erl, come pure dallo sbocco del fiume Salzach fino alla confluenza con il Danubio, il confine tra la Baviera e l’Austria.
    Il passaggio navale inizia allo sbocco dell’Inn nel Danubio a Passau. Sul tratto del fiume lungo 231 km fino a Kirchbichl, nella Valle dell’Inn, ci sono da adattare per la navigazione fluviale ben 19 impianti di sbarramento ( prese d’acqua per impianti idroelettrici). Ulteriori sbarramenti potrebbero essere necessari sul rimanente tratto fino al portale nord del tunnel ad est di Innsbruck. (vedi Tirol-Passage)

    2. Il TIROL PASSAGE
    Il cardine del “Donau-Tirol-Adria-Passage” è il collegamento fluviale in galleria dei fiumi Inn ed Adige attraverso un tunnel lungo 78 km, il “Tirol-Passage” tra Innsbruck (Tirolo) e Gargazon (Sudtirolo).
    Due tunnel con un diametro di 14-15 m partono dall’altezza dell’Inn ad est di Innsbruck, attraversano il massiccio delle Alpi e sboccano a 550 m s.l.m. sul pendìo sopra Gargazon nella Val d’Adige. Questo diametro è necessario per le navi EU, classe V, con una larghezza di 11,40m.

    Un attraversamento delle Alpi su acqua tramite potenza dell’acqua.

    L’acqua nel canale viene messa in movimento da getti d’acqua di modo che le navi vengono trasportate sull’acqua attraverso il canale e non hanno bisogno di nessun comando. I motori di trazione della nave possono essere spenti durante il passaggio del tunnel. Così vengono risolti due problemi contemporaneamente, e cioè:
    il dislocamento dell’acqua
    l’inquinamento dell’aria nei tunnel attraverso gli scarichi dei motori.

    Propulsione a getti d’acqua
    Da torrenti al di sopra dei tunnel viene derivata acqua in quantità possibili e condotta attraverso un pozzo verticale nella caverna della centrale idroelettrica tra i due canali in galleria. Da lì viene condotta direttamente ai propulsori a getti d’acqua nei canali che mettono in movimento l’acqua del canale. Alla fine di un canale, l’acqua uscente da un canale fa una curva di 180 gradi ed entra nel canale gemello in direzione opposta e mantenuta in flusso nel modo descritto.


    NAVIGAZIONE INTERNA
    EFFETTI SUI SETTORI ECOLOGIA, ECONOMIA, ENERGIA E TRAFFICO

    Alcuni esempi dimostrano la dimensione ecologica del trasbordo e del trasporto merci dalla gomma sull’acqua, dal TIR sulla nave:

    Oggi sul Po si trasportano un milione di tonnellate di merci. Con i 500 km oggi navigabili se ne potrebbero trasportare 16 milioni tonnellate! L’idrovia sul Po potrebbe quindi togliere dalla Milano/Venezia oltre 5.000 TIR al giorno.

    Su una nave classe V, lunga 109 m e larga 11,40 m, possono essere trasportati ca. 2.000 tonnellate di merci, che corrispondono a 82 TIR o a 42 vagoni cisterna, come dimostra il prospetto seguente:

    Eccetera…vedi pagina web http://www.tirol-adria.com/projekt_b_it.html

  • Antenore

    Stai a vedere che Marco negli ultimi dieci anni abitava anche lui a Trento, cacchio, ma la si interessavano solo di Ferrara? Ecco perchè non sa delle battaglie fatte da anni per la salute e l’ambiente; inceneritore,turbogas, tumori,viabilità, S.Anna,ecc.
    Sicuramente la sua casa non è stata costruita su una discarica, altrimenti sarebbe in prima linea per la battaglia.

  • Carla

    Chissà se i due tunnel potrebbero reggere la scomparsa dei ghiacciai…se vengono a mancare i torrenti, tutto quanto si ferma.

  • paolo giardini

    Carla,
    complimenti per la notizia di rif. 11. Porta un po’ d’allegria in questo luogo preso d’assalto dai mugugnatori. Il grandioso progetto sembra fatto dal marchese di Carabas. Un’opera immane che perfora le montagne come se fossero panettoni, con pompe colossali che spingono navi e canali d’acqua insieme perchè è troppo banale spingere solo le navi! (è noto che l’acqua pesa pochissimo. solo un chilo al litro).
    Abbatteranno le montagne per far posto alle sale pompe e alle centrali nucleari per farle andare!
    Ma prima di tutto, bisognerà rinforzare le rotative delle stamperie di quei pezzi di carta chiamati euro: bisognerà farne delle barcate di cat. V per contenere quelli che serviranno.
    La fantasia al potere! Era un motto in voga anni fa. Non è ancor morto, mi pare.

  • marco

    “Ecco perchè non sa delle battaglie fatte da anni per la salute e l’ambiente; inceneritore,turbogas, tumori,viabilità, S.Anna,ecc.”

    è proprio lì il punto: le battaglie legali degli abitanti della zona dietro borgo punta sono tese ad avere il RIMBORSO, non a migliorare la qualità del loro ambiente.

    e questa è la vostra battaglia contro la turbogas:

    “Valentino Tavolazzi è stato nominato city manager del Comune di Ferrara il 24 marzo 2000 con decorrenza dal 18 aprile 2000 (Prot. Gen.le n°9886, Prot. Pers.le n°3281); contratto a tempo determinato con una retribuzione lorda annua di 396 milioni di lire, 33 milioni di lire mensili, revocato anticipatamente dal Sindaco, per motivi che nulla avevano a che fare con la turbogas, il 5 novembre 2002 (Prot.Gen.le.42132).
    Per quella revoca anticipata è ancora aperto un contenzioso tra Tavolazzi e il Comune di Ferrara (favorevole al Comune il primo grado di giudizio).Ad una domanda specifica, formulata nel marzo scorso da un quotidiano locale, su dove egli fosse mentre il progetto di centrale che oggi tanto avversa aveva preso avvio, l’ex city manager rispose: “le prime informazioni sulla Turbogas sono arrivate in Consiglio Comunale poco prima della revoca del mio incarico”.
    I primi atti amministrativi relativi alla vicenda risalgono in realtà al 2000 (Protocollo tra Regione, Provincia, Comune e Sef) e proseguono per tutto il 2001 (firma dell’Accordo di Programma 7 maggio 2001; seduta di 3a commissione consiliare con illustrazione del progetto di centrale 17 ottobre 2001; istruttoria tecnica del progetto curata dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con gli Enti Locali per l’intero 2001). E’ del 19 febbraio 2002 (Prot. Gen. N°6516) il parere favorevole della Giunta Comunale in merito alla compatibilità ambientale del progetto di Turbogas.
    Ed è di nove mesi più tardi la revoca dell’incarico all’ing. Tavolazzi.
    E’ dunque evidente che l’ing. Tavolazzi, nel ruolo di Direttore Generale del Comune di Ferrara, ha condiviso tutta quella fase iniziale, e fondamentale, di questa vicenda.
    Un Direttore che, certo, a partire dal 17 luglio 2001 (Prot. Gen. 29283) doveva avviare le istruttorie di deliberazione assieme all’assessore competente, che le firmava, e dal 31 gennaio 2002 (Prot. Gen.n°4030) di concerto anche con il Dirigente di Settore e il Segretario Generale, ma da questo a dichiarare che le prime informazioni sulla Turbogas sarebbero arrivate in Consiglio poco prima della revoca del suo incarico, ne passa.”

  • valentino tavolazzi

    Marco,
    ti rispondo con un mio intervento pubblicato dai giornali locali nel lontano giugno 2006.

    Nessuna replica è mai giunta a quell’intervento e quanto da te riportato (tra il falso ed il reticente) non lo intacca minimamente.

    Riguardo alle battaglie condotte da me ed altri ambientalisti contro la turbogas, tra il 2003 ed oggi (forse sei stato un po’ distratto), ti ricordo solo il referendum, circa 50 interventi sulla stampa locale, due ricorsi al Ministero dell’Ambiente, con altrettante audizioni presso la Commissione Via, oltre a petizioni, conferenze, assembleee e cortei.

    Sullo stipendio da city manager, sul contratto, sulle ragioni della mia revoca, è tutto nel sito (vedi rubrica “cosa dicevano allora”.
    Pertanto annuncio a te e ad altri visitatori poco informati, o magari in malafede, oppure bugiardi, che non replicherò più su questo argomento.

    Ora ti lascio ad una lettura del 2006.

    “I lettori si aspettavano una replica sull’inquinamento atteso riferibile alla nuova centrale turbogas da 800 Mwe, ed invece il Palazzo sferra l’ennesimo attacco personale, un disco ormai rotto e gracchiante.
    Nessuna smentita al fatto che il nuovo impianto inquinerà più dei due esistenti (cte1 e cte2) alimentati a gas naturale, tanto meno scuse ufficiali per aver pubblicato notizie non vere sul periodico del Comune pagato dai cittadini (le due centrali esistenti spacciate per alimentate a gasolio).
    Prendiamo atto che la maggioranza (escluso il Pdci contrario alla turbogas) non può dimostrare quanto il sindaco promette da anni, e cioè che la nuova centrale inquinerà meno delle due esistenti. Virginio Bettini su questo punto dirà la sua il 27 p.v.
    Venendo al merito dell’attacco al sottoscritto, pochi elementi (documentati e protocollati) dimostreranno che la signora Diolaiti, pur con anni di esperienza amministrativa sulle spalle, non è in grado di districarsi tra gli arnesi del mestiere, aggiungendo menzogne a quelle già diffuse dal periodico la “Piazza Municipale”.
    1. Non ho mai partecipato, tanto meno espresso parere favorevole anche nel ruolo di city manager del Comune, all’iter della nuova centrale turbogas, progetto deciso da Sateriale, Bratti, Enipower, sindacato e Golinelli nel chiuso delle stanze del Palazzo.
    Il 19 febbraio 2002 la Giunta ha approvato la compatibilità ambientale del nuovo impianto. Ma proprio quel giorno il Resto del Carlino pubblicava a tutta pagina una mia intervista sul fallito rinnovamento proclamato da Sateriale e sulle speranze andate deluse. A quella Giunta non fui invitato, né alle successive fino alla mia revoca del 5.11.2002.
    2. Riguardo ai visti che avrei apposto alle delibere, informo che il sindaco, già dal luglio 2001 (7 mesi prima dell’evento), concentrato com’era nel mio ridimensionamento, aveva modificato l’iter delle delibere eliminando l’obbligo del visto di congruità del direttore generale. La delibera del 19 febbraio 2002 porta la firma del dirigente all’ambiente Leonardo Malatesta. La spinta espulsiva nei miei riguardi c’era stata già nel febbraio 2001 (solo 8 mesi dopo il mio arrivo) quando gli assessori Magnani, Bratti e Ronchi chiesero formalmente che non mi venissero trasmesse neppure le determine dei dirigenti per il visto di congruità. Non si contano poi le interpellanze e le interrogazioni consiliari contro il city manager a partire da poche settimane dopo il mio arrivo.
    3. Tutti gli atti fondamentali di approvazione della turbogas sono stati adottati dopo la mia revoca: 26 novembre 2002 autorizzazione della giunta alla presentazione del piano particolareggiato; 25 febbraio 2003 conferenza dei servizi e parere favorevole Asl di Ferrara; 12 marzo 2003 parere favorevole dell’Arpa di Ferrara; luglio 2003 approvazione in consiglio comunale del piano particolareggiato; febbraio 2004 rilascio della concessione edilizia. Una serie sciagurata di decisioni sbagliate.
    4. Dal 2003 ad oggi, da libero cittadino, ho scritto decine di articoli contro la turbogas e mi sono impegnato nel movimento ambientalista.
    Concludo con una considerazione.
    E’ consuetudine di una certa sinistra tentare di demolire la credibilità dell’avversario per sfuggire al confronto di merito. E’ un modo di concepire la democrazia nella nostra città. Ma è sgradevole che ciò avvenga da parte di chi (gruppo dei Verdi) promuove a Ferrara Turbogas ed Inceneritore, in totale spregio della posizione espressa in materia dal proprio vertice nazionale (Pecoraio Scanio). Se non si tratta di poltrone, ai lettori andrebbero spiegati i veri motivi. Ed ora torniamo al confronto sulle emissioni della turbogas.”

    I cittadini, caro Marco, ed i Verdi sono stati spazzavia dalla scena politica.

    A presto e su altri temi.
    Valentino

  • valentino tavolazzi

    Rispedisco l’ultima frase perchè uscita male dalla trasmissione.

    I cittadini, caro Marco, hanno capito bene la musica, ed i Verdi sono stati spazzati via dalla scena politica.
    A presto e su altri temi.
    Valentino

  • Piero

    Ancora!!!!!!!! puzza oramai, a questa storia non ci crede più nessuno, leggiti il link ” Ve l’avevamo detto “.
    E poi le spiegazioni chiedele al nuovo Sindaco Tagliani, è lui che ha autorizzato da Vice; l’inceneritore,turbogas, vendita di Agea e Acosea,la costruzione di case su discariche, Cona, con la complicità della Casta a partire da Verdi,Pd,ecc.ecc.

  • Leonardo

    Rif. 15 Se è stato creato un danno ( sanitario, ambientale e materiale ) qualcuno dovrà pur rispondere?
    Chi ha autorizzato formalmente la costruzione di case su delle discariche?
    Perchè chi sapeva ha taciuto?
    Questo chiedono legittimamente i cittadini.

    La seconda parte del commento se ben ricordo non è altro che un copia-incolla di un commento già fatto ( già molto discusso) proveniente da una parte verde-marrone complice del disastro ferrarese e divoratrice di poltrone, pertanto non merita nessuna attenzione ,e non serve al dibattito.

  • marco

    “Pertanto annuncio a te e ad altri visitatori poco informati, o magari in malafede, oppure bugiardi, che non replicherò più su questo argomento.”
    e chi è lei per fare il candidato sindaco e non dovere spiegazioni a nessuno?
    è come quando all’assemblea coi candidati sindaco le è parso di esser considerato UGUALE agli altri candidati ed è scappato col broncio. si chiama meritocrazia.
    “Dietro a quel tavolo, al netto dei distinguo su alcuni punti della vostra proposta, siamo apparsi tutti uguali. (…) Certo non mi aspettavo la “promozione di PpF” da parte vostra, ma almeno che mi lasciaste parlare senza interruzioni per il tempo concessomi!”
    questo è più o meno quello che dice berlusconi quando è intervistato.
    mi sembra che per aver raccimolato 3000 voti siate un po’ altezzosi.

  • Carla

    Sulla faccenda dei rimborsi: le tasche di chiunque, privato cittadino o pubblica amministrazione, sono molto sensibili a qualsiasi attacco.
    Indurre un comune a rimborsare i danni causati da scelte, diciamo così, non sufficientemente ponderate è probabilmente l’unico modo per far sì che, in occasioni successive, la ponderazione non venga più a mancare.

  • Roberto Zambelli

    Caro 19 | marco, Caro http://www.meetup.com/grilliestensi/it/members/4119331/

    sono davvero estasiato dalle tue simpatiche parole e dal tuo scontato parallelo con Berl……
    Nel PD (alte sfere) corre i detto: ” non nominarlo invano, ma nominalo sempre ed ovunque altrimenti un giorno potremmo anche scoprire che i nostri elettori reclamano da noi un po’ di sana e vera Politica”.

    Che poi sarebbe la stessa del tuo commento 8 escludendo le tue incoerenti opinioni ed interpretazioni.

    Roberto Zambelli

  • Leonardo

    Marco vedo che ancora ciurli nel manico e arrivi sempre in ritardo, stai ponendo delle questioni che sono già state affrontate su questo blog, non è che stai lavovorando a comando?
    PpF con soli 3000 voti sta in consiglio all’opposizione con il fiato sul collo a partiti e affini , c’è qualcuno che con 3000 voti si prende un bel pò di poltrone pur avendo dichiarato che non aveva fatto accordi, c’è chi governa con un 1/3 dei voti quindi con la minoranza dei cittadini ferraresi, e c’è chi, benchè si è apparentato con la Casta non ha preso nemmeno 3000 e se ne ritorna a lavorare così non farà più danni alla comunità. Io credo che in futuro ne vedremo delle belle, continua a seguirci.

  • Matteo

    La mega idrovia potrebbe trovare ostacoli, dante causa l’UNESCU

    http://www.ansa.it/ambiente/notizie/fdg/200906261217349930/200906261217349930.html

    Per quanto riguarda la richiesta di indennizzo, più che rimborso, dovuto a scelte scellerate del comune, volendo, ci sarebbe già un onere più pesante, ossia quello della responsabilità.
    Di fatto le funzioni di un comune nascono con almeno tre scopi specifici:
    – il più ovvio è quello di rappresentanza della comunità
    – il meno probabile è di curare gli interessi della comunità
    – il più attuato a fini specifici è lo sviluppo della comunità locale
    Il comune, come ente locale assolve a funzioni determinate sia dallo Stato che dalla regione. Quest’ultima in base a determinati parametri impone al comune la c. d. allocazione delle funzioni. Tra queste si enucle chiaramente il principio di responsabilità.

    Una cosa non mi è chiara, alla fine, chi fà applicare questo principio alla dirigenza (che nemmeno è dirigenza, ma rappresentanza..)?

  • Piero

    Che potere ha il popolo se tutti ottemperassero ad un loro diritto, povera Casta!!!!!!!!!!!!!!!

  • Matteo

    Il popolo, ora che non ha più la scusante del non sapere dei privilegi delle persone c. d. “di potere”, deve letteralmente pesare su chi deve far rispettare le prescrizioni dei rappresentanti.

    Esemplare in America il caso del banchiere che ha davanti a se, la prospettiva di poter vivere in carcere per 150 anni.
    A livello locale basterebbe molto meno.

  • Marco ha preso quelle informazioni sicuramente dal sito dei verdi, sono le stesse parole, le ricordo bene….
    c’era anche scritto che LORO avevano fatto chiudere l’inceneritore di Conchetta.
    Il sig. Marco è libero di credere alle bugie dette da persone che la storia ha cancellato giustamente, perchè no?

  • marco

    si, è vero, meno male che ci siete voi che ci dite la verità e ci illuminate sui misteri delle molecole inquinanti. Saluti.

  • post n. 20
    la serata era stata impostata perchè apparissero tutti uguali, sissignore sig. Marco.
    Ma non siamo tutti uguali, nossignore.
    E per fortuna, sono molto, molto diverso da te.
    Fai una cosa, visto che sai tutto, viene ad illuminarci una sera ad una riunione. Sii magnanimo, concedici alcune delle tue perle di saggezza!

  • paolo giardini

    Angelo, sono dubbioso sull’efficacia delle riunioni per casi simili. rif. 29. La massima efficienza comunicativa è nella scrittura, che costringe a sintetizzare il pensiero assai più della comunicazione verbale per vincoli sintattici, in un’attività che poco o tanto richiede di “mettere in moto il cervello prima di metter in moto la bocca”, come suggeriscono certi cartelli umoristici. Un contenuto desolatamente lacero-contuso in una successione di messaggi, è inevitabilmente specchio riassuntivo del corrispondente linguaggio parlato, e ha già fornito un’informazione fedele. E’ cosa inutile cercare la conferma di quello che non ha bisogno di essere confermato. Prendiamo atto di come stanno le cose, e lasciamo i lacero-contusi a ripetere i loro lamenti. Prima o poi gli passa.

Abbiamo fatto molta strada

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Quorum Zero – Più Democrazia

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Democracy Day – 27 Novembre 2011 – Ferrara

http://www.paolomichelotto.it/blog/tag/democracy-day/

15 Ottobre

http://15october.net/it/

Linee programmatiche consiglio comunale

Consiglio comunale 09.07.09: Elezione del Presidente e Vicepresidente.

Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

Consigliere comunale

Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Fausto Cellini: i ( passi a raso o varchi a raso) senza taglio di marciapiede non è dovuto il contributo o Tassa Comunale. Sig. Si faccia seguire da una associazion
  • Comitato via Prinella: gentile Diabolik, avrei bisogno URGENTEMENTE di mettermi in contatto con Lei, è possibile? scriva a comitatoviaprinella@gmail.com grazie!
  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

In sintesi

'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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Giorno specifico per il ricevimento al pubblico: mercoledì (mattino 9-13, pomeriggio 16-19)

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