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01 Set, 2009

Intervento integrale di Valentino Tavolazzi nel Consiglio Straordinario del 31.8.09 sul laboratorio acqua di Pontelagoscuro.

Inserito da: PpF In: Consiglio comunale|Servizi pubblici

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Cronistoria

00018567-constrain-240x300  Nel 2006 Hera presenta all’Ato6 un progetto di riorganizzazione degli 11 laboratori esistenti, riducendoli a 3. ferrara, definito presidio  e non laboratorio, viene ridotto ad unità di prelievo con 2 soli operatori, a fronte di un organico attuale di una decina di tecnici specialisti, vero e proprio patrimonio del territorio ferrarese.  La Provincia di Ferrara (News 07/06/2006 Provincia di Ferrara) con procedura d’urgenza del consiglio aveva chiesto alla Giunta di procedere per scongiurare il rischio di chiusura. Il Presidente Dall’Acqua: “Ricordiamo che il laboratorio è stato potenziato per scongiurare il rischio di approvvigionamento dell’acqua del Po, motivi validi anche oggi: non si tratta infatti solo di salvaguardia dei lavoratori, ma di una scelta che incide sul livello di qualità del nostro territorio. Sull’argomento interviva anche Manuela Paltrinieri (Ds e già Presidente Ato): “Sono soddisfatta che i sindaci si impossessino del ruolo di controllori anche se si affida la gestione ad un’azienda. Il 29 giugno diremo diversi no a Hera a testimonianza che è possibile avere un confronto su queste cose”. Il documento viene approvato dalla totalità dei 22 votanti.

Il 10 giugno 2006 l’IDV aveva espresso pubblicamente Forte preoccupazione per la prospettata chiusura da parte di HERA del laboratorio di Pontelagoscuro deputato al controllo delle acque potabili provenienti dal fiume Po. Ancora una volta, dobbiamo purtroppo registrare che in HERA prevalgono le logiche aziendali e di profitto rispetto a quelle che stanno alla base delle garanzie di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. La chiusura del laboratorio ferrarese si tradurrebbe in una minore efficacia dei controlli sulla qualità delle acque destinate all’utenza domestica perché diverrebbero meno tempestivi e quindi tali da non garantire un’adeguata risposta in caso di emergenze per inquinamento del fiume Po. Preoccupa inoltre l’allarme lanciato dal rappresentante della FILCEM –CGIL, secondo il quale in questi ultimi due anni la qualità dell’acqua potabile proveniente dal fiume Po sarebbe sensibilmente peggiorata. A tal riguardo, Italia dei Valori chiede che gli organi di vigilanza ambientale e sanitaria effettuino gli opportuni controlli. Bene ha fatto il Sindaco di Ferrara ad intervenire nella vicenda ed auspichiamo che il suo impegno, unitamente a quello del Presidente della Provincia, possa scongiurare la chiusura del laboratorio ferrarese”.

 Il precedente consiglio comunale (20 APRILE 2009 Verbale n° 26/32688-09 C.C.) aveva approvato senza voti contrari un ordine del giorno ribadendo la volontà politica, già espressasi con precisi orientamenti della giunta precedente, che negli ultimi tre anni aveva consentito di frenare il piano di dismissione di Hera:  “Il Consiglio Comunale di Ferrara, premesso che l’Amministrazione Comunale ha difeso in questi anni il ruolo e le funzioni del Laboratorio Analisi Acqua di Pontelagoscuro contrastando l’ipotesi di riorganizzazione del gestore con precise prese di posizione e uno specifico Orientamento di Giunta dell’agosto 2008, invita Sindaco e Giunta ad agire nel rispetto degli impegni assunti dal Consiglio in materia di acqua; a proseguire l’azione per salvaguardare il ruolo e le funzioni del Laboratorio Analisi Acqua di Pontelagoscuro, per garantire la qualità dell’acqua potabile erogata ai cittadini”.

  Il 5 agosto 2008 la giunta comunale: “I motivi della difesa del Laboratorio e di un nuovo richiamo verso Hera, dopo l’avvio di una smobilitazione non condivisa con Comune e Sindacati, sono almeno quattro:

1)…. le logiche di ristrutturazione aziendale non possono prevalere sulla necessità di mantenere un livello ottimale di controlli, anche preventivi, sulla qualità delle acque…… diminuendo fortemente l’incidenza dei controlli preventivi e soprattutto eliminando in quella sede le competenze di interpretazione e correlazione, vero punto di forza del Laboratorio…

2)….. le intenzioni di Hera devalorizzano fortemente, uno dei pilastri del sistema idrico integrato, basato sull’ampio supporto analitico come conoscenza, interpretazione e prevenzione di elementi critici, strettamente correlato alla funzionalità degli impianti e alle azioni necessarie di monitoraggio e intervento.

3) A Ferrara, contrariamente agli accordi originari sugli assetti di Hera spa, verrebbe tolta un’importantissima unità operativa, composta di tecnici esperti che hanno acquisito livelli professionali preziosi, si sono formati soprattutto per l’interpretazione dei dati e per la prevenzione dei rischi, hanno reso possibile con l’organizzazione interna una presenza continua e un costante irrinunciabile supporto alla gestione. L’accordo sindacale sottoscritto il 18 giugno 2007, che riconosce la specificità del sistema idrico di Ferrara ed afferma che il Laboratorio di Pontelagoscuro “opererà con l’attuale capacità di presidiare…”, è stato vanificato dai successivi accordi e soprattutto dal comportamento dell’Azienda, che ha incominciato a rimuovere attrezzature utilizzate per le attività di analisi, a modificare delle mansioni degli analisti verso attività amministrative/logistiche e a trasferire risorse umane presso altre strutture regionali.

4)…Questa scelta riduce di fatto ai Comuni e all’ATO una parte rilevante del ruolo attivo nella gestione del sistema idrico integrato, in un territorio critico come quello ferrarese, situato sulla part terminale del Po. La centrale di potabilizzazione situata a Pontelagoscuro rappresenta il cuore del sistema acquedottistico ferrarese…..

……il Laboratorio di Pontelagoscuro non è soltanto un fondamentale presidio, ma una struttura da consolidare e potenziare.

…..Hera s.p.a. sta mettendo in atto unilateralmente una volontà non condivisa dal Comune. La Giunta Comunale, pertanto, esprime il proprio parere favorevole ad agire nei confronti di Hera s.p.a. con le seguenti modalità: invitando Hera spa e riflettere sui temi posti, a correggere il percorso già avviato di ristrutturazione introducendo la volontà del potenziamento delle attività; chiedendo ad Hera spa un confronto sul futuro del Laboratorio di Pontelagoscuro, teso a tutelare non solo i lavoratori e le professionalità impiegate, ma anche la garanzia del controllo analitico e delle azioni di prevenzione, inserita nel sistema efficiente del ciclo idrico integrato”.

 L’ex sindaco Sateriale , davanti alla  Commissione di Controllo Servizi Pubblici Locali del 27/5/09, aveva pubblicamente dichiarato: “La strada da percorrere nell’immediato è l’acquisizione del laboratorio analisi. Le cifre indicate in Commissione sono compatibili per le risorse del sistema degli enti locali del territorio, in questo modo i Comuni avrebbero il controllo diretto della qualità dell’acqua a garanzia dell’utente. E’ un percorso nel quale credo e mi auguro che la prossima Amministrazione lavori per concretizzare questo progetto”.  

 In presenza di tali antefatti Hera Spa sta procedendo alla chiusura del laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro, nell’ambito di un progetto di aggregazione di tutte le attività di controllo a Bologna (Acque potabili, Acque reflue, Microbiologia), Ravenna (Rifiuti speciali, Pericolosi, Liquidi, Terreni e Compost),  Forlì (Rifiuti solidi, Fanghi, Diossine, Emissioni in atmosfera). Tale decisione è stata assunta unilateralmente da parte dell’azienda e strategicamente messa in atto nel cuore dell’estate, dopo l’insediamento della nuova amministrazione, in barba alle posizioni assunte e deliberate dalle Istituzioni ferraresi.

 Il Comune avrebbe dovuto vigilare per contrastare le iniziative di Hera in contrasto con le deliberazioni assunte

  29 luglio 2009 ALLARME DI PPF SU TUTTA LA STAMPA LOCALE: HERA chiude il laboratorio di Ponte.

 30 lug, 2009 Intervento Ppf: “Tagliani rassegnato prima di iniziare il confronto. Siamo preoccupati per le dichiarazioni del sindaco, che appare quanto meno rassegnato prima di iniziare, riguardo alla vicenda del laboratorio dell’acqua a Ponte. Occorre innanzi tutto segnalare, a proposito di trasparenza, che se non fosse intervenuto PpF, la decisione di chiudere il laboratorio il 07.09.09  non sarebbe stata diffusa: né Comune, nè sindacato l’avevano comunicata, pur conoscendola da tempo!” 

 31 luglio 2009 Cgil e Verdi si uniscono al coro dei no alla dismissione Laboratorio acqua, scelta che riguarda tutta la città. Il Prc: ora opposizione.

1 agosto 2009 Comitato Acqua pubblica Ferrara: L’acqua del sindaco e l’acqua di Hera. Laboratorio acque, per l’IdV manca il buon senso.

 3 agosto 2009 Iaf ”Laboratorio di Ponte: siamo proprio bravi!”

 7 agosto 2009 sinistra Aperta: Irrinunciabile il laboratorio a Ponte.

 12 agosto 2009, dopo aver contattato anche i gruppi Pd e Idv, viene Protocollata richiesta consiglio straordinario sul laboratorio acqua firmata da PPF, IAF, PDCI-PRC, PDL, LEGA.

 13 agosto 2009 L’opposizione compatta contro lo smantellamento della struttura: “Laboratorio acque, dietrofront inspiegabile della maggioranza. Perché IdV non ha firmato la richiesta di Consiglio straordinario urgente?

 15 agosto 2009 Interrogazione dei Verdi sulla chiusura del laboratorio di Pontelagoscuro ”Quanto conta realmente il Comune di Ferrara in Hera?”

 21 ago, 2009 Giorgio  Scalabrino Sasso consigliere comunale IdV sulla Nuova FerraraIl consigliere Tavolazzi indossando i panni di capo dell’opposizione «Brand(ani)sce» in maniera strumentale temi che conosce e che vanno oltre le capacità di Comuni e sindaci. Trovo singolare che non si comprenda fino in fondo che la partecipazione del Comune di Ferrara sia marginale per il peso che possiede all’interno di Hera. Come gruppo consiliare, non intendiamo comunque rinunciare al ruolo di stimolo per la maggioranza e confermiamo la contrarietà allo spostamento: non si capisce cosa serva un laboratorio alle falde dell’Appennino mentre il Po è uno dei fiumi più inquinati d’Italia. Perché non chiudere Sasso Marconi, trasferendo a Ferrara il Sistema MIMS e procedendo per il nostro laboratorio al riconoscimento e all’accreditamento ministeriale?

 21 agosto 2009 Merli (Pd): ”Siamo pronti a discuterne nel merito”

 22 agosto 2009 Laboratorio acque, maggioranza divisa Fiorillo: ”La nostra posizione è sempre la stessa”. E da Facebook arrivano 500 no. In consiglio comunale l’Italia dei Valori esprimerà “preoccupazione e contrarietà” alla decisione di trasferire in Romagna il laboratorio di analisi acqua di Hera di Pontelagoscuro. “La mia scelta di campo non è una novità – spiega Fiorillo -, la scelta industriale di Hera ci preoccupa e in sede di consiglio straordinario manifesteremo tutta la nostra preoccupazione e contrarietà. Su questo non può esistere alcun dubbio”. Dichiarazioni che sicuramente non saranno gradite al Partito democratico, che per bocca del proprio capogruppo Simone Merli aveva detto di volere cercare “la compattezza di tutte le forze di maggioranza” al momento della discussione dell’ordine del giorno. Allora perché non firmare la richiesta del 5 agosto? “Lì il problema era di forma– continua Fiorillo -; non possiamo farci dettare l’agenda politica da Tavolazzi”.

 24 agosto 2009 Irene Bregola lancia l’appello unitario Difendere il laboratorio acque, appello a IdV e Sinistra Aperta.

 26 agosto 2009 Consiglio straordinario 31 Agosto 2009.

 27 agosto 2009 L’acqua entra nell’agenda politica. Il Pd pronto a discuterne nel consiglio straordinario.

29 agosto 2009 PPF: Laboratorio, possibile una votazione unanime.

 30 agosto 2009 Laboratorio, la vittoria di tutti. Maggioranza e opposizione voteranno un documento congiunto. Comunicato congiunto dei gruppi consiliari.

 30 ago, 2009 Tagliani non coglie il nuovo a Ferrara. Egli ha dichiarato infatti alla stampa: “vedremo ora cosa ci risponderanno” riferendosi alle reazioni di Hera, quando lui stesso dovrà chiedere all’azienda di bloccare il trasferimento. Ed ha aggiunto “come mai rispetto a una vicenda nota da tre anni solo ora, quando ormai metà del laboratorio è stato smantellato, si chiede di incontrare Hera; è un simpatico modo di fare politica”. Sembra quasi che Tagliani sia più contrariato dal rimescolarsi delle carte scaturito dall’iniziativa politica di PpF, Iaf, Pdci-Prc, Lega, Pdl (senza la quale non ci sarebbe stato il consiglio straordinario, né il documento unitario), che felice dell’opportunità, quasi inedita a Ferrara, di poter contare come sindaco sul sostegno compatto di tutti i gruppi consiliari, nell’azione di contrasto dello strapotere di Hera. E’ vero che Hera tenta da tre anni di chiudere il laboratorio di Ferrara, ma è altrettanto vero che contro tale disegno si sono espressi più volte il consiglio comunale, l’ex giunta, l’ex sindaco ed il consiglio provinciale, oltre a Cgil, comitati, associazioni, cittadini. E’ una vicenda, questa del laboratorio, che ne ricorda altre simili ugualmente sciagurate, come Turbogas ed Inceneritore. Dov’era Tagliani allora? Conosceva certamente il disegno di Hera, eppure in campagna elettorale ha dato semaforo verde! Ora è disposto a rivedere le sue posizioni, alla luce della compatta posizione assunta da tutti i gruppi? Sono evidenti le ragioni per le quali Hera ha atteso la nuova amministrazione ed il mese di agosto, per attuare il disegno di chiusura del laboratorio a danno di Ferrara e a favore di Ravenna, Forlì e Bologna. Perché i rappresentanti del Comune nell’assemblea dei soci e nel consiglio di amministrazione di Hera (amministratore delegato Maurizio Chiarini e consigliere Mauro Cavallini) non si sono opposti? C’era un accordo Hera-Tagliani? La notizia dello smantellamento, in piena canicola ferragostana del presidio ferrarese, è emersa alla ribalta della cronaca politica solo dopo che PpF l’ha appresa, l’ha diffusa ai giornali ed insieme agli altri gruppi di opposizione ha richiesto un consiglio straordinario! Ed è grazie a tutto ciò ed al buon senso della maggioranza, che ora Tagliani ha più forza nel chiedere ad Hera di bloccare lo smantellamento e di ricostituire tutte le funzioni preesistenti, fino alla conclusione di un approfondimento e della rinegoziazione dei rapporti tra azienda e Comune. Per questo egli avrebbe dovuto applaudire all’accordo invece di commentarlo con sarcastica sufficienza! L’unità di tutte le forze politiche, in questa vicenda, dimostra la maturata consapevolezza che Hera, quando ha incorporato Agea, non ha fatto altrettanto con il consiglio comunale di Ferrara.Ed inoltre che, quando l’opposizione c’è davvero ed agisce nell’interesse della città, anche la maggioranza governa meglio. 

 ARGOMENTAZIONI DI MERITO PPF.

 Va garantito il diritto dei ferraresi di avere controlli certi e tempestivi sulla qualità dell’acqua potabile e sulla capacità di interventi rapidi in caso di emergenza; inoltre il sindaco ha il dovere di non privare per sempre la comunità locale della possibilità futura di riprendere la gestione diretta del ciclo idrico integrato (scelta compiuta di recente dal Comune di Parigi), attraverso gare per l’affidamento del servizio idrico integrato che l’attuale o futuri sindaci vorranno fare.

 La decisione di Hera, in quanto holding società per azioni quotata in borsa, deve tener conto d’interessi economici e di mercato, con specifico riferimento alla economicità d’esercizio ed alla massimizzazione del profitto, ma non necessariamente degli interessi dei cittadini.

 Gli assetti aziendali tipici delle principali multiutilties, creano una situazione particolare, conflittuale per l’ente pubblico, che da un lato è chiamato a garantire gli interessi dei cittadini e della collettività e dall’altro, come socio e proprietario di azioni della spa che gestisce i servizi, trae vantaggio da tutte le decisioni aziendali che possono danneggiare i cittadini, ma procurano un aumento di valore delle azioni in Borsa.

 Ato6: “necessario incontro con Hera per verificare le funzioni del personale che nelle intenzioni dell’azienda rimarrà nel laboratorio”.

Dei miglioramenti finora richiesti da Ato ad Hera, in merito alla riorganizzazione dei laboratori, non vi è traccia scritta.

Può valere la pena rileggere, alla luce della vicenda del laboratorio di Pontelagoscuro, un approfondimento cruciale sui sistemi di affidamento e regolazione del servizio idrico integrato, tratto dalla relazione del 25.6.2009 dell’Associazione nazionale autorità ed enti di ambito (ANEA), intitolata “I servizi idrici a 15 anni dalla riforma”.

La riforma ha affidato un ruolo centrale agli ATO nella riorganizzazione dei servizi idrici. In particolare, viene loro affidato il compito di programmare gli investimenti, determinare la tariffa e controllare la realizzazione degli interventi e il raggiungimento dei livelli di servizio che il gestore deve assicurare all’utente, nonché la corretta applicazione della tariffa. In queste attività si sostanzia il compito di regolazione locale affidato agli ATO, chiamati quindi a disciplinare quasi interamente l’attività del gestore. Ciò da un lato è funzionale ad adattare la regolazione alle esigenze locali, ma dall’altro lato rischia di indebolire la regolazione, se non è attuata con sufficiente indipendenza. Per alcuni osservatori un simile schema di regolazione presenta numerosi punti deboli, fra cui il principale è sicuramente quello del conflitto di interessi che sorge nel caso di affidamento diretto a società interamente pubblica o mista. Gli ATO sono infatti espressione diretta dei comuni, che provvedono a nominarne gli amministratori e ne approvano e condizionano le decisioni. Gli stessi comuni poi sono anche soci del gestore, nelle cui vesti tendono ovviamente a rappresentarne gli interessi. In queste circostanze, l’attività di regolazione degli ATO non può essere svolta con la sufficiente indipendenza. Tale assenza di indipendenza è particolarmente critica e rischia di compromettere l’intera attività di regolazione. Il “cortocircuito istituzionale” che si viene a creare amplifica le probabilità di “cattura” del regolatore, sia da parte dei politici che da parte del gestore, a danno degli utenti.

 Asl: riporta le informazioni e le assicurazioni di Hera, facendole proprie. Troppo poco!

 In questi anni di gestione Hera si sono registrati episodi significativi e preoccupanti: 1) riduzione del numero delle sedi tecniche (che sovrintendono alla manutenzione delle reti luce e gas); 2) modifica del modello organizzativo in alcune aree, con conseguente riduzione del personale; 3) aumento dei costi di utenza dei vari servizi, senza trasparenza; 4) obbligo da parte di ACOSEA impianti di acquistare le quote di Hera in Delta WEB (Euro 897.246,00 il costo, a fronte di un utile da Delta Web nel 2006 di ben 27.590,00 euro); 5) eclatante minaccia di una causa per danni con la richiesta di risarcimento di milioni di euro al Comune di Ferrara e a singoli cittadini; 6) ricorso al Tar contro Provincia e Comune per le caratteristiche dell’autorizzazione al funzionamento dell’inceneritore e dopo un nuovo accordo, ricorso ritirato e presentazione di uno successivo, con richieste in contrasto con l’accordo raggiunto; 7) difficile e insoddisfacente rapporto con i cittadini utenti, come si evince anche dalle numerose lamentele di cittadini pubblicate sulla stampa locale: allungamento della risposta per i servizi individuali a prezzi elevati, atti unilaterali (domiciliazione automatica bollette, fatturazione presuntiva, comunicazione di conguagli altissimi ecc.), con tariffe di acqua e rifiuti che continuano a rimanere tra le più alte della Regione.

La convenzione del 2004 tra ATO6 ed Hera, art. 31 comma 6, prevede la risoluzione della convenzione in caso di modificazioni soggettive comportanti il venir meno dei requisiti presupposto dell’affidamento.

La medesima convenzione, art.31 comma 3, prevede la risoluzione della convenzione in caso di cessione non autorizzata a terzi dei servizi affidati o di loro parti essenziali.

L’allegato “B” alla convenzione Ato-Hera Disciplinare Tecnico punto 3.3 Livelli minimi di servizio – Organizzazione del Servizio recita: Il Gestore si avvale, ai sensi dell’art. 26 della L.36/94, di un adeguato sistema di controllo e di un proprio laboratorio di analisi idoneo ad assicurare la corretta gestione, nel rispetto degli standard delle normative vigenti, di tutte le fasi del ciclo del servizio. Le modalità di organizzazione del sistema di controllo dovranno essere comunicate preventivamente all’Autorità di Ambito. Adottando le misure previste nel Piano di gestione delle interruzioni del servizio, e del Piano di emergenza, e avvalendosi del laboratorio di analisi di cui al punto precedente, il Gestore garantisce la fornitura di acqua di buona qualità e il controllo degli scarichi nei corpi recettori.

La centrale di potabilizzazione situata a Pontelagoscuro rappresenta il cuore del sistema acquedottistico ferrarese; Hera Ferrara fornisce acqua potabile a 250.000 abitanti, residenti nei comuni di Alfonsine, Argenta, Bondeno, Cento, Ferrara, Masi Torello, Mirabello, Poggio Renatico, Portomaggiore, Sant’Agostino, Vigarano Mainarda, Voghiera; nel 2005 ha prodotto quasi 21 milioni di metri cubi d’acqua, distribuiti attraverso una rete che si snoda sul territorio per oltre 2.500 chilometri.

Fonti di approvvigionamento: 2008 Ravenna 100% acque di superficie, Ferrara oltre 70%, Bologna, Forlì, Modena, Rimini meno.

Trattamenti effettuati 2008 sull’acqua grezza:  Ferrara e Ravenna 100% dei trattamenti su tutta l’acqua. Modena pratica la sola disinfezione sul 96% dell’acqua, Rimini sul 33%.

Bologna, Forlì, Ravenna: laboratorio multi sito accreditato Sinal Iso 17025 2005. Ferrara: presidio laboratoristico. Totale 80 tecnici. 425 mila determinazioni. 61062 nella rete (55080 altre fonti?). Di cui Ferrara 4834 (su 2468 km di rete), Modena 7282 (4182 km), Rimini 9970 (2823 km). Solo nel mese di luglio 09 il laboratorio di Ferrara ha effettuato 7000 determinazioni (rete+depurazione+vari).

Controlli Asl 2008 sull’acqua: Ferrara 1318, Modena 2791, Rimini 2275, Bologna 3059.

Il laboratorio, in funzione da anni con consolidata esperienza ed incontestabile qualità, sostenuto finanziariamente dalle tariffe applicate ai cittadini che usufruiscono del servizio e da essi pagate, è da equiparare a tutti gli effetti al patrimonio collettivo di proprietà della comunità.

Il Comune non può subire scelte aziendali contro l’interesse dei cittadini e rappresenta, per tramite del sindaco, i clienti di Hera, in altri termini il “mercato”, oggi monopolistico, dell’azienda; Il Comune è anche il “concedente”, anche tramite l’ATO6, di servizi pubblici (rifiuti, acqua, gas, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, ecc..), ad Hera (concessionario) affidati; Hera senza i suoi clienti (i cittadini ferraresi) non esisterebbe.

La qualità dell’acqua a Ferrara viene garantita soprattutto da una forte integrazione fra gestore (oggi Hera) e impianto (analisti e tecnici di laboratorio); tale integrazione permette di standardizzare al meglio l’impianto, al fine di immettere la minima quantità necessaria di reagenti chimici per la lavorazione dell’acqua.

La nostra fonte di acqua è il fiume Po, appartenente alla classe di qualità V (DL 152/99), l’ultima, la più compromessa dagli inquinanti e quindi la più complessa da portare allo stato di potabilità; le analisi della nostra acqua eseguite a Sasso Marconi non garantirebbero la qualità dei processi di potabilizzazione, essendo l’acqua una matrice deteriorabile e costituendo il campionamento una fase delicatissima del processo, quanto quelle di conservazione e stabilizzazione del campione; il fattore tempo è determinante per la garanzia del risultato; le raccomandazioni IRSA-CNR indicano tempi massimi di conservazione, per la valutazione di ciascun parametro, mediamente di 24 ore, in molti casi azzerati con la prescrizione di “analisi immediata”. 

L’acqua da potabilizzare viene prelevata dal Po con una portata di circa 850 lt/sec., inviata in vasche di predecantazione e quindi ai bacini di lagunaggio, con una ritenzione di circa 72-80 ore. L’acqua viene poi inviata all’impianto per il trattamento di flocculazione, filtrazione, ozonizzazione e infine ai filtri carbone. All’uscita dei filtri viene addizionata con biossido di cloro e stoccata; viene inoltre prelevata acqua dai pozzi golenali con una portata di circa 180-200 lt/sec. Questa acqua viene ossidata attraverso cascate, passata in vasche di decantazione per eliminare gli ossidi di ferro e manganese, filtrata, passata sui filtri carbone ed addizionata da biossido di cloro; che l’acqua trattata del Po e quella dei pozzi vengono mescolate e destinate alla distribuzione; in tutte le fasi di lavorazione vengono attualmente fatti più di 20 controlli al giorno; le percentuali vengono decise di volta in volta in base alle caratteristiche delle acque prelevate; pertanto la ‘tempestività degli interventi’ è da ricondurre alla possibilità di agire con immediatezza durante tutte le fasi successive al lagunaggio, nell’impianto e nel sistema di filtraggio, durante la lavorazione dell’acqua.

Date le caratteristiche del bacino idrografico (riceve acque da tutta la val padana e da 7 affluenti principali, dopo un percorso di circa  600 Km a monte  delle pompe dell’acquedotto di Ferrara), l’acqua del Po può essere interessata da inquinamento chimico, dovuto alla svariata tipologia  di sostanze provenienti da dilavamento dei terreni agricoli (esempio diserbanti), o proveniente da aree industriali e da scarichi localizzati, o ancora da scarichi fognari di origine civile non depurati.

Esiste sempre un pericolo latente di inquinamenti improvvisi ed acuti, dovuti a scarichi abusivi, in particolare durante i giorni festivi, oppure ad incidenti sempre possibili nelle aree altamente industrializzate che il fiume attraversa; che è accaduto più volte di dover sospendere il prelievo dalla superficie del fiume, a causa di segnalazioni tempestive di ventilata chiusura fatte dal laboratorio.

Occorre pertanto mantenere un forte presidio di analisti e tecnici sul nostro territorio per la conduzione della Centrale di potabilizzazione di Ponte, per garantire l’intervento tempestivo in caso di anomalie nelle analisi, proprio durante le fasi successive al lagunaggio (è successo per esempio che un enorme proliferazione algale, nei periodi estivi e mesi più caldi, abbia indotto difficoltà di trattamento a valle, costringendo all’aumento della frequenza dei controlavaggi); gli stessi tecnici potrebbero continuare ad occuparsi di effettuare, magari potenziandoli, i campioni e le analisi sul territorio: alle fontanelle, nei serbatoi, agli impianti di sollevamento e a quelli di depurazione (solo Hera ne possiede 74), garantendo in tal modo la qualità di un sistema complesso e articolato sul territorio.

La scelta di Hera di utilizzare navette per l’invio dei campioni di Ferrara ad altra sede darà sicuramente risposte meno tempestive delle attuali con laboratorio sul posto; le condizioni del traffico, gravi incidenti, le avverse condizioni meteo invernali della regione o altre calamità naturali, daranno luogo a ritardi ed inefficienze, con possibili gravi conseguenze; non si può escludere che eventuali allarmi possano subire rallentamenti con problemi di tempestività ed immediatezza nella catena allarme-rimedi; inoltre, dislocando altrove il laboratorio, non potrebbe essere garantita la tempestività d’intervento, qualora dovesse verificarsi, come in passato, il transito sul fiume Po di  pericolosi carichi inquinanti, tali da richiedere la sospensione per alcune ore del prelievo di acqua dal fiume.

Il servizio tecnico di interventi su chiamata a più larga base regionale, sarà assicurato anche da personale che non ha dimestichezza e conoscenza delle peculiarità del territorio e dell’impiantistica della “fabbrica dell’acqua”.

La centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro, come ricordato, è una vera e propria “fabbrica dell’acqua”, i cui stadi di potabilizzazione vengono controllati dal Laboratorio analisi acque di Pontelagoscuro; i tecnici conoscono ogni fase del processo, sanno quali valori analitici aspettarsi perché tutto funzioni a dovere, sono in grado di valutare anche minimi scostamenti, prevenendo l’insorgere di eventuali problemi; tale conoscenza, acquisita stando a contatto con la “fabbrica dell’acqua”, non può essere trasferita semplicemente con “procedure operative” come Hera vorrebbe fare; i controlli citati non possono essere affidati solo a strumenti automatici “online”, bisognosi comunque di continua manutenzione e taratura, e quindi della presenza di un tecnico, per funzionare in modo attendibile; inoltre, in diversi periodi dell’anno, il fiume Po è soggetto a piene, con una conseguente grande variabilità delle sostanze in esso contenute (ad es. elevata torbidità), tale da mandare in crisi i sistemi automatici; Hera intende sconvolgere il ciclo descritto, costruito sulla prevenzione, concentrando l’attenzione sull’emergenza, con controlli ex-post sulla qualità dell’acqua che beviamo.

L’analizzatore online in continuo (Monet), in funzione da qualche tempo, effettua attualmente la rilevazione di soli 5 inquinanti, nonostante sia stato fin dall’inizio in grado di rilevare fino a 60 tipologie di inquinanti diversi; pertanto, fin da quando è stato installato questo sofisticato strumento, la Sot di Ferrara avrebbe potuto disporre la ricerca di un maggior numero di inquinanti e incrementare la frequenza delle analisi (per inciso sono stati acquistati da Hera 5 strumenti, di cui 1 solo funzionante a Ferrara con scarsi risultati).

Per una certa tipologia di inquinanti la tecnologia Monet risulta essere la più avanzata, ma che tale non possa ritenersi per le analisi online di molti microinquinanti organici presenti a basse concentrazioni (prodotti utilizzati in agricoltura, pesticidi, …), la cui determinazione è di fondamentale importanza per la qualità della nostra acqua.

Criticità nella gestione dell’impianto di potabilizzazione.

Flocculante: in funzione della qualità dell’acqua prelevata dal Po, si valuta ogni giorno quanto reagente utilizzare nella flocculazione. Riserva: è costituita dai bacini di lagunaggio (2,5-3 giorni).

Per tutti i motivi esposti la scelta di dismissione del Laboratorio Analisi Acqua di Ponte è indiscutibilmente dannosa per la nostra comunità, non solo per il venir meno delle dotazioni, ma anche per l’inaridirsi di un know how locale, attuale e futuro, possibile solamente in continuità d’esercizio; che sarebbe pertanto improvvida un’amministrazione che non ne tenesse conto.

Il Progetto Hera 2006 consegnato a Tagliani nel gennaio 2009 prevede un Presidio locale dell’attività di campionamento (2 addetti).

L’Agenzia d’Ambito per i Servizi Pubblici di Ferrara ha affidato, secondo le modalità previste dall’art. 113 del TU 267/00, la gestione del Servizio Idrico Integrato, ad Acosea S.p.A (ora Hera Ferrara s.r.l) e a CADF S.p.A per un periodo di 20 anni a partire dal 20 dicembre 2004.

Allegato alla Convenzione di affidamento del Servizio, vi è il Piano di Ambito di Prima Attivazione elaborato dall’Agenzia, su scala temporale di tre anni, 2005 – 2007. Prima della scadenza del Piano triennale, l’Agenzia ha predisposto il presente Piano definitivo che definisce la pianificazione e la programmazione del S.I.I. per i restanti 17 anni della durata dell’affidamento. E’ opportuno precisare che la programmazione degli investimenti ed il conseguente Piano finanziario entra nel dettaglio nel primo quinquennio, 2008-2012, prospettando per gli anni a seguire l’evoluzione del Servizio in ordine alla dinamica delle varie componenti che determinano il costo del Servizio medesimo: costi operativi, investimenti, volumi fatturati e tariffe. A meno di eventi imprevedibili e/o di sensibili scostamenti dei volumi fatturati e/o di eventi di carattere normativo che possono avere ricadute economiche sui costi del Servizio, la revisione tariffaria avverrà al termine del primo quinquennio.

l’Agenzia territoriale d’ambito ottimale (ATO6), è in via di soppressione in virtù della Legge Regionale 10/08, e le funzioni da essa precedentemente espletate sono trasferite alla Regione, più precisamente al Comitato di indirizzo regionale per la regolazione dei servizi pubblici, composto dall’assessore regionale competente, da quattro componenti nominati dalla Conferenza Regione-Autonomie locali (CRAL) tra gli amministratori locali, rappresentativi del sistema delle Autonomie locali. Esso propone alla Giunta regionale gli indirizzi per l’esercizio del servizio idrico integrato, del servizio di gestione dei rifiuti urbani, degli altri servizi pubblici di rilevanza economica che saranno individuati con successive disposizioni legislative, ivi compresi i parametri cogenti di riferimento per la determinazione della tariffa finale.

La Regione Emilia – Romagna nel 2001 ha emanato il Regolamento Regionale 41/01 che prevede all’art 42 che l’acqua pubblica destinata ad uso consumo umano, erogata a terzi mediante il servizio idrico integrato di cui alla Legge 36/94 e alla L.R. 6 settembre 1999, n. 25, sia concessa all’Agenzia di ambito competente per territorio, se costituita.

Dal gennaio 2009 la gestione degli impianti di Ravenna, compreso il laboratorio, è passata sotto Romagna Acqua, la società che gestisce Ridracoli. Gli impianti erano passati a Romagna Acque già nel 2005. Il ramo di gestione del servizio idrico di Hera è stato valutato 3,6 milioni di euro, cifra assai inferiore alla valutazione recentemente fatta da Comune di Ferrara per la società di gestione del ciclo idrico di Hera. 

La scelta di Ravenna potrebbe essere percorsa anche a Ferrara unificando i laboratori esistenti attualmente sotto Acosea Impianti srl.

Il D.Lgs. 31/01 prevede che il gestore possa avvalersi, tramite convenzioni, di laboratori di altri gestori di servizi idrici, per esempio il CADF, che possiede un laboratorio situato presso la Centrale di potabilizzazione di Ro Ferrarese, attivo dal 1991con un organico composto da 7 unità .

Amianto Bandito dal 1992. Anche se le analisi di Hera indicano l’assenza di fibre di amianto nell’acqua, esiste il fattore tempo che fa aumentare il rischio che le tubazioni in cemento amianto rilascino tali fibre a seguito dell’aggressività dell’acqua nei confronti della matrice cementizia. Pontelagoscuro e Porotto sono serviti da tubazioni in fibrocemento del 1955 per un totale di 6 km. Altri quartieri della città sono raggiunti da tubazioni in acciaio o ghisa sferoidale.

Perdite in rete Hera. Nel 2006 sono stati immessi in rete 31,8 milioni di metri cubi di acqua, ne sono stati fatturati 20,7 milioni (perdite 35%).

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