Cambia la prospettiva

26 feb, 2010

La TIA a Ferrara è troppo cara

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute|Servizi pubblici

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di Valentino Tavolazzi

La ricerca UIL, pubblicata da Estense.com, indica in 288,65 euro il prelievo medio a famiglia nel 2009, per un nucleo campione di 4 persone, con una casa di 80 mq, un reddito imponibile di 36.000 euro ed un Isee di 17.812 euro. Il prelievo medio nazionale è stato di 205,62 euro annui. La TIA a Ferrara è la più cara della regione. Se consideriamo che Hera, oltre alla TIA, incassa dal Comune un conguaglio di 1 milione di euro all’anno, pagato dai cittadini, qualcosa non va.

 La finanziaria 2007 impone una raccolta differenziata al 60% entro il 2011, mentre il Dlgs 152/06 fissa la percentuale al 65% per il 2012. Nel 2010, comune di Ferrara, la raccolta sarà 94 mila tonnellate, di cui 50%, dice Hera, differenziata. La direttiva europea 2008/98/CE indica la gerarchia delle azioni nella gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero, smaltimento. Nei primi otto mesi 2009 l’86% dei rifiuti prodotti in provincia di Ferrara è stato smaltito dall’inceneritore Hera di Cassana. Occorre avviare, quanto prima, un programma di raccolta differenziata porta a porta, di riciclo e riuso dei materiali, puntando ad azzerare l’incenerimento. Anche il Pd, su proposta di Ppf, ha preso impegni in tal senso.

 La Corte costituzionale con sentenza 238/09 ha stabilito che la TIA “costituisce una mera variante della TARSU, conservando la qualifica di tributo propria di quest’ultima”. Essa non ha dunque le caratteristiche del corrispettivo privatistico ed è estranea all’ambito di applicazione dell’IVA. L’ATO deve imporre ad Hera la non applicazione dell’IVA alla TIA.

 L’art 15 del DL 135/09, convertito in legge 116/09, modifica le norme in materia di affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica ed impone la progressiva riduzione delle partecipazioni pubbliche nelle società quotate in borsa, fino al 40% entro il 2013 e al 30% entro il 2015, pena la cessazione, a quelle date, dei contratti di servizio in essere. Il Comune di Ferrara venda le azioni Hera, abbatta il debito e faccia le gare.

 Nel calcolo della tariffa, l’ATO si ferma al cancello dell’inceneritore, poiché non è autorizzato a verificare i costi di incenerimento sostenuti da Hera. Il calcolo della tariffa 2010 considera 24,1 milioni di euro di costi, di cui 2,1 per spazzamento e lavaggio, 2,9 per raccolta e trasporto, 1,4 per raccolta differenziata (al netto del contributo Conai), 2,6 per trattamento e riciclo, 5,1 per lo smaltimento, 8,6 per spese generali e varie, 1,5 per ammortamenti e remunerazione. L’incremento riconosciuto, rispetto al 2009, è pari al 1,4%, con conseguente maggior introito per Hera di 325 mila euro. L’ATO deve rinegoziare i costi di raccolta e di smaltimento forniti da Hera, presi a riferimento per il calcolo della Tia. Va inoltre applicata la tariffa puntuale, proporzionale al conferimento in peso da parte dei cittadini,  di rifiuti indifferenziati, allo scopo di premiare i comportamenti virtuosi.

 L’aumento della raccolta differenziata apre spazi all’incenerimento di rifiuti speciali presso l’impianto di Cassana, senza regolazione di tariffa. Con la differenziata al 65%, l’inceneritore brucerà non più di 90 mila tonnellate anno di rifiuti urbani, a fronte di una potenzialità pari a 130 mila. Occorre limitare la combustione di rifiuti speciali da parte di Hera, assai remunerativa, ma a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini, che oltretutto non beneficiano in tariffa di alcun ristorno dei profitti realizzati da Hera. Va vietata l’importazione da parte di Hera di rifiuti speciali da fuori provincia, anche se transitanti dagli impianti di Ostellato o Comacchio.

 Occorre ridurre la TIA anche stornando i profitti realizzati da Hera con la vendita dell’energia prodotta dalla turbina alimentata dal vapore generato dalla combustione dei rifiuti con il calore, già pagato dai cittadini. Tali profitti beneficiano anche degli incentivi (cip6/certificati verdi) e comportano un impatto ambientale e sanitario pesante.

 Il Comune deve infine attuare, in collaborazione con Asl e Arpa, una campagna di monitoraggio ambientale del territorio interessato dalle emissioni dell’inceneritore di Cassana, per valutare l’entità dell’inquinamento dell’aria, del terreno e della falda ed il conseguente rischio sanitario oltre a realizzare quanto prima la bonifica del sito e del territorio inquinato dalle emissioni dell’inceneritore di via Conchetta.

 Valentino Tavolazzi, Consigliere comunale Ppf

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Valentino Tavolazzi

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