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31 Lug, 2009

Laboratorio acque, scelta che riguarda tutta la città

Inserito da: PpF In: Servizi pubblici

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Anche Cgil e Verdi si uniscono al coro dei no alla dismissione

“Compiere o avallare scelte fondate sul mero vantaggio economico aziendale determinerà sicuramente vantaggi per Hera e per i suoi azionisti ma comporterà il rischio di mettere in discussione la qualità di un bene essenziale per la vita”. Non si placa la polemica sulla chiusura del laboratorio acque di Pontelagoscuro. Dopo Progetto per Ferrara e Rifondazione comunista, anche Cgil e Verdi si dichiarano contrari all’operazione.

La segreteria Cdlt della Cgil di Ferrara ricorrda che già in occasione del seminario promosso dalla stessa Camera del lavoro lo scorso 26 giugno, dal titolo ‘Profitti e Diritti: i piani di Hera tra azionisti, cittadini e lavoratori’, “abbiamo espresso la nostra ferma contrarietà al trasferimento del Laboratorio analisi delle acque di Pontelagoscuro che rappresenta un luogo di eccellenza e pertanto una ricchezza per il nostro territorio”.

Infatti in questa struttura “sono state investite negli anni molte risorse pubbliche economiche che hanno permesso sia l’acquisto e l’utilizzo di apparecchiature analitiche all’avanguardia, sia la qualificazione e specializzazione del personale che vi opera e che “produce” un importante bene comune, acqua per uso umano di elevata qualità”.

Per la Cgil “spostare a Sasso Marconi la delicata fase delle analisi delle acque possa determinare criticità: l’intervento tempestivo (possibile soltanto se la fase delle analisi non viene disgiunta dalla fase dell’intervento in loco), a seguito di campioni difformi, da parte di tecnici che ben conoscono le caratteristiche dell’acqua prelevata dal fiume Po ha rappresentato negli anni una garanzia fondamentale per tutti i cittadini serviti dalla centrale di Pontelagoscuro”.

Torna sull’argomento anche Valentino Tavolazzi, che si dice “preoccupato per le dichiarazioni del sindaco, che appare quanto meno rassegnato prima di iniziare”. Secondo Progetto per Ferrara “ammettere, da parte del sindaco, l’impotenza nei confronti di Hera, significa confermare che la città subisce scelte aziendali contro l’interesse dei cittadini, incapace di far pesare l’argomento più importante nel rapporto con la multi utility: il Comune rappresenta i clienti di Hera, in altri termini il “mercato monopolistico” dell’azienda, essendo “concedente” di servizi pubblici (rifiuti, acqua, gas, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, ecc..), ad essa (concessionario) affidati. Hera senza i suoi clienti (noi), “concessi” dal Comune, non esisterebbe. Eppure Tagliani non fa pesare questa sua prerogativa”.

Anche il precedente consiglio comunale di Ferrara approvò lo sccorso aprile un ordine del giorno sul tema “ribadendo quella volontà politica – ricordano i Verdi – già espressasi con precisi orientamenti della giunta precedente, che negli ultimi tre anni aveva consentito di frenare il piano di dismissione di Hera. Oggi i vertici di Hera hanno invece chiaro che gli ostacoli istituzionali sono stati rimossi e che possono dunque procedere, e per farlo intendono utilizzare, nella migliore tradizione di “trasparenza e partecipazione”, il mese di agosto”.

Eppure secondo il partito ecologista “non basta presentare il piano ai sindacati: questa scelta non riguarda solo i lavoratori del settore, ma tutti i cittadini; questa scelta non riguarda solo il sindaco, ma l’intera giunta e l’intero consiglio comunale”.

E questo per due ragioni: “la prima – spiegano i Verdi – attiene al diritto di avere controlli certi sulla qualità dell’acqua potabile che beviamo e sulla capacità di interventi rapidi in caso di emergenza; la seconda al dovere di non defraudare la comunità locale della possibilità in futuro di riprendere la gestione diretta del ciclo idrico integrato, scelta compiuta di recente, ad esempio, dal Comune di Parigi”.

Alla fine è quasi un esame di coscienza quello che chiedono i Verdi. E lo chiedono al Comune di Ferrara, al suo consigliere nel cda di Hera Holding, al suo presidente e ai 4 consiglieri di amministrazione in Hera Sot Ferrara: “tutti questi soggetti devono spiegare alla città perché la scelta di dismissione del Laboratorio Analisi Acqua di Ponte sarebbe vantaggiosa per la nostra comunità. Uguale chiarezza riteniamo sia dovuta anche da parte degli assessori all’Ambiente (Italia dei Valori) e alla Sanità (area Sinistra Aperta) e dai loro consiglieri comunali dal momento che Italia dei Valori e Sinistra Democratica (uno dei componenti della lista Sinistra Aperta) risultano ancora parte come noi, Rifondazione e Pdci, del Comitato Locale per l’Acqua pubblica. Infine, vorremmo davvero capire se i consiglieri comunali del Pd presenti sia nel precedente consiglio sia in quello attuale (a partire dal capogruppo) condividono la scelta di Hera o se ad essa, coerentemente con quanto hanno sostenuto e votato negli ultimi anni, intendano opporsi”.

estense.com

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