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03 Dic, 2009

Le centrali del Polo Chimico

Inserito da: PpF In: Economia, sviluppo, lavoro

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di  Antonio Tafuro*

La centrale da 150 MWe non è nata per sostituire le centrali CTE1 e CTE2, ma in aggiunta, come può verificare chiunque. Attualmente il petrolchimico utilizza 80 MWe ed Estelux ne ha chiesti 80 MWe, per un totale di 160 MWe. Questa è realtà. Chi sostiene il contrario e, per giunta, accusa l’interlocutore di falsità mostra tutta la debolezza degli argomenti che può portare a sostegno dei propri ragionamenti. E non è certo una novità, visto che parliamo di chi ha fatto della lotta al Petrolchimico ferrarese una bandiera.

Eppure la domanda era un’altra e la risposta, anche se accortamente mascherata tra le righe, non può certo sfuggire al lettore. Per quanto ci riguarda, lasciamo volentieri trarre le conclusioni ai lavoratori del petrolchimico e a tutti i cittadini ferraresi.

*Consigliere Comunale PD

  • enrico

    mettiamo pure (cosa tutta da verificare), che la richiesta globale sia 160MWe. Ammesso che estelux parta. Cosa servono 950 MWe all’interno del petrolchimico?

  • valerio

    …a vendere energia elettrica alla rete: soldi ai privati, danni ai cittadini…

  • Lino

    Come poteva essere in aggiunta alla CTE1 e CTE2 se ha sempre ceduto l’energia alla rete nazionale?
    Bisogna che il consigliere PD Tafuro sia più credibile se voglio la fiducia dei ferraresi.

  • paolo

    Qualche precisazione:
    – la prima turbogas da 150 MW (ma a suo tempo si parlava di 160 MW) è stata inserita nel petrolchimico senza che nessuno in città ci facesse caso. In altro post è scritto che Soffritti, il sindaco che concesse la licenza edilizia, riteneva che fosse per sostituire le due vecchie centrali CTE1 e 2. I numeri tornano: la vecchissima CTE1 (18 MW) è di riserva fredda, cioè sempre ferma, da accendersi solo quando si ferma l’altra; la meno vecchia CTE2 (60 MW) e la città di Ferrara (100 MW) sommate danno appunto 160 MW. Altra nota: la CTE2 è da 60 MW ma ne ha sempre erogati molto meno (la metà negli ultimi tempi).
    – la distribuzione in media tensione che alimenta le cabine di trasformazione entro lo stabilimento, risalente ai primi anni 50 è da 6 KV. Una tensione non più normalizzata. La distribuzione di MT della rete ENEL nella zona è da 15 KV. Significa che per collegare il vecchio stabilimento ad una nuova centrale occorre aggiungere cabine di trasformazione, non ci si può collegare direttamente. Questo può essere una parte dei motivi per i quali la prima turbogas non ha mai alimentato lo stabilimento ma sempre e solo la rete nazionale.
    – lo stabilimento costituisce un Nodo della rete nazionale: può ricevere energia ma anche cederla. Ecco perchè è in grado di accogliere centrali che alimentano direttamente la rete.
    – quando le agevolazioni statali resero molto conveniente investire nelle turbogas, l’ENI che è proprietaria di gran parte del petrolchimico, non aveva bisogno di cercare posti diversi: il petrolchimico è un nodo elettrico ed è pure ben servito dalla rete gas Snamprogetti. Tutta la parte esterna ad una centrale elettrica è già fatta! Quindi Ferrara è il luogo ideale per chi deve installare turbogas.
    – al tempo della seconda turbogas però erano già note alcune regole ambientali da seguire, quali il carico massimo di emissioni inquinanti ai camini. Come si poteva giustificare il formadibile aggravio di combustioni in loco? Non si poteva proprio in un luogo normale. Ma a Ferrara c’è una caratteristica particolare: i ferraresi. I quali si disinteressano di tutto quello che è tecnico. Bratti ideò un’ipotesi buona solo al manicomio, ma fu sufficiente a farla passare: l’accoppiata data dalla bonifica obbligatoria sotto la terra della turbogas e il confronto positivo fra i fumi della turbogas e i fumi delle due CTE marcianti ad olio pieno di zolfo. Non era vero che marciassero a petrolio di scarto, ma quanti cittadini lo sapevano? Fatti due conti aggiustati bene, si presentò l’affare ai cittadini dicendo che con la turbogas l’aria si sarebbe ripulita. In più, facendo la bonifica sotto i piedi della turbogas (6 ettari), era il primo passo verso la bonifica di tutto lo stabilimento (500 ettari). Non era detto per qual motivo la bonifica di 6 ettari obbligasse gli altri a bonificare i loro ettari, ma il dettaglio era trascurabile per i centri anziani, abituati da sempre al lambrusco corretto alla diossina.
    – con la complicità di tutti si sono fatti i documenti che dichiaravano che tutto era in regola, quindi, contenti come pasque, perché adesso i Tafuro debbono protestare contro le turbogas? non sono mica degli incoscienti!

  • angelo storari

    Lino: la fiducia dei ferraresi Tafuro l’ha già avuta, visto che lo hanno eletto consigliere….

  • Lino

    Se invece di Tafuro avessero messo Pinco Pallino sarebbe stato lui. La credibilità che ho chiesto si riferisce alle vicende del Petrolcimico perchè Tafuro non può spacciare la turbogas da 800 MWe come condizione per il rilancio del petrolchimico, è una presa in giro. A proposito della Estelux è interessante il commento di Bubba che mi sembra un addetto ai lavori al post Tafuromania.

    http://www.progettoperferrara.org/tafuromania-1204.html

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