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17 Feb, 2010

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di Paolo Giardini

16 febbraio 2010: due articoli in altrettanti quotidiani di Ferrara elargiscono ai lettori-cittadini le prove delle percosse inferte alla probità civica dalla disinvoltura del Comune. Un giornale annuncia che la Provincia ha in mano i conti delle spese sostenute per fronteggiare neve e gelo dei mesi scorsi, e da quelli trae considerazioni e previsioni future. Viene poi precisato che il Comune invece non sa quanto spenderà. Lo saprà al ricevimento di due conteggi Hera che arriveranno più tardi, l’ultimo in maggio. Un’Autorità Amministrativa dà prova di essere più autorevole dell’altra. Continua la farsesca acquiescenza del Comune ad uniformarsi alle procedure di un particolare fornitore.

E’ malizia se vengono in mente i vecchietti subornati da furbe badanti?

L’altro giornale rigira il coltello nella piaga ritornando alla vicenda ex Camilli, area oggetto di speculazione, acquistata da una certa società “Diogene” (di due calabresi, liquidata nel 2003), prima di essere ceduta al costruttore Sardo che s’impantanerà con le bonifiche: una polenta mal menata, con l’aggiunta di ingredienti indigeribili come i due famigerati “cunei verdi”, geometrie prive di angoli acuti a dispetto del nome perché rettangolari. I quali “raccorderebbero” via Rampari di S. Paolo con la Darsena, non curandosi di ostacoli naturali, quali una strada a traffico intenso e un tratto di antiche di mura, per mostrare l’acqua lurida del Volano ai visitatori del museo della Shoah.

Inesorabile, l’articolo è corredato di foto del modellino del progetto con due rettancunei alieni poco discosti fra loro. Una visione sconsigliata ai cardiopatici: c’è da farsi venire un colpo vedendo che la superficie “a verde” di quelle due stupidaggini serve in pratica a “compensare” la progettata sottrazione di area verde della Darsena, per far posto a nuove costruzioni accanto al fiume! Altro che inverosimile raccordo del retro delle carceri/Shoah col Volano!

Incredibile! Abbiamo un grazioso spazio verde in riva al fiume, alberato. E’ esistente e fruibile: ce l’abbiamo già, senza doverlo desiderare, conquistare, far debiti. Ma dovrebbe sparire per le paturnie di architetti alla moda!

In questo abisso d’abiezione è previsto pure un palco galleggiante per concerti! Che ce ne frega se il fiume racchiuso fra due sponde di costruzioni sia una guida acustica ideale per massacrare ghiandole e orecchie anche a chilometri di distanza!

Il concetto dei farneticanti “rettancunei verdi” non differisce, quindi, da un cavallo di Troia per spianare la via ad appetiti lungimiranti. Trovano così una triste spiegazione le inammissibili permute per Sardo con aree verdi di maggior valore, da sacrificare alla cementificazione (prima un’area in via Boldrini in cui gli abitanti ce l’hanno fatta a parare il colpo, poi l’area in via Boschetto in cui gli abitanti hanno dovuto soccombere). Alla faccia della crescente sensibilità ambientale, rubano pure verde pubblico per consentire a Sardo di costruirvi sopra 30 alloggi.

Per una corretta opinione sulla delicatezza comunale, consiglierei la lettura di “Ambiente nel bilancio di previsione 2010” su Cronaca Comune, a cura di Tafuro del PD. Dopo di che WWF e Legambiente sembreranno un bluff. Ma forse Tafuro s’è sbagliato: ha pubblicato adesso ciò che andava pubblicato solo dopo il via libera a rettancunei e costruzioni in Darsena.

Spero ci sia ancora qualche Cittadino Ferrarese col sistema nervoso funzionante. Che disapprovi simili  nefandezze e ne scriva al sindaco. Per rispetto della città. E per dignità.

Paolo Giardini

  • giova

    Via Darsena lato ovest ponte della Pace sarebbe diventata un formicaio se non fosse che è tuttora deserta e il Centro direzionale a pianta ellittica è miseramente vuoto, come tanti uffici e negozi del resto della città. Salvo che gli edifici vecchi hanno assolto la loro funzione almeno dal dopoguerra e sono stati pagati da proprietari ed inquilini. L’urbanizzazione di via Darsena vs Ovest è stata finanziata dalla regione, cioè dal pubblico e non si sa quanto costerà direttamente o indirettamente alla collettività, dopo i primi 4 anni di stallo . Per via Darsena lato Est ponte della pace si ricalca il copione, anche se il cittadino medio capisce immediatamente le nefandezze prossime venture.

  • DaBrivido

    Lei Zig. Giardini,
    è proprio privo di fantazia, ancora ze la prende con il cuneo rettangolare? Zuvvia non pozzo penzare che lei non abbia capito che quezta è una figurazione architettonica per indicare un inzerimento penetrante per collegare la darzena e il famozo muzeo della Shoah.
    La zua funzione zarà quella di portare le migliaia , le centinaia di migliaia, le miglionate di turizti che arrivando in barca a remi, a vela, in zattera in barcone vorranno andare prima al museo poi in zittà a farsi un panino al zacco e piziare in zanta pace sotto il duomo, ezz. ezz.
    Ze ne fazzia conto del zuo cuneo zarà l’unica area zalubre e verde della zittà, ma non ha visto il plaztico! I troppi zpazi fanno male alla zalute umana intriztize l’uomo per non parlare della donna.

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  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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