Caro Carlino, L’inquinamento del quadrante Est esiste a causa dello sviluppo incontrollato della chimica e dello scorretto modo di gestire lo smaltimento delle sue scorie. Ciò veniva fatto anche se prima del decreto Ronchi, il Regio Decreto del 1931 (come scrive nella cronaca locale il sig. Alcide Mosso che ringrazio sentitamente) prevedeva già la norma per la salvaguardia dell’ambiente. In quel tempo era costume mettere tutto sotto terra quello che non serviva più (alla faccia del Regio Decreto facevamo come i gatti!). Mancava la cultura o semplicemente non si voleva essere messi al corrente delle conseguenze future. Siamo tutti responsabili, nessuno escluso.
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Caro Carlino, vorrei stigmatizzare l’atteggiamento di questa amministrazione a proposito dell’inusitata blindatura di qualsivoglia dibattito o contraddittorio in materia di Poc e finalizzata a riversare sulla nostra città un’autentica “colata di cemento”. E’ un’atto inqualificabile che, ancor prima dei diritti dell’opposizione, costituisce un autentico insulto verso una “Città Patrimonio dell’Umanità”. E proprio perchè Ferrara è “patrimonio dell’Umanità” a maggior ragione, gli amministratori locali hanno l’assoluto dovere di misurarsi e dibattere con ogni parte politica, fosse pure civica o liberale.
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Sussiste il danno pubblico patrimoniale materiale determinato dalla mancata o insufficiente realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, pregiudizio che presenta i requisiti della certezza, della concretezza e dell’attualità, in presenza della insufficiente attivazione della raccolta differenziata presso un ente locale; di questo danno rispondono, a titolo di colpa grave, il Sindaco e i competenti dirigenti dell’ente pubblico: il primo cittadino perché ha omesso di assumere iniziative finalizzate all’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, mentre i dirigenti tecnici per non avere curato il preciso obbligo di assicurare la legittimità degli adempimenti prescritti dalla legge in materia, per non avere curato la vigilanza e il controllo dei servizi gestiti dalla ditta appaltatrice, venendo meno anche all’obbligo d’impulso, nei confronti dello stesso Sindaco.
Ernesto Burgio
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Chiariamo bene anche in tv…
Informazione fuorviante da parte della stampa: quei 193mila non potranno mai essere versati dallo Stato nel conto del Movimento 5 Stelle
Rieccoci, ancora una volta una bufala inizia abilmente a girare per il web…. hanno tentato di accusarci di falso, ripescando la nostra vecchia richiesta di rimborsi alla presidenza della camera (volutamente incompleta quindi ineficcace) fatta quando si discuteva ancora la possibilità di prendere i rimborsi per poi usarli a fini sociali. Come al solito tirano frecce spuntate. I tentativi di screditarci ormai sono continui e sempre più comici, tenete duro, dobbiamo rispondere agli strumenti dei media tradizionali con il tam-tam orizzontale dei cittadini!
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di Tommaso Mantovani
C’è una malattia che si aggira per Ferrara: la presbiopia. Si grida giustamente contro le malefatte del governo Berlusconi a Roma; ma è solo propaganda, se poi non si vogliono vedere quelle compiute a Ferrara, da partiti che dovrebbero essere all’opposto e invece ne seguono fedelmente le orme. Un esempio? Con l’approvazione ben poco democratica di 3 giorni fa del POC (il piano di sindaco e giunta per l’urbanistica e l’edilizia dei prossimi anni), il PD e affini di Ferrara stanno attuando il piano-casa di Berlusconi. Quando venne lanciato dal governo nell’aprile del 2009, fu criticato come condono legalizzato (v. per tutti puntata di Report di maggio). Poi, in luglio la regione Emilia-Romagna (PD o PDL?) l’ha trasformato in legge 6/2009 ed ora eccolo tra le linee strategiche della giunta di Ferrara (PD o PDL?): si tratta di permettere un ampliamento dal 20 al 35% delle unità abitative, con poche eccezioni.
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di Valentino Tavolazzi
La chiusura del pronto soccorso in città, provocherà un grave disservizio per la popolazione residente nel centro, nei quartieri periferici nord e nord-ovest, soprattutto per gli anziani. Nel 2009 al pronto soccorso sono arrivati oltre 77 mila pazienti, di cui 62 mila (81%) non ricoverati. Questo primo dato dice che il servizio viene attualmente prestato in giornata ad 8 cittadini su 10 che vi ricorrono, i quali domani lo richiederanno ad altre strutture in città (quali oltre a quelle oggi insufficienti?), oppure dovranno recarsi a Cona.
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di Valentino Tavolazzi
Ringrazio l’assessora Fusari per la cortese e sollecita risposta.
Riguardo al rapporto POC-RUE, ribadiamo che il PSC, art. 7 delle Norme Tecniche di Attuazione, e non la legge, prescrive che i diritti edificatori delle aree comprese nei Comparti Perequativi di Attuazione, siano definiti dal POC in conformità con le Classi omogenee dei Suoli individuate dal PSC e secondo i criteri definiti nel RUE, strumento urbanistico quest’ultimo, non ancora approvato né adottato dal Consiglio comunale. Difficile sostenere che, in assenza di tali criteri, si possa decidere i diritti edificatori (come fa la delibera in oggetto), senza entrare in collisione con la norma del PSC.
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di Diritti al Futuro
A Roma, presso il CNEL, si sono svolte le consultazioni annuali, previste per legge, delle associazioni, categorie e degli “operatori”del settore. Un’occasione per fare il punto sulle tendenze e sulla gestione del “mercato elettrico” ed energetico. Quest’anno poi, con il dibattito in corso sulla finanziaria che nella sua stesura iniziale aveva previsto di chiudere con l’attuale sistema di incentivazione delle “rinnovabili” (vedi articolo 45) e che poi sotto l’azione trasversale di Marcegaglia (Confindustria) e Legambiente-Pd è stato ripristinato seppure prefigurando cambiamenti drastici, la questione ha assunto ancora maggiore attenzione. Infatti, questo si è capito subito dal tenore degli interventi delle associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Adiconsum, Altroconsumo ecc) che, nel corso dell’audizione del 19, hanno posto l’accento sulle modalità di incentivazione delle energie rinnovabili che fino ad oggi si sono rivelate una “beffa” ai danni dei consumatori ma anche ai danni dello stesso sviluppo delle energie realmente rinnovabili.
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di Lanfranco Viola
Faccio seguito ad alcune sue dichiarazioni e ad alcune sue iniziative riportate alla stampa cittadina in più occasioni tese a far diventare anche il Teatro Comunale di Ferrara un elemento di attrazione della città, trattandosi di un importante monumento sia per la sua storia artistica, che per la sua perfetta conservazione come edificio.
Se è vero come è vero, che oggi l’informazione si muove quasi esclusivamente sul web, mi permetto di segnalarle la possibilità di aderire a “Perspectiv” Associazione dei Teatri Storici d’Europa, che nel suo itinerario italiano, per ora, propone nel nord Italia un tour dei teatri (nell’ordine) di Vicenza – Sabbioneta – Parma – Mantova – Carpi – Bologna – S. Giovanni in Persiceto – Faenza – Cesena ( manca infatti Ferrara nonostante il percorso suggerito non preveda di passare per Bologna) il tutto nelle tre lingue inglese, francese e tedesco (solo the italian route è in italiano) sul sito www.perspectiv-online.org/ .
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di Valentino Tavolazzi
La fretta di Tagliani di approvare il POC ha prodotto gravi errori.
Innanzi tutto la scelta di anticipare la delibera degli obiettivi del POC, strada rifiutata dal Comune di Ravenna, non sottrae l’amministrazione dall’obbligo di aver approvato prima il RUE. L’art. 7 delle Norme Tecniche di Attuazione del PSC prescrive che i diritti edificatori delle aree comprese nei Comparti Perequativi di Attuazione, siano definiti dal POC in conformità con le Classi omogenee dei Suoli individuate dal PSC e secondo i criteri definiti nel RUE, strumento urbanistico quest’ultimo, non ancora approvato né adottato dal Consiglio comunale.
In secondo luogo la giunta ha saltato a piè pari la valutazione di impatto ambientale, obbligatoria.
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