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06 Ott, 2009

Primi due bandi per l’Idrovia

Inserito da: PpF In: Urbanistica

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Articolo pubblicato da estense.com

145 milioni di euro per 70 km di asta navigabile. Futuro del trasporto o cattedrale nel deserto?

110_Spintore_con_chiatta“Parte concretamente il progetto Idrovia e iniziamo dalla foce del Po per rispondere alla valenza turistica e dell’intero settore della nautica del territorio comacchiese”. Con queste parole la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha commentato con soddisfazione l’uscita dei primi due bandi che, di fatto, danno inizio al progetto destinato a rendere navigabile l’asta fluviale del Po di Volano, della lunghezza complessiva di circa 70 chilometri. Un’opera faraonica, vista da molti come una possibile cattedrale nel deserto.

A mettere i punti interrogativi sulla realizzazione del progetto sono le difficoltà che secondo alcuni potrebbe incontrare un’asta navigabile in tempi di siccità. Ma al momento in Castello si guarda all’ottimismo.

“Un progetto che comporta un investimento complessivo di 145 milioni di euro, 57.000 metri quadrati di sponde riqualificati a verde, 25 km di piste ciclabili, 47 ettari di aree rinaturalizzate, 73 piazzole di approdo, due porti fluviali a Ferrara e Migliaro, più un porto fluvio-marittimo a Comacchio-Portogaribaldi”, ha poi proseguito la presidente Zappaterra, dopo aver rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso di raggiungere questo obiettivo.

Il primo dei bandi presentati è già pubblicato e riguarda il rifacimento del ponte di Valle Lepri, a circa sei chilometri da Comacchio. Una nuova struttura di attraversamento, costruita in adiacenza a quella esistente per non creare disagi alla mobilità, che sarà realizzata con un’altezza di 6,80 metri dal pelo dell’acqua per consentire il transito dei natanti di classe V europea. Il costo complessivo dell’opera sarà di 6,5 milioni di euro e 245 le giornate lavorative previste.

Il secondo bando, pubblicato nelle prossime settimane, darà il via ai lavori per l’allargamento e adeguamento del porto canale di Portogaribaldi. Un intervento complessivo di circa 25 milioni di euro che porterà da 45 a 70 metri la larghezza del canale e che, con la realizzazione di nuove darsene e approdi, faciliterà i collegamenti con il mare.

“È importante che i lavori dell’Idrovia inizino da Comacchio – ha sottolineato il sindaco Cristina Cicognani – perché qui è la porta di acceso verso il mare e l’entroterra e per dare nuovo impulso all’economia e allo sviluppo turistico della costa”.

I lavori del secondo bando, infatti, riguarderanno, oltre l’allargamento del canale, anche interventi di rinforzo arginale in Valle Capre e di ripascimento nella parte Sud del Lido di Spina, per contrastare il fenomeno di erosione della spiaggia.

“Il senso dell’operazione – ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Alfredo Peri – è di valorizzare questa parte importante del territorio ferrarese dal punto di vista idrogeologico, turistico, economico, e delle interconnessioni con il resto della viabilità”.

“Da tempo – ha continuato Peri – abbiamo posto il tema del Po a livello nazionale, perché non è possibile affrontarlo per singoli settori e singole aree geografiche, per i molteplici aspetti che sono tra loro strettamente connessi: regimazione delle acque, trasporto, ambiente, sviluppo economico e turismo”.

Tutti i lavori del progetto Idrovia troveranno avvio nell’arco dei prossimi due anni, come ha precisato l’ingegnere capo della Provincia Gabriele Andrighetti, anche per rispettare i vincoli stabiliti dal patto di stabilità.

“I 145 milioni attualmente disponibili – hanno concluso la presidente Zappaterra e l’assessore regionale Peri – non saranno sufficienti per realizzare completamente l’opera, ma intanto portiamo a compimento i progetti che è possibile realizzare con le risorse a disposizione, per dimostrare che l’Idrovia non è un progetto sulla carta, ma una concreta opportunità per l’intero territorio”.

estense.com

  • Antonio Feletti Virgili

    Che bello!!
    Finalmente si distruggerà l’area archeologica di” Bocca delle Menate” nei pressi dell’odierno ponte di Valle Lepri!!!
    Qui vi è stata trovata un’enorme villa imperiale che a detta degli esperti fù proprietà di Nerone.
    Ma alla Soprintendenza archeologica cosa guardano??
    Ai 145 miliononi di euro, o ,alla salvaguardia dei nostri disastrati siti archeologici????

  • Antonio Feletti Virgili

    Siamo alle solite,riecco la politica del”mangia tu che mangio anch’io” portata avanti da tanti politici in passato.
    Abbiamo ancora alla portata di vista ciò che è rimasto dell’idrovia di Marozzo,(si intravedono le bitte di ancoraggio ai bordi dei campi arati) anche qui tutti dicevano che ciò avrebbe portato lavoro benessere ,ed invece di lavoro non ne abbiamo visto, mentre il benessere l’ha avuto chi alla fine di tutto ha intascato i miliardi stanziati.
    Ora siamo nel 2009!!!!
    La gente non è più stupida, molti hanno studiato, e purtroppo capiscono che questi soldi sono “buttati” per cose perfettamente inutili, sostituibili con una moderna rete ferroviaria, priva di inquinamento.
    Ora i DS ci hanno sempre marciato su questi lavori tanto che basta vedere la situazzione ospedaliera , ci saranno alla fine 4 ospedali in 50Km S.Anna-Cona_-Valle Oppio- Comacchio, qualcuno si è mai chiesto quanto costa tutto ciò???

  • Antonio Feletti Virgili

    L’intervento
    L’idrovia costerà caro, anche alla Zappaterra

    Il tema dell’Idrovia è stato uno dei più discussi in campagna elettorale, e le divergenze di opinioni in merito tra il sottoscritto (candidato del Pdl) e la neo eletta Marcella Zappaterra sono noti a tutti. Ora apprendiamo dai quotidiani locali le tempistiche di realizzazione del progetto, con il fine lavori previsto per il dicembre 2012 e, personalmente, continuo a pensare che questo faraonico progetto sia sbagliato, inutile e irrealizzabile.

    Sbagliato perché insostenibile dal punto di vista ambientale e non conveniente da quello commerciale. Si dovrebbe piuttosto, a mio avviso, programmare un trasporto fluviale a scopo turistico, con imbarcazioni di piccola-media grandezza, per valorizzare il nostro bellissimo Delta e l’ecosistema di fauna e flora lungo l’alveo del corso d’acqua, che sarebbe peraltro perfettamente compatibile con l’utilizzo sportivo del Canoa club, e con l’impagabile lavoro che la società di canottaggio svolge anche con i disabili. Il passaggio di navi di classe V (lunghe circa 110metri, larghe 12, alte 6 con stazza di 2500 tonnellate che si spostano a un metro al secondo e che quindi comportano 1250 tonnellate d’acqua per fiancata contro ogni sponda del volano alla stessa velocità) sarà invece certamente inconciliabile con gli utilizzi dell’alveo fluviale a scopo turistico e sportivo e probabilmente creerà anche notevoli danni all’ambiente. Se poi prendiamo a riferimento i dati dell’Arni tra il 1988 e il 2006, vediamo che il fiume Po ha avuto una profondità di almeno 2,5metri (quella minima indispensabile per far navigare le navi di classe V) per una media di 121 giorni all’anno, e le previsioni climatiche non sono certo favorevoli ad aumentare tale media. La prevista diminuzione delle precipitazioni nei prossimi anni, inoltre, magari concentrate in brevi periodi sulla tendenza della tropicalizzazione del clima, costringerà ad adottare anche ulteriori politiche di risparmio idrico a beneficio dell’agricoltura e non certo della navigabilità del fiume. Per mantenere funzionali i 70Km dell’Idrovia bisognerà dunque prelevare dal Po una portata di almeno 50/80 mc al secondo, flusso che potrebbe risultare particolarmente critico agli effetti appunto dell’equilibrio ambientale.

    Inutile perché per sfruttare davvero la via fluviale per il trasporto merci vi dovrebbero essere importanti aziende lungo gli argini che carichino su nave anziché su gomma. Le aziende della provincia dovranno invece comunque continuare a utilizzare autoarticolati per caricare e scaricare dalla loro azienda, quindi non avrebbe senso che lo facessero per portare le merci su imbarcazioni che hanno un tragitto lento di circa 70Km. Se inoltre la navigabilità fosse davvero limitata a un terzo dell’anno, verrebbe compromessa la regolarità del traffico e ci si dovrebbe chiedere allora quante società sarebbero interessate ad investirvi. Nel progetto presentato si stima il trasporto di 1,8 milioni di tonnellate all’anno. Se dunque tale tonnellaggio dovesse essere concentrato in 120 giorni, anziché in 300, ipotizzando che ogni battello porti 500 tonnellate di merce, per trasportare l’1,8 milioni di tonnellate all’anno occorrerebbero 3600 transiti, ossia 10 al giorno, che diventerebbero 30 se i giorni di navigabilità fossero appunto un terzo dell’anno. Quindi, o i dati del volume di merci previsto in transito all’anno sono enormemente gonfiati, o le previsioni di limitati disagi del tutto inattendibili. Tant’è che ancora non risultano esserci valutazioni e dati concreti sui potenziali utenti commerciali dell’Idrovia. Dunque, ci si dovrebbe anche chiedere se ci si possa impegnare in un progetto da 145 milioni di euro, pur di soldi europei, senza previsioni sicure del suo utilizzo, considerando che se alla fine non fosse effettivamente utile anche tutti i disagi creati ai ferraresi sarebbero stati inutili e gratuiti.

    Irrealizzabile perché resto personalmente convinto che la mole dei lavori ipotizzata (dragaggio, innalzamento ponti, sistemazione della curva di Porta Reno ecc…) e i potenziali inconvenienti di percorso nella loro realizzazione (come gli argini della darsena con le case adiacenti che sono a mio avviso inadatti per reggere il passaggio di navi di tali dimensioni) non consentiranno la totale realizzazione dell’opera nei tempi ipotizzati e, probabilmente, nemmeno in altri.

    Alla luce di queste considerazioni credo che la neo eletta presidente della Provincia dimostri un notevole coraggio nel spendere tale progetto con la propria stessa immagine, poiché poi se ne dovrà ovviamente assumere anche tutte le responsabilità. Se infatti i tempi di realizzazione del 2012 non fossero rispettati, e se non lo fossero nemmeno lasciando 2 anni di margine per gli imprevisti sino al 2014, ossia in occasione delle prossime Elezioni amministrative, se per tale data cioè l’opera non fosse finita e operativa a tutti gli effetti ma si dimostrasse in qualche modo l’ennesimo fallimento, non so davvero come la presidente potrebbe ricandidarsi per un successivo mandato.

    Mauro Malaguti, consigliere provinciale Pdl

    Così si ragiona ……..Chi partirà con un progetto irrealizzabile buttando a mare i soldoni dell’Europa ne pagherà le conseguenze……

  • matteo

    Il destino dei fondi a mio avviso è già scritto o meglio, iscritto all’albo degli sprechi. Trovo inutile cercare di spostare il problema del trasporto merci da ruota a nave per ricevere fondi. Infatti, arrivata la merce al porto di destinazione, necessiterà sempre di un transito via gomma. Prevedere e progettare i percorsi via gomma, sempre per mia congettura è e sarà impossibile, soprattutto in quest’Italia dove il voto di molti è appartenenza piuttosto che comprensione delle proposte pre elettorali.

  • Valerio

    Concordo con Matteo. L’Idrovia era nei programmi di chi ora la sta portando avanti.
    Non si è fatto abbastanza attraverso il voto per evitare che questi ci governassero, nonostante le chiare intenzioni del loro programma.

    Faccio un esempio.

    Questo era il programma dell’IdV prima delle elezioni
    http://italiadeivaloriferrara.blogspot.com/2009/05/le-linee-programmatiche-dellitalia-dei.html

    Trovate la parola Idrovia? Io no.

    Infatti così hanno votato per la mozione presentata da PpF cntro l’idrovia pianificata nel DUP.

    http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/10/Resoconto-votazioni-consigl1.jpg

    Però possiamo aspettare al varco l’assessore (all’ambiente) Zadro per i temi che erano in programma, e ne cito alcuni:

    • Rigoroso monitoraggio “a tappeto” del suolo e del sottosuolo della città al fine della precisa identificazione delle fonti di inquinamento e delle componenti di rischio per la salute pubblica con conseguente predisposizione di un piano di bonifica laddove sia necessario.

    • Attento e trasparente controllo delle emissioni della centrale turbogas ed inceneritore.

    • Gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti domestici mediante il ricorso alla raccolta differenziata porta a porta, la riduzione, il riuso, riciclo e la logistica di ritorno.

    • Promozione dell’uso delle fonti energetiche rinnovabili a partire dagli edifici comunali.

    • Adozione di un modello di sviluppo edilizio che punti sulla qualità e non sulla quantità, privilegiando il risparmio di territorio ed energetico.

    Ora, per l’idrovia, possiamo solo cercare di fare cambiare idea a chi ci governa sfruttando l’opinione pubblica, cosa che loro temono tantissimo, ma abbiamo bisogno che il popolo faccia rumore.

    Non è condizione sufficiente, ma è necessaria.

  • Giorgio

    Criticano ( giustamente ) la faraonica opera del ponte di Messina e poi loro cosa fanno? Sperperano milioni di euro in un’opera che non vedrà mai la fine e non si sa bene i ritorni economici per le comunità interessate, intanto, ci dobbiamo accontetare dei trasporti ferroviari locali da terzo mondo. La lezione dell’ospedale di Cona non è servita, ogni popolo ha i governanti che si merita.

  • Roberto Zambelli

    #Valerio
    Lo schema riportato al link: http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/10/Resoconto-votazioni-consigl1.jpg
    non è sufficientemente chiaro ed in ogni caso quello che si rileva è che IdV è assolutamente allineata con il PD.
    Dallo schema si evince che IdV ha votato a favore del Piano Casa che comprende anche gli ampliamenti in zone a rischio e notoriamente edificate su discariche o in loro prossimità ed ha approvato il DUP (Documento Unico di Programmazione) senza battere ciglio e ha votato contro l’emendamento proposto da PfF: http://www.progettoperferrara.org/emendamento-ppf-sul-dup-0922.html
    http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2009/09/Emendamento-DUP-22.09.2009.pdf e che quindi approva in toto l’idrovia
    Se così non fosse lo schema o è errato o è poco chiaro e andrebbe corretto.

    Dallo schema inoltre appare evidente che il Consiglio Comunale ha di fatto, a parte l’autonoma astensione di Rendine nella votazione sulle riprese, solo 6 teste pensanti:
    – la macro testa (monopensante) di PD+IdV+SinistraA+LaiciR
    – Prc-Pdci
    – Progetto per Ferrara
    – IaF
    – PDL
    – Lega

    Roberto Zambelli

  • PpF

    E’ proprio così, quindi lo schema (che non ho fatto io) funziona.
    IdV è allineato con il PD.
    IdV ha votato a favore del Piano Casa che comprende anche gli ampliamenti in zone a rischio e notoriamente edificate su discariche o in loro prossimità.
    IdV ha approvato il DUP (Documento Unico di Programmazione) senza battere ciglio e ha votato contro l’emendamento proposto da PpF e quindi approva in toto l’idrovia.
    Tutto vero.

    Valerio

  • Roberto Zambelli

    Per quanto riguarda poi lo specifico relativo all’idrovia e leggendo quanto riportato (in maniera molto semplicistica) nel sito della provincia :
    – Lunghezza idrovia 70 Km
    – 57 mila metri quadrati circa di sponde riqualificati a verde per il tratto urbano e riqualificazione delle sponde esistenti per le restanti sezioni
    – 25 km di piste ciclabili e pedonali per il tratto urbano e circa 120 km per le altre sezioni
    – 73 piazzole di approdo, delle quali 18 attrezzate anche per il varo
    – 47 ettari di aree di rinaturalizzazione
    – 1 porto fluviale a Ferrara, collegato al Po attraverso
    – la nuova Conca di Pontelagoscuro
    – 1 porto fluvio-marittimo a Comacchio-Porto Garibaldi, porta di accesso all’idrovia
    tenuto conto che:
    – la questione ambientale viene ignorata
    – la bonifica dei fanghi non è presa in considerazione
    – non si fa cenno ai volumi trasportati
    – non si fa cenno al tipo di materiali che saranno movimentati e che transiteranno sul nostro territorio
    – non si menziona la necessità di infrastrutture relative agli Hub di trasferimento da Nave a Bettolina e da Bettolina a trasporto su terra sia esso su gomma o su rotaia.
    – ai numeri forniti dalla provincia andrebbero aggiunte le informazioni riportate da Mauro Malaguti,
    proprio non si capisce, oltre all’opportunità o meno di mettere in piedi un opera di questo genere, di quale fattore moltiplicativo si debba fare uso per avere la cifra corretta di spesa ad opera compiuta, visto che i soli 145 milioni di Euro (o 200 come ancora riportato sul sito della provincia) come dicono Peri e la Zappaterra non saranno sufficienti a completare l’opera.

    Non parliamo poi dei tempi di completamento dell’opera che vengono oggi sbandierati come certi dalla “libera” stampa locale che enfatizza le dichiarazioni dei politici e dei tecnici senza porre, e porsi, la più logica delle domande: chi porterà avanti l’opera quando i soldi saranno finiti?
    L’ospedale di Cona il cui fattore di errore sulle cifre e sui tempi mi sembra sia pari a 5 non ha ancora insegnato nulla a loro ma anche ai cittadini che anche nell’ultima turnata elettorale hanno dato fiducia alla continuità del dissesto etico e ambientale in ogni sua forma.
    Gli unici a trarne vantaggio saranno i politici cui un posto da dirigente non si nega mai e i tecnici che avendo la capacità di far accettare errori di valutazione per ora limitati al 500%(l’idrovia stabilirà nuovi record) se non hanno capacità tecniche di sicuro meritano la promozione in quanto dotati di certe ed indiscutibili capacità di persuasione di tipo sciamanico.

    Roberto Zambelli

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