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12 Nov, 2009

Privatizzazione selvaggia dei servizi pubblici locali

Inserito da: PpF In: Servizi pubblici

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 Pubblicata da Estense.com

servizi_pubblici Le segreterie provinciali della Cgil e delle categorie dei lavoratori del Pubblico Impiego e dell’Energia della stessa confederazione (Fp Cgil e Filcem Cgil), esprimono una forte preoccupazione per i contenuti dell’ultimo provvedimento del governo in materia di gestione dei Servizi Pubblici Locali (igiene ambientale, acqua, trasporto pubblico, energia), significativamente peggiorato rispetto al testo di legge precedente.

 

 

Con il Decreto Legge 135/2009, entrato in vigore a settembre, si modifica per l’ennesima volta in pochi anni la normativa sui Servizi Pubblici Locali; ma l’elemento di novità rispetto alle precedenti disposizioni è la privatizzazione pressoché totale di tutto il sistema: il provvedimento, attraverso un meccanismo di gradualità, dispone infatti che entro il 2015 la partecipazione pubblica nella gestione dei servizi si comprima fino a raggiungere un livello del tutto residuale, pena la risoluzione dei contratti e degli affidamenti in atto ad oggi.

In sintesi, il decreto impone che la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica venga affidata in via ordinaria a società miste, pubbliche e private, nelle quali però il socio privato detenga almeno il 40% delle quote di partecipazione, insieme alla titolarità nelle scelte strategiche di gestione degli stessi servizi. Inoltre, per le società quotate in borsa (per esempio HERA) il decreto condiziona la possibilità di mantenere l’affidamento dei servizi al fatto che nel giro di 5 anni la partecipazione pubblica scenda sotto la soglia del 30%, mentre per le società cosiddette “in house”, a totale partecipazione pubblica (gli esempi “ferraresi” sono AREA, CADF, CMV e SOELIA ) è previsto il totale superamento e la messa a gara dei servizi entro il 2011.

D’ora in poi queste aziende potranno partecipare alle gare solo se troveranno un socio privato che acquisti il 40% delle loro azioni e provveda alla gestione del servizio.

Tali disposizioni prefigurano il rapido trasferimento di Servizi Pubblici fondamentali per i cittadini ad una gestione privata la cui finalità è quella di realizzare il massimo profitto. Risulta facile intuire che a farne le spese saranno la qualità dei servizi erogati e la qualità del lavoro, inteso come livelli di occupazione e diritti salariali e normativi dei lavoratori.

La Cgil di Ferrara, anche di recente, ha sostenuto che i servizi pubblici devono essere assoggettati al controllo pubblico, sostanziale e non di mera forma, nell’ambito di un sistema in cui il governo strategico e politico deve costituire una priorità per gli enti locali: questo per garantire tutti i cittadini rispetto alla fruizione di servizi che, per il loro impatto sulla vita delle persone, dovrebbero essere erogati secondo principi universalistici.

Ora, la strada intrapresa pare esattamente quella opposta.

In questo modo c’è il rischio reale che la concorrenza del mercato abbia ricadute molto pesanti sulle tariffe, sulla qualità, sull’ambiente, sull’occupazione e sui diritti.

Va detto, infatti, che nel decreto non c’è nessun riferimento alle garanzie relative alla continuità occupazionale e alle tipologie contrattuali che i soggetti privati entranti dovranno prevedere per i lavoratori, con ovvi timori per possibili riduzioni delle dotazioni organiche e per fenomeni di dumping salariale e normativo (cioè per un peggioramento delle condizioni nel momento in cui cambia il datore di lavoro).

Sul settore specifico dell’igiene ambientale, il decreto determina una apertura totale alla privatizzazione e al il superamento del ciclo e della gestione integrata dei rifiuti.

A Ferrara purtroppo, la principale azienda, HERA, ha già intrapreso questa strada attraverso una riorganizzazione interna che determina lo spezzettamento del ciclo dei rifiuti: la raccolta e lo “spazzamento” sono stati appaltati con risultati molto dubbi sulla qualità delle prestazioni e sulle garanzie per i lavoratori.

In proposito, e solo per fare un esempio, proprio in questi giorni è in atto una vertenza per garantire l’ultima tranche economica legata al rinnovo contrattuale ai lavoratori che si occupano di “raccolta ingombranti”, uno dei tanti servizi “silenziosamente” appaltati da HERA.

Ma, sempre per stare sul nostro territorio, bisogna dire che gli effetti del decreto saranno nefasti anche per altre aziende: CMV, CADF, SOELIA e AREA, che sono aziende a totale partecipazione pubblica, in poco tempo subiranno trasformazioni radicali con conseguenze decisamente preoccupanti.

Per queste aziende, – che si occupano di Igiene Ambientale, Ciclo Idrico Integrato, Distribuzione Gas e servizi vari come illuminazione pubblica, verde pubblico e servizi cimiteriali – si prevede una fase difficile visto che entro il 2011 obbligatoriamente dovranno lasciare spazio all’inserimento di soci privati e che il Legislatore non ha previsto alcuna garanzia per i lavoratori.

Pertanto, chiediamo alle Istituzioni locali di dare centralità al tema del Servizi Pubblici Locali sollecitando l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ad approfondire la riflessione sulle ricadute che tali disposizioni avranno su qualità dei servizi, tariffe e lavoro e ad assumere iniziative volte a contrastarle.

Le segreterie provinciali di Cgil, Filcem Cgil e Fp Cgil di Ferrara

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