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25 Lug, 2010

Pronto soccorso solo a Cona? Ecco cosa succederà

Inserito da: PpF In: Sanità

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di Valentino Tavolazzi

La chiusura del pronto soccorso in città, provocherà un grave disservizio per la popolazione residente nel centro, nei quartieri periferici nord e nord-ovest, soprattutto per gli anziani.  Nel 2009 al pronto soccorso sono arrivati oltre 77 mila pazienti, di cui 62 mila (81%) non ricoverati. Questo primo dato dice che il servizio viene attualmente prestato in giornata ad 8 cittadini su 10 che vi ricorrono, i quali domani lo richiederanno ad altre strutture in città (quali oltre a quelle oggi insufficienti?), oppure dovranno recarsi a Cona.

 Tra i non ricoverati (8 su 10) i codici colore gravità (triage) in uscita dal pronto soccorso, sono stati oltre 16 mila bianchi (non critico, pazienti non urgenti) e 43 mila verdi (poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili), per un totale di accessi non gravi pari a 59 mila casi. In altri termini gli 8 pazienti non ricoverati, sopra menzionati, sono ovviamente quasi tutti non gravi (per l’esattezza 7,6), presumibilmente giunti al pronto soccorso con i propri mezzi o con mezzi pubblici, assistiti e dimessi il giorno stesso. In effetti i pazienti trasportati al pronto soccorso dal 118 sono stati solo 14 mila su 77 mila (18%).

 Dei quasi 15 mila pazienti ricoverati (sul totale di 77 mila), i codici rossi (molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure) sono stati 1742, mentre i codici gialli (mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita) poco più di 7 mila. I codici verdi e bianchi ricoverati sono stati quasi 6 mila.

Dunque nel 2009 il pronto soccorso del Sant’Anna ha assistito ben 65 mila pazienti non gravi (85% degli accessi), dei quali solo 6 mila ricoverati. Un servizio dunque molto importante, soprattutto di notte e per gli anziani, che trovano in Giovecca un’assistenza medico-chirugica anche per patologie non gravi (storte, tagli, cateteri da cambiare, coliche, ustioni, ansia, ecc..).

Ricapitolando al pronto soccorso arrivano 211 pazienti al giorno per 365 giorni (solo 39 in ambulanza). Di questi 180 non sono gravi. Dove andranno quando il pronto soccorso in centro chiuderà? Chiameranno il 118 che oggi trasporta solo il 18% degli arrivi? Quante ambulanze servirebbero per trasportare tutti? Forse 5 volte la dotazione attuale? Si in alternativa di dare istruzione alla popolazione di chiamare la guardia medica? Quanti medici servirebbero? Chi cambierà il catetere di notte agli anziani, anche ospiti delle case di riposo (la guardia medica non cambia cateteri)?

 La scelta sciagurata di chiudere il Sant’Anna ed il suo pronto soccorso (fatta da Pd, Tagliani, Errani, Franceschini, Montanari) non tiene minimamente conto dell’esplosivo problema geriatrico. Ppf/M5S è convinto che a Ferrara si debba investire nell’assistenza ospedaliera agli anziani, in centro e non a Cona. Un piccolo ospedale universitario, con ortopedia, urologia e cardiologia di eccellenza, specializzato nella cura e nella ricerca per pazienti anziani, è l’unica vera proposta innovativa nello stantio ed ammuffito dibattito che ormai sfianca la città. La mozione presentata in consiglio comunale il 28/6 da tutti i gruppi di opposizione (tranne Prc/Pdci), chiede coraggio alla Conferenza Sociosanitaria, alla Regione, alle due aziende sanitarie, all’Università. Chiudere gli occhi di fronte alle gravi ricadute sulla popolazione delle scelte fatte, significa non assumere la responsabilità di amministrare la sanità ferrarese nell’interesse dei cittadini.

 Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale Ppf/M5S 

  • sergio

    questo è terrorismo mediatico…la politica si fa con responsabilità e non entro nel merito della questione perchè la conoscete benissimo

  • Armando Zanetti

    esatto non si fa politica in questo modo….
    sembra quasi che vogliate speculare sulla rinomata stupidità dei ferraresi(rispetto agli altri emiliani o ai veneti)…
    non vogliamo più l’ospedale in centro…fa aumentare l’inquinamento per via delle centinaia di veicoli che quotidianamente entrano in città per raggiungerlo,non si riesce mai a parcheggiare neanche per andare a trovare i morti,ogni ora ci sono cortei funebri persino in giovecca e mortara che bloccano il traffico che già grava su queste strette vie,le ambulanza fanno casino giorno e notte…
    non stiamo più a sprecare energie su questa questione c’è ne sono altre su cui potete dire la vostra…
    l’ospedale di cona aprirà a breve vedrete, e il luogo è stato scelto bene parecchio tempo fa ma non da voi per fortuna….

  • valentino tavolazzi

    Signori Sergio e Zanetti, ciò che avete letto nel post è solo pura oggettiva verità, da fonte azienda ospedaliera. Quelli sono dati, cosa c’entra il terrorismo mediatico? Siete in mala fede o avete il prosciuttto davanti agli occhi? Analizzate quei dati e cominciate a chiedervi che cosa accadrà quando il pronto soccorso in giovecca non ci sarà più. Noi ce lo chiediamo da un pezzo, non per rompere le uova nel paniere, ma perchè pensiamo con la nostra testa e siamo preoccupati per noi, le nostre famiglie, i nostri vecchi, i nostri figli e tutti i ferraresi. Ci vuole tanto a capirlo?

  • Lino

    IL terrorismo mediatico lo fa chi presenta nelle feste paesane, parrocchie e circoli Arci un progetto di riorganizzazione del 118 fatto in casa, progetto che non esiste in quanto non possibile realizzarlo per la mancanza delle vie di collegamento con Cona, come confermato dalle Autorità competenti, Signor Zanetti abbiamo capito che abita vicino al Sant’Anna ed è più preoccupato del suo orticello che della sanità pubblica, contestate i dati invece di dare solo fiato alla bocca.

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  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

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