Cambia la prospettiva Home Raccomandata

21 Apr, 2012

Simone Weil riteneva pericolosi i partiti. Anch’io

Inserito da: PpF In: Politica

facebook technorati okno segnalo

di Paolo Giardini

La determinatissima filosofa Simone Weil aveva una testa fina. Era invece un po’ carente nel fisico, motivo per cui è morta prematuramente, debilitata da stenti a cui riteneva necessario sottoporsi. Per filosofare sulla povertà con cognizione di causa, invece di ricerche su testi e simposi accademici diede il suo stipendio d’insegnante ai bisognosi trattenendo per sé la cifra corrispondente al sussidio di disoccupazione, così le riuscì di sperimentare in modo scientifico, galileiano, la fame che c’era in fondo alla scala sociale. Quando la piccolo-borghese volle erudirsi sulla condizione operaia, lasciò l’insegnamento e andò a lavorare nelle fabbriche Renault e Alsthom, provando di persona quant’erano faticose le mansioni dei manovali e insalubri i luoghi di lavoro (anni ’30). Infatti ci mise poco ad ammalarsi.

I suoi scritti, dicono gli esperti, “costituiscono un laboratorio di pensiero e di poesia di altissimo livello, fonte di profonde riflessioni e testimonianza di una rara integrità esistenziale”.

Ho trovato un suo testo dal titolo suggestivo: “Manifesto per la soppressione dei partiti politici”. Impossibile per me evitare di leggerlo, che non ne posso più di sentirmi oltraggiato dai partitanti al potere ad ogni sfogliata dei quotidiani, leggendovi le peggiori stoltezze rese operative col massimo della spesa. E sui giornali compare solo la punta dell’iceberg, almeno per quello che combinano le amministrazioni locali a Ferrara.

 

E’ stato quindi un compiacimento leggere dopo le righe iniziali:La questione da esaminare è se ci sia in essi (i partiti) un bene che abbia la meglio sul male e renda così la loro esistenza desiderabile. Ma è molto più sensato chiedersi: c’è in loro anche solo una particella infinitesimale di bene? Non sono forse un male allo stato puro, o quasi?

Poco dopo si trova: ”La democrazia, il potere della maggioranza, non sono un bene. Sono mezzi in vista del bene, stimati efficaci a torto o a ragione.

Frasi apodittiche, ma lucidamente spiegate per una trentina di paginette immuni dal relativismo, che concludono: Non è certo che sia possibile rimediare a questa lebbra, che ci sta uccidendo, senza cominciare dalla soppressione dei partiti politici”. Perché i partiti, enuncia poco prima, sono una lebbra si è espansa, attraverso tutto il paese, alla quasi totalità del pensiero.

E’ di sorprendente soddisfazione constatare che un problema da tempo mugugnato nei limiti della mia pochezza intellettuale sia trattato (infinitamente meglio, ovviamente, ma in piena analogia) dal penetrante pensiero della Weil, ma ciò non compensa l’amarezza per il tempo che passa inutilmente: lo scritto è del 1940, e da allora le cose non sono cambiate.

Qualche intellettuale ha opinato sullo scarso valore residuo di considerazioni conseguenti ai tumultuanti eventi che scuotevano, con la Weil, la Francia di allora. Opinioni irrilevanti. Nel suo “Schiuma della terra” Arthur Koestler descrive drammatiche esperienze vissute in Francia nel 1939 per nulla confrontabili con la situazione di oggi. Eppure la forma mentis dei francesi che scopriva in giorni convulsi, e grandemente lo stupiva, è identica a quella dei ferraresi odierni.

A riprova che la Weil aveva ragione.

 

Paolo Giardini

 

  • Caro Paolo, il pensiero di Simone era molto popolare ai tempi di allora. La crisi economica fece credere a molti che la democrazia sia colpevole di tutto, portando in Germania al nazismo ed in Italia al fascismo.

    La storia si ripete, ma stavolta non vogliamo tornare ne al fascismo ne alla monarchia. Possiamo solamente provare a svincolarcela verso il futuro. La democrazia diretta è fallita più di una volta, ma l’Internet ne permette una di tipo più avanzato.

    La democrazia continua, senza orari e senza luoghi fissi. La democrazia liquida, dove la delega ad una persona di fiducia è revocabile, e solo se non abbiamo la pazienza di studiarci la materia in questione noi stessi.

    Ma come fare senza una rivoluzione sanguinea. Beh, facciamo un partito orizzontale. Che in fondo i partiti erano nati con le migliori intenzioni: Il concetto della scelta del delegato pareva giusta e valida a chi si inventò la democrazia rappresentativa.

    In certi paesi ha pure funzionato per alcuni decenni, ma ora siamo nel 2012 e a livello mondiale le democrazie sono diventate un apparato amministrativo della corruzzione. Non a caso spuntano fuori pirati su tutti i continenti.

    Allora che farne del concetto fallimentare di partito? Alcuni hanno provato a negarlo, scrivendo uno statuto che da tutto il potere ad un probiviro. Mi pare che hanno peggiorato la situazione. Un partito almeno ci prova ad essere democratico.

    Altri hanno scritto uno statuto che mette la democrazia liquida direttamente nel cuore del funzionamento del partito. Dirigenti? Siamo noi. Portavoce? Siamo noi. Decidiamo tutto noi. Di giorno o di notte ci connettiamo alla nostra assemblea permanente e votiamo sul nostro futuro.

    Così finalmente si fa un partito che si merita la parola “partito.” In una distante utopia si potrebbe fare a meno anche di questo partito e votiamo tutti in un parlamento nazionale elettronico senza più bisogno di partiti. Ma per ora tocca stare al gioco. E visto che il gioco non ci piace, lo chiamiamo il partito pirata.

    Che dici, Paolo.. puoi fare una eccezione per i Piraten?

  • paolo giardini

    Non sono d’accordo con quanto dici, lynX, già dalla prima riga: il pensiero della Weil non è mai stato popolare (se non altro perché, oltre a non essere un’accademica con seguito di discepoli, non pubblicava nulla di ciò che scriveva), mentre nel 1940 nessuno metteva in discussione l’esistenza dei partiti.
    Lotte all’ultimo sangue fra partiti ideologizzati sì, ma nessuna preclusione al concetto di partito che la Weil dimostra di essere pericoloso in sé.
    Ti consiglierei di leggere il Manifesto della Weil (se l’hai letto, rileggilo, perchè quanto dici contrasta con la comprensione del pensiero weiliano), tenendo presente che la parola Manifesto non c’è nell’originale francese. E’ una scelta dell’editore italiano.
    Per chi vorrà leggere il testo cercare il libro non facilmente rintracciabile, terminato questo commento, manderò il file .doc al sito PpF a disposizione di chi lo chiederà.
    Per quanto riguarda la possibilità di fare praticamente a meno dei partiti, nessuno al mondo ha ancora inventato il modo di farlo. E’ vero che Grillo sta reclamizzando la bellissima idea della democrazia diretta mediante la potenzialità della rete. Ma è più uno slogan che un’esigenza reale, visto che non ha fatto niente per dimostrare di crederci! Neppure abbozzare un tentativo di Rete M5S con un minimo di caratteristiche tecniche idonee a veicolare in sicurezza ed efficacia argomenti da votare e voti. Il blog di Grillo è quello che è: un blog e basta. Sta alla rete della democrazia diretta come un settimanale illustrato sta all’Enciclopedia Britannica.
    Il successo del M5S alle vicine elezioni, che auspico vivamente perché significherebbe finalmente una disaffezione attiva a quella fregatura organizzata che sono i partiti italiani, se ci sarà, sarà grazie anche alla collaborazione dei partiti stessi, ormai rincoglioniti dalla bulimia, incapaci di non mostrare le dita sporche di marmellata anche quando severamente dichiarano che è ora che i partiti la smettano di mettere le mani nel barattolo della marmellata!

  • PpF
  • Hmm.. ma l’hai capito che noi la democrazia diretta mediante la rete la pratichiamo ogni giorno? Ne stai parlando come se fosse un’utopia Grilliana mentre i partiti pirata in Europa stanno già bene avanti nella messa in pratica.

    E scusa non ci vedo grande vantaggio se invece dei partiti, che almeno hanno uno statuto, ora votiamo le organizzazioni autoritarie governate da un singolo leader carismatico…

  • paolo giardini

    Dipende da cosa intendi per democrazia diretta. Se ti accontenti che ti sia lasciata la libertà d’espressione, un blog va benissimo.
    Ma la democrazia diretta in rete, per essere davvero tale e non un semplice raccoglitore di chiacchiere, ha bisogno di rispondere agli stessi requisiti di sicurezza di cui godiamo con quella indiretta quando siamo chiamati ad votare.
    Per votare occorre portare tre cose:
    – te stesso;
    – un documento d’identità originale;
    – un certificato elettorale originale.

    Il sistema elettorale prima di accettare il tuo voto si accerta che tu sia proprio tu, che chi si accerta che tu sei proprio tu sia controllato da almeno altri due controllori, che l’ambiente del voto non sia sottoposto a condizionamenti prima, durante e dopo il tuo voto.

    Una volta finito di votare, la conta dei voti di seggio è fatta in contraddittorio da molte persone che si controllano reciprocamente.
    Un organismo super partes controlla infine la validità della conta prima dell’annunciazione degli esiti e anche dopo.

    Per i motivi suddetti, se qualcuno mi offre la possibilità di esercitare in rete la democrazia diretta senza che ci siano filtraggi con i 7-8 gradi di sicurezza del voto a mano (il che vuol dire come minimo una criptatura a 128 bit nel trasferimento dati + diverse chiavi cifrate d’accesso WPA), il minimo di garbato che posso fare con quel ciarlatano è mandarlo a dar via il culo.

  • beppe mistroni

    Il “giochino” quindi tecnicamente potrebbe essere realizzato, se capisco bene …
    Potremmo quindi aggirare il sistema della rappresentanza che, se non ho capito male, sembra “il problema” …
    Quindi si ritiene che sia il sistema il problema e non le persone che lo applicano … bah!
    Non sono mica d’accordo … mi sfugge qualcosa …

  • paolo giardini

    Mica tanto “sembra” che il sistema della rappresentanza sia il problema. E’, senza se e senza ma, il problema che ci affligge! Riempe le pagine dei giornali!

    Giustamente Grillo cavalca il fatto che tu voti (con un sistema altamente sicuro) certi candidati e questi, se vanno al potere, si mettono a decidere cose che tu non vorresti vedere neanche in cartolina, o addirittura si dimostrano incapaci di capire e gestire un’enormità di cose che non appartengono al loro ambito culturale. Questo è il Problema!
    Con la rete, quando c’è con i requisiti di sicurezza che ho citato sopra, è ipotizzabile che si possa far votare direttamente gli elettori su cose importanti al posto degli eletti, o per consentire agli elettori di dare indicazioni ai loro eletti, o per la miriade di altre possibilità affini consentite dalla comunicazione in tempo reale.

    La questione non sta nell’aggirare il sistema della rappresenta, sta nel costringerlo ad essere davvero rappresentante onesto del suo elettorato (quando non se ne può fare a meno).
    E nella possibilità di farne decisamente a meno non appena la tecnologia consente di superare i limiti dell’alzata di mano in un’assemblea di votanti molto numerosa. Ma, come s’è detto, questa possibilità deve essere più sicura di un pagamento home-banking. Niente robette da blog.

  • beppe mistroni

    Scusate ragazzi.
    Chi mi conosce sa che ci metto un tot a capire le cose e l’età non aiuta ma: tenuto conto di come il Grillo ci ha fatti neri e tuttora non ho capito perchè, vedere in Facebook (pagina di mia moglie … non è roba per me) che Valentino pubblicizza la venuta del Grillo a Comacchio mi ha fatto un po’ trasalire …
    Mi fate un po’ di luce? grazie.

  • Matteo O.

    @mistroni è la conferma che vi è un rancore a senso unico

  • paolo giardini

    Il commento di Matteo O. mi costringe a rispondere a Beppe per cercare di restare nell’ambito della decenza, non mi ritengo certo in grado di “fare luce” agli altri.

    Dunque: se Valentino pubblicizza su Facebook l’arrivo di Grillo a Comacchio nonostante quello che gli è successo(anche per me Facebook non è roba, quindi prendo per buono quello che dici), è la dimostrazione che l’esperienza fatta da PpF col M5S è stata positiva. Almeno fino al momento dell’exploit di Grillo, per il quale NON CI SONO ANCORA SPIEGAZIONI VEROSIMILI sulle reali motivazioni, che quelle di facciata non convincono.

    In questo momento ciò che conta è il massimo appoggio possibile ai ragazzi di Comacchio. Grillo a suo tempo lo diede a noi, perché non dovremmo desiderarne la stessa opportunità per Comacchio?

    Devi ammettere che un Grillo sul palco è una gran carta da giocare, che altri non hanno! E allora non è cosa buona e ragionevole far di tutto affinché non ci siano ostacoli?

  • Valentino Tavolazzi

    Ciao Beppe, ho messo Comacchio su FB perchè da Ferrara abbiamo spinto molto perchè si formasse una lista M5S in laguna. Il fattaccio di Grillo (sul quale pretendiamo la verità) non può impedirci di dare una mano ai comacchiesi, che oltretutto sono bravi ed hanno validi candidati.

  • beppe mistroni

    Grazie Paolo, grazie Valentino.
    Entrambe le risposte mi convincono … che il Grillo sia una gran carta non c’è dubbio, se la mettiamo poi sull’aiutare quelli di Comacchio, non mi pare vi debbano essere dubbi, non ci possono essere dubbi!
    Che dire in questa sede dei presunti rancori a senso unico … sono ormai troppo vecchio per prendermela Mr. O. … certo che le spiegazioni, quando non vengono date lasciano pensare … intepreto quindi i suggerimenti degli amici Paolo e Valentino come … ora tiriamo tutti dalla stessa parte … le spiegazioni dovrebbero arrivare.
    Mi sta bene! Saludos.

Abbiamo fatto molta strada

PpF su Facebook

Salviamo il S. Anna

Operazione “fiato sul collo” – i nostri video

Guarda i nostri video. Fiato sul collo

Quorum Zero – Più Democrazia

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_QUORUM-ZERO.jpg

Democracy Day – 27 Novembre 2011 – Ferrara

http://www.paolomichelotto.it/blog/tag/democracy-day/

15 Ottobre

http://15october.net/it/

Linee programmatiche consiglio comunale

Consiglio comunale 09.07.09: Elezione del Presidente e Vicepresidente.

Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

Consigliere comunale

Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Fausto Cellini: i ( passi a raso o varchi a raso) senza taglio di marciapiede non è dovuto il contributo o Tassa Comunale. Sig. Si faccia seguire da una associazion
  • Comitato via Prinella: gentile Diabolik, avrei bisogno URGENTEMENTE di mettermi in contatto con Lei, è possibile? scriva a comitatoviaprinella@gmail.com grazie!
  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

In sintesi

'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

Twitter

Cento: espulsi per aver chiesto spiegazioni

Categorie

Progetto per Ferrara, gruppo consiliare

Vieni a trovarci sul sito del comune di Ferrara.

Giorno specifico per il ricevimento al pubblico: mercoledì (mattino 9-13, pomeriggio 16-19)

Commenti

Il primo commento di un utente è moderato per evitare offese personali e/o altre parole che possano essere perseguite penalmente, a tutela del blog e degli utenti stessi. In seguito all'approvazione del primo commento di un utente, i successivi non saranno moderati, ma potranno essere rimossi, nei casi di cui sopra.

Contribuisci





Progetto per Ferrara

Via dei Calzolai 184, 44100 Francolino (FE) C.F. : 93074960381

info@progettoperferrara.org

Attività mese per mese