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	<title>Progetto per Ferrara &#187; di paolo giardini.News</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Vendere frigoriferi agli esquimesi</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/vendere-frigoriferi-agli-esquimesi-0614.html</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 06:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini.News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini E’ introvabile il libro “Frigorifero agli esquimesi” di Jean-Pierre Lehnisch, sulle strategie e segreti del mestiere dei maghi della vendita. Peccato. Se riuscissi a trovarne una copia la invierei al sindaco di Ferrara, spesso in difficoltà a proporre dei frigoriferi-equivalenti ai ritrosi ferraresi-esquimesi-equivalenti. Direi che comunque, per la sua utilità, il sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/06/546cad737df276c4738930356d990419_matrix1.jpg" rel="lightbox[13156]" title="546cad737df276c4738930356d990419_matrix"><img class="alignleft size-medium wp-image-13158" title="546cad737df276c4738930356d990419_matrix" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/06/546cad737df276c4738930356d990419_matrix1-208x300.jpg" alt="" width="125" height="180" /></a>E’ introvabile il libro <em>“Frigorifero agli esquimesi” </em>di <em>Jean-Pierre Lehnisch</em>, sulle strategie e segreti del mestiere dei maghi della vendita. Peccato. Se riuscissi a trovarne una copia la invierei al sindaco di Ferrara, spesso in difficoltà a proporre dei <em>frigoriferi-equivalenti</em> ai ritrosi <em>ferraresi-esquimesi-equivalenti</em>. Direi che comunque, per la sua utilità, il sindaco dovrebbe farlo cercare e acquistare dal Comune, anche a prezzi da amatore. A dire il vero l’ho solo sfogliato anni fa in libreria quel libro, senza comprarlo, e non ricordo se è esaustivo. Ma direi che per fare onore al titolo è impossibile che non comprenda le tematiche di <em>Problem Solving </em>(in frares: risolvar i problema) e i relativi approcci al contrario in <em>Problem Solving Reversed</em> partendo da una soluzione per individuare un problema con quella attinente, per cui una volta offerto un frigorifero basta identificare ciò che serve per spiegare al fortunato esquimese qual è un suo problema risolvibile dal frigorifero, e il gioco è fatto! Facile, no? Consideriamo il recente caso in cui il sindaco, lamentando d’aver fatto sistemare la scuola elementare di Quartesana senza sapere del rischio di chiusura per mancanza di bambini, se l’è presa con i dirigenti scolastici. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> <span id="more-13156"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Non sappiamo se i dirigenti scolastici gli abbiano ricordato che ci sono uffici comunali dedicati al servizio statistico, per cui il sindaco era in grado di conoscere meglio di altri il trend demografico di Quartesana. Inutile dire che per la defaillance elementi faziosi pretenderebbero la sua testa e la rifusione dei danni, come è inutile dire che affrontando la questione in “<em>Problem Solving Reversed”</em> si può sistemare il tutto. Riassumiamo il problema: un frigorifero-scuola-elementare è piazzato all’esquimese-Quartesana a corto di bimbi. L’assenza di bambini, non ci piove, vuol dire declino, malinconico degrado in area abitata da vecchi. Che può fare il sindaco? Niente, non chiamandosi Nicolò (che di qua e di là dal Po teneva impegnati i fonti battesimali), e poi è giusto che i quartesanesi non abbiano la discendenza che non si meritano. Comunque è un fatto che scuola elementare non significa esclusivamente infanzia, perché l’aggettivo <em>elementare</em> è il più indicato a tutte le età volendo sollevare concetti primitivi. Il potenziamento delle abilità cognitive dell&#8217;individuo ottenute col metodo Feurstein, per esempio, che la scuola primaria sa applicare magnificamente, è utilissimo a tutti. Anzi, lo è di più per gli adulti già fossilizzati. Proviamo solo a considerare che in Comune c’è chi compra rozze biciclette a 1.000 euro l’una invece di comprarle con molto meno spesa in materiali inossidabili. Oppure a quella folla di politici entusiasta dell’esperimento di piantare nel fango con mezzi di fortuna un ospedale in zona scomoda ad arrivarci non solo per carenza di strade. Oppure a chi crede che sia attendibile la tanto decantata <em>stabilizzazione</em> di un ferito ottenuta dall’ambulanza e dall’auto medica prontamente arrivati, solo perché qualcuno crede d’aver capito che è deterministicamente sicura invece che semplicemente probabilistica con gradi di aleatorietà sconosciuti. E’ come essere certi che la Spal quando gioca in casa vince sempre. Bastano questi esempi ricavati dall’antropologia del palazzo comunale per dimostrare che si potrebbero riempire di classi traboccanti di adulti le aule della scuola elementare di Quartesana. E ridarle vigore, smalto, e potere attrattivo al paese! Sì, è proprio auspicabile che il libro <em>“Frigorifero agli esquimesi”</em>venga acquisito come manuale dall’amministrazione comunale.</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Capipopolo da operetta</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 06:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini.News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Sono stato chiamato “capopopolo” dal dottor Portaluppi, consigliere comunale e principale esponente del Pd, che oltre a farsi “scudo e usbergo” dell’ospedale di Cona, s’è accollato l’onere di propagandare quell’ottava meraviglia, battendo sezioni di partito e circoli anziani in città e frazioni. L’appellativo di capopopolo è ovviamente caricaturale. Ma l’intento satirico non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/661.jpg" rel="lightbox[12796]" title="661"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12797" title="661" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/05/661-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono stato chiamato “capopopolo” dal dottor Portaluppi, consigliere comunale e principale esponente del Pd, che oltre a farsi “scudo e usbergo” dell’ospedale di Cona, s’è accollato l’onere di propagandare quell’ottava meraviglia, battendo sezioni di partito e circoli anziani in città e frazioni. </span><span style="font-size: small;">L’appellativo di capopopolo è ovviamente caricaturale. Ma l’intento satirico non basta a spiegarne l’incongruenza con un misantropo come il sottoscritto. Tanto più che l’attributo inadatto a me calza benissimo a lui, assiduo animatore di assemblee e comizi. Sembra gli sia sfuggita una proiezione di sé. L’apparente transfert si palesa replicando ad una lettera sgradita (poco diplomaticamente l’avevo accostato al sindaco nell’appartenenza ad una genia di politicanti irresponsabili), è comprensibile che l’irritazione gli abbia preso la mano, e da qui l’importanza data a fondamentali precisazioni su Sandrone, che non è di Bologna, e le utenze gas, che non sono 100.000.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-12796"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> Evidentemente sono propedeutiche alla comprensione del pezzo forte che ci ammannirà subito dopo. Infatti, replicando alle accuse riguardanti lo stolto spegnimento della nostra facoltà di medicina per carenza di posti letto, paragona la trista questione a quella del porto merci di Gioia Tauro. Efficace e ben detto. Non occorre spender tempo a spiegare da parte avversa che lui e il Pd intendono la ragion d’essere d’una facoltà universitaria alla stregua di una merceria: già fatto in famiglia!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Con criteri portaluppiani vivremmo finalmente in un mondo migliore. Senza inutili orpelli quali i musei. E al posto dell’università di Camerino troveremmo una trattoria o una discoteca!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ci sono nomi maiuscoli nella letteratura medica legati a Ferrara, alcuni scolpiti nel marmo, come Ortolani, Baserga, e Vullo e Castoldi loro colleghi-discepoli (i pochi che ricordo). I ferraresi autoctoni hanno ben presente il contesto universitario-ospedaliero che attirava personaggi di quel valore e consentiva di restarvi, perché con 2.000 posti letto a disposizione c’era la possibilità di fare seriamente ricerca (la prima ragione d’essere di ogni università). Serietà distante anni luce dall’attuale serie di autorevoli buffonate su Cona e sulla Casa della Salute aperta 7 giorni su 7, 24 ore su 24 per cambiare nome alla mutua. Il tempo è galantuomo e le buffonate sono agli atti. S’è detto e ripetuto che i politici di Modena sulle loro faccende ospedaliere-universitarie hanno corretto una direzione sbagliata come la nostra, invertendola pari pari. Sono più bravi dei nostri? Al confronto sono superlativi. Hanno ottenuto per la loro USL pure un Servizio di Ingegneria Clinica. A Ferrara, che ne ha un bisogno disperato, immagino non sappiano neppure cosa sia e a cosa serva. Adda passà ‘a nuttata.</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Sul confronto politico e il rispetto delle persone</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 09:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini.News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Da tempo immemorabile si sa che la botte piena e la moglie ubriaca sono incongruenti. La pretesa di rispetto formale senza neppure provare a meritare quello sostanziale sfiora il limite della schizofrenia, in ogni caso è manifestazione di alterigia. Un intero apparato, dominante da decenni la città, cede ad Hera la rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/09/handshake-300x300.jpg" rel="lightbox[10462]" title="handshake-300x300"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10463" title="handshake-300x300" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/09/handshake-300x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da tempo immemorabile si sa che la botte piena e la moglie ubriaca sono incongruenti. La pretesa di rispetto formale senza neppure provare a meritare quello sostanziale sfiora il limite della schizofrenia, in ogni caso è manifestazione di alterigia. Un intero apparato, dominante da decenni la città, cede ad Hera la rete municipale del gas che appartiene fin dalle origini alla città, non alla generazione presente (non è scritta da nessuna parte l’appartenenza della città alle generazioni future, ma non saperlo è analfabetismo etico-politico). E’ un oltraggio. Di più, il prezzo pagato è ridicolo. Molti protestano, fra cui anch’io che mando lettere ai giornali ricordando che 2+2 =4 e non 224.</p>
<p><span id="more-10462"></span></p>
<p>Al Palazzo non gliene cale, potendo decidere a proprio piacere i risultati e non ha bisogno di dare spiegazioni ai semplici cittadini. Può farlo? Si, ma dimostrando lo stesso spessore intellettuale del Gabibbo e quello morale di un despota. Non pretenda quindi rispetto neppure guardandosi allo specchio, che anche quello non ne potrà più di cose inverosimili nel mondo reale. Perché Cona, turbogas, inceneritore, laboratorio acqua chiuso, azienda trasporti annientata, ospedale cittadino annichilito, delirium tax, edilizia residenziale divoratrice di territorio senza richieste demografiche, edilizia su discariche comunali non bonificate, il tutto con un debito comunale record, purtroppo non sono invenzioni di PpF. <a></a></p>
<p><strong><em>Paolo Giardini</em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Libero Comune</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 21:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini C’è negli archivi una famosa foto, scattata attorno al 1948, sempre intesa come primo simbolo del ritorno alla normalità del Comune di Ferrara dopo le traversie di guerra. Mostra una fila di nuovi furgoncini triciclo della Nettezza Urbana, azionati a pedale, allineati coi loro conducenti (paciugàr e spazzùn) in Piazza Municipale. Furono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/02/f10fc53aec602836d0424d07249c3d6a.jpg" rel="lightbox[7654]" title="f10fc53aec602836d0424d07249c3d6a"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7655" title="f10fc53aec602836d0424d07249c3d6a" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/02/f10fc53aec602836d0424d07249c3d6a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>C’è negli archivi una famosa foto, scattata attorno al 1948, sempre intesa come primo simbolo del ritorno alla normalità del Comune di Ferrara dopo le traversie di guerra. Mostra una fila di nuovi furgoncini triciclo della Nettezza Urbana, azionati a pedale, allineati coi loro conducenti (paciugàr e spazzùn) in Piazza Municipale. Furono comprati con soldi penosamente sottratti a risorse mai bastanti alle necessità del dopoguerra, per soddisfare il bisogno di civiltà sotteso nell’organizzare la pulizia in casa propria. Ancora in piena emergenza, quei trabiccoli di lavoro nuovi rappresentavano un futuro migliore.</p>
<p><span id="more-7654"></span></p>
<p>Se una foto odierna dovesse simboleggiare la peculiarità dei servizi del Comune, fra i tanti soggetti idonei è impossibile trovarne uno senza la targa di Hera, società per azioni.</p>
<p>La società di capitali è la struttura mercenaria più filosoficamente lontana dall’essenza della municipalità che ci possa essere. Eppure ad una di queste s’è conferita buona parte dei servizi comunali, comprese l’esazione di certe tasse. E’ un caso che, nel dipanarsi della Storia, le tasse date in appalto dal potere vigente a soggetti diversi, insieme ad altri adattamenti abbiano sempre preluso a mutamenti non indolori?</p>
<p>Uno degli artefici, se non l’artefice principale, di questa strana perdita di autonomia comunale (la genesi dei Comuni, si sa, è l’affermazione di autonomie emancipate da soggezioni feudali, non il contrario) è il nostro sindaco.</p>
<p>Una perdita che è stata certamente intesa solo come muscolare, ritenendo che “la mente” possa conservare in virtù di clausole contrattuali il controllo a distanza di un “braccio” diverso dal proprio. Un disegno sbagliato, perché l’atrofizzazione del braccio spegne anche i comandi e di fatto il Comune perde il know-how dei servizi comunali. Quindi una provetta d’acqua di Po inviata a Sasso Marconi subisce un trattamento fisico, con agitazioni meccaniche alle temperature più varie miste a pause, considerato inammissibile dai vecchi tecnici comunali depositari del sapere municipale. Spariti quelli, chi in Comune ora può dare pareri per scienza propria sugli impianti di potabilizzazione? Sindaco, assessori e consiglieri? Non è possibile, oggi come in passato.</p>
<p>Altro esempio. Il Contratto per l’affidamento a terzi del Servizio di Pubblica Illuminazione prevede giustamente i controlli. Ma i controlli significativi nel rispetto del Disciplinare Tecnico possono farli solo controllori esperti almeno come gli addetti ai lavori ed equipaggiati con apposite dotazioni, tipiche, appunto, di un Servizio Illuminazione Pubblica che non c’è più, fagocitato dal “controllato”. E’ una coincidenza che in cinque anni la spesa sia più che raddoppiata per l’illuminazione pubblica a fronte di una potenza elettrica costante?</p>
<p>In questo contesto la frase gridata a Tavolazzi dal sindaco “Io non prendo ordini da Hera!!” nella seduta consigliare del 4/02/2010 suona come gradita espressione liberatoria per chi non apprezza un Comune brulicante di 1.500 furieri-impiegati e nessun soldato-operaio, in cui il senso della vita sia sempre e solo: “ ed è subito Hera”. Se non altro, per rispetto a Quasimodo.</p>
<p>Perciò speriamo che a Tagliani non sia sfuggita un’affermazione temeraria, che mantenga fede al suo intendimento dando ordini ad Hera in favore della città, riformulando contratti più idonei alle necessità di Ferrara. E cacciando via Hera da Ferrara se non ubbidisce.</p>
<p><em> Paolo Giardini</em><!-- PHP 5.x --></p>
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