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	<title>Progetto per Ferrara &#187; di paolo giardini</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Hanno sfrattato le raccomandate</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Un dizionario etimologico online dice che “Posta” è il nome dato al “Luogo assegnato per fermarsi, per attendere, e particolarmente per stazione di cavalli posta di distanza in distanza per servizio dei viaggiatori, e perché in queste stazioni si consegnavano e si ricevevano le corrispondenze”. L’etimologia di Posta è utile per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/09/untitled.bmp" title="untitled" rel="lightbox[10319]"><img class="alignleft size-full wp-image-10320" title="untitled" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/09/untitled.bmp" alt="" width="150" height="129" /></a>Un dizionario etimologico online dice che “Posta” è il nome dato al “Luogo assegnato per fermarsi, per attendere, e particolarmente per stazione di cavalli posta di distanza in distanza per servizio dei viaggiatori, e perché in queste stazioni si consegnavano e si ricevevano le corrispondenze”. L’etimologia di Posta è utile per chi riceve l’avviso d’andare in via Felisatti 24 a ritirare una raccomandata, luogo in cui fatalmente bisognerà “fermarsi” e “attendere” a lungo.</p>
<p><span id="more-10319"></span></p>
<p>Così a lungo che, date le peculiarità di un locale ospitale come una fermata dell’autobus, è conveniente recarvisi con uno sgabello e un libro da leggere (sconsigliati i giornali: bisogna allargare le braccia fra la ressa). Ne ho fatto esperienza giovedì 2 settembre 2010: sono entrato alle ore 12,28 prelevando il numero 20 dal dispensatore salvacode, mentre il totalizzatore luminoso indicava il numero 2 in corso. Ho dovuto attendere fino alle 13,01 prima che il numero 20 comparisse. Nell’abbondante mezzora i 17 utenti che mi precedevano sono stati serviti da due impiegate alla media di uno ogni 3,76 minuti, una media analoga alle performances raggiunte in via Cassoli nei prelievi di sangue. La spiegazione sta forse nel fatto che alla mutua muovono accortamente gli utenti, così gli addetti all’accettazione e ai prelievi non si spostano mai: finito uno subito un altro. In Posta non hanno ancora scoperto questa arguzia, e ad ogni richiesta le impiegate sgambettano verso il retrobottega sparendo in prolungate ricerche. Quando riappaiono non esplodono gli “hurrà!” dalla folla, ma solo perché noi indigeni fuori dall’Ipercoop siamo tradizionalmente poco espansivi.</p>
<p>L’ufficio raccomandate di via Felisatti è uno degli enigmi di Ferrara: la città è servita da un ufficio più piccolo di quello di una frazione, situato fra il vecchio grattacielo-slum e una stazione squalliduccia, adiacente ad un’area verde territorio di spacciatori di droga. Nonostante in città ci sia un monumentale edificio di Posta Centrale dal quale, se l’attesa è lunga, si può lasciare la sala d’aspetto (grande come quella di un’importante stazione ferroviaria, infatti il suo progettista era il designer delle ferrovie) ed andare a prendere un caffè con solo l’imbarazzo della scelta del bar. O si può fare due passi in centro senza immalinconirsi col grattacielo. Se hanno sfrattato le raccomandate dal Centro per dare i locali ad impiegati postali convertiti in improbabili promotori finanziari, la considerazione per l’utenza ha raggiunto il punto più basso nella storia delle Poste Italiane. Sul complice disinteresse-assenso dell’amministrazione comunale è meglio sorvolare: il grattacielo-slum è più seducente.</p>
<p><strong>Paolo Giardini</strong></p>
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		<title>Circonvenzioni</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 14:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Non si comprende come mai l’articolo 643 del Codice Penale, che stabilisce che la “circonvenzione d’incapace” sia un delitto, non venga aggiornato secondo necessità. Sta scritto: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/palazzo-di-giustizia_334.jpg" title="palazzo-di-giustizia_334" rel="lightbox[10262]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10263" title="palazzo-di-giustizia_334" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/palazzo-di-giustizia_334-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non si comprende come mai l’articolo 643 del Codice Penale, che stabilisce che la “<strong>circonvenzione d’incapace”</strong> sia un delitto, non venga aggiornato secondo necessità. Sta scritto: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della <strong>inesperienza di una persona minore</strong>, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con ecc. ecc.”.  Si noterà che, stranamente, viene considerata solo <strong>l’inesperienza dei minori</strong>. Ma le legioni di adulti ben scolarizzati (quando l’art. 643 fu formulato, l’analfabetismo era diffuso) accorrenti alle sirene delle varie Vanna Marchi o di miracolosi promotori finanziari, dimostrano che l’alfabetizzazione e l’età adulta non bastano a scavalcare l’indefinita soglia d’incapacità posta nel  dominio delle incompetenze.</p>
<p><span id="more-10262"></span></p>
<p>Non c’è nessuno al mondo che, oltre a risultare normalmente maldestro in tante cose, sia immune dall’essere un perfetto imbranato in uno o più settori a lui sconosciuti.</p>
<p>Ho potuto constatare la realtà della <strong>“circonvenzione d’imbranati”</strong> in un caso di badanti persistenti oltre la cessazione dell’esigenza. Un problema insolubile, se non con <strong>procedibilità d’ufficio</strong> come avviene con la circonvenzione d’incapaci. Per associazione d’idee, l’episodio induce il sospetto che l’infernale meccanismo dell’imbranato che decide in base a considerazioni che nulla hanno a che fare con l’oggetto della decisione, sia la componente dominante nelle dinamiche elettorali. Non si può negare che<strong> “per procurare a sé o ad altri un profitto” </strong>una delle condizioni ottimali sia quella d’insediarsi a Palazzo! Chi, se non gli amministratori pubblici, possono dilapidare le costosissime dotazioni comunali lasciando per sempre i cittadini alla mercé di una S.p.A. che ha comprato i servizi municipali? Chi può consentire massicce edificazioni urbane, alterando permanentemente la città pur senza pressione demografica? Dando per certo che chi compie tali stupidaggini non si attivi per profitto personale, ma solo per incultura da imbranati, rimane pur vero che altri ne traggono grandi vantaggi e si ottengono effetti giuridici dannosi: i requisiti per rientrare nella circonvenzione d’imbranati ci sono tutti!</p>
<p>Una pur modesta indagine sulla psicologia dell’imbranato svela quanto sia recidivo nelle sue fesserie, per dare giustificazione alle sue scelte. Se ne ha una prova nel caso macroscopico di un’intera popolazione urbana costretta al fantozziano esodo verso l’ospedale di Cona da parte di una classe politica che eccelle solo nell’imbranatura, piuttosto di difendere la dignità dei malati da un simile oltraggio! Addirittura, invece di abbozzare una difesa di ciò che di buono è stato ereditato, il sindaco si fa mallevadore della bidonata andando in giro a reclamizzarla, prodromo di quel centinaio di milioni di chilometri in più che ogni anno la cittadinanza dovrà percorrere per fruire dell’ospedale. Ma, se nonostante l’evidenza delle oscenità proposte e realizzate, il sindaco esce incolume dai suoi giri propagandistici significa che <strong>la circonvenzione d’imbranati</strong> ha successo.</p>
<p>Immagino che basterebbe togliere quel “minore” nell’art. 643 del Codice Penale per dargli la giusta efficacia. E ciò consentirebbe pure alla magistratura, per semplice dovere d’ufficio, di costringere ad una svolta correttrice la politica della nostra città. Non sarebbe divertente osservarne l’applicazione?</p>
<p>Paolo Giardini</p>
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		<title>Vanitas vanitatum….</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 21:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Non s’è quasi fatto in tempo a oltrepassare senza esito l’ennesima scadenza “certa” di ultimazione lavori per Cona, che le già imprese pretendono cento milioni aggiuntivi per lavori eseguiti extra appalto. Mancano davvero di rispetto a chi ha reiteratamente spergiurato che l’eccellentissimo costruendo ospedale di Cona (ancora senza strade d’accesso completate) “costerà” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/y1pvso6oVvriBsFmGH1XHCfbkLUMLGScd8ZBpWepJg_vJFNaF2w4bwJXEH_3OA9thHi8L6XR87KitA.jpg" title="y1pvso6oVvriBsFmGH1XHCfbkLUMLGScd8ZBpWepJg_vJFNaF2w4bwJXEH_3OA9thHi8L6XR87KitA" rel="lightbox[10190]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10191" title="y1pvso6oVvriBsFmGH1XHCfbkLUMLGScd8ZBpWepJg_vJFNaF2w4bwJXEH_3OA9thHi8L6XR87KitA" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/08/y1pvso6oVvriBsFmGH1XHCfbkLUMLGScd8ZBpWepJg_vJFNaF2w4bwJXEH_3OA9thHi8L6XR87KitA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non s’è quasi fatto in tempo a oltrepassare senza esito l’ennesima scadenza “certa” di ultimazione lavori per Cona, che le già imprese pretendono cento milioni aggiuntivi per lavori eseguiti extra appalto. Mancano davvero di rispetto a chi ha reiteratamente spergiurato che l’eccellentissimo costruendo ospedale di Cona (ancora senza strade d’accesso completate) “costerà” meno di altri nuovi ospedali già finiti e funzionanti! Attendiamo curiosi le delucidazioni dagli spergiuri.</p>
<p><span id="more-10190"></span></p>
<p>Il lungo filo in cui si dipana la storia dell’ospedale di Cona proviene solo in parte dal gomitolo. La smisurata dilatazione dei tempi ha costretto ad aggiungerne man mano dei tratti. Se metaforicamente riavvolgessimo la miscellanea, troveremmo il susseguirsi di quanto capitava sottomano: spago grosso, nastro da taglio inaugurale, filo elettrico, spago sottile, filo da stendibiancheria, ecc.</p>
<p>Considerando che la mano d’opera che esegue i lavori a Cona è prevalentemente in subappalto, per chi conosce le differenze operative fra chi lavora a step e chi lavora nell’ambito di una responsabilità globale, per la qualità dei lavori vale la metafora del filo annodato. In certi casi, l’accertamento di verifica e affidabilità può avere tempi analoghi a quelli di realizzazione. Poiché spareranno sul posto ai verificatori che non rispetteranno le tabelle di marcia, l’entrata in servizio dell’ospedale darà la stura ad una serie ultradecennale di disservizi e aggiustamenti, per il fiorire di saghe sia esilaranti che tragiche su Cona.</p>
<p>La valenza tragicomica non è limitata al costruendo ospedale: siamo gratificati pure da exploit di politicanti in vena di esibizionismo, fra cui un medico specialista nell’ipertensione (settore che sta alla medicina generale come i francobolli svizzeri stanno alla numismatica mondiale), che in qualità di esponente PD si affanna a sbraitare che l’Ospedale a Cona è quanto di meglio ci possa essere. Sa benissimo che, con un solo ospedale, chi ne avrà necessità vi si recherà anche se sarà circondato da una palude, indossando stivali in gomma. Non ci sarebbe quindi bisogno di dichiarare che là tutto sarà perfetto, compreso il pronto soccorso e il servizio 118. Indipendentemente dal fatto che ci sia un maxi settore di competenza chiamato “medicina d’urgenza” con un proprio responsabile a cui fa capo sia il Pronto Soccorso che il 118, stranamente, lo specialista dell’ipertensione parla, a proposito delle emorragie sulle ambulanze, di “flebo di fluidi per boli sequenziali di cristalloidi”. Grottesco. Sarebbe meno stravagante un elettricista che spiegasse ai clienti che il corto circuito dipende anche dalla reattanza sincrona di sequenza zero.</p>
<p>A che serve questa defaticante ostentazione di vanità? Dato che Cona è una imposizione della Regione, dato che la Regione è governata dal PD, dato che il PD ha perso le elezioni nella Comacchio che ha sempre preteso di conservare il suo ospedale cittadino contrariamente alle decisioni regionali, dato che la Regione dopo la batosta elettorale è diventata ossequiente ai desideri dei comacchiesi rinnovando subito il S. Camillo con tanto di recentissima inaugurazione di Errani, se anche solo una parte della popolazione cittadina nutrisse aspettative ospedaliere normali, una formidabile erosione del consenso al PD sarebbe assicurata! Così la regione concederebbe anche a Ferrara quello che ha concesso a Comacchio, salvando il S. Anna. Ma se ciò non avvenisse (per la solita pigrizia ferrarese), i pochi difensori espliciti di Cona potrebbero attribuirsene a gran voce il merito:  ecco la spiegazione!</p>
<p>Per bocciare integralmente Cona basta quel concentrato di nefandezze che è. Ma se proprio fosse necessario aggiungervi una goccia per far traboccare il vaso dell’indignazione, beh, credo che le comiche ambizioni da proconsoli di improvvisati sostenitori di Cona siano bastanti per stimolare sussulti di dignità.</p>
<p><strong><em>Paolo Giardini</em></strong></p>
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		<title>Il macello urbanistico</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Il sindaco ha imposto al Consiglio Comunale la votazione di un corposo emendamento per dare il via a modifiche permanenti della città, senza lasciare tre giorni di tempo ai consiglieri d’opposizione per esaminare un documento finale mai visto prima. L’opposizione se n’è andata dall’aula per dignità e la maggioranza ha così potuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><em><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/2010_03_24_12_57_16.jpg" title="2010_03_24_12_57_16" rel="lightbox[10060]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10061" title="2010_03_24_12_57_16" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/2010_03_24_12_57_16-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></em>Il sindaco ha imposto al Consiglio Comunale la votazione di un corposo emendamento per dare il via a modifiche permanenti della città, <strong>senza lasciare tre giorni di tempo ai consiglieri d’opposizione per esaminare un documento finale mai visto prima</strong>. L’opposizione se n’è andata dall’aula per dignità e la maggioranza ha così potuto votare prontamente. Affermativamente, com’è ovvio, essendo composta da 24 gemelli omozigoti. Ottenuto in giornata ciò che desideravano, sindaco e Giunta potevano brindare al successo. Invece no! Secondo il loro modesto parere, l’opposizione doveva futilmente rimanere in aula a fare da tappezzeria! Da qui un primo <em>carnet de doléances per</em> la defaillance del simulacro di democrazia,<em> a cura dell’assessore all’urbanistica Fusari che “amareggiata e sorpresa”, afferma:</em></p>
<p>“.. dai primi di maggio abbiamo lavorato tenacemente con la città…”. Quale città, assessore architetto Fusari? Quella degli oltre 130.000 ferraresi, figli di ferraresi da generazioni, che vi abitano? O quella di qualche decina di imprese edili con pochissimi dipendenti locali, che per cementificare la città appaltano i lavori a ditte aventi un solo requisito: quello di costare poco, e pertanto non sono di Ferrara?</p>
<p><span id="more-10060"></span></p>
<p>“Il Piano Operativo è uno strumento essenziale per attuare il Piano Strutturale, quindi essenziale per il rilancio economico e lo sviluppo della nostra città.”, aggiunge l’addolorata amministratrice. Quale sviluppo, assessore architetto Fusari? Lei e il sindaco andate ancora raccontando la vecchia fola dell’edilizia motore dell’economia?! Una fola che vale solo per il PIL nazionale, non per l’economia locale che ha bisogno di tutto fuorché dei fuochi di paglia alimentati da territorio da erodere, e quando il fuoco finisce torna la calma piatta di prima, salvo dover ricominciare stoltamente ad erodere altro territorio.</p>
<p>Non cercate di infinocchiare la gente, architetto Fusari e sindaco Tagliani! Sappiamo che per i prossimi 5 anni consentite la costruzione di 2.000 alloggi aggiuntivi a fronte di necessità reali nulle, nonostante a Ferrara ci siano migliaia e migliaia di alloggi finiti vuoti e un altro migliaio in itinere! Questo è squallore amministrativo, perché andarne fieri?</p>
<p>Perché un ulteriore furto di territorio? E chi intende costruire, nonostante il mercato fermo, lo fa secondo voi per scopi adamantini? Che c’entra tutto ciò con 130.000 ferraresi che attendono servizi da un Comune previdente e non acquiescente ad ordini regionali (l’Ospedale di Cona e le ridicole nefandezze connesse) o di Nuovi Potentati Prezzolati (Hera, il Laboratorio Analisi Acqua chiuso ne è un esempio)?</p>
<p>Siete chiamati ad amministrare la città, non a dilapidarla. Che la devastazione sia burocraticamente ineccepibile, fra montagne di documenti che accompagnano il POC, in riferimento ad altri corposi documenti del PSC, e che per essere operativi avranno bisogno di altri documenti ancora, quelli del RUE, non cambia nulla: i danni urbanistici e sociali irreversibili rimangono tali anche con tutte le carte in regola. Vi state dimostrando degni eredi naturali di una serie di amministrazioni improvvide per l’urbanistica cittadina. I 50 anni che stanno fra il Grattacielo, l’espansione della città ad Est, e il via alla futura espansione di 500 ettari a Cona, stanno a testimoniarlo.</p>
<p><strong>Paolo Giardini</strong></p>
<p><strong>Progetto per Ferrara</strong></p>
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		<title>John Wayne cavalca verso Cona</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 11:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Soffermarsi sulla lista degli interventi pubblicati sulla rubrica “Punti di Vista” del giornale telematico CronacaComune non è esercizio inutile. Essendo ogni titolo un occhiello che introduce l’argomento dal punto di vista dell’autore, se questi è conosciuto si proverà il compiacimento di riconoscerlo in quelle poche parole. Per tale motivo presumo che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/john-wayne-cowboy-poster.jpg" title="john-wayne-cowboy-poster" rel="lightbox[9892]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9893" title="john-wayne-cowboy-poster" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/07/john-wayne-cowboy-poster-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Soffermarsi sulla lista degli interventi pubblicati sulla rubrica “Punti di Vista” del giornale telematico CronacaComune non è esercizio inutile. Essendo ogni titolo un occhiello che introduce l’argomento dal punto di vista dell’autore, se questi è conosciuto si proverà il compiacimento di riconoscerlo in quelle poche parole. Per tale motivo presumo che mi sarebbe bastato leggere il titolo: “Solo a Cona il Sant’Anna sarà degnamente l’ospedale di riferimento provinciale” per individuarne l’autore. Chi, se non il roboante consigliere Comunale Pd Portaluppi, potrebbe percepire altrettanto determinismo fatale riguardante l’immanenza del Cona-S. Anna?</p>
<p><span id="more-9892"></span></p>
<p>Questa volta l’audace “Ice Free Climbing”, non arrampicandosi perigliosamente per portare aiuto ad Hera, non può disporre di suggerimenti tecnici Hera. E’ il motivo per cui non gli bastano 8.000 battute neppure per cominciare a spiegare ai lettori perché la questione ospedaliera della Provincia (un problema gestionale dell’USL risultante dall’accorpamento delle precedenti USL esistenti in Provincia) sia decisa da Regione Emilia Romagna, Comune, Azienda Usl e Azienda Ospedaliera-Universitaria, ma non dalla stessa Provincia!</p>
<p>Non sarà sfuggito a molti che, per una regia lontana, da tempo la sanità è considerata dai politici al potere in ottica esclusivamente provinciale. Ciò non tanto da parte dei silenti organismi provinciali, quanto dai consiglieri comunali di maggioranza e dal sindaco, “immemori” che sono “comunali” e come tali chiamati a difesa degli interessi precipui degli abitanti della città.</p>
<p>Adeguatosi al trend giusto o sbagliato che sia, il tribuno si fa paladino di un “ospedale di riferimento provinciale”, trovandolo seducente anche se piazzato nella conca di Valle Morta, anche se è più vicino al Comune di Masi Torello che a Ferrara, anche se è nell’ubicazione più stramba per risultare baricentrica alla città, e neppure baricentrica alla provincia perché la città stessa è d’ostacolo nelle direttrici verso le aeree più dense.</p>
<p>L’horror ha almeno un estimatore e, in deroga ad ogni principio topologico, l’entusiasmo si palesa in profonde considerazioni sul tipo: “Certo, se chiediamo a chi abita in Giovecca o in Mortara quanto è contento del trasloco del Pronto Soccorso a Cona, la risposta di molti sarà prevedibile”. Come si fa a non divulgare idee così originali? Al Centro Anziani di Ponte andrebbero in delirio a sentirle dal vivo.</p>
<p>Non bisogna però dimenticare che il Consigliere Comunale PD Portaluppi è un medico. Uno stimato specialista dell’ipertensione che sa tutto di betabloccanti, vasodilatatori, diuretici, ACE inibitori, et similia. Come medico-politico si sente d’avere tutte le carte in regola per dire la sua sui Pronto Soccorso, indipendentemente dal fatto che la sua specializzazione sia anche il suo limite: l’ipertensione sta alla generalità della scienza medica come i francobolli svizzeri stanno alla filatelia mondiale. Lo dimostra dichiarando alla John Wayne: “la ristrutturazione della rete ospedaliera secondo i criteri dell’Hub e Spoke non ha mai ucciso nessuno, e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario”. Non tema, nessuno raccoglierà il guanto. Dovrà raccattarselo da solo, perché gli Hub e Spoke a cui allude non riguardano quelli citati dall’opposizione.</p>
<p>John Wayne si riferisce ai termini relativi a modelli di RETE OSPEDALIERA (regionale) che prevede la concentrazione dell’assistenza di maggiore complessità in “centri di eccellenza” (Hub) e l’organizzazione del NORMALE invio a questi “Hub” da parte dei centri periferici dei malati che superano la soglia dei complessità degli interventi effettuabili a livello periferico (Spoke).</p>
<p>Ma gli hub e spoke indicati nella mozione dell’opposizione bocciata da PD e suoi alleati sono altra cosa! La mozione recita: <em>“I Pronto Soccorso sono elementi di una RETE di UN SISTEMA D’EMERGENZA comprendente: Ospedali sede di Pronto Soccorso, Ospedali sede di D.E.A. (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di I livello, Ospedali sede di D.E.A. II livello, Centrali Operative 118 e altro. Il SIMEU (Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza) ha emesso un documento sullo stato dell’arte attuale delle succitate strutture diversificate, denominate HUB e SPOKE, funzionali fra loro in una rete di trasporti altamente efficiente e professionale. Un pronto soccorso al Sant’Anna non è incompatibile con uno a Cona. Possono avere funzioni diverse, come accade in altre città emiliane.”</em>.</p>
<p>Se il PD e alleati non sono d’accordo, dovrebbero chiedere al SIMEU di cambiare le Linee Guida.</p>
<p>In buona sostanza, gli hub e spoke (richiamati per la prima volta dall’opposizione e mai dai gestori del potere), fanno parte della terminologia delle reti (significano mozzi e cerchi) e sono impiegati sia per le Reti Geografiche Ospedaliere (gestite dalle Usl), sia per le Reti d’Emergenza (di cui il servizio 118 è solo un componente). Possono coincidere le due reti? Sì. Ma è proprio quello che non avviene a Ferrara, dato che manca almeno un requisito fondamentale per le Reti d’Emergenza.</p>
<p>In tutta evidenza, qualcosa sfugge al Portaluppi e, con lui, all’intera Rete di Potere di cui fa parte. Dimenticano che gli Spoke di ogni Rete Pubblica di Servizi siamo tutti noi utenti, non gli iscritti al partito dominante. Perché chi alla fine della corsa decide se un Pronto Soccorso, o una Struttura Medica, o uno Specialista, o la stessa “rete di trasporti altamente efficiente e professionale” (senza la quale i vari Pronto Soccorso non entrano in Rete) è all’altezza del suo nome, è SOLO l’utente. Nessun altro.</p>
<p><strong><em>Paolo Giardini</em></strong></p>
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		<title>Gli universi paralleli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini I famosi “universi paralleli” della fantascienza sono contemplati anche in certi studi di fisica. Ne ipotizzano l’esistenza mediante complicati percorsi matematici (per farsi un’idea, vedere le teorie delle stringhe o delle brane, ma solo se si è dei cervelloni, altrimenti guardando le formule viene il mal di testa). Però c’è un’esperienza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/city-bike.jpg" title="city-bike" rel="lightbox[9032]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9033" title="city-bike" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/06/city-bike-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I famosi “universi paralleli” della fantascienza sono contemplati anche in certi studi di fisica. Ne ipotizzano l’esistenza mediante complicati percorsi matematici (per farsi un’idea, vedere le teorie delle stringhe o delle brane, ma solo se si è dei cervelloni, altrimenti guardando le formule viene il mal di testa). Però c’è un’esperienza di universi paralleli alla portata di tutti, proprio qui, nella città delle Emozioni Tipiche Garantite suggellate dal marchio ETG ideato dalla Provincia. A  Ferrara ci sono infatti due mondi: il primo, quello dei cittadini che si fanno i fatti loro tirando a campà alla bell’e meglio; il secondo è quello parallelo della politica, dove i politici si fanno i fatti loro campando in modo tutto diverso.</p>
<p><span id="more-9032"></span></p>
<p>Un cittadino che voglia comprare una normale bici da donna con ruote 26”, freni a filo e accessoriata di cestino, la ottiene con circa 300 euro da qualsiasi commerciante di biciclette. Se invece di una sola bici ne volesse comprare 44, tutte uguali e con l’aggiunta delle rastrelliere, a parte il dover rianimare il venditore svenuto per l’emozione e l’attesa per ricevere la fornitura dalla fabbrica, quel cittadino avrebbe il piacere di pagare le bici ad un prezzo vicino a quello d’ingrosso, dimezzato rispetto al prezzo di bottega.</p>
<p>I politici di Ferrara hanno appena comprato 44 biciclette come quella descritta (salvo la chiusura a chiave particolare), per un importo di 40.368 euro (917,45 euro l’una), a dimostrazione che il pregiato mondo della politica ferrarese è assuefatto più ai costi delle boutique parigine che a quelli dei discount.</p>
<p>I fisici chiamano “wormholes” i collegamenti fra i mondi paralleli. Per cercarli impiegano grandi risorse mentali e supercalcolatori. Fatiche inutili. Se ricercassero il wormhole fra i nostri due mondi paralleli,  ogni indigeno saprebbe indicarlo: la Posta! E’ nelle cassette postali che i cittadini del primo mondo trovano sempre, anche durante gli scioperi, le cartelle delle tasse e le bollette di Hera (queste ultime con i colori dello stemma Vaticano: un sottile richiamo alla teocrazia dell’azienda che compra da alcune persone in Comune impianti della collettività, pagandoli miracolosamente un cinquantesimo del costo).</p>
<p>Le spese a prezzi da boutique, infatti, mediante il wormhole postale sono trasferite perfettamente, con solo qualche sfasamento per le diverse leggi fisiche vigenti fra i due universi. Nel primo mondo, ad esempio, tutti i gas si espandono o si contraggono seguendo le condizioni di temperatura e pressione. Nel mondo delle boutique invece no, lì i gas occupano volumi secondo condizioni medie stagionali di temperatura e pressioni dichiarate costanti specialmente quando variano. Lo si è appreso dal Coefficiente C, introdotto nelle bollette gas per l’esperimento scientifico sull’inversione della freccia del tempo: alla temperatura media di due anni fa, alla pressione fissa inattendibile, al volume misurato con una tolleranza sconosciuta, paghi oggi per quello che hai già pagato due anni fa, regalandoti ETG incredibili! E’ per questi colpi di vita che gli abitanti del primo mondo si concedono ogni tanto un exploit, andando alla mutua in bicicletta per l’esame del sangue. Ne approfittino finché possono, perché forse in futuro non potranno più andarci in bicicletta, se sposteranno i prelievi a Cona nel nuovo-vecchio ospedale, posto a quota troppo bassa e troppo distante coi suoi 25 chilometri a/r. Le ETG sarebbero eccessive.</p>
<p> <strong><em>Paolo Giardini</em></strong></p>
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		<title>ConaConati</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 12:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Gentile Direttore, Ferrara ha visto spesso l’occupazione del territorio di forze straniere a sostegno di governanti imposti. La presenza di truppe era esplicita manifestazione di una realtà impossibile da evitare finché perdurava lo stato di fatto, ma presentava almeno il vantaggio dell’evidenza: per uniformi e lingue diverse, senza ambiguità erano soldati Austriaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="321" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Dm1Nc1VFtsY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="321" src="http://www.youtube.com/v/Dm1Nc1VFtsY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Gentile Direttore,</p>
<p>Ferrara ha visto spesso l’occupazione del territorio di forze straniere a sostegno di governanti imposti. La presenza di truppe era esplicita manifestazione di una realtà impossibile da evitare finché perdurava lo stato di fatto, ma presentava almeno il vantaggio dell’evidenza: per uniformi e lingue diverse, senza ambiguità erano soldati Austriaci quelli che tenevano la Fortezza nelle vicende ottocentesche, come senza ambiguità erano i soldati Tedeschi che consentivano a Vezzalini, e alle milizie repubblichine ai suoi ordini nel 1943-44, di fare il lavoro sporco per mantenere l’ordine pubblico e il prelievo forzoso di risorse.</p>
<p><span id="more-8986"></span></p>
<p>Diverso il caso quando lo straniero occupante il Palazzo si presenta come dei “nostri”. Gli osannati Estensi erano dei predoni che quando facevano qualcosa di buono era finalizzato all’esclusivo decoro di una sfarzosa corte, mantenuta a spese di un’esigua e poverissima popolazione. Spogliavano sistematicamente i sudditi, ma erano i “legittimi” governanti! Nell’unica occasione in cui i sudditi esasperati hanno trucidato l’esattore delle tasse, non hanno messo in discussione “lo duca nostro sere”, perché mancava loro il concetto di una diversa autorità. Una carenza che perdura anche ai nostri giorni, nonostante la rivoluzione francese abbia ribaltato tante cose, ecco perché ieri, martedì 1 Giugno 2010, con l’articolo del Forum in redazione sul S. Anna da trasferire a CONA, il suo giornale ha offerto ai lettori un ritorno al passato in versione non truculenta, ma sempre drammatica, di occupazione straniera.</p>
<p>Gli equivalenti degli ufficiali delle forze straniere d’occupazione comandanti la Piazza erano i funzionari regionali della sanità Baldi e Fabbri, mentre l’acquiescente Vezzalini era rappresentato dal sindaco Tagliani. Il dramma sta nelle preoccupanti domande poste in grassetto dal giornale: gli stranieri rispondono dichiarando quello che è stato deciso di infliggere ai ferraresi senza chieder loro il permesso, il Tagliani, quando non corrobora servilmente (una perla il suo tranquillo “si sono dovute superare le resistenze dell’Università”, come se la bistrattata Facoltà di Medicina fosse una sciocchina capricciosa), si limita ad auspicare “che non si paghi il parcheggio”, a ritenere che “si potrebbe spostare il casello ad est”, ad affermare “che mancano dei raccordi stradali da via Comacchio” (il fatto che Cona sia raccordata con Ferrara da via Comacchio è irrilevante..). Questi sono i belati di quello che dovrebbe essere il nostro “defensor civitatis”!!</p>
<p>Conserverò gelosamente le due pagine di giornale riportanti il Forum su Cona. Sono evidenze storiche dell’attuale periodo grigio della nostra città, in cui l’edificio concettuale della democrazia non è ancora terminato, perché non si tratta solo di un incidente di percorso di nome S. Anna (per quanto possa essere probabile un incidente di percorso ultraventennale). Di Conaequivalenze, purtroppo, ne abbiamo a iosa.</p>
<p><strong>Paolo Giardini</strong></p>
<p><strong>Progetto per Ferrara</strong></p>
<p><strong>Lista civica 5 stelle<br />
</strong></p>
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		<title>ETG e Coefficiente C</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia, sviluppo, lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Ai nostri giorni Lewis Carroll farebbe correre il Coniglio Bianco, inseguito da Alice, fino a Ferrara. Troppo ghiotta l’opportunità d’esplorare la crescita metafisica di una Ferrara impreziosita dall’Ospedale Incantato di Cona in Valle Morta ubicato sulla sommità di un’altura rovesciata, raggiungibile per Misteriose Strade d’Accesso e Ferrovie Che Saranno. In un tripudio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/05/etgemozioni-420x315.jpg" title="etgemozioni-420x315" rel="lightbox[8955]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8956" title="etgemozioni-420x315" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/05/etgemozioni-420x315-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ai nostri giorni Lewis Carroll farebbe correre il Coniglio Bianco, inseguito da Alice, fino a Ferrara. Troppo ghiotta l’opportunità d’esplorare la crescita metafisica di una Ferrara impreziosita dall’<em>Ospedale Incantato di Cona in Valle Morta </em>ubicato sulla sommità di un’altura rovesciata, raggiungibile per <em>Misteriose Strade d’Accesso e Ferrovie Che Saranno</em>. In un tripudio di occasioni virtuali c’è pure un curioso L<em>aboratorio Analisi Acqua (che c’è ma non c’è perché altrove)</em>; un<em> Ostello Fantasma</em>; un’onirica<em> Industria dei Cristalli di Silicio entro la Grande Fabbrica Metachimica</em> (*) spesso illuminata di notte dai suggestivi Fuochi delle Torce; una <em>Scuola Materna ai Miasmi Velenosi per bimbi sfortunati</em>.</p>
<p><span id="more-8955"></span></p>
<p>Probabilmente Lewis sarebbe costretto a variare il famoso titolo della sua storia in: Alice nel Paese delle Emozioni Tipiche Garantite. Un paese dove la realtà è appunto rappresentata da belle scatole che sono insieme vuote e piene: contengono aria mista ad Emozioni Tipiche Garantite (E.T.G. strumenti di marketing turistico dedicati a tutte le potenziali escursioniste Alice).</p>
<p>Ma non solo i visitatori possono fruire di E.T.G., ce ne sono di precipue per gli indigeni! Non è una fortuna? S’è già detto della fantastica vicenda dei contatori del gas: quelle scatole grigie, a prezzi d’ingrosso costano più di quanto ha pagato Hera per comprare la rete comunale gas di Ferrara! Al sindaco Tagliani hanno garantito l’emozione di una perizia del tribunale di Bologna attestante che l’intera nostra rete (compresi tutti gli ammennicoli fra cui i contatori), costa meno dei contatori che contiene! La simpatica sorpresa della legittimità del “compri cento e paghi uno”, conferma che finalmente Ferrara, libera da antiche convenzioni, è immersa nell’incantevole realtà virtuale della Regina di Cuori di cui il sindaco è devoto vassallo. E’ così che l’ordinamento che accumuna tutte le cose della stessa natura rende affini le variopinte scatole vuote E.T.C. con le scatole grigie dei contatori del gas! Cos’hanno in comune quelle scatole? Semplice: il Vuoto reale per il Pieno presunto! Tipico del mondo fatato di Alice… perché quelle scatole grigie sono “contatori volumetrici”, misurano cioè dei volumi di gas. I gas notoriamente cambiano di volume al variare di pressioni e temperature. Si rimedia all’inconveniente (biasimato dalla fiscale Regina di Cuori e suoi vassalli) con il “Coefficiente C” che corregge i Valori Misurati. I quali non sono altro che i numeri indicati dai totalizzatori sulle finestrelle dei contatori del gas:  E.T.G. sotto forma di mc/h di gas naturale! Sono E.T.G. perché ogni contatore nuovo di zecca ha margini d’errore massimi stabiliti per certi quantitativi di flusso (**). Al di sopra e al di sotto di quei flussi, la percentuale è sconosciuta (ad esempio quando funziona la fiammella pilota) passando d’ufficio nella categoria delle E.T.G. Ma è sconosciuta anche la percentuale d’errore dei contatori che non sono affatto nuovi, cioè quasi tutti, aventi le “camere di misura a pareti deformabili” irrigidite, vale a dire con misure ridotte, per cui la riduzione ignota può determinare tranquillamente Valori Misurati sbagliati del 20% e più! Quindi le E.T.G. sono assicurate all’arrivo della bolletta del gas esigente il pagamento certo di volumi presunti e vieppiù aumentati quest’anno, grazie al Coefficiente C, di un altro 4%! Grazie alle E.T.G., Ferrara dimostra splendidamente di non essere ancora superiore a nessuno.</p>
<p><strong><em>Paolo Giardini</em> </strong></p>
<p>(*) Metachimica: oltre la chimica. Si produce sempre più per il mercato dell’energia elettrica che con la chimica non c’entra niente.</p>
<p>(**) Le norme prevedono per tutti gli strumenti di misura delle classi di precisione. I contatori del gas comunemente impiegati sono marchingegni grossolani dal punto di vista della precisione, per cui le norme consentono tolleranze abbastanza alte, che l’invecchiamento inevitabilmente amplificherà.</p>
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		<title>La chiamano Vendita&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 06:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Il contatore del gas è un oggetto così familiare che il proporne l’immagine può sembrare un’insolenza. Si tratta invece di una precauzione, perché per trasmettere univocamente certi concetti le illustrazioni sono più sicure delle parole, in modo particolare per le categorie affette da scarsa aderenza al mondo reale, come fra i giovanissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/05/b8c2_35.jpg" title="b8c2_35" rel="lightbox[8868]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8869" title="b8c2_35" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/05/b8c2_35-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il contatore del gas è un oggetto così familiare che il proporne l’immagine può sembrare un’insolenza. Si tratta invece di una precauzione, perché per trasmettere univocamente certi concetti le illustrazioni sono più sicure delle parole, in modo particolare per le categorie affette da scarsa aderenza al mondo reale, come fra i giovanissimi o fra i politici. Il vantaggio di poter evitare malintesi sulla parola “contatore gas” da parte dei politici e loro “clientes” non è trascurabile.I normali lettori, e forse anche qualche amministratore pubblico, sanno che i contatori domestici del gas sono costituiti da apparecchi di misura come quello raffigurato, corredati da accessori, alcuni dei quali qui riportati, e assemblati fra loro. Sono gli equivalenti gas dei contatori elettrici ENEL.</p>
<p><span id="more-8868"></span></p>
<p>Ce n’è uno per ogni utenza e, come i contatori ENEL, sono di proprietà della Società distributrice. Ce ne sono tanti. Tanti quante le famiglie che hanno una cucina a gas, tanti quante sono le unità immobiliari con riscaldamento a gas (condomini, uffici, negozi, attività diverse, alberghi, ecc.). <strong>Solo di nuclei famigliari, in Comune, ce ne sono 65.000. Comprendendo tutto non si arriverà lontano da 100.000 utenti</strong>. Moltiplicando questi 100.000 contatori per il costo unitario abbiamo un ordine di grandezza di una parte del costo della rete gas, limitatamente ai contatori di misura.</p>
<p><strong>Cosa costa un contatore del gas completo di accessori?</strong> Ce n’è di varie taglie, la G4 raffigurata, adatta alle comuni utenze domestiche, <strong>costa di listino 153,00 euro + IVA.</strong></p>
<p>Le due taglie superiori, la G6 e la G10, costano rispettivamente <strong>258,00 e 450,00 euro + IVA</strong>. Prezzi che non comprendono movimentazioni, imballi, gestioni, ricarichi, mano d’opera d’assemblaggio componenti e posa in opera, la somma dei quali supera i pur forti sconti che si applicano ai listini, per cui quei prezzi possono essere assunti come prudenziali.</p>
<p><strong>Deduciamo che se a Ferrara fossero installati unicamente piccoli contatori gas da 153 euro, il valore dei contatori comprati da Hera al Comune sarebbe di circa 15.300.000 euro + IVA</strong>.</p>
<p>Si può obiettare che il valore di prodotti nuovi non è paragonabile a quello di roba vecchia. E’ così nel libero commercio, non vale per pezzi unici, altrimenti la casa d’aste Cristie’s non sarebbe secolare. <strong>Ma la rete comunale gas di Ferrara è unica al mondo</strong>. <strong>Allora come è stato possibile ad Hera, con una cifra inferiore a 14 Meuro comprare il 60% di TUTTA la rete gas, il cui valore è almeno cento volte superiore a quello dei soli contatori?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché un prezzo più simbolico che reale?! Non è neppure una svendita, hanno regalato ad Hera beni municipali con monopolio di servizi annessi, comprato per noi e i nostri discendenti dalle generazioni che ci hanno preceduto! E’ sconvolgente l’irreversibilità del misfatto.</strong></p>
<p><strong>Perché defraudarci di beni e autonomie comunali storiche, conquistate con tanta fatica?!</strong></p>
<p><strong><em> Paolo Giardini</em></strong></p>
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		<title>Polemiche nuove e vecchie maniere</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 12:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini “Se il sindaco e il direttore generale non vanno d’accordo, non se ne va Tagliani, se ne va Finardi”.  Così il sindaco ha prospettato alla stampa la sua sbrigativa chiave di lettura della vicenda scaturita dall’uscita di Piero Stefani dal Meis sbattendo la porta. Che questa sia una regola vigente a Ferrara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/05/348850-tagliani.jpg" title="348850-tagliani" rel="lightbox[8848]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8849" title="348850-tagliani" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2010/05/348850-tagliani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Se il sindaco e il direttore generale non vanno d’accordo, non se ne va Tagliani, se ne va Finardi”.  Così il sindaco ha prospettato alla stampa la sua sbrigativa chiave di lettura della vicenda scaturita dall’uscita di Piero Stefani dal Meis sbattendo la porta. Che questa sia una regola vigente a Ferrara è noto, confermata anni fa da un famoso disaccordo fra sindaco e direttore generale finito a quel modo, ma ha un difetto non lieve: se quello dei due che ha torto marcio è il più alto in grado si può esser certi che il futuro sarà guastato dagli errori della parte vincente.</p>
<p><span id="more-8848"></span></p>
<p>E’ più che ragionevole che il sindaco non abbia potuto dirimere le divergenze di vedute fra Stefani e Calimani in una controversia resa manifesta a cose fatte, con posizioni divenute inconciliabili. Per questo motivo si può comprenderne l’insofferenza per la lettera aperta a lui indirizzata, firmata da 74 esponenti della Cultura, che solidarizzano con Stefani lamentando la carenza del Comune per la sua responsabilità nei confronti della città. Tuttavia c’è un altrettanto ragionevole dubbio che il contrasto fra le due personalità non sia banalmente confinabile ai soli problemi personali, perché anche senza essere intellettuali, o coltissimi come il prof. Stefani, è stato fin troppo evidente notare che qualcosa “traggiava” nell’affollatissima conferenza del 18 Aprile al Teatro Comunale coordinata dal Presidente Meis Calimani.</p>
<p>Ciò che “traggiava” troppo rumorosamente erano le parole conclusive del Calimani, che con molta determinazione chiedeva ai suoi prestigiosi ospiti idee su come impostare il futuro museo dell’ebraismo e della Shoah. Idee – precisava con enfasi – che non avrebbe smesso in futuro di sollecitare con insistenza. La calda umanità del Calimani faceva sicuramente presa sul pubblico. Almeno per quella parte di pubblico ignara che era già stato stilato il bando di concorso internazionale per il progetto del museo. Per chi invece sapeva del bando praticamente emesso, era una dichiarazione di guerra sulla validità dei contenuti del bando. Ma allora perché emetterlo?</p>
<p>Dov’è il doveroso rispetto per il tanto lavoro fatto e, soprattutto, per il tantissimo lavoro altrui richiesto dalla gara d’appalto ritenuta inutile? Dov’è la serietà e la professionalità?</p>
<p> A quella conferenza c’erano Tagliani, Maisto e altri amministratori, usciti sorridenti e soddisfatti. Giustamente sorridenti. Apprendendo che il bando in corso d’emissione valeva come i bond argentini, la constatazione di un episodio di responsabilità pubblica Conacompatibile (prima si mette in servizio l’ospedale lontano dalla città dopo averlo fatto e rifatto per vent’anni, poi forse si faranno strade, circonvallazione cittadina, metropolitane) è sempre una consolante rassicurazione.</p>
<p> <strong><em>Paolo Giardini</em></strong></p>
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