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	<title>Progetto per Ferrara &#187; di paolo giardini</title>
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		<title>Si va alla collisione con gli scogli, ma non è ancora naufragio in atto</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Caro Direttore, possiede argomenti in più e diversi della spesa ufficialmente sostenuta per Cona (300 milioni) per asserire che “sia tardi per mettere in discussione la distanza fra il centro e l’ospedale di Cona, parlare di quanto sia bello avere il S. Anna in corso Giovecca a portata di bicicletta”? Se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/ospedale-cona-ferrara.jpg" rel="lightbox[15449]" title="ospedale-cona-ferrara"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15450" title="ospedale-cona-ferrara" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/ospedale-cona-ferrara-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Caro Direttore,</p>
<p>possiede argomenti in più e diversi della spesa ufficialmente sostenuta per Cona (300 milioni) per asserire che “<em>sia tardi per mettere in discussione la distanza fra il centro e l’ospedale di Cona, parlare di quanto sia bello avere il S. Anna in corso Giovecca a portata di bicicletta</em>”? Se si tratta solo della grossa spesa per costruirlo, prima di lasciarsi impressionare bisognerebbe mettere sull’altro piatto della bilancia tutte le spese aggiuntive ineliminabili che il risultato di “quella grossa spesa” comporterà nel futuro. Ha presente che in corso Giovecca l’ospedale S. Anna non paga un centesimo d’affitto annuale? Per Cona, l’Inail vorrà percepirne uno plurimilionario. Da quando in qua si cede la solida casa avita per andare in affitto in una più onerosa e mal costruita? Sarebbe come se il Comune si trasferisse dal Palazzo Municipale, perdendone possesso e proprietà, per finire nel Palazzo degli Specchi pagandone l’affitto (un’ipotesi pure paventabile con questa amministrazione, se in Hera sorgessero bramosie per il Palazzo Municipale..).</p>
<p><span id="more-15449"></span></p>
<p>Il S. Anna non dipende dall’efficienza di impianti di sollevamento acque che tengano all’asciutto un’area di200 ettari, e dal pagarne l’energia necessaria. E non è costretto a subire la peregrina vessazione del monopolio di un solo fornitore di servizi (Progeste) che pretende 30 milioni all’anno ancor prima di dimostrarsi qualitativamente e quantitativamente all’altezza del servizio. Quanto percepiva la Ferrarese Service, che eroga le stesse prestazioni che erogherà Progeste, con i contratti vinti in periodiche gare d’appalto?</p>
<p>Nell’ospedale di corso Giovecca entrano quotidianamente non meno di quattromila persone fra dipendenti e indotto, fornitori, parenti, ecc. Una fiumana che allungherà il suo percorso per spostarsi in punto meno baricentrico dell’attuale, provocando un traffico che in un anno significherà 1-2 milioni di chilometri percorsi in auto in più. In 10 anni, cioè in metà del tempo necessario alla costruzione dell’ospedale di Cona, il canone pagato a Progeste ammonterà all’intero costo dell’edificazione in cambio di prestazioni discutibili per la sola mancanza di mezzi correttivi.</p>
<p>Non si salverà una parete in cartongesso delle stanze di degenza dallo sfondamento dei letti mobili! Qualche vita umana si spegnerà nell’ambulanza in corsa prima di arrivare in tempo al Pronto Soccorso (perché è una favoletta che il tempo sia una variabile indipendente dopo la “stabilizzazione” operata dal 118, dato che non tutto è “stabilizzabile”) e, poiché miracoli non ne fa nessuno, pure la breve vita assicurata al manufatto dal calcestruzzo non previsto dal progetto, unita alla bassa qualità costruttiva ottenuta per mille traversie e cambi di mano del cantiere sempre raffazzonato, assicureranno la certezza che quell’opera nata male proseguirà peggio senza sosta. Cioè spese continue.  Il tutto senza aumentare di un posto letto la necessità dei ferraresi.</p>
<p>Consideriamo infine che la scriteriata scelta comporterà uno sviluppo urbanistico che per sola mancanza di progettualità prende a schiaffi la città rossettiana di cui ci vantiamo.</p>
<p>Concludendo, ad ospedale di Cona ancora chiuso (dopo ben 20 annunci solenni di apertura, tipico delle cose serie) il sentire dire che “è tardi” per parlarne non suona appropriatamente, tanto più che il destinarlo a compiti diversi da quello di ospedale cittadino garantirà un sicuro risparmio economico generalizzato. Basta cambiare i “progettisti”! E’ ancora tempo per parlarne, altroché!</p>
<p><em><strong> Paolo Giardini</strong></em></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201201/29/0316_binpage1.pdf&amp;authCookie=-710637312" target="_blank"> </a><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;"><a href="http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CNcacheCopy?file=pdf/201201/29/0316_binpage1.pdf&amp;authCookie=-710637312" target="_blank">Il dibattito con 20 anni di ritardo</a></span></span></p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La  Ferrara al top</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Nuova rotatoria di S. Giorgio: “Stimiamo una riduzione dei tempi d’attesa del 30-35%” dice al giornalista di fiducia l’assessore Modonesi, compiaciuto delle “simulazioni” effettuate dal Comune di Ferrara. Durante una precedente conferenza stampa sulla magica rotatoria, citava la medesima percentuale, ma riguardante una “diminuzione del traffico di circa il 30-35%”. Avranno scoperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/stanlio-e-ollio.jpg" rel="lightbox[15342]" title="stanlio-e-ollio"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15343" title="stanlio-e-ollio" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/stanlio-e-ollio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nuova rotatoria di S. Giorgio: “<strong>Stimiamo una riduzione dei tempi d’attesa del 30-35%</strong>” dice al giornalista di fiducia l’assessore <strong>Modonesi</strong>, compiaciuto delle “simulazioni” effettuate dal Comune di Ferrara. Durante una precedente conferenza stampa sulla magica rotatoria, citava la medesima percentuale, ma riguardante una “<strong>diminuzione del traffico di circa il 30-35%</strong>”. Avranno scoperto un <strong>Principio d’Uguaglianza</strong> fra riduzione del tempo d’attesa all’incrocio e riduzione del traffico coinvolto nell’attesa, per cui se invece di attendere un minuto ad un incrocio in ora di punta capiterà di attendere per soli 40 secondi, in quei 20 secondi guadagnati i mezzi in transito diminuiranno invece di aumentare, e caleranno almeno del 33%! Potenza della scienza!</p>
<p><span id="more-15342"></span></p>
<p>Ci sono aziende d’Ingegneria dei Trasporti che, pur sdegnando i software di simulazione vinti nelle sagre paesane, se conoscessero il PdU semplificherebbero i calcoli per matrici di traffico e grafi stradali, lasciando perdere gli estenuanti rilievi sulle strade cittadine. Si veda ad es. su internet come opera Polinomia di Milano: per definire il flusso di una rotatoria le occorre conoscere il flusso di TUTTA la rete stradale di cui fa parte. Modonesi riderà fino alle lacrime di queste goffaggini.</p>
<p>E’ noto che gli amerindi precolombiani avevano estese reti stradali, però non usavano ruote.</p>
<p>E’ un po’ meno noto che ritrovamenti archeologici hanno riesumato giochi e modellini con ruote, invalidando l’ipotesi della “mancata invenzione”, ma senza intaccare il mistero della strana rinuncia alla ruota.</p>
<p>Infine, è ancor meno noto che l’inarrestabile recupero tecnologico americano avviato dopo l’arrivo di Colombo comprende pure il lancio di micro satelliti artificiali per scopi privati e ludici.</p>
<p>Potremmo individuare nel rifiuto delle ruote un’analogia attitudinale fra i precolombiani e i ferraresi contemporanei: <strong>l’idiosincrasia per le invenzioni utili e necessarie</strong>.</p>
<p>Tuttavia, fatte le debite proporzioni, gli atzechi che strascicavano bagagli senza ruote erano più giustificati dei ferraresi attuali, indifferenti alle importanti opere pubbliche prive di avalli tecnico-scientifici. Alla Stanlio e Ollio, per capirci. Si veda l’ospedale di Cona, edificato nell’arco di una generazione su terreno inadatto alle costruzioni e penalizzato da altri handicap fra cui una viabilità da far west, che la casta dominante ha deciso di ampliare come unico ospedale di città (ma fuori città), dando avvio in località <strong>La Morta</strong> ad un’era di corbellerie epocali ritenute di ottima qualità dalla nomenklatura. Infatti il sindaco dichiara, indignato, che sarebbe<strong> “un vulnus all’educazione civica” costituire il Comune parte civile </strong>nel processo in allestimento<strong> </strong>per quel gioiello!</p>
<p>In sostanza, per gareggiare alla pari in arguzia coi precolombiani, bisognerebbe dimostrare che erano costretti dalle loro caste a trainare carretti con ruote quadrate. I micro satelliti artificiali ideati dai postcolombiani ne forniscono una prova indiretta. Questi sono oggettini cubici realizzati secondo standard “CUBESAT” (volume 1 dm³, peso max1 kg, potenza elettrica max 1 W). Proprio giorni fa l’Agenzia Spaziale Europea ne ha posti in orbita una decina. Dallo spazio debbono ovviamente comunicare con le rispettive stazioni a terra, ma un solo watt di potenza non regge cospicui traffici di dati. Che fanno allora i giovani artefici dei satelliti? Usando cultura e cervello, predispongono il traffico mediante la matematica delle Reti di Petri, un linguaggio di modellazione che introduce gli equivalenti di semafori e tratti di transizione per regolare traffici non deterministici.</p>
<p>Viene spontaneo considerare che se per la criticità di un progettino scientifico si è obbligati ad utilizzare procedure di calcolo al top inventate da poco, a maggior ragione la realizzazione di opere condizionanti la vita di una città debba essere obbligatoriamente valutata secondo scienza e coscienza attuale, non di fine ‘800. E’ stato fatto, se n’è sentita l’esigenza?</p>
<p>Dal recente incontro nei locali dell’ex Scuola Bombonati con la popolazione invitata ad ascoltare cosa hanno deciso di fare in suo nome negli ultimi dieci anni, testimoni e giornali riferiscono che durante la serata i notabili comunali hanno comunicato un solo dato: 41, il diametro esterno in metri della rotatoria. Che non si dica che siamo dei pressappochisti da paleobar!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Imbranati, inetti, o tutti e due?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; di Paolo Giardini Se una padrona di casa, l’arzdora, avesse l’abitudine di condurre il nido famigliare in questo modo: -          cucina: ambiente concesso contrattualmente a cooperativa di catering per la quotidiana somministrazione dei pasti alla famiglia; -          retrobagno, sgabuzzino e bassocomodo: locali concessi contrattualmente ad impresa assegnataria del servizio di pulizie della casa, lavanderia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/pRIVATIZZAZIONI1.jpg" rel="lightbox[15225]" title="pRIVATIZZAZIONI"><img class="alignleft  wp-image-15227" title="pRIVATIZZAZIONI" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/pRIVATIZZAZIONI1-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a>Se una padrona di casa, l’arzdora, avesse l’abitudine di condurre il nido famigliare in questo modo:</p>
<p>-          cucina: ambiente concesso contrattualmente a cooperativa di catering per la quotidiana somministrazione dei pasti alla famiglia;</p>
<p>-          retrobagno, sgabuzzino e bassocomodo: locali concessi contrattualmente ad impresa assegnataria del servizio di pulizie della casa, lavanderia e giardinaggio;</p>
<p>-          garage: in uso contrattualmente ad una ditta di trasporti con autista che provvederà a portare a scuola i pargoli, al lavoro il marito, e allo shopping la signora;</p>
<p><span id="more-15225"></span></p>
<p>-          guardaroba: non assegnato. Costa meno cambiare indumenti scarpe e biancheria usurati comprando roba nuova;</p>
<p>-          giardino: diviso in posti auto affittati (perché i soldi non bastano mai e i bambini per fortuna preferiscono la televisione al giardino);</p>
<p>-          centrale termica: assegnata alla ditta manutentrice degli impianti di riscaldamento, condizionamento ed elettrici, nonché fornitrice di energia elettrica e gas;</p>
<p>il suo bilancio sarebbe decisamente più oneroso di quello di un’arzdora vecchio stampo capace di far da sola. Eppure lei spergiurerebbe che avendo tutto sotto controllo, passando la vita a verificare conti e sistemare contratti, sia sicurissima che spendere meno di quanto spende non sia possibile, quindi con un marito che non porta a casa più di tanto non resta che far debiti e vendere la proprietà dei locali di servizio utili solo alle ditte che li usano.</p>
<p>Il guaio, purtroppo, non starebbe solo nel problema economico di una bizzarra conduzione, perché quella famiglia si avviterebbe in un ciclo perverso di progressivo scollamento dal know-how casalingo scegliendo di vivere da imbranati per regola di vita, per cui una lampadina fulminata di sera sarà cambiata solo il giorno dopo con l’intervento del servizio manutentivo, non avendo accesso al deposito dove ci sono le lampadine e la scaletta necessaria a cambiarla, oltre a non aver idea di come si fa a sostituire una lampadina. Stessa cosa, in quella Casa di Inetti, per un bottone staccato di domenica mattina, una camomilla notturna, una perdita d’acqua dall’impianto, che perfino l’esistenza del rubinetto generale sarebbe sconosciuta. In pratica, quella famiglia ricalcherebbe pari pari l’inettitudine attuale del Comune di Ferrara, invischiato in un giro di debiti, in sofisticatissimi metodi di reperimento denari consistenti nello svuotare tutte le tasche, in improbabili programmi di spesa a fronte di entrate incerte.</p>
<p>E’ inevitabile vivere sistematicamente da imbranati? Certo che no! E infatti quasi nessuno lo fa. Salvo qualche condominio condizionato da amministratori particolarmente rapaci. Oltre al Comune, naturalmente, alla cui conduzione si ispira l’arzdora della Casa degli Inetti che compendia in sé i compiti suddivisi fra sindaco e giunta, ritenuti il massimo del virtuosismo amministrativo. Con soddisfazione di Inetti &amp;Imbranati e, soprattutto, dei Fornitori dei servizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Paolo Giardini</strong></p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La magica Ferrara</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Fin da quando gli egizi compresero che il dio Aton, fonte di energia vitale, ha l’indiscutibile forma di disco solare, la raffigurazione circolare s’è svelata all’umanità in tutto il suo potere divino. Non per nulla i babilonesi avevano nel cerchio magico il nucleo dei rituali protesi a creare con l&#8217;energia della mente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/rotatoria-artistica.jpg" rel="lightbox[15181]" title="rotatoria-artistica"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15183" title="rotatoria-artistica" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/rotatoria-artistica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fin da quando gli egizi compresero che il dio Aton, fonte di energia vitale, ha l’indiscutibile forma di disco solare, la raffigurazione circolare s’è svelata all’umanità in tutto il suo potere divino. Non per nulla i babilonesi avevano nel cerchio magico il nucleo dei rituali protesi a creare con l&#8217;energia della mente uno spazio immaginario separante il mondo soprannaturale da quello materiale, facilitando la concentrazione, la sacralità, l’unione con le entità divine. <strong>La simbologia del cerchio resta inalterata nel tempo</strong>, passando per i maghi cerimoniali del Medioevo e del Rinascimento fino ai giorni nostri. La ritroviamo <strong>ancora ben viva in un’enclave di dignitari ferraresi dedita a</strong> <strong>sostituire incroci con rotatorie</strong>, rivelando così il legame filogenetico con quell’antichissima Casta Sacerdotale (oggi chiamata Casta e basta). E’ per questo che ancor oggi una rotonda crea, tramite l’energia psichica di menti assessorili, uno spazio immaginario capace di dividere il mondo onirico della Casta da quello del grande traffico automobilistico dei discepoli della Casta.</p>
<p><span id="more-15181"></span></p>
<p>Il recente annuncio di una grandiosa rotatoria di raccordo al ponte di S. Giorgio, in relazione metapsichica con una fiabesca idrovia e un ospedale in attesa del casting per il serial “La Brughiera dei Misteri”, ha fatto salmodiare anche all’assessore Modonesi le chiaroveggenze di rito, fra cui quella della rotatoria paranormale che <strong>“comporterà una</strong> <strong>diminuzione del traffico di circa il 30-35%”</strong>. Una percentuale onesta. Per i devoti ignari della consistenza del traffico immaginario, l’indicare anche il 90% sarebbe stato la stessa cosa. Purtroppo riguardo ai poteri paranormali del cerchio ci sono troppi agnostici fra chi percorrerà quel grande cerchio magico (che in spregio al Cristianesimo si accosterà all’antica cattedrale di S. Giorgio occupandone il giardino). Per non parlare della confusione di quelli non accettano il paranormale perché “inspiegabile”. Non si rendono conto, i futili, che ciò che non è spiegabile è incomprensibile, quindi al di fuori della loro portata&#8230; Sfortunatamente le confusioni pseudo colte fanno presa, da qui il proliferare di orde avverse alla Cultura Paranormale. Basti considerare le Società di Servizi dedicate al settore dell’Ingegneria dei Trasporti e Matematica Applicata, che producono simulazioni al calcolatore senza tener conto delle energie psichiche paranormali! Per tale motivo sono costrette a rilevare pedantemente il traffico di tutte le strade prima di classificarle. Una noia interminabile. In rete sono presenti simulazioni che a prima vista appaiono toste per le sofisticherie impiegate, quali le <strong>“matrici di traffico”</strong> o i <strong>“GRAFI stradali”</strong> e relative <strong>“procedure di calcolo”</strong> (*). Ma ad attenti esami non sfugge che nelle definizioni tecniche i sacrileghi professionisti pongono le <strong>“rotatorie</strong>”, al pari delle <strong>“intersezioni semaforizzanti”e “intersezioni regolate o no da segnaletica di precedenza”</strong>, nella categoria “<strong>Perditempo</strong>”! Blasfemie!!</p>
<p>Fortunatamente il devoto elettorato locale ama la Casta, che ricambia l’affetto affidandolo alle materne premure della dea Hera per poter dedicarsi liberamente a predisporre <strong>Rotatorie magiche</strong>, suggestive <strong>Stanze Urbane</strong>, chiusure di <strong>Cadenti Ospedali</strong> in centro sgraditi agli dei, <strong>Biciclette Pubbliche</strong> da favola (per chi le vende), vaticinando accessi all’archetipo delle <strong>Meraviglie Ospedaliere</strong> innalzatesi dalle acque morte, e l’arrivo di <strong>Autoambulanze Miracolose</strong> che al loro interno <strong>fermano il Tempo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(*) Per farsi un’idea vedere un esempio in http://www.comune.sesto-fiorentino.fi.it/pianotraffico/ParteIIInterventiDelPiano/Rapporto_calibrazione3.0.pdf<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Nuovi criteri per i bilanci comunali</title>
		<link>http://www.progettoperferrara.org/nuovi-criteri-per-i-bilanci-comunali-0104.html</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Dalla romantica lettera d’inizio anno dell’assessore Marattin al Direttore della Nuova Ferrara, è stata rivelata ai sudditi ferraresi che ancora riescono a comprar giornali la gnosi presente in un assessorato-fucina-illuministica, proscenio in cui faustianamente si elabora l’impalcato intellettuale dei bilanci comunali consultando sacri testi (Keynes non manca, ovviamente, come le raccolte da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/10-De-la-Tour-Il-baro-con-lasso-di-fiori.jpg" rel="lightbox[15169]" title="10 De la Tour - Il baro con l'asso di fiori"><img class="alignleft  wp-image-15170" title="10 De la Tour - Il baro con l'asso di fiori" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2012/01/10-De-la-Tour-Il-baro-con-lasso-di-fiori-440x289.jpg" alt="" width="185" height="121" /></a>Dalla romantica lettera d’inizio anno dell’assessore Marattin al Direttore della Nuova Ferrara, è stata rivelata ai sudditi ferraresi che ancora riescono a comprar giornali la gnosi presente in un assessorato-fucina-illuministica, proscenio in cui faustianamente si elabora l’impalcato intellettuale dei bilanci comunali consultando sacri testi (Keynes non manca, ovviamente, come le raccolte da cui trarre profonde citazioni da Falcone a Kennedy, oltre al Manuale delle Giovani Marmotte molto usato anche dal sindaco). Sono quattro – spiega l’immaginifico &#8211; i pilastri della strategia politico culturale che reggono la strategia politica economica del comune di Ferrara: la riduzione del debito; la protezione degli ultimi; l’attrazione di nuove imprese; il sostegno agli investimenti pubblici; e scusate se è poco. “A noi la vita piace così”, dichiara l’emulo contabile di Zorro con presumibile pudibondo rossore intellettuale.</p>
<p><span id="more-15169"></span></p>
<p>Quattro pilastri! Quando mai prima d’ora i pubblicani hanno presentato le loro odiose imposizioni con attraenti allegorie? Ammettiamolo: l’accarezzare sapienze esotiche progettando balzelli, magari in ambienti profumati d’incenso, è da cervelli fini. Forse non è casuale l’improvvisa decisione di chiamare Palazzo Ducale quello che era conosciuto come Municipale, col pretesto dell’accesso pubblico a un cortilaccio che secoli fa era leggiadro giardino di duchesse.</p>
<p>Ma torniamo ai “quattro pilastri” il cui simbolismo che riunisce in sé forza ed elevatezza non ha bisogno di spiegazioni. Il primo è commovente: “lasciare a chi verrà dopo di noi un conto da pagare da 167 milioni di euro non è una cosa di sinistra perché scarica sui più deboli (quelli che ancora non ci sono perché non possono difendersi) i costi dell’incapacità di agire di oggi”.</p>
<p>La conversione di S. Paolo sulla via di Damasco fu una robetta in confronto alla conversione di Marattin perché S. Paolo, sempre devoto credente in Dio, non cambiò stile di vita, e non ritenne un’ipotesi innovativa il pagare i debiti (“chi non lavora non mangi”, aggiungeva di sopramercato quel malintenzionato), mentre Marattin non ha mai fatto una piega al sinistro saccheggio operato dagli ultimi due sindaci. A conversione avvenuta, dobbiamo aspettarci che farà raggiungere dai sicari i due infelici che hanno dilapidato fortune e privato la città di risorse-fonti di reddito? O, soffrendo nell’intimo, si limiterà ad imporci come prima di pagare i debiti contratti dai suoi amici? Vedremo. Ci vorrebbe comunque un Caravaggio per dipingere le suggestive lame di luce penetranti le oscurità di Palazzo Ducale nella Conversione di Marattin.</p>
<p>Gli altri tre “pilastri” lasciamoli perdere: per ora fanno ridere i polli, ma visto il nuovo corso sentimental-intellettuale è presumibile che in una decina di legislature il più maturo Marattin li porterà a livello del primo con giusti correttivi (accorgendosi, ad esempio, che le nuove imprese se ne sbattono di sconti al 55% di elevatissime tasse comunali quando possono dirigersi oltre Po da chi li invoglia esentandoli dalle tasse per 20 anni). E poi sono inadatti al pennello di Caravaggio, essendo i loro contenuti più affini a “Il baro” di De la Tour. I dipinti “polittici” è sempre meglio farli eseguire dalla stessa mano.</p>
<p><em><strong>Paolo Giardini</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Delenda Carthago</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 06:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
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		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Cosa uscirà a sorpresa dal cappello a cilindro dell’amministrazione comunale per concludere in bellezza l’anno 2011? Tenendo conto della capienza del cappello e dell’abilità dell’illusionista, oltre a una lunga successione di conigli (finalmente utili dopo averli mantenuti per decenni) le uscite più prevedibili sono le seguenti:  -          LEGIONELLA: informatori di fiducia assicurano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/coniglio-cappello.jpg" rel="lightbox[15110]" title="Rabbit in Top Hat"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15111" title="Rabbit in Top Hat" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/coniglio-cappello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Cosa uscirà a sorpresa dal cappello a cilindro dell’amministrazione comunale per concludere in bellezza l’anno 2011? Tenendo conto della capienza del cappello e dell’abilità dell’illusionista, oltre a una lunga successione di conigli (finalmente utili dopo averli mantenuti per decenni) le uscite più prevedibili sono le seguenti:</span></p>
<p> <span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">-</span>          </span><span style="font-size: small;"><strong>LEGIONELLA</strong>: informatori di fiducia assicurano che Tavolazzi si è recato sia all’ospedale di Cona che al S. Anna. Ha quindi avuto la possibilità materiale di contaminare indisturbato le reti idriche nascondendosi in un cesso con la scusa della pipì. Del resto, la contaminazione rientra ufficialmente nei piani elettorali del M5S (“inoculeremo il virus nelle istituzioni”). Optando per la legionella che non è un virus ma un batterio, Tavolazzi fornisce pure la prova dell’ingenuo tentativo di depistaggio, come può capire qualsiasi iscritto al PD. Sarà d’uopo che il sindaco denunci d’ufficio Tavolazzi alla Procura per attentato alla salute pubblica.</span></p>
<p> <span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;"><span id="more-15110"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">-</span>          </span><span style="font-size: small;"><strong>DERIVATO</strong>: appena eletto consigliere, Tavolazzi s’è dedicato a sbraitare contro il derivato Dexia sapendo bene che ciò avrebbe pavlovianamente rafforzato la decisione del PD di ordinare a Tagliani di tenerselo stretto, col placet di Hera che non gliene frega niente. Cui prodest? A Tavolazzi, che in qualità di consulente della banca riceve la provvigione per ogni mese in più di sopravvivenza del derivato fra le spese comunali, e in qualità di oppositore a fine anno può dichiarare senza fallo che il derivato ha prodotto perdite per l’anima del cavolo che i cittadini pagheranno di tasca loro, e costringendo anche l’<strong>Assessorato al Pozzo Senza Fondo </strong>a raccontare balle a difesa del decoro assessorile. Sarà d’uopo che <strong>il sindaco denunci d’ufficio Tavolazzi alla Procura </strong>per guadagni illeciti sparando alla Croce Rossa.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">-</span>          </span><span style="font-size: small;"><strong>L’AFFARE CONA</strong>: la prova che Tavolazzi è fra i fautori della scelta di Cona sta nella sua scelta di abitare a Francolino costruendovi una magione signorile, presa giusto nel periodo in cui è stato deciso in segreto di chiudere il S. Anna. Quale motivo può far propendere per un luogo esterno alla città se non la consapevolezza che in mancanza di una circonvallazione cittadina ad anello per andare in un ospedale decentrato ogni percorso scelto può rivelarsi fatalmente intasato? E quindi è meglio partire da luoghi posti dal lato giusto, non troppo vicini per disporre di più percorsi alternativi e non troppo lontani per non allungare eccessivamente i tempi, il compromesso fra due esigenze che vede Francolino in buona posizione. Sarà d’uopo che <strong>il sindaco denunci d’ufficio Tavolazzi alla Procura</strong> per interessi privati in atti d’ufficio fatti maliziosamente non in ufficio.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">-</span>          </span><span style="font-size: small;"><strong>PFOA E PERDITE D’ACQUA</strong>: una padella antiaderente in teflon (che contiene PFOA) dal fondo corroso buttata nel pattume dalla signora Tavolazzi (invece di conferirla alla differenziata: vergogna! sarà d’uopo che l’<strong>Assessorato alle Discariche </strong>denunci d’ufficio la signora Tavolazzi alla Procura) è stata acquisita come reperto indiziario per la strana mega bolletta da mezzo milione di euro pagata l’anno scorso dal Comune ad Hera. Non è sfuggita la contestuale insistenza del consigliere Tavolazzi nel denunciare la probabile esistenza nell’acqua di molecole di PFOA e l’ossessiva richiesta di analisi dell’acqua. Ora è chiaro che se si vuole contaminare una rete acqua basta introdurre le sostanze in un lavandino di un bagno (un vizio di Tavolazzi, si veda il punto LEGIONELLA), ma se il contaminante non si annida e riproduce come un virus occorre una manovra di dispersione in acqua mediante la fuoriuscita di acqua buona da un punto basso per immettere il contaminante da un punto alto. Ciò spiega le perdite dai rubinetti al pieno terra mentre ai piani alti con un imbuto si infilava nei rubinetti la polvere di Teflon grattata via dai tegami di casa Tavolazzi. Sarà d’uopo che<strong> il sindaco denunci d’ufficio Tavolazzi alla Procura </strong>per l’eventuale possesso criminoso di imbuti e tubi di plastica.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">-</span>          </span><span style="font-size: small;"><strong>DENUNCIA D’UFICIO ALLA PROCURA OGNI VOLTA CHE TAVOLAZZI ARRIVA IN COMUNE (eccettuando eventuali responsabilità sulle guerre puniche)</strong>: è la naturale evoluzione di un radicato patrimonio culturale di cui il PD è rappresentativo, per il quale ogni volta che il marito tornava a casa, prima di ogni altra cosa e prima di proferir parola prendeva a botte la moglie “parché sicurament l’ha cumbinà di malan”.</span></p>
<p><em><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Paleo economia</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 13:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini In un goliardico raid sul sito PpF l’assessore prof. Marattin irride la tarda età del consigliere Tavolazzi e le relative tristi conseguenze ( leggi ). Sorvoliamo sulla qualità (dai docenti ci si aspetta un’ironia un pochino più evoluta di quella del Trota) ma, vista la provenienza, va notato che l’exploit è insolito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/pinocchio2.gif" rel="lightbox[14897]" title="pinocchio2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14898" title="pinocchio2" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/pinocchio2-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>In un goliardico raid sul sito PpF l’assessore prof. Marattin irride la tarda età del consigliere Tavolazzi e le relative tristi conseguenze<strong><span style="color: #ff0000;"> <a href="http://www.progettoperferrara.org/bilancio-2012-giunta-alla-frutta-e-citta-allo-stremo-1202.html" target="_blank">( leggi )</a><span style="color: #808080;">.</span></span></strong> Sorvoliamo sulla qualità (dai docenti ci si aspetta un’ironia un pochino più evoluta di quella del Trota) ma, vista la provenienza, va notato che l’exploit è insolito. Perché quell’irriverenza svetta dalla cupa piattezza dell’amministrazione ferrarese ostile a Tavolazzi, ossessivamente protesa ad accusarlo di lontani consensi a certe nefandezze (che evidentemente si tramuterebbero in capolavori, se solo si riuscisse a provare che un tempo gli erano gradite). Il segnale registrato sul sito PpF risulta perciò straordinario, d’importanza paragonabile ad un lampo colto dai radiotelescopi puntati sull’elusiva materia oscura fra le galassie. Come il lampo farebbe esultare la comunità astronomica, così possiamo rallegrarci all’accenno di vivacità nel Palazzo. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-14897"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">In effetti il Marattin, con la manifesta propensione a divulgare un comunal-pensiero tutto farina del suo sacco, si era già palesato l’uomo chiave dell’amministrazione, rendendo non peregrina l’ipotesi di un bentornato fra persone utili. Facciamo allora una prova, parlando da umani liberi e non da alieni di mondi virtuali? Niente di trascendentale, beninteso, siamo tutti organismi biochimici di estrema complessità, ma pure contenitori d’acqua per non meno del 60% del peso nostro peso.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Come nel Pleistocene, anche oggi dove non c’è acqua l’umanità non vive. Lo insegnano all’asilo che l’acqua è insostituibilmente necessaria agli organismi viventi. Alle elementari confermano che è fluido biologico, liquido unico, essenziale. Alle medie aggiungono che il rovescio della medaglia di uno dei suoi pregi chimico-fisici è l’attitudine a sciogliere, inglobare e trasportare di tutto, sia i nostri metaboliti, sia milioni di sostanze di sintesi, trasformandosi in acqua-sporca, inquinata, che deve essere trattata per tutelare salute e ambiente. Di passo in passo, complice l’ultimo passaggio della scuola media, arriva la legge Galli con l’astrazione di un’acqua convenzionale, una merce oggetto della”gestione integrata” a cura di un “unico soggetto” che gestisce tutto il ciclo dell’acqua fognature comprese, per cui anche il prodotto “acqua” è convenzionalmente unico, oscurando una grande verità: tutta l’acqua piove dal cielo e non arriva per obblighi di legge.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L’unico “soggetto” della legge è necessariamente un’impresa di dimensioni adeguate a finanziare impianti, investire in risorse umane e tecnologiche in ambiti territoriali ottimali. E guadagnarci. Per gli intrecci fra compiti municipali e le società insinuatesi nell’affare si parla di “capitalismo comunale”. Però, come per governare un Paese o un Comune non significa possederlo, e men che meno che una democrazia d’elites deleghi in bianco agli omini grigi della finanza (brutti stronzi: il terremoto attuale è merito loro), così gestire il ciclo integrato dell’acqua comporterà il possedere qualche impianto, ma non “possedere” (in senso biblico) l’acqua. Un evento macroeconomico l’ha recentemente dimostrato: 26 milioni di italiani sono andati a votare un SI. Un economista saprebbe individuare cosa ha spinto le masse a comprare ai seggi l’affermazione di un concetto compendiato in quel SI, scoprendo che si tratta dell’acqua potabile che deve essere mercificata al puro costo, per un principio hegeliano di identità fra ragione e realtà biologica. O, senza scomodare Hegel, per il livello di civiltà raggiunta con il Pronto Soccorso quasi gratis.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Invece un paleoeconomista devoto ad una scienza arretrata che non sa evitare periodiche ecatombi finanziarie, confronterebbe da parruccone il quesito referendario con i suoi riti contabili e non arriverebbe a concludere un accidente sulla fattibilissima possibilità di far pagare l’acqua sporca a chi produce tutto ciò che la sporca (c’è già una legge italiana ad hoc per un prodotto specifico, e funziona benissimo), non uscendo dall’ambito metafisico delle fregature da prodotti derivati che una scienza da negromanti propone quale elisir di lunga vita al denaro fiduciario. In pratica, un modus operandi da omini grigi.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">E’ sicuro, professor Marattin, che gli omini grigi siano umani consapevoli di necessità esistenziali degli umani?</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><em><strong><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Pulpiti e polpette</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 13:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Un giornale on-line pubblica una mia lettera sull’agibilità rilasciata dal Comune all’ineffabile ospedale di Cona. Il sindaco con barocca semplicità si rivolge al Direttore di quel giornale ( leggi ), ostentando dotta distinzione fra pulpito e polpetta, per non rispondere a me sulle critiche a quell’ermo edificio in campagna tanto caro al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/prato_pulpito.jpg" rel="lightbox[14803]" title="prato_pulpito"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14805" title="prato_pulpito" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/12/prato_pulpito-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un giornale on-line pubblica una mia lettera sull’agibilità rilasciata dal Comune all’ineffabile ospedale di Cona. Il sindaco con barocca semplicità si rivolge al Direttore di quel giornale <a href="http://www.estense.com/?p=182739" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">( leggi ),</span></strong> </a>ostentando dotta distinzione fra pulpito e polpetta, per non rispondere a me sulle critiche a quell’ermo edificio in campagna tanto caro al PD (ma imposto a contribuenti a cui dell’ultimo orizzonte delle spese il guardo è escluso), senza degnarsi di spiegare la pseudo agibilità comunale, come se la cosa non lo riguardasse! Però non é più il tempo di menare il can per l’aia nel rischio di incontri ravvicinati con polpette infette da legionella o elettrificazioni folgoranti, perché: </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-14803"></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: small;">E’illegittima l’agibilità concessa dal Comune in mancanza di Dichiarazioni di Conformità valide.</span></li>
<li><span style="font-size: small;">E’illegittima l’agibilità concessa dal Comune se non risultano rispettate pure le altre disposizioni contenute nel DPR 380/01, e segnatamente quelle in materia di massimo risparmio energetico possibile allo stato consentito dalla tecnica attuale.</span></li>
<li><span style="font-size: small;">L’indagine di una Commissione Medica che trova gravi inadempienze (elettriche, non sanitarie!!) assolutamente ingiustificabili a Dichiarazione di Conformità appena consegnata, dimostra che in precedenza nessuno s’era fatto carico di controlli simili o di verificare che la Dichiarazione di Conformità non fosse priva di allegati.<strong> </strong><strong>Checché ne dica il sindaco,</strong><strong> “</strong><strong>coloro che hanno rilasciato l’agibilità</strong>, con parere autonomo e con indipendenza di giudizi” a lui subalterni in quanto dipendenti comunali, <strong>non avevano e non hanno il potere di rilasciare agibilità con impianti in quelle condizioni</strong>, perché la loro indipendenza o autonomia non modifica di una virgola quanto disposto dalle normative impiantistiche sui locali medici. I locali medici non a norma sono locali fuorilegge!<strong></strong></span></li>
<li><span style="font-size: small;">Il risparmio energetico non è un vezzo alla moda, coinvolge impianti e apparecchi elettrici in prospettiva futura, non è opinabile ma calcolabile e misurabile. Il comma 3 dell’art 123 (L) del DPR 380/01 impone che “gli impianti devono essere progettati e messi in opera in modo tale da contenere al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica.”. Il progresso della tecnica non s’è fermato 10 anni fa, quindi se l’ospedale di Cona ha ottenuto l’agibilità a fine 2011 <strong>deve</strong> essere conforme alle direttive vigenti al 2011 per conformità reale e non virtuale a firma di burocrati comunali.<strong></strong></span></li>
<li><span style="font-size: small;">Il sindaco si mostra afflitto dal problema che io e altri cittadini non distinguiamo tra <strong>agibilità rilasciata dal Comune ed autorizzazione sanitaria. Ha capito malissimo, siamo sospettosi solo sull’affidabilità della agibilità comunale. Piuttosto sembra lui a non distinguere fra le competenze dei due organismi quando esaminano gli impianti elettrici: la Commissione Medica ha supplito alle disinvolture dell’agibilità solo per alcune sicurezze elettriche, non tutte sono di sua pertinenza. Sulle altre, e sui tanti requisiti diversi a cui deve ottemperare un nuovo ospedale, vista la successione di debacles, continuiamo a sospettare.</strong><strong></strong></span></li>
</ul>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nota personale. Prenderò atto della mia “non comune ignoranza in una pagina non banale della storia della città” se il sindaco riuscirà a citare un paragrafo di una mia lettera in cui l’abbia definito “il nazista che aveva ordinato la fucilazione dei ferraresi Martiri al Castello”. Indipendentemente dal fatto che Vezzalini fosse repubblichino e non nazista (a proposito d’ignoranza), ho menzionato quell’uomo, anche lui avvocato, per la supina subordinazione agli occupanti tedeschi quand’era prefetto di Ferrara, in paragone alla vergognosa acquiescenza del sindaco attuale palesata in un forum a quanto deciso da altri sul nostro ospedale, per cui era facile notare “un ritorno al passato in versione non truculenta, ma sempre drammatica, di occupazione straniera.”. Tagliani non finga di dimenticarsi in lamentose commiserazioni che è lui, oggi, non suo padre negli anni 40, a farsi mallevadore di un potere estraneo alla città che infierisce sulla città con decisioni alla Cona, dalle conseguenze sul futuro cittadino più significative dei danni provocati dalla guerra.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Più sicuri dal dentista che all’ospedale di Cona</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 06:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PpF</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini Non è mai uno spasso andare dal dentista, ma se ci fosse cognizione di rischi da fulminazione per possibili guasti di elettrostrumenti chirurgici a contatto delle gengive, il generico scarso gradimento si trasformerebbe in una precisa inquietudine. Fortunatamente l’USL previene il problema, sollevando incidentalmente le onoranze funebri dal compito di ripristinare sembianze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Giardini</em></p>
<p><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/image_mini1.jpg" rel="lightbox[14754]" title="image_mini"><img class="alignleft size-full wp-image-14759" title="image_mini" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/image_mini1.jpg" alt="" width="200" height="144" /></a>Non è mai uno spasso andare dal dentista, ma se ci fosse cognizione di rischi da fulminazione per possibili guasti di elettrostrumenti chirurgici a contatto delle gengive, il generico scarso gradimento si trasformerebbe in una precisa inquietudine. Fortunatamente l’USL previene il problema, sollevando incidentalmente le onoranze funebri dal compito di ripristinare sembianze umane a cadaveri dalle bocche spalancate. Infatti non sentiamo mai parlare di simili incidenti, e non perché non avvengano guasti elettrici, ma perché sono obbligatorie le misure preventive per renderli innocui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-14754"></span></p>
<p>E’ un successo silenzioso della nostra civiltà.</p>
<p>Successo che parte da lontano, con la Legge n. 186 del 1968. Questa impone due cose: gli impianti debbono essere conformi allo<strong> </strong>Stato dell’Arte; lo Stato dell’Arte è stabilito dalle Norme CEI.</p>
<p>Per tali Norme-Leggi l’impianto elettrico di uno studio dentistico può essere eseguito solo su progetto redatto da un professionista in base a normative specifiche, analogamente a quanto si fa con le sale operatorie. Poi, chi avrà eseguito il lavoro dovrà rilasciare la Dichiarazione di Conformità al Progetto da inserire in un dossier comprendente tante carte (il progetto, verbali di prove, collaudi, misure strumentali per resistenza di terra, equipotenzialità, valori d’intervento delle protezioni, e altri aspetti fondamentali quali l’efficienza dell’illuminazione d’emergenza).</p>
<p>Che c’entra l’USL in tutto questo? C’entra perché, conferita del potere di imporre chiusure e adeguamenti nei casi di mancata idoneità, è incaricata di vigilare in due ambiti:</p>
<p>1 – che la Dichiarazione di Conformità coi suoi allegati esista, sia aderente all’impianto e non un pro-forma. Perché ogni impianto, pur rispondente alle norme, in mancanza di questi documenti non è considerato a norma.</p>
<p>2 – che le misure strumentali<strong>, </strong>i cui valori vanno riportati su apposito<strong> </strong>Registro da conservare unitamente al dossier della Dichiarazione di Conformità, siano ripetute periodicamente da verificatori autorizzati, (essendo la sicurezza legata a taluni parametri, la variazione di questi nel tempo va controllata).</p>
<p>Anche il Comune per rilasciare il permesso ad uno studio dentistico (l’agibilità) è tenuto a pretendere il dossier della Dichiarazione, come richiesto dall’art. 25 del DPR 380/01. Ma sembra si accontenti di protocollare carte senza entrarvi in merito. Se n’è avuta conferma con l’episodio dell’agibilità rilasciata per l’ospedale di Cona bocciato dalla Commissione medica alla prima visita.</p>
<p>Ogni ospedale ha locali per i quali vigono prescrizioni più complesse di quelle dei dentisti. Se il Comune avesse indagato sulla congruità del dossier di Cona alla maniera USL avrebbe individuato le stesse inadempienze riscontrate nella visita in cantiere dalla Commissione. E, presumibilmente, non solo quelle. Un altro insuccesso del microcosmo comunale.<strong> </strong>E’ per questo che consiglierei, a chi si sottoporrà a Cona ad interventi chirurgici in anestesia locale con bisturi elettrici senza sapere se l’USL ha verificato la sala operatoria, di munirsi di un tester digitale, tenere fra le dita un puntale e poggiare l’altro puntale al sostegno metallico più vicino. Se lo strumento indicherà valori di tensione, chiedano di sospendere l’intervento e di farsi portare in altro ospedale, non è dogma di fede credere nell’agibilità concessa dal sindaco.</p>
<p><strong>Paolo Giardini</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<item>
		<title>E tutto questo Alice non lo sa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 12:54:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[di paolo giardini]]></category>
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		<description><![CDATA[di Paolo Giardini “Lei è volgare!”, si sentì rispondere il plebeo. Un’acuta osservazione. L’amico RZ, il plebeo, aveva palesata la sua trivialità dicendo al Presidente dell’Ente Fiera di Ferrara che la qualità delle manifestazioni fieristiche era presa in ostaggio dalle addette alle pulizie dei servizi igienici. Le quali, per ridursi il lavoro chiudevano a chiave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: small;">di Paolo Giardini</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Alice-nel-paese-delle-meraviglie-di-Lewis-Carrol_foto_blogpost.jpg" rel="lightbox[14577]" title="Alice-nel-paese-delle-meraviglie-di-Lewis-Carrol_foto_blogpost"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14578" title="Alice-nel-paese-delle-meraviglie-di-Lewis-Carrol_foto_blogpost" src="http://www.progettoperferrara.org/wp-content/uploads/2011/11/Alice-nel-paese-delle-meraviglie-di-Lewis-Carrol_foto_blogpost-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Lei è volgare!”, si sentì rispondere il plebeo. </span><span style="font-size: small;">Un’acuta osservazione. L’amico RZ, il plebeo, aveva palesata la sua trivialità dicendo al Presidente dell’Ente Fiera di Ferrara che la qualità delle manifestazioni fieristiche era presa in ostaggio dalle addette alle pulizie dei servizi igienici. Le quali, per ridursi il lavoro chiudevano a chiave metà dei bagni esistenti e asportavano le ciambelle dai restanti WC accessibili. </span><span style="font-size: small;">Come si fa, ingenuo RZ, a non capire che lo status di Presidente ha le sue regole? Siede in quella poltrona per cose elevate, non per repellenti volgarità quali cessi e bisogni fisiologici di masse che si aggirano fra i padiglioni! Se un Presidente dovesse tener conto che la maggior parte delle persone svuota la vescica da 4 a 6 volte al giorno e che un migliaio di visitatori stazionanti un pomeriggio in Fiera significano 4-5 ettolitri di urina da smaltire, si mostrerebbe privo di doti politiche.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-14577"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> Un nonsense per una poltrona di nomina politica. Sarebbe come se, esaminando il problema della concentrazione del mercoledì sera di due-tremila giovani in piazza per rituali bevute, sindaco e giunta considerassero che la produzione complessiva di urina non è inferiore a mille litri, e di conseguenza arguissero che in piazza servirebbero i vespasiani! Scherziamo? Risistemiamo le sputacchiere nei bar e negli ambulatori della mutua? L’uomo politico sta al di sopra di minutaglie da domestiche, le resse ai bagni non son robe da presidenti, per fortuna: <em>je m’en fous, débrouille-toi</em>. Quindi se sfinteri troppo sollecitati costringono a pisciare d’urgenza contro i muri del Duomo, e ogni notte Vicolo Agucchie diventa una cloaca, non è affare di quel bravo ometto del sindaco, caro RZ! E’ pertinenza dei bar. Infatti, il sindaco ha giudiziosamente emesso l’ordinanza per multarli se al mercoledì vendono birre. <em>Débrouillez-vous, copains. </em>Le multe sono cose serie. Politiche.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">E se un disgraziato, improvvisamente dolorante al petto per, mettiamo il caso, una volgare occlusione trombotica di ramo intermedio (dall’esito funesto senza un urgentissimo trattamento di angioplastica primaria presso una sala emodinamica), chiamasse il 118, e questo lo portasse per trafficata strada di campagna in un posto lontano invece che all’ospedale vicino a casa sua raggiungibile da molte strade, l’eventuale suo decesso durante il viaggio sarebbe responsabilità del sindaco che ha voluto il cambiamento? Ma no, utopico RZ, sembri Alice nel paese delle meraviglie! Una “stabilizzazione ricciardel-portalup-rinaldiana” (specialità medico-politica locale) è comunque sempre ottenuta. La Politica è salva. Il resto è Fato. Se ti servono degli scatoloni vuoti del trasloco del S. Anna, però è ancora prestino per averli RZ, abbi pazienza.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Alice guarda i gatti / e i gatti muoiono nel sole / mentre il sole a poco a poco si avvicina, / e Cesare perduto nella pioggia / sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina. / E rimane lì, a bagnarsi ancora un po’, /e il tram di mezzanotte se ne va / e tutto questo Alice non lo sa.</span></p>
<p><em><strong><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: small;">Paolo Giardini</span></strong></em><!-- PHP 5.x --></p>
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