



Spiace constatare l’impotenza del sindaco Tagliani, privo di forza e peso politico necessari per tutelare l’interesse dei suoi concittadini. Egli ha dichiarato, con imbarazzo ed inconsistenti argomentazioni, che non intende aprire un confronto di merito sulla chiusura del Sant’Anna, dentro al suo partito e con la Regione, perché non vuole disturbare le altre città emiliane, Modena, Reggio, Parma, Piacenza, che dispongono da sempre di ospedali all’avanguardia in centro (Modena addirittura ne ha due), con pronto soccorso. Ci si domanda se egli si senta il sindaco della nostra città o l’avvocato difensore della regione e di altri capoluoghi di provincia. Se il suo ruolo fosse quello di mettersi sull’attenti in ogni negoziato di carattere regionale, Ferrara non avrebbe bisogno di un sindaco, ma di un esecutore di scelte fatte altrove.
E per giustificarsi Tagliani ricorre alla menzogna. Sono sue le parole da me riferite ai giornali in merito alla sua solitudine nel Pd nella vicenda Cona/Sant’Anna, alla condivisione dell’idea di includere il San Giorgio a Cona ed alla sua disponibilità a chiedere un incontro all’assessore regionale Lusenti, da fare insieme a Ppf ed ai nostri consiglieri regionali.
Se egli oggi le rinnega, ricorrendo alla doppiezza dei politici di professione, significa che ha deciso insieme al Pd, di alzare definitivamente la bandiera bianca della resa sulla pelle dei propri cittadini e di attenersi rigorosamente al ruolo di soldato, rinunciando a quello di sindaco. Lo aveva già fatto con la svendita delle reti gas ad Hera, ma speravamo che il successo di partecipazione al referendum potesse costituire per lui l’ultima occasione di recupero di credibilità politica agli occhi di molti suoi concittadini. Del resto è stato eletto al secondo turno, con i voti di solo un terzo degli aventi diritto. Dovrebbe tenerne conto.
Se Tagliani non è in grado di difendere gli interessi di 14347 cittadini che vogliono l’ospedale ed il pronto soccorso in città e di altri, anche del suo partito, che senza recarsi ai banchetti la pensano allo stesso modo, ebbene lo faremo noi ed i nostri consiglieri regionali Favia e Defranceschi. Il Movimento regionale 5 Stelle crede fermamente nella battaglia Sant’Anna, lo ha dichiarato più volte ai giornali ed ha partecipato attivamente al referendum con decine di volontari provenienti da tutta la regione. Condurremo questa battaglia finché il Sant’Anna sarà a Ferrara e anche dopo.
Il Pd, dal canto suo, non vuole ammettere i propri errori ed ha scelto il suicidio politico. Poteva avere come alleato il M5S nella difesa dell’ospedale in città, ha scelto al contrario la strategia delle tre scimmiette, sfoderando dal cilindro, un minuto prima del referendum, l’eterea cittadella della salute, aperta 24h al giorno per 7 giorni alla settimana. Uno slogan con la quale Tagliani e Calvano danno prova dell’improvvisazione con la quale il Pd sta affrontando lo scandalo di Cona, il trasloco dell’ospedale Sant’Anna e la chiusura del pronto soccorso in città. Grazie al referendum molti ferraresi se ne sono accorti e si sono espressi. Se non saranno ascoltati, manifesteranno la propria delusione alle urne.
Valentino Tavolazzi
Consigliere comunale Progetto per Ferrara
Movimento 5 Stelle