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26 Apr, 2010

Too big for us, troppo grande per la nostra comunità!

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute

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I COSTI DELL’INCENERITORE
Dopo i già segnalati problemi di salute pubblica e di sostenibilità ambientale ecco un altro sforamento del nostro inceneritore: i costi!!. L’occasione ce la fornisce il dibattito in corso sulla della definizione della tariffa sui rifiuti a Modena. Si  sta animando  il dibattito sugli aumenti richiesti e relative motivazioni a supporto.  Ci permettiamo di ricordare la ingombrante presenza finanziaria, ma non solo!, del solito innominato ed innominabile: il nostro inceneritore, oltretutto raddoppiato. Un contributo importante e imparziale per la valutazione dei costi di gestione di un inceneritore di rifiuti lo fornisce la Regione Emilia Romagna, con Bollettino Ufficiale N.8 del 28-01-2010 (recentissimo quindi) dedicato anche alle politiche dei rifiuti in Regione.


In particolare a pagina 190 viene fatta una simulazione sui costi annui globali di un “ipotetico” inceneritore da 200.000 tonnellate anno. (alleghiamo la pagina in questione).
Ricordiamo che quello di Modena si colloca ora  a 180.000 t|anno, con un “bonus” di ampliamento di altre 60.000 entro poco tempo, quindi siamo nel pieno range di tali conteggi.
I costi valutati assommano alla stratosferica cifra di oltre 34 milioni di euro, riga A8 “totale costi”, (quasi 70 miliardi delle vecchie lire!) che anno dopo anno graveranno sulle nostre tasche.
Poi ci vengono a dire che non hanno soldi per estendere la differenziata porta a porta, ma 80-100 milioni per costruirlo + 34 mln/anno per tenerlo operativo li hanno trovati.
Impressionano pure i costi finanziari, riga A5, € 13.912.500, oltre il 40% delle spese!! Sono forse i soldi dati alle banche per i mutui accesi?
Alla voce ricavi, righe B e C sono le tasse che direttamente o indirettamente paghiamo, sia direttamente come smaltimento rifiuti, sia indirettamente ad esempio con il 7% della bolletta elettrica, per pagare le righe B1 e B2. Sono sovvenzioni pubbliche date impropriamente agli inceneritori, già condannate dalla comunità europea.
Quanto spenderemmo in meno senza questi  pesantissimi  oneri e attuando invece una seria  metodica di raccolta rifiuti porta a porta. Oltretutto con grandi benefici per la salute e l’ambiente!.
Chiediamo che, sul modello del presente prospetto,  vengano resi pubblici i costi effettivi reali dell’inceneritore di Modena.
Chiediamo che venga fermata l’ulteriore linea da 60.000 tonnellate anno.
Chiediamo che venga revocata l’autorizzazione ad importare 30.000 tonnellate di rifiuti speciali anche da fuori provincia.
Chiediamo che le municipalizzate tornino al loro ruolo di servizio alla comunità  e non degli azionisti privati
(vedi in fondo la  pagina del Sole 24 Ore).
Con che faccia si chiedono aumenti di tariffa quando la Azienda macina utili su utili?
Forse per dare vantaggio agli azionisti privati con i proventi di un servizio pubblico?
E’ questo il modo di aiutare le famiglie e le imprese a superare la crisi che ci attanaglia?
Tornando all’inizio, too big for us,  anche per questo aspetto economico finanziario è evidente la sottovalutazione globale da parte della nostra Amministrazione della reale portata dell’inceneritore sia prima e anche dopo il malaugurato raddoppio.

Il Presidente del Comitato Modena Salute Ambiente
Silvano Guerzoni

  • Enrico

    Ma queste cose si sanno già. La neccessità dell’inceneritore a Ferrara era stata spacciata anche per “ridurre i costi dello smaltimento”. Negli utimi anni, in realta, la TIA continua ad aumentare, sia per mantenere l’inceneritore, sia per la scellerata scelta di impostare, in città, 4 diversi tipi di raccolta.: il porta a porta per la carta (solo in alcune zone), la raccolta differenziata mista (solo in alcune zone), la raccolta differenziata monomateriale (solo in alcune zone) e la raccolta tramite la beffa delle isole di conferimento.

  • Enrico

    (chiedo scusa all’Italiano per gli errori, scrivendo in fretta, scappa qualcosa)

  • Chiara Checchinato

    Nella stessa provincia di Ferrara ci sono più tipi di raccolta diversa, noi per esempio sotto Area raccogliamo insieme tutto il riciclabile che poi verrà suddiviso alla discarica di Iolanda di Savoia in discarica. La riuscita penso che sia dubbia, dato lo scarso senso civico degli utenti ( basta guardare che cosa arriva nei cassonetti). L’unica soluzione al problema dei rifiuti è smettere di produrli, cambiando la politica industriale. Ma purteoppo ciò non favorirebbe Marcegaglia & company, ai quali i nostri politici sono proni.

  • V

    In realtà, se si vuole vedere chi si favorisce producendo i rifiuti, basta andare a vedere chi c’è dietro area: vecchi politici trombati e “capaci” dirigenti tuttora sotto processo. Gente strana questa, che se da un giorno all’altro si vedessero togliere il “rifiuto” da sotto le mani si troverebbero come animali cresciuti in cattività, incapaci di cercarsi un lavoro come i disgraziati della Berco o delle altre aziende del territorio.
    Non a caso la discarica di Jolanda dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) chiudere e questi cosa ci tirano fuori? Bhè, la proposta di un nuovo inceneritore, che verrebbe gestito dal pubblico e creerebbe nuove poltrone dove sistemare questi animali in via di estinzione.

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