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18 Ott, 2009

Verbale Consiglio Comunale del 21/09/2009

Inserito da: PpF In: Consiglio comunale

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Pubblichiamo il verbale della seduta del consiglio comunale del 21/09/2009.

Verbale consiglio comunale 21-09-2009

Contenuti:

  • Comunicazione e risposta del Presidente Colaiacovo alla richiesta del Consigliere Tavolazzi sulle riprese video da parte del pubblico durante la seduta ;
  • Approvazione del documento il contributo del sistema territoriale della provincia di Ferrara all’attuazione della politica regionale unitaria (DUP)e dello schema di intesa per l’integrazione delle politiche territoriali  (p.g. n. 74095/2009);
  • Modifica del provvedimento di Consiglio Comunale n. 48/36950 del 26/05/2008 per la parte concernente il regolamento di accesso e fruizione del servizio di refezione scolastica per la scuola primaria, secondaria di primo grado e materna statale (p.g. n. 70283/2009);
  • Rinnovo della convenzione tra il Comune di Ferrara e il Comune di Masi Torello per la gestione coordinata del servizio di trasporto scolastico per l’anno scolastico 2009/2010  (p.g. n. 70284/2009).

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A seguire l’intervento di Tavolazzi sul DUP (in particolare Idrovia):

Il provvedimento è corposo, io mi limiterò in questo intervento ad esporre l’emendamento che proponiamo al Consiglio Comunale. Poi, mi riservo in dichiarazione di voto, di fare le valutazione sul provvedimento, che naturalmente ha un sua complessità, vi sono cose che condividiamo e cose meno, ha avuto un suo iter, un suo percorso, modalità di coinvolgimento, più o meno accettabili degli organi istituzionali, ma sono temi che riprenderò dopo.

Lo espongo senza leggerlo. Cerco di andare più in fretta. All’interno del provvedimento di oggi, c’è un progetto che è denominato idrovia. Noi, pensiamo che questo progetto potrebbe benissimo rimanere fuori dalla delibera che riguarda il recepimento del DUP, perché non ha oggettivamente a che vedere, o per lo meno, ha ben poco a che vedere, con il documento di programmazione regionale denominato DUP, che arriva dopo, certamente il progetto idrovia.

Lo stesso progetto idrovia è finanziato con fondi statali che non sono presi in considerazione, tant’è che non sono nemmeno citati nella proposta di Convenzione da firmare, nella tabella allegata, le fonti di finanziamento dell’idrovia e così, valutiamo che inserire questo progetto all’interno di una manovra più complessiva di investimenti presentati nel DUP, sia un po’ non affrontare nel merito, la questione specifica, che poi è corposa all’interno della manovra complessiva, che riguarda l’idrovia.

Se neghiamo alcuni errori, imprecisioni che sono contenute -secondo noi-, nella descrizione del progetto, sui quali errori sorvolo, riguardano la lunghezza dei battelli, profondità di pescaggio, le norme europee prese a riferimento, la classe V, ecc., che non sono certamente il motivo più importante per cui noi, chiediamo di stralciare il progetto idrovia dalla delibera di oggi. Il motivo sostanziale, più importante, è che questo progetto dovrebbe favorire un trasporto fluviale, più ecologico rispetto a quello su gomma, ma non ci sono oggettivamente -secondo noi-, secondo Progetto per Ferrara, e l’abbiamo detto in modo chiaro anche prima di queste elezioni, che hanno nominato questo Consiglio, eletto questo Consiglio Comunale, non ci sono le condizioni, per potere realizzare quegli obiettivi.

Avremmo preferito una manovra, che potenziasse invece, i collegamenti ferroviari tra Ferrara e Ravenna, e spostasse le merci dalle sedi stradali sulle quali oggi circolano, a sedi più ecologicamente compatibili, anche economicamente, su ferro. D’altra parte, l’investimento che sarebbe stato necessario, per far giungere, potenziare meglio la ferrovia Ferrara –Ravenna, sarebbero stati a nostro modo di vedere, notevolmente inferiori, e certamente meno impattanti, con il territorio ferrarese, e soprattutto con i centri abitati, con particolare riferimento al centro storico di Ferrara.

Questo progetto, prevede di intervenire, su argini, aree limitrofe, ponti e altre infrastrutture della nostra Provincia, con cantieri che produrranno, provocheranno un disagio di molti anni, a tutta la cittadinanza.  La scelta di fare questo ingente investimento, per altro, non sufficiente, sulla navigabilità interna, è una scelta che penalizza e sposta risorse, dal problema ben più grave, -secondo noi- problema nazionale, che è quello che riguarda la depurazione delle acque dei fiumi, e la predisposizione di tutte le opere idrauliche che sarebbero necessarie alla depurazione, che sono conflittuali con quelle della navigabilità.

Il progetto, lo giudichiamo eccessivo, per non dire faraonico, prevede di scavare letti, di sagomare argini sui due affluenti, per permettere la navigazione di grosse imbarcazioni, di quinta classe europea. Si dovrà intervenire -come dicevo- su molti ponti, in città e in Provincia, ma soprattutto saranno espropriate case, proprietà, terreni, per allargare gli argini. Oltre al grosso dispendio economico, questo progetto genera, a nostro modo di vedere, un danno importante, ai fiumi, agli ecosistemi che si basano su questi stessi fiumi per sopravvivere. Una delle situazioni che sicuramente, si verrà a creare con gli interventi, è anche la risalita del cuneo salino, cioè dell’acqua  salata del mare, che creerebbe danni alle specie vegetali ed animali, che vivono nelle aree vicino ai fiumi.

Il fiume Po e i suoi affluenti non sono in condizione di permettere al navigabilità per tutto il corso dell’anno, questo è un problema idraulico che viene denunciato dalla stessa ARNI, l’Azienda di Navigazione Interna, specialmente in estate, quando il Po si trova in perenne crisi idrica, ciò comporta la realizzazione, anche di nuovi bacini di trattenimento dell’acqua e questo, renderebbe ancora più invasivo l’intervento sul fiume.

Prendendo a riferimento poi, ancora, i dati dell’ARNI pubblicati, che .. recentemente, che si riferiscono a un periodo tra il 1988 e il 2006, il Po, secondo l’ARNI, ha avuto una profondità di 2 metri e mezzo che è quella necessaria per la circolazione di questi mezzi, di queste navi, classe V, ma anche quelle di classe IV, per una media di soli 121 giorni all’anno. Negli ultimi 20 anni, abbiamo avuto, un solo anno con oltre 200 giorni di fondale superiore ai 2 metri e mezzo metri. Tra l’altro, il progetto di oggi, che non prevede, il collegamento diretto con Ravenna, presuppone che queste navi che sono idonee per il traffico fluviale, possano e debbano navigare anche nel tratto di costa adriatica quindi, in mare aperto, tra Porto Garibaldi e Ravenna, e questo, naturalmente, non è consentito.

Tutte le previsioni in evoluzione del clima, inoltre indicano che il nord Italia, e la pianura padana in particolare, sono una delle aree maggiormente esposte al rischio di siccità. La prevista diminuzione di precipitazioni annue, che sono anche concentrate in tempi molto limitate nel tempo, periodi limitati nel tempo, non farà che aumentare il problema della carenza idrica, costringendo ad adottare anche politiche di risparmio, che sono già necessarie oggi in agricoltura, e che comprometteranno ulteriormente la navigabilità nel fiume.

Quindi, se la navigabilità è limitata come sembra, praticamente a un terzo dell’anno, viene meno anche la funzionalità del trasporto, e soprattutto, viene meno l’afflusso dei finanziamenti privati per il completamento e la realizzazione dell’opera. Infine, per concludere, esistono molti studi scientifici che sostengo che, come dicevo prima, per evitare la risalita dal delta, dell’acqua di mare, occorre che il Po, conservi una portata di almeno 300 metri cubi al secondo. Ora, per mantenere funzionali i 70 chilometri dell’idrovia, è necessario prelevare dal Po una portata di  50-80 metri cubi al secondo. Un flusso, che può risultare critico ai fini dell’equilibrio ambientale quindi, favorire questa risalita.

Quindi, non vi sono garanzie, né di funzionalità né di attrarre gli investimenti, sappiamo che, a fronte delle merci che si prevede di trasportare, 1,8 milioni di tonnellate occorrono almeno 3600 transiti, ossia 10 al giorno, che diventano 30 se i giorni di navigabilità sono inferiori a quelli previsti, con un disagio enorme nell’attraversamento del centro storico della città.

Quindi, chiediamo che il Consiglio Comunale approvi il seguente emendamento, e qui leggo testualmente:

integrazione del punto 1 della delibera in oggetto, con la seguente frase aggiuntiva al medesimo punto, dopo la parola deliberazione “con l’esclusione del progetto denominato idrovia, adeguamento dell’idrovia ferrarese al traffico idroviario di quinta classe, facente parte dell’obiettivo 5, rafforzare la parete infrastrutturale per una mobilità sostenibile, in grado di assicurare i cittadini e alle imprese la migliore accessibilità al territorio regionale”.

Medesima integrazione emendamento, va fatta al punto 2, che è la deliberazione della proposta di integrazione, e anche lì, dopo la parola deliberazione, si deve aggiungere, a nostra proposta, la stessa frase “ per escludere il progetto denominato idrovia”. Grazie.

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Risposta di Tavolazzi all’assessore Modonesi:

Allora, ringrazio Modonesi, intanto, perché ha avuto la possibilità di attivare, non solo le strutture del Comune, ma della Provincia, poi anche di un Comune della Provincia,  grazie al fatto che abbiamo messo a disposizione la risoluzione, proprio perché venisse valutata anche dalla maggioranza con congruo anticipo.

Dice che non sono necessari espropri, io glielo auguro, te lo auguro Modonesi, diamoci del tu, anche formalmente, te lo auguro; permettimi di aver molte perplessità a riguardo, lo sapremo a progettazione esecutiva davvero ultimata e durante i cantieri. Però, l’accolgo come una notizia positiva, cioè se davvero i privati non verranno espropriati di terreni o di costruzioni lungo il percorso dell’opera, ne sarò felice. Il progetto rispetta i vincoli ambientali perché ha superato la via, permettimi Modonesi, di avere molte, molte perplessità su questo fatto.

Noi abbiamo visto opere, come la Turbogas, come la triplicazione dell’inceneritore, superare la via, e nel momento in cui, per esempio, l’inceneritore doveva essere acceso, la stessa Provincia ha dovuto ridurre le autorizzazioni concesse in sede di via, quando diede l’aia ad HERA, che doveva accendere i due forni, tant’è che c’è  un ricorso al TAR della stessa HERA, oltre che di Medicina Democratica e di WWF, che ovviamente contestano il fatto che quella via dovesse autorizzare limiti più ampi della stessa autorizzazione integrata ambientale data.

Quindi, noi non abbiamo fiducia dei procedimenti di valutazione ambientale, condotti come sono condotti in questo modo, perché portano quasi sempre al risultato chiesto dal committente della via. Il cuneo salino, io concordo, e mi fa piacere che Durante chieda alla  fonte degli studi scientifici, che stabiliscono in 300 metri cubi al secondo la portata del Po per, – mi dispiace non c’è Durante- , per frenare l’ingresso salino. Se Durante avesse chiesto anche all’Assessore, di quale fonte sono gli studi, io le fornirò naturalmente le fonti, all’Assessore Modonesi qual è la fonte dello studio che dice che nonostante i lavori dell’idrovia  non ci saranno problemi al cuneo salino, andremo a leggerli e ci documenteremo, e capiremo il perché.

Poi, ci dice l’Assessore, che i tre piani di container  diventano due, confermando il fatto che l’idrovia sarà sottoutilizzata come infrastruttura, semplicemente perché non si può alzare un ponte delle ferrovie, perché le ferrovie vengono con il bazooka e impediscono qualsiasi intervento sulle loro infrastrutture. Quindi, questo significa che gireranno mezzi di classe V, che non possono portare le tre file di container, significa che la classe V non è stato detto, e non è dichiarato nello studio, può portare e anche trasportare gas, cosa che la classe IV oggi non potrebbe, non può, significa che viaggiando queste infrastrutture a due terzi del potenziale non attirerà certamente privati e nemmeno svolgerà il compito per cui è stata progettata.

Non ci ha spiegato Modonesi, come faranno le navi, che sono progettate per la navigazione interna a fare il tratto Ravenna – Porto Garibaldi via nave, via mare; quindi chiedo spiegazioni in merito.

Sul merito del provvedimento dubbi in generale, chiedo un minuto o due di scoramento, se è possibile. Io credo che non accontenterò la Consigliera Pulvirenti perché, cercherò di andare dentro alla Biblioteca Ariostea, e perché gli elettori ci hanno chiesto di ragionare con la nostra testa. Ci viene portato un pacchetto elaborato dal Consiglio forse, mai precedente, perché il DUP non è mai stato in Consiglio, l’unico coinvolgimento dei Comuni è una Conferenza dei Sindaci del 2008, quindi più di un anno e mezzo fa. Allora, dico, se questa massa di libri, che ci viene sottoposta e rispetto alla quale dobbiamo alzare una mano in segno positivo o in segno affermativo, noi non abbiamo il coraggio di aprirla e di dire quello che pensiamo, credo che non faremmo qui il nostro lavoro. Allora, nel merito delle scelte bisogna entrare, io la prima cosa che mi sono chiesto è se questo DUP favorisce l’economia ferrarese.

Allora, se partiamo dalla considerazione che non solo le costruzioni favoriscono l’economia ferrarese; ma c’è tutto un comparto produttivo, industriale, metalmeccanico, tessile e altro che oggi è in grande sofferenza, e anche chimico; io dico queste scelte che sono contenute, le priorità che sono andate a questo documento, pur legittime, perché io non contesto le scelte dell’Amministrazione precedente, dico che non le condivido e mi sono preoccupato di andare a vedere cosa succede a Modena, a Parma, a Reggio Emilia.

Allora, vedo che nel documento di Modena, c’è il protocollo di intesa con gli industriali, in cui una parte consistente dei finanziamenti, finiscono al distretto della moda, finiscono al distretto delle ceramiche. C’è un protocollo sul polo tecnologico, che dice esattamente perché lo si fa e a cosa deve servire, con indicazioni di fonti, di finanziamento, di costruzioni e di attività, che saranno svolte, molto dettagliato,io vi prego di andarlo a vedere. In quello di Parma, ci troviamo anche lì gli industriali coinvolti in un protocollo firmato, comune industriale, sindacato e altre forze sociali del territorio che destinano quattrini al distretto della moda e al distretto del pomodoro e poi a Parma c’è anche una fonte di finanziamento  importantissima di 14 milioni di Euro destinata alla bonifica a Fidenza di un’ex area industriale – chimica fortemente inquinata, da noi bonifiche non se ne finanziano col DUP.

Allora…. Sono esempi, esempi per dire che le priorità potevano essere quelle o altre, io come Consigliere vengo coinvolto oggi per dire la mia opinione su questo DUP, ed è per questo che esprimo tutte le perplessità sulle priorità fatte, sulle scelte adottate riguardo al tipo d’indirizzo economico che s’intende prendere. Avevo chiesto all’Assessore Nardini, che aveva detto d’impegnarsi e di procurarcelo, una ripartizione dei fondi in Regione tra le Province, noi non sappiamo di quel milione e mezzo che poi diventano tre miliardi, scusate, di euro, diventano tre sulle dichiarazioni della Regione, come sono stati distribuiti tra le Province.

Questa, era una cosa molto interessante per capire con quale potere contrattuale e quale risultato abbiamo portato a casa dal negoziato con il resto  dei capoluoghi di provincia della nostra Regione. Infine segnalo che i documenti che andiamo ad approvare oggi sono tra loro diversi, cioè, mentre nell’allegato della proposta d’integrazione della Provincia c’è una tabella che porta con chiarezza i progetti del tecnopolo per 31 milioni e le aree ecologiche per 20 milioni dettagliati, nella proposta invece di convenzione che domani il Sindaco andrà a firmare, penso, a nome del Comune, queste cifre non ci sono più. Quindi andiamo a firmare una cosa che non contiene la proposta che noi facciamo? Questi sono i documenti che ci avete presentato, quindi sono tra loro non coerenti, sono tra loro difformi e noi votiamo un documento che domani il Sindaco andrà a votare  che non riporta le cifre per il  tecnopolo e per le aree ecologiche, grazie.


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  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

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