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19 Mar, 2010

Vi sembra tutto regolare?

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute

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di Luigi Gasparini

FILM

Ieri sera attorno alle 22.00-23.00 è entrata in funzione per l’ennesima volta la torcia d’emergenza di Yara. Già dalla zona dei Giardini del Grattacielo, vicino alla stazione ferroviaria di Ferrara, era visibile una fiamma fumosa alta circa 40-50 metri che determinava un elevatissimo inquinamento acustico. Mi sono recato subito nell’area circostante suddetta torcia, dove erano anche ben percepibili esalazioni moleste. Non avendo notato nella zona la presenza di operatori delle nostre istituzioni, delle nostre Autorità competenti per il controllo  e dei nostri enti di controllo e visto che l’inquinamento atmosferico e acustico perdurava, anzi diventava sempre più intenso, attorno all’una di oggi 18 marzo 2010 ho segnalato il fatto  alla Polizia Municipale Ambientale del Comune di Ferrara (0532 418600).

Mi è stato risposto: “E’ TUTTO REGOLARE: alle 23.30 è arrivato un fax in cui la ditta Yara annuncia (nota mia: IN RITARDO) che a causa di un inconveniente ad un impianto è entrata in funzione la torcia di emergenza, la quale potrebbe rimanere in funzione per 24 ore e che lo stesso fax è stato inviato agli uffici (nota mia: CHIUSI) del Servizio Ambiente del Comune e di ARPA.”

Come cittadino e come medico igienista preoccupato per la salute pubblica ho risposto: “a me non sembra TUTTO REGOLARE” ed ho chiesto pertanto di allertare telefonicamente l’ARPA e l’AUSL per far loro verificare rispettivamente l’impatto ambientale e sanitario determinato dall’elevatissima fiamma fumosa della torcia e dall’elevatissimo inquinamento acustico determinato dalla stessa.

L’operatore della Polizia Municipale mi ha risposto: “verificherò le disposizioni in merito”.

Io non so se durante la notte ARPA e AUSL sono state allertate telefonicamente dall’operatore della Polizia Municipale Ambientale, ma rivolgo agli enti in indirizzo queste  domande pubbliche ai sensi del Dlgs 195/05:

  • Esistono disposizioni scritte e/o un protocollo in merito agli interventi congiunti da attuare da parte degli enti competenti in caso di entrata in funzione delle torce di emergenza del Polo chimico?
  • E’ da ritenersi credibile un allertamento degli enti competenti con fax inviati di notte e nei giorni festivi quando gli uffici di questi enti sono chiusi?
  • Sono da ritenersi credibili le affermazioni fatte dagli operatori delle ditte del Polo chimico relativamente alle sostanze chimiche bruciate e alla loro quantità, senza alcun riscontro oggettivo da parte degli enti di controllo?
  • Sono da ritenersi credibili le affermazioni fatte dagli operatori delle ditte del Polo chimico relativamente alle sostanze chimiche emesse dalle torce e alla loro quantità, senza alcun riscontro oggettivo da parte degli enti di controllo sia sulle sostanze chimiche bruciate in maniera estremamente forzata e incompleta sia sulle sostanze chimiche emesse?
  • E’ stata verificata qualche volta la quantità di particolato carbonioso emesso in occasione dell’entrata in funzione delle torce d’emergenza?
  • Sono stati ricercati qualche volta i componenti chimici tossici e/o cancerogeni potenzialmente presenti in suddetto particolato carbonioso?
  • Sono state effettuate qualche volta rilevazioni dell’inquinamento acustico prodotto dalle torce d’emergenza?
  • Sono stati rilevati qualche volta con strumentazioni oggettive gli odori provenienti in generale dal Polo chimico ed in particolare durante l’entrata in funzione delle torce d’emergenza?
  • Esiste un monitoraggio della frequenza e della durata, totali nel tempo e come media annua, dell’entrata in funzione delle torce d’emergenza?
  • Esiste almeno una stima della quantità assoluta di inquinanti tossici e/o cancerogeni emessi mediamente ogni anno dalle torce d’emergenza?
  • Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL ha mai effettuato studi sul possibile impatto sanitario sulla popolazione soprattutto infantile determinato dalla frequente entrata in funzione di queste torce d’emergenza e basato su dati analitici oggettivi forniti da ARPA?

Aspettandomi una risposta tempestiva e pubblica a queste domande da parte di ciascun ente in indirizzo in base alle proprie competenze, vi invio alcuni file con 2 foto scattate ieri notte e con uno spezzone video che evidenzia anche l’elevatissimo inquinamento acustico determinato dalla torcia di Yara.

Cordiali saluti

Luigi Gasparini

  • valentino tavolazzi

    Quando Gasparini lavorava all’Arpa è stato messo in condizione di non disturbare. Ora si muove da cittadino “preoccupato per la salute” come ama definirsi e noi lo ringraziamo per quanto fa.

    Avere a cuore le sorti del petrolchimico non vuol dire accettare il baratto: lavoro a scapito della salute.

    E’ evidente che l’esercizio di impianti chimici comporta un prezzo da pagare, ma ci sono norme e principi di precauzione che tutelano l’ambiente e la salute dei dipendenti e dei cittadini.

    Chi controlla che queste norme e questi principi siano rispettate nella sostanza e non solo sulla carta?

    L’Arpa, la Provincia, il Comune?

    Sappiamo tutti che l’Arpa su circa 80 dipendenti non ne ha più di dieci impegnati sul territorio a fare controlli sulle emissioni industriali.

    Sappiamo tutti che l’ispettore Arpa deve telefonare in anticipo per entrare nel Petrolchimico, dove viene fermato in portineria ed accompagnato sul luogo dell’ispezione.

    Sappiamo tutti che in Italia esiste l’autocertificazione, in forza della quale è il gestore dell’impianto che fa le analisi e poi le passa alle autorità.

    Sappiamo tutti che gestire un impianto che lavora con idrogeno, ammoniaca e metano comporta un rischio elevato di esplosioni, che possono comportare anche il disastro ambientale. Sappiamo che esistono serbatoi refrigerati di ammoniaca che rappresentano un potenziale di altissimo rischio per la popolazione.

    Perchè l’analisi di rischio, che esiste in quanto richiesta dalle assicurazioni per emettere le polizze, non è pubblica?

    Perchè i ferraresi non devono sapere cosa può succedere in caso di grave problema tecnico o di esplosione di parti dell’impianto?

    Qual’è il piano di protezione civile e di evacuazione correlato al rischio potenziale degli impianti?

    Voler bene al Petrolchimico significa davvero fare come le tre scimmiette che non parlano, non vedono non sentono, oppure significa consapevolezza, partecipazione, collaborazione per l’aumento della sicurezza, della protezione ambientale, della tutela della salute?

  • giova

    Il dott. Gasparini è coraggioso, competente ed onesto, chi non vuole ascoltarlo ma neppure osa contestarlo manca di senso di responsabilità verso la Gente. Non è facile essere uomini di governo, ma chi si è proposto ed è eletto deve essere pronto ad aggiornarsi tecnicamente e a prefigurarsi situazioni di pericolo da sventare. L’HOMO POLITICUS deve vedere il futuro, fin da quando è (purtroppo) già presente.

  • cittadini preoccupati

    Anche noi abbiamo sentito il rumore sordo protrattosi per almeno due ore, e non capivamo che cosa fosse…

    L’abbiamo scoperto SOLO GRAZIE al Dr. Gasparini che sembra essere l’unico in tutta Ferrara che si occupa di questi temi!

    Il commento di Tavolazzi riassume perfettamente gli interrogativi più urgenti ai quali il comune deve rispondere.

    Ci chiediamo inoltre: i giornali e telegiornali locali ne hanno parlato?
    Ma ciò che veramente ci stupisce è il comportamento dei cittadini ferraresi, narcotizzati e disinteressati a queste tematiche.

    Aspettiamo con ansia le risposte dell’ARPA e del Comune alle domande del Dr. Gasperini.

  • matteo

    Non abito nel quadrante est, ma penso che la distanza ed i problemi relativi ad inquinamento e torce riguardino complessivamente tutto il territorio. L’argomento è scottante, le informazioni carenti. Qui su estense. com http://www.estense.com/torce-d%E2%80%99emergenza-tutto-regolare-035141.html/comment-page-1#comment-10630 si è tentato di stabilire un contatto alieno per far emergere risposte, oltre al tutto ok!!! Sarebbe interessante se Gasparini avesse tempo e volgia di formare i cittadini interessati sul che cosa sta succedendo. Di fatti per le zone in cui un Gasparini non c’è, manca la voce, permane il silenzio e ci si rassegna a prendere per buone le risposte pubblicate. Se ci fosse quindi una conoscenza più diffusa sul tema e sul rapporto causa effetto, sicuramente ci sarebbe una pretesa più intensa di ricevere risposte approfondite e da coloro che hanno il compito di vigilare. Conoscere il problema permette di dimensionarlo e di studiare più alternative per le soluzioni che, come nei sistemi, soddisfino le diverse parti in relazione.

  • Luca

    Se vlete vivere di arte fate pure ma non credo sia possibile!
    Questa secondo me è la maniera giusta per far scappare le aziende .La prossima volta aziende come basell invece di chiudere a terni potrebbero pensare di chiudere a ferrara cosi si tolgono dai piedi persone come voi che gli danno sempre contro.
    Io non credo che sia una cosa buona pensateci!

  • Roberto Zambelli

    Luca, non credo che funzioni così.
    La salute è un bene primario qualsiasi sia l’attività lavorativa che uno svolge, anzi i primi a dover avere la garanzia della sicurezza degli impianti sono proprio quelli che ci lavorano sopra e al loro interno.
    Ovviamente non possiamo (potremmo sarebbe più giusto) permetterci di perdere altri posti di lavoro.
    D’altra parte non troverebbe strano e anche incivile se io dicessi: “cara ditta che inquini che non vuoi sottostare a normali controlli di sicurezza sui tuoi impianti perché non te ne vai nel terzo mondo” scaricando così il problema su altre popolazioni?
    Personalmente riterrei un comportamento del genere aberrante per cui, di fatto quello che vogliamo è avere le ditte qui da noi, ma con comportamenti e rapporti di reciproca stima, ma anche di reciproco rispetto in una dialettica di confronto costruttivo ma senza sconti per la salute.
    Mi sembra anche ovvio che se la ditta dovesse porre la questione in termini ricattatori del tipo: per avere il lavoro devi farmi fare quello che voglio, credo inevitabile che qualche problema nascerebbe. Lei cosa ne pensa?

  • matteo

    Luca,
    se la salute non fosse da tutelare non l’avrebbero inserita nella Costituzione. Inoltre se non ci fosse rischio industriale ARPA nemmeno la classificherebbe: http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/aziende/generale_427.asp
    Quanto si “farnetica” ha lo scopo diretto di pretendere il rispetto dei diritti doveri dell’essere umano i quali, sempre a mio parere, sono diritti del ricco e doveri del povero. E comunque, come ho già ribadito su estense.com, il problema della crisi non è dovuto ai soli costi ambientali. Individuo la causa in poca gente avida il cui tornaconto ha via preferenziale rispetto a tutto. Questo mi dà lo spunto per inserire un’ulteriore fonte per informarsi, che se anche fuori tema, indica chi combatte sempre la guerra… http://servizi.radicalparty.org/freshinstall/cameraspese/tutte

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Linee programmatiche consiglio comunale

Consiglio comunale 09.07.09: Elezione del Presidente e Vicepresidente.

Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

Consigliere comunale

Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

In sintesi

'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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