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	<title>Commenti a: Vogliamo sapere quanto PFOA c&#8217;è nell&#8217;acqua potabile</title>
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	<description>Cambia la prospettiva</description>
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		<title>Di: Carla</title>
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		<dc:creator>Carla</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:38:32 +0000</pubDate>
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		<description>Inserisco risposta avuta in merito ai PFOA l&#039;11 settembre 2009 da Stefano Polesello del CNR .
A parte vi allego il testo pdf che mi ha mandato.

Gentile dott.ssa,
 
 
L&#039;azienda Hera preleva acqua dal Po, la sottopone a trattamenti di 
purificazione e talvolta la miscela con acqua di falda per la 
potabilizzazione. La proporzione e&#039; variabile in funzione della portata del 
fiume e del cuneo salino di risalita della falda. E cio&#039; varia, credo, anche 
da zona a zona della città e della provincia

Nel Po è presente questa sostanza, il PFOA, (mentre il PFOS è a livelli 
decisamente piu&#039; bassi) che deriva probabilmente da uno scarico industriale 
piemontese sul quale stiamo &quot;indagando&quot;. Chiaramente la concentrazione nel 
Po della sostanza dipende dalla portata del fiume stesso. Se il Po e&#039; in 
piena la concentrazione (cioè la quantità di sostanza per unita&#039; di volume) 
diventa piu&#039; piccola, spesso trascurabile.

Dai dati raccolti finora la concentrazione massima nel fiume è comunque 
inferiore ai limiti di potabilità stabiliti in altri paesi.

Abbiamo analizzato alcuni campioni di acqua potabile presi ai rubinetti in 
maniera sporadica e senza una validita&#039; statistica. In entrambi i casi in 
cui abbiamo fatto il prelievo la sostanza era presente a concentrazioni 
sicuramente 10-50 volte inferiori ai limiti di potabilità, però c&#039;era.

Quindi il rischio è basso, sicuramente inferiore all&#039;utilizzo di padelle di 
teflon per frequenti fritture. Allo stato attuale delle conoscenze è 
impossibile valutare quanto l&#039;esposizione a lungo termine a piccole quantità 
possa portare a disturbi. Per ora non ci sono dati evidenti in tal senso.

Il nostro allarme non è quindi sul non bere l&#039;acqua, ma e&#039; per l&#039;azienda 
perche&#039; faccia controlli in tal senso specie quando preleva in regime di 
magra e adotti i sistemi di potabilizzazione adatti ad eliminarla.
Quello che potete chiedere è di vedere se fanno le analisi di questo 
composto, ma bere l&#039;acqua in se&#039; non è particolarmente rischioso.
Eventualmente evitate di bere l&#039;acqua del rubinetto in periodi di magra del 
fiume. Per tutti gli altri usi dell&#039;acqua potabile non c&#039;è nessun rischio.

Aggiungo che lavoro nel settore acque, abito nell&#039;hinterland milanese e ho 
sempre bevuto l&#039;acqua del rubinetto e l&#039;ho data da bere anche ai miei figli 
da quando erano neonati.

Spero di essere stato esauriente e sufficientemente chiaro per un non 
tecnico (quale presumo sia lei, mi perdoni se sbaglio)
In allegato trova un articolo un po&#039; piu&#039; scientifico che riporta i dati relativi alla sostanza

cordiali saluti

Stefano Polesello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inserisco risposta avuta in merito ai PFOA l&#8217;11 settembre 2009 da Stefano Polesello del CNR .<br />
A parte vi allego il testo pdf che mi ha mandato.</p>
<p>Gentile dott.ssa,</p>
<p>L&#8217;azienda Hera preleva acqua dal Po, la sottopone a trattamenti di<br />
purificazione e talvolta la miscela con acqua di falda per la<br />
potabilizzazione. La proporzione e&#8217; variabile in funzione della portata del<br />
fiume e del cuneo salino di risalita della falda. E cio&#8217; varia, credo, anche<br />
da zona a zona della città e della provincia</p>
<p>Nel Po è presente questa sostanza, il PFOA, (mentre il PFOS è a livelli<br />
decisamente piu&#8217; bassi) che deriva probabilmente da uno scarico industriale<br />
piemontese sul quale stiamo &#8220;indagando&#8221;. Chiaramente la concentrazione nel<br />
Po della sostanza dipende dalla portata del fiume stesso. Se il Po e&#8217; in<br />
piena la concentrazione (cioè la quantità di sostanza per unita&#8217; di volume)<br />
diventa piu&#8217; piccola, spesso trascurabile.</p>
<p>Dai dati raccolti finora la concentrazione massima nel fiume è comunque<br />
inferiore ai limiti di potabilità stabiliti in altri paesi.</p>
<p>Abbiamo analizzato alcuni campioni di acqua potabile presi ai rubinetti in<br />
maniera sporadica e senza una validita&#8217; statistica. In entrambi i casi in<br />
cui abbiamo fatto il prelievo la sostanza era presente a concentrazioni<br />
sicuramente 10-50 volte inferiori ai limiti di potabilità, però c&#8217;era.</p>
<p>Quindi il rischio è basso, sicuramente inferiore all&#8217;utilizzo di padelle di<br />
teflon per frequenti fritture. Allo stato attuale delle conoscenze è<br />
impossibile valutare quanto l&#8217;esposizione a lungo termine a piccole quantità<br />
possa portare a disturbi. Per ora non ci sono dati evidenti in tal senso.</p>
<p>Il nostro allarme non è quindi sul non bere l&#8217;acqua, ma e&#8217; per l&#8217;azienda<br />
perche&#8217; faccia controlli in tal senso specie quando preleva in regime di<br />
magra e adotti i sistemi di potabilizzazione adatti ad eliminarla.<br />
Quello che potete chiedere è di vedere se fanno le analisi di questo<br />
composto, ma bere l&#8217;acqua in se&#8217; non è particolarmente rischioso.<br />
Eventualmente evitate di bere l&#8217;acqua del rubinetto in periodi di magra del<br />
fiume. Per tutti gli altri usi dell&#8217;acqua potabile non c&#8217;è nessun rischio.</p>
<p>Aggiungo che lavoro nel settore acque, abito nell&#8217;hinterland milanese e ho<br />
sempre bevuto l&#8217;acqua del rubinetto e l&#8217;ho data da bere anche ai miei figli<br />
da quando erano neonati.</p>
<p>Spero di essere stato esauriente e sufficientemente chiaro per un non<br />
tecnico (quale presumo sia lei, mi perdoni se sbaglio)<br />
In allegato trova un articolo un po&#8217; piu&#8217; scientifico che riporta i dati relativi alla sostanza</p>
<p>cordiali saluti</p>
<p>Stefano Polesello</p>
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