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27 Apr, 2009

Vota IdV e voti Tagliani

Inserito da: PpF In: Politica

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di Valentino Tavolazzi

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Votando Italia dei Valori, voti Tiziano Tagliani.

Questo nesso causale resta sotto traccia, benché gli accordi elettorali tra IdV e Pd siano sanciti ed i relativi scambi conclusi.

Dopo le proteste pubbliche di Massimo Fiorillo, che con ragione ha lamentato la mancata convocazione da parte di Tagliani, l’IdV non ha poi diffuso i termini dell’accordo, nè indicato i punti del suo programma accettati dal Pd e nemmeno i nomi degli esponenti IdV che andrebbero a far parte della giunta di Tagliani. Questi, dal canto suo, si guarda bene dal parlarne.

Eppure gli elettori avrebbero il diritto di saperlo. Forse l’IdV ha imparato dai Verdi: un po’ di melina prima per alzare il prezzo, e poi il silenzio!

Per carità, secretare i termini delle alleanze elettorali non è illegittimo, nè politicamente vietato.

E’ sconfortante tuttavia constatare che chi pensa di dare il voto al partito di Di Pietro, per combattere la casta, per impedire la rielezione dei riciclati della politica, per affermare il diritto dei cittadini al referendum ed alla partecipazione, in realtà voterà per la continuità della casta (Tagliani, Polastri e Maisto).

Ma voterà anche per il candidato a sindaco (Tagliani) che da vice di Sateriale ha “svenduto” Agea e vuole fare il bis con le reti del gas; che intende chiudere il Sant’Anna, affidando l’area alle cure dei palazzinari ferraresi; che consentirà all’inceneritore di Cassana di inquinare l’aria, bruciando 130 mila tonnellate di rifiuti l’anno; che darà il via libera allo sventramento del centro storico, per fare posto all’idrovia ed al suo traffico di container.

Condividono quelle scelte l’IdV ed i suoi potenziali elettori?

Valentino Tavolazzi

Progetto per Ferrara

  • Massimiliano Fiorillo

    Macchè accordi segreti! Saranno gli elettori a determinare il peso dell’Italia dei Valori nella squadra di governo. Caro Valentino, non fare il puro, non sei affatto credibile. La casta l’hai rappresentata tu, con il tuo contratto milionario quando ti sei trovato nella stanza dei bottoni. Lascia perdere, fai più bella figura, se stai zitto.

  • Di Pietro non è l’IDV. Ecco il caso di Caltanissetta che mi dicono non sia il solo. Si commenta da sè. Comunque avremmo preferito un commento politico anzichè il solito attacco personale a Tavolazzi. Tecnica inventata da Goering.
    http://www.grillinisseni.it/

    Ci credevamo,

    credevamo nella possibilità di fare politica a Caltanissetta basandosi sui progetti e non sui “giochetti” e sulla corsa alle poltrone .

    Credevamo di aver trovato nello scenario politico italiano un partito diverso dove contavano gli uomini e le idee.

    Abbiamo fatto la “bicicletta” con Italia de Valori ma non ci siamo accorti che nei vertici palermitani avevano tolto il sellino e ci siamo saliti alla bersagliera.

    E vai con il Valzer delle telefonate, dei tentativi di “inciuci”, dei patti non ufficiali e DULCIS IN FUNDO dei CAMBI DI CASACCA , dove ti trovi CALATO DALL’ALTO chi fino al giorno prima hai contrastato , chi rappresenta la politica che vuoi debellare.

    Messana, di certo, non rappresenta il NUOVO , LA SVOLTA POLITICA che I GRILLI NISSENI immaginavano ed è per questo che non possiamo condividere questa scelta a nessun livello.

    A tutto questo NON CI STIAMO!! La coerenza con le proprie idee deve essere il metro per le proprie azioni.

    I GRILLI NISSENI hanno comunicato ai rappresentanti di Italia dei Valori che intendono sciolto il patto elettorale che li vedeva alleati alle prossime amministrative di Caltanissetta.

    Valuteremo se sussistono ancora le condizioni per continuare ad appoggiare la candidatura a Sindaco del Dr. Gioacchino Lo Verme e la relativa alleanza con la lista del “Pungolo”.

    Adesso ci ritroviamo a dover ripartire da capo dopo mesi di lavoro, come se non avessimo fatto nulal fino ad oggi. Cercheremo da ora in poi referenti che siano espressione soltanto di movimenti civici e non prenderemo in considerazione nessuna proposta partitica.

    Il nostro movimento si augura che l’elettorato valuti con senso critico i fatti di questi giorni e che apprezzi la COERENZA DELLE NOSTRE SCELTE!!

  • PpF

    Attaccano Valentino perché non hanno niente da dire sul merito! Sempre i soliti. Ma la gente se ne accorge con chi ha a che fare.

  • Jader

    A Roma i Dipietristi sono contro la Casta ( poi appena va al governi si divide la torta) , sono contro gli inceneritori, sono per l’ambiente e la salute,ecc.ecc.
    A Ferrara ma non solo, sostengono chi ha triplicato l’inceneritore invece di recuperare il rifiuto, chi ha costruito la turbogas, chi sposta l’ospedale per fare una speculazione edilizia, chi ha costruito case e asilo su discariche,chi ha svenduto i beni comunali ( Agea,Acosea,Acft,ecc.) e vuole completare l’opera svendendo le reti del gas, chi non ha rispettat l’ambiente.
    Invece di spiegare ai cittadini il loro programma se c’è, o spiegare cosa condividono del programma di Tagliani ( il lor

  • Jader

    il loro candidato Sindaco) fanno della sterile polemica proprio come la vecchia politica chiamata Casta di cui ne sono parte integrante e tutto per qualche poltrona.
    Ma gli elettori hanno aperto gli occhi e sanno chi è veramente dalla parte del cittadino.

  • Jader

    Segue:
    ( il loro candidato Sindaco ) fanno della sterile polemica per qualche poltrona, come la vecchia politica chiamata CASTA di cui sono parte integrante.
    Noi elettori abbiamo aperto gli occhi e sappiamo chi veramente sta dalla parte dei cittadini.

  • GT

    Credo che quello sollevato da Fiorillo non sia un attacco personale sterile, ma sia invece il punto cruciale.

    O sotto Sateriale la casta non c’era o Tavolazzi ha fatto parte della casta di Sateriale.

    Tavolazzi dovrebbe fare luce su quel passaggio, fare chiarezza. Come è diventato segretario generale del comune?

    Le opzioni sono due:

    1) Sateriale ha valutato i curriculum di diversi candidati (sarebbe bello sapere anche quali) alla carica di segretario generale e ha scelto il più competente. Poi valutato negativamente il contributo del segretario comunale Tavolazzi ha deciso di licenziarlo.

    2) Sateriale con l’usuale dinamica castale ha pescato nel parapartito (cooperazione, ex e dintorni) il segretario generale Tavolazzi. Poi altre usuali dinamiche castali hanno fatto fuori Tavolazzi.

    Poi probabilmente c’è il mix di comodo: scelta del competente cacciato poi dalla casta. Ma ci credo poco, perché è passato troppo poco tempo tra la scelta e la cacciata.

  • grazie, ci crediamo ancora, per questo sono qui a combattere

  • PpF

    Le informazioni ci sono se le volete vedere. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Comunque le ripeteremo per chi non è stato attento.

  • valentino tavolazzi

    Caro fiorillo, perchè cadi così in basso aggrappandoti al mio contratto (regolare) al solo scopo di sfuggire al merito?
    Ti vergogni forse di confessare che hai fatto accordi con Tagliani?
    Se sono legittimi e nell’interesse dei cittadini rendili pubblici! Che paura hai?
    Per quanto mi riguarda sai bene che quando Sateriale mi ha chiesto di venire in Comune, non appartenevo a nessuna casta (come ora), nè facevo il politico, tanto meno cercavo un posto.
    Ero un manager amministratore delegato di Ged spa (società privata gruppo Rdb e gruppo Cmc) e contemporaneamente di Monoceram spa (società privata gruppo Cisa Cerdisa).
    Guadagnavo di più che in Comune.
    Mi sono licenziato per venire a dare una mano a Sateriale e contribuire al rinnovamento proclamato.
    Dopo la mia cacciata dal Comune sono tornato a fare il mio mestiere nel privato perchè ho una professionalità riconosciuta e ben pagata.
    Sta tutto nel sito e a te l’ho spiegato più volte!
    Perchè sei così scorretto sul piano umano, da far finta di non saperlo? Dove sono finite la tua buona fede e la tua sincerità?
    Se fai politica allo stesso modo, poveri noi!
    Valentino

  • tavolazzi era direttore generale o city manager che dir si voglia, non segretario generale.
    la figura del direttore generale è stata introdotta dalla bassanini. comunque ha prodotto risultati analoghi in tutta italia. rottura o adeguamento della figura apicale all’andazzo, con conseguente nulla di fatto

  • PpF

    Interessante la teoria per cui Tavolazzi farebbe parte della casta perché assunto dal comune come city manager, mentre gli IdV no, nonostante facciano alleanze segrete proprio con la casta. Molto interessante. Gli elettori sapranno giudicarvi come si deve fare con persone del vostro spessore!

  • Comunque chi vuol vedere il demerito lo vede in ogni caso. prima perchè è stato chiamato e dopo perchè è stato mandato via. L’incoerenza è evidente, ma chi non vuol vedere non vede.

  • L’Italia dei Valori ha svenduto i suoi Valori.

  • GT

    Ho sbagliato l’incarico, ma poco conta. Fatto sta che non mi si è risposto.
    Nel sito c’è il contratto, il reddito, etc., ma non c’è la procedura con la quale è stato scelto Tavolazzi.
    Si è fatta una valutazione comparativa di candidati (per esempio come quella prevista per il ruolo di garante dei detenuti) è c’è stata una cooptazione nella cerchia della casta?
    E’ insita nel grillismo e nel paragrillismo la cultura del sospetto e della dietrologia, mi sorprende che sul vostro candidato sindaco non pretendiate l’assoluta pulizia.
    A pensar male, Tavolazzi ha avuto la tessera del “partito” fino al 1996 (secondo il curriculum pubblicato nel sito) o fino al 1991 (secondo quanto pubblicato sulla Nuova del 19 aprile scorso). A proposito, perché questa incongruenza?
    A pensar male, secondo il curriculum dopo l’esordio nella cooperativa Cei è passato nell’impresa CMC di Ravenna. Però anche la CMC è una cooperativa, che è socia del Consorzio Cooperative di Costruzioni, che è la struttura del settore costruzioni della Legacoop (il braccio economico del “partito”). A questo proposito io consiglierei la riscrittura del curriculum, perché è tutto una excusatio non petita … O almeno dà questa impressione.
    Ma tornando al punto. Si può sapere perché Sateriale ha scelto Tavolazzi e non Pinco Pallino? Esistevano dei Tizio, Caio e Sempronio in concorrenza con Tavolazzi per quel posto? Cosa aveva Tavolazzi in più di questi? E come lo ha dimostrato? Questo dimostrerebbe che Sateriale ha seguito una corretta procedura comparativa e ha scelto il migliore, quindi diamogliene il merito almeno.
    Altrimenti, continuare con questo silenzio potrebbe sembrare un’ammissione di cooptazione intracastale.

  • Valerio Tavolazzi

    Mi fa ridere che a parlare di pulizia e trasparenza è uno che neanche ha il coraggio di firmare i suoi commenti (GT?).

    Comunque ho girato il tuo dubbio (chiunque tu sia) a Valentino che appena avrà un minuto provvederà a chiarirtelo.

    Ciao Gran Turismo.

  • valentino tavolazzi

    Caro Gran Turismo, molte risposte alle tue domande tendenziose potresti reperirle leggendoti le norme.
    Con un po’ di impegno, alleggeriresti anche il mio compito, che tuttavia, candidandomi alla guida della città, è giusto che comporti la fatica di parlare a chi non vuol sentire.

    La procedura prevista dalla legge per la scelta del direttore generale dei Comuni maggiori non richiede alcun concorso o gara tra candidati.

    Riporto per tua comodità il testo di legge:

    Articolo 108
    Direttore generale

    1. Il sindaco nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e il presidente della provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale, possono nominare un direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, e secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, che provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco o dal presidente della provincia, e che sovrintende alla gestione dell’ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza. Compete in particolare al direttore generale la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi previsto dall’articolo 197, comma 2, lettera a), nonche’ la proposta di piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169. A tali fini, al direttore generale rispondono, nell’esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell’ente, ad eccezione del segretario del comune e della provincia.

    2. Il direttore generale e’ revocato dal sindaco o dal presidente della provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale. La durata dell’incarico non puo’ eccedere quella del mandato del sindaco o del presidente della provincia.

    La legge dunque lascia al sindaco, ad intuito, il compito di individuare la persona con i requisiti personali e professionali più idonei per lo svolgimento delle funzioni previste dal ruolo. La stessa legge prevede anche la revoca da parte del sindaco, senza particolari motivazioni.

    Ora dovresti chiedere a Sateriale se ha fatto o no una gara tra candidati. Se conosceva altre persone.

    Io non lo so!

    Come avrai letto nel mio curriculum, che hai diligentemente spulciato, nemmeno conoscevo Sateriale, nè Montanari, allora segretario dei Ds.

    Presumo che mi abbiano scelto perchè mi ritenevano all’altezza di aiutare un sindaco che stava dimettendosi, poichè non riusciva a governare la macchina comunale.

    Riguardo alla data di cessazione della mia iscrizione al PCI, questa risale ai primi anni ’90. Anche in questo caso se vuoi informazioni più precise c’è l’archivio degli ex compagni a tua disposizione. Tuttavia a memoria, ti do per buona la data che compare sul curriculum. Lo sai che i giornali sono sempre poco attendibili!

    Caro Gran Turismo io non so chi sei, nè se scrivi in autonomia o su comando. Prendo solo atto che preferisci restare anonimo, mentre le info che chiedi a me sono disponibili sul sito.

    Ritenendo tuttavia di aver risposto esaurientemente alle tue domande, da adesso in avanti non ti dedicherò più un minuto. Mi spiace ma ho altro da fare, visto che siamo a un mese dalle elezioni.

    Se sei una persona intellettualmente onesta e libera ti auguro buon voto! in caso contrario l’augurio lo conosci!

    Valentino Tavolazzi

  • Carlo

    Ragazzi, quel pulman Gran Turismo la sa proprio lunga, ne ha fatto della strada scorazzando la Casta in lunga e in largo.
    Avanti PpF a tutta forza, la Casta si sta’ innervosendo ci penseranno gli elettori a fare pulizia.

  • Lauro

    Interessante lo scritto del fantomatico GT:
    1. perchè scartabigliare tanti documenti quando bastava andare nel suo ufficio elettorale in via Garibaldi? Forse perchè sarebbe stato visibile…tipico dei vili
    2. nel primo mandato Sateriale chi era il suo vice? nessuna ricerca su quello? peccato, poteva essere interessante
    3. oltre al city manager ci furono altri problemi per il sindaco tipo la rimessa a nuovo(eufemistico) della piazza. Risulta, ovviamente tramite giornali e non archivi segreti, che qualche altro personaggio sia passato indenne e che la gente ha continuato a pagare, nessun indagine su quelli?
    Caro GT, ha ragione Valentino, in troppi ti hanno dedicato tempo

  • Gran Turismo

    Io sono l’uomo qualunque, l’elettore che non ha alcun legame con nessun partito in qualunque maniera.
    Sono quello che si trova davanti un candidato che gli propone lo slogan “liberiamo la città dalla casta” e vuole sapere il più possibile su questo candidato. Soprattutto vuole sapere se non fa parte o ha fatto parte di questa casta di cui parla. E vuole che gli si tolgano i dubbi che possono nascere dalla valutazione del passato del candidato.
    Avete fatto tutte quelle elucubrazioni su di me, che non sono nessuno. Non le fate sul vostro candidato sindaco? E non pensate che un cittadino mentalmente libero possa permettersi di farle?
    Io non mi ritengo soddisfatto da una risposta come quella di Tavolazzi. E non posso accettare l’indisponibilità a rispondere e la reticenza ad approfondire da parte di un candidato.
    Tavolazzi che fa il manager si sarà trovato a dover assumere qualcuno, e sa come funzionano le cose: si raccolgono i curricula, si fanno i colloqui ai candidati più interessanti, via via si restringe la cerchia ed esce l’assunto. Oppure c’è l’altra via, quella della raccomandazione (che non è una cosa sempre negativa, se è palese e accompagnata dalla responsabilità).
    Io capisco che la persona più adatta a cui fare questa domanda sia Sateriale, ma a Tavolazzi non è mai venuta la curiosità di sapere come sia stato scelto per la carica di direttore generale del comune.
    Capisco che il contratto sia di natura privata e non preveda procedure di valutazione comparativa pubbliche, ma faccio fatica a credere che Tavolazzi abbia ricevuto una telefonata da Sateriale, si sia presentato in comune e abbia firmato un contratto. E non si sia domandato e non abbia domandato a chi l’ha scelto “perché io? chi mi ha segnalato? chi era in gara con me?”
    Non per dire, ma anche Gesù si è fatto domande del genere.
    Io non sono un dietrologo, e fondamentalmente di questo non mi interesserebbe niente se voi non puntaste proprio sul “no alla casta” come carattere distintivo della vostra lista. Sono curioso, cerco di capire. Leggo attentamente: stuzzica la mia fantasia che nel curriculum la Cei sia una cooperativa, mentre la Cmc sia una impresa. 16 anni nella Cmc senza sapere che la prima c sta per cooperativa? Senza sapere che Cmc è socia del Consorzio Cooperative di Costruzioni, cioè la struttura del settore costruzioni della Legacoop?
    Se uno si appunta medaglie da solo poi si deve aspettare che non ci si fidi e si chieda giustificazione del valore di quelle medaglie.

  • Paolo

    Vili e aggiungerei vermi.Spiega agli elettori fantomatico GT che accordi ha preso IdV con il loro candidato Tagliani. “Loro ci stanno”

  • PpF

    Io credo che tu dovresti dirci chi sei e da dove vieni e sono sicuro che dopo sarà tutto più chiaro. Il fatto di lavorare in cooperative non significa essere raccomandati. Il fatto di essere in un partito significa fare parte della casta. Tu dove stai? Se Valentino fosse un raccomandato sarebbe ancora in comune a fare il city manager. Dal 2005 lavora per una impresa privata, non cooperativa. Tu, invece, che lavoro fai? Chi sei?
    Noi abbiamo messo la nostra faccia e i nostri curricula sul sito. Di noi puoi sapere tutto e criticarci. Tu invece stai all’ombra, lavori nell’ombra come i vampiri: chi è trasparente?
    Sono sicuro che non saprò mai il tuo nome.

    Valerio Tavolazzi

  • Va beh, gt potrebbe essere un infiltrato ma anche un cittadino comune. penso che esprima dubbi che altri si saranno posti, molta gente in fondo nonsa. c’è in giro gente che dice di tutto, e non si documenta magari. se uno non vuol sapere la verità, c’è poco da fare.
    Abbiamo invitato gt a venire a parlarci, direi di chiudere il capitolo, di più non possiamo fare. ci sarebbe anche da dire che Max Fiorillo, alcuni mesi or sono, con me non escludeva che valentino potesse essere anche il loro candidato. Poi ha cambiato idea, cosa legittima. Ma criticabile. quel che non mi è piaciuto è il cambio di atteggiamento. Io non sono cambiato rispetto ad allora , le posizioni di IDV…… non mi sembra si possa dire lo stesso. Mi sembra evidente. Tra aderire a una fase storica nuova che sta nascendo dalle liste civiche certificate Grillo e la casta, a ferrara IDV ha scelto la casta. Una fase storica rivoluzionaria, che rappresenta un azzardo, che potrebbe finire ancor prima di cominciare.
    Ma io credo che l’elettore premierà chi rischia e punirà la mancanza di coraggio di IDV. A ferrara e a livello nazionale.
    Ciao

  • borrelli

    Vi propongo la seguente lettura:

    “””””
    Troll (Internet)
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog TROLL è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l’obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un’annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme come il termine trollismo (inteso come il verificarsi di tale fenomeno nelle web-community), il verbo trollare (“comportarsi come un troll”) o essere trollato (“cadere nella trappola di un troll” rispondendo a tono alle sue provocazioni).

    Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale. Se un troll viene invece ignorato (in genere la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo.

    Oltre all’indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che rendono automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup).

    La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che “disturba” una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un “fake” potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un “troll” non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.

    Indice [nascondi]
    1 Storia del fenomeno
    2 Uso del termine “troll”
    3 Esempi del comportamento di un troll
    3.1 Altri esempi
    4 Motivazioni dei troll
    5 Soluzioni possibili al problema
    6 Utilità dei troll
    7 Punti di vista alternativi
    8 Voci correlate
    9 Altri progetti
    10 Collegamenti esterni

    Storia del fenomeno [modifica]
    Uno dei primi riferimenti al termine “troll” che si trovano nell’archivio Usenet di Google è dell’utente “Mark Miller”, rivolto all’utente “Tad” l’8 febbraio 1990. Però non è chiaro se il significato inteso da Miller fosse quello odierno o se avesse soltanto scelto un epiteto fra i molti possibili:

    (EN)
    « You are so far beyond being able to understand anything anyone here says that this is just converging on uselessness. The really sad part is that you really believe that you’re winning. You are a shocking waste of natural resources – kindly re-integrate yourself into the food-chain…you mindless flatulent troll. » (IT)
    « Sei talmente lontano dall’essere in grado di capire qualunque cosa dica una qualsiasi delle persone qui, che (questa conversazione) sta approssimandosi all’inutilità. La cosa più triste è che credi davvero che tu stia vincendo. Sei uno scioccante spreco di risorse naturali: gentilmente, reinserisciti nella catena alimentare… flatulente troll senza cervello. »

    L’etimo più probabile del termine troll si può trovare nella frase “trolling for newbies”, che divenne popolare nei primi anni Novanta nel gruppo Usenet alt.folklore.urban. L’uso era piuttosto diverso dalla nozione attuale di troll: era infatti un detto scherzoso fra utenti di lunga data del gruppo che presentavano domande o argomenti tanto ripetuti e dibattuti nel gruppo che solamente un nuovo utente poteva mettersi a rispondere. Altri espansero il significato del vocabolo per includere il comportamento di utenti molto disinformati o delusi, anche in altri gruppi dove erano solo utenti occasionali; tuttavia i “troll” erano ancora considerati degli umoristi più che dei provocatori. In questo contesto, il nome “troll” si riferiva di solito all’atto piuttosto che all’autore.

    Alcuni degli utenti attivi da più tempo su Usenet continuarono ad usare il termine con il significato originale anche dopo che esso era passato a definire atti deliberati di provocazione tesi a generare scontri verbali.

    Nella letteratura ufficiale la pratica venne documentata per la prima volta da Judith Donath (1999), che usò molti esempi aneddotici da vari gruppi Usenet nella sua trattazione. L’articolo di Donath sottolinea l’ambiguità dell’identità in una “comunità virtuale” incorporea:

    “Nel mondo fisico c’è una intrinseca unità fra identità e individuo, perché il corpo fornisce di per sé una adeguata e inappellabile definizione di identità: la regola è “un corpo, una identità”. (…) In questo il mondo virtuale è diverso, perché è composto di informazione invece che di materia.”
    Donath fornisce una sintetica panoramica di giochi di mascheramento di identità che si basano sulla confusione fra comunità fisica ed epistemologica:

    “Trolleggiare è un gioco di false identità, compiuto senza il consenso degli altri partecipanti. Il troll cerca di farsi passare per un legittimo utente che condivide gli stessi interessi e argomenti degli altri; i membri del gruppo, se riconoscono un troll o altri impostori, cercano sia di distinguere i messaggi reali da quelli degli impostori, sia di fare in modo che l’impostore abbandoni il gruppo. Il successo o meno di questi tentativi dipende da quanto sono bravi (sia gli utenti che i troll) ad individuare le rispettive identità; alla fine, il successo o meno di questa strategia dipende da quanto diminuisce il divertimento che il troll ricava da questo gioco a causa del “prezzo” imposto dal gruppo.
    D’altro canto i troll possono danneggiare il gruppo in molti modi. Possono interrompere le discussioni, dare cattivi consigli, minare la fiducia reciproca della comunità degli utenti. Inoltre un gruppo di discussione che sia stato oggetto di attacco di un troll può “sensibilizzarsi” e rifiutare di discutere o rispondere a domande oneste ma ingenue, scambiandole per ulteriori messaggi del troll: questo può portare a osteggiare un nuovo venuto, che non sa nulla di tutta la vicenda e si ritrova rabbiosamente “accusato”. Anche se l’accusa è infondata, essere considerati dei troll è molto dannoso per la propria reputazione online.” (Donath, 1999, p. 45)[3]
    Probabilmente il più prolifico e abile troll della seconda metà degli anni ’90 fu l’utente “Callidice” su Guardian Unlimited, il più grande forum di dibattiti politici del web. Questo particolare utente fu il primo ad essere messo al bando, ma lui (o lei) riuscì ad impersonare altri utenti fittizi e a dividere l’intera comunità, causando alla fine la chiusura del sito e provocando una autentica paranoia nei giornalisti e negli abbonati del Guardian che durò anni. Per molta gente il nick “Callidice” è sinonimo di troll. Molti utenti notano come la vicenda di “Callidice” abbia messo in luce la non volontà di certi forum “intelligenti” di affrontare certi argomenti, e come, frustrati dalla censura su discussioni legittime si possano avviare verso una sorta di autodistruzione. A tutt’oggi la vera identità di “Callidice” rimane ignota.

    Uso del termine “troll” [modifica]
    Dare del troll a qualcuno significa fare delle congetture sul motivo per cui scrive che sono impossibili da determinare realmente, mentre usare i verbi trolleggiare, trollare descrive soltanto la percezione che si ha riguardo il comportamento corrente della persona e quindi non assume nulla riguardo le sue motivazioni. Tali congetture sono un buon esempio dell’errore fondamentale di attribuzione, cioè presumere che il comportamento corrente derivi dalla natura o dal carattere di una persona invece che esaminare il comportamento in relazione al contesto degli eventi. In altre parole, il trolleggiare può avere più a che fare con il contesto che con la personalità di chi scrive. A volte è possibile “fare il troll” senza averne l’intenzione: tuttavia gli utenti che irritano ripetutamente le persone, a prescindere dal perché lo fanno, vengono sempre bollati come troll.

    Il termine troll è molto soggettivo, e dei messaggi che per alcuni possono essere legittimi e interessanti, per altri possono essere delle vere trollate. Per esempio, un presunto troll potrebbe fare l’avvocato del Diavolo in un forum progressista postando opinioni conservatrici; oppure, un comportamento che nella vita reale potrebbe venire considerato un semplice sfogo o uno scatto di collera viene spesso etichettato come “trolleggiare” nelle discussioni su Internet.

    Il termine è anche spesso usato per screditare una posizione opposta su un dato argomento. Questa supposizione può basarsi solo su una opinione personale; il supposto troll può in realtà stare sostenendo un parere motivato ma impopolare, che sta generando tanto clamore nel gruppo proprio perché va contro il parere della maggioranza.

    Nella gran parte dei forum e dei gruppi, a prescindere dai moventi di chi li scrive, quasi sempre i messaggi impopolari o provocatori attirano reprimende, correzioni e risposte irritate da parte di chi non distingue fra comunità reale, in cui le persone sono esposte al rischio condiviso di violenza fisica, e comunità virtuale epistemologica basata sullo scambio di parole e idee. Gli usi e i costumi di discussione nati nelle comunità reali vengono trasportati ingenuamente in quelle virtuali dagli utenti inesperti, non ancora abituati alla gamma di giudizi ed opinioni espresse online, soprattutto se in modo anonimo.

    Dare da mangiare ai troll significa rispondere ai messaggi provocatori dei troll, dando così al troll nuovo materiale a cui rispondere, per gettare altra benzina sul fuoco del litigio. “Per favore non date da mangiare ai troll” è un messaggio di avvertimento che i vecchi utenti inviano ai nuovi quando questi ultimi pensano di averne individuato uno, perché il modo migliore di combattere un troll è ignorarlo completamente.

    Esempi del comportamento di un troll [modifica]
    Rappresentazione umoristica di un troll.Alcuni tipi di messaggi e attività associati ai troll:

    messaggi fuori tema — “Potete aiutarmi a creare la mia pagina web?” (in un forum dove si parla di musica).
    messaggi offensivi — “Sei un idiota se includi questo tipo di messaggi nella tua lista.”
    messaggi contenenti errori ovvi o gravi pecche — “Penso che 2001: Odissea nello spazio sia il miglior film di Roman Polanski.”
    messaggi intenzionalmente sgarbati o litigiosi — “Penso che George W. Bush sia il peggior Presidente della storia americana.”
    mandare intenzionalmente un’argomentazione oltraggiosa, imperniata deliberatamente attorno a un errore fondamentale ma nascosto; spesso il mittente si mette sulla difensiva se l’argomento viene confutato ma potrebbe invece continuare il discorso attraverso l’uso di ulteriori argomentazioni futili; questo è quello che viene chiamato “dar da mangiare” al troll.
    includere contenuti multimediali offensivi come suoni o immagini in un messaggio, o inserire link a siti scioccanti che contengono tali contenuti. Spesso questi link sono mimetizzati come link normali.
    quando si accende una flamewar (scambio acceso di opinioni), dichiararsi innocenti.
    mandare messaggi contenenti trame di film e libri senza avviso, a volte celati in un messaggio altrimenti innocuo.
    mandare immagini che hanno un’interpretazione politica in luoghi inopportuni.
    lagnanze fuori tema a proposito della propria vita privata; a volte questo è il troll “grido d’aiuto”.
    sbagliare deliberatamente e ripetutamente a scrivere i nomi delle altre persone per turbarle e/o irritarle nella conversazione.
    risposte plurime o paranoiche a opinioni personali espresse da singole persone — “Non penso che voi tutti ci crediate, vi siete coalizzati contro di me”.
    insultare persone perché non conoscono la grammatica, il che è un argomento piuttosto spinoso; ignoranza voluta delle regole grammaticali; o anche insultare altri perché scrivono male scrivendo peggio, con un effetto “ironico” che spesso riesce a far uscire le persone dalla loro ipocrisia.
    ogni combinazione di quello che è scritto sopra. Per esempio un troll combinerà frasi ingiuriose scritte male.

    Altri esempi [modifica]
    Alcuni troll possono denigrare una particolare religione in un gruppo di discussione di argomento religioso; nel tempo questo comportamento è stato chiamato flaming o flammare: durante l’accesa discussione suscitata, i troll veri o presunti ricorrono a volte a insinuazioni o equivoci per conseguire i loro obiettivi.

    Una variante del secondo tipo (messaggi “incendiari”) prevede il postare contenuti del tutto contraddittori all’argomento (esplicito o implicito) su cui verte il gruppo: per esempio ricette per cucinare la carne di gatto in un gruppo di amanti dei felini, postare teorie evoluzioniste in un newsgroup di creazionisti (o viceversa) e così via.

    Il cross posting è un sistema scelto molto spesso dai troll per infastidire più gruppi contemporaneamente, mandando in diversi gruppi, anche di tema opposto fra loro, uno stesso messaggio che sia irritante od offensivo per tutti: questo sistema, se ha l’effetto che il troll si augura, provoca una flame war, cioè un contatto generalizzato fra utenti di più gruppi che risulti (con opportuni interventi del troll artefice) in una escalation di rabbia verbale. Per esempio, un troll potrebbe inviare un messaggio anti-fast food contemporaneamente in un gruppo di salutisti, di ambientalisti, di animalisti, di cultura americana e anche in un newsgroup di intelligenza artificiale, in cui sarà completamente fuori luogo (off-topic). Un esempio di flame ben riuscito è il famoso thread USENET “Oh how I envy American students”, che ebbe più di 3000 risposte.

    Motivazioni dei troll [modifica]
    La maggior parte delle discussioni su “perché i troll si comportano così” parte da utenti internet che dichiarano di aver osservato il comportamento di un troll: esiste poca letteratura ufficiale che descriva il fenomeno. In Italia l’unico testo sull’argomento, scritto dal punto di vista del troll, è il libro Troll – Come ho inguaiato internet di Ciro Ascione. I commenti dei presunti troll, quando interrogati in questo senso, sono spesso inaffidabili perché possono essere stati studiati per seminare ulteriore zizzania fra gli utenti invece che per aiutare l’interlocutore a capire meglio il fenomeno. Similmente, gli accusatori sono spesso motivati dal desiderio di difendere un particolare progetto di comunità in internet e l’accusa di trollaggine rivolta ad un particolare utente potrebbe non riflettere i veri intenti della persona accusata. Per questo motivo, capire quali siano i motivi dei troll su internet è materia di speculazione; tuttavia fra i molti supposti scopi dei troll alcuni ricorrono spesso, basati sul tipo di interferenza che essi provocano (o sono accusati di provocare).

    Motivazioni proposte per i troll:

    Ricerca di attenzione: il troll cerca di dominare la discussione corrente incitando l’astio e dirottando efficacemente l’argomento in oggetto.
    Divertimento: divertirsi alle spalle di chi riesce ad arrabbiarsi per le parole di un totale sconosciuto.
    Grido d’aiuto: molti presunti troll, nei loro messaggi, espongono situazioni disperate o di grave disagio familiare, scolastico, finanziario o relazionale, sebbene sia impossibile sapere se siano vere o no. Alcuni credono che il trolleggiare sia un modo aggressivo di cercare in un dato forum una severa ma amorevole guida.
    Troll autoproclamati e i loro difensori dichiarano che il trolleggiare è un modo astuto di migliorare la qualità della discussione, o un modo alternativo di vedere i rapporti di potere su grandi wiki pubbliche.
    Far perdere tempo agli altri: uno dei maggiori temi nel trolleggiare è l’idea che si possa far perdere dieci minuti di tempo a dieci persone spendendo un solo minuto del proprio tempo. Alla maggior parte dei troll piace l’idea di far perdere tempo agli altri con poco o nessuno sforzo da parte loro.
    Effetto domino: correlato al divertimento, ma in modo specifico: iniziare una grande reazione a catena in risposta ad un singolo post iniziale, ottenendo un numero sproporzionato di risposte. Un comportamento simile a quello di un bambino che viene dato per disperso mentre in realtà si è solo nascosto, e si gode lo spettacolo di un gran numero di adulti che si danno un gran da fare per cercarlo.
    Generare un cambiamento nell’opinione degli utenti: un troll può ostentare opinioni estreme per fare in modo che le sue vere opinioni, poi, sembrino moderate. Spesso il troll si serve di altre false identità, inscenando un falso dialogo pubblico. Alternativamente, il troll può fare l’avvocato del Diavolo per rinforzare l’opinione opposta a quella espressa (che è quella a cui il troll segretamente aderisce).
    Testare la robustezza di un sistema contro gli attacchi sociali o altre forme di cattivo comportamento: per esempio violare platealmente le regole e i termini di uso per vedere se gli amministratori prendono contromisure e quali.
    Combattere sentimenti di inferiorità o impotenza attraverso l’esperienza di controllare un ambiente.
    Autopromozione.
    Combattere il conformismo: molti troll si difendono sostenendo che il gruppo in cui postano è diventato troppo chiuso e conformista, e cercano di rimediare con una “terapia d’urto” scioccando gli altri utenti.
    Satira: in questi casi gli utenti non si considerano dei troll ma piuttosto degli umoristi o dei commentatori politici.
    Attacchi personali contro un particolare utente o gruppo di utenti.
    Diminuire il rapporto segnale/rumore: diluire i messaggi interessanti nel gruppo affogandoli in un mare di banalità, insulti e ciarpame.
    Una possibilità è che un troll stia provando la percepita anonimità di Internet come base di test per una personalità alternativa.
    In caso di forum piccoli o di recente costituzione, un troll può tentare di provocare tanto disordine da scoraggiare gli altri utenti e svuotare il forum, in tutto o in parte.
    Come già detto è difficile rilevare direttamente le motivazioni dei troll, perché le risposte offerte dai sospetti troll sono spesso niente più che espedienti per continuare la loro attività di disturbo. Questo è un peccato, perché esistono alcune ragioni legittime, come riportato poco sopra, per cui un troll può fare quello che fa: tuttavia esistono anche modi educati e diretti di perseguire gli stessi scopi, senza dover ricorrere al genere di azioni per cui i troll sono tristemente noti. Poiché esistono diversi motivi che portano ad assumere il comportamento tipico di un troll, alcuni non necessariamente malintenzionati, stigmatizzare un utente come “troll” in senso negativo è un gesto avventato.

    Alcuni utenti di forum su internet sono considerati (o si considerano) “cacciatori di troll”, ed entrano volontariamente in conflitto con un troll quando lo vedono emergere in un gruppo di discussione: spesso però finiscono per essere altrettanto dannosi dei troll stessi. Un singolo messaggio di un troll può essere ignorato, ma se un cacciatore di troll reagisce, il thread andrà immediatamente off-topic.

    Durante i conflitti causati dai troll il comportamento degli utenti di un gruppo si può classificare in una di queste sei categorie:

    i Troll, che attivamente fomentano gli scontri e i litigi.
    i Cacciatori di Troll che non iniziano il conflitto, ma se coinvolti ricambiano con gli interessi, dando luogo ad una vera escalation. Spesso usano i troll come scusa per il loro pessimo comportamento, e in molti casi accusano facilmente altri utenti di essere troll a prescindere dagli intenti di questi.
    i Nobili: cercano di ignorare il conflitto, continuando a discutere gli altri argomenti che il gruppo stava trattando. Di solito esprimono una incurante riprovazione per il troll, ma non cercano di offenderlo. Si comportano come gli anziani del gruppo, postando consigli semplici ed efficaci del tipo “Non date da mangiare ai troll” o altre frasi che in generale hanno sempre lo stesso significato: “Ignoratelo e se ne andrà da solo”.
    i Moderanti: (non nel senso di “moderatori di sistema”) cercano di risolvere il conflitto in modo che tutte le parti in causa restino il più possibile soddisfatte.
    gli Spettatori: si ritirano dal conflitto. A volte abbandonano il forum disgustati.
    i Dirottatori: iniziano una discussione off-topic in risposta ai post provocatori del troll, “dandogli da mangiare”.
    I troll del tipo “in cerca di attenzione” cercano precisamente lo scontro con i cacciatori di troll, mentre quelli del tipo “grido d’aiuto” cercano la consolazione e la compassione offerta dai Moderanti.

    Uno dei casi più interessanti di trollaggio coinvolse il forum “all things lamb” sul sito web della band Mancuniana Trip-Hop/Organica Lamb. Il troll in questione era già noto su altri siti di musica: probabilmente leggeva il forum da diverso tempo, perché all’inizio del 2005 cominciò a postare messaggi sia con il suo nome sia con quello di altri utenti (il forum non era moderato e non richiedeva iscrizione). Nel giro di poche settimane la maggior parte degli utenti, compresi i membri della band, aveva smesso di postare messaggi e si era spostata su mezzi di comunicazione alternativi (email, telefono, programmi di instant messaging) e dall’inizio di aprile 2005 praticamente tutti i messaggi sul forum erano postati dal troll. Lo scopo del troll era il divertimento: tuttavia il suo sforzo, anziché distruggere la comunità, ebbe solo il risultato di farla spostare su mezzi di comunicazione in cui gli utenti potevano avere maggior controllo.

    Soluzioni possibili al problema [modifica]
    “Non alimentare il Troll”Alla lunga un troll è sempre individuabile, perché tende a reiterare il suo comportamento nel tempo.

    La soluzione più semplice è ignorare a priori tutte le discussioni proposte da quest’individuo, se possibile metterlo in “ignore list”, avvisando i nuovi utenti, in modo che non cadano nelle trappole che i troll tendono continuamente.

    La saggezza popolare suggerisce agli utenti di evitare di nutrire i troll, e di resistere alla tentazione di rispondere. Rispondere a un troll porta inevitabilmente la discussione fuori tema, nello sbigottimento degli osservatori, e fornisce al troll l’attenzione di cui ha bisogno. Quando i cacciatori di troll si avventano sui troll, rispondono con: “YHBT. YHL. HAND.”, o “You have been trolled. You have lost. Have a nice day.” (“Hai subito il trolling. Hai perso. Buona giornata.”) Poiché i cacciatori di troll sono essi stessi (come i troll) affamati di controversie, i veri sconfitti sono gli altri utenti del forum che avrebbero preferito che non si arrivasse allo scontro.

    La letteratura sulla risoluzione dei conflitti suggerisce che indicare una persona che discute su Internet come un troll non aiuta a far cessare comportamenti disdicevoli. Una persona allontanata da un gruppo sociale, sia su Internet che nella vita, può assumere il ruolo di antagonista, e cercare di disturbare o far arrabbiare ulteriormente i membri del gruppo. L’etichetta di “troll”, spesso segno di allontanamento dal gruppo, può quindi perpetuare il trolling.

    Normalmente si ottengono migliori risultati quando gli utenti si fanno carico del ruolo di moderatore e descrivono comportamenti più costruttivi senza giudicare né fare paragoni. I troll sono eccitati dai cacciatori di troll e frustrati da chi li ignora, e nessuna di queste emozioni produce risultati positivi per il forum. Affrontare i troll porta alle “flame wars”. I troll frustrati dalla strategia “non date da mangiare ai troll” potrebbero lasciare il forum (e trollare da qualche altra parte, o diventare utenti responsabili) o potrebbero peggiorare finché non ricevono una risposta.

    I troll novizi spesso subiscono il Rimorso dei Troll, un sentimento di rimorso dopo che hanno perso il loro account (che sia da un Internet Service Provider o da un forum) come conseguenza delle loro azioni da troll.

    Utilità dei troll [modifica]
    Chiedersi se un troll sia utile può sembrare un tipico esempio di comportamento da troll, e in effetti è difficile trovare dei vantaggi nella presenza di un rappresentante di tale categoria. Guardando le cose da un punto di vista distaccato, però, essi danno un involontario aiuto agli utenti meno smaliziati. In effetti, essi costringono la gente a non prendere per oro colato tutto quello che si trova nei newsgroup e nei forum, che forse perché appare in forma scritta viene spesso considerato aprioristicamente corretto.

    Punti di vista alternativi [modifica]
    Anche se unanimemente il “fenomeno troll” è considerato una presenza indesiderabile in un forum o in una comunità virtuale, alcuni affermano che la presenza negativa possa portare comunque conseguenze positive. Difatti i troll producono in genere un atteggiamento «noi contro loro» dove il “noi” rappresenta tutti quelli che sono contrari all’azione disturbatrice. Tale atteggiamento risulta utile sia per sminuire il comportamento disturbatore che per rafforzare le tattiche anti-troll consolidando il legame tra tutti gli utenti.

    Nella maggior parte dei casi questo ultimo modo di occuparsi di un troll è vantaggioso. Tuttavia si pone pertinente una domanda: “Che cosa accade se l’unico obiettivo dell’amministratore o di altri è fare tacere le critiche rispetto a problematiche particolari, allo stile del moderatore, alla eventuale pubblicità o porre limiti precostituiti alle discussioni? Giocare la «carta del troll» in questi casi può essere molto efficace.

    Molti (forse la maggior parte) dei “trolls„ sono accusati di esserlo da altri partecipanti nel contesto di dispute religiose, politiche o di tipo similare. Viene allora definito “trolling„ il comportamento di un dissidente o di un eretico e spesso in tal modo il vocabolo assume caratteristica di epiteto denigratorio.

    In molti casi non è del tutto sbagliato considerare un “troll„ l’amministratore. Molti dibattiti tra persone con e senza particolari ruoli somigliano ad accalorate liti personali nelle quali ci si aspetta che l’amministratore non venga coinvolto. Infatti, il possesso di competenze tecniche, avere il potere di ammettere, amministrare, moderare le discussioni ed escludere gli utenti, non comporta necessariamente doti di superiore cultura o di sereno giudizio politico e morale. Dalla forma del confronto, una persona può essere identificata come troll anche solo perché non concorda con un altro, spesso con chi ha aperto la discussione, e se questi è il moderatore allora c’è il rischio di un abuso.

    Come con ogni epiteto denigratorio, chi ha ricevuto l’etichetta può riattribuirla tale e quale; e in ciò si osservano i reciproci tentativi di fare gruppo per resistere collettivamente. Di solito chi in un gruppo usa tale etichetta contro qualcuno, tende a rappresentarsi come giusto e promotore di una risposta corale.

    Vi sono casi nei quali l’accusa di essere un “troll” può essere formulata come scherzo o argomentazione, senza particolari conseguenze ed è questo il caso di una discussione sul fenomeno del “trolling”.

    “””””

    borrelli p.

  • Athos Tromboni

    Caro GT cosa c’è di male in una azienda cooperativa? E cosa c’è di male nell’averci lavorato, creduto, speso una parte della propria vita? Anch’io sono stato un cooperatore benché mi sia licenziato dalla Lega Coop nel 1986 (se vuoi ulteriori notizie, leggi il mio curriculum di candidato, visto che il tuo passatempo preferito sembra quello di scavare nelle vite altrui per calunniare affidandoti a ciò che non sta scritto e che tu inventi…).
    La Cei era una coop; e che coop! finché ha retto! la Cmc è una coop che tuttora regge e io ne sono ben contento. Anche la Costruttori era una coop, anche la Unipol è una coop. Ma lavorarci o l’averci lavorato, infanga e fa perdere credibilità anche di chi è stato più vittima che artefice degli sviluppi socio-economici di quelle aziende? E’ dal 1986 che io sono fuori dalla Lega, ma nel mio sentire l’idealità della cooperazione non si è mai spenta e se Dio facesse il miracolo di farmici ritornare in Lega Coop con un qualche potere (sì, potere) in più di quelli che avevo quando mi sono licenziato, sai cosa farei? Disgregherei i giganti per ritornare alle piccole aziende cooperative, certo coordinate a livello consortile per tutte le esigenze di “sistema” e bla bla, ma ripartirei da lì per far riscoprire il senso del fare produzione e lavoro avendo sempre a mente il principio della solidarietà. Quel principio che fu della Cei degli anni d’oro e che non è stato della Costruttori, come non lo è (oggi) ti tanti altri giganti della Lega Coop a Ferrara, in Emilia romagna, in Italia.
    E come a PpF, anche a me piace l’idea di disgregare Hera per ritornare alle municipalizzate, più vicine al cittadino/utente di quello che non sia la TaglianHera moloch di oggi e (se vince Tagliani) di domani.

  • Roberto Zambelli

    Avrei una proposta di metodo: perché, in un sito in cui si parla molto di trasparenza cercando anche di applicarla non pubblichiamo solo i post la cui origine e il cui estensore è verificato e conosciuto con tanto di nome e cognome a firma?
    Credo che così facendo si alzerebbe il tono della discussione e forse anche della democrazia, questo almeno fino a ché gli alias non avranno diritto di cittadinanza.

  • Athos Tromboni

    Sì Roberto Zambelli, hai ragione. Valutiamo però un’altra cosa prima di decidere l’esclusione degli scritti anonimi: se essi sono semplicemente infamanti non c’è dubbio che vanno cassati subito. Ma se sono verosimili o in parte veri (di quelle mezze verità, però, dovute a elaborazioni poi non sorrette dalle prove dei fatti: quindi calunnie…) non rispondere potrebbe lasciare intendere che è meglio la “quieta non mòvere” della risposta. Ma se le argomentazioni della risposta sono valide e sono anche verificabili i dati menzionati, perché rischiare di passar per quelli che vogliono mantenere la “quieta” su un argomento indesiderato, anche se mosso da una sigla anonima o da un nome di fantasia?
    Rispondo anche a Borrelli, ringraziandolo per averci illuminato sul TROLL, termine che non conoscevo: è vero che la maniera più efficace di smontarlo è ignorarne gli interventi, ma qui siamo nel dibattito sociale e la voce del TROLL può far presa sui meno dotati di capacità critico-intellettive e sui meno avvezzi a risolvere i propri dubbi cercando in internet, sui libri, su documenti e su altro pur disponibile e più o meno facilmente acquisibile.
    In fondo, amici miei, se vogliamo far vincere la nostra intelligenza in modo da acquisire il consenso che sappiamo di meritare, dobbiamo essere capaci di ribaltare la frittata e fare di un potenziale svantaggio un’occasione per giungere ad un risultato a nostro favore. L’Italia (la nazionale di calcio intendo) di Valcareggi giocava prevalentemente in difesa, col catenaccio e il contropiede: subiva? Sì, subiva, ma quasi sempre riusciva a ribaltare a proprio favore quello che veniva definito uno svantaggio tattico. O no?

  • Nano

    Concordo con Athos alle menzogne bisogna rispondere con verità confortate da dati e documenti, poi ognuno con la sua testa tirerà le dovute conclusioni.

Abbiamo fatto molta strada

PpF su Facebook

Salviamo il S. Anna

Operazione “fiato sul collo” – i nostri video

Guarda i nostri video. Fiato sul collo

Quorum Zero – Più Democrazia

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/wp-content/uploads/2012/02/logo_QUORUM-ZERO.jpg

Democracy Day – 27 Novembre 2011 – Ferrara

http://www.paolomichelotto.it/blog/tag/democracy-day/

15 Ottobre

http://15october.net/it/

Linee programmatiche consiglio comunale

Consiglio comunale 09.07.09: Elezione del Presidente e Vicepresidente.

Scaricate e leggete le Linee programmatiche presentate dalla maggioranza.

Consigliere comunale

Il consigliere comunale della nostra lista civica è Valentino Tavolazzi.

Scaricate il curriculum ed il certificato penale.

Vai alla pagina riservata dal Comune di Ferrara.

Scaricate il contratto Tavolazzi - Comune di Ferrara.

Scaricate il reddito Tavolazzi prima di accettare l'incarico del comune.

Leggi la relazione che l'allora City Manager Valentino Tavolazzi ha scritto al Sindaco, nel 2002.
Scaricala.
Relazione del 2002 sulla piazza "sbrisulona": leggila.


  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • Valentino Tavolazzi: Ing. Savini, come le ho scritto sei anni fa, saremmo ben lieti di pubblicare un intero suo articolo nel nostro sito, con la sua completa versione dei
  • vittorio savini: ,,,aggiungo inoltre che vi è stata un' ORDINANZA del tribunale di Ferrara (artt. 676 C.P.P.) n. 250/2016 del 2 novembre 2016 a firma del giudice Pier

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'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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