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13 Apr, 2013

Zadro, Hera e i chilojoule

Inserito da: PpF In: Ambiente e salute

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Gli argomenti che Hera ha fornito alla assessora Zadro ( leggi ), per difendere il teleriscaldamento e il cancro valorizzatore di Cassana, sono deboli, contraddittori, incompleti, talvolta falsi. Tuttavia la lettura del testo è impagabile, per l’ilarità suscitata dalla citazione del potere calorifico in kJ/kg, tecnicismo lontano anni luce dalla formazione della Zadro. Polemiche a parte, replico nel merito e nell’ordine utilizzato dall’assessora.

INCENERITORE

 Zadro conferma che la Regione intende mantenere in funzione l’inceneritore di Cassana, per bruciare rifiuti provenienti da altre province. E’ una minaccia grave per l’ambiente e la salute nel nostro territorio e da sola basta a giustificare una mobilitazione permanente della popolazione. Zadro fa lo stesso ragionamento che si potrebbe fare dalla parrucchiera. Visto che l’inceneritore dobbiamo tenercelo (se ci ribelliamo alla Regione il Pd ferrarese perderebbe posti ben pagati come quelli di Bertelli, Montanari, Bianchi), tanto vale raddoppiare il teleriscaldamento, per consentire a Hera di rivendere agli utenti il calore dell’inceneritore, già pagato dai cittadini con la Tia.

 

Dobbiamo ribellarci all’idea che il Pd, Errani e Tagliani, d’accordo con Hera, scarichino sui nostri polmoni l’incenerimento di rifiuti provenienti da tutta la regione e anche da fuori, solo perché il cancro valorizzatore di Cassana non è stato ammortizzato, e a 3 mila metri di profondità c’è acqua tiepida.

Zadro cita i dati 2012 della gestione dei rifiuti, ben sapendo che il cittadino non può disporne, dal momento che nel sito della Provincia si fermano al 2011. Tuttavia, pur riferendoci a quell’anno, la verità emerge ugualmente. La bufala che la differenziata di Hera al 50% sia un grande risultato, è del tutto infondata. Innanzi tutto meglio dei ferraresi fanno i cittadini di Berra (74%), Iolanda (76,9%), Ro (70,7%), Migliaro e Migliarino (entrambi al 60% circa), a dimostrazione del fatto che dove non c’è inceneritore (siamo nel feudo di Area), si ottengono migliori risultati nella raccolta.

Poi va detto che delle 48 mila tonnellate di rifiuti urbani, raccolti a Ferrara in modo differenziato e avviati al recupero, 13 mila sono carta e cartone, 18 mila sfalci e legno, 4 mila vetro, 5 mila ingombrantie altro. La plastica (3 mila) e la frazione organica domestica (meno di 3 mila) sono marginali, mentre potrebbero essere prevalenti nella raccolta porta a porta. Ciò dimostra il fallimento della raccolta differenziata tramite cassonetti stradali. Mentre a Ferrara Hera raccoglie 19,4 kg di umido pro capite (Forsu), a Reggio Emila (differenziata al 60% anche con porta a porta)  Iren ne raccoglie 38,35 kg, dunque circa il doppio.

Nel 2011, alla luce dei dati positivi di raccolta differenziata, l’inceneritore di Reggio Emilia è stato spento, senza realizzarne uno nuovo. Gli amministratori reggiani hanno pianificato una strategia alternativa. Notare che a Reggio esiste un TLR più grande di quello ferrarese. Oltre ad un piano per la differenziata, i “compagni” di Reggio hanno previsto un impianto che dal 2015 tratterà rifiuto indifferenziato (Trattamento Meccanico Biologico per circa 100 mila tonnelate), recuperando ulteriore materiale. L’efficacia sarà tale da rendere l’impianto una vera e propria “Fabbrica dei Materiali” e da portare la quantità di rifiuti da smaltire sotto il 15%. L’obiettivo rifiuti zero nel 2015 sarà realizzabile. Reggio darà impulso ad un’economia verde basata sul recupero dei materiali ed alla riduzione dei rifiuti. L’esperienza reggiana è presa ad esempio in tutt’Italia, quale percorso di crescita culturale nella gestione dei rifiuti. Nessuno a Reggio si sognerebbe mai di raddoppiare il TLR, riaccendendo l’inceneritore.

Zadro, informata poco e male da Hera, esalta fuori luogo l’impianto di Ostellato, piccolo, vecchio e male funzionante. Paragonarlo al TMB previsto a Reggio è una presa per i fondelli dei cittadini. L’impianto Hera  tratta 45 mila tonnellate di rifiuti urbani, provenienti dall’intera provincia, ma ne rispedisce25 mila all’inceneritore di Cassana. Non è dato sapere quanti rifiuti arrivino ad Ostellato da fuori provincia.

 

In totale, dunque  il cancro valorizzatore di Cassana brucia 130 mila tonnellate di rifiuti, di cui 100 mila urbani, 30 mila speciali (di cui non conosciamo la provenienza). Degli urbani, solo 47 mila sono raccolti a Ferrara, gli altri arrivano dalla provincia (24 mila conferiti da Cmv , raccolti a Cento, Bondeno, Poggio, 4 mila raccolti a Comacchio e nel basso ferrarese). Dall’impianto di Ostellato arrivano poi i rimanenti 25 mila citati.

Ferrara potrebbe spegnere l’inceneritore in due o tre anni, se solo il Pd fosse libero e capace di concepire una strategia rifiuti più evoluta di quella imposta da Hera (Zadro consenziente), orientata solo a produrre profitti e a distribuire dividendiai soci privati, con una capacità di persuasione sul Pd ed i suoi amministratori tale da condizionare, a proprio favore, la gestione collettiva di servizi pubblici e beni comuni (esempio svendita rete gas). Tagliani ed il Pd dicano che fine ha fatto il milione di euro derivante dal recupero della plastica, che la Zadro sostiene abbia finanziato servizi per i cittadini. Si trova tra i capitoli in entrata del bilancio comunale o è finito nelle casse di Hera?

 TELERISCALDAMENTO

 Zadro erige un monumento farlocco al teleriscaldamento, alimentato dall’incenerimento dei rifiuti (un terzo), dalla combustione del gas naturale (un ottavo) e dall’acqua tiepida prelevata a 3 mila metri di profondità (poco più della metà del calore necessario). Il TLR è una tecnologia vecchia, caratterizzata da enormi dispersioni di calore e di acqua calda costosa, elevati costi di manutenzione (buchi nei tubi), rigidità di accesso e di sgancio effettivo dell’utenza, tariffe alte senza controllo pubblico, elevato disagio in caso di guasto. Di TLR non se ne parla più nemmeno in Russia, che l’ha inventato!

In Italia gli impianti TLR più importanti (Reggio, Torino, Brescia) si sono sviluppati a ridosso di grandi inceneritori di rifiuti. La geotermia ad alta entalpia (quantità di calore) alimenta pochi impianti, prevalentemente termali. Ma vi sono esempi virtuosi di TLR. In Toscana (esempio a Monteverdi) il teleriscaldamento è alimentato da acqua surriscaldata e vapore (temperatura superiore ai 100 °C) senza inceneritori. Altri esempi di teleriscaldamento geotermico sono a Santa Maria Coghinas, Villalba, Valledoria in Sardegna, nella città francese di La Craie, dove si utilizza acqua calda ad alta temperatura. Il must è in Islanda, dove esiste una rete di impianti TLR geotermici.

Non siamo contrari all’utilizzo dell’acqua tiepida di Ferrara, per impieghi efficaci (come nell’industria agroalimentare) o per continuare ad alimentare il TLR esistente. Ci opponiamo alla strumentalizzazione dei quella modestafonte di calore, per costruire un mostro superato dai tempi (il raddoppio del TLR) e per incatenare la città all’incenerimento dei rifiuti.

Zadro dovrebbe raccontare ai cittadini quando scade la concessione a Hera dei pozzi Eni di Casaglia, quale costo essa abbia e se a Hera convenga dotarsi di pozzi di proprietà, indipendentemente dal raddoppio del TLR. Zadro dovrebbe spiegare perché non si batte per l’utilizzo del vapore disponibile nel petrolchimico (centrali turbogas) per scaldare l’acqua del TLR. Dovrebbe raccontare perché le trattative Hera-Enipower si sono interrotte? Costava forse troppo il vapore della turbogas, che oggi, per la parte inutilizzata, viene disperso all’aria? Finché il Pd continuerà a nasconde la verità e a raccontare bufale ai ferraresi, sarà inevitabile l’emorragia di voti di cui soffre ormai da decenni.

Progetto per Ferrara sarà al fianco dei ferraresi nella battaglia per scongiura l’ennesima sciagura per la città.

 

Valentino Tavolazzi

Consigliere comunale

Progetto per Ferrara

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  • Giorgio Montolli: Segnalo questa intervista con il prof. Franco Berrino: http://www.verona-in.it/2015/03/27/franco-berrino-per-il-cibo-la-spesa-fatela-con-la-bisnonna-

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'Progetto per Ferrara' e' una iniziativa politica aperta, rivolta a tutti i ferraresi, elaborata e promossa insieme a compagni di viaggio, che in questi anni hanno condiviso con me intense battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e per il cambiamento della politica.
Valentino Tavolazzi

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